Smettila di controllarti :)

Ciao, sei appassionato di crescita personale? perché hai deciso di informarti su questi argomenti? poniti per qualche minuto questa domanda… la ANL di oggi è dedicata ad un argomento molto delicato che ho battezzato “il nemico N°1 della crescita personale“. Perché? spesso, quando ci si avvicina a questo tipo di argomenti si inizia a sviluppare una sorta di senso di “onnipotenza” che è chiaramente “FINTO”! e che si può trasformare in un tentativo di “controllo” su noi stessi che a sua volta…ci controlla.

Sei riuscito ad ascoltarlo? il tema è delicato perché sfiora un l’argomento “ansia”. L’ho usato come esempio perché rende chiaro a tutti che cosa s’intende per corto- circuito dovuto al “controllo che ti controlla”.

Ma il mio intento non è quello di trattare un paziente con questo esercizio (anche se sarebbe possibile in parte) ma quello di puntare ad una maggiore consapevolezza  sul tema del controllo…aspetto che se analizzato può aiutarci davvero a crescere.

Nella crescita personale l’unica intuizione davvero interessante sul tema del controllo è quella delle 3 zone d’influenza. In pratica esistono 3 zone una sociale del contattato con il mondo, una interpersonale del contatto con le altre persone che ci sono più vicine …ed una personale, del contatto con te stesso.

Lo schema è facile, puoi gestire solo la zona personale, in questo modo sarai più efficace nelle relazioni (zona relazionale) e questo influenzerà il tuo ambiente sociale (zona sociale). Ma nella realtà dei fatti quanto possiamo controllare questa “zona personale”?

 Se ci pensi bene noi siamo in grado di controllare davvero poco di noi stessi, ma non tendiamo a non  farci caso, fino a quando tutto va fila liscio. Questo non significa che tu sia in balia dei pensieri o delle tue  emozioni, ma che semplicemente non puoi comandarti a bacchetta come se fossi una  macchina.

E’ questo tipo di convinzione o meme che può creare gravi danni a chi vuole migliorare. Il controllo ti controlla è una frase tanto cara agli studi del MRI di Palo Alto. Perché il controllo mi dovrebbe controllare? questo fatto lo si comprende solo alla luce di come funziona il nostro modo di agire. Il nostro comportamento può avvenire attraverso due modalità (di cui abbiamo lungamente parlato): automatica e  controllata.

Tutte le cose che “sai fare ad occhi chiusi” come guidare, fare il caffè, camminare ecc. sono apprendimenti  “entrati nel tuo “inconscio”. Mentre guidi non hai bisogno di controllare di quanti gradi stai alzando il piede dall’accelleratore. Lo fai e basta, fidandoti ciecamente della tua capacità di saperlo fare…perdona il gioco di parole.

Puoi agire con “il pilota automatico” ogni volta fai qualcosa che conosci bene, ma se accade un imprevisto devi immediatamente inserire il sistema di “controllo”. Quella parte più lenta e razionale ma allo stesso tempo più precisa ed accurata (vedi sistema 1 e sistema 2 di Kahneman). Nell’audio ti ho parlato dei due autisti, quando il controllore influisce sul pilota (l’automatismo), questo rischia di sbagliare. Questo può accadere per diversi motivi:

a) si è distratti e non si riesce a fare qualcosa di specifico;

b) si è stanchi e/o stressati non si hanno a disposizione tutte le risorse necessarie…

c) si è oberati da tante responsabilità che non si riescono a gestire…e paradossalmente

d) quando si cerca di controllare troppo i propri pensieri.

La ANL di questa settimana è dedicata specificamente alla causa “d” (ma anche degli altri punti) del conflitto fra i 2 sistemi. Quando vogliamo controllare noi stessi e, ancora peggio gli altri. E’ chiaro che esiste una forma di gestione di te stesso, ma gestire non è proprio sinonimo di controllare.

Gestire implica, magari, che ci siano anche altri “collaboratori” esterni ed interni che si occupano di altro. Proprio come succede dentro di noi…in ogni istante…anche adesso mentre leggi 🙂 Come ti dicevo nell’audio per trattare in profondità questo argomento sarebbe necessaria una vita 🙂

Per questo metto le mani avanti e mi scuso da subito se salterò qualche passaggio che tu invece, ritieni sia importante. Per questo t’invito a lasciarmi un commento in tal caso. Detto questo è venuta l’ora di mostrarti i consigli per migliorare il nostro rapporto con il controllo.

