venerdì 19 luglio 2013

Psicologia e benessere: La competizione e la logica della gara
















Ciao,

immagina di dover andare al supermercato per
fare la spesa, ma hanno appena divulgato dalla
TV nazionale la notizia che i viveri di prima
necessità stanno terminando...come sarà la tua
spesa, calma e tranquilla oppure frenetica e
caotica? Di certo non sarai tranquillo nel sapere
che dovrai gareggiare con altri per la tua
sopravvivenza...ed è questo il punto centrale
di questo post...



...la vita come una gara! La modernità oltre alla
tecnologia è stata foriera di diversi valori nel corso
degli ultimi due secoli, ma il vero boom di quella
che potremmo chiamare "visione competitiva" è
avvenuto negli anni 80 e non si è ancora fermato.
Così se una volta per fare un certo lavoro dovevi
avere alcune caratteristiche oggi devi averle
tutte più una:) ...


...se dai un'occhiata ai curricola moderni scopri
che le persone oggi fanno 3000 corsi, hanno due
o tre master post lauream ecc. Insomma siamo
capitati in una società dove il valore della "gara"
o meglio della competizione è fondamentale.
Così facciamo a gara con i nostri parenti, con i
nostri vicini e spesso anche con i nostri cari.


Ok lo so non sono il primo a fare queste osservazioni
ci sono decenni di sociologia e filosofia che puntano
il dito nella contrapposizione fra individualismo e
collettivismo, fra socialismo e liberismo...c'è anche
chi punta il dito verso Darwin che con la sua teoria
ha liberalizzato psicologicamente ""l'idea del più
Forte" dell'arrivismo, in una sola parola della
competizione.


Quindi prima di perdermi nei meandri di questo delirio
voglio darti subito il suo messaggio: "la vita NON è
una gara! Se vuoi vivere felicemente devi smetterla
di gareggiare con gli altri, facendoli diventare dei
tuoi compagni di squadra o al limite dei tuoi
competitor da cui imparare. Facile? Assolutamente
no se come me sei nato negli utlimi 40 anni. Se
sei più vecchio o molto più giovane è possibile
che la tua visione sia un po' diversa.


Lascia che mi spieghi meglio: la teoria di Darwin è
in assoluto uno dei punti di vista più affascinanti
che l'uomo potesse produrre (è uno dei maggiori
schiaffi alla società, insieme alla psicoanalisi) mai
immaginare. Solo che molti la interpretano come
la legge "del più forte" (volontà di potenza di
Nietzsche), mentre scientificamente è sempre
più chiaro che la nostra evoluzione è avvenuta 
attraverso la cooperazione.


Si abbiamo e dobbiamo competere con animali di
altre specie che altrimenti ci mangerebbero, ma
non dobbiamo fare altrettanto con chi è della
nostra stessa specie. Si d'accordo mi dirai che
se un gatto selvatico non riesce a cacciare
muore e i suoi simili lo lasciano morire. È vero
ma non è questo il comportamento che gli ha
permesso di sopravvivere... "da animale 
manca di senso morale"...


...e se fosse proprio questo senso morale (nel
senso kantiano) a fare la differenza fra noi e le altre
specie del nostro pianeta? Anche loro per vivere e
sopravvivere hanno dovuto cooperare più che
combattere per la loro supremazia sull'altro. Nel
regno animale non ci sono "popoli egemoni" che
sottomettono tutti gli altri.


Ok, sto di nuovo intrecciando troppi concetti, perché
è un argomento complesso da trattare. E si trova
su un blog di crescita personale perché sono più
che convinto che per crescere bisogna lasciare
andare il punto di vista della vita "come gara"...
perché altrimenti si passa davvero una vita di m...
È un po' come la sindrome del primo della
classe, te la ricordi, ne abbiamo parlato quando
abbiamo visto il perfezionismo.


Pensaci, come vieni cresciuto? Con una scuola
che dispensa voti e che giudica se sei intelligente
o meno, se puoi fare quel certo lavoro oppure no.
Si tratta sempre di una gara con il tuo compagno
di banco, con il tuo compagno nello sport, ecc.
Qualcuno penserà: "ma certo senza la spinta
competitiva non si migliora"... sono in piccola
parte d'accordo.


Si può spingere alla competizione senza distruggere
con il giudizio il perdente...senti come suona male
questa parola "il perdente". Ci hanno insegnato che
perdere è male, tanto che in alcuni caso si arriva a
pensare che sbagliare sia sbagliato:) mi piace
tanto pensare all'errare come un verbo dove si
descrive una persona che si muove, che erra
appunto. Chi non erra non si muove "sono tutti
bravi a non fare niente"...


