mercoledì 10 aprile 2013

Psicologia: la personalità si può modificare?















Ciao,

"Chi nasce rotondo non può morire quadrato"
dice un proverbio dell'Italia meridionale...in altre
parole: la nostra personalità resta immutata
durante l'arco della vita. Se segui PsiNeL sai
che da anni punto il dito contro questo tipo di
convinzioni, anche perché sono diametralmente
opposte alla crescita personale e a tutti gli studi
psicologici sulla personalità. Oggi ti propongo
l'ennesima riprova...



Finalmente dopo averlo sostenuto per anni arriva
una ennesima conferma. Ma prima mi fermo un
attimo a mostrarti cosa s'intende per personalità:
un insieme più o meno stabile di tratti che restano
pressoché inalterati nel tempo. Nel secolo scorso
gli psicologi hanno sondato la possibilità che vi
possano essere di tratti stabili nel tempo e
ne hanno inventate di ogni...


...dalla fisiognomica ai test proiettivi, fino ad arrivare
al sacro grall della ricerca attuale "il metodo statistico"
che attraverso gli anni ha isolato 5 tratti ((già ipotizzati
da Aristotele) comuni, il famoso "big five": apertura,
coscienziosità, estroversione, amorevolezza e infine
nevroticissimo. Ognuno di questi tratti è composto da
due poli opposti apertura-chiusura, coscienzioso o non
coscienzioso e avanti così...


...attualmente questi sono i tratti più sottoposti a test e
ricerche. Ma una recente scoperta ha voluto testare la
famosa diatriba: ambiente/apprendimento, cioè vedere
se questi tratti si modificassero con le esperienze della
vita o se invece, come dice la teoria classica, restino
inalterati. Nel 2011 Specht J. ed i suoi colleghi hanno
una super analisi servendosi dei dati della commissione
socioeconomica tedesca (SOEP) analizzando ben
15000 partecipanti...


...con un 'età compresa fra i 16 e gli 82 anni un gran bel
campione. Ed hanno scoperto alcune cose interessanti:
La differenza più lampante è che il grado di quella che
viene nominata "coscienziosità" cresce significativamente
lungo l'arco della vita. Diventiamo via via più abili nel
discernere il classico bene dal male. Diventiamo però
anche più prudenti, forse troppo...infatti il grado di
"apertura" invece diminuisce. 


Nel tempo ci "ammorbidiamo" e diventiamo maggiormente
"gradevoli", che in poche parole significa diventare più
empatici ed emotivamente intelligenti. Mentre gli altri
due grandi fattori come l'estroversione ed il nevroticismo
restano pressoché simili. Questi dati, che puoi vedere
riassunti nel grafico che ho preso da Mente e Cervello
(N 100 2013)...











Mostra come questo andamento sia piuttosto regolare.
Questo ha portato alcuni ricercatori ad ipotizzare una
causa genetica specifica per ogni popolazione. Ed
alcune ricerche hanno in parte confermato questa
tendenza. Per cui la personalità sarebbe si plastica
e malleabile ma entro un certo range dettato dal set 
genetico caratteristico di quella specifica etnia.


In altre parole noi italiani cambiamo come tutti gli
altri italiani e non come i cinesi. Allo stesso tempo
però sembra che (per quanto mi riguarda è una
buona notizia) che il ruolo dell'ambiente sia come
sempre preponderante. Cioè le esperienze che fai
nella vita sono in realtà il vero fattore che cambia
la tua personalità. Ogni volta che si presenta la
diatriba natura/ambiente sono sempre contento
di vedere che "pesa più l'ambiente"...


...cioè pesa di più l'educazione che è una variabile
che possiamo in un qualche modo controllare. Non
a caso le due aree dove il comportamento resta 
simile (estroversione e nevrotismo) sono quelle in
cui si presentano la maggior parte dei problemi di
ordine psicologico. Perché mentre per sopravvivere
devi diventare più coscienzioso e diminuire la
apertura (perché via via che si invecchia non si
hanno, in teoria, più le forze per affrontarla) gli
altri due tratti cambiano "se ci lavori"...


...o se hai la fortuna di fare esperienze positive in
quel senso come dimostrano gli studi quello che
scegli di fare nella vita influenza questi tratti. Se
ad esempio hai dovuto o voluto abbandonare gli
studi ed hai iniziato a lavorare presto la tua
personalità è diversa da chi, come me, invece
ha studiato ed iniziato a lavorare più tardi. Non
solo anche diversi ambienti di lavoro offrono
diversi modi di modellare la personalità.


