Crescita Personale: Grinta Vs. Talento

Ti senti pieno di talento ma non riesci a sfruttarlo? Tutti abbiamo una diversa percentuale di talento in un determinato ambito.

Angela Lee Duckworth della Università della Pennsylvania ha studiato più di 300 biografie di uomini talentuosi, ha condotto diversi esperimenti in ambito militare e scolastico, ed ha scoperto che cosa fa davvero fruttare i talenti

L’ha nominata “grit” ed io lo traduco come grinta. Nella ANL di oggi scoprirai come sviluppare la tua grinta e far fiorire i tuoi talenti.

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? non è incredibile che la grinta sia così importante? addirittura più utile come segnale predittore della risuscita di una certa azione, del talento?

Io l’ho trovato molto bello ed interessante, anche se in parte intuibile. Infatti ho sempre visto che le persone di successo non sono ne particolarmente dotate ne particolarmente intelligenti. Hanno solo trovato la strada giusta e ci si sono buttati a capo fitto.

A questo punto mi viene da pensare, ma chi è  davvero intelligente, chi pur avendo talento non s’impegna o chi avendo poco talento ci mette tutta la grinta possibile?

Secondo me è la seconda persona ad essere più intelligente, anche se magari non è considerata particolarmente brillante o  portata. La differenza è evidente e credo non ci sia troppo da discuterne. Ecco il video della Dukworth con i suoi studi:

 

 

Sei riuscito a vederlo? a parte le abilità di public speaking (sta tutto il tempo con le braccia incrociate) le ricerche della Duckworth sono davvero molto interessanti.

Come per molte ricerche in psicologia sembrano confermare il pensiero comune, ma non è proprio così. Se infatti vai in giro a chiedere alle persone se è più importante il talento o l’impegno barra grinta, ti diranno quasi tutte il talento.

Pensaci, oggi siamo invasi dai talent-show, non dai “grinta show” 😉 Anche se non li seguo sono certo che anche in quei programmi (sempre se è tutto alla luce del sole) vince il più grintoso.

Ti basta pensare agli ultimi vincitori di questi programmi per valutare tu stesso se è stata la grinta o il talento farli vincere.

Nel video purtroppo la ricercatrice non ci da un modo per aumentare la grinta, per questo ho creato un esercizio, basato sulle ricerche che hai appena visto e ascoltato.

Ecco la sua struttura:

1) Obiettivo: trova qualcosa in cui desideri avere maggiori risultati, qualcosa che stai facendo proprio in questo momento. deve essere qualcosa che ti piace fare ma che allo stesso tempo non sia troppo semplice da affrontare…come il lavoro, lo sport, una dieta o qualsiasi altra cosa.

2) Valuta: secondo te, su una scala da 1 a 10 quanto ti piace; quanta auto disciplina hai; quanto pensi di essere portato per quella cosa  e infine quanta grinta ci metti. Così da avere quattro numeretti su quattro colonne e “guardare in faccia alla realtà”…cosa sempre utile prima di apportare dei cambiamenti…come nella scheda qui sotto:

Le 3 colonne che devi tenere sott’occhio sono le ultime tre passione, talento e grinta. L’autodisciplina l’ho inserita, anche se come hai visto  non è così importante come fattore predittivo del successo. Se talento e passione sono sufficienti (6) allora passa al punto 3 e inizia ad aumentare la grinta.

Mentre se il talento è alto ma la passione è poca, è il caso di chiederti se ne vale la pena o sei sei bloccato da qualcosa d’altro. Invece se il talento è basso ma la passione è alta prosegui con l’esercizio.

3) Schema somatico: Adesso cerchiamo lo schema somatico della grinta, cerca nel tuo passato un momento o più momenti in cui ti sei sentito davvero grintoso…vedi quello che vedevi, senti quello che sentivi e percepisci quelle sensazioni, fallo più volte sino a trovare le sensazioni che nel tuo corpo ti dicono che sei davvero grintoso.

4) Associa: pensa all’attività che stai svolgendo e a cui desideri mettere più grinta, e mentre ci pensi, richiama lo schema somatico e senti la grinta che si espande anche in quest’altro ambito della tua vita.

