Psicologia ed emozioni: Perchè la musica triste può farci sentire bene?

Ciao,

ti è mai capitato di ascoltare “musica triste” edi provare delle “buone sensazioni”? spesso lepersone quando sono giù, ascoltano canzoniche tendenzialmente tendono a “tirare ancorapiù giù”. Personalmente l’ho praticato perdiverso tempo e mi sono sempre chiestoperché ci fosse questo effetto. Ai Kawakamie collaboratori (2013) hanno dato unarisposta a questo effetto paradossale.

Nello studio dei ricercatori giapponesi è statatestata l’ipotesi secondo cui, le emozioniespresse nel brano possono essere tristima l’esperienza dell’ascolto può dare il viaad emozioni positive. Secondo i risultatidello studio, condotto su 44 partecipantiinvitati ad ascoltare brani come questo:

L’hai ascoltato? che emozione ti ha suscitato?immagino un “mix di emozioni diverse”. Eccoil risultato un po’ scontato dello studio, ancheperché il pezzo non ha esclusivamente trattitristi… ma anzi a me ha dato sensazioni legateal cambiamento, allo scorrere del tempo,alla bellezza del gesto artistico…

…ma allo stesso tempo può generare ansianel suo crescendo (emozione sperimentatadalla mia ragazza all’ascolto di questo brano)oppure tristezza e malinconia. Insomma unmix di emozioni che secondo i ricercatoridanno come risultato finale la sensazionedi aver vissuto una “bella esperienza”.

Lo so che sembra ancora una vota un datoscontato, però se ci pensi è ciò che generatutta l’arte…che sia triste, felice, rabbiosa,ecc. Tuttavia, visto che solitamente le cose“tristi” tendono a farci sentire in quel certomodo (fungendo da prime), verrebbe subitoda pensare che non sia bene mettersi adascoltare canzoni tristi quando si ègiù con l’umore.

Eppure questo studio dimostra che la relazionedi causalità fra “mood generale della canzone”ed emozione suscitate, non è così diretto, anzidimostra che il contrasto fra le emozionipositive e negative può generare una “buonasensazione”. E se ci pensiamo bene tutta lanostra vita “surfa fra le onde delle emozionipositive e negative“.

Per questo da qualche anno ho trovato un enormebeneficio nella pratica della mindfulness. Perchéè come se ti permettesse di osservare questeonde che salgono e scelgono, ma senza essernemai travolto, accettandole nella loro sintesi.Così, come ti ho detto più volte, sono convitoche gli stati di profonda auto consapevolezzanon siano raggiungibili solo ed esclusivamenteattraverso la meditazione…

…ma che ci siano diverse “porte d’accesso” frale quali le esperienze estetiche, come l’ascolto diun brano o la visione di un bel film…o ancora lalettura di un romanzo o la storia che ci vieneraccontata da un amico in un momento speciale.Insomma, per crescere e vivere bene pare chesia inevitabile imparare a vivere con questomiscuglio emotivo.

Scoprendo come diventare più emotivamenteintelligenti (come va di moda dire oggi) e questoper me passa anche attraverso l’ascolto dellamusica e nella contemporanea comprensionedi quali emozioni provo mentre l’ascolto. Faiquesto esperimento adesso:

recupera 1 o 2 canzoni che non ascolti da tempoma che hai sempre amato. Stacca il cellulare,chiudi le pagine dei social network, insommaisolati per il tempo necessario di ascoltarequelle canzoni. Poi mettiti li ed ascoltale contutto te stesso, fallo come se stessi facendouna “pratica informale di meditazione“.

Porta la tua attenzione alle note, a quello chestanno facendo i musicisti, al suono delle parole.Se conosci bene il testo evita di cantarlo evitadi cantarlo dentro di te…non è facile ma con unpo’ di pratica puoi imparare ad ascoltare tuttigli strumenti come se fossero separati (è chiaroche se sei un musicista o un appassionato lacosa ti sarà più semplice e viceversa).

