Le neuroscienze nella crescita personale

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Da quando la tecnica ci consente di “guardare il cervello in azione” ogni ricerca in campo psicologico è correlata da dati neuroscientifici. Oggi voglio parlarti di questo e come prendere questi studi.

C’è chi afferma sia inutile capire il cervello e chi invece vede in questi studi un’opportunità… vediamo insieme come interpretare questi dati alla luce della nostra crescita personale.

 

 

Prima di proseguire la lettura di questo post è necessario aver ascoltato il podcast. So che ci sono persone che amano maggiormente leggere e che si lanciano subito sulla lettura del post, oggi è un po’ diverso.

In realtà andrebbe sempre ascoltato prima il podcast perché spesso cito cose che ho detto li…qui! Soprattutto quando l’argomento è complesso come quello delle “neuroscienze”.

Per neuroscienze faccio riferimento allo studio anatomo-fisiologico dell’attività psichica. Questo era anche il difficilissmo nome del mio primo esame all’Università, qualcosa che mi aveva davvero colpito.

C’è amore e odio verso le neuroscienze!

Chi si occupa di “biologia” (medici e biologi) sono più che felici di sapere che si possano attribuire spiegazioni “concrete” all’agire umano. Mentre psicologi e filosofi non lo sono affatto, vedono in questa attribuzione un riduzionismo scientifico.

Ovviamente nessuno dei due ha in tasca la verità che quasi sempre sta nel mezzo. Infatti i “medici” che studiano l’attività psichica si sono accorti che questa è molto più complessa di quanto immaginassero.

E allo stesso modo psicologi e filosofi si sono dovuti arrendere ad evidenze sperimentali sconvolgenti, come ad esempio i “neuroni specchio” con tutte le conseguenze speculative che ne derivano.

Che cosa c’entra tutto questo con la crescita personale?

C’entra c’entra! Come ti dico da sempre la crescita personale è figlia della psicologia. Le tecniche e le metodologie che hanno più successo in questi ambiti sono liberamente prese dagli studi psicologici degli ultimi 50 anni.

Così se qualcosa è in grado di migliorare la ricerca psicologica è anche in grado di migliorare quella sulla nostra cara crescita personale. Non a caso, moltissimi “fuffa coach” si divertono a citare il cervello e le sue diverse parti (spesso a sproposito).

Alcuni “fuffa coach” poi sono anche convinti di non parlare “di psicologia” se citano il cervello. Dopotutto le neuroscienze non sono psicologia, no?

Le neuroscienze sono lo studio della psicologia dal punto di vista biologico!

Se psicologia significa “studio dell’anima” (anima intesa come la intendeva Platone, quindi della mente e della razionalità) allora le neuroscienze possono essere considerate come una “psicologia biologica”.

Ed infatti uno dei miei esami si chiamava proprio “psico-biologia”! Ed in questi anni ho avuto modo di conoscere decine se non centinaia di neuroscienziati, dal più “riduzionista” al più “olistico”.

Ed entrambi sanno che le neuroscienze si intrecciano alla perfezione con la psicologia. Ora il pericolo che dichiarano i miei colleghi è di perdere di vista l’indagine della mente, ma secondo me non è proprio così.

Secondo me e secondo pensatori del calibro di Daniel Siegel, neuroscienze e psicologia vanno perfettamente a braccetto, ed entrambe contribuiscono ad allargare quel campo di indagine che chiamiamo in generale “psicologia”.

Per me il valore sta nel famoso “conosci te stesso”

Per quanto mi riguarda, dopo anni passati a correre dietro a queste cose la nostra cara “crescita personale” fa rima con “conosci te stesso”! Meglio conosci qualcosa e più flessibile diventi in quel certo campo.

Il problema con “noi stessi” è quello che ti raccontavo nella 130° puntata del podcast, il fatto che pensiamo tutti di conoscerci e di conoscere gli altri… ad un qualche livello! Questo ci porta a pensare di non aver bisogno di altre informazioni per vivere meglio.

Ed invece di tanto in tanto esce fuori una ricerca che sconvolge tutto! Non mi credi? Pensa alla tua forza personale, scommetto che se ti facessi abbastanza domande verrebbero fuori concetti legati alla “fisica”, all’energia.

Questo non solo perché stiamo usando metafore fisiche (come la “forza”) ma perché la nostra scienza è profondamente influenzata dagli ambiti che vanno per la maggiore. E lo studio della fisica e dell’energia è uno di questi, soprattutto dello scorso secolo.

