Psicologia e benessere: La competizione e la logica della gara

Ciao,

immagina di dover andare al supermercato perfare la spesa, ma hanno appena divulgato dallaTV nazionale la notizia che i viveri di primanecessità stanno terminando…come sarà la tuaspesa, calma e tranquilla oppure frenetica ecaotica? Di certo non sarai tranquillo nel sapereche dovrai gareggiare con altri per la tuasopravvivenza…ed è questo il punto centraledi questo post…

la vita come una gara! La modernità oltre allatecnologia è stata foriera di diversi valori nel corsodegli ultimi due secoli, ma il vero boom di quellache potremmo chiamare “visione competitiva” èavvenuto negli anni 80 e non si è ancora fermato.Così se una volta per fare un certo lavoro doveviavere alcune caratteristiche oggi devi averletutte più una:) …

…se dai un’occhiata ai curricola moderni scopriche le persone oggi fanno 3000 corsi, hanno dueo tre master post lauream ecc. Insomma siamocapitati in una società dove il valore della “gara”o meglio della competizione è fondamentale.Così facciamo a gara con i nostri parenti, con inostri vicini e spesso anche con i nostri cari.

Ok lo so non sono il primo a fare queste osservazionici sono decenni di sociologia e filosofia che puntanoil dito nella contrapposizione fra individualismo ecollettivismo, fra socialismo e liberismo…c’è anchechi punta il dito verso Darwin che con la sua teoriaha liberalizzato psicologicamente “”l’idea del piùForte” dell’arrivismo, in una sola parola dellacompetizione.

Quindi prima di perdermi nei meandri di questo deliriovoglio darti subito il suo messaggio: “la vita NON èuna gara! Se vuoi vivere felicemente devi smetterladi gareggiare con gli altri, facendoli diventare deituoi compagni di squadra o al limite dei tuoicompetitor da cui imparare. Facile? Assolutamenteno se come me sei nato negli utlimi 40 anni. Sesei più vecchio o molto più giovane è possibileche la tua visione sia un po’ diversa.

Lascia che mi spieghi meglio: la teoria di Darwin èin assoluto uno dei punti di vista più affascinantiche l’uomo potesse produrre (è uno dei maggiorischiaffi alla società, insieme alla psicoanalisi) maiimmaginare. Solo che molti la interpretano comela legge “del più forte” (volontà di potenza diNietzsche), mentre scientificamente è semprepiù chiaro che la nostra evoluzione è avvenuta attraverso la cooperazione.

Si abbiamo e dobbiamo competere con animali dialtre specie che altrimenti ci mangerebbero, manon dobbiamo fare altrettanto con chi è dellanostra stessa specie. Si d’accordo mi dirai chese un gatto selvatico non riesce a cacciaremuore e i suoi simili lo lasciano morire. È veroma non è questo il comportamento che gli hapermesso di sopravvivere… “da animale manca di senso morale“…

e se fosse proprio questo senso morale (nelsenso kantiano) a fare la differenza fra noi e le altrespecie del nostro pianeta? Anche loro per vivere esopravvivere hanno dovuto cooperare più checombattere per la loro supremazia sull’altro. Nelregno animale non ci sono “popoli egemoni” chesottomettono tutti gli altri.

Ok, sto di nuovo intrecciando troppi concetti, perchéè un argomento complesso da trattare. E si trovasu un blog di crescita personale perché sono piùche convinto che per crescere bisogna lasciareandare il punto di vista della vita “come gara”…perché altrimenti si passa davvero una vita di m…È un po’ come la sindrome del primo dellaclasse, te la ricordi, ne abbiamo parlato quandoabbiamo visto il perfezionismo.

Pensaci, come vieni cresciuto? Con una scuolache dispensa voti e che giudica se sei intelligenteo meno, se puoi fare quel certo lavoro oppure no.Si tratta sempre di una gara con il tuo compagnodi banco, con il tuo compagno nello sport, ecc.Qualcuno penserà: “ma certo senza la spintacompetitiva non si migliora“… sono in piccolaparte d’accordo.

