venerdì 1 marzo 2013

Crescita Personale: Trainers - formatori italiani ed i loro "accenti" ;)















Ciao,

sei appassionato di crescita personale? E la segui
da almeno un po' di tempo? In questo "delirio del venerdì" 
voglio parlarti di un fenomeno particolare del mondo
della formazione e non solo, qualcosa che può essere
di tuo interesse solo se davvero ti piacciono queste
cose;) Se come me sei appassionato di questo campo
ed hai un po' di spirito di osservazione forse riesci
anche tu, a renderti conto "chi s'ispira a chi"...


...se segui PsiNeL sai che "le fonti" delle informazioni
non sono un optional, ma anzi sono una parte molto
importante del processo di ricerca. Così chi si occupa
di formazione, solitamente ha una serie di mentori a
cui si ispira e di cui di solito è stato allievo. Ed è chiaro
che questo, oltre a portare alto il nome del proprio
maestro si occupi anche di divulgare alcuni suoi metodi 
di formazione. Tuttavia non sempre è così, specialmente
nel campo crescita e sviluppo personale...


...dove, detto tra noi, i mentori non sono poi così tanti.
Non perché ci siano persone incapaci qui da noi in Italia,
ma perché ci sono più improvvisati che da qualsiasi altra
parte del mondo ;) per "improvvisati" mi riferisco a chi,
dopo aver letto qualche libro, decide di tenere un proprio
corso. Rispetto ad altri campi della conoscenza, quello
della crescita personale ha milioni di fonti ma pochi
divulgatori, e quelli seri in Italia, si contano sulle dita
di due mani.


Questo ragionamento abbastanza banale mi è balzato
in mente assistendo ad un corso dal vivo. Il davvero
molto bravo trainer parlava di vendita in un modo molto
professionale e carismatico, ma nel suo paraverbale io
vedevo una trainer... "Roberto Re". Magari starai
pensando... "eh bravo Genna, sapessi io quante volte
me ne sono accorto". Ed infatti questa è stata una delle
molte volte in cui "riesco ad intravedere" il trainer che
c'è alle spalle. Ed è proprio confrontandomi con altri
corsisti che mi sono reso conto, di non essere stato
l'unico ad accorgersene.


Così in Italia abbiamo (preparati alla scarica di link)
Roberto Re con il suo accento misto ligure-lombardo,
Piernicola De Maria con il suo accento international-
napoletano, Claudio Belotti ed il suo ex socio Alessio 
Roberti ultra bergamaschi, lo Zio Hack con il stile
lombardo futuristico...Max Formisano con il barese-
romanesco-napoletanizzato :) Ecco solo dai nomi citati
possiamo trovare migliaia di cloni italiani. Non per
nulla sono fra i più bravi, fra i più conosciuti. Quelli
più intensi per me sono i due bergamaschi...che 
hanno influenzato più di un trainers :)


Con questo non voglio dire che chi imita, consciamente
o inconsciamente, un trainer sia un cattivo formatore.
Anzi abbiamo esempi di trainer che si sono formati con
altrettanti trainer, che pur portando avanti il loro modo
di formare si sono distinti. Uno di questi è proprio il Re
con Tony Robbins o anche Debora Conti con Paul
McKenna...ecc. Tutti i trainer citati hanno un sacco di
emuli e come dicevamo..."ci sta"...ma fino...


...fino a quando si prende inconsciamente uno stile e lo
si fa proprio o lo si aggiunge al proprio ventaglio di 
abilità e comportamenti. Ma non va bene quando il 
formatore fa solo una sorta di imitazione bislacca, 
compresa di non verbale e anche di esempi e di 
programmi. Lo so che ti sembrerà strano ma qui in 
Italia siamo pieni di persone che prendono un corso 
Figo e "cercando di rappresentare l'intero territorio
nella loro mappa", fanno corsi, copia e incolla.


Ok...ok, anche io faccio il formatore e se mi piace "un
esempio", una metafore o un esercizio che ho visto
fare ad un altro trainer lo ripropongo...e trrrrr rullo di
tamburi, dico anche da chi l'ho preso (ovviamente in
base al contesto e alla richiesta di chiarimenti). Se
hai fatto un corso con me sai di cosa sto parlando:)
Per cui anche io modello, ma c'è modo e modo per
farlo, se ti viene naturale "no problem"...


...se ti viene naturale, imitare la voce e tutto il resto,
fallo! Significa che hai inconsciamente modellato quello
stile, ma ti consiglio di rendertene conto. Come fare?
Videoregistrati e guardati, ascoltati, vai a cercare 
quelle cose che sai non essere "farina del tuo sacco" e 
nota se esageri nella "imitazione". Ovviamente questo
processo, se fai il formatore, immagino che lo avrai
già fatto (o almeno spero ci sono molte persone a cui
non piace rivedersi)..adesso nota solo questo tipo
di "atteggiamento imitativo".


Il modellamento per imitazione diretta (come amo
definirlo) l'ho provato centinaia di volte in modo
conscio durante la mia vita. Suono la chitarra e
canto da quando avevo 15 anni, all'inizio ero una
vera e propria "pippa":) poi nel tempo sono molto
migliorato. Se devo fare una cover eseguo quasi
sempre lo stesso processo in 4 steps:


1) Ascolto il brano fino a quando non mi è davvero
molto familiare e magari leggo il testo per impararlo.

2) Cerco gli accordi in base alla mia tonalità vocale.

