mercoledì 24 luglio 2013

Psicologia ed emozioni: Perchè la musica triste può farci sentire bene?
















Ciao,

ti è mai capitato di ascoltare "musica triste" e
di provare delle "buone sensazioni"? spesso le
persone quando sono giù, ascoltano canzoni
che tendenzialmente tendono a "tirare ancora
più giù". Personalmente l'ho praticato per
diverso tempo e mi sono sempre chiesto
perché ci fosse questo effetto. Ai Kawakami
e collaboratori (2013) hanno dato una
risposta a questo effetto paradossale.




Nello studio dei ricercatori giapponesi è stata
testata l'ipotesi secondo cui, le emozioni
espresse nel brano possono essere tristi
ma l'esperienza dell'ascolto può dare il via
ad emozioni positive. Secondo i risultati
dello studio, condotto su 44 partecipanti
invitati ad ascoltare brani come questo:





L'hai ascoltato? che emozione ti ha suscitato?
immagino un "mix di emozioni diverse". Ecco
il risultato un po' scontato dello studio, anche
perché il pezzo non ha esclusivamente tratti
tristi... ma anzi a me ha dato sensazioni legate
al cambiamento, allo scorrere del tempo,
alla bellezza del gesto artistico...


...ma allo stesso tempo può generare ansia
nel suo crescendo (emozione sperimentata
dalla mia ragazza all'ascolto di questo brano)
oppure tristezza e malinconia. Insomma un
mix di emozioni che secondo i ricercatori
danno come risultato finale la sensazione
di aver vissuto una "bella esperienza".


Lo so che sembra ancora una vota un dato
scontato, però se ci pensi è ciò che genera
tutta l'arte...che sia triste, felice, rabbiosa,
ecc. Tuttavia, visto che solitamente le cose
"tristi" tendono a farci sentire in quel certo
modo (fungendo da prime), verrebbe subito
da pensare che non sia bene mettersi ad
ascoltare canzoni tristi quando si è
giù con l'umore.


Eppure questo studio dimostra che la relazione
di causalità fra "mood generale della canzone"
ed emozione suscitate, non è così diretto, anzi
dimostra che il contrasto fra le emozioni
positive e negative può generare una "buona
sensazione". E se ci pensiamo bene tutta la
nostra vita "surfa fra le onde delle emozioni
positive e negative".


Per questo da qualche anno ho trovato un enorme
beneficio nella pratica della mindfulness. Perché
è come se ti permettesse di osservare queste
onde che salgono e scelgono, ma senza esserne
mai travolto, accettandole nella loro sintesi.
Così, come ti ho detto più volte, sono convito
che gli stati di profonda auto consapevolezza
non siano raggiungibili solo ed esclusivamente
attraverso la meditazione...


...ma che ci siano diverse "porte d'accesso" fra
le quali le esperienze estetiche, come l'ascolto di
un brano o la visione di un bel film...o ancora la
lettura di un romanzo o la storia che ci viene
raccontata da un amico in un momento speciale.
Insomma, per crescere e vivere bene pare che
sia inevitabile imparare a vivere con questo
miscuglio emotivo.


Scoprendo come diventare più emotivamente
intelligenti (come va di moda dire oggi) e questo
per me passa anche attraverso l'ascolto della
musica e nella contemporanea comprensione
di quali emozioni provo mentre l'ascolto. Fai
questo esperimento adesso:


...recupera 1 o 2 canzoni che non ascolti da tempo
ma che hai sempre amato. Stacca il cellulare,
chiudi le pagine dei social network, insomma
isolati per il tempo necessario di ascoltare
quelle canzoni. Poi mettiti li ed ascoltale con
tutto te stesso, fallo come se stessi facendo
una "pratica informale di meditazione".


Porta la tua attenzione alle note, a quello che
stanno facendo i musicisti, al suono delle parole.
Se conosci bene il testo evita di cantarlo evita
di cantarlo dentro di te...non è facile ma con un
po' di pratica puoi imparare ad ascoltare tutti
gli strumenti come se fossero separati (è chiaro
che se sei un musicista o un appassionato la
cosa ti sarà più semplice e viceversa).


