venerdì 4 gennaio 2013

La psicologia va in pensione? Neuroscienze e genetica vinceranno?















Ciao,

negli ultimi 50 anni il mondo delle scienze del
comportamento hanno fatto passi da gigante.
Dalla genetica alle neuroscienze sembra che,
prima o poi tutte le applicazioni della psicologia
verranno soppiantate da questi due approcci.
Esisteranno delle macchine e dei farmaci in
grado di fare ciò che fa oggi lo psicologo?


I mass media sembrano esserne convinti, visto
che non si parla altro che di neuroscienze e di
genetica legata alla farmacoterapia. Ma questo
non è di certo una valore che il medico segue,
è piuttosto lo specchio della nostra società che
si basa sul denaro, e secondo te chi ha più
denaro le case farmaceutiche o gli albi dei
miei colleghi?


Ok non voglio fare della dietrologia ma è evidente
che la medicina ha molto più potere per influenzare
i media e così l'opinione pubblica. Oggi esistono
due campi dove possiamo osservare questo
fenomeno, e da appassionati di psicologia tirare
un sospiro di sollievo ;) Il primo è quello della
farmaco terapia ed il secondo è quello della
criminologia.


Del primo, cioè degli psicofarmaci te ne ho già
parlato in lungo e in largo. Le mie conclusioni,
che derivano da osservazioni sperimentali di miei
colleghi e non, ha dimostrato che la psicoterapia
e l'intervento psicologico è di pari efficacia a
quello farmacologico in casi di depressione e di
ansia. Le due psicopatologie più diffuse; anzi la
psicoterapia sembra a volte essere più efficace
perché evita le ricadute.


Il risultato migliore lo si otterrebbe attraverso una
buona collaborazione, quando necessaria, con la
cura farmacologica. Ma non dovrebbe essere la
prima alternativa... chiaramente nel mondo reale
non è così, se tu vai dal tuo medico di base e gli
dici che non riesci a dormire, che hai il fiato corto
e che ti sembra di impazzire, lui cosa fa?


Ovvio, se è una persona intelligente ti manda da
uno psichiatra, se è poco intelligente ti prescrive
lui stesso degli ansiolitici...e se è illuminato ti invia
da un bravo psicoterapeuta. Purtroppo di medici
di base "illuminati" ce ne sono ben pochi e molti
preferiscono affidarsi alle cure omeopatiche
piuttosto che inviare le persone da uno psicologo.


Nonostante gli psicofarmaci stiano diventando
sempre più mirati e poco dannosi mantengono
ancora il loro potere oscuro composto, secondo
me composto da due aspetti: la dipendenza ed 
il senso di impotenza appresa. Il primo non
ha bisogno di spiegazioni, mentre il secondo
merita un veloce approfondimento.


Ogni volta che assumi uno psicofarmaco stai
dicendo a te stesso che "da solo non puoi farcela".
Questo meccanismo perverso indebolisce le tue
risorse interiori e ti rende di volta in volta sempre
meno "adatto a quelle situazioni che ti fanno
soffrire". Mettiamo il caso di un agorafobico
che inizia a prendere delle pillole per poter
uscire di casa...


...ogni volta che si muove sa di poterlo fare solo
grazie ai farmaci e non perché lui sta "guarendo"
o meglio "cambiando". E' un po' come se tu
corressi con delle gambe bioniche convinto di
allenarti per la maratona di New York, ma in
realtà non sei tu a fare il verso sforzo ma le
gambe. Nel momento in cui le togli, ecco che
deve iniziare nuovamente un processo di
allenamento.


La psicoterapia ad un certo punto diventa un
allenamento alla vita, a sopportare quelle cose
che prima non riuscivi a sopportare. E non è una
bacchetta magica, come sembra esserlo il farmaco,
che più che una bacchetta è un talismano da avere
sempre con se, o pena la fine dell'incantesimo.
Questo meccanismo, di solito, rende la gente
sempre meno sicura di potercela fare senza
la psicofarmacologia.


