venerdì 25 gennaio 2013

Psicologia: fantasticare migliora la memoria di lavoro

















Ciao,

quante volte hai detto a tuo figlio o ti hanno detto,
quando andavi a scuola: "ehi smettila di fantasticare 
e stai attento?". Il daydreaming, o il fantasticare o 
vagabondaggio mentale è qualcosa che può esserti
già accaduto qualche parola fa :) qualcosa che capita
a tutti e tutti i giorni! invece di essere "qualcosa di
dannoso", la ricerca sta provando sempre più, i suoi
benefici. Te ne avevo già parlato in riferimento alle
ricerche di Ernest Rossi. Sono convinto che studiare
"il fantasticare"..."la fantasia" possa aprire porte
interessanti per lo studio degli stati modificati 
di coscienza.


Quando ero piccolo mi capitava spessissimo ed anche
oggi con una certa frequenza, di fantasticare. E a
volte mi sono chiesto se avesse un valore (prima di
aprire PsiNeL e scoprire che era fonte di enorme
ispirazione creativa ;)) ...per molti è qualcosa da
evitare. Ma sempre più studi ci dimostrano l'esatto
contrario. B. Levinson, J. Smallwood, R. J Davidson
hanno condotto un'interessantissima ricerca nel 2012
sulla "mente errante" ed hanno scoperto che questa
può predire la memoria di lavoro...e forse anche
potenziarla ;)


Che cosa è la memoria di lavoro? immagina che 
dentro di te ci sia un omino con una grossa scrivania,
in questo momento mentre leggi queste parole, queste
stanno finendo sulla scrivania dell'omino. Se nel
frattempo ti chiedessi di andare a bere un bicchiere
d'acqua e di tornare qui, su questa scrivania ci sarà:
il programma andare a prendere l'acqua, più alcuni
ricordi di quello che stai leggendo. E se, fra 5 minuti
dovessi prendere un treno, ci sarebbe anche il
"documento...prendere il treno".


In pratica è la memoria in cui sostano i pensieri su
cui stiamo lavorando in un determinato momento.
Per fare un'analogia informatica, si tratta della RAM,
cioè quanti compiti il tuo pc riesce a "tenere a mente".
Si perché non si tratta di "svolgerli", quindi del noto
multitasking (anche se ha molto a che fare) ma del
semplice fatto di tenerli a mente... che è una abilità
fondamentale del pensiero umano. E' come se il
cervello fosse in grado di mettere in stand by alcuni
compiti per dedicarsi a quelli più urgenti.


I ricercatori hanno scoperto, mediante un semplice
compito (che ti risparmio, perché trovi qui ;)) che le
 persone con una "mente maggiormente errante", che
di solito verrebbero etichettati come "i distratti", sono
anche quelle che hanno una memoria di lavoro più
vasta ed efficiente. Ora si potrebbe pensare che le
persone con una più alta frequenza di vagabondaggio
mentale siano più brave a tenere le cose a mente
perché sono state costrette dal loro "deficit" 
a migliorarsi...


...e invece pare proprio che il daydreaming, che come
forse saprai, se segui PsiNeL, ha una sua rete di
attivazione chiamata "rete di default", non ha solo
questo come vantaggio. Infatti essa si attiva ogni volta
che il cervello ha bisogno di riposto, e non sembra
essere un semplice "risparmio energetico". Infatti
pare che durante queste pause, la mente sia in grado
di elaborare inconsciamente nuovi scenari, di
risolvere problemi...un po' il classico "dormici
su e vedrai che domani mattina avrai le idee più
chiare".


Ma ora veniamo a qualcosa di pratico: come da anni
confermano le ricerche in psicologia, noi viviamo in
un contesto fra ambiente e mente circolare. Questo è
stato provato recentemente dalla emboided cognition.
Se ad esempio sappiamo che quando una persona è
contenta ride ...oggi sappiamo anche che fare finta di
ridere per un tot di secondi ci rende più contenti. 
Ecco che cosa intendo per circolarità psicologica.
Un altro esempio può essere fatto con la postura...


...sappiamo che alcune posture comunicano agli altri
determinati messaggi: stare con le braccia incrociate,
la testa basse e le spalle curve, solitamente comunica
che c'è qualcosa che non va. Che la persona non sta
vivendo delle emozioni positive (chiaramente sono
ipotesi, non verità, infatti poteresti essere in quella
posizione perché stai valutando se sposarti di
domenica o di sabato), mentre invece una persona
aperta, con i palmi della mani visibili, il collo in
bella mostra, bilanciato su se stesso...ci sa tutta
un'altra impressione.


