venerdì 1 febbraio 2013
Inconscio: Rete di Default e libere associazioni...da Freud ad Erickson
Ciao,
sei pronto per il "delirio del venerdì"? in questo post
ad alto contenuto teorico ti mostrerò come le nuove
scoperte delle neuroscienze possano fare luce su
concetti "oscuri" come quello di inconscio e di
cambiamento terapeutico. E lo farò a partire dalla
prima vera e propria tecnica psicoanalitica, le
famosissime "libere associazioni". Uno dei metodi
più noti in psicoanalisi, da cui trae le proprie radici.
Per l'analista, ascoltare le libere associazioni del cliente
è importante per sondare (appunto analizzare) l'inconscio.
Ma se ci si pensa, un reame dove le libere associazioni
sono maggiormente frequenti e soprattutto spontanee è il
daydreaming o vagabondaggio mentale. Da tempo ti parlo
della scoperta di questa rete di neuroni che descrive una
funzione del cervello durante gli stati, potremmo dire, di
"riposo". Questa rete, nominata DMN rete di default, si
attiverebbe ogni volta che sei sovrappensiero. E in quel
momento cosa succede al vagare della mente? una serie
di libere associazioni.
Qualche post fa paragonavo l'attività della DRM con la
"comune trance quotidiana" descritta da Ernest Rossi,
durante gli studi con Milton Erickson. Ed in effetti l'ipnosi
"come la intendeva lui" era un modo per elicitare "libere
associazioni" in grado di creare una "realtà ipnotica". Al
contrario di quanto si creda, quando il professionista che
utilizza l'ipnosi suggerisce qualche immagine (es"...ed è
come essere seduti lungo un fiume") non è detto che il cliente
"veda un fiume". Ma questo farà scattare in lui diverse "sue
libere associazioni" che riguardano il suo vissuto.
...quindi non è sbagliato affermare che le libere associazioni
sono un po' "il linguaggio macchina" della terapia? Forse si e
forse no, visto che prima vengono tutte le tecniche tratte dai
rituali di migliaia di popolazioni e chiaramente l'ipnosi, che
ha dato vita alla psicoanalisi. Freud sostituirà l'ipnosi con le
libere associazioni, che forse, come vedremo tra poco sono
qualcosa di molto simile. Che ancora oggi mantengono il
loro potere nella azione terapeutica, forse non tanto per
un'analisi quanto per una riorganizzazione mentale.
Le libere associazioni danno il via all'esplorazione della
mente inconscia...per quanto lo stesso Freud ammetta di aver
attinto al lavoro di chi lo aveva preceduto (Schopenhauer)
lui è fra i primi medici a chiedersi come fare per cambiare
una persona attraverso la parola, senza bisturi ne medicinali.
Oggi Freud viene additato come un ciarlatano da molti.
Poco bravo ad usare l'ipnosi, poco bravo a curare i suoi
pazienti ecc. Nonostante tutte le accuse di oggi egli è stato
un vero e proprio rivoluzionario del suo tempo...tutti gli
appassionati di psicologia hanno un debito nei suoi
confronti :)
Freud si era accorto che lasciando al paziente la libertà di
associare le idee, fra queste, di tanto in tanto, ne veniva
fuori qualcuna dettata quasi puramente dal suo inconscio.
Perché il clima disteso e la libera associazione avrebbero
aperto delle maglie all'interno della fitta rete di difese che
ci proteggono dai nostri contenuti inconsci. Quindi lui
stesso sarebbe stato d'accordo con la mia idea che il
"pensiero errante" sia un'attività inconscia, o forse
avrebbe detto che si tratta di un'attività "pre-conscia".
Forse studiando maggiormente il funzionamento della rete
di default, avremmo più informazioni sull'inconscio?
inconscio che nella visione ericksoniana "è una rete
complessa di associazioni interconnesse" ...è forse
possibile quindi che il sovrappensiero sia una porta
d'accesso verso l'inconscio? di certo guardarci dentro,
in senso di contenuti non nuoce, ma se invece ne
esaminassimo la struttura per "restituirla" (come
si dice in gergo, cioè renderla esplicita).
