venerdì 12 luglio 2013

Crescita Personale: I pregiudizi Subliminali e l'Attenzione
















Ciao,

sai cosa sono gli studi sul "priming in psicologia"?
Se segui PsiNeL sicuramente si, perché ti ho rotto
così tanto le scatole in questi anni con sto "priming".
No non è una tecnica psicologica per migliorare ma
una metodologia di indagine della mente. Semplice
e allo stesso tempo molto efficace per vedere
come funzionano i nostri pensieri. Nel post di oggi
vederemo come utilizzare i suoi risultati per
vivere più serenamente.



Quello che stai per trovare in questo post conferma
moltissime intuizioni della crescita personale e della
psicoterapia, come il "vocabolario trasformazionale"
di Robbins o le basi della PNL (entrambi tratti da
lavori di grandi psicoterapeuti). Ho preso spunto
dall'articolo "l'essenza del l'ottimismo" pubblicato
su Mente e Cervello di luglio 2013 e scritto da
Elaine Fox.


Come sanno bene gli appassionati di crescita personale
ed anche gli psicoterapeuti moderni, lavorare sulle e
con le convinzioni è importantissimo. Quando queste
fanno parte di come creiamo le categorie sociali
(cioè come dividi i neri dai bianchi gli uomini dalle
donne ecc) vengono chiamati in psicologia sociale:
stereotipi sociali. Sono delle generalizzazioni che
ci permettono di classificare e dare ordine al
mondo che ci circonda.


Ora non voglio parlarti di tutti i fenomeni connessi alla
ricerca sugli stereotipi sociali ma farti sapere che i
ricercatori hanno scoperto inequivocabilmente che
questi agiscono in maniera inconscia. Ok non
sembra una grande scoperta ma immagina il
seguente esperimento. Ti mostrano due foto in
cui ti chiedono di decidere chi ha commesso un
crimine semplicemente dalla foto.


Però prima di mostrarti la foto A ti mostrano una
foto di un uomo di colore. Immaginando che
entrambi gli uomini ritratti siano bianchi che
probabilità c'è che l'uomo di colore faccia 
giudicare il personaggio A come più idoneo
a finire in galera?


In realtà non c'è nessun collegamento, ma se questa
foto (quella del nero) viene resa subliminale ecco
che scattano in automatico gli stereotipi, in chi li ha
ovviamente accentuati, scegliendo l'uomo A come
"più colpevole". Questa influenza subliminale 
avviene con tutti i concetti, mostrandoci come
funzionano le associazioni nella nostra mente.


L'idea dei moderni ricercatori è che questi schemi
inconsapevoli influenzino anche il nostro ottimismo
e la nostro stato d'umore in generale. In particolare
come dice la Fox: "recenti ricerche rivelano che
sottili preconcetti subliminali nell'interpretazione
degli eventi possono dare alla nostra vita uno
indirizzò diverso". La domanda centrale è:
si possono modificare queste tendenze umane?


Negli anni 80 il famoso psicologo Michael Eysenck
ha dimostrato che le persone con grande tendenza
all'ansia tendono ad interpretare parole ambigue
in modo negativo. Così se ti dico "perito", "botte"
e "spira".. se interpreti queste parole con il loro
significato negativo, o comunque tendi a farlo
ogni volta che ascolti una parola che potrebbe
avere più significati, allora potrebbe essere
preso come segnale negativo.



Da anni gli psicologi cognitivi hanno scoperto che
alcune persone hanno una tendenza maggiore ad
essere "vulnerabili cognitivamente"...sono quelle
persone che durante anche piccole crisi mostrano
segnali abnormi di risposte. Queste nei momenti
duri tenderanno a crollare più facilmente. Da anni
la psicoterapia si occupa di rafforzare questi 
programmi di base.


In altre parole i preconcetti negativi o positivi si
attivano in base alla nostra "vulnerabilità cognitiva".
Se uno è resiliente (come piace dire oggi) allora
tenderà ad attivare schemi positivi o a non usare
i preconcetti per guidare la propria percezione
(per quanto possibile)...mentre chi è vulnerabile
tenderà a dare attributi "pessimistici" a tutte le
situazioni in cui lo stress supererà una certa
soglia. Uno dei primi tentativi nel superare
questa tendenza è stato fatto da una
Università australiana...


...la Western Australia ad opera dello psicologo
Collin MacLeod. Per fartela breve il ricercatore
chiedeva ad alcuni volontari di individuare una
parola che appariva su di uno schermo, per un
gruppo apparivano parole positive o neutre
mentre per un altro gruppo apparivano solo
parole negative. Gli esercizi duravano molto
e dopo aver stressato un po' i soggetti gli
si dava "la mazzata finale"...


...risolvere alcuni anagrammi a tempo, tutti
molti difficile ed alcuni impossibili. I soggetti che
avevano individuato le parole negative e che
quindi, su richiesta dello sperimentatore si erano
focalizzate maggiormente su di esse, hanno
registrato un livello di stress più alto rispetto ai
soggetti che avevano individuato parole neutre
o positive. Questo stesso esperimento è stato
riprodotto a Singapore...con una differenza...


...il training durava tre settimane,il suo scopo principale
era allenarsi ad ,,evitare di focalizzarsi sulle parole
negative, in cui alcuni soggetti venivano addestrati a
notare le parole positive mentre altre venivano date
parole neutre. A distanza di due settimane i ricercatori
hanno testato il grado di "serenità" di questi studenti
confermando ancora una volta che ci si era allenato
ad evitare di focalizzarsi sulle parole negative...per
notare quelle positive...aveva un livello di stress e
di ansia più basso rispetto all'altro campione.


