Meditazione: “Una guida completa per meditare”

Ciao,

da un po’ di tempo qui su Psinel parliamo di meditazione.  Dallo studio degli stati modificatidi coscienza per me é stato un attimo tuffarmi inquesto mondo, e dopo due anni di costante praticaho deciso di iniziare una rubrica dedicata a questoutile ed interessantissimo argomento. Perché ci homesso tutto questo tempo? primo perché non mipiace parlarti di cose che non ho sperimentato inprima persona, e secondo perché l’ho trovatadavvero utile per la mia crescita personale.

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Meditazioni Formali: (post che contengono un audio per poter iniziare una propria pratica formale, cioè quotidiana e continuativa)

La meditazione dell’amore compassionevole
Negli ultimi anni numerosi studi hanno dimostrato che “la compassione” riesce ad attivare specifiche aree del cervello deputate alla “felicità”. “Guardacaso” da secoli esistono meditazioni che hannocome oggetto di attenzione “la compassione”.Qui trovi una versione moderna di questepratiche meditative…

La montagna:
voglio partire proprio da questa meditazione integrale, che ho preso direttamente da uno dei libri più famosi in questo campo. Che erae rimane una bibbia per chi si avvicina a questomondo dal punto di vista “scientifico”, sto parlandodi “Mindfulness – oltre il pensiero attraverso ilpensiero”. Qui troverai la meditazione integralein formato audio da ascoltare in streaming…unavera bomba 😉

La meditazione di sintesi:
anche questo post è un audio o meglio una AudioNewsletter o ANL in cui potrai trovare una meditazione, ancora una volta ispirata dal libro “Mindfulness“. Ma l’homodificata completamente, utilizzando una unionedelle parti del corpo, per rendere più facile peri neofiti, il portare l’attenzione in modocompleto (o mindful) su qualcosa…

Meditazione del respiro:
in ogni tradizione meditativa esiste un esercizio che si basa sul respiro. Lo Yoga ha il pranajama e così via…in questa audio esercizio ti mostro come farea ritargliarti un piccolo spazio di tempo, di 3minuti, per portare l’attenzione sul respiro.Anche questa tecnica è mutuata dallo stessotesto da cui ho tratto le prime due…

Mindfulness e Autoipnosi:
in questo esercizio scoprirai un mix che mette insieme la meditazione vipassana con la tradizione della auto ipnosi. Si,è difficile inquadrarle, ecco perché all’interno di questo post scoprirai diverse risorse che di certo sapranno chiarirti le idee in questo senso. Un esercizio ispirato da Michael Yapko che ha di recente pubblicato un testo dedicato proprio alle differenze e alle somiglianze della mindfulnesse della ipnosi.

 

Meditazioni informali: (strategie e metodi per portare l’attenzione meditativa in diverse azioni della nostra quotidianità)

 

La meditazione informale:
in questo post puoi ascoltare come creare le tue “pratiche informali”di meditazione e come migliorare quelle che già utilizzi. Troverai anche un bel video di RonaldSiegel (da cui ho tratto la maggior parte degliesercizi informali che trovi su PsiNeL) che tiparla di consapevolezza nella vita quotidiana.Una degna introduzione a tutti gli eserciziche trovi in questa “sezione”.

Meditazione del cibo:
Questo esercizio è una delle meditazioni più antiche ed anche più difficili da fare,visto che siamo stati abituati a guardare la tv mentre si mangia o a fare qualsiasi altra attività. Quantevolte ti è capitato di finire una pietanza e di nonsapere se l’avevi davvero mangiata tu? a me unsacco 😉 Per questo ho escogitato una meditazioneche sfrutta la “sorpresa” per portarti pienamentenel presente.

Meditare ascoltando:
hai mai sentito parlare di ascolto attivo? è una pratica psicologica che inpoche parole ti spinge a diventare un migliorascoltatore. Questo è l’aspetto più importantein ogni comunicazione, per aumentare la tuaabilità nell’ascoltare puoi meditare. Lo sosembra strano, ma non è così…

Meditazione camminata:
mindfulness non è solo il nome di una specifica meditazione, ma un mind set, un modo di pensare a come poni la tua attenzione. Per questo, alcuni fra i miglioriinsegnanti di questa disciplina ci hanno tra-mandato il modo per spostare in modo mind-ful, la nostra attenzione anche quando stiamocamminando. Qui scoprirai la procedura pereffettuare una vera e propria meditazionementre cammini…

Meditazione “solare”:
in questa ANL trovi una “meditazione estiva”, per imparare come meditare al sole. O meglio, come sfruttare lesensazioni che ti da il sole sulla pelle, perfare una meditazione mindfulness. Qualcosache puoi applicare in ogni frangente dellatua vita, sviluppando quel speciale tipo diattenzione, tipico della vipassana…quelladella mindfulness…

Articoli sulla #meditazione

Benefici sul cervello:
la meditazione mindfulness di cui parliamo spesso su PsiNeL ha effetti davvero incredibili sul funzionamento del nostro cervello.Ma non solo, con il tempo e la pratica questo tipodi effetti sono in grado di modificare in mododavvero profondo le nostre strutture interiori.I monaci parlano di “addestramento della mente”una vera e propria ginnastica mentale…

