lunedì 15 ottobre 2012
Crescita Personale: Come affrontare "il dolore necessario" per crescere
Ciao,
ti piacerebbe saper accettare i "dolori della vita"?
...si d'accordo Genna ma che brutto argomento,
starai pensando. Con la ANL di questa settimana
voglio mostrarti che, saper affrontare il dolore
insito nelle sfide della vita può essere uno dei
tuoi migliori alleati. Ma soprattutto voglio
presentarti uno degli esercizi che in questo
periodo mi da più soddisfazione...
Sei riuscito ad ascoltarlo? si tratta ancora una
volta di uno "strumento" tratto dal libro "il metodo"
da cui ho tratto un'altra ANL due settimane fa.
Questo esercizio è il primo strumento che viene
presentato dagli autori, e penso a buona ragione,
perché lo ritengo (per ora) il più efficace. Se
hai letto il libro e/o ascoltato l'audio, sai che
cosa s'intende per "dolore". Quello stato di
sofferenza, spesso autoindotta, che ci frena
dal fare ciò che vogliamo fare.
Questo stato è un campanello d'allarme che,
se ascoltato con troppa insistenza, può davvero
rovinarti la vita. Chi si affida troppo a questo
genere di "allarme" ne diventa prigioniero, e la
nostra società non ci aiuta. Ti sei accorto che
nelle generazioni il senso di sopportazione o
di sacrificio è cambiato? oggi abbiamo tutto a
portata di mano, abbiamo talmente tante cose
dal aver iniziato a pensare di non aver bisogno
del dolore, ci chiudiamo nella nostra bella
zona di comfort.
E' questo ciò che fa "l'inversione del desiderio"
(questo è il suo nome ufficiale) ti aiuta ad uscire
dalla zona di comfort, per farti provare quel tanto
di "dolore necessario" per farti alzare il posteriore
ed agire. Ecco la struttura dell'esercizio:
1) Sfida: cerca qualcosa su cui fare l'esercizio, può
essere un impegno che stai rimandando da troppo
tempo, la paura di affrontare una persone o una
situazione. In pratica tutte quelle cose che ti tirano
fuori dalla tua zona di comfort, e che chiaramente
tu desideri fare... senza riuscirci o con un enorme
sforzo.
2) Il dolore: individua il dolore di questa sfida.
Chiediti quanto sforzo ti richiederà affrontare
quella cerca esperienza. Tieni sempre a mente che
la nuvola (se hai ascoltato l'audio sai a cosa mi
riferisco...ma tranquillo lo scoprirai tra poco ;))
rappresenta il dolore. Non una persona, una paura
o l'oggetto in questione, ma il dolore necessario
ad affrontare il miglioramento personale.
3) Il processo: adesso immagina davanti a te la
nuvola che rappresenta il dolore. Guardala come
se l'avessi d'avvero davanti a te, con quel certo
timore. E quando ti senti pronto URLA dentro te
stesso "Su coraggio fatti AVANTI". Come in
segno di sfida.
4) La Nuvola: fai un passo in avanti ed entra nella
nuvola, provando la sensazione di essere davvero
a contatto con quella sofferenza. E mentre inizi a
percepirla urla dentro te stesso "il dolore mi rende
più forte...il dolore mi fa crescere". Resta lì ad
apprezzare quel dolore che ti rende più forte,
come quando alzi un peso in palestra, senti lo
sforzo ma sai di farlo per una buona causa.
5) Uscita: mentre sei ancora dentro la nuvola,
senti come una forza che continua a spingerti
oltre. E mentre vieni "sputato fuori dalla nuvola"
URLA dentro te stesso "il dolore mi libera" ed
esci dalla nuvola oltrepassandola. Mentre esci
sentiti più forte e guardati pieno di luce e forza.
6) Rilassamento: dopo esserti sentito tirare fuori
dalla nuvola, più forte e pieno di luce...lascia
andare il tuo corpo e rilassati. Penso che i due
autori non abbiano descritto a fondo l'importanza
di quest'ultimo passaggio. Dedicagli una attenzione
particolareggiata, se conosci qualche metodo di
rilassamento applicalo.
7) Pratica: una sola ripetizione non servirà a molto
per cui (come sempre) è utile praticare più e più
volte, sino a quando non inizi a sentirti spinto verso
la sfida che prima cercavi di evitare.
