Psicologia: la personalità si può modificare?

Ciao,

Chi nasce rotondo non può morire quadrato“dice un proverbio dell’Italia meridionale…in altreparole: la nostra personalità resta immutatadurante l’arco della vita. Se segui PsiNeL saiche da anni punto il dito contro questo tipo diconvinzioni, anche perché sono diametralmenteopposte alla crescita personale e a tutti gli studipsicologici sulla personalità. Oggi ti propongol’ennesima riprova…

Finalmente dopo averlo sostenuto per anni arrivauna ennesima conferma. Ma prima mi fermo unattimo a mostrarti cosa s’intende per personalità:un insieme più o meno stabile di tratti che restanopressoché inalterati nel tempo. Nel secolo scorsogli psicologi hanno sondato la possibilità che vipossano essere di tratti stabili nel tempo ene hanno inventate di ogni…

…dalla fisiognomica ai test proiettivi, fino ad arrivareal sacro grall della ricerca attuale “il metodo statistico”che attraverso gli anni ha isolato 5 tratti ((già ipotizzatida Aristotele) comuni, il famoso “big five: apertura,coscienziosità, estroversione, amorevolezza e infinenevroticissimo. Ognuno di questi tratti è composto dadue poli opposti apertura-chiusura, coscienzioso o noncoscienzioso e avanti così…

…attualmente questi sono i tratti più sottoposti a test ericerche. Ma una recente scoperta ha voluto testare lafamosa diatriba: ambiente/apprendimento, cioè vederese questi tratti si modificassero con le esperienze dellavita o se invece, come dice la teoria classica, restinoinalterati. Nel 2011 Specht J. ed i suoi colleghi hannouna super analisi servendosi dei dati della commissionesocioeconomica tedesca (SOEP) analizzando ben15000 partecipanti…

…con un ‘età compresa fra i 16 e gli 82 anni un gran belcampione. Ed hanno scoperto alcune cose interessanti:La differenza più lampante è che il grado di quella cheviene nominata “coscienziosità” cresce significativamentelungo l’arco della vita. Diventiamo via via più abili neldiscernere il classico bene dal male. Diventiamo peròanche più prudenti, forse troppo…infatti il grado di“apertura” invece diminuisce. 

Nel tempo ci “ammorbidiamo” e diventiamo maggiormente”gradevoli“, che in poche parole significa diventare piùempatici ed emotivamente intelligenti. Mentre gli altridue grandi fattori come l’estroversione ed il nevroticismorestano pressoché simili. Questi dati, che puoi vedereriassunti nel grafico che ho preso da Mente e Cervello(N 100 2013)…

Mostra come questo andamento sia piuttosto regolare.Questo ha portato alcuni ricercatori ad ipotizzare unacausa genetica specifica per ogni popolazione. Edalcune ricerche hanno in parte confermato questatendenza. Per cui la personalità sarebbe si plasticae malleabile ma entro un certo range dettato dal set genetico caratteristico di quella specifica etnia.

In altre parole noi italiani cambiamo come tutti glialtri italiani e non come i cinesi. Allo stesso tempoperò sembra che (per quanto mi riguarda è unabuona notizia) che il ruolo dell’ambiente sia comesempre preponderante. Cioè le esperienze che fainella vita sono in realtà il vero fattore che cambiala tua personalità. Ogni volta che si presenta ladiatriba natura/ambiente sono sempre contentodi vedere che “pesa più l’ambiente”…

…cioè pesa di più l’educazione che è una variabileche possiamo in un qualche modo controllare. Nona caso le due aree dove il comportamento resta simile (estroversione e nevrotismo) sono quelle incui si presentano la maggior parte dei problemi diordine psicologico. Perché mentre per sopravviveredevi diventare più coscienzioso e diminuire laapertura (perché via via che si invecchia non sihanno, in teoria, più le forze per affrontarla) glialtri due tratti cambiano “se ci lavori”

…o se hai la fortuna di fare esperienze positive inquel senso come dimostrano gli studi quello chescegli di fare nella vita influenza questi tratti. Sead esempio hai dovuto o voluto abbandonare glistudi ed hai iniziato a lavorare presto la tuapersonalità è diversa da chi, come me, inveceha studiato ed iniziato a lavorare più tardi. Nonsolo anche diversi ambienti di lavoro offronodiversi modi di modellare la personalità.