Il nemico della meditazione:
Nel mio percorso di meditazione ho iniziato a notare una cosa…non mi aspettavo che potesse accadere eppure è andata proprio così…stavo facendo il bodyscan quando ad un tratto mi sono accorto di poter continuare a portare attenzione sul mio corpo mentre pensavo ad altro. Ero riuscito a far diventare la praticadel bodyscan un automatismo”. Scopri comeevitarlo…

Pillola rossa o pillola blu?:
in questo articolo troverai un mio post delirante, dove ti mostro come usare la meditazione per uscire da matrix. Si, non sono impazzito :) Scommetto che mentrestai leggendo queste parole, una parte di te hainiziato a pensare ad altro…vero? ci capita piùche spesso. Ecco, questo qualcosa d’altro è la Matrix… la matrice composta dai tuoi pensieri che si contrappone ai “fatti”…

Come sviluppare pazienza:
una delle abilità umane più difficili da sviluppare è quella della pazienza. Il proverbio dice “la pazienza è la virtùdei forti” e non sbaglia… questo esercizio ti faràtoccare con mano cosa significa…”avere piùpazienza”, facendoti notare come la generi e comela violi. Mostrandoti quali sono i tuoi processimentali che ti portano all’impazienza.

Come condurre una meditazione:
oggi sempre più persone si avvicinano alla meditazione, e di conseguenza sempre più persone s’innamorano e vorrebbero insegnare a tutti come fare. Ma guidareuna meditazione non è così facile come sembra,non basta ripetere a memoria uno script, sononecessarie alcune accortezze specifiche, chepossono permettere al neofita così come a chisi ritiene esperto, di migliorare la propriaefficacia nel guidare un gruppo o un individuo.

I benefici della meditazione:
meditare fa davvero bene? si lo confermano oltre 600 studieffettuati negli ultimi 40 anni. Una mole pesantedi dati che ci mostrano tutti i benefici di questapratica millenaria. E di tanto in tanto, anche quisu PsiNeL pubblichiamo i dati delle più recentiscoperte in questo campo. In questo studio èstato dimostrato che la meditazione ha un effettodiretto sulla materia grigia…

Meditazione per obiettivi:
lo so, questo titolo è contraddittorio per chi conosce la vera tradizione della meditazione. Infatti questa non ènata con lo scopo di farci raggiungere i nostriobiettivi, ma uno strumento così potente, in gradodi farci entrare in contatto con le nostre risorseinteriori più importanti, non può non trovare unaapplicazione in questo ambito….

Meditazione e metafore:
esistono molti modi per entrare in contattato con te stesso, il più antico è sicuramente la meditazione. In questa articolotroverai una meditazione guidata che sfrutta lametafora per seminare un messaggio positivo neltuo inconscio. Infatti le metafore parlano, con unfilo diretto, all’inconscio… o comunque tu vogliachiamarla…quella parte profonda di te cheracchiude il tuo potenziale espresso, e inespresso.

Due volte più veloce con la meditazione:
il titolo di questo articolo sembra una pubblicità ad un qualche corso strampalato. E’ invece la prosadi un articolo scientifico che ci mostra, attraversoil confronto di meditanti e non-meditanti, qualisono le loro differenze nelle prestazioni cognitive.Bene, chi medita è spesso il 50% più veloce dichi non-medita…tutto questo è stato calcolato conuna delle forme più oggettive…il calcolo deitempi di reazione.

La meditazione umanistica:
nel mondo della crescita personali sono pochi i personaggi che mi hanno esaltato come Mauro Scardovelli, studioso e ricercatore in questo campo (oltre ad essere:avvocato, psicologo, psicoterapeuta e trainer di PNL). In questo post troverai uno dei suoi video,ormai famosi in rete, mentre commenta il libro dicui ho continuato a parlarti, mostrandoti idee econcetti preziosissimi per chiunque si approcci,scientificamente, a queste discipline.

Uff… non pensavo di aver scritto tutti questi postma in realtà sono ancora tanti di più 😉 ti bastacercare la parola meditazione per scoprirlo.Finalmente sono riuscito a sistematizzarli e fraqualche giorno entreranno a far parte delle mierubriche (che vedi in alto a destra). Credo diaver creato una “mini-guida alla meditazione”che può essere utile sia ai neofiti che agliesperti…curiosi.

Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia uncommento qui sotto

A presto
Genna

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73 Commenti
  • Grazie Genna! Mi piace il tuo modo di approcciare la pratica. Mi piace seguire i tuoi consigli!
    Un caro saluto
    Gianluca

  • Ciao Genna,
    se non ti dispiace, ti chiedo un consiglio riguardo al mio modo di meditare.
    Sicuramente cado nella “trappola” del perfezionismo, che mi condiziona spesso anche il altri aspetti della vita. Ti faccio un esempio: leggo le istruzioni su come meditare oppure ascolto un audio e subito la mia mente cerca di “intercettare” e interpretare quello che viene detto o scritto. Questo, chiaramente mi porta fuori dalla meditazione. Come se una forza, mi chiedesse di capire, altrimenti la meditazione che sto eseguendo, manca di “perfezione” ed efficacia. Ho notato che questo, è esattamente quello che mi succede anche quando mi metto a leggere, specialmente se ritengo l’argomento particolarmente interessante, ma non solo. Come se un “giudice interiore” mi domandasse: sei sicuro che è questo il vero significato, il vero concetto.
    Credo di capire, che la cosa migliore, sia proprio “lavorare” con queste difficoltà…macinando il problema, sicuramente continuando la meditazione o la lettura del momento, utilizzandola come opportunità di lavoro, quindi parte della pratica. Mi dico “continua a stare “qui e ora”, e non “ruminare”….
    Ti ringrazio anticipatamente
    Gianluca

    • Ciao Gianluca,
      ciò che provi è praticamente ciò che provano la maggior parte delle persone che meditano. Come personalmente intendo la meditazione (che per questo ho ribattezzato come moderna) è il “rendersi conto di essersi distratti per tornare gentilmente al focus di attenzione”… meditare (ripeto per me) non significa restare tutto il tempo nel presente (se ci riesci non hai bisogno di meditare;)) ma è la consapevolezza della mente che vaga e la relativa gentilezza nel tornare a ciò che stavi facendo. Continua ad essere gentile ogni volta che ti giudichi, insisti, insisti ed insisti ancora… è questo meditare. Il semplice fatto che tu ti sia reso conto di questo fenomeno è segno che sei sulla strada giusta! Poco importa se su 10 minuti di pratica resti nel presente per 30 secondi, l’esercizio è “accorgerti e ritornare”… osservare il tuo perfezionismo e gentilmente ritornare… “tutto qua” :)

  • Grazie Genna, sempre gentilissimo. Quindi, ad esempio, come ti scrivevo, potrei: un giorno farla alle 08 del mattino e poi alle 20, quindi con dodici ore di distanza e magari il giorno dopo, potrei farla alle 09 del mattino e poi alle 21, sempre seguendo le dodici ore di distanza? Almeno mi sembra quello che consiglia il testo. Dice infatti, che l’importante è trovare giornalmente due orari da riservare a questa pratica, a distanza regolare…
    Quindi se il giorno dopo, cambio orario, sarebbe meglio non variare la distanza di tempo tra l’uno e l’altro?
    Grazie

    • Si è bene avere orari precisi ma nel caso non fosse possibile (per impegni e varie) l’importante è praticare comunque. Questo, lo ritengo ancora più importante dell’orario fisso ?

  • Ciao Genna,
    sto leggendo il libro “Metodo Mindfulness”,
    e in un paragrafo, si suggerisce di praticare “la Meditazione di tre minuti di pausa di respiro” due volte al giorno; sta a te scegliere quando, l’importante è trovare giornalmente due orari da riservare a questa pratica, a distanza regolare, e mantenerli in modo da integrarla nella routine quotidiana.
    Poi essendo anche una “Meditazione di emergenza”, si può fare quando si è sotto pressione quando si vuole.

    La mia domanda è questa: quindi si tratterebbe di farla due volte al giorno negli orari più congeniali della singola giornata, ma cercando di mantenere una distanza regolare?
    Ad esempio: un giorno potrei farla alle 08 del mattino e poi alle 20, quindi con dodici ore di distanza e magari il giorno dopo, potrei farla alle 09 del mattino e poi alle 21, sempre seguendo le dodici ore di distanza?
    Un carissimo saluto
    Luca

    • Ciao Luca,
      in generale trovare uno spazio prestabilito è di grande aiuto nella pratica.
      Per cui l’ideale è cercare uno spazio ed un orario precisi, se questo sfasa
      bisogna comunque impegnarsi nella pratica. Darsi anche un orario aiuta a
      cementificare una buona abitudine.

  • Grazie Genna! Chiarissimo e preciso come sempre!

  • Ciao Gennaro,
    ho seguito con molto piacere "Il dono del silenzio", avevo da qualche giorno acquistato il libro.
    Quando appunto si dice "di a te stesso", significa che te lo devi dire mentalmente?

    Nelle mie meditazioni e non solo, ho una eccessiva pignoleria, mi capita di volere capire ogni singola parola delle meditazioni guidate. Se non afferro, mi blocco e la cosa mi da fastidio. Mi capita pure se leggo…ho "il bisogno di capire".
    Potresti, nel caso, darmi qualche suggerimento in riguardo?
    Ho come la necessità di dover capire tutto perfettamente.
    Grazie
    Luca

    • Ciao Luca,
      si è una sorta di “aiuto attraverso il dialogo interiore”… ma se la tua
      “eccessiva pignoleria” mina la pratica, evita di dirti delle cose e
      limitati ad ascoltare il tuo respiro. Se 10000 volte ti capita di
      essere pignolo e di perderti…torna gentilmente 10000 volte al
      presente, con intenzione e gentilmente. E’ questo il sale della
      pratica, non tanto restare concentrati ma essere disponibili a
      notare che “ci siamo persi”, che “stiamo analizzando e giudicando”
      e tornare al presente.

