Aumentare la felicità del 19% con la gratitudine

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“Perché ringraziare non è solo cortesia”? Questa domanda era il titolo di un post di questo blog del 2010, ma in realtà qui su Psinel si parla del potere della “gratitudine” (da un punto di vista scientifico) dal 2009.

Sono infatti moltissimi gli studi che confermano quanto “ringraziare” faccia bene e la domanda che mi sono posto più spesso è stata “ok ringraziare, ma ringraziare chi?”…buon ascolto:

Come hai sentito la risposta a quella domanda (ringraziare chi?) è davvero difficile da dare, ma fortunatamente pare che il massimo del risultato lo ottieni quando ringrazi qualcuno che ti sta accanto.

Qualsiasi sia la tua “fede” le relazioni su cui dobbiamo lavorare non è quella con “i nostri Dei” ma è quella con le persone che ci stanno accanto. Con quelle persone speciali che ci hanno aiutato e che ci supportano nella nostra vita “terrena”.

Se mi segui da molto sai che in realtà abbiamo già parlato di questo esercizio. Lo avevo pescato dai bellissimi libri di Richard Wiseman (59 secondi). Questi libri sono fra i primi contributi scientifici alla crescita personale (almeno sono i primi espliciti dopo psinel;)).

(Me la tiro un po’: Psinel è stato il primo blog a livello internazionale a parlare esplicitamente della connessione fra gli studi scientifici e lo sviluppo personale dal 2008)

Ora devi sapere che la scienza sta sempre più provando che uno dei fattori predittivi della “felicità” di una persona sta nelle sue relazioni. Come ti raccontavo, è davvero difficile essere “felici/soddisfatti/sereni” in completa solitudine!

Si lo so che qualcuno ha l’immagine del vecchietto che medita nelle montagne, il classico asceta che “non ha bisogno di nessuno”, perché sembra che la meditazione lo renda capace di vivere “senza alcun attaccamento”.

Ma in realtà le cose non stanno così! La felicità è direttamente connessa alla nostra capacità di creare relazioni positive, non solo al di fuori di noi ma anche “al nostro interno”.

Per questo nell’esperimento che ti ho fatto provare (e che spero tu abbia messo in pratica) la differenza fra il semplice “ascolto dell’esercizio” e la sua messa in pratica, sta proprio nel “telefonare a quella persona”, quindi ad esprimere la propria gratitudine:

 

 

Il video che hai appena visto fa parte di una serie di video davvero interessanti chiamati “soul pancake” (letteralmente dolci per l’anima) e nel loro canale di youtube trovi un sacco di “esperimenti scientifici” usati come “intrattenimento”.

Esattamente come aveva già fatto Wiseman (e anche personaggi come Derren Brown) gli autori di questo sito prendono gli studi scientifici sulla crescita personale e ci costruiscono una sorta di reality per vedere se realmente queste tecniche funzionano.

Nel video si vede chiaramente come l’esercizio sia in grado di alzare realmente “il tono dell’umore” dei partecipanti. Ma cosa ancora più interessante è che il massimo del risultato lo ha ottenuto chi è riuscito a chiamare e dichiarare a voce la propria gratitudine.

A quanto pare, chi semplicemente mostrava gratitudine senza chiamare, aumentava la propria felicità dal 2 al 4% mentre chi effettivamente chiamava, e quindi dichiarava la propria gratitudine la aumentava dal 4 al 19%. (Un ottimo risultato*)

Forse in questi anni non ti saranno sfuggite tutte le diverse metodiche per “usare la gratitudine”. Una di queste è stata citata nel podcast, è sarebbe l’abitudine di scrivere ogni giorno 3 cose che ci sono accadute e per cui siamo “grati”.

E a quanto pare anche questo semplice esercizio aumenta “la felicità”…ma a quanto pare il massimo lo ottieni quando riesci realmente ad esprimere la tua gratitudine ad un’altra persona. Per cui, evita di preoccuparti se non sei riuscito a “chiamare subito”!

Hai tutto il 2016 per poter decidere a chi “esprimere la tua gratitudine”! 