Lo stesso fenomeno è avvenuto e sta avvenendo
con la criminologia e in modo particolare con
lo studio della menzogna. Se segui PsiNeL sai
che ho dedicato molti post a questo argomento,
sia per quanto riguarda l'uso del "Lie detector"
(la macchina della verità) e sia per quanto
riguarda lo studio della osservazione della
alterazione delle emozioni (sia verbali, come
l'analisi del contenuto che non verbali, come
le microespressioni).


Nonostante le tecniche di neuroimmagine siano
sempre più precise, non si è ancora riusciti a
creare un test della menzogna che funzioni al
100%. Oltretutto quelli più precisi richiedono
(eccome) l'intervento di un professionista che
sia in grado di "smascherare le menzogne". Le
ultime due tecnologie in questo ambito sono: il
fingerprinting cerebrale e la genetica 
comportamentale.



Il fingerprinting (impronta digitale) va alla ricerca
nel cervello di quegli elementi neurofisiologici che
corrispondano alla menzogna. L'idea si basa sulla
così detta "conoscenza colpevole", in pratica ti
mettono davanti alcuni elementi o scene del delitto
che solo il vero colpevole potrebbe riconoscere
ed osservano il tuo cervello. Se in questo si attivano
aree o potenziali di azione (P300) che indicano un
qualche riconoscimento è probabile che il soggetto
fosse presente in quella scena del crimine.


Purtroppo però se il sospettato ha per caso visto il
caso in TV o sui giornali il test non è valido. Ma
anche se per caso si è trovato in situazioni simili
oppure se l'intervistatore in modo maldestro pone
le domande in modo sbagliato. Come abbiamo
visto più volte la memoria è altamente instabile
e modificabile attraverso semplici domande.


Il secondo metodo la "genetica comportamentale"
fa qualcosa di ancora più agghiacciante. Cerca di
stabilire tratti della personalità che possano avere
contribuito o meno al reato, attraverso un'analisi
del genoma umano. Ecco non sto neanche a dirti
quanto penso sia una cagata questa ipotesi per
un milione di motivi se vuoi chiedimelo nei
commenti ma penso di averi già risposto molte
volte parlandoti di epigenetica.


Concludendo: neuroscienze e biologia sembrano,
a quanto si evince dai media, rimpiazzare il lavoro
dello psicologo o dell'esperto forense. In realtà
penso che siamo molto lontani da questo tipo di
prospettiva e non solo, credo che l'intervento del
professionista specializzato sarà sempre più
decisivo.


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A presto
Genna

9 commenti:

kaizen ha detto...

Ciao genna,
sono curioso di sapere il perchè lo pensi che sia una cagata la genetica comportamentale per il fato che possono Cerca di stabilire tratti della personalità che possano avere
contribuito o meno al reato attraverso un'analisi
del genoma umano?
Forse perchè senti che la psicologia potrà andare in pensione, prorpio come hai scritto qui soppra?
genna, io adoroseguirti non solo qui sil blog.. e, penso che dovresti essere ancora di piu come il fluido non newtoniano e continuare ad essere un scetico iluminato.. questo è soltanto il mio feedback.. :-)
-Kaizen

Luciano C ha detto...

A mio parere uno psicologo non potrà mai essere rimpiazzato da un farmaco: come spieghi tu stesso Gennaro, il farmaco è spesso un palliativo che agisce sul sintomo e non sul problema di natura psicologica

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Kaizen,
non penso che sia una "cagata" ma penso che sia limitante e scientificamente NON provata, esattamente come tutte le altre tecniche. Ciò che m'infervora al proposito è l'aspetto estetico di verità che i media danno alla genetica e a queste forme di analisi. Si, è vero che per analizzare il genoma servono strumenti scientifici ma è falso che la sua interpretazione possa delineare tratti di personalità "più colpevoli di altri".