Tutte queste affermazioni sono corroborate da una
moltitudine di studi psicologici. Ad esempio Oliver
Lüdtke psicologo tedesco ha provato, nel 2001 che
i ragazzi che iniziavano a lavorare prima mostravano
un grado più alto di coscienziosità e dall'altro lato
però erano meno gradevoli degli studenti, che
secondo l'autore dello studio, sono maggiromente
a contatto con altri ragazzi e per questo sviluppano
maggiore gradevolezza.


Se conosci come funziona il linguaggio sai che la
parola personalità non è altro che una palese
nominalizzazione, cioè si tratta di un processo, di
un verbo in divenire, cristallizzato in una parola.
Essendo un processo è impossibile da descrivere
con dei tratti rigidi e fissi. Nella mia esperienza di
psicologo ho notato che spesso la fissità della
personalità sta negli occhi degli altri...


...ho visto decine e decine di persone cambiare
radicalmente la propria vita mentre il partner
continuvano a dire che non era così, che in realtà
era sempre la stessa persona. Chiaramente noi
siamo anche il riflesso di come ci vedono gli altri,
con il famoso effetto pigmalione... Tuttavia la
cosa più importante da tenere a mente, se anche
a te piace migliorare... È....


...migliora per te stesso, non dire niente a nessuno.
Non andare a raccontare in giro che segui PsiNeL
perché "bla...bla...bla" fallo solo se vedi che nelle
altre persone c'è un reale interesse, perché la
fuori quasi tutti pensano che la personalità non
si possa modificare, e invece così non è...anzi
ciò che si può fare davvero è qualcosa di molto
importante... Un po' quello che tutti ci hanno
sempre detto ma senza capirci molto, essere
se stessi...


...per quanto mi riguarda, il "miglioramento" non
è una parola che adoro perché presuppone che
non stiamo facendo qualcosa bene, oltre al fatto
che possiamo farla meglio;) ma quello che mi piace
spesso dire, come mission di PSINeL è un cammino
NON per migliorare e diventare, che so, più aperti
ma è quello di diventare se stessi. Un tipo di tratto
che nessuno potrà mai descrivere se non tu stesso.


Questo argomento mi piace a tal punto che penso di
dedicarvi la ANL di lunedì cosa ne dici? Mi auri a
capire se piacerebbe anche a te avere qualche
dritta per "rendere il processo della personalità
in linea con chi sei veramente?:))"...lasciami un
commento e fammi sapere la tua opinione...e se
ti piace questo post clicca sui pulsantini grazie:)


Se conosci l'inglese e desideri approfondire un po'
della affascinante psicologia della personalità 
prenditi un po' di tempo e guarda questa lezione
del dott. Jason Rentfrow alla Università di
Cambridge...




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A presto
Genna


16 commenti:

luca ha detto...

complimenti Genna!
questo articolo mi ha ispirato :-) .

PS. anche a me la parola "miglioramento" non piace....e' come se all'interno contenga il messaggio "non vai bene cosi'".
Forse a torto, ma a me sembra che le persone (in generale) faccia fatica ad accettarsi e fa fare delle scelte in sintonia con quello che sono realmente. Ma se non ci si conosce e non ci si accetta, chissa' forse anche il "cambiare" potrebbe corrispondere ad indossare un'ennesima "maschera"...cambio per gli altri , non perche' lo desidero io e perche' mi fa bene, magari per essere "accettato"/"amato" da chi considero "importante"...Ammappate quanto ho scritto...!!! beh comunque chiudo facendoti ancora i complimenti! :-)

Andrea ha detto...