Ed ogni volta che ti distrai, perché magari ti favenire in mente una bella o brutta emozione,riporta gentilmente la tua attenzione al brano,ai suoni e alle sensazioni fisiche che ti faprovare. Se non lo hai mai fatto prima forseti sembrerà addirittura di non aver maiascoltato davvero quel brano.

E’ un’esperienza comune quando si porta davveroattenzione a ciò che stiamo facendo. Spessodurante i corsi le persone che sperimentano lapratica del “mangiare consapevolmente” sistupiscono e chiedono da dove provenga quelcibo così buono. Allo stesso modo oggi siamocostantemente immersi in suoni e musichedi vario genere…

…dalle suonerie dei cellulari alla radio mentresi guida, fino all’Ipod che non ci lascia mai soli.Tutta questa musica ci ha tolto un po’ il piaceredi ascoltare in modo pieno ciò che sentiamo.Penso che in una società orientata all’immagineallenare il tuo “orecchio” sia un modo permigliorare la tua relazione con il mondo*

(*il canale uditivo è uno dei canali più sensibilialla “instaurazione del rapport“, non solo è anchequello con cui “smascheriamo più facilmente lemenzogne“.).

…e fa questo anche facendoti sperimentare delleemozioni ambigue e contrastanti. Quasi come seascoltare brani del genere potessero allenarcialla loro “sintesi mentale”. Creando deisentimenti in accordo con la visione delprof. Baiocchi che descrive l’emozionecome un “proto-sentimento”:

Sei riuscito a vederlo? si tratta dell’evoluzionedalla emozione (di base) al sentimento che comedice lo stesso Baiocchi è qualcosa di molto piùcomplesso che contiene tutto, sia l’emozionenegativa che quella positiva. Ti lascio a questariflessione e tornando alla musica, credo checiò che hanno iniziato a studiare gli psicologigiapponesi sia vicina a questa “chiavedi lettura”…

…magari ne parleremo più avanti…e tu ascoltimusica? ti piace? prova l’esercizio e fammisapere cosa ne pensi fra i commenti…e comesempre, se ti piace il blog, clicca su Mipiace o sul +1 di google, mi aiuterai afar crescere PsiNeL.

A prestoGenna

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6 Commenti
  • Lo faccio sempre… il mio cantante preferito è Mads Langer, uno dei più grandi esponenti del pop nordico (per definizione malinconico). Lo è da anni e credo di ritrovare nella mia esperienza tutto cio che hai descritto. Complimenti 🙂

  • Adoro la musica e faccio questo esercizio inconsapevolmente da anni: è vero, è una sensazione bellissima. Per questo consiglio a tutti delle cuffie di alto livello, che cambiano l'esperienza di ascolto. Da un amico negli USA ho provato delle cuffie da 5.000 dollari attaccate a un amplificatore da 4.000 dollari: un'estasi dei sensi.

  • Ciao Michelangelo,
    mmmm domanda più che interessante…e chi lo sà 🙂 Credo che sia leggermente diverso perchè l'horror punta a trasmettere solo una gamma negativa di emozioni…

    …forse alcui film si ed altri no…forse quelli che riescono a farci ragionare su entrambi i lati del sentimento. Mo mi metto a cercare uno studio simile per i film…thanks 😉

    Genna

  • Quindi anche un film horror alla fine diventa una bella esperienza? -.-''

  • Grazie 🙂

  • Proprio un'ora fa, come faccio a volte quando mi sento particolarmente triste ed insoddisfatta, ho ascoltato Andrea Parodi nel suo ultimo concerto, cantare "No potho reposare". http://www.youtube.com/watch?v=-eZ0H5nGmNI
    La canzone non è triste, ma il contesto si, perché Andrea è deceduto dopo poche settimane. Ed è impossibile non provare emozioni molto forti.
    Una lacrimuccia … e poi ritrovo la capacità di essere qui, ora, in questo momento.

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