venerdì 11 gennaio 2013
Comunicazione efficace: Il Segreto per raccontare Storie avvincenti
Ciao,
ti sei mai chiesto perché le favole ed i miti attirino
l'attenzione degli esseri umani da secoli? questa è
la stessa domanda che si sono posti i ricercatori di
un equipe stravagante formata da letterati e psicologi.
I quali stanno studiando da anni che cosa facci delle
favole "delle storie avvincenti". Ed hanno scoperto
delle cose che possono interessare tutte le persone
appassionate di comunicazione efficace.
Se ti occupi di relazioni d'aiuto sai quanto sono
importanti le storie e le metafore per ottenere dei
cambiamenti. Ma non solo, se ti occupi di marketing
e comunicazione efficace (copywriting ecc) sai che
un prodotto che vende ha sempre una bella storia che
lo accompagna. E andando ancora più indietro nel
tempo i nostri antenati usavano storie e miti per
educare e tramandare la cultura di interi popoli.
Insomma "le storie" sono più importanti di quanto
non si creda.
I ricercatori, dopo anni di studi, hanno isolato un
fattore determinante nel successo di qualsiasi storia,
favole e narrazione, e lo hanno battezzato Minimal
Counterintuitiveness o MCI....o concetti che sono
cotrointuitivi e minimali. I ricercatori Rasha Abdel
Rahman e lo psicologo Ara Norenzayan (da cui ho
tratto questo articolo) sostengono che le persone
sono affascinati dalle favole proprio per il loro
carattere controintuitivo.
Se ad esempio ti racconto una storia dove c'è un
tizio che si ripara al sole sotto ad un albero, la cosa
ti affascinerà di più se ti dico che ad un tratto questo
albero inizia ad interagire con il protagonista piuttosto
che "l'albero fiorisce imporovvisamente". Sono
evidentemente due cose impossibili nella nostra realtà,
per cui "controintuitive" ma una è "più controintuitiva
dell'altra". Che l'albero ad un tratto diventi fiorito è
"normale" rispetto ad una pianta parlante ;)
Oggi non voglio menartela con gli studi degli autori
che puoi trovare nel numero 97 di "Mente e cervello"
di questo mese. Ma semplicemente evidenziare che il
potere delle storie può essere incrementato dall'uso
intelligente dell'MCI, che trae il suo "effetto magico"
dalla sorpresa e dal paradosso, guarda caso due degli
elementi focali nelle moderne psicoterapie che
derivano dal lavoro di Milton Erickson.
Erickson era un maestro nel raccontare storie che
sorprendevano, disorientavano e "ammaliavano" i
suoi clienti. Aveva intuito che un buon racconto era
in grado di emozionare e guidare la percezione delle
persone, fino a farli cambiare. Ovviamente non è
stato il primo a farlo, tutti i "maghi e sciamani del
passato" ne erano consapevoli ad un qualche livello.
Il famosissimo testo "la mia voce ti accompagnerà"
è un manifesto a questa sua modalità d'intervento.
Se ci pensi ogni giorno "raccontiamo storie", da quando
andiamo al bar con gli amici a quando facciamo una
presentazione sul lavoro, la narrazione di storie è parte
integrante della nostra vita sociale, che da esse prende
forma è spunto. Il nostro agire è guidato dalle "storie
che ci raccontiamo", dalle metafore che ci hanno
motivato nella vita ecc. Insomma lo studio delle storie
e con esse delle "fiabe" non è cosa "da bambini" come
molti sono orientati a pensare.
Questa pratica è talmente importante che nel mondo
anglosassone esistono molti corsi di "storytelling"
per chi vuole apprendere come comunicare in modo
efficace... e non solo per chi vuole fare lo scrittore,
il regista o lo sceneggiatore. Anche se ovviamente
sono queste le persone che di solito trovi a questi
corsi;) e di solito, ne sanno molto di più di gente
che ha studiato PNL o ipnosi ericksoniana.