Ciao Genna,
il post di oggi mi sta facendo riflettere in particolare sui luoghi comuni... infatti quando hai riportato un'espressione comune come "essere se stessi", mi chiedo come altro possiamo essere se non noi stessi? Cioè anche se "indossiamo una maschera", forse il modo di come lo facciamo può essere diverso da come la indosserebbe un'altro... Mi è venuta in mente una frase di Robbins: "Ognuno di noi è coerente con la propria identità"... Cioè mettiamo che oggi leggiamo un ennesimo post o libro di sviluppo personale e decidiamo di replicare quello che ci suggerisce, il modo di mettere in pratica i suoi esercizi può variare da persona a persona... eppure, se sviluppiamo quelle caratteristiche che prima ci erano poco familiari, poco per volta diventano un valore aggiunto a noi stessi, in pratica la nostra "identità" si arricchisce, cioè diventiamo noi stessi più arricchiti...
Per fare un paragone: guando andasti a lezione di guida, al termine eri o non eri te stesso? Lo eri, e mentre andavi a queste lezioni, stavi apprendendo un modo di muoverti che poco per volta ha fatto parte della tua identità, di te stesso, apunto. Il tragico è che a volte i detrattori del personal development ti dicono: "Che ti serve leggere libri o ascoltare/guardare materiale di sviluppo personale, sì te stesso!" La domanda a questo punto sarebbe: "...E mi chiedo cosa accadrebbe se diventassimo noi stessi più sviluppati? Come sarebbe se diventassimo noi stessi, magari con in aggiunta le qualità che facciano di noi stessi dei leader di noi stessi?";))
Grazie,
Andrea

Gennaro Romagnoli ha detto...

@ Luca: si sono perfettamente d'accordo...anche se non ho capito il collegamento con il " termine miglioramento";)

@ Andrea: esatto ė diventare se stessi migliorati, non perché abbiamo appreso qualcosa di nuovo ma perché abbiamo capito come apprendere...è quello che bateson descriveva come apprendimento 4;)

Mìche11 ha detto...

Io ti farei questa domanda:
come riuscire a guadagnare più soldi esprimendo sinceramente se stessi.
P.s. se vuoi inserire video, perché non metti anche quelli più brevi, semplici ed efficaci? ;)

Simone ha detto...

Ovvio che ci vuole una ANL, troppo bello questo argomento per "esaurirlo" con questo posto. ;)))

Gennaro Romagnoli ha detto...

@ Miche11: seguendo le tue passioni ;) ps. non sono riuscito a troverne di belli e brevi e in italiano...se lo trovi postalo ;)

@ Simone: Grazie Mille...sarà fatto ;))

Fabio SB ha detto...

Il detto mi piace interpretarlo così: ci troviamo rotondi perchè in realtà la nostra "quadratura" non è ancora uscita fuori. E probabilmente, se vivessimo in eterno, quel quadrato diverrebbe un triangolo, e poi un rettangolo, e poi un rombo, e poi ancora rotondo, e chissà cos'altro

Anonimo ha detto...

"diventare se stessi", posso dire con un po di orgoglio che io ad un ragionamento di quel tipo c'ero già arrivato molto prima di avvicinarmi al discorso della crescita personale, ovvero almeno 7-8 anni fa, quando mi resi conto che io in primis, ma anche tantissime altre persone (la maggior parte delle quali senza averne mai preso coscienza), avevo desideri e aspirazioni che non corrispondevano ai miei comportamenti "reali", che di fatto mi impedivano di raggiungerli e di diventare quello che io in realtà volevo essere, il rendermene conto fu parecchio frustrante, ma fu anche il motivo per cui cominciai a cercare un modo di risolverla iniziando così un percorso per "invertire la rotta", o "uscire dalla spirale dell'insuccesso" avvicinandomi così alla crescita personale, alla pnl ed a tantissime altre cose.

Da allora sono cambiate molte cose nel mio modo di approcciarmi agli altri e nel mio modo di valutare cosa mi interessi davvero e cosa no (in sostanza cos'è "farina del mio sacco" e cos'è indotto da genitori/società/amici) anche se ancora il cammino è lungo.

Non mi dilungo oltre perchè rischio di scrivere un poema :) , però sicuramente sono interessatissimo alla anl che vuoi creare per lunedì, sono proprio curioso di sentire una tua trattazione di questo argomento!

Nicola.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie Nicola,
sono convinto che ognuno di noi senta la spinta verso questo tipo di auto-realizzazione. E che tutti, se sottoposti agli giusti stimoli, possano arrivare a questa "grande verità" che hai scritto...che diventare davvero se stessi è un lungo cammino...ma è per me in assoluto il più affascinante ;)

ANL working progress ;)...

Luca ha detto...

Ciao Gennaro,
ho trovato il tuo sito cercando su un motore di ricerca meditazione :)
Ho visto che hai scritto diversi post sulla meditazione, ma un "principiantissimo" cosa deve fare?
Da dove iniziare?