5) Testa e ripeti: nei prossimi giorni osserva se la ripetizione di questo esercizio ti porta a sperimentare più grinta mentre ti dedichi al tuo obiettivo. In caso contrario ripetilo più e più volte e chiediti se è l’obiettivo che fa per te.

Attraverso l’osservazione delle variabili scoperte dalla Duckworth è possibile quindi prevedere se una persona sarà tenace o meno in un certo ambito…nel perseguire i propri obiettivi. Rivoltando metaforicamente i dati di queste ricerche si potrebbe affermare che la grinta è un po’ la benzina del talento.

E’ un atteggiamento mentale simile a quello della persona ottimista che ha uno “stile esplicativo ottimistico”…che in poche parole NON si arrende facilmente. Non solo, questa grinta potrebbe essere vista anche come una caratteristica della resilienza.

Cioè la capacità di rialzarsi indenni dopo aver ricevuto una batosta. Anzi, il termine grinta è decisamente più intuitivo di quello di resilienza (anche se io ormai mi ci sono affezionato), ed è sicuramente più comprensibile per tutti.

Ti dico questo perché ovviamente l’utilizzo dello schema somatico come richiamo di risorse non è l’unico modo per aumentare la tua “grinta”, come probabilmente saprai se hai seguito i post di PsiNeL sulla resilienza e la capacità di rialzarsi in piedi.

Non solo, questo concetto sembra inglobare  anche quello di motivazione… …infatti una persona grintosa potrebbe essere vista tranquillamente come una persona molto motivata in ciò che sta facendo.

Eppure questa grinta è qualcosa di più, se proprio vogliamo fare una sintesi potremmo dire che si tratta di (Resilienza) + (Motivazione) = Grinta    

Una semplice formula che anche se non può descrivere del tutto questo atteggiamento, può essere un valido memorandum quando vogliamo capire quanta grinta stiamo mettendo in quello che facciamo.

E come ti ho raccontato nella Audio, ho sempre preferito la gente che si fa il mazzo per arrivare dove vuole, piuttosto che quelli che sono dotati per natura.

Ultimo aspetto affascinante della ricerca è la teoria dei “10 anni di dominio“, che conferma quello che diciamo da anni, è necessario fare pratica pratica e poi ancora pratica.

E quando pensi di essere arrivato, tornare a fare ancora pratica 🙂

Ovviamente cerca qualcosa che ami per cui desideri davvero crescere, e prenditi una decina di anni per fare pratica.

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A presto
Genna

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7 Commenti
  • Grazie Kaizen
    e grazie Giuseppe…
    si Stefano è un bravissimo divulgatore della crescita
    personale. Abbiamo anche collaborato per alcune cosette
    e mi ha fatto molto piacere constatare che abbiamo idee
    molto simili.

    Grazie ragazzi
    psinel viene fatta
    per voi 🙂

  • ciao sono giuseppe da palermo ho 35 anni , devo dire con tutta sincerita di essere sempre piu affascinato da tutte le cose interessanti che leggo nei tuoi post e che ascolto nei podcast . potrei trovare mille parole per dire quanto sei eccezionale ma sicuramente lo sai gia , devo dire che mi hai in qualche modo, pressofuso nel cervello il fatto che la nostra mente e una macchina super tecnologica che vale la pena di allenare ad essere sempre piu efficiente . spero di continuare a migliorare grazie al tuo aiuto , e principalmente a come sono arrivato a conoscere te non posso non mensionare un'altra grande persona come stefano mini .. infinite grazie splendide persone che grazie al cielo esistete su questo pianeta .

  • grazie gennaro per le tue contribuzione all'universo attraverso PsicologiaNeurolinguistica.. sei fantastico.. grazie grazie grazie.. :-)))
    -Kaizen

  • Grazie Patrizia:)

  • Molto interessante …..

  • Ciao Luigi,
    si li ha…fai così: seleziona i sottotitoli in inglese e poi seleziona "traduci sottotitoli" in italiano.

    La traduzione non è il massimo, ma si capisce molto bene.

    Ps. ormai puoi farlo con la gran parte dei video di youtube.

  • Genna complimenti per il post…scusami ma il video della Duckworth non ha i sottotitoli in italiano? ciao Luigi

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