lunedì 28 gennaio 2013

Benessere psicologico: 10 consigli per "diagnosticare" e migliorare la soddisfazione lavorativa














Ciao,

ti piacerebbe essere più soddisfatto del tuo lavoro?
Lo so sono tempi duri e qualcuno il lavoro non lo ha
proprio, ma se ne hai uno oppure lo stai cercando sai
perfettamente quanto è importante per il tuo benessere
psicologico la soddisfazione lavorativa. Dopotutto
passi la maggior parte del tuo tempo a lavorare e di
qualunque cosa ti occupi sono certo che desidereresti
esserne soddisfatto. Nella ANL di questa settimana
scoprirai 10 consigli per "diagnosticare" e migliorare
la tua soddisfazione nel lavoro.





Sei riuscito ad ascoltarlo? Una gran bella cozzaglia di
banalità non trovi? ;) però sono proprio queste cose
fra virgolette "piccole" ad essere importanti. Ho preso
questi consigli dal mitico psyblog, se conosci l'inglese
ti invito a visitarlo perché davvero interessante. Il suo
autore Jeremy Dean é un ricercatore in psicologia
con diverse pubblicazioni alle spalle...anche se non ci
conosciamo, io e lui abbiamo una mission comune:
trasformare i risultati della ricerca in psicologia in
consigli pratici ed utili.


La psicologi del lavoro, che un tempo si chiamava
psicotecnica, è spesso stata bistrattata perché è stata a
lungo ritenuta una sorta di "scienza del male", per studiare
come sfruttare i lavoratori, e qualche decennio fa non si
sbagliavano. La psicotecnica nasce con la catena di
montaggio per misurare i tempi e le prestazioni dei
dipendenti, come se fossero macchine. Purtroppo ci
sono ancora imprenditori con quella mentalità ma sono
chiaramente destinati a scomparire.


I consigli che hai ascoltato e che stai per leggere sono
utili ad ogni lavoratore: imprenditori, dipendenti e
liberi professionisti. Le ricerche li vedono come puri
e semplici indicatori della soddisfazione, che come
potrai notare tu stesso, diventano facilmente ottimi
consigli da applicare nel proprio lavoro. Al termine
dei 10 consigli troverai un video interessantissimo
su come gestire meglio "il tuo lavoro"...con un solo
ed unico scopo... il tuo benessere psicologico :)



1) Piccoli problemi quotidiani: se mi chiedessero cosa
davvero mi da grattacapi nel mio lavoro sarei tentato di
dire, questo cliente o questo altro tipo di difficoltà
psicologica. Un medico potrebbe dire il "comunicare la
presenza di malattie importanti ecc. Queste sono le vere
difficoltà viene da pensare...eppure la ricerca ha provato
che sono le piccole cose a minare la soddisfazione
lavorativa..io preferirei avere 100 casi difficili
piuttosto che 100 pratiche burocratiche in più.


Se sei un dipendente concentrati su quali sono le piccole
cose che davvero ti danno fastidio e cerca di eliminarle
comunicandole ai tuoi capi. Viceversa se sei il capo cerca
di comprendere quali sono queste piccole cose ancor più
pericolose di quelle grandi. Se invece sei un libero
professionista, allora trova un modo di risolvere le piccole
cose, come la creazione di un sistema ad hoc o l'assunzione
di una segretaria.


2) Percezione di equità: quanto pensi di dover guadagnare?
e quanto guadagni realmente? La distanza fra quanto pensi di
dover guadagnare e quando ti pagano o riesci ad incassare è
fondamentale per la tua soddisfazione lavorativa, soprattutto
se lavori in un'azienda o in un campo altamente competitivo.
Si parla di semplice percezione, se pensi che i tuoi colleghi
gudagnino più di te, allora ti sentirai meno soddisfatto.


Rispondi a queste domande: quanto pensi che valga o dovrebbe
valere il tuo lavoro? Quanto ti confronti con gli altri? Fai
confronti realistici oppure stai sopravvalutando o sottostimando
il tuo lavoro? Se invece sai per certo che i tuoi colleghi
per qualche "strano caso" prendono più di te, affronta il
tuo capo...se lo temi "prova questo esercizio" ;)


3) Raggiungere qualcosa: ormai lo sanno tutti, per avere
soddisfazione nel lavoro è necessario raggiungere degli
obiettivi. Ma in alcuni lavori è più facile che in altri vedere
il  risultato delle proprie azioni. Spesso la variabile è il tempo,
pensa ad un contadino che deve attendere mesi per sapere
come andrà il raccolto. Come ti raccontavo un una passata
ANL sul modello PERMA per il benessere psicologico. Ma
per poter raggiungere qualcosa è necessario sapere a che
punto siamo...e per farlo abbiamo bisogno di feedback...