  • Ciao Antonio,
    la seconda che hai detto 😉

    Lasciar andare è un processo nel quale tu sei costantemente
    presente, anche se il pensiero vaga… tu continui ad
    osservarlo come se fossero i suoni che ti circondano.
    Viceversa, ritrovarsi trascinati dai pensieri fa sempre
    parte della meditazione, nel senso: te ne rendi conto
    e torni sul presente gentilmente… ma se non fai
    questo ritorno gentile non è meditazione, ti sei
    solo perso in quello stato che gli specialisti
    chiamano "ipnagogico".

  • ciao genna
    mi e capitato durante una meditazione mindfulness del respiro, corpo, suoni e pensieri di entrare in quello stato "pre-sonno" in cui la mente viaggia liberamente..mi chiedevo se rientra nel "lasciare andare" e quindi è corretto oppure semplicemnte avevo sonno e la mia consapevolezza si stava addormentando? 😀

  • Grazie Genna, sempre molto preciso e chiarissimo nelle spiegazioni.
    Un caro saluto
    Luca

  • Ciao Luca,
    entrambe le cose 😉

    Nel senso… camminare più piano ti permette di essere veramente presente ai tuoi passi. Via via che ti eserciti (andando piano) scopri sempre di più che cosa significa essere presente mentre cammini… questo nel tempo ti permetterà di camminare più veloce e mantenere lo stesso stato di presenza.

    Personalmente lo faccio sia andando piano che veloce, ma si tratta di due pratiche diverse. Quella lenta assomiglia ad una pratica formale, infatti non puoi farla in giro per la strada (è davvero troppo lenta)..mentre quella spedita è più simile ad una pratica informale… per cui è un'attenzione non fissa ma che di tanto in tanto ci finisce sopra, sempre volontariamente.

    Genna

  • Ciao Gennaro,
    se mi permetti, te chiedo una consulenza riguardo alla meditazione camminata.
    Ho letto nelle istruzioni questo modo di procedere: "per cominciare, camminate a un ritmo più lento del solito, per avere maggiori opportunità di essere pienamente consapevoli delle sensazioni della camminata. Quando vi sentite a vostro agio nel camminare lentamente e con consapevolezza, potete sperimentare un passo più rapido, fino a raggiungere(o superare) la velocità in cui camminate normalmente."

    La mia domanda è questa: Si consiglia di iniziare l'esercizio camminando in modo più lento del solito camminare e poi durante lo stesso esercizio magari aumentare il passo; oppure facendo pratica, nel tempo si migliora la capacità e quindi si può andare a passo anche più veloce?

    Un cordiale saluto
    Luca

  • Ciao a tutti,
    perdonate i tempi di risposta, ma come vedete ci sono tanti post e tanti commenti :)

    Luca: un periodo di pratica s'intende una unica sessione di meditazione, quindi i 45 minuti che hai citato…non per quanto tempo nella tua vita mediti. Anche se ci sono studi che dimostrano che più mediti e più avanzi…anche se mediti 2 minuti al giorno. Grazie per i commenti :)

    Gabriele: il mio consiglio è quello di imparare l'atteggimento mentale della meditazione (IOS) e poi farla senza la mia voce… per poi mescolare assieme bodyscan e respiro. Inizia piano piano, magari facendo 20 respiri consapevoli al giorno, quando ti sembra di poterne fare di più, raddoppia la pratica e vai avanti così. All'inizio gli audio sono utili ma poi diventano dei limiti, quindi appena puoi, fallo senza "il mio aiuto" 😉 Grazie mille

    Genna

  • Ciao Genna!
    Intanto complimenti per il tuo sito e il tuo podcast, che ho conosciuto da poco e che è pieno di spunti interessanti.
    Come da tuoi consigli nei podcast, ho iniziato a meditare partendo dalla meditazione della montagna.
    Vorrei chiederti alcune cose di metodo, anche se banali:
    – è meglio usare per periodi più o meno lunghi lo stesso tipo di meditazione e poi passare ad un'altra (montagna, olistica…) oppure va bene usare ogni giorno una tipologia diversa?
    – avendo un bimbo piccolo, mi è proprio difficile al momento essere costante e fare meditazione ogni giorno. Tu mi consigli di meditare quando riesco (senza giorni o orari precisi) o piuttosto è meglio seguire un programma di mediazione più ordinato (es. 3 volte fisse a settimana in un orario preciso)?
    Grazie mille e continua così !
    Saluti,
    Gabriele

  • Ciao Gennaro,
    scusami non so se per un problema di software, ma non ho visto sul blog solo le domande che ti avevo fatto in riguardo alla meditazione.
    Un caro saluto
    Luca

  • Ciao Gennaro,
    mi aggancio in un certo senso alla domanda di ieri sulla pratica.
    Mi sembra di capire che comunque in linea generale, "Pratica" significa sia la singola sessione di esercizio, ma anche praticare Mindfulness nel senso di atteggiamento mentale durante la propria vita. Sono nel giusto?
    Un caro saluto!
    Luca

  • Grazie Gennaro per la spiegazione!
    Quindi "Un intero periodo di pratica",
    sono per esempio tutti i 45 minuti che utilizzo per fare il body scan?
    Ciao e grazie

  • Ciao Luca,
    per intero periodo di pratica intendo il tempo che impieghi a meditare… invece per quanti "giorni" lo fai, non è contemplato perché la meditazione si fa (più o meno) tutti i giorni 😉

    Si, che sensazione trovi quando torni dalla "mente vagante" alla "mente presente".