Tutte queste affermazioni sono corroborate da unamoltitudine di studi psicologici. Ad esempio OliverLüdtke psicologo tedesco ha provato, nel 2001 chei ragazzi che iniziavano a lavorare prima mostravanoun grado più alto di coscienziosità e dall’altro latoperò erano meno gradevoli degli studenti, chesecondo l’autore dello studio, sono maggiromentea contatto con altri ragazzi e per questo sviluppanomaggiore gradevolezza.

Se conosci come funziona il linguaggio sai che laparola personalità non è altro che una palesenominalizzazione, cioè si tratta di un processo, diun verbo in divenire, cristallizzato in una parola.Essendo un processo è impossibile da descriverecon dei tratti rigidi e fissi. Nella mia esperienza dipsicologo ho notato che spesso la fissità dellapersonalità sta negli occhi degli altri…

…ho visto decine e decine di persone cambiareradicalmente la propria vita mentre il partnercontinuvano a dire che non era così, che in realtàera sempre la stessa persona. Chiaramente noisiamo anche il riflesso di come ci vedono gli altri,con il famoso effetto pigmalione… Tuttavia lacosa più importante da tenere a mente, se anchea te piace migliorare… È….

…migliora per te stesso, non dire niente a nessuno.Non andare a raccontare in giro che segui PsiNeLperché “bla…bla…bla” fallo solo se vedi che nellealtre persone c’è un reale interesse, perché lafuori quasi tutti pensano che la personalità nonsi possa modificare, e invece così non è…anziciò che si può fare davvero è qualcosa di moltoimportante… Un po’ quello che tutti ci hannosempre detto ma senza capirci molto, esserese stessi…

…per quanto mi riguarda, il “miglioramento” nonè una parola che adoro perché presuppone chenon stiamo facendo qualcosa bene, oltre al fattoche possiamo farla meglio;) ma quello che mi piacespesso dire, come mission di PSINeL è un camminoNON per migliorare e diventare, che so, più apertima è quello di diventare se stessi. Un tipo di trattoche nessuno potrà mai descrivere se non tu stesso.

Questo argomento mi piace a tal punto che penso didedicarvi la ANL di lunedì cosa ne dici? Mi auri acapire se piacerebbe anche a te avere qualchedritta per “rendere il processo della personalitàin linea con chi sei veramente?:))”…lasciami uncommento e fammi sapere la tua opinione…e seti piace questo post clicca sui pulsantini grazie:)

Se conosci l’inglese e desideri approfondire un po’della affascinante psicologia della personalità prenditi un po’ di tempo e guarda questa lezionedel dott. Jason Rentfrow alla Università diCambridge…

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A prestoGenna

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16 Commenti
  • Ciao Tiziano e
    ben ritrovato;)

    1) Si, se non ricordo male lo studio indicava proprio una plasticità della personalità misurata dal big5

    2) Si, anche qui se non ricordo male esistono studi che dimostrano un cambiamento dei tratti di personalità a seguito della mindfulness

    3) E' molto interessante che tu te ne renda conto…prova a notarlo con maggiore intensità e prova a fermarti un attimo, portare attenzione su di te in modo minful e riniziare la conversazione in modo diverso. Devi essere un pò allenato con la meditazione per farlo ma a volte funziona anche senza se lo ripeti spesso.

    4) Hai perfettamente ragione neanche a me piace la genetica ma bisogna farci i conti. Più lavoro e più mi rendo conto che la genetica ha un suo effettivo peso, fortunatamente non è così forte come si pensava un tempo. La cultura è a parer mio, decisamente più forte della genetica, che è un terreno su cui crescono le piante…ma un terreno con ampi margini di miglioramento.

    (Senza contare tutti gli studi di E. Rossi sulla genetica di Bruce Lipton)

    Genna

  • Ciao Genna,
    avevo già letto dei big five e fatto pure il test :) bell'articolo

    Vorrei però sapere:

    1) quindi in sostanza secondo questi studi, se uno è nevrotico in un certo modo già da giovane, lo sarà allo stesso modo durante l'arco di tutta la vita?