Ed ogni volta che ti distrai, perché magari ti fa
venire in mente una bella o brutta emozione,
riporta gentilmente la tua attenzione al brano,
ai suoni e alle sensazioni fisiche che ti fa
provare. Se non lo hai mai fatto prima forse
ti sembrerà addirittura di non aver mai
ascoltato davvero quel brano.


E' un'esperienza comune quando si porta davvero
attenzione a ciò che stiamo facendo. Spesso
durante i corsi le persone che sperimentano la
pratica del "mangiare consapevolmente" si
stupiscono e chiedono da dove provenga quel
cibo così buono. Allo stesso modo oggi siamo
costantemente immersi in suoni e musiche
di vario genere...


...dalle suonerie dei cellulari alla radio mentre
si guida, fino all'Ipod che non ci lascia mai soli.
Tutta questa musica ci ha tolto un po' il piacere
di ascoltare in modo pieno ciò che sentiamo.
Penso che in una società orientata all'immagine
allenare il tuo "orecchio" sia un modo per
migliorare la tua relazione con il mondo*...


(*il canale uditivo è uno dei canali più sensibili
alla "instaurazione del rapport", non solo è anche
quello con cui "smascheriamo più facilmente le
menzogne".).


...e fa questo anche facendoti sperimentare delle
emozioni ambigue e contrastanti. Quasi come se
ascoltare brani del genere potessero allenarci
alla loro "sintesi mentale". Creando dei
sentimenti in accordo con la visione del
prof. Baiocchi che descrive l'emozione
come un "proto-sentimento":





Sei riuscito a vederlo? si tratta dell'evoluzione
dalla emozione (di base) al sentimento che come
dice lo stesso Baiocchi è qualcosa di molto più
complesso che contiene tutto, sia l'emozione
negativa che quella positiva. Ti lascio a questa
riflessione e tornando alla musica, credo che
ciò che hanno iniziato a studiare gli psicologi
giapponesi sia vicina a questa "chiave
di lettura"...


...magari ne parleremo più avanti...e tu ascolti
musica? ti piace? prova l'esercizio e fammi
sapere cosa ne pensi fra i commenti...e come
sempre, se ti piace il blog, clicca su Mi
piace o sul +1 di google, mi aiuterai a
far crescere PsiNeL.


A presto
Genna



5 commenti:

Enrica ha detto...

Proprio un'ora fa, come faccio a volte quando mi sento particolarmente triste ed insoddisfatta, ho ascoltato Andrea Parodi nel suo ultimo concerto, cantare "No potho reposare". http://www.youtube.com/watch?v=-eZ0H5nGmNI
La canzone non è triste, ma il contesto si, perché Andrea è deceduto dopo poche settimane. Ed è impossibile non provare emozioni molto forti.
Una lacrimuccia ... e poi ritrovo la capacità di essere qui, ora, in questo momento.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie :)

Michelangelo Purgatorio ha detto...

Quindi anche un film horror alla fine diventa una bella esperienza? -.-''

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Michelangelo,
mmmm domanda più che interessante...e chi lo sà :) Credo che sia leggermente diverso perchè l'horror punta a trasmettere solo una gamma negativa di emozioni...

...forse alcui film si ed altri no...forse quelli che riescono a farci ragionare su entrambi i lati del sentimento. Mo mi metto a cercare uno studio simile per i film...thanks ;)

Genna

Stefano ha detto...

Adoro la musica e faccio questo esercizio inconsapevolmente da anni: è vero, è una sensazione bellissima. Per questo consiglio a tutti delle cuffie di alto livello, che cambiano l'esperienza di ascolto. Da un amico negli USA ho provato delle cuffie da 5.000 dollari attaccate a un amplificatore da 4.000 dollari: un'estasi dei sensi.