Crescita Personale: I pregiudizi Subliminali e l’Attenzione

Ciao,

sai cosa sono gli studi sul “priming in psicologia“?Se segui PsiNeL sicuramente si, perché ti ho rottocosì tanto le scatole in questi anni con sto “priming”.No non è una tecnica psicologica per migliorare mauna metodologia di indagine della mente. Semplicee allo stesso tempo molto efficace per vederecome funzionano i nostri pensieri. Nel post di oggivederemo come utilizzare i suoi risultati pervivere più serenamente.

Quello che stai per trovare in questo post confermamoltissime intuizioni della crescita personale e dellapsicoterapia, come il “vocabolario trasformazionale”di Robbins o le basi della PNL (entrambi tratti dalavori di grandi psicoterapeuti). Ho preso spuntodall’articolo “l’essenza del l’ottimismo” pubblicatosu Mente e Cervello di luglio 2013 e scritto daElaine Fox.

Come sanno bene gli appassionati di crescita personaleed anche gli psicoterapeuti moderni, lavorare sulle econ le convinzioni è importantissimo. Quando questefanno parte di come creiamo le categorie sociali(cioè come dividi i neri dai bianchi gli uomini dalledonne ecc) vengono chiamati in psicologia sociale:stereotipi sociali. Sono delle generalizzazioni checi permettono di classificare e dare ordine almondo che ci circonda.

Ora non voglio parlarti di tutti i fenomeni connessi allaricerca sugli stereotipi sociali ma farti sapere che iricercatori hanno scoperto inequivocabilmente chequesti agiscono in maniera inconscia. Ok nonsembra una grande scoperta ma immagina ilseguente esperimento. Ti mostrano due foto incui ti chiedono di decidere chi ha commesso uncrimine semplicemente dalla foto.

Però prima di mostrarti la foto A ti mostrano unafoto di un uomo di colore. Immaginando cheentrambi gli uomini ritratti siano bianchi cheprobabilità c’è che l’uomo di colore faccia giudicare il personaggio A come più idoneoa finire in galera?

In realtà non c’è nessun collegamento, ma se questafoto (quella del nero) viene resa subliminale eccoche scattano in automatico gli stereotipi, in chi li haovviamente accentuati, scegliendo l’uomo A come”più colpevole”. Questa influenza subliminale avviene con tutti i concetti, mostrandoci comefunzionano le associazioni nella nostra mente.

L’idea dei moderni ricercatori è che questi schemiinconsapevoli influenzino anche il nostro ottimismoe la nostro stato d’umore in generale. In particolarecome dice la Fox: “recenti ricerche rivelano chesottili preconcetti subliminali nell’interpretazionedegli eventi possono dare alla nostra vita unoindirizzò diverso”. La domanda centrale è:si possono modificare queste tendenze umane?

Negli anni 80 il famoso psicologo Michael Eysenckha dimostrato che le persone con grande tendenzaall’ansia tendono ad interpretare parole ambiguein modo negativo. Così se ti dico “perito”, “botte”e “spira”.. se interpreti queste parole con il lorosignificato negativo, o comunque tendi a farloogni volta che ascolti una parola che potrebbeavere più significati, allora potrebbe esserepreso come segnale negativo.

Da anni gli psicologi cognitivi hanno scoperto chealcune persone hanno una tendenza maggiore adessere “vulnerabili cognitivamente“…sono quellepersone che durante anche piccole crisi mostranosegnali abnormi di risposte. Queste nei momentiduri tenderanno a crollare più facilmente. Da annila psicoterapia si occupa di rafforzare questi programmi di base.

In altre parole i preconcetti negativi o positivi siattivano in base alla nostra “vulnerabilità cognitiva”.Se uno è resiliente (come piace dire oggi) alloratenderà ad attivare schemi positivi o a non usarei preconcetti per guidare la propria percezione(per quanto possibile)…mentre chi è vulnerabiletenderà a dare attributi “pessimistici” a tutte lesituazioni in cui lo stress supererà una certasoglia. Uno dei primi tentativi nel superarequesta tendenza è stato fatto da unaUniversità australiana…

…la Western Australia ad opera dello psicologoCollin MacLeod. Per fartela breve il ricercatorechiedeva ad alcuni volontari di individuare unaparola che appariva su di uno schermo, per ungruppo apparivano parole positive o neutrementre per un altro gruppo apparivano soloparole negative. Gli esercizi duravano moltoe dopo aver stressato un po’ i soggetti glisi dava “la mazzata finale”…

…risolvere alcuni anagrammi a tempo, tuttimolti difficile ed alcuni impossibili. I soggetti cheavevano individuato le parole negative e chequindi, su richiesta dello sperimentatore si eranofocalizzate maggiormente su di esse, hannoregistrato un livello di stress più alto rispetto aisoggetti che avevano individuato parole neutreo positive. Questo stesso esperimento è statoriprodotto a Singapore…con una differenza

il training durava tre settimane,il suo scopo principaleera allenarsi ad ,,evitare di focalizzarsi sulle parolenegative, in cui alcuni soggetti venivano addestrati anotare le parole positive mentre altre venivano dateparole neutre. A distanza di due settimane i ricercatorihanno testato il grado di “serenità” di questi studenticonfermando ancora una volta che ci si era allenatoad evitare di focalizzarsi sulle parole negative…pernotare quelle positive…aveva un livello di stress edi ansia più basso rispetto all’altro campione.