3) Imito il cantante...non lo faccio apposta mi viene
quasi naturale. Dopo almeno una decina di volte
che canto e suono tutta la canzone...

4) dall'imitazione viene fuori la mia vera voce.


Ok, magari sei un maestro di canto e sapresti come fare
a farmi cantare subito con la mia voce, ma io non ho
mai preso lezioni formali di canto (formali no perché
mi sono auto-formato). Eppure, nonostante la tecnica
acquisita negli anni, questa sequenza appena descritta
è quella che oserei dire "mi viene spontanea e naturale".
Tutte le volte che ci penso la vedo più o meno in
questo modo...


...c'è un primo periodo di identificazione con il cantante
che nel nostro caso è un trainer/formatore, attraverso il
quale riesco a trovare la mia voce, cioè il mio modo di
fare formazione. Questo ovviamente sarà influenzato 
più o meno pesantemente dai miei maestri, ma per
diventare io stesso un "vero maestro" devo fare un 
passo in più, cioè trovare il mio modo unico di fare
le cose, anche se questo può partire dall'imitazione
di qualcun'altro.


Se fai il formatore o se hai un qualsiasi maestro che
tendi ad emulare, don't worry, è una cosa del tutto
naturale. Ma tieni a mente che devi usare questo tuo
modo di emulare per fare in modo che risuoni dentro
di te "la tua vera voce", solo così puoi diventare tu
stesso un bravo formatore, altrimenti farai dei bei
corsi fotocopia :) Quanto detto fino ad ora non ci
esime, in quanto formatori o semplici appassionati
di psicologia, dallo studiare. 


Infatti, anche se a volte ci possono venire in mente
idee geniali che nascono esclusivamente dalla nostra
esperienza di vita, leggere e studiare quelle degli
altri è un ottimo modo per incorporare più modelli
e, anche qui, scoprire il "nostro personale". Ma
questa è un'altra storia... fammi sapere se ti è
piaciuto il post...


A presto
Genna


5 commenti:

zio Hack ha detto...

Ciao Gennaro,
grazie mille della citazione.
I tuoi post sono sempre originali e simpatici.
Keep going
Un abbraccio
zio Hack
http://www.migliorati.org

Gabriele ha detto...

Ciao Gennaro!
Inizio col farti i complimenti per il tuo Blog...ammiro la tua costanza nel postare articoli e alcuni mi hanno fatto scoprire cose interessanti che non conoscevo.
Proprio in questo periodo sto niziando a costruirmi un'attività nella formazione e coaching...dopo aver studiato per 4 anni ora sto iniziando a scendere nel concreto...solo libri alla lunga non da soddisfazioni!!
Capisco il senso del tuo articolo e lo stimolo ad essere originali...di formazione sono pianista jazz...e confermo che nella musica prima devi passare per anni di imitazione per poter poi maturare progressivamente un tuo stile musicale...quindi idem nella formazione!!

Continua così!

Gabriele

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie Zio, non potevo non citarti :)

@ Gabriele: grazie, forse nel jazz vale ancora di più ;)

Sebastiano Todero ha detto...

Ciao Genna...
ah... i bergamaschi!!
e pure il genovese...
... quante ispirazioni :-)

Personalmente credo che all'inizio "copiare/modellare" dei pezzi altrui, sia una forma di comodità quasi inevitabile dato che la tua attenzione è tutta so cosa devi dire, sul pubblico su di te e mille altri dettagli, soprattutto se non hai uno staff che ti aiuta!

Quindi prendere dei "pezzi di codice" già scritto per realizzare il tuo programma è quasi indispensabile.

Tuttavia credo che un po' alla volta, magari in anni di aula, il codice si mescola, si sovrascrive e si evolve... un po' come l'agente Smith con il codice di Neo!!

Quindi non credo che sia necessario un lavoro consapevole per isolare le cose che hai volutamente o inconsciamente modellato, perchè dopo un po' se ne vanno via per i fatti loro; quando non sono più utili!

Se questo non capita è solo per un motivo: uno non sta facendo abbastanza aula da crearsi un archivio suo di aneddoti, battute, frasette e stile!

Se uno fa un corso all'anno (ammesso che sopravviva come formatore) forse continuerà spudoratamente a copiare i suoi maestri.... ma se uno fa aula 2/3 volte alla settimana credo sia impossibile non evolversi e (ribadisco) non serve nemmeno farlo apposta; è una cosa naturale!!

Ergo... credo che quelli che girano per le aule con "pezzi di repertorio" completamente rubati forse sono solo ai loro esordi... ma:
a) se andranno avanti si evolveranno...
b) se non si evolvono si estinguono!

Sinceramente ho sempre creduto che essere una "combinazione unica e irripetibile di pezzi copiati da altri" sia la cosa più bella... oltre che l'unica possibile :-)

Quindi mi permetto di proporre un consiglio:
a) non provare a copiare di meno
b) prova a copiare da più fonti possibile !!


Un abbraccio a tutti i formatori che fanno ricerca (copia) e sviluppo (incollo creativo)!!

Sebastiano Todero

PS. Grazie a Roberto, Claudio, Alessio, Livio e Tony!

Michelangelo ha detto...

Meglio copiare solo le cose che funzionano. E poi non si può citare sempre tutti, penso che si sappia che l'originalità vera e propria non esiste. Esiste solo una costruzione diversa delle cose che già esistono. Anche la PNL ha preso altrove, anche Milton Erickson ha preso altrove...