mercoledì 24 ottobre 2012

Relazioni di Coppia: Perché ciò che ami nel partner diventa ciò che odi?















Ciao,

ti sei mai chiesto perché le caratteristiche
che ci fanno innamorare del nostro partner
sono anche quelle che a lungo andare ce lo
fanno odiare? Scommetto che leggendo
queste parole ti sarai rispecchiato in esse,
si perché è capitato a tutti ed è ormai un
meccanismo riconosciuto e portato alla
luce da Diane Flemlee della Università
della California a Davis.



Magari all'inizio adoravi il fatto che le
piacesse raccontarti i suoi progetti ed ora,
ogni volta che parla dei suoi progetti ti
viene il latte alle ginocchia. La Flemlee ha
indagato questo fenomeno in varie culture.
E non ha solo confermato questa bizzarra
e paradossale ipotesi, ma ha anche notato
che sono proprio le caratteristiche che più 
ci attraggono all'inizio, ad essere poi le 
più odiate.


Un altro aspetto confermato dalla ricerca è
il famoso "chi si loda s'imbroda", cioè sono
proprio le caratteristiche maggiormente
messe in luce dal nostro partner ad essere
"odiate per prime". Per cui se il tuo partner
si loda per essere una persona ironica, prima
o poi, sarà quello stesso modo di fare ironia
ad irritarti maggiormente. La Flemlee ha
battezzato questo momento "disillusione".


Per disillusone intende proprio il cadere di
una illusione di partenza, quella di quando
hai conosciuto il tuo partner. Secondo la
studiosa questo fenomeno è spiegabile con la
teoria dello scambio sociale - le qualità più
estreme suscitano ammirazione (dice l'autrice
dello studio) ma comportano anche un pegno
da pagare, soprattutto all'interno di una
relazione -


Ma la teoria di Homans dello scambio non è
sufficiente a spiegare questo fenomeno, che
secondo Michael Cunningham è dovuto ad un
fenomeno ineliminabile, la fine di quel periodo
detto "romanticismo" (non il movimento culturale)
ma quando quell'innamoramento iniziale viene
a scemare. Gunnigham l'ha chiamato "deromanti-
cizzazione"...durante questo periodo, quei piccoli
difetti su cui prima sorvolavamo diventano delle
vere e proprie fonti di disagio.


Così se il tuo partner si mangia le unghie, nel
periodo romantico non lo noti, ma non appena
questo viene a mancare, quella piccola abitudine
può diventare una grande seccatura. E sono
proprio queste piccole seccature che secondo
lo studioso ad incrinare lentamente il rapporto
sino alla rottura definitiva. Ma l'essere sboroni
ed il suo paradosso, insieme all'amore che ci
rende ciechi forse non basta...


Rowland. S. Miller della Università di Sam
Houston ipotizza che entra in gioco un altro
fattore: quando sappiamo di aver conquistato
il nostro partner lo diamo per scontato, o meglio
ci lasciamo andare. Così la moglie può girare
per casa con bigodini e pigiami orribili e lui
può ruttare e scaccolarsi allegramente. Ecco
che questi piccoli comportamenti possono
rovinare le coppie.


Consigli tratti da questi studi:


1) Consapevolezza: il fatto stesso di conoscere
questi dati ci aiuta tantissimo. Sono cose che ad
un qualche livello tutti abbiamo intuito, ora che
hai visto le ricerche però sai che queste cose
non sono "solo intuizioni", ma veri ostacoli da
affrontare insieme.


2) Riderci sopra: sapersi prendere in giro e saper
accettare le prese in giro del proprio partner sono
uno degli antidoti più efficaci a questo genere di
osservazioni.


3) Evitare vendette: spesso i difetti dell'altro
vengono sbandierati in piazza per vendetta, e la
cosa ancora più inquietante è che chi lo fa può
non rendersene conto subito. Ecco perché se il
tuo partner ha questa tendenza è bene farglielo
notare, fargli/le comprendere che questa sottile
vendetta può portare ad enormi catastrofi.


4) Festeggiare i successi: dopo un po' di tempo
che si sta insieme si danno per scontate un sacco
di cose e si rischia di finire a parlare intesamente,
solo delle cose tristi e dei fallimenti. Secondo
Arthur Aron,  bisogna sforzarsi di festeggiare
i successi della coppia.


5) Rinnovarsi: sempre secondo Aron (e non solo)
rinnovarsi cercando di fare spesso cose nuove, dona
linfa vitale alla coppia. Cercare nuove e piccole
sfida da affrontare può migliorare l'affinità.


Il mondo delle relazioni mi affascina sempre di più,
non solo perché ne sto vivendo una meravigliosa
con la mia partner, ma anche perché vedo che sono
la causa scatenante di diversi problemi psicologici.
In un mondo sempre più individualista è difficile
creare delle vere e buone relazioni. Che guarda
caso sono uno dei fattori di protezione contro
qualsiasi "male"...dalla famiglia di origine agli
amici, per finire con il partner.


 Ecco perché i corsi e i training di seduzione vanno
così tanto. Ma se non sei preparato mentalmente
continuerai ad andare alla ricerca "di quella giusta"
...dai una occhiata a questo prodotto ;) e fammi
sapere se questi consigli hanno migliorato la
tua relazione di coppia.


A presto
Genna


Ps. l'immagine che vedi in alto è del mio
amico Gianmaria Bozzolan...se vuoi anche
tu qualcosa del genere sul tuo blog
clicca qui :)

6 commenti:

Niko ha detto...