Questi esperimenti sono stati svolti in tanti altri modi
alternativi e la risposta alla base è sempre la stessa:
Le parole che leggiamo possono influenzare i nostri
pregiudizi inconsci o le nostre predisposizioni. E,
come mostrano questi esercizi, è però possibile
allenarsi volontariamente ad evitare questo effetto
concentrando l'attenzione sulle parole positive.
Proprio come fa il vocabolario trasformazionale
di Tony Robbins...


...dove ti viene chiesto di smorzare e modificare il tipo
di linguaggio che hai con te stesso e con gli altri per
averne dei vantaggi emotivi. Ad esempio, invece di
dire al tuo collega: "sono incazzato nero" potresti
dire: " sono inalberato":) invece di "mi sento come
una merda" dire "sono stanco". Insomma l'intuizione
è sempre quella che vede il modo con cui noi
chiamiamo le cose (uso del linguaggio) ed il
nostro modo di relazionarci con queste cose.


In poche parole, secondo queste ricerche, sarebbe
possibile migliorare la qualità della vita con un
semplice "shift dell'attenzione", cioè portando più
attenzione alle cose positive ed evitando quelle
negative, niente di più semplice. Compiti come il
solo identificare le persone sorridenti piuttosto
che quelle tristi, modifica anche il nostro tono
dell'umore.


Reinout Wiers psicologo olandese ha fatto alcuni
interessanti esperimenti utilizzano un videogame
in cui, 214 pazienti con problemi di alcolismo
erano invitati ad avvicinare o allontanare alcune
"bevande alcoliche virtuali". Ad un anno di
distanza, chi aveva allontanato gli alcolici e
avvicinato gli analcolici era stato meno soggetto
a ricadute rispetto a chi aveva allontanato e
avvicinato "brava de a caso".


Anche questo esperimento ci dimostra quanto le
teorie della crescita personale siano veritiere.
infatti questo esperimento, che non stupisce troppo
chi conosce la "emboided cognition" sembra che
sfrutti le nostre care sottomodalità della PNL.
Mostrando anche a quale livello alcuni esercizi
di PNL possano arrivare. Infatti quando fai qualche
esercizio come lo swish ti accorgi di avere a che
fare con qualcosa del genere...


...in altre parole quando manipoli le rappresentazioni
interiori con la PNL puoi forse davvero agire a quel
livello in cui "scatta il comportamento automatico"
come nel caso dei pregiudizi subliminali attivati
inconsapevolmente (altrimenti che subliminali
sarebbero?:)). Come suggerivano i due co-
autori della PNL agli albori...


...un semplice "swish pattern" è in grado di dare al
cervello "più possibilità". Mentre prima si trovava in
un qualche modo bloccato, attraverso la creazione
di uno scenario alternativo è possibile forse dare
"una strada diversa alla mente" ancora prima che
la parte cosciente ne sia del tutto consapevole...
perdona il giro di parole:)


Non solo, questo genere di studi ci dimostra anche
che il segreto sta ancora nella qualità della attenzione
e come la utilizziamo. Proprio come la mindfulness 
ci instrada un un "training intensivo alla concentrazione"
così può far nascere nuovi modi di attivazione dei
nostri "schemi mentali" (come il pregiudizio).


Vabbè per oggi ho delirato pure troppo, fammi sapere
cosa ne pensi di questi studi e della loro applicazione.
Lascia un commento e/o clicca su mi piace...mi
aiuterai a divulgare queste informazioni.


A presto
Genna


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto interessante, come sempre. In un video che hai postato tempo fa, Seligman, cofondatore della psicologia positiva insieme a Csikszentmihalyi (quest'ultimo intervistato sullo stesso numero di Mente e Cervello, peraltro), propone un semplice esercizio per sviluppare positive emotions (la P del PERMA MODEL): scrivere ogni sera tre eventi della giornata che hanno prodotto emozioni positive. Di fatto suggerisce di portare l'attenzione sulle cose positive.
Una domanda: la mindfullness, con il suo processo di disidentificazione, di fatto ci porta in un campo neutro dove ci "allontaniamo" dai pensieri negativi ma anche da quelli positivi... come si conciliano i due principi di disidentificazione e di attenzione agli eventi positivi?

Giuseppe

Matteo ha detto...

Ciao Genna,
mi permetto di darti del tu perchè ormai è un bel pezzo che seguo il tuo blog e mi sembra quasi di parlare con un amico!
Vorrei chiederti di consigliarmi un libro che mi aiuti ad avvicinarmi alla mindfulness...qualcosa stile "istruzioni per l'uso" che possa guidare un neofita come me!
Grazie in anticipo sia per la risposta, sia per l'opera di divulgazione che fai!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao:)

@ Giuseppe: si ho letto l'intervista davvero molto interessante...vedi in realtà la disidentificazione è uno stadio ...secondo me...non neutro. Cioè per raggiungerò è necessario avere un flow, lo stesso degli sportivi ma durante la meditazione. Per disidentificarti devi portare tutta la tua attenzione su qualcosa, poi al limite si può dividerla e notare le emozioni, e qui vediamo il tuo dubbio. È a questo livello che le emozioni perdono la loro forza o meglio, smettiamo di. Identificarci con esse.

In altre parole lo stato di flow è disidentificativo...scusa la parolaccia:) perché se ti viene in mente un brutto pensiero mentre sei nel flow, riesci in poco tempo a sbarazzartene...esattamente come nella mindfulness. Quindi penso che la consapevolezza piena sia la base dello stato di flow...non so se mi sono spiegato bene:)

@ Matteo: consiglio a tutti "Mindfulness al di la del pensiero attraverso il pensiero" è un po' tecnico ma ti mostra passo passo come meditare, oltre a contenere un cd audio con delle meditazioni.

Grazie
Genna