mercoledì 9 gennaio 2013

Meditazione: la sincronizzazione del cervello ed il suo funzionamento
















Ciao,

ogni giorno mi capita di finire su siti che parlano
di meditazione mostrando i dati scientifici delle
loro sperimentazioni. L'errore più comune è legato
alla "sincronizzazione del cervello", nella maggior
parte dei casi sembra che i due emisferi, che oggi
tutti conosciamo, si equilibrino in un qualche modo.
Le cose NON stanno esattamente così, quando i
neusoscienziati parlando di sincronizzazione si
riferiscono a...

...alla "sincronizzazione dei segnali elettrici del
cervello in punti distanti più di 10 cm". In altre
parole, se attraverso gli apparecchi di neuro-
immagine (risonanza, tac, ecc) si vede che due
punti più distanti di 10 centimetri si comportano
nello stesso modo e allo stesso tempo, ecco che
si può ipotizzare che in quei due punti stia
accadendo qualcosa di simile e in modo
"sincronizzato".


Lo so, può sembrare lo stesso concetto ma in realtà
non è così, infatti questa sincronizzazione può 
avvenire anche fra parti che riguardano lo stesso
emisfero. In modo particolare sono macro aree del
cervello ad attivarsi durante la meditazioni, come:
corteccia anteriore e posteriore del cingolo, quella
prefrontale dorsale, le giunzioni temporo-parietali,
l'ippocampo, l'amigdala e la frontale ventro mediale.


Evita di spaventarti da tutti questi nomi, te li ho 
presentati per mostrarti che la classica distinzione
fra emisfero destro e sinistro è a dir poco riduttiva.
La cosa interessante è notare che la maggior parte
di queste aree sono deputate alla regolazione delle
emozioni (ippocampo e amigdala). E che con un
esercizio prolungato è possibile allenare la mente
a regolare queste zone, permettendoti di diventare:
più resiliente e meno "sensibile" alle emozioni
negative. 


diversi studi sulla sincronizzazione dei segnali del
cervello, "mettendo sotto il microscopio" diversi
praticanti di meditazione buddhista esperti, cioè
con oltre 50000 ore di pratica all'attivo (una vita
di meditazione ;)) Le differenze più importanti che
hanno notato sono legate alle onde gamma, una 
serie di onde cerebrali molto veloci tipiche degli
stati di peack performance (25-45 Hz).


Queste onde si sincronizzavano negli esperti nelle
regioni frontali e parietali (deputate all'attenzione
e ai compiti di ordine superiore) in modo molto più
marcato che nei non meditanti. Questi risultati hanno
portato i due autori ad interpretare lo stato meditativo
come "un meccanismo di integrazione globale delle
attività di differenti regioni cerebrali". Un po' come
se il nostro cervello, meditando, si alleni ad essere
sempre più coeso. 


L'ostacolo maggiore a questi risultati è quando siamo
agli inizi. Diversi studi dimostrano che i neofiti della
materia tendono ad avere "onde irregolari" ed una
attività in diverse aree del cervello, e via via che si
pratica questa attività diminuisce. In pratica all'inizio
la sensazione di non riuscire a disidentificarsi può
anche "agitare" piuttosto che calmare. Le persone
non sono abituate a guardarsi "davvero dentro",
ed ecco perché è sconsigliabile agli "ansiosi"
farlo senza una guida esperta.


Esistono numerose tecniche di meditazione, ma 
tutte (o quasi) si basano sul portare attivamente la
attenzione verso qualcosa, oppure nel allenare
l'attenzione ad essere attiva in modo "pieno" (la
nostra mindfulness). Gli scienziati hanno così
individuato 4 stadi che passa il neofita...e tieni
presente che per neofita s'intende chi ha meno
di 10000 ore di pratica (siamo tutti un po'
neofiti quindi ;)).