Ciao genna!
Ho comprato 100% innergame e volevo chiederti se devo per forza fare minimo 1 mese l'ersercizio sulla sessualità per poter accedere agli altri anche se col tuo sito pratico rilassamento da più di un anno..
Inoltre volevo chiederti: sto facendo 21 giorni anche con altri esercizi di rilassamento.. uno è un'ipnosi sull'autostima ( che sto finendo) e l'altro è ipnosi per aumentare la propria sensualità, considerando che sono tra loro in aree simili, posso fare tutti e tre tutti i giorni senza che risultino meno efficaci?

GRazie

ps:chiedo a te perchè sei più esperto di rilassamento

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Nico,
no non è necessario fare i due mesi prima di proseguire, ma sarebbe più ecologico (cioè maggiormente in linea con il modo con cui impariamo le cose). Ma puoi tranquillamente sperimentali tutti e vedere su quale iniziare a praticare.

Purtroppo il "numero 21" é una supposizione tratta da Aristotele, mentre la ricerca moderna (la trovi anche sul mio blog) ha provato che ci vogliono minimo 56 giorni.

Mi scrivi in privato di chi é il percorso che stai seguendo? Perché in linea di massima non succede nulla se fai entrambi, ed anche se ti consiglierei di evitarlo....scrivimi ;)

Alexander ha detto...

Ciao Genna!
Torno a scrivere sul tuo blog a distanza di qualche mese anche se ho continuato a seguirti con interesse durante questo tempo.
In questo caso ci tenevo però a portare lo sguardo della mia esperienza personale, nella speranza possa essere utile a qualcuno.
Devo ammettere che quando sento parlare di tecniche, strategie e strumenti per mantenere le relazioni di coppia fresche, rinnovandone la carica emotiva, non riesco a fare a meno di riportarli alla mia storia, anche se oggi li percepisco un po’ come palliativi, a volte utili o forse essenziali, ma capaci di agire soprattutto ad un livello superficiale, mentre la mia storia m’ha portato a vedere altro risalendo fino ad una spinta di base, origine delle mie difficoltà e che in qualche modo, credo, accomuni la storia di molti di noi.
Ho passato oltre vent’anni conditi da innumerevole relazioni rotte e da conseguenti reciproche sofferenze, domandandomi ogni volta “perché?”.
A distanza di anni ho individuato però quella che mi è apparsa come una distorsione da cui pareva emanare il tutto: la spinta che mi portava a stare con un'altra persona…. Il bisogno!
Questa spinata mi portava a cercare qualcuno con l’idea ne avessi bisogno per sentirmi bene.
Quello che succedeva è che portavo una serie di aspettative e rappresentazioni, modificando il mio modo di fare pur di compiacere l'altro e tenermelo vicino. In questo gioco, però, ad un certo punto, mi ritrovavo con panni stretti che non riuscivo più a portare... e qui iniziavano i problemi. Dismettendoli non venivo più riconosciuto, i bisogni dell’altro non venivano più soddisfatti allo stesso modo e così, in qualche modo, nasceva un sentimento di "tradimento" con una conseguente cascata di emozioni e nuove rappresentazioni che minavano il rapporto facendolo crollare.
Dopo anni di riflessioni sono arrivato ad una conclusione: il mio benessere passa principalmente da me stesso, se io sto bene nella mia pelle posso avvicinarmi all'altro per il piacere dell'esperienza e non condizionato dal bisognoso di trovare il mio benessere.

Alexander ha detto...

- continuazione-
Ho quindi intensificato il mio percorso personale, lavorando su me stesso, alla ricerca dei miei equilibri e ho scoperto…. di poter stare bene anche da solo!!!
Con questa scoperta nel cuore è stato facile trasformare la spinta verso una relazione da bisogno a piacere e tutto si è trasformato come per magia.
Ho smesso dunque di presentarmi in funzione di quello che credevo l’altro si aspettasse da me, facendo o dicendo ciò in cui non credevo fino in fondo. E’ pur vero che un certo modellamento è rimasto utile, direi quasi fisiologico, ma in funzione della coppia e non certo quale distorta risposta a bisogni personali legati alla paura di perdere l’oggetto a cui mi aggrappavo.
Ho iniziato a giocare me stesso, con le mie virtù e i miei difetti, godendo di ciò che ognuno aveva da offrire senza particolari attese se non il piacere di camminare al fianco.
Con questa prospettiva e nuove sicurezze, ho potuto costruire l’attuale relazione condendola con sguardo libero, cuore leggero e spirito creativo.
Ci siamo avvicinati giocando noi stessi, con la forza dei nostri equilibri, per il piacere di condividere il cammino con un’anima affine, ma senza gettare sull’altro il bisogno di stare bene.
Il nostro benessere lo coltiviamo dentro noi stessi e la ricchezza della nostra relazione lo alimenta, ma non lo determina.
Certo viviamo di tanto in tanto anche piccoli momenti di difficoltà e confronto, soprattutto riguardo alle diverse abitudini che nella convivenza capita si scontrino, ma accogliamo questi momenti come occasioni per conoscerci e crescere.
Per quanto riguarda timori, paure, gelosie, proiezioni, possessività e quant’altro… beh! Mi verrebbe da dire che fanno solo parte di un bagaglio d’esperienze passate oggi a nostro utile servizio! Camminiamo così, giorno dopo giorno, con sguardo ogni volta rinnovato dalla curiosità e il piacere di continuare a scoprirci e crescere.
Viviamo insieme da sette anni, abbiamo due figli e gioiamo armoniosamente delle nostre vite navigando tra gli alti e bassi che queste presentano, finché piacere avrà vita!
Scusandomi se sono stato troppo prolisso, ma con la speranza di aver offerto uno sguardo utile, auguro a tutti voi una luminosa continuazione!!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Alexander grazie per la tua testimonianza

Alexander ha detto...

Grazie a te, Genna, per tutta la passione e gli stimoli che condividi!! :)