Ok sto andando fuori strada, ma penso davvero che conoscere le “metafore” delle neuroscienze ci aiuti a capire un po’ meglio noi stessi e gli altri, senza doverle prendere per “oro colato”.

Se conosci una funziona puoi allenarla!

Due degli aspetti più interessanti per la crescita personale sono osservare le funzioni che le neuroscienze evidenziano e sapere che queste, sono tutte (davvero tutte) potenziabili, allenabili!

Lo so questo non ti farà cadere dalla sedia per la sorpresa, però è davvero straordinaria l’idea della neuroplasticità, il fatto di vedere il cervello come una sorta di muscolo. Che in quanto tale si stanca ma allo stesso tempo si può rinforzare con l’esercizio.

Ok di certo non puoi allenare i tuoi ioni sodio ad essere più rapidi, questi sono gli iperspecialismi della disciplina e neanche i tuoi neuroni. Ciò che puoi fare è invece allenare “parti” che “esistono davvero” e che in alcuni casi sono addirittura visibili.

Il caso più famoso è quello della meditazione, in grado realmente di rimodellare il cervello… in meglio!

Ecco il video del prof. Carlo Umiltà dell’Università di Padova che tratta proprio questi temi:

Nel video vedi un’insieme di incontri organizzati a Padova dagli studenti su un tema fondamentale: l’epistemologia! Se bazzichi su psinel da un po’ di tempo sai che ho il pallino per queste cose, per la domanda fondamentale:

“Come fai a saperlo?”, cioè da dove arriva la tua conoscenza? Su cosa si basa? E’ in grado di stare in piedi da sola? Se sei curioso di queste questioni cerca tra i “manifesti di psinel” che trovi qui e segui questo canale di Youtube.

Ehm…segui il canale solo se sei fortemente motivato, perché gli argomenti sono pesantini e potrebbero portarti fuori strada. Per cui se sei alle prime armi con queste cose, evitalo! Potrebbe confonderti le idee.

Altro video molto illuminante è questo di Vittorio Gallesi:

Anche qui si parla un po’ della connessione fra neuroscienze e psicologia, arrivando a parlare di fenomenologia. Te la risparmio, anche se è davvero un approccio molto interessante allo studio della mente.

E per concludere non posso non citare il mitico Daniel Siegel che con i suoi libri e la sua psicobiologia interpersonale fa esattamente ciò che descrivo in questa puntata. Analizza nove funzioni della corteccia frontale e ti spiega come svilupparle.

Indovina quale è lo strumento principale per ridare forma al cervello? Bravo la meditazione o ancora meglio la presenza. Ti ricordi quando ti parlavo di esercizi musicali e neuroplasticità?

In pratica se fai esercizio con la chitarra mentre sei presente, sentendo le tue dita che toccano le corde, sentendo il suono che produci, stando presente! Il tuo cervello cabla molto meglio queste reti sviluppandole, rispetto a quando invece sei distratto.

Una serie di chitarristi sul divano 😉

Non sai quante ore ho passato sul divano, magari a guardare qualche video di Youtube mentre suonavo la chitarra, convinto che questo mi aiutasse a migliore. In realtà un po’ si migliora, aumenta la forza, la resistenza ecc…ma…

…se ad esempio stai assumendo posizioni sbagliate, rischi di portarti dietro anche quelle con l’esercizio distratto. Ed in più, quelle stesse reti neurali non si fortificano allo stesso modo.

Tutti questi concetti fanno parte delle neuroscienze e come vedi li “abbiamo in bocca da anni”. Sono decenni che si parla di emisfero destro e sinistro, di neuroni specchio, di cervello emotivo, di tripartizione del cervello ecc.

Ragazzi mentre molti si affidano all’esoterico e allo spirituale per parlare di crescita personale. Qui mi piace molto di più affidarmi alle diverse scienze che possono aiutare a conoscerci meglio.

Se ami il “mistero e la scoperta” le nueroscienze offrono molti spunti!

Se adori il “mistero” e sei alla ricerca di nuove scoperte, lascia perdere la parte esoterica e studia le neuroscienze. Si perché c’è davvero tantissimo da scoprire… ovviamente questa è una mezza provocazione!

Anni fa c’era una puntata dei “Griffin” (The Family Guy) dove Peter (il padre famiglia strampalato) si ferma ad osservare l’ondeggiare di un sacchetto al vento, scena presa da “American beauty”.