Leggendoli ti renderai conto che ne ho aggiunti altri perché, come forse saprai, prima registro l’audio e dopo scrivo l’articolo…e ne avevo dimentica uno abbastanza importante 😛 E’ anche per questo che invito, chi riceve la ANL via email a venire sul blog. Infatti adesso troverai 4 consigli 2 dedicati all’esplorazione del concetto di controllo e ad un miglioramento personale…e due dedicati a chi ha paura di perdere il controllo.

Ci tengo a ricordare, che pur essendo qualificato in materia, questi consigli non sostituiscono l’aiuto di un professionista. Per cui se pensi di avere troppa paura di perdere il controllo, contattami per una consulenza (se sei a Padova o a Mantova) o cerca qualcuno dalle tue parti. Detto questo, bando alle ciance ed  iniziamo:

1) Fiducia nel tuo inconscio: nella ANL ho dimenticato di inserire questo importante punto. E’ chiaro che se desideri lasciar guidare l’autista ti devi fidare di lui. E se ti fidi ciecamente fai un gran bel viaggio, se invece dubiti e temi che faccia incidenti allora può essere un inferno…anche se non si fa alcun incidente. Devi fidarti del tuo inconscio, di ciò che conosci e del fatto che “sai molte più cose di quelle che pensi di conoscere”.

Per evitare il loop del controllo che ti controlla è importante avere fiducia nel proprio “autista” e quindi dell’inconscio. Questi due meccanismi “sistema 1 ed il sistema 2” sono in costante equilibrio, allenandoti a notare quando è meglio avere più fiducia o quando, invece sarebbe meglio “essere più vigili”. Adesso ti starai forse chiedendo: “ma come faccio a portare attenzione senza interferire?”… con il prossimo consiglio 😉

2) Mindfulness: attraverso un’attenzione non giudicante che si limita ad osservare è possibile attivare una sorta di “attenzione speciale”. Un tipo di attenzione che non interferisce con i processi auotmatici… se non mi credi prova a svolgere per 1 mese l’esercizio dei 3 minuti di respiro e vedrai. Se ci pensi respirare è un’azione semi-automatica…proprio come guidare. Se ci porti un’attenzione controllante probabilmente inizierai a “controllare il respiro”. Svolgendo questo esercizio ti renderai conto che con la pratica, la tua attenzione sarà “osservazione” senza più interferenze.

La stessa cosa dobbiamo portarla nella vita di tutti i giorni se vogliamo affidarci a quella intelligenza saggia e non concettuale (Prajina) che viene anche descritta nelle tradizioni orientali. La vita è talmente complessa che dobbiamo affidarci a questo tipo di “attenzione- consapevolezza” se vogliamo evitare il corto circuito “il controllo ti controlla”… Se ad esempio devi fare un percorso difficile è inutile pensare a cosa accadrà, ma è più semplice farlo con consapevolezza, un passo alla volta 😉

3) Diario: se senti di dover controllare tutto e questo ti disturba, allora porta con te un diario e dividilo in colonne (data e ora/luogo/con chi sei/intensità da 1 a 10 della sensazione/cosa pensi) ed ogni volta che ti senti di dover tenere tutto sotto controllo scrivilo nel diario. Fallo esattamente nell’istante in cui senti che la sensazione di “perdere il controllo”, proprio in quell’istante, “come una fotografia”. Questo esercizio serve per allentare qualsiasi tipo di “controllo”  e si basa su diversi principi  psicologici.

Il primo di tutti è come sempre la consapevolezza, che interviene rompendo lo schema del controllo. Ma il tipo di consapevolezza richiamata qui non è quella mindfulness, ma quella normale che interrompe i processi automatici. Quando la paura di perdere il controllo s’instaura diventa un’automatismo, con il diario è possibile spezzarlo.

4) La prescrizione del sintomo: un’altra tecnica per affrontare il timore di perdere il controllo e perderlo volontariamente, come descritto più in alto. Ma come si può farlo? dedicandogli del tempo specifico, una parentesi all’interno della giornata in cui farsi tutte le seghe mentali possibili ed inimmaginabili su come si possa perdere il controllo. Questo esercizio mette in moto i meccanismi opposti che portano al timore di perdere il controllo.