Le intuizioni di questa ricerca sono facili da mettere
in pratica, basta inserire nelle tue storie elementi che
siano "controintuitivi e minimali", cioè non devono
essere tutta una serie di storie fantastiche ma devono
avere solo piccoli elementi che creino quella nota
sorpresa che piace tanto ai bambini, ma anche agli
adulti. Cercando di essere davvero controintuitivi,
il che non significa confondere (come faceva spesso
Erickson) o creare paradossi complessi.
Questo MCI è più simile al modello linguistico della
PNL che viene chiamato "violazione della restrizione
selettiva", in altre parole quando attribuiamo ad un
oggetto proprietà che non possono appartenere a quella
categoria di oggetti, ad esempio "il mio computer è
felice". Questo è stato decodificato all'interno del
famoso Milton model della PNL che puoi trovare
nel mio corso multimediale "Fai la domanda giusta"
(che da poco ha un nuovo aggiornamento sul
rapport;))
Come saprai questo argomento m'interssa davvero
tanto, non solo per il mio lavoro clinico ma anche
per scoprire sempre nuovi modi per comunicare in
modo efficace e peformativo. Così da qualche tempo
sto meditando di chiedere ad un mio carissimo amico
regista, scrittore e sceneggiatore davvero bravissimo
(non sto qui a dirti il curriculum ma sappi che ogni
anno viene invitato come ospite nei maggiori film
festival internazionali)...
...di fare una piccola intervista per PsiNeL e spiegarci
quali sono secondo lui le tecniche narrative migliori
per i nostri "loschi scopi" :) Tempo fa gli avevo già
rubato alcuni metodi di formazione che lui ha appreso
in inghilterra dai maestri dello storytelling. E mi
piacerebbe sapere che cosa ne pensi, se hai delle
domande specifiche mi piacerebbe raccoglierle e
potergliele fare direttamente, insomma vorrei fare
in modo di renderti protagonista dell'intervista:)
Questo argomento è talmente affascinante per me che
sono costretto a darmi un freno da solo, altrimenti ti
"sparo un delirio chilometrico":) e invece voglio che
ti fermi a pensare a questo concetto dello MCI e alle
possibili domande sullo storytelling da fare al nostro
"regista", che sono certo sarà più che felice di
condividere con noi i suoi anni di esperienza nel
campo della narrazione della comunicazione efficace.
Ah fra le altre cose ha fatto il copywriter per 6 anni
e per una delle più grandi aziende di pubblicità
internazionali. Per cui se desideri fargli domande
specifiche sulla persuasione attraverso la parola
scritta sappi che abbiamo il privilegio di avere un
vero e proprio maestro con tanto di "certificazioni".
Io lo ritengo una delle persone più intelligenti che
abbia mai conosciuto e sono certo che darà un tocco
in più alle ricerche di PsiNeL.
Mi raccomando, so che il post del venerdì è letto meno
rispetto agli altri giorni, ma se sei arrivato sino a qui
e ti piace l'argomento, t'invito a porre le tue domande
qui sotto fra i commenti e come sempre, se ti è piaciuto
questo post, clicca su Mi piace e/o sul +1, mi aiuterai
a far crescere questo progetto. Ora scappo a farmi un
giretto sulla luna con il mio gommone (MCI:))
A presto
Genna
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2 commenti:
Domanda all'intervistato:
come introdurre in un discorso una storia mentre già si sta parlando ad una o più persone e far sembrare il tutto molto naturale?
Ciao, bhe non saprei visto che il cane vola nella stanza quando ha voglia :)
Lo so così è esagerato, ma puoi studiare delle piccole barzellette, modi di dire, giochi di parole che ti permettano di farlo. Esempio, si sta parlando dell'errore in un contesto generico...
"errare è umano e se non erri non ti muovi" questa frase contiene molte ambiguità e può essere letta come un fattore controintuitivo. Anche il semplice rispondere ad una persona che si aspetta un "si"..."non sono d'accordo" sorridendo può esserlo. Insomma il limite non sta nella tecnica ma nella fantasia :)
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