4) Il feedback: la cosa peggiore che possa capitare e non
sapere se stai facendo un buon lavoro o meno. Ricevere e
dare feedback è alla base di una buona comunicazione e
relazione...e la sua assenza incide sulla soddisfazione
lavorativa. Per usare una metafora, il feedback ti serve per
aggiustare la mira e non per sapere se sei bravo a centrare
il bersaglio. Non esistono feedback buoni o cattivi ma solo
feedback che ti indicano come aggiustare il tiro.

Se lavori da solo è utile che tu riesca a trovare il modo per
ricevere feedback da ciò che fai. Chiedi ad un amico di
 dare un'occhiata al tuo lavoro, meglio se è un tuo collega.
Cerca il confronto con le persone in modo saggio, cioè
senza competizione. La competizione fa bene quando è 
consapevole e puramente "sportiva". Le stesse cose
valgono per i dipendenti, con la differenza che devi
richiedere il parere dei tuoi superiori evitando di
supporlo, se sei in dubbio, "chiedi e ti sarà dato".


5) complessità e varietà: la gente trova che il lavoro le
dia maggiore soddisfazione quando questo é complesso e
vario. Svolgere un compito troppo facile ed identico a se
stesso distrugge la soddisfazione lavorativa, purtroppo
però esistono ancora troppi lavori che si basano sul
concetto di essere umano che non ha bisogno di sapere
ciò che sta facendo, la famosa alienazione. La soddisfazione
sul lavoro aumenta, al crescere della complessità gestibile e
alla varianza.

Le aziende moderne conoscono bene questi principi cercando
rotazioni ad hoc e delegando. Ma non lo fanno tutti, per cui,
se hai un'azienda e i tuoi dipendenti fanno cose facili in modo
monotono, ti consiglio di cercare strategie alternative. Così se
sei un libero professionista ti consiglio di aumentare la
complessità e la varietà attraverso la formazione continua e
la progettazioni di nuove prospettive, di cercare di uscire da
schemi precostituiti della tua professione.


6) Controllo: legato a tutti i fattori precedenti c'è il senso di
controllo. Maggiore è il senso di controllo sul proprio operato
e maggiore sarà  la soddisfazione. Pare che le persone che
sentono di non avere controllo sul lavoro tendano addirittura a
boicottare il sistema. Meno controllo si sente di avere sul
proprio lavoro e più stressante diventa lavorare, aumentando
l'insoddisfazione.

Se gestisci delle persone devi fare in modo che abbiano una
buona fetta di controllo, che sappiano cosa stanno facendo e 
perché ...lo stesso chiaramente vale se sei un professionista,
devi sapere su cosa hai il controllo, assumendoti la responsabilità
delle tue azioni professionali. Facendo mente locale del tuo
percorso professionale. Personalmente non apprezzo molto
l'idea di "ottenere il controllo" perché attribuisco a questa
parola una corrispondenza con la mente razionale...quando
in realtà è la tua mente inconscia ad avere "il controllo";-)


7) Supporto organizzativo: i lavoratori devono sentirsi supportati
dai loro superiori, dalle loro organizzazioni e associazioni di
settore. In qualsiasi contesto una rete di persone non è utile ma
indispensabile per crescere, e non solo, anche per pararti il c....
in caso di guai. I liberi professionisti devono sentirsi supportati
dalle varie associazioni di settore, dai loro albi...Anche in questo
caso è più una percezione che una realtà, i lavoratori devono
percepire il supporto, non necessariamente usufruirne...e
chiaramente, anche se siamo nel mondo della percezione,
i la rete di supporto deve essere reale.

Anche qui, e sei un azienda è inutile dirti che devi supportare il
più possibile il tuo miglior investimento, cioè le risorse umane.
Puoi farlo attraverso corsi di formazione, coaching, assistenza
di vario genere. Se sei un professionista cerca di comprendere
"come e quanto sei supportato", da poco inoltre esiste un obbligo
assicurativo. Puoi anche creare una rete di professionisti, sia 
online e sia offline.