Questi esperimenti sono stati svolti in tanti altri modialternativi e la risposta alla base è sempre la stessa:Le parole che leggiamo possono influenzare i nostripregiudizi inconsci o le nostre predisposizioni. E,come mostrano questi esercizi, è però possibileallenarsi volontariamente ad evitare questo effettoconcentrando l’attenzione sulle parole positive.Proprio come fa il vocabolario trasformazionaledi Tony Robbins…

…dove ti viene chiesto di smorzare e modificare il tipodi linguaggio che hai con te stesso e con gli altri peraverne dei vantaggi emotivi. Ad esempio, invece didire al tuo collega: “sono incazzato nero” potrestidire: ” sono inalberato”:) invece di “mi sento comeuna merda” dire “sono stanco”. Insomma l’intuizioneè sempre quella che vede il modo con cui noichiamiamo le cose (uso del linguaggio) ed ilnostro modo di relazionarci con queste cose.

In poche parole, secondo queste ricerche, sarebbepossibile migliorare la qualità della vita con unsemplice “shift dell’attenzione”, cioè portando piùattenzione alle cose positive ed evitando quellenegative, niente di più semplice. Compiti come ilsolo identificare le persone sorridenti piuttostoche quelle tristi, modifica anche il nostro tonodell’umore.

Reinout Wiers psicologo olandese ha fatto alcuniinteressanti esperimenti utilizzano un videogamein cui, 214 pazienti con problemi di alcolismoerano invitati ad avvicinare o allontanare alcune”bevande alcoliche virtuali“. Ad un anno didistanza, chi aveva allontanato gli alcolici eavvicinato gli analcolici era stato meno soggettoa ricadute rispetto a chi aveva allontanato eavvicinato “brava de a caso”.

Anche questo esperimento ci dimostra quanto leteorie della crescita personale siano veritiere.infatti questo esperimento, che non stupisce troppochi conosce la “emboided cognition” sembra chesfrutti le nostre care sottomodalità della PNL.Mostrando anche a quale livello alcuni esercizidi PNL possano arrivare. Infatti quando fai qualcheesercizio come lo swish ti accorgi di avere a chefare con qualcosa del genere…

…in altre parole quando manipoli le rappresentazioniinteriori con la PNL puoi forse davvero agire a quellivello in cui “scatta il comportamento automatico”come nel caso dei pregiudizi subliminali attivatiinconsapevolmente (altrimenti che subliminalisarebbero?:)). Come suggerivano i due co-autori della PNL agli albori…

…un semplice “swish pattern” è in grado di dare alcervello “più possibilità”. Mentre prima si trovava inun qualche modo bloccato, attraverso la creazionedi uno scenario alternativo è possibile forse dare”una strada diversa alla mente” ancora prima chela parte cosciente ne sia del tutto consapevole…perdona il giro di parole:)

Non solo, questo genere di studi ci dimostra ancheche il segreto sta ancora nella qualità della attenzionee come la utilizziamo. Proprio come la mindfulness ci instrada un un “training intensivo alla concentrazione”così può far nascere nuovi modi di attivazione deinostri “schemi mentali” (come il pregiudizio).

Vabbè per oggi ho delirato pure troppo, fammi saperecosa ne pensi di questi studi e della loro applicazione.Lascia un commento e/o clicca su mi piace…miaiuterai a divulgare queste informazioni.

A prestoGenna

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3 Commenti
  • Ciao:)

    @ Giuseppe: si ho letto l'intervista davvero molto interessante…vedi in realtà la disidentificazione è uno stadio …secondo me…non neutro. Cioè per raggiungerò è necessario avere un flow, lo stesso degli sportivi ma durante la meditazione. Per disidentificarti devi portare tutta la tua attenzione su qualcosa, poi al limite si può dividerla e notare le emozioni, e qui vediamo il tuo dubbio. È a questo livello che le emozioni perdono la loro forza o meglio, smettiamo di. Identificarci con esse.

    In altre parole lo stato di flow è disidentificativo…scusa la parolaccia:) perché se ti viene in mente un brutto pensiero mentre sei nel flow, riesci in poco tempo a sbarazzartene…esattamente come nella mindfulness. Quindi penso che la consapevolezza piena sia la base dello stato di flow…non so se mi sono spiegato bene:)

    @ Matteo: consiglio a tutti "Mindfulness al di la del pensiero attraverso il pensiero" è un po' tecnico ma ti mostra passo passo come meditare, oltre a contenere un cd audio con delle meditazioni.

    Grazie
    Genna

  • Ciao Genna,
    mi permetto di darti del tu perchè ormai è un bel pezzo che seguo il tuo blog e mi sembra quasi di parlare con un amico!
    Vorrei chiederti di consigliarmi un libro che mi aiuti ad avvicinarmi alla mindfulness…qualcosa stile "istruzioni per l'uso" che possa guidare un neofita come me!
    Grazie in anticipo sia per la risposta, sia per l'opera di divulgazione che fai!

  • Molto interessante, come sempre. In un video che hai postato tempo fa, Seligman, cofondatore della psicologia positiva insieme a Csikszentmihalyi (quest'ultimo intervistato sullo stesso numero di Mente e Cervello, peraltro), propone un semplice esercizio per sviluppare positive emotions (la P del PERMA MODEL): scrivere ogni sera tre eventi della giornata che hanno prodotto emozioni positive. Di fatto suggerisce di portare l'attenzione sulle cose positive.
    Una domanda: la mindfullness, con il suo processo di disidentificazione, di fatto ci porta in un campo neutro dove ci "allontaniamo" dai pensieri negativi ma anche da quelli positivi… come si conciliano i due principi di disidentificazione e di attenzione agli eventi positivi?

    Giuseppe

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