Quindi vediamo per punti che cosa può fare la gratitudine nella tua vita e soprattutto, come fa a farlo:

1- Migliora le relazioni: il fatto di esprimere gratitudine per ciò che fanno le persone che ti circondano, rafforza e migliora naturalmente le tue relazioni.

2- Modifica il tuo stato emotivo contingente: dimostrare gratitudine migliora il nostro stato emotivo nel qui ed ora (contingente). Si potrebbe dire che le semplici “emozioni” legate alla gratitudine possano migliorare il nostro “stato emotivo”.

3- Addestra l’attenzione: il fatto di portare attenzione alle cose di cui siamo grati, allena l’attenzione a notare sempre più le “cose positive” piuttosto che quelle negative. E lo fa senza obbligarci a pensare necessariamente “in modo positivo”.

4- Aumenta la presenza: per poter davvero aprirti ai gesti che le altre persone fanno per te, devi necessariamente diventare più presente sotto ogni punto di vista.

Come vedi questa “dannata presenza” rientra sempre nei nostri discorsi!

 Se mi hai seguito durante gli ultimi anni di sai quanto ho puntato su questo aspetto, quello della presenza. Quello stato che coltiviamo attraverso una “azione attiva di consapevolezza”.

Azione che può essere chiamata in molti modi (meditazione, contemplazione, ecc.) ma che in fin dei conti sembra essere il comune denominatore che lega la saggezza antica di ogni tipo (sia orientale che occidentale) e le moderne ricerche scientifiche.

Durante il 2015 ho studiato un bel po’ di “neurobiologia interpersonale” (se non sai che roba è dai un’occhiata a questo bell’articolo) dove, detto in modo molto sintetico, si studia da anni il potere dell’attenzione sulla neuroplasticità. Insomma una vera figata, te ne parlerò con calma in questo 2016 😉

Quindi, torniamo alla nostra gratitudine. Nel video (ed anche nello studio originale) i soggetti vengono sottoposti ad un questionario sulla felicità (probabilmente quello di Seligman) mentre io ti ho chiesto solo di valutare da 1 a 10 la tua “felicità”.

Beh non si può fare tutto con un semplice podcast, però sono convinto che se hai seguito alla lettera le istruzioni, qualcosa è cambiato. Non importa se hai fatto una valutazione precisa o meno, ciò che conta è come ti senti dopo aver espresso quella gratitudine.

Non è facile, sai perché? Perché per vivere felicemente serve coraggio! Non di quello che saltelli felice come un cretino per la strada, o di chi “mette i piedi in testa agli altri”. No, serve quel coraggio speciale di aprirsi all’esperienza.

Se non hai fatto “la chiamata” non c’è nessuno problema puoi farla anche in un altro momento e se puoi …falla dal vivo, quando vedi quella persona!

Tieni in tasca la tua lettera, mettila nel portafogli e la prima volta che incontri “quella persona”, parlagli di questo strano blog e leggigli la tua lettera. Scommetto che quella persona non potrà che esserne contenta.

In questo mondo moderno sembra strano parlare di cose come “la gratitudine”. Viviamo in un mondo dove sembra vincere quello “più fico”, quello “più forte”, quello “migliore degli altri”…quello “che non deve chiedere mai” e quindi figuriamoci “ringraziare”.

Gli studi scientifici in questo campo invece ci dicono il contrario, coltivare la gratitudine ed esprimerla migliora sia il nostro umore e sia quello degli altri. In una spirale positiva che porta sicuramente un incremento di “felicità generale”.

Concludendo: prova questo esercizio e scrivimi qui sotto come è andata. Metti un pizzico in più di gratitudine in quello che fai, una gratitudine “relazionale”, dove per scopri che imparare ad apprezzare il prossimo è anche un buon modo per imparare ad apprezzare se stessi.

Fammi sapere come è andato il nostro “primo esperimento sociale” del 2016 😉
A presto
Genna

* Nota per i ricercatori: è ovvio che il video scimmiotta uno studio scientifico, ma non è scientifico perché mancano alcuni parametri fondamentali, come ad esempio il gruppo di controllo. Ma resta comunque un modo divertente per mostrare studi scientifici “ben fatti”.