I due poli sui quali si sposta la tua attenzione
possono essere identificati in due reti neuronali:
la rete di default (di cui abbiamo tanto parlato) e
la rete di salienza, che è quella in grado di fare
una selezione fra gli stimoli e scegliere quelli
che sono maggiormente importanti. In parole
molto più semplici, il vagabondare mentale
(rete di default) e la concentrazione (salienza).
Queste hanno una relazione indirettamente
proporzionale: più si attiva una e più si
disattiva l'altra...e viceversa.


Questo processo di attivazione e disattivazione
ha 4 fasi: 1) il vagabondaggio mentale; 2) la
presa di coscienza del vagabondare; 3) il
distacco dell'attenzione cosciente; 4) Una fase
di conservazione e rifocalizzazione della 
attenzione. Chiunque non abbia migliaia di ore
di meditazione alle spalle "sale e scende" da
queste 4 fasi, tutte presuppongono un piccolo
sforzo...


...ma c'è un'ottima notizia, che i benefici possono
arrivare anche dopo solo alcuni mesi di pratica
costante. Ok, neanche questa è una passeggiata
ma come ti ripeto spesso "non esiste alcuna
tecnologia psicologica che possa darti dei
veri risultati senza una pratica costante" (e
aggiungo di auto-aiuto, perché in due le cose
sono sicuramente più veloci).


L'altra buona notizia è che i meditanti davvero
esperti (con più di 44000 ore di pratica) non
hanno più bisogno di alcuno sforzo attivo per
attivare e disattivare la rete di default, entrano
ed escono dalla "focalizzazione" (salienza) 
ogni volta che lo desiderano e senza uno vero
e proprio sforzo cosciente...questo è l'aspetto
che a me interessa maggiormente.


Ok, per oggi ho parlato fin troppo, concludendo:
la sincronizzazione del cervello negli studi sugli
stati modificati di coscienza non si riferisce ad
un fantomatico equilibrio fra emisfero destro e
sinistro ma ad una congruenza fra aree che
distino almeno 10 cm l'una dall'altra. Gli sforzi
dei praticanti meditanti portano a benefici
psicofisici incredibili, nel lungo periodo...


ultimo consiglio... provalo, non ti costa niente,
digita sul blog "meditazione" e praticane una per
almeno 3 mesi tutti i giorni (meglio se lo fai 2
volte al giorno) e poi, torna qui, con il tuo
"nuovo cervello" e fammi sapere cosa ne 
pensi ;)


A presto
Genna
Ohmmmmm ;)))

6 commenti:

Fabio Sainati ha detto...

Vedo che stai proseguendo a darci nozioni anche dal punto di vista scientifico.. è molto interessante!

Con questo ho fatto molta chiarezza sul tema concentrazione e "vagambondaggio" e mi chiedevo se ci fossero altri modi oltre alla meditazione per migliorare. Ad esempio si dice che chi è disordinato nelle cose che fa, lo diventa mentalmente;quindi si presuppone che tenendo la casa in ordine, se ne giovi anche nellorganizzazione sul lavoro. Per mio modesto parere credo che se si è disordinati nelle cose da fare, la causa non è altro che il disordine mentale, non viceversa.. magari anche molta, molta pigrizia!



Pensavo.. è più difficle per un tale,che continuamente è con la testa fra le nuvole,di non riuscire più di altri a concentrarsi per un lungo periodo?

Al contrario per qualcuno che che con facilità è "sempre sul pezzo" è più difficile che vagabondeggi?

Questo è un fattore caratteriale o fisiologico-genetico?


Grazie per le conoscenze che ci dai!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Fabio,
io non sono d'accordo sulla metafora disordinato dentro disordinato fuori e viceversa...sai perchè? perchè sono stra disordinato fuori ma penso di essere abbastanza ordinato dentro.

Dipende dal "tale", di certo il daydreaming è qualcosa di buono che serve per riposare la mente. Di solito sono i bambini piccoli che si perdono continuamente nei loro pensieri proprio perchè gli è utile all'apprendimento e allo sviluppo.

Una persona allenata alla meditazione, ad esempio;), è in grado di staccare e riattaccare la propria attenzione diventando maggiormente padrone (anche se il termine non mi piace, meglio dire un surfista) dei propri stati mentali.