La prescrizione del sintomo è una delle strategie più efficaci della psicoterapia moderna, ma allo stesso tempo è anche fra le più delicate. Svolgi questo esercizio solo se senti che temi di perdere questo dannato controllo. Ti ricordo che questi due ultimi consigli possono essere utili a tutti, ma in modo particolare a chi vive questo tipo di timore. Per cui se non hai questo problema, limitati a fare i primi due…e in caso di forte malessere contatta un professionista. Perché continuo a mettere le mani avanti? perché spesso chi si avvicina alla crescita personale con l’intento di controllare gli altri, in realtà desidera (ripeto) controllare se stesso.

Questo porta tanti nostri amici e colleghi ad usare queste discipline come “psicoterapia”…ma invece di andare verso un’accettazione del controllo, come quella che ti ho appena descritto, tentando di acquisirne sempre di più… …ed ovviamente, quando il tuo focus è sul cercare di mantenere qualcosa che non puoi mantenere, allora s’instaurano tutte le spiacevoli dinamiche che ho descritto più sopra. Se queste sono troppo cariche possono portarci a sviluppare disordini seri che vanno trattati da un professionista. Per cui se sei alle prime armi con la crescita personale ti consiglio di tenere bene a mente questo post 😉

Uff…l’argomento è davvero infinito, soprattutto quando ci si mette di mezzo la psicologia clinica. Per questo mi fermo… e mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi di questo argomento, lasciando un commento qui sotto. E se il post ti piace, clicca sui tasti social qui sotto e aiutami far crescere PsiNeL ;))

A presto
Genna

Ps. Ho saltato diversi argomenti dedicati a questa interessante tematica, mi riservo di approfondire ma solo se ti è piaciuto davvero, per cui metti un bel like qui sotto o lascia un commento.

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28 Commenti
  • Articolo e fatto molto bene, articolo diciamo verita che noi cerciamo di allontanarci da quello che siamo veramente. Quello che a pare mio non e stato detto o forse il vero soggetto di tutto e se noi accettiamo quello che siamo consapevoli di essere veramente o se non lo accettiamo?, cercando di scappare e basarti su questo controllo che tanti di noi teniamo talmente stretto ad avere paura di lascarlo andare. Il cambiamento di porsi migliore di quando eravamo giovani e belli, tenendo quel immagine ben in testa ci fa male anche a pensarci ..quindi alla fine ci chiediamo chi siamo? Perche quel dannato noi in fondo si e fatto dei grandi updates e alla fine ci porre ..allora chi siamo?.

    • Grazie Jade,
      come vedi devo ancora rimpaginare l’articolo per bene (ho fatto una grande migrazione da poco tempo). Così colgo la palla al balzo per mettere apposto anche questo.

      Si, ho approfondito le tue domande in alcuni post specifici, fai una ricerca attraverso il piccolo motore di ricerca che vedi qui in alto a destra, cercando:
      “Evitamento esperienziale”
      “Testimone interiore”
      “Diventare se stessi”

      In questi post approfondisco ciò che stai dicendo…per capire “chi siamo davvero” 😉

  • Spesso è proprio il tentativo di controllare quelle "sensazioni" che le fa diventare dannose. Uno dovrebbe sedersi, ascoltare quelle sensazioni, senza aspettare di risolverle…ma limitarsi ad ascoltarle…

  • Grazie mille per i chiarimenti 🙂
    Io penso di essere una persona mediamente "controllata", tuttavia è dall'anno scorso (dopo quell'evento di cui parlavo) che sono sempre più spesso preda di stati emotivi piuttosto intensi, ai quali non ero e non riesco ad abituarmi. E' dura accettarli come "incontrollabili" se ti limitano l'esistenza e si somatizzano sul corpo, anche perchè ti inducono a dubitare dell'intellingenza dell'inconscio (perchè mi stai facendo del male?)

  • Ciao Luca,
    si è questo il post che ti dicevo…
    "non controllarsi" non significa proprio avere fiducia estrema nell'inconscio. Ma significa semplicemente evitare di controllare tutte quelle cose che SAI non essere controllabili.

    Il post è dedicato a chi si controlla troppo, chi non si controlla non riesce a comprendere quanto forte può essere la morsa del controllo. Scusa il gioco di parole.

    Quindi più che parlare di conscio ed inconscio (l'inconscio dipende da dove lo prendi è memoria rimossa- inconscio freudiano…oppure conoscenza implicita- inconscio ericksonianano) si parla di automatismi o di azioni controllate.