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6 Commenti
  • Esercizio fatto!! E’ stato molto bello scoprire mentre scrivevo quello che mi ha dato questa persona fondamentale nella mia vita e ne sono stato felice 🙂 grazie!!

  • Ciao genna,
    Mi era capitato di vedere il video di questa ricerca in passato, ma come lo hai proposto tu, gli ha dato un significato piu profondo e importante.
    Avevo fatto questo esercizio ma quando dici di pensare ALLINFLUENZA CHE HA AVUTO QUELLA PERSONA SU HI SIAMO OGGI è stato illuminante perché ci permette di riconoscere meglio chi siamo, di prendere consapevolezza di noi con effetti diretti sulla nostra autostima.
    Ho fatto questo esercizio con un’amica che tende a giudicarsi sempre severamente, a non sentirsi mai all’altezza (e ammetto che anchio in passato avevo questa tendenza) ma questa prospettiva he si assume nello scrivere queste parole, permette di guardarci con occhi più amorevoli e compassionevoli (non nel senso di fare pena ma di empatia emozionale)
    Grazie genna per aver dato maggior valore e significato a questa ricerca che credo possa essere una soluzione enorme per migliorare tutto il mondo

  • Ciao Genna, meditando mi sono imbattuto nel concetto di gratitudine proprio nelle ultime settimane, attraverso un percorso di mindfulness e riflessioni che vorrei condividere.
    Partendo dal tema dell’accettare-per-cambiare ho notato che accettare i pensieri sinceramente, attraverso uno sforzo fisico più che logico/cogitativo, approfondisce la presenza.
    Basandomi su questa intuizione ho cominciato a dare il benvenuto ai pensieri che mi si presentavano, mantenendo la presenza durante questo “benvenuto”, per evitare di contaminare i pensieri con altri concetti. Nel fare ciò ho appunto notato, altre all’approfondimento della condizione di presenza, anche una sorta di soluzione di micro conflitti interiori. Come per magia la ruminazione è diminuita vertiginosamente ed è aumentata di gran lunga la capacità di essere presenti nelle azioni quotidiane. Tutto questo ovviamente sia con pensieri “positivi” e sia con pensieri “disturbanti”.
    Così a naso è come se la parte saggia del mio io, il testimone, diventi in qualche modo misericordiosa – perdonami per questa metafora ma è la più calzante che ho trovato – nei confronti della parte inconscia del mio IO, quella che mi propone i pensieri a raffica e che si è formata durante la mia esistenza. Si instaura una sorta di rapporto a due tra testimone e inconscio e più il primo è capace di accettare/perdonare e più il secondo è sereno. Questo produce sicuramente minori sequestri emozionali, per dirla con Goleman, sia nel numero sia nel peso.
    E continuando con questo esercizio del benvenuto, nella meditazione formale, a un certo punto mi è venuto in mente di ringraziare per i pensieri che mi si proponevano. Gennaro, non mi crederai: l’impatto è stato potentissimo. Mi sono ritrovato in una condizione di presenza profondissima, un livello di concentrazione quasi totale e una serenità mai provata prima. Sostanzialmente al presentarsi dei pensieri, mantenendo la presenza, ringrazio quella parte di me che me li propone. Anche qui, pensieri sia positivi sia disturbanti. Provare gratitudine per me stesso ha aumentato addirittura tutti gli effetti positivi del benvenuto! E i micro conflitti interiori si stanno col passare dei giorni dileguando, e con essi le ansie e le paure quotidiane.
    Provare per credere.
    A presto

    • Ottimo Alfredo,
      è esattamente ciò che intendo quando parlo di “gratitudine e meditazione”. Il mindset della gratitudine permette di accogliere ed accettare tutto ciò che emerge durante la pratica e non solo. Allo stesso tempo, la pratica della meditazione permette di accogliere più facilmente ciò che ci capita e di esserne grati. E’ un favoloso circolo virtuoso!
      Grazie per il tuo feedback

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