    2) il mindfulness aiuta, immagino, a modellare questa caratteristica. Mi sbaglio?

    3) mi rendo conto che sì sono estroverso e aperto, ma ad esempio, mentre ci provo con le donne sfocio troppo spesso a diventare un "pagliaccio" :) è brutto da dire, ma almeno, visto che voglio cambiare, mi aiuta a darmi una ridestata. Il fatto è che io sono sempre tendente a scherzare tanto e a essere simpatico, e nonostante voglia limare questa mia caratteristica così da diventare più ponderato, spesso non ci riesco. La mia domanda è: come dovrei fare per acquisire certi tratti che ho nella testa? esempio, vorrei diventare sorridente e solare sì (lo sono già) ma al contempo essere meno "pagliaccio"; non solo, vorrei acquisire altre caratteristiche nei modi di fare, secondo l'idea di chi voglio diventare. Ma come posso fare ciò? è chiaro che, come hai scritto in un articolo, c'è la famosa profezia che si auto-avvera. Essendo abituati ad agire in un certo modo, la gente si è abitua, e ci si comporta di conseguenza. Ciò non aiuta.

    4) vorrei semplicemente esprimere che questa cosa della genetica (che lasci uno spazio di manovra delimitato) la trovo limitante. Non ci voglio credere. Non credi, come me, che il fatto che gli italiani cambino in modo differente rispetto ai cinesi, sia più dovuto alla cultura?

    Grazie Genna. Attendo la tua risposta :-)

    Grazie mille

  • Ciao Beatrice,
    spero che il mio vi sia piaciuto 😉
    citate il blog mi raccomando :))

  • ciao siamo due studentesse di modena del liceo psicopedagogico.
    il tuo articolo ci è stato veramente utile per svolgere una ricerca sulla personalità plastica.
    tutto è partito dall'articolo "personalità plastica" di mente e cervello che non ci è piaciuto e che abbiamo voluto approfondire
    grazie!

  • Ciao Genna, grazie per questo post! Dopo aver letto dei "big five" nel libro di Wiseman mi era venuta una gran tristezza e demotivazione all'idea che quei fattori non fossero minimamente modificabili…soprattutto perche' la mia esperienza di vita mi dice decisamente il contrario! Mi sento meglio :)
    Ciao!
    Pao

  • Ciao Luca,
    semplicemente sperimentare…guarda sulla barra di destra del blog, dove vedi scritto "rubriche"…clicca su "meditazione", scegline una e praticala tutti i giorni per almeno 8 settimane. Ti consiglio di iniziare con il body scan, ne trovi di diversi…

    pratica, se lo farai con intenzione, nel presente e senza giudizio…diventerai il maestro di te stesso 😉

  • Ciao Gennaro,
    ho trovato il tuo sito cercando su un motore di ricerca meditazione :)
    Ho visto che hai scritto diversi post sulla meditazione, ma un "principiantissimo" cosa deve fare?
    Da dove iniziare?

    Spulciando sul web poi ho visto anche anche su questo sito omnama.it (Se lo ritieno spam cancellalo. Tu lo conosci?

    Grazie mille!!

  • Grazie Nicola,
    sono convinto che ognuno di noi senta la spinta verso questo tipo di auto-realizzazione. E che tutti, se sottoposti agli giusti stimoli, possano arrivare a questa "grande verità" che hai scritto…che diventare davvero se stessi è un lungo cammino…ma è per me in assoluto il più affascinante 😉

    ANL working progress ;)…

  • "diventare se stessi", posso dire con un po di orgoglio che io ad un ragionamento di quel tipo c'ero già arrivato molto prima di avvicinarmi al discorso della crescita personale, ovvero almeno 7-8 anni fa, quando mi resi conto che io in primis, ma anche tantissime altre persone (la maggior parte delle quali senza averne mai preso coscienza), avevo desideri e aspirazioni che non corrispondevano ai miei comportamenti "reali", che di fatto mi impedivano di raggiungerli e di diventare quello che io in realtà volevo essere, il rendermene conto fu parecchio frustrante, ma fu anche il motivo per cui cominciai a cercare un modo di risolverla iniziando così un percorso per "invertire la rotta", o "uscire dalla spirale dell'insuccesso" avvicinandomi così alla crescita personale, alla pnl ed a tantissime altre cose.