    Per ristabilire quell'assetto di cui parli ci sono molti modi…ma tutto dipende dalla tua storia. A volte è la parte automatica che fa i capricci e a volte è la parte controllata 😉

  • La ANL su "Guardarsi dentro" dev'essere questa, mi sbaglio?
    Nella mia esperienza ti posso dire che è vero, seguire l'inconscio spesso mi ha portato a dei risultati positivi, però altre volte no..
    L'episodio peggiore mi è capitato l'anno scorso e sono rimasto talmente scottato che ancora oggi non sono per niente tranquillo quando devo prendere una decisione perchè temo di sbagliare ancora, e ti assicuro che le conseguenze sarebbero devastanti. Per questo mi chiedevo: l'inconscio è (anche) memoria? Se è così, è chiaro che il sistema di decisione "intuitiva" è andato in corto e sarà dura ripristinarlo..

  • Grazie Ezadro:)

  • ciao Genna!! post sempre molto utile per la propria crescita, meditazione e consapevolezza! volevo anche ringraziare Edoardo per il link a Bruce L. per me molto 'fulminante', utile per alcune riflessioni. ciao ti seguo sempre.ez

  • Ciao Roman,

    anche in rilassamento dinamico ho inserito i suoni bineurali, ma solo perchè andavano di moda;)

    ecco cosa ne penso, scritto qualche anno fa:

    http://www.psicologianeurolinguistica.net/2008/11/i-doser-e-bineurali-le-iene-smascherano.html

  • Ciao gennaro! Cosa ne pensi dei suoni binaurali e in generale di tutti i suoni che stimolano a mandare onde alpha beta ecc??? Li ho scoperto da poco, per le "droghe virtuali" , gli effetti a lungo termine di questi ultimi sono ancora sconosciuti.. un sito con contenuto gratis e ab bastanza vario è iso-tones.com , in inglese..

  • Ciao Alessandra,
    penso che la risposta per Laura vada bene anche per te…si bisogna scrivere tutte le emozioni negative, dai piccoli timori a quelli più grandi.

  • Ciao Laura,
    nel post cerco di fare chiarezza sulla differenza fra controllo e gestione, ma effettivamente ė difficile spiegarmi bene:)

    Perché quello che per qualcuno è controllo per qualcun altro può essere gestione. Diciamo che se ti sentì troppo disciplinata potrebbe essere un segno di troppo controllo, ma se tu vivi bene così perché cambiare?:)

    Per quanto riguarda la passione per la crescita personale …eh mi dispiace dirmelo ma siamo in due:))

  • Ciao Andrea,
    esattamente tutto ciò che è automatico tende ad essere dimenticato, ho giocato per molto tempo con il sogno lucido,ma con pochi risultati …
    Grazie per il feedback

  • Con questo post hai azzeccato un tema a me molto caro, ansia e paura di perdere il controllo… veramente molto interessante. Effettivamente se seguo i tuoi post è perchè vorrei raggiungere una capacità di autocontrollo superiore… cosa intendi quando consigli di non controllarsi per una settimana??? In quali occasioni ad esempio? Parli dei timori specifici per ciascuno o di un atteggiamento più generalizzato? Grazie e complimenti per il tuo lavoro