Questo è un tornare alla eugenetica (e sottolineo eu e non epi) dove si pensava che un nero fosse più stupido o più predisposto a commettere reati solo dal suo colore della pelle. Guarda caso quegli studi, che se non ricordo male furono fatti da un certo Galton, erano commissinati da istituti nazisti o robe del genere.

Grazie :)

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie Luciano C :)

kaizen ha detto...

Grazie a te genna.. VIVA LA PSICOLOGIA..
-kaizen

Fabio Sainati ha detto...

Sono abbastanza d'accordo su quel che hai detto. Pensando peró dal punto di vista del progresso e della scoperta, psichiatri e neurologi, non hanno forse mezzi scientificamente più estesi che uniscono l'apparato astratto mentale - che si riflette in azioni e comportamenti - con indagini chimico-fisiche sull'apparato nervoso? Lo psicologo forse, non riuscendo a fare questo collegamento, viene messo un po' da parte? D'altra parte la magia inspiegabile, secondo me, è questo continuo circumnavigare il concetto senza mai raggiungerlo e comprenderlo, di come, la materia, attraverso processi chimici, possa trasformarsi in pensieri, immagini, ragionamenti, emozioni.

Roland Delvecchio ha detto...

Ciao Genna,
si, ricordo un passo in cui Bandler disse qualcosa tipo: credo che la risposta ai problemi psicologici arriverà dalla farmacologia e non perchè sarà la migliore...anzi... ma perchè esistono talmente tanti vantaggi in più, dati dal nostro attuale sistema monetario, per gli operatori, distributori e ricercatori...che ovviamente tenderanno a mantenerli ...

Dunque per il fatto che ci si investe di piu, che produce un ritorno maggiore e impegna di meno degli altri approcci, verrà prodotto e diffusa l'idea che sia il farmaco il prodotto migliore.
e così si costruirà anche la convinzione globale che è l'unica vera soluzione e verrà sostenuta anche da chi li usa.

Pensa un attimo alla pubblicità dell'aspirina ... in cui una ragazza dice al suo amico: hai mal di testa? e che fai...aspetti che ti passa? prendi subito un'aspirina!

E' una pubblicità meravigliosa.
c'ho pensato su un casino e devo solo complimentarmi con il pubblicitario che l'ha creata.
E' un genio! proprio perchè è talmente convincente, persuasivo e logico ( e appaga conscio e inconscio) da non lasciare dubbi su come si debba curare il mal di testa.
va beh! non mi dilungo...
ma voglio concludere con una nota ottimistica e dire che secondo me le cose piu efficaci e giuste troveranno il modo di essere apprezzate e adottate proprio perchè sono piu efficaci e giuste di quelle conservate per interessi economici e quindi mascherati dietro menzogne.

Quindi...l'attuale soluzione (conveniente) farà solo ritardare l'acquisizione del metodo più giusto e efficace per il solo periodo in cui riusciranno a celarne l'inefficacia...cioè fino a che diverranno così evidenti inefficacia e ingiustizia da essere abbandonato.

Questo per dire che se è davvero la psicologia l'approccio migliore al problema psicologico allora verrà il suo turno e non sparirà mai del tutto per sempre.

Ciao Genna!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Fabio,
gli stessi strumenti tecnici che aiutano psichiatri e neurologi sono
gli stessi che utilizza la psicologia. In realtà la psicologia per alcuni
punti di vista metodologici é molto più avanti.

Gli stessi vantaggi che hanno gli psichiatri sono gli stessi che
possono acquisire gli psicologi.

Sono d'accordo sul fascino di "non trovare mai il bandolo della
matassa"...ma in realtà é un gioco a cui nessuna scienza o
pseudo scienza può sfuggire;)

Gennaro Romagnoli ha detto...

Giusto Roland:)
Vincerà il migliore o il più furbo?;))