    Spero di averti chiarito meglio le cose…

    Grazie
    Genna

  • Ciao Gennaro, ormai è da un pò che ti seguo e ti rinnovo i complimenti per la passione competenza che ci metti nelle faccende "psicologiche"e non solo…
    Se mi permetti,ti chiedo una ulteriore consulenza sulla meditazione.
    Ho letto e sentito spesso nelle spiegazioni di pratica di meditazione:
    "un intero periodo di pratica" oppure "un periodo di pratica"; per un neofita, potrebbe essere ambigua.
    Cioè un periodo di pratica è quello che riguarda la meditazione del momento che può durare anche tre minuti, oppure si intende un periodo di tempo della propria vita?

    Ti chiedo anche un'altra spiegazione su un passo che ho letto :"quindi potete gentilmente riaccompagnare la vostra attenzione alle sensazioni del respiro nell'addome,mentre portate consapevolezza alla sensazione di questa inspirazione o di questa espirazione, a seconda di ciò che troverete al vostro ritorno.

    La mia domanda è questa: per "vostro ritorno" , trattandosi di meditazione sul respiro, si intende cosa troverò come sensazione nel tornare al respiro? Cioè che al ritorno al respiro darò consapevolezza all'inspirazione o all'espirazione, a seconda di trovare appunto una inspirazione o una espirazione?
    Un cordiale saluto e grazie!
    Luca

  • Ciao a tutti,

    @ Agnese: in realtà qualsiasi meditazione può essere utile per la rabbia (o qualsiasi altra emozione). Tu inizia, hai tutto il tempo per cambiare meditazione 😉

    @ Roberto: No non è sbagliato, soprattutto se continui a mantenere l'attenzione sulla sensazione e sul presente senza giudicarti o meglio, lasciando andare il giudizio, ogni volta che succede. Se sentì un piccolo fastidio, non ti muovere subito, sfrutta quel fastidio portandoci sopra "presenza". È un'ottima occasione per allenarti 😉

    Grazie ragazzi per i vostri commenti
    Genna

  • Ciao. Ho iniziato da poco a provare la mediatazione mindfulness, faccio un semplice body scan per iniziare. All'inizio cerco una posizione comoda, ma mentre medito e porto l'attenzione per esempio su una gamba, mi capita di "accorgermi" di stare scomodo, di sentire contratture o pressioni eccessive o cose del genere, quindi invece che stare fermo nella posizione iniziale mi viene da spostarmi e modificare la posizione della gamba per sentirmi più in confort. Da quello che ho capito, assecondare questa esigenza e mettersi in un'altra posizione non dovrebbe essere sbagliato, ma vorrei una conferma da te.
    Grazie mille, e complimenti per il blog, è bellissimo!

  • Buongiorno, quale neditazione mi consigli per permettermi di gestire meglio questa rabbia distruttrice? Grazie…
    Agnese B.

  • Grazie Gennaro,sei stato più che d'aiuto,porterò l'attenzione per circa 3 minuti al respiro (dico circa perchè penso che interrompermi con la sveglia non faccia bene) e i restanti 27 minuti li userò per fare il bodyscan nelle sue varie forme(qui userò lo sveglia per avvertirmi del termine della meditazione).

    Alla prossima,ancora grazie! :)

    PS: Non penso che avrei raggiunto certi risultati senza la meditazione degli ultimi anni.

    Ciaoo 😉

  • Ciao Francesco non che futuro collega :)

    Ti rispondo si a tutto, nel senso che si puoi meditare anche da sdraiato, Kabat Zinn invita a sdraiarsi per fare il bodyscan ma nella mia esperienza è sconveniente perché si rischia di addormentarsi…se riesci a farlo senza addormentanti non fa alcuna differenza.

    Si, non conta la pratica che scegli ma il modo in cui la fai, se segui le indicazioni "IOS" puoi eseguire tutte le metodologie che vuoi….puoi farlo anche mentre fai l'amore…non ė tanto la tecnica quanto l'atteggiamento mentale.

    Consiglio: se ti fa tanto male la schiena fallo da sdraiato ma mettici anche una piccola pratica da seguot, magari tre minuti di attenzione al respiro da seduto ed il bodyscan più lungo da sdraiato.