Watzlawick ci dice che ciò che ha fatto Erickson è stato,
rovesciare l'idea incompleta di Freud. Mentre l'analista
si limitava ad ascoltare ed analizzare il vissuto del cliente,
Erickson sembrava si fosse chiesto cosa accadesse
restituendo gli stessi contenuti al cliente, attraverso l'ascolto
delle sue metafore, del suo modo di comunicare e del suo
problema. In quel periodo la psicoterapia si basava sull'
ascolto passivo del cliente, (tranne il comportamentismo
ed il nascente cognitivismo) oggi invece, in tutti gli
approcci esiste un minimo di intervento diretto o
indiretto da parte del terapeuta.
Mentre Freud analizza ciò che emerge dall'inconscio,
Erickson analizza e restituisce attraverso una via
privilegiata, la trance ipnotica. In entrambi i casi,
che ovviamente sono descritti sommariamente, c'è
un solo protagonista, l'inconscio. Che viene visto nella
teoria freudiana come un mostro, mentre in quella erick-
soniana, come un magazzino di risorse. La rete di
default sembra molto più vicina a questa concezione
di inconscio, perché la sua attività sembra benevola
sotto tutti i punti di vista.
Come ti dicevo prima, molti pensano che quando si fa la
psicoterapia ipnotica, il professionista utilizzi delle frasi che
scatenano delle immagini mentali...e fin qui hanno ragione...
e che vi sia una corrispondenza diretta fra la frase detta ed
ingiunta, e la sua visualizzazione interiore. Quando in realtà
durante lo stato di trance il cliente trasforma la nostra
comunicazione in una esperienza ipnotica soggettiva,
che potrebbe essere anni luce da quella che gli stiamo
proponendo noi. Ecco come , questi suggerimenti,
possono diventare altro...
...ed ecco anche forse perché non é facile come sembra usare
l'ipnosi in psicoterapia o meglio la psicoterapia ipnotica. Perché
é necessario conoscere davvero il cliente e non applicare una
tecnica da pappagallo perché qualcuno ci ha detto che in un
modo o nell'altro funziona. Questa é anche la differenza fra un
"Ipnotista" ed uno "psicoterapeuta ipnotico"...ma va Bhe
questo é un altro discorso;) tornando a noi, probabilmente
Freud aveva già intuito questo fenomeno, ma essendo stato
il primo ad indagarlo attraverso l'occhio del clinico si
è limitato ad osservare e descrivere.
Alla luce di queste considerazione verrebbe da chiedersi
che cosa possa guidare le libere associazioni di un cliente
in psicoanalisi, se non avviene alcuno intervento esplicito?
La risposta è semplice e allo stesso tempo difficilissima,
perché se da un lato possiamo dire che il vero atteggiamento
analitico è quello del non giudizio, del distacco ecc...dall'altro
lato, sapendo della impossibilità di non comunicare dovremmo
chiederci cosa in realtà stiamo comunicando. Secondo me, ciò
che guiderebbe queste associazioni è la qualità del rapporto
che si crea fra i due protagonisti...
...e anche qui Freud ci ha beccato, ovviamente stando sulle
spalle di chi lo ha preceduto. Parlando di transfert e poi di
controtransfert...due concetti centrali della psicoanalisi ma
anche in quasi tutte le scuole di psicoterapia. Concludendo
questo delirio del venerdì facciamo un breve riassunto
perché mi sembra di essere stato piuttosto confusivo
mettendo tutta questa carne al fuoco ;)
La prima tecnica psicoterapica dopo il "metodo catartico"
é stata quella delle "libere associazioni". Cioè analizzare
le cose che "saltano in mente al paziente" in modo quasi
del tutto spontaneo. Sappiamo che questo accade ogni
volta che siamo soprappensiero e che questo vagheggio
mentale sembra essere molto simile alla "comune trance
quotidiana" studiata da Ernest Rossi...ed utilizzata da
Erickson per ottenere i suoi cambiamenti miracolosi.
Ma se nel processo ipnotico é il professionista preparato.
a stimolare questo "vagheggio" e a dargli una direzione
terapeutica, nella psicoanalisi classica non esiste un
modo per farlo. Anzi gli psicoanalisti hanno per anni detto
che il loro era il trattamento di elezioni per le nevrosi,
proprio perché loro non intervengono, lasciando che sia
la persona a cambiare. Ma questo si scontra con l'assunto
della pragmatica della comunicazione che dice che non é
possibile non comunicare. Ipotizzo che se é vero che la
terapia é in parte gestire questo vagheggio (da parte del
terapeuta/conduttore) allora ciò che lo guida in analisi
è la qualità della relazione che si instaura.