...dalla saggezza popolare alla psicologia il significato
è chiaro. Bisogna sbagliare per imparare, ma in una
società dove vince il più forte ecco che si può creare
l'immobilismo che secondo il mio parere prende
gran parte dei giovani italiani. Se da un lato il
marketing ha scoperto che con la paura è più facile
vendere dall'altro i media lo sanno da sempre.
E la cosa che viene più venduta di tutte è...


...se non compri questo non sei apposto, non sei giusto,
sei un perdente. E' incredibile pensare che le 2 attività
più frequenti degli americani siano: guardare la tv e 
fare shopping...due attività che, gurada caso, si
sposano alla perfezione...se non guardi la TV come
fai a sapere quale orpello da giardino nuovo puoi
comprare? soprattutto per fare invidia al vicino? :)


Di nuovo la logica della gara, quel modo di pensare
competitivo errato. E qui entro in un ginepraio perché
dicendo "errato" stabilisco l'esistenza di due tipi diversi
di competizione  e che uno sia migliore dell'altro 
creando un paradosso. Dove si incarta la stessa logica
che sto additando:) per cui mi limiterò a dirti che...


...se ti sentì sopraffatto/a dagli impegni del giorno,
se pensi di non avere mai tempo per fare tutto, se
pensi che tutta la tua vita dipenda dai risultati che
ottieni nel lavoro o nello sport...allora fermati per
qualche minuto tutti i giorni e ripensa all'esempio
del supermercato. Come faresti la spesa se sapessi
che devi gareggiare per magiare invece di una
piacevole passeggiata dove puoi scegliere
liberamente fra l'abbondanza dei prodotti?


Chiunque abbia praticato uno sport per anni sa la
differenza fra "competizione e competizione".
L'ho scoperta facendo sport da combattimento
anni fa (anche se non ero consapevole del tutto).
Se dai e prendi pugni in faccia per 3 giorni alla
settimana non puoi permetterti di essere troppo
competitivo...o per lo meno devi saper regolare
questa competizione durante il combattimento.


Se non lo fai rischi quasi sempre di farti male!
Penso che nella vita accada qualcosa del genere,
se vai dritto come un buldozer investendo tutto e
tutti per arrivare dove desideri, ti accorgerai
presto che una volta arrivato NON ti basterà! :)
Ogni obiettivo si auto-alimenta portandoci a
cercarne SEMPRE di nuovi...in questo NON
c'è niente di male. Il guaio è quando pensi che
alla fine della gara ci sarà un PREMIO
assoluto e definitivo.


Il PREMIO è la tua vita nel momento presente,
quello che vedi, senti e ascolti in questo preciso
momento. Il fatto che sei vivo invece di essere
moribondo...ecc. Questo l'ho capito per bene
solo meditando...cercando di eliminare il
GIUDIZIO che ci porta al confronto.

Lo so lo so...sono tutti concetti scontati e banali, ma
penso che questa nostra società moderna ne abbia
bisogno più che mai:) E tu come la pensi? lascia
un commento e fammi sapere.


Mi raccomando, se ti è piaciuto il post, aiutami
a divulgare PsiNeL...Clicca su Mi piace o sul
+1 di google.


A presto
Genna


Ps. Hai Gmal? se usi gmail (come faccio io) avrai
notato che hanno modificato le impostazioni dei
nostri account creando 3 categorie: principale,
social e promozioni. Se sei iscritto alla ANL è
molto probabile che ti arrivi nelle "promozioni",
se sei un affezionato lettore ti consiglio di
spostarla nella categoria "principale".



6 commenti:

Pier Vigo ha detto...

CIAO A TUTTI! Liberarsi dal giudizio e dal confronto sarebbe un grande atto di libertà... Soprattutto per chi non è figlio unico, quindi allevato, nel bene e nel male, a forza di paragoni!! AUGH Pier

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Pier...e già ;)

Aldo ha detto...

Mi sto convincendo sempre di più che psicologia e religione siano la stessa cosa cioè cercano di curare la mente dell'uomo e che quello che insegnavano Gesù o Budda non sono astratte leggi morali ma norme di salute mentale.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Aldo...io la penso proprio così ;)

Enrica ha detto...

Aggiungo solo una considerazione.
Se non lasci andare, come dici tu, il punto di vista della vita "come gara" corri il rischio di scegliere i tuoi obiettivi sulla base di emozioni negative come la rabbia, il rancore, la voglia di rivalsa.
Salvo poi accorgerti, raggiunto l'obiettivo, che hai inultilmente incasinato la tua vita per una misera soddisfazione :-(

Gennaro Romagnoli ha detto...

Completamente d'accordo Enrica :)