  • Allora…non so come cominciare 🙂
    Ho iniziato un percorso di "crescita personale" tanti anni fa, ma, negli ultimi 2 mi sono proprio scatenata… 😉 tanti libri e tanti corsi, e, ultimamente, in rete si trovano contributi interessantissimi e molto ben fatti 🙂
    In effetti, proprio l'altro giorno, commentavo con un amico, che mi sento un po' drogata dalla sete di sapere, soprattutto su questi argomenti (pnl, ipnosi e comunicazione in genere). Mi sembra sempre di non avere abbastanza tempo, nonostante abbia un lavoro part time e tanto tempo da dedicare alle cose che mi interessano… ma gli argomenti sono vastissimi, e, soprattutto, ogni nuovo argomento ti porta a scoprirne altri da approfondire…
    Insomma, mi sento un po' in gabbia, una gabbia dorata, ma comunque una gabbia… anche perchè mi piace anche nuotare, andare in montagna, andare in bicicletta, cucinare, ecc… 😉
    Il problema del controllo è interessante e complicato: è complicato perchè a volte non si comprende se il fatto di avere tutto sotto controllo, nel senso di riuscire a pianificare la propria vita sia una cosa che ha più vantaggi (io credo di si) o svantaggi…
    E allora, mi chiedo, dove inizia il "patologico"?
    A me non interessa affatto avere potere e controllo sugli altri, ma avere il controllo delle mie azioni e sulla mia vita mi da un senso di potenza grandissima, e una grande soddisfazione…
    L'articolo è molto interessante, e mi ha fatto riflettere…
    Il fatto di essere "determinata" e "disciplinata" (al punto che alcuni mi giudicano un po' "marziana") mi fa pensare di avere tanto (troppo?) autocontrollo, ma non facessi così, probabilmente sarei pigra, depressa e infelice… Sono convinta che per vivere una vita felice ci si debba impegnare ogni giorno, e si debba fare in modo di impegnarsi per raggiungere obiettivi che ho capito essere importantissimo prefissarsi periodicamente; io non saprei come fare se non facessi come faccio…
    Ho fatto della presenza mentale la mia prima regola, e anche questa è una cosa che a volte può sfuggire se non ci si "controlla" specialmente all'inizio, prima che diventi un automatismo…
    Magari non ho ben chiaro cosa significhi farsi controllare dal controllo… ma a me pare che se non "controllassi" vivrei la vita in maniera inconsapevole…
    Insomma, il mio autobus lo guido io, e mi fido molto dell'autista… 😉
    Vorrei un tuo parere… 🙂
    Grazie Genna!!!
    P.S.: se secondo qualcuno sono da ricoverare, ditemelo con delle metafore… :-)))

  • Ciao Genna,
    riascoltando l'audio del post, mi è venuta in mente una domanda, o meglio, un collegamento fra la Mindfullness e il focus sul presente… Ora dato che ognuno di noi è lo specchio del mondo, e viceversa, il mondo ci rispecchia, non è sempre detto che siccome noi maniaci dello sviluppo personale siamo focalizzati sul presente lo sia anche l'ambiente in cui ci troviamo.
    Perché sto parlando di questo? Perché credo che quello che scatena l'ansia è derivato dal fatto di non essere stati nel presente (nel precedente commento scherzavo sul fatto di dimenticare o meno la macchina aperta, ma in realtà, ho capito che, come giustamente suggerisci nel post, l'inconscio può aiutarci a svolgere "in background" (o "nel nostro task tray";)), tantissime attività che, se dovessimo tenerle tutte a mente, finiremmo per impazzire… mentre ho capito nel tempo che a volte questo puòritorcerci contro, perché ci "giustifica" a non focalizzarci sul momento presente. Quindi tutto ciò che facciamo in automatico, proprio perché non ci poniamo un'adeguata attenzione, finiamo col dimenticarcene.
    Immaginiamo anche una cosa banalissima, di quando per esempio devi segnarti qualcosa ma, siccome è facilissimo da ricordarti, puoi farlo in un altro momento (es. scrivere un sogno appena sveglio). Infatti, paradossalmente, era qualcosa di terribilmente facile da ricordare che, guarda caso, te ne dimentichi, nonostante gli immani sforzi di ricordartelo.
    Ah, e a proposito di, inconscio e di sogni (anche se forse questo potrebbe andar fuori tema dalla Mindfullness e dal tema del post, che ne dici del libro "il sonno lucido" di Paolo Parciasepe?
    Grazie,
    Andrea

  • No, non facevo riferimento a un punto preciso. Ho trovato un'assonanza tra gli argomenti.

  • Grazie per i feedback:)

  • grande post! vogliamo l'approfondimento! 🙂

  • Bella la metafora della guida, top!
    L'insicurezza di sè credo che sia uno dei fattori determinanti. Accade molto spesso quando si bruciano le tappe, e ti senti non ancora all'altezza nel nuovo contesto, quando invece potresti avere tutte le carte in regola per fa bene

  • @ Grazie Edoardo, in quale punto precisamente? l'ho visto molto tempo fa…(ho scoperto da poco che qualche pazzo l'ho ha messo integrale su youtube ;))

    @ Grazie Fabrizio, alla fine il cammino è di "identificazione con chi siamo veramente"…questa è per me la vera crescita personale (ne parlerò più avanti ;))

    @ Grazie Giusy, no tranquilla non è per nulla ridicolo. Solo chi non ci ha mai portato la giusta consapevolezza può ritenerlo ridicolo. L'ansia purtroppo è un'esagerazione di quella consapevolezza…detto in modo molto riduttivo.