E guarda caso, se stai in una posizione rilassata ed
aperta non stai comunicando solo alle altre persone
il tuo stato emotivo, ma lo stai comunicando anche
a te stesso. Sono numerosi gli esperimenti che
provano questo effetto circolare, e vale praticamente
per ogni aspetto psicologico osservabile. Allora mi
sono chiesto: "se è vero che il vagabondaggio della
mente è segno di una buona memoria di lavoro, è
possibile che si possa sfruttare a questo scopo?".


In altre parole, cercare volontariamente di vagare
con la mente aumenta la capacità della memoria di
lavoro? non ho trovato ancora una ricerca che mi
dia questa risposta, ma di certo gli anni passati a
praticare l'ipnosi e molti altri metodi per entrare
in stati modificati di coscienza, mi hanno dato una
certa fiducia in questa ipotesi. Come ti raccontavo
il dayderaming corrobora le sperimentazioni fatte
da Ernest Rossi sulla "comune trance quotidiana"...
ed oggi sappiamo quanto faccia bene ;)


Forse, ipnosi, meditazione ecc...non sono altro che
strumenti per incanalare questo fenomeno naturale?
forse, attraverso un intervento volontario e spesso
dettato dalla riflessività del pensiero è in grado di
modificare il funzionamento di questa rete di
default? in realtà non ho una risposta, ma so di
certo che lo studio degli stati modificati di
coscienza, unito alle neuroscienze potrà darci
nel futuro sempre più strumenti per vivere
meglio la nostra vita.


Fammi sapere cosa ne pensi e se ti è piaciuto il
post clicca su Mi piace e/o sul +1 mi aiuterai
a migliorare il mio lavoro...e chissà magari in
un futuro finanziare una ricerca del genere ;)


A presto
Genna

Quanto è paradossale studiare la fantasia? :)


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Genna, e' molto interessante quello che hai pubblicato...vorrei riflettere però su un video che ho visto su Ted che anche tu hai pubblicato mi sembra. Nel video questo studioso...affermava che con un test...tramite delle applicazioni nei cellulari. Aveva dimostrato che le persone piu stanno nel presente piu sono felici.(semplificato :) ) Il "vagheggio " se pur utile e' possibile che diminuisca la felicità?insomma quindi potrebbe proprio non essere cosi utile da questo punto di vista?
E per quanto riguarda la meditazione: so che e' molto buona per mille motivi. So che una pratica meditativa e' per esempio concentrarsi attivamente nel presente...diciamo facendo tacere la mente. :) Quindi andrebbe contro questo principio in parte... E qui la domanda: E' piu utile concentrarsi nel presente o errare durante la giornata oppure trovare un equilibrio tra le due cose?Piu uno o piu l'altro? :D e perche'secondo te? Grazie Genna :) :)

Gennaro Romagnoli ha detto...

Mmm...ottima domanda...è chi lo sa?:)))
A parte gli scherzi secondo me sono entrambi lati della stessa medaglia,
due polarità su cui é utile fare maggiori studi. Se da un lato il vagheggio
può essere annesso alla comune trance quotidiana, con tutti i suoi
vantaggi...bisogna ricordare che la trance é fenomeno che fa bene
quando é spontanea oppure quando viene utilizzata da un
professionista.

La famosa auto ipnosi non é efficace come sembra...per far si che si
utilizzi il vagheggiò (sempre ammettendo che si stia parlando di
quel precursore della trance propriamente detta) é necessaria una
guida che lo sappia utilizzare e che conosca la persona, farlo da soli
é quasi un paradosso, anche se possibile...nel post di venerdì mostrerò meglio
questo collegamento;)

Perché tutta questa pappardella? Per dirti che quel vagheggio va spostato
pazientemente su aspetti importanti della vita della persona perché sia
"Benefico"...mentre il contrario, cioè portare attivamente l'attenzione no..
Per cui la prima differenza importante é che puoi praticare la mindfulness
da solo e raccogliere molti più risultati che provando da solo ad "utilizzare
il vagheggio"...

Durante la meditazione presti attenzione a tutto ciò che ti accade, anche
il vagheggiò...lo scopo della mindfulness non é quello di farti diventare
una persona "più attenta o più concentrata"...ma quello di farti accettare
tutto ciò che accade, attraverso la disidentificazione ...super parolone:)

Le differenze sono sottili ma vedrai che nel post di venerdì, che ho
dedicato alle libere associazioni e alla rete di default, forse ti
mostrerà ancora più specificamente questa differenza..che ripeto
io sto ipotizzando per cui non prenderlo per oro colato...siamo
pionieri in questo campo:)))