    Spero di esserti stato d'aiuto
    Genna

  • Ciao Gennaro,sono Francesco,ti seguo da ormai alcuni anni a questa parte,e di tanto in tanto ho qualche dubbio che vorrei dissipare.Pur essendo a poca distanza dalla mia laurea in Psicologia,come saprai bene noi non studiamo a fondo la meditazione,quindi,vorrei colmare alcune lacune,andando subito al punto.Sto scomodissimo a meditare sulla sedia,ha lo stesso effetto se medito disteso sul letto? Riesco a non addormentarmi rimanendo concentrato,comunque attengo tutti i benefici? In fine,il mio stile,derivato dai tuoi scritti,si applica attraverso un body scan,e segue la concentrazione sul respiro fino al termine della meditazione,o al massimo,ripeto 1 o 2 volte il body scan,va bene in questo modo? Hai qualche consiglio da darmi? Fammi sapere,la schiena in quella posizione sulla sedia ne soffre profondamente,collo compreso,spero sia la stessa cosa in tutte le posizioni,mi affido al tuo giudizio. Grazie,e a presto.

  • Ciao…
    assolutamente si…il mio audio ti da solo un'idea, dopo devi farlo da te…ed è il modo migliore.

  • ciao gennaro, è ormai una settimana che medito anche se a periodi gia lo facevo in passato. Ormai conosco a memoria i passaggi della meditazione olistica guidata e talvolta mi accprgo che la tua voce tende a farmi perdere la concentrazione pensi sia meglio iniziare a meditare senza registrazione ?

  • ciao gennaro
    sono un ragazzo di 17 anni che ha problemi per quanto riguarda l'approvazione degli altri( vado dritto al punto) e questo immagino si rifletta negativamente sui miei rapporti. Rendendomi agli occhi di tutti una peggiore di cio che sono. Puo la meditazione mindfullness aiutarmi in questo campo ?

  • Ciao Dercin,
    penso che tu abbia bisogno di praticare con più gradualità…evita di fare tutto l'audio, fai la prima parte portando attenzione midnfulness al tuo corpo per qualche minuto al giorno. Vedrai che dopo qualche giorno di pratica (direi almeno un paio di settimane) potrai fare l'audio senza avere spiacevoli sensazioni.

    Tieni presente che la meditazione, anche se in questo caso finisce con una visualizzazione NON è visualizzare. Quando porti attenzione al corpo NON devi visualizzarlo ma sentirlo, percepirlo nel presente. Ecco questi sono i miei consigli…gradualità e restare nella sensazione più che nella rappresentazione interna.

  • Ciao
    non praticavo la meditazione da un pò.
    Ho iniziato a respirare e senza scegliere quale figura ho iniziato a visualizzare la montagna.
    Sul finire ho avuto l'immagine di un sentiero della montagna n salita che portava ad una grotta.
    Dopo la meditazione mi sono sentita molto stanca.
    Che ne pensi?

  • Ciao Gennaro, grazie!
    Cercherò una posizione seduta che non mi faccia troppo male al collo, e se non la trovo tenterò sdraiata (il rischio temo sia quello di addormentarsi).
    Riguardo lo yoga, mi sono accorta che il mio messaggio non era per niente chiaro :)
    Lo yoga che ho cominciato a fare lavora essenzialmente sul corpo, con un po' di attenzione al respiro e una fase di rilassamento finale. Non è uno yoga finalizzato alla meditazione.
    Dicevo che spero mi aiuti a risolvere il problema, nel senso che mi faccia passare i dolori al collo 😀
    Grazie ancora, e alla prossima!

  • Ciao Marina,
    si il consiglio più importante è che non serve una posizione specifica per meditare. In altre parole puoi sederti comodamente appoggiando la schiena (come faccio io) oppure addirittura sdraiarti se il dolore è troppo forte (anche se è meglio iniziare da seduti).

    La meditazione è soprattutto uno stato della psiche, anche se chiaramente coinvolge il corpo come canale di attenzione.

    Stai attenta a non mescolare troppo le cose, non in tutti i corsi di yoga s'insegna la vera meditazione…troppo spesso gli istruttori occidentali si limitano a leggere qualche percorso immaginativo che a volte può anche essere nocivo…perchè non è calibrato su di noi…se ad esempio l'istruttore dice "ora sei nel fiume della vita" e non sa che da piccola sei quasi annegata in un fiume, rischia di fare danni…ecco cosa intendo.

    Spero di esserti stato d'aiuto…se hai altri dubbi, sono qui.

    Genna

  • Ciao! Visto che sei così gentile provo a sottoporti il mio problema. Soffro di dolori cervicali, e il mio collo è sempre rigido. Appena mi siedo nella posizione per meditare lo sento contratto e dopo un po' non riesco a stare concentrata sul respiro e non riesco nemmeno a stare ferma.
    Ho cominciato da poco a fare yoga, e spero che questo mi risolva il problema. Ma nel frattempo? Hai qualche consiglio da darmi?

    (p.s. ho appena linkato questa pagina alla fine di un articolo sul mio blog. ci tenevo a fartelo sapere!)

    Grazie
    Marina

  • Grazie Marco,
    ma purtroppo non conoscendoti non so cosa sia più adatto a te… prova a fare qualche esperimento graduale seguendo questi esercizi e calibrati in base ad essi.

  • Grazie Gennaro! Potresti consigliarmi una meditazione specifica per il Doc? Non ho un terapeuta di riferimento.
    Marco

  • Ciao Marco,
    nel mio lavoro esistono protocolli di intervento per il DOC basati proprio sulla meditazione. Quindi la mia risposta è si, ma in caso tu fossi già in trattamento, puoi chiedere direttamente al tuo terapeuta.

