venerdì 18 gennaio 2013

Benessere psicologico: "Il monaco della felicità...Matthieu Ricard"
















Ciao,

ti piacerebbe essere più felice? ma questa parola
è esageratamente ambigua secondo  Matthieu Ricard,
biologo e monaco buddista "ricercatore della felicità",
che puoi ascoltare in questo ispirante Tad Talks che
trovi qui sotto. "La ricerca della felicità non è mai stato
un buon argomento di discussione nel mondo della
filosofia e della scienza. Gli intellettuali non voglio
parlare di felicità, anche se come diceva Pascal, anche 
chi si impicca desidera  fare cessare la propria 
sofferenza...stare meglio". In questo interessante
speech scoprirai alcuni consigli per accrescere la
tua felicità o meglio il tuo benessere psicologico.






Sei riuscito a vederlo con i sottotitoli in italiano? il
monaco, mostra diverse concezione della felicità legate
al tempo, è bene pensare al futuro o al passato? è bene
restare solo nel presente? ed altre domande interessanti
di questo genere... che ci portano, come dice il titolo
stesso alla "abitudine alla felicità". Come forse saprai
noi non siamo progettati per essere felici...ma la nostra
società, per quanto bistrattata, oggi ci permette invece
di accrescere la nostra felicità, ma perchè? perchè
coltivare fa bene alla salute, al lavoro e alle
relazioni...direi 3 ottimi motivi, non credi? :)


Ma felicità e piacere sono la stessa cosa? secondo alcuni
si direbbe di si, in modo particolare se ti affidi alle tipiche
descrizioni della felicità che facciamo noi occidentali Qui
si entra in un territorio minato visto che le due cose hanno
diverse affinità: entrambe si formano nel presente, entrambe
sono legate al tempo. Racconta di come tutti i piaceri se
spinti al massimo possono trasformarsi in dispiacere..."la
prima fetta di una torta al cioccolato ti da piacere, la
seconda anche, la terza ti nausea"...


Il monaco parla di benessere piuttosto che di felicità, in
quanto termine decisamente ambiguo. Secondo il buddismo
il benessere non è una piacevole sensazione, ma un profondo
senso di serenità e di completezza. Uno stato che pervade
e sottosta a tutti gli stati emotivi, quello che noi chiameremmo
mood o stato emotivo piuttosto che semplice emozione o
risposta emotiva agli eventi.



Parla del benessere, come inteso in senso "buddico"
come una calma interiore simile alla profondità del mare.
Non importa se sei sotto o sopra l'onda delle tue emozioni
e sensazioni, ciò che conta è se questo mare, nella sua
profondità è calmo, sereno e tranquillo. Così il monaco ci
parla di come noi occidentali cerchiamo la felicità al di
fuori, cercando condizioni esterne che dettino la felicità,
quando sarebbe bene iniziare a costruire questa calma
dentro se stessi.


Il monaco da una sorta di ricetta iniziale dicendo che il
coltivare questa gioia interiore funziona nella vita
secondo il principio che "due stati emotivi non possono
coesistere", per cui più alleni la mente ad essere gioiosa
piuttosto che rabbiosa è meglio è. Questo concetto molto
comportamentista a me non piace, anche se le "leggi" di
questa branca della psicologia, sono tutt'ora valide. Ma la
vera ragione di questo atteggiamento è legato al buddismo
che, come forse saprai, più che una religione sembra una 
metodica per accrescere il benessere dove tutto passa
attraverso due principi: la conoscenza e la pratica.


Il "monaco" ci mostra anche i dati sperimentali di cui ti
ho parlato diverse volte, secondo i quali la meditazione
è in grado di modificare il funzionamento del cervello,
portandoti ad essere sempre meno influenzato dalle onde
che fanno su e giù nella nostra vita. A me infatti piace il
concetto di disidentificazione e deautomatizzazione che
gli psicologi utilizzano per spiegare i vantaggi della 
mindfulness.