Se la grande differenza fra Freud ed Erickson sta nella
concezione di inconscio...e se la manifestazione della
rete di default (fisiologica e fenomenica) può essere
paragonata alle "libere associazioni" come metodo di
analisi personale, allora forse la concezione di inconscio
che più si adatta a questa evidenza neuroscientifica è
quella freudiana. Questo non significa che l'inconscio
freudiano non esista, ma significa che quando il tuo
cervello vuole riposarsi, va in un posto molto simile
all'inconscio ericksoniano.
Prima di salutarti ci tengo a sottolineare che queste sono mie
ipotesi personali, che pur traendo da anni di pratica e studio,
non sono la verità , ma solo una possibile mappa che può
aiutarci a capire meglio come funziona la psicologia applicata
al cambiamento personale. Fammi sapere che cosa ne
pensi lasciando un commento qui sotto, e se ti è piaciuto,
ti chiedo come al solito di cliccare sul mi piace e/o sul
più uno, mi aiuterai a divulgare queste informazioni.
A presto
Genna
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2 commenti:
Ciao Genna, gran bel post!
Ma l'accostamento che hai fatto è tra un bravo psicoterapeuta ed un impreparato ipnosta. Anche gli psicoterapeuti impreparati che non sanno creare rapport e che magari sono un pò duri di "cerevella" fanno copia e incolla e non risolvono niente.
E ce ne sono.
Al contrario gli ipnotisti preparati si spingeranno molto oltre quelle due cose che gli hanno venduto al corsettino per modici tre_quattromila euro.
E ce ne sono.
Non troppi forse!
L 'ideale sarebbe riuscire a slegare attore e ruolo per valutarli separatamente!
Giuseppe
Ciao Giuseppe,
chiaramente esistono delle differenze personologiche e attitudinali che variano da persona a persona. Ci sono pessimi psicologi ed ottimi coach, ad esempio. Ma quest'ultimo non può fare (almeno legalmente) quello che farebbe il primo, perchè in teoria lo psicologo "dovrebbe saperne di più".
La stessa differenza sta fra chi utilizza l'ipnosi come strumento che si può adattare anche ad altri contesti. Come ad esempio il parto, le prestazioni sportive, ecc... e chi invece usa l'ipnosi per curare le persone, per cui fa psicoterapia...e nella mia scuola la chiamiamo psicoterapia ipnotica. In teoria, un ipnotista non è in grado di capire se si trova di fronte ad uno psicotico o ad un borderline...e sempre in teoria uno psicoterapeuta ipnotico si.
La preparazione fra un ipnotista e quella dello psicoterapeuta ipnotico è enorme...tuttavia come dici non è detto che il "titolato" sia necessariamente più bravo, nonostante anni e anni di preparazione, dell'ipnotista.
Ho avuto modo di conoscere molti colleghi che utilizzavano una ipnosi potremmo dire classica o alla NGH. E tutti, nonostante avessero tutte le carte in regola, hanno abbandonato la tecnica. Perchè è questo che ci dice Erickson quando parla di trance naturalistica, e ci mostra una nuova ipnosi spogliandola di tutti i tecnicismi del passato.
Anche se il primo libro edito in Italia è stato "Tecniche di suggestione...ecc" in realtà di tecnico in Erickson c'è davvero poco. Ma come ho detto in altri post di tempo fa, Erickson era tutt'altro che uno stolto, che si presentava con la "mente vuota" zen...era certamente una persona eccezionale per queste sue caratteristiche...
...ma era preparatissimo, si era laureato sia in medicina che in psicologia, da sempre è stato interessato al comportamento umano. Non aveva fatto un corso di 3 settimane per diventare "ipnotista" ;)
Ok, mi sono dilungato un sacco, ancora in preda al delirio :) apprezzo molto i confronti e sarebbe carino immaginarne oppure ricercarne qualcuno per poterne discutere, qui, apertamente.
Grazie
Genna
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