    Provala poco per volta, magari anche solo 3 minuti al giorno…se provi difficoltà, semplicemente interrompi.
    …e facci sapere

    Ps. Chiaramente questo non sostituisce la terapia

  • Ciao Gennaro, secondo il tuo parere, fare mindfulness potrebbe essere utile in casi DOC? Cioè, si può usare la stessa metodica del pensiero intrusivo e quindi portare l'attenzione consapevole?
    Marco

  • Si esattamente…la cosa importante non è su cosa posi l'attenzione ma come "la posi".

  • Scusami se ti chiedo una puntualizzazione, quindi il procedimento riguarda solo il singolo esercizio, poi se un'altra volta preferisco cambiare zona del corpo, posso tranquillamente farlo? Non si tratta di abituarsi in una zona in particolare?
    Gianluca

  • Ciao Gianluca,
    intanto ti ringrazio per avermi scritto qui e ricordo a i lettori che se avete una domanda che può interessare tutti, postatela qui fra i commenti in modo che anche altri possano usufruirne.

    La risposta alla tua domanda è si, cioè si intende restare per tutto il tempo su una unica zona, immaginando di sentirla respirare al ritmo con il tuo respiro.
    Il che non significa in realtà immaginare un bel niente ma sentire, ad esempio, le tue gambe mentre inspiri ed espiri. E la cosa è più facile se immagini che siano le gambe sesse a respirare.

    Mentre è chiaro che invece il naso ha delle vere e proprie sensazioni, cioè senti realmente l'aria che entra e che esce. Ecco perché io lo preferisco…anche se ai primi tempi potrebbe essere più difficile delle altre pratiche.

    Grazie, si in questa sezione trovi tanti tipi diversi di meditazione.
    Genna

  • Gent.mo Dott. Romagnoli,
    è da poco tempo che ho iniziato a fare meditazione consapevole del respiro. Ho acquistato un libro dove è allegato un cd audio che spiega il procedimento, la tecnica è spiegata da jon kabbat-zin. In un passaggio del cd, la voce guida dice: è meglio se riuscite a stare con il respiro in una determinata area del corpo per un intero periodo di pratica, perciò se cominciate con l'addome o con le narici, il suggerimento è di stare in quella regione piuttosto che saltare di qua e di la… La mia domanda è questa: cosa si intende per "un intero periodo di pratica"? Da quello che mi sembra di capire, dovrebbe essere tutto l'esercizio riferito solo ai minuti in cui si pratica. Poi volendo, se volessi farne un'altro, posso utilizzare magari la regione delle narici. Spero che possa rispondermi, anche perchè ho visto che il suo blog è veramente interessantisso. Un cordiale saluto Gianluca

  • Si prova a cercare dal motore di ricerca "separazione"…"lutto"…"amore".

  • Ciao Gennaro scusami se posso, contro il mal d amore hai qualche consiglio da dare?

  • Ciao Luca,
    è normalissimo…anche a me succede, non so perché ma succede così, in realtà lo so ma ora non ho tempo per raccontartelo…magari ci scrivo un post 😉

  • Ciao Genna! ho un dubbio sulla durata della pratica di meditazione : quando pratico la mefitazione sul respiro piuttosto che quella sull'ascolto che quella sulla "vista"…ogniuna senza eccessivo sforzo dura 20 minuti ciascuna…..ma quando pratico il "bodyscan" senza accorgermene e senza nessuno sforzo arrivo a 45 minuti e delle volte anche ad unora e qualcosa….secondo te dura eccessivamente?
    grazie

  • Ciao Vincenzo,
    il mio consiglio è quello di iniziare a meditare senza una posizione adatta, se vuoi apprendere quelle segui un corso di meditazione e yoga. Qui ti parlo di mindfulness da fare da seduti, con la schiena dritta, le mani separate e appoggiate sulle gambe. Non si tratta tanto di una posizione quanto di un atteggiamento mentale a restare nel presente.

    Per iniziare ti consiglio di fare proprio quella olistica, per poi farsela da soli, cioè senza l'audio cercando di restare nel presente e accettando pensieri ed emozioni che in quel momento ci saltano in mente. Tornando su ciò che stiamo facendo più e più volte senza mai scoraggiarti se ci deconcentriamo ma anzi, rallegrati di accorgerti di deconcentrarti, ne parlo nel post di domani 😉

    Dopo aver praticato per un po' il bodyscan passa alla attenzione sul respiro. Cerca "i tre minuti di respiro" e provali ma solo dopo aver fatto un po' di pratica con il tuo corpo.

  • Ottimo :)
    Quindi io avrei iniziato con la pratica della meditazione olistica da te creata. Di solito la pratico seduto nella tipica posizione dell'immagine popolare di questa tecnica (gambe incrociate e mani su di esse); Mi consigli di praticarla con occhi chiusi o aperti e , soprattutto, credi che questa sia adatta a me o ne consiglieresti un'altra?