Mentre guarda questo sacchetto dice tra se e se: “oh guarda che meraviglia e che mistero la natura”. Ad un tratto interviene “Dio”, un tizio raffigurato con la barba su una nuvoletta che risponde a Peater:

“Ma hai idea di quanto sia complicato il tuo sistema circolatorio?”

Ovviamente questo era “uno scatch divertente” ma sotto sotto dice una grossa verità: spesso ci rivolgiamo a studi e spiegazioni strane quando in realtà siamo circondati dal mistero.

Se studi la biologia del corpo umano non puoi che restare piacevolmente colpito dalla nostra complessità e di come questa funzioni a meraviglia, come una macchina perfetta.

Non ho nulla in contrario con chi si diletta nello studio di aspetti “mistici ed esoterici” dell’animo umano. Lo vedo un interesse come un altro, c’è chi ama pescare e a chi fa totalmente ribrezzo.

Lo so non è la stessa cosa, però se uno ha davvero “sete di conoscenza dell’animo umano” oggi non può far finta che le neuroscienze non esitano solo perché si attacca ad un’idea di “umanesimo culturale”.

Tutte le scienze sono legate tra loro!

Il fatto è questo, non esiste oggi nessuna branca scientifica che sia completamente scollegata dalle altre. E se studi “psicologia” dovrai necessariamente fare i conti con la psico-biologia.

Non si tratta solo di apprendere un linguaggio “medico, biologico e riduzionista” per poter comunicare con altre figure, si tratta di un ampliamento delle nostre conoscenze.

Fare gli struzzi e pensare che si tratti di qualcosa di completamente avulso e distaccato dalle “scienze umane” è, secondo me, un grave errore di valutazione.

Di certo le “neuroscienze” non sveleranno tutti i segreti della mente, per quello sarà ancora necessaria la speculazione psicologica. I due ambiti si compenetrano come hai visto nel video di Gallese…

…ok forse per essere un “post estivo” sono andato anche oltre!

Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un tuo commento qui sotto e clicca su mi piace ed aiutami a far crescere psinel 🙂

A presto
Genna

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9 Commenti
  • Ciao Genna, ti seguo da poche settimane ma con passione. Per caso ho incontrato su iTunes i tuoi podcast e li ho ascoltati tutti, zigzagando anche nel tuo blog. Ora ti seguo con autentica passione soprattutto dopo questo tuo ultimo post. Ho conosciuto le Neuroscienze pochi anni fa dopo aver letto “Il cervello infinito” di Doidge. Impossibile non appassionarsi. Questo tuo ultimo post mi piace particolarmente perché, come per altri argomenti che hai affrontato in passato ma che mi sono stati più ostici, sei riuscito a proporre un argomento rimanendo in posizione bilanciata e con una spontaneità ed una simpatia incredibili. Complimenti! Aspetto con curiosità il tuo prossimo articolo 😉

    • Grazie mille Donata,
      se mi segui anche su facebook…ne approfitto per dire che domani alle 14:00 farò una Live.

      Per chi non lo sapesse è una sorta di teleconferenza dove chi segue psinel può farmi domande su ciò che vuole. E cerco di rispondere per quanto possibile.

  • Da “fanatico” della scienza non posso che apprezzare il tuo post e tutto il tuo lavoro… Ti seguo per questo, in fondo.
    Non trovo nulla di riduzionista nella neurologia nei confronti della psicologia, è un po’ come trovare riduzionista l’analisi delle interazioni delle molecole di un gas quando si studia la legge dei gas perfetti: la prima studia i dettagli, gli elementi base, le regole fondamentali, l’ultima studia il comportamento emergente, l’aspetto macroscopico. La prima ti dice il come, ma per fare i conti, per risolvere un problema reale, usi la seconda. Se poi devi fare un lavoro di fino, le usi entrambe, nel giusto mix. Così come ritengo che la vita sia il comportamento emergente di un sistema chimico complesso, penso che la mente sia il comportamento emergente di un complesso sistema informativo, quale é il cervello.

  • grazie mille Genna!
    spieghi come al solito molto bene concetti difficili!

  • hahah Luca, ora che l’ho corretto mi sono accorto del lapsus 😀 ed anche dei link lasciati in sospeso…grazie!

  • Ciao Genna! È un’articolo interessante e in linea con ciò che penso anche io; io sto studiando il libro di Daniel Siegel sulla psicobiologia, molto bello.
    Ps: sò che non è una cosa molto simpatica far notare gli errori di scrittura ma….”Family Guy” 😉

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