Si può spingere alla competizione senza distruggerecon il giudizio il perdente…senti come suona malequesta parola “il perdente”. Ci hanno insegnato cheperdere è male, tanto che in alcuni caso si arriva apensare che sbagliare sia sbagliato:) mi piacetanto pensare all’errare come un verbo dove sidescrive una persona che si muove, che erraappunto. Chi non erra non si muove “sono tuttibravi a non fare niente”…

…dalla saggezza popolare alla psicologia il significatoè chiaro. Bisogna sbagliare per imparare, ma in unasocietà dove vince il più forte ecco che si può crearel’immobilismo che secondo il mio parere prendegran parte dei giovani italiani. Se da un lato ilmarketing ha scoperto che con la paura è più facilevendere dall’altro i media lo sanno da sempre.E la cosa che viene più venduta di tutte è…

…se non compri questo non sei apposto, non sei giusto,sei un perdente. E’ incredibile pensare che le 2 attivitàpiù frequenti degli americani siano: guardare la tv e fare shopping…due attività che, gurada caso, sisposano alla perfezione…se non guardi la TV comefai a sapere quale orpello da giardino nuovo puoicomprare? soprattutto per fare invidia al vicino? :)

Di nuovo la logica della gara, quel modo di pensarecompetitivo errato. E qui entro in un ginepraio perchédicendo “errato” stabilisco l’esistenza di due tipi diversidi competizione  e che uno sia migliore dell’altro creando un paradosso. Dove si incarta la stessa logicache sto additando:) per cui mi limiterò a dirti che…

…se ti sentì sopraffatto/a dagli impegni del giorno,se pensi di non avere mai tempo per fare tutto, sepensi che tutta la tua vita dipenda dai risultati cheottieni nel lavoro o nello sport…allora fermati perqualche minuto tutti i giorni e ripensa all’esempiodel supermercato. Come faresti la spesa se sapessiche devi gareggiare per magiare invece di unapiacevole passeggiata dove puoi scegliereliberamente fra l’abbondanza dei prodotti?

Chiunque abbia praticato uno sport per anni sa ladifferenza fra “competizione e competizione”.L’ho scoperta facendo sport da combattimentoanni fa (anche se non ero consapevole del tutto).Se dai e prendi pugni in faccia per 3 giorni allasettimana non puoi permetterti di essere troppocompetitivo…o per lo meno devi saper regolarequesta competizione durante il combattimento.

Se non lo fai rischi quasi sempre di farti male!Penso che nella vita accada qualcosa del genere,se vai dritto come un buldozer investendo tutto etutti per arrivare dove desideri, ti accorgeraipresto che una volta arrivato NON ti basterà! :)Ogni obiettivo si auto-alimenta portandoci acercarne SEMPRE di nuovi…in questo NONc’è niente di male. Il guaio è quando pensi chealla fine della gara ci sarà un PREMIOassoluto e definitivo.

Il PREMIO è la tua vita nel momento presente,quello che vedi, senti e ascolti in questo precisomomento. Il fatto che sei vivo invece di esseremoribondo…ecc. Questo l’ho capito per benesolo meditando…cercando di eliminare ilGIUDIZIO che ci porta al confronto.

Lo so lo so…sono tutti concetti scontati e banali, mapenso che questa nostra società moderna ne abbiabisogno più che mai:) E tu come la pensi? lasciaun commento e fammi sapere.

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A prestoGenna

Ps. Hai Gmal? se usi gmail (come faccio io) avrainotato che hanno modificato le impostazioni deinostri account creando 3 categorie: principale,social e promozioni. Se sei iscritto alla ANL èmolto probabile che ti arrivi nelle “promozioni”,se sei un affezionato lettore ti consiglio dispostarla nella categoria “principale”.

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6 Commenti
  • Completamente d'accordo Enrica :)

  • Aggiungo solo una considerazione.
    Se non lasci andare, come dici tu, il punto di vista della vita "come gara" corri il rischio di scegliere i tuoi obiettivi sulla base di emozioni negative come la rabbia, il rancore, la voglia di rivalsa.
    Salvo poi accorgerti, raggiunto l'obiettivo, che hai inultilmente incasinato la tua vita per una misera soddisfazione :-(

  • Aldo…io la penso proprio così 😉

  • Mi sto convincendo sempre di più che psicologia e religione siano la stessa cosa cioè cercano di curare la mente dell'uomo e che quello che insegnavano Gesù o Budda non sono astratte leggi morali ma norme di salute mentale.

  • Ciao Pier…e già 😉

  • CIAO A TUTTI! Liberarsi dal giudizio e dal confronto sarebbe un grande atto di libertà… Soprattutto per chi non è figlio unico, quindi allevato, nel bene e nel male, a forza di paragoni!! AUGH Pier

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