8) Equilibrio casa lavoro: le ricerche dimostrano che le persone
tendono a portarsi a casa i problemi di lavoro, questo ovviamente
influisce sull'armonia familiare. Ma succede anche il contrario, se
vivi momenti difficili a casa tenderai a portarteli sul lavoro.
Quindi è necessario sia imparare a staccarsi dal lavoro quando
sei in famiglia e sia evitare di portare, i problemi lavorativi a
casa. L'abilità ha un nome strano "compartimentalizzazione" ed è,
come dice la parola stessa, l'abilità di creare compartimenti
dell'attività mentale.

In questa ANL sull'arginare le emozioni puoi trovare un metodo
per compartimentalizzare e quindi liberarti dalle emozioni
negative imparando a lasciarle dove nascono, e dove muoiono.
La mindfulness è un ottimo modo per scoprire come gestire
le proprie emozioni e i propri pensieri, creando uno spazio
speciale all'interno della propria giornata.


9) Lascio il vecchio per il nuovo: la ricerca ha dimostro che
più sei insoddisfatto del tuo vecchio lavoro e più vivi
felicemente i primi periodi con il nuovo lavoro. Tutti quando
iniziamo un nuovo lavoro siamo altamente motivati, poi c'è
una curva di stabilità ...c'è chi é più bravo e resta motivato
più a lungo e chi, meno...la pericolosità del passare da un
lavoro poco soddisfacente ad un che invece viene percepito
come più soddisfacente sta nel fatto che quando finisce
l'effetto motivazionale iniziale si rischia di deluderai troppo.

Se stai quindi cambiando lavoro oppure hai un azienda che
assume nuovo personale  tenere a mente questo fattore può
essere di vitale importanza per gestire la soddisfazione
lavorativa. Tieni presente che questo effetto può, ad un
certo livello dare assuefazione...cioè... iniziare a pensare
che lavorare bene sia semplicemente provare quella
scossa di adrenalina che si prova con un nuovo lavoro.


10) Personalità e lavori: alcune persone si soddisfano più
facilmente di altre, pare che questo sia collegato anche al
tempo e alle prospettive di poter invecchiare con il proprio
lavoro...cosa oggi sempre meno frequente. Questo dato
deriva dal fatto che le persone anziane che fanno da anni
lo stesso lavoro sembrano più soddisfatte dei giovani.

Questo può accadadere per due motivi: il primo é
legato al fatto che forse gli anziani, chi ha vissuto tempi
peggiori, come le guerre, si accontentano facilmente ed il
secondo perché i giovani hanno aspettative più alte, che
spesso sono frutto di una cattiva formazione. Anche in questo
caso é necessario guardare in faccia alle cose e capire come
far sentire soddisfatti tutti i tuoi dipendenti, e se sei un
dipendente comprendere cosa ti soddisfa e quali sono le
tue aspettative. Anche qui é un fattore di percezione oltre
che di personalità...


Sono certo che a qualcuno è parso strano che abbia fatto
una ANL esclusivamente sul mondo del lavoro, ma è
proprio per questo genere di pensiero che l'ho fatta.
Lascia che mi spieghi meglio: la conoscenza negli anni
è andata specializzandosi esageratamente, così se stiamo
parlando di storia non stiamo parlando più di chimica o
di geografia...CAVOLATE...la conoscenza è sempre
interconnessa...così come il tuo benessere psicologico
è strettamente legato alla tua soddisfazione lavorativa.


Viviamo in un mondo esageratamente complesso per
poter fare affidamento sulle conoscenze specialistiche.
Se sei un libero professionista devi: essere bravo e
preparato nel tuo campo, saperti vendere, fare ottima
pubblicità, offrire un buon customer service e in più
devi conoscere l'economia..ecc...ecc. Oggi internet
ed in modo specifico la tecnologia ci offre opportunità
mai avute in precedenza...ed è impossibile crescere
in questo mondo "con la propria specializzazione"...


..."Ma come devo sapere tutto?" , certamente no, ma
essere semplicemente più curioso di cose su cui magari
non presti attenzione. Se fai lo psicologo leggere un
romanzo o guardare un film può esserti utile? certo, lo
stesso vale se fai l'idraulico? forse si... perché leggere,
formarsi, apprendere sono il fulcro della evoluzione
personale. Ogni volta che apprendi qualcosa di nuovo,
che leggi e che conosci, espandi le tue possibilità.