    Da allora sono cambiate molte cose nel mio modo di approcciarmi agli altri e nel mio modo di valutare cosa mi interessi davvero e cosa no (in sostanza cos'è "farina del mio sacco" e cos'è indotto da genitori/società/amici) anche se ancora il cammino è lungo.

    Non mi dilungo oltre perchè rischio di scrivere un poema :) , però sicuramente sono interessatissimo alla anl che vuoi creare per lunedì, sono proprio curioso di sentire una tua trattazione di questo argomento!

    Nicola.

  • Il detto mi piace interpretarlo così: ci troviamo rotondi perchè in realtà la nostra "quadratura" non è ancora uscita fuori. E probabilmente, se vivessimo in eterno, quel quadrato diverrebbe un triangolo, e poi un rettangolo, e poi un rombo, e poi ancora rotondo, e chissà cos'altro

  • @ Miche11: seguendo le tue passioni 😉 ps. non sono riuscito a troverne di belli e brevi e in italiano…se lo trovi postalo 😉

    @ Simone: Grazie Mille…sarà fatto ;))

  • Ovvio che ci vuole una ANL, troppo bello questo argomento per "esaurirlo" con questo posto. ;)))

  • Io ti farei questa domanda:
    come riuscire a guadagnare più soldi esprimendo sinceramente se stessi.
    P.s. se vuoi inserire video, perché non metti anche quelli più brevi, semplici ed efficaci? 😉

  • @ Luca: si sono perfettamente d'accordo…anche se non ho capito il collegamento con il " termine miglioramento";)

    @ Andrea: esatto ė diventare se stessi migliorati, non perché abbiamo appreso qualcosa di nuovo ma perché abbiamo capito come apprendere…è quello che bateson descriveva come apprendimento 4;)

  • Ciao Genna,
    il post di oggi mi sta facendo riflettere in particolare sui luoghi comuni… infatti quando hai riportato un'espressione comune come "essere se stessi", mi chiedo come altro possiamo essere se non noi stessi? Cioè anche se "indossiamo una maschera", forse il modo di come lo facciamo può essere diverso da come la indosserebbe un'altro… Mi è venuta in mente una frase di Robbins: "Ognuno di noi è coerente con la propria identità"… Cioè mettiamo che oggi leggiamo un ennesimo post o libro di sviluppo personale e decidiamo di replicare quello che ci suggerisce, il modo di mettere in pratica i suoi esercizi può variare da persona a persona… eppure, se sviluppiamo quelle caratteristiche che prima ci erano poco familiari, poco per volta diventano un valore aggiunto a noi stessi, in pratica la nostra "identità" si arricchisce, cioè diventiamo noi stessi più arricchiti…
    Per fare un paragone: guando andasti a lezione di guida, al termine eri o non eri te stesso? Lo eri, e mentre andavi a queste lezioni, stavi apprendendo un modo di muoverti che poco per volta ha fatto parte della tua identità, di te stesso, apunto. Il tragico è che a volte i detrattori del personal development ti dicono: "Che ti serve leggere libri o ascoltare/guardare materiale di sviluppo personale, sì te stesso!" La domanda a questo punto sarebbe: "…E mi chiedo cosa accadrebbe se diventassimo noi stessi più sviluppati? Come sarebbe se diventassimo noi stessi, magari con in aggiunta le qualità che facciano di noi stessi dei leader di noi stessi?";))
    Grazie,
    Andrea

  • complimenti Genna!
    questo articolo mi ha ispirato :-) .

    PS. anche a me la parola "miglioramento" non piace….e' come se all'interno contenga il messaggio "non vai bene cosi'".
    Forse a torto, ma a me sembra che le persone (in generale) faccia fatica ad accettarsi e fa fare delle scelte in sintonia con quello che sono realmente. Ma se non ci si conosce e non ci si accetta, chissa' forse anche il "cambiare" potrebbe corrispondere ad indossare un'ennesima "maschera"…cambio per gli altri , non perche' lo desidero io e perche' mi fa bene, magari per essere "accettato"/"amato" da chi considero "importante"…Ammappate quanto ho scritto…!!! beh comunque chiudo facendoti ancora i complimenti! :-)

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