Spulciando sul web poi ho visto anche anche su questo sito omnama.it (Se lo ritieno spam cancellalo. Tu lo conosci?

Grazie mille!!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Luca,
semplicemente sperimentare...guarda sulla barra di destra del blog, dove vedi scritto "rubriche"...clicca su "meditazione", scegline una e praticala tutti i giorni per almeno 8 settimane. Ti consiglio di iniziare con il body scan, ne trovi di diversi...

pratica, se lo farai con intenzione, nel presente e senza giudizio...diventerai il maestro di te stesso ;)

Anonimo ha detto...

Ciao Genna, grazie per questo post! Dopo aver letto dei "big five" nel libro di Wiseman mi era venuta una gran tristezza e demotivazione all'idea che quei fattori non fossero minimamente modificabili...soprattutto perche' la mia esperienza di vita mi dice decisamente il contrario! Mi sento meglio :)
Ciao!
Pao

Beatrice Nascimbeni ha detto...

ciao siamo due studentesse di modena del liceo psicopedagogico.
il tuo articolo ci è stato veramente utile per svolgere una ricerca sulla personalità plastica.
tutto è partito dall'articolo "personalità plastica" di mente e cervello che non ci è piaciuto e che abbiamo voluto approfondire
grazie!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Beatrice,
spero che il mio vi sia piaciuto ;)
citate il blog mi raccomando :))

Tiziano ha detto...

Ciao Genna,
avevo già letto dei big five e fatto pure il test :) bell'articolo

Vorrei però sapere:

1) quindi in sostanza secondo questi studi, se uno è nevrotico in un certo modo già da giovane, lo sarà allo stesso modo durante l'arco di tutta la vita?

2) il mindfulness aiuta, immagino, a modellare questa caratteristica. Mi sbaglio?

3) mi rendo conto che sì sono estroverso e aperto, ma ad esempio, mentre ci provo con le donne sfocio troppo spesso a diventare un "pagliaccio" :) è brutto da dire, ma almeno, visto che voglio cambiare, mi aiuta a darmi una ridestata. Il fatto è che io sono sempre tendente a scherzare tanto e a essere simpatico, e nonostante voglia limare questa mia caratteristica così da diventare più ponderato, spesso non ci riesco. La mia domanda è: come dovrei fare per acquisire certi tratti che ho nella testa? esempio, vorrei diventare sorridente e solare sì (lo sono già) ma al contempo essere meno "pagliaccio"; non solo, vorrei acquisire altre caratteristiche nei modi di fare, secondo l'idea di chi voglio diventare. Ma come posso fare ciò? è chiaro che, come hai scritto in un articolo, c'è la famosa profezia che si auto-avvera. Essendo abituati ad agire in un certo modo, la gente si è abitua, e ci si comporta di conseguenza. Ciò non aiuta.

4) vorrei semplicemente esprimere che questa cosa della genetica (che lasci uno spazio di manovra delimitato) la trovo limitante. Non ci voglio credere. Non credi, come me, che il fatto che gli italiani cambino in modo differente rispetto ai cinesi, sia più dovuto alla cultura?

Grazie Genna. Attendo la tua risposta :-)

Grazie mille

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Tiziano e
ben ritrovato;)

1) Si, se non ricordo male lo studio indicava proprio una plasticità della personalità misurata dal big5

2) Si, anche qui se non ricordo male esistono studi che dimostrano un cambiamento dei tratti di personalità a seguito della mindfulness

3) E' molto interessante che tu te ne renda conto...prova a notarlo con maggiore intensità e prova a fermarti un attimo, portare attenzione su di te in modo minful e riniziare la conversazione in modo diverso. Devi essere un pò allenato con la meditazione per farlo ma a volte funziona anche senza se lo ripeti spesso.

4) Hai perfettamente ragione neanche a me piace la genetica ma bisogna farci i conti. Più lavoro e più mi rendo conto che la genetica ha un suo effettivo peso, fortunatamente non è così forte come si pensava un tempo. La cultura è a parer mio, decisamente più forte della genetica, che è un terreno su cui crescono le piante...ma un terreno con ampi margini di miglioramento.

(Senza contare tutti gli studi di E. Rossi sulla genetica di Bruce Lipton)

Genna