  • Semplicemente grazie,ancora una volta mi hai illuminata su qualcosa che da tempo cerco di risolvere ed è appunto la paura di perdere il controllo, tanto che mi ha portato a controllare il respiro per paura che se nn controllassi le fasi della respirazione potessi dimenticarmene. La cosa sembrerà ridicola a chi nn soffre di ansia ma purtroppo chi come me lotta ogni giorno per superare piccole cose sa a cosa mii riferisco. i seguo sempre perchè ogni volta attendo tuoi consigli!!Buon lavoro Giusy

  • Per anni ho sempre avuto ben poca fiducia in me stesso e nel mio "autista". Spesso faccio delle belle cavolate e questo mi succede perché manco di Consapevolezza… Personalmente ho cominciato il mio cammino di crescita perché non sapevo bene chi fossi (direi pure per niente) e perché appunto non capivo come "smettere di fare cavolate"! Inoltre ho una certa tendenza non tanto a controllare gli altri, quanto a controllare cose ed eventi! In pratica qualcosa di ancora più folle! 🙂
    Bellissimo articolo, complimenti! Ti seguo ormai da un po' e mi piace il modo in cui esponi le cose e in cui ragioni… Continua così! 😉
    Fabrizio.

  • Molto interessante.
    Mi ha fatto ricordare, non perchè lo ricalchi, ma perchè in qualche modo collegabile, un dvd di Bruce Lipton "la mente è più forte dei geni".
    Edoardo

  • Ciao a tutti 🙂

    @ Roland: grazie mille, mi motivi a proseguire, anche io credo che ci sia più bisogno di argomenti del genere 😉

    @ Miche: Grazie 🙂

    @ Andrea: eh già anche io sono stato affascinato per anni dalle tecniche di "controllo che ti controllano"… poi un pò per lavoro e un pò per passione mi sono imbattuto in questi concetti che ho scoperto essere "molto efficaci"…grazie 🙂

  • +1 e mi piace!
    Eheheh Genna questo post magari sarebbe da consigliare ai molti che, dopo aver chiuso la macchina si guardano indietro con la paura di averla lasciata aperta… 😉
    Cmq scherzi a parte, molto bello e interessante, come molti altri posts…
    Che dire… Il controllo ti controlla… e a proposito di questo… menomale che da tanto tempo ho letto della Mindfullness, perché leggendo diversi libri (sono un lettore vorace), leggevo sempre cose tipo "controllo del respiro", "controllo dei pensieri" … e naturalmente prima di conoscere la Mindfullness infatti quando provavo a "controllare" il respiro, notavo che si snaturava, così come anche i pensieri.
    E sulla crescita personale… ehm… ehm… ehm… almeno da parte mia ho cominciato a rendermela attraente perché notavo l'influenza che aveva il coach del momento (non faccio nomi naturalmente) e pensavo di assumere quella capacità di influenzare gli altri allo stesso modo… cercavo di acquisire più carisma ma naturalmente col tempo è cambiata la mia concezione di crescita personale… faccio sempre gli esercizi, questo è chiaro, ma chiedendomi per esempio: "In situazioni come queste, come potrei svolgerlo meglio?" (Meglio in questo caso non è inteso in senso assoluto, ma, al contrario, tirando il meglio di me stesso e sviluppando l'elasticità).
    E a proposito di elasticità… se questo richiede un'altro audiopost o un semplice commento, visto che questo rientra fra i nostri valori, come ogni valore qusto ha dei criteri, giusto? Quali potrebbero essere, secondo te?
    E mi chiederai perché ti sto facendo questa domanda: Perché naturalmente immagino che anche l'elastico, per quanto tu possa tirarlo, alla fine si rompe…
    Grazie,
    Andrea
    P.s.: A proposito grazie per la risposta di ieri! 🙂

  • Hai detto tutto 😉

  • Congratulazioni Genna,
    esprimi un concetto a me molto caro in modo molto semplice e chiaro…come non mi era mai capitato di ascoltare.

    ANL da 10 e lode!

    proseguirei con le osservazioni che hai stimolato in me … a conferma e supporto di ciò che hai già detto …ma mi astengo…per il bene di chi non ha mezza giornata di tempo per leggere tutto quello che scriverei a riguardo …

    Grande Genna!
    rinnovo stima e complimenti.

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