Creatività: I 5 Passi del processo creativo

Ciao,

come funziona il “processo creativo”? Quali sono le fasi che portano al famigerato “eureka”? Ormai da molti decenni la creatività è studiata scientificamente da migliaia di ricercatori. Tuttavia pare che la miglior definizione di questo processo sia stato individuato molti anni prima da un politologo. Nella 52° puntata del podcast parliamo di questo processo e di come “diventare più creativi”.

Sei riuscito ad ascoltarlo? Non credi anche tu che la creatività faccia parte di ogni nostra piccola azione? Di tanto in tanto mi faccio queste domande, perché essendo il nostro meraviglioso mondo imprevedibile, forse una delle abilità più importanti da coltivare è proprio questa.

Allenarci alla creativitàè qualcosa di possibile su psinel abbiamo parlato molte volte di questo argomento, abbiamo visto insieme diversi studi su quanto sia “vantaggioso”cercare di espandere il proprio “pensierodi vergente”.

Si tratta di “giochetti” che sembrano banali, ma che in diversi casi storici hanno fatto anche guadagnare montagne di denaro a chi li ha applicati nel business, come nei famigerati brainstorming.

Ogni volta che parlo di questo argomento c’è sempre chi vede la “vera creatività” come esclusivo appannaggio degli “artisti”. Ma il processo che hai appena ascoltato si riferisce “ad ogni atto creativo”.

Ogni volta che “crei” qualcosa che prima non c’era, stai facendo “un atto creativo”. Anche una semplice “idea nuova”, una”soluzione alternativa”, sono veri e propri atti creativi. Cose che prima non c’erano e dopo che le hai pensate “ci sono”. Sono state create da te…

…il più famoso fra tutti gli atti creativi è l’aneddoto di Archimede con il suo Eureka! Che con la sua descrizione sembra proprio farci vedere da vicino che si tratta di un atto”involontario” o meglio “inconscio”. Perché si forma attraverso processi inconsapevoli, non si tratta di un ragionamento. Tuttavia, come detto all’interno dell’audio…

è di fondamentale importanza la fase in cui ti focalizzi sul materiale a tua disposizione. Questo è per me, uno dei tanti falsi miti sulla creatività, dove sembra che le invenzioni più creative siano state fatte da “ignoranti”, da persone che “passavano per caso”. Si è vero, nella storia ci sono numerosi casi di serendipia però…

…è anche vero che le invenzioni più importanti nel campo della fisica sono state fatte da fisici 🙂 Sembrerà banale, ma sono state fatte da gente che ha passato anni ad incamerare informazioni su quel determinato argomento. In altre parole, l’impegno paga sempre, anche in un campo come quello della creatività! Attenzione però…

…questo non significa che bisogna riempirsi la testa di informazioni, ce ne sono fin troppe in giro. Ma significa che bisogna impegnarsi in modo attivo per poter migliorare la propria creatività. E’ per farlo davvero serve una buona dose di coraggio, il coraggio di fare delle cose in modo differente”.

Il coraggio non serve tanto per “metterci la faccia”, nel senso di “avere la faccia tosta”, ma serve perché chi cerca di sviluppare la creatività deve essere prono all’errore! Deve sapere fin dall’inizio che l’aspetta un percorso di “errori ed apprendimenti”.

Senza questa disposizione nessuno è davvero libero di essere creativo! L’effetto di questa nostra società modellata sulle aziende e quindi basate sull’efficienza è quello di bloccare la nostra creatività!

“I bambini non possono risolvere i problemi in modo diverso, oggi c’è un metodo più efficace”… questa mentalità ci riempie la testa di giudizi negativi sulle nostre performance…

…per questo sono convinto che una delle chiavi moderne per sviluppare la creatività sia proprio questa. Il prepararsi agli errori, perché “solo chi erra” – cioè si muove – può fare errori! Lo so te l’ho detto tante volte ma è una cosa talmente importante che credo sia necessario ripeterla spesso.

Per il 2015, porta questa consapevolezza con te! Ogni volta che sbagli, che fai qualche cavolata, invece di attaccarti prova ad essere morbido con te stesso. Prova a dirti “dai, tutti sbagliano” e lascia andare la presa a quelle parole, non sei tu! quelle parole che ti dici, quei giudizi…non “sei tu”. Tu sei molto di più (altra frase da ripetersi continuamente;))…

…se ti alleni a fare questo ne gioverà non solo latua creatività. Ti auguro un meraviglioso e prospero 2015 🙂

Genna

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6 Commenti
  • Nessun problema…
    grazie Domenico 🙂

  • Ciao, articolo molto interessante, mi sono preso l'iniziativa di segnalarlo nella mia rassegna stampa http://www.domenicobiancardi.com/2015/02/04/rassegna-stampa-1/ spero non sia un problema!

  • Grazie Vincenzo!
    leggermente in ritardo ricambio Auguri 🙂

  • Ciao Genna,
    Tantissimi auguri di strardinario 2015

    Ok, ci tenevo a farteli
    Un salutone,
    Vincenzo

  • Ciao Gianni,
    entrambe…come diceva Maslow "se hai solo un martello vedrai tutto come un chiodo" 😉

  • Ciao Gennaro, sarebbe interessante determinare se le prestazioni della fase di incubazione risentono o guadagnano dall'intraprendere diversi progetti creativi in background…

    Lavorando massicciamente in parallelo, mi sembra improbabile che il nostro inconscio tema il multitasking (senza contare che le contaminazioni fortuite fra concetti non correlati sono da sempre una classica sorgente di trovate geniali), però potrebbe esistere un limite superiore oltre il quale l'efficienza computazionale diminuisce.

    Graham Wallas stesso incoraggia a iniziare tante cose in successione, lasciandole volutamente in sospeso dopo ciascuna fase esplorativa: http://bit.ly/1HdmrWY

    Tuttavia esistono pareri differenti, come quello di Lee Zlotoff (inventore di MacGyver, supereroe del problem-solving) che nel suo modello "Yurika" suggerisce invece di dedicare il periodo di incubazione ad attività che non sforzino troppo la mente (soprattutto la nostra parte immaginativa): https://www.youtube.com/watch?v=gaDInuYw98k

    Fra queste due filosofie, quale potrebbe essere secondo te quella più produttiva?

    In ogni caso, che arrivino in serie o in parallelo, auguro a te e a tutti un 2015 ricolmo di epifanie! 🙂

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