Grazie a te per il feedback :)
Genna

Stefano Roverso ha detto...

Ciao Gennaro,
complimenti per le informazioni che pubblichi, la sincronizzazione cerebrale è una condizione a cui tendere dati i suoi molti benefici: maggiore scambio di informazioni fra i due emisferi, maggiore capacità di accedere alle nostre competenze logico-razionali ed emozionali-creative in modo coerente ed efficace massimizzando la nostra capacità di prendere buone decisioni. Inoltre è il punto di partenza per accedere ad altri stati di coscienza in modo consapevole e utile alla nostra vita.
Conosci il Monroe Institute e il suo lavoro di ricerca di oltre 40 anni su questi temi ? Hanno messo a punto una tecnologia audio che crea queste condizioni in modo sicuro e controllato, si chiama Hemi-Sync e la sua efficacia è stata dimostrata sia clinicamente che scientificamente. Ho scoperto l’Istituto qualche anno fa e ne ho verificato l’efficacia personalmente al punto che dal 2010 la sto diffondendo in Italia. Promuovo sia progetti professionali in ambito medico, psicologico, educativo; che i corsi esperienziali aperti a tutti. Ti invito a provarla !

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Stefano,
certo conosco bene la tecnologia...penso di averla acquistata almeno 4 anni fa...e purtroppo devo dire che non mi piace.

O meglio...penso che ci siano cose più semplici che danno risultati migliori. L'influenza degli audio agisce un po' come una sorta di induttore di stato che non ha un vero effetto...perchè, se guardiamo dal punto di vista fisio anatomico, siamo tutti diversi, per cui ci dovrebbero essere suoni specifici per persone specifiche...e dall'altro la tecnica meditativa proposta non è una vera e propria meditazione, quanto piuttosto una visualizzazione/induzione ipnotica.

Questo è il mio umile parere
Genna

Stefano Roverso ha detto...

Ciao Gennaro,
mi permetto di dirti: sicuro di aver testato a sufficienza la tecnologia Hemi-Sync?
Provare dei Cd Hemi-Sync è cosa diversa dal partecipare ad un corso esperienziale avendo accesso anche a metodi e tecniche che integrano e sostengono i suoni. I risultati ci sono a detta dei partecipanti; misurati anche da fonti esterne. Se vuoi approfondire (http://www.monroeinstitute.org/research/effects-of-long-term-participation-in-tmi-programs-phase-1 )
Come saprai, nella tecnologia Hemi-Sync non ci sono messaggi subliminari o altre induzioni e l’efficacia è stata dimostrata anche su persone affette da dislessia/disturbi dell’attenzione che come sai, hanno proprio una limitata capacità di scambio di informazioni fra i due emisferi.
Ovviamente ciascuno ha i suoi gusti ed è libero di scegliere, non c’è dubbio!
Sei fortunato ad aver individuato metodi più semplici, efficaci e accessibili a chiunque; hai scoperto un tesoro!
In particolare a cosa ti riferisci ?
Stefano

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao, no e non sono sicuro di aver testato abbastanza:
- mindfulness
- silva mind
- auto ipnosi
ecc...


Sono tutte pratiche che vanno svolte nel tempo, ma ogni volta che ci si trova davanti alla nuova tecnologia mi piace testarla...e vedi ho anche la fortuna di avere l'emotiv epoc (un caschetto con pacchetto da ricercatore per rilevare il funzionamento del cervello), quindi non mi baso solo sull'esperienza ma anche sui dati che raccolgo per le mie ricerche personali, soprattutto con i miei clienti.


Mi riferisco a metodi di meditazione mindfulness senza l'ausilio di alcun suono...infatti io mi riferivo ai bineurali più che ai messaggi subliminali. Sui quali ho scritto molto su questo blog, avendo anche io inserito questa tecnologia nel mio ebook "rilassamento dinamico" del 2008.

Ti permetto di fare ancora un pò di pubblicità ;) puoi inviarmi gli articoli scientifici che parlano di questa "efficacia provata"? grazie