Come diceva un famosissimo psicologo, Albert Ellis:
"cambiare la mente delle persone è possibile ma non
è facile". Con queste parole il grande psicoterapeuta
non intendeva inserire convinzioni limitanti ma dare
un bagliore di luce a chi, magari pur avendo provato
diversi metodi, non è riuscito a modificare in se quei
comportamenti indesiderati. L'atteggiamento che oggi
sembra essere sempre più presente è quello che vi
siano delle "bacchette magiche" in grado di farci
stare bene...


...ed effettivamente esistono"...ma prima di poterle
utilizzare come un mago provetto è necessario fare
una "scuola di magia" ;) e come ogni scuola richiede
il tuo impegno costante. Come ti raccontavo in vecchio
post, per modificare una semplice abitudine è necessario
fare almeno 2 mesi di pratica costante in qualcosa. 
Ora, ti sembrano tanti 2 mesi? per me non sono tanti
20 anni per acquisire una mente forte e calma, che ci
permetta di vivere e godere di questa vita.


Il video si conclude con un richiamo speciale con cui
sono ultra d'accordo: "siamo disposti a spendere 15 
anni per la formazione dei nostri bambini e siamo 
ancora poco disposti a scoprire come funziona la
nostra mente". Ok l'ho un po' parafrasato, ma il
concetto è quello :) prenditi cura della tua mente, 
allenati ad usare meglio "il tuo cervello", ne 
guadagnerai sotto ogni punto di vista...


A presto
Genna

5 commenti:

kaizen ha detto...

Genna, 6 fantastico.. non vedo l'ora di conoscerti e frequenttare un tuo corso.. fammi sapere ok?
-kaizen

Anonimo ha detto...

Ho appena scoperto il tuo blog, mi piace...da pazzi ;)
Pao

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie Kaizen, non appena farò un corso aperto al pubblico lo verrai di certo a sapere :) vi romperò le scatole via email...per cui se non lo hai ancora fatto iscriviti alla ANL ;)

Grazie Pao, fatti un bel giro, ti consiglio di dare un'occhiata alle "rubriche" che trovi qui accanto. Non si tratta di articoli automatici impliati, ma di una mia personale selezione fatta a mano di oltre 1400 articoli ;) se desideri chiarimenti scrivili qui fra i commenti.

Rami ha detto...

Ciao Genna :) volevo sapere perchè a te non piace la teoria "comportamentista" dell'allenamento ad una mente gioiosa piuttosto che rabbiosa.Probabilmente non ho ben capito io a cosa ti riferissi perchè alla fine ho letto molti post che trattano dell "allenamento alla felicità" quindi volevo chiarimenti riguardo quello che volevi dire.

Un'altra cosa, io credo che la PNL e la psicologia inerente allo sviluppo personale in generale sia in parte influenzata dalla filosofia orientale come il buddismo ad esempio. Tu cosa ne pensi?

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Remi,
in realtà non è che non mi piace la teoria comportamentista (o cognitivo comportamentale) è che la visione della meditazione vipassana, non è tanto allenarti a "collassare due ancore insieme" direbbe un piennellista...

...cioè, se sono triste immaginino 1000 volte di essere felice e questo mi spinge ad essere più felice la volta successiva...non è questo il meccanismo della mindfulness...

ma è quello di farti entrare in uno stato di coscienza attraverso il quale, le emozioni negative non ti danno più fastidio, e non in virtù
del fatto che vi hai contrapposto 1000 emozioni positive, ma perchè semplicemente da quella posizione mentale è difficile "stare male".

La PNL nasce da alcuni suggerimenti di Bateson, che conosceva molto bene Bandler ed ha scritto (se non sbaglio) la prefazione alla struttura della magia. Bateson aveva sviluppato una filosofia dell'ecologia molto vicina agli insegnamenti orientali. Ora rimane da chiedersi se Bateson ci sia arrivato attraverso i suoi studi antropologici o se si fosse limitato a "modellare" le teorie orientali.

Visto che propendo più per la prima ipotesi, è del tutto plausibile affermare che, attraverso Bateson l'occidente abbia sfiorato la cultura orientale... perchè alla fine la conoscenza è una "roba unica" e penso che ci siano più strade per arrivare a Roma... non per nulla molti filosofi greci avevano anticipato alcune dottrine orientali (vedi Eraclito).