    Ciao,
    Vincenzo

  • Ciao Vincenzo o
    giovane futuro esperto di crescita personale 😉
    Hai fatto un'ottima domanda e la risposta è SI:)

  • Ciao Genna ,
    è oramai da abbastanza tempo che seguo il tuo blog e mi sono accorto che sei appassionato allo sviluppo personale tanto quanto me :)
    In particolare , mi starei ultimamente affacciando alla meditazione per trarne i molteplici benefici garantiti da questa favolosa tecnica( secondo me troppo poco conosciuta) pero', come è buono che sia , mi sono sorti alcuni dubbi sugli effetti che una pratica simile apporta sul rendimento anche professionale generale…
    Dalle informazioni che ne ho tratto , la meditazione permetterebbe di aumentare la concentrazione e , in particolare , di sviluppare la capacità di osservazione dei nostri pensieri… Ecco , con ciò , non non risultano non aumentate , anzi , le capacità di "problem solving" in quanto ci si distacca dai pensieri?
    Perdonami , ma c'è un po' di confusione.
    Inoltre, l'età del soggetto che la pratica non delinea nulla? (Ho 16 anni)
    Grazie mille per l'attenzione e colgo l'occasione per porti la mia più grande stima :)

    Ciao ,
    Vincenzo

  • Ciao Gianmarco,
    stimo molto Italo e tutto il suo lavoro…conosco (più o meno) la sua meditazione che è diversa dalla mindfulness pur contenendone tutti i principi. So che lui è un vero maestro di meditazione (io non lo sono) per cui avendo avuto solo esperienze positive con i suoi prodotti non posso che consigliarlo.

  • Ciao Genna,
    leggo molto spesso il tuo blog, ma adesso vorrei iniziare a studiare(e praticare) meditazione.

    Oggi iniziarò a leggere i primi articoli, ma volevo chiederti anche un parere, cosa ne pensi di meditazione guidata di Italo Cillo?

    Potrebbe essere un supporto a ciò che leggerò qui o rischio solo di fare confusione?

    consigliami :)

    Grazie,

    Gianmarco

  • Ed io non vedo l'ora di leggere dei tuoi risultati qui su PsiNeL 😉

  • non vedo l'ora di vedere i risultati :)
    grazie genna

  • Ciao Claudio,
    pratica gli esercizi presenti in questa pagina per almeno 6 mesi… tutto qui…costanza, esercizio e studio del blog potrebbero davvero cambiarti la vita, come l'hanno cambiata a tanti 😉

    Ps. Non esiste la bacchetta magica

  • ciao gen..
    ho bisogno di diventare positivo
    aiutami claudio

  • Ciao Simha,
    la meditazione trascendentale si basa su un mantra… è diversa dalla mindfulness anche se, l'obiettivo del mantra è simile, creare uno stato modificato di coscienza che potremmo nominare decentramento.

    Per i fini clinici sono convinto, pur non avendone prove certe, che la mindfuless sia più efficace della meditazione trascendentale.

    La cosa più ridicola è trovare siti dove si dice che la mindfulness farebbe male e la trscendentale sia l'unica a fare bene. Bhe…dai un'occhiata alle ricerche scientifiche su data base delle università e ti renderai conto che non è così 😉

  • Ciao, vorrei sapere cosa ne pensi della meditazione trascendentale.

    Saluti

  • Grazie a tutti :)

    Ciao Elena,
    inizia con la meditazione della montagna, poi passa a quella che ho chiamato "olistica" (che è la prima parte di quella della montagna) e poi spostati su quella del respiro.

    Puoi farlo iniziando con i 3 minuti di respiro, trovi anche quella in questo guida.

    Grazie ancora a tutti
    per la stima…è la ricompensa
    più grande :)
    Genna

  • Ciao Gennaro, e complimenti per il tuo lavoro di ricerca.
    Ultimamente mi sto interessando alla meditazione, nello specifico alla meditazione mindfulness, mi piacerebbe provarla.

    Quale meditazione sul tuo blog mi consigli di seguire, trattandosi della prima volta?

    Grazie!
    Elena

  • Grande Gennaro, hai creato un post d'oro!

    Stò cercando di approfondire la materia da mesi e questa serie di articoli mi sta dando molti ottimi spunti!

    Grazie veramente!

  • Pretty nice post. I just stumbled upon your blog and wished to say that I have really enjoyed browsing26 your blog posts. In any case I'll be subscribing to your feed and I hope you write again soon!…

  • Grazie ragazzi :))
    Un saluto a tutti…in particolare al mio collega e amico Manuel…esperto non solo di psicologia e psicoterapia…ma anche di meditazione, che guarda caso abbiamo iniziato ad approfondire insieme…senza che l'uno sapesse dell'altro :))

  • Bravo Genna!
    La meditazione e' fondamentale!!
    A prestissimo!
    Manuel

  • Sei un grandissimooooo :)

  • Assolutamente si:)

  • Quindi consigli di fare meditazione ogni giorno?

  • Ciao Paolo,
    sto pensando ad un audio corso;) non con
    questi contenuti, ma le basi sono queste.

  • Ciao Genna,
    ma un bell'ebook? O audiobook con la raccolta di tutto questo? :)

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