Se l'argomento ti piace e sei un "autonomo", ti consiglio
di dare un'occhiata a questo bel video di Luca
Mazzucchelli (ti anticipo che tra poco uscirà anche una
video intervista a me ;))...in cui non solo ci vengono
dati preziosi consigli per lavorare meglio, ma ci
mostrano un eccezionale modello di business in
creative commons...il famoso modello canvas.





Bene, con questo, che forse in un post futuro avremo
il piacere di commentare più a fondo (anzi fammi
sapere se ti piacerebbe)...per oggi penso di averti
dato abbastanza informazioni preziose su come
migliorare la tua soddisfazione lavorativa e quella 
dei tuoi dipendenti e/o colleghi...e quindi vivee Se ti è
piaciuto il post ti invito a cliccare su Mi Piace
e/o sul +1 di google, mi aiuterai a far crescere
questo progetto...ed aumentare la mia
soddisfazione lavorativa.


A presto
Genna



8 commenti:

alessandro bartolocci ha detto...

Ottimo articolo. Se queste "banalità" fossero prese un pochino più in considerazione saremmo tutti un pochino più felici. Da anni mi occupo di questi argomenti e li tratto nel mio blog, di cui non scrivo il nome altrimenti sembra che voglia fare spam e non è mia intenzione. Complimenti ancora e grazie.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie Alessandro, scrivi pure il nome del tuo sito:)

Anonimo ha detto...

Come fare per essere cercato dagli altri? Cioè come fare per essere reputato simpatico e far pensare "voglio stare con lui perché la sua compagnia e presenza mi fa essere felice"?

Alessandro Aleotti ha detto...

In un villaggio c'erano sei calzolai, uno più stimato dell'altro.Un giorno un ragazzo, curioso di capire quale fosse "la differenza che fa la differenza" tra questi calzolai, andò a trovarli mentre erano al lavoro nel proprio laboratorio e pose a tutti la stessa domanda: "cosa stai facendo?"
Il primo calzolaio rispose: "Sto lavorando aspettando che sia ora di andare a casa".
Il secondo disse: "Batto un pezzo di cuoio con un martello".
Il terzo commentò: "Concio la pelle di questa scarpa con questo apposito strumento".
Il quarto calzolaio rispose: "Faccio il calzolaio pr sfamare la famiglia".
Il quinto: "Contribuisco a realizzare una bella collezione di calzature"
L'ultimo calzolaio, il più rinomato di tutti, commentò: "Sto fabbricando le scarpe che condurranno qualcuno sulla sua meta".

alessandro bartolocci ha detto...

Il sito si chiama www.professionevincente.com

Ciao, grazie.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie Alessandro :)

@ Anonimo: anche se non è proprio il posto giusto per parlare di questo argomento ti rispondo...

Per stare bene con gli altri devi farli stare bene :) tutto qua... non significa fare il ruffiano, ma guadagnarti la loro stima...prestando attenzione davvero quando parlano (ad esempio).

Cercando di conoscere bene te stesso, magari chiedendo a qualche tuo amico stretto che cosa ne pensa di te in modo onesto e sincero. Una "bella doccia di umiltà" è la descrizione dell'atteggiamento per conoscerti, prima di "piacere agli altri"...

Penso di averti dato alcuni ottimi spunti... scrivi il tuo nome please :)

Niccolò Orlando ha detto...

Ciao Genna

Ho apprezzato tantissimo il lavoro che hai fatto con Reborn in 100% innergame
Volevo chiederti se hai un esercizio di visualizzazione che permetta di lavorare sulla fiducia nel proprio istinto,penso che sia un pilastro fondamentale per il proprio miglioramento personale: fidarsi e immedesimarsi di più nel proprio istinto secondo me ci fa vivere sentendoci di più noi stessi ad un livello appunto "istintivo"

Grazie mille Genna ci tengo molto ;)

Niko

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Niko,
grazie per l'apprezzamento...
prova questo esercizio:

http://www.psicologianeurolinguistica.net/2012/06/meditazione-della-montagna.html

Ed anche questo:

http://www.psicologianeurolinguistica.net/2011/02/creativita-come-diventare-piu-intuitivi.html