Perché è così importante il rilassamento finale?
perché questo schema è lo stesso che viene utilizzato
da anni in diverse scuole di cambiamento, e le due
parti essenziali sono a) affrontare il dolore e iniziare
a sopportarlo (con conseguente ristrutturazione del
campo cognitivo, cioè inizi ad apprezzare quella
sensazione) e b) associare rilassamento a quelle
situazioni. Per cui penso che siano questi i due punti
su cui dovrai concentrarti per avere risultati a
lungo termine.
Nel mio studio, questo esercizio ha già dato ottimi
frutti. Sono curioso di sapere se, già dopo poche
ripetizioni, inizi a sentirti spingere nella direzione
in cui desideri andare. Praticalo e fammi sapere
che effetto ha avuto su di te... lascia un commento
qui sotto e condividi con "noi" i tuoi risultati.
A presto
Genna
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22 commenti:
lo proverò sul timore di affrontare l'esame di biologia,ho visto troppe volte la professoressa di questa materia :-)))
tra una settimana Genna ti dò un report
Grazie Massimo,
facci sapere :)
Come sempre ho trovato molto interessante questo esercizio;l'ho già provato e credo di continuare a farlo perchè vorrei superare una certa sofferenza. E' sempre un piacere seguirti. Buona giornata !
Giusy
Ciao Gennaro,
sto leggendo il libro che trovo veramente valido, i metodi proposti sono semplici ed immediati, ma non solo mentre lo leggo e mi vengono in mente pensieri e considerazioni sull'argomento trattato nelle pagine che sto leggendo e me li ritrovo scritti alcune pagine più avanti.
Ti seguo da parecchio e ti devo ringraziare per i contributi che pubblichi sul tuo blog ed in particolare per avermi fatto conoscere il Milton Erickson di Torino tramite una tua intervista a Tesei, presso cui ho completato il percorso come ipnotista ericksoniano (non clinico) che mi ha trasferito ottime competenze.Posso chiederti un consiglio? Siccome ho voglia di condividere le competenze apprese, posso pur non essendo un medico condividere con un prodotto multimediale queste risorse per far conoscere l'ipnosi ericksoniana al pubblico? Dal momento che a me ha dato molto, sia personalmente che nel mio lavoro rendendo migliore il servizio di consulenza ai miei clienti ed ho potuto aiutare le persone a me vicine, ovviamente in contesti non clinici.Grazie, e chi sà se un giorno possiamo conoscerci direttamente, mi farebbe piacere.Ciao Davide
Ciao Genna,
Vorrei sapere una cosa in particolare del dolore, se me la puoi e sai dire.
Per quanto concerne il dolore in famiglia, cioè il dolore che si prova verso un familiare, con cui si convive, un dolore che nasce dal fatto che si pensa che quel parente stretto ( genitore, fratello, ecc. ) è una persona "negativa" ( es.: si lamenta sempre, usa violenza, ha abitudini improduttive, ecc. )nel senso che è il contrario di ciò vorremmo che fosse ( di successo, sicuro di sè, ecc. ): serve lo stesso questo esercizio oppure c'è qualcos'altro di più utile da attuare?
Io ad esempio voglio comunicare il meno possibile con la mia famiglia, per i suddetti motivi, nonostante viviamo sotto lo stesso tetto.
Vorrei comunque che io viva in un ambiente più positivo per il mio benessere psicofisico.
Cosa consigli?
Grazie mille.
Ciao, il mio consiglio per ora è quello di affidarti all'amore attivo (nome dell'esercizio che trovi qui consigliato)...tenendo sempre bene presente che i parenti NON SONO UNA TUA SCELTA...tranne tua moglie ;)
Una domanda a cui non ho trovato risposta nè nell'audio nè sul blog: ma gli occhi devono essere chiusi nell'immaginare la sfera?
Fallo come ti viene meglio...io preferisco chiudere gli occhi.
Ciao Davide,
non so perchè il tuo commento è finito nello spam per poi risorgere ;)
allora, io sono la persona sbagliata a cui chiedere, visto che ritengo l'ipnosi quella vera uno strumento prettamente clinico. Se invece desideri fare un audio in cui racconti come usare le tecniche che hai appreso per migliorare la comunicazione puoi farlo.
Vedi oggi in Italia sull'argomento ipnosi puoi fare ciò che ti pare, fino a quando un mio collega non ti punta e ti affossa. Per cui non c'è nessuna legge precisa, ma se qualcuno vuole romperti le scatole lo fa tranquillamente.
Ciao Genna, scusa se non c'entra con il post, ma ho alcune domande:
- Si può guarire dal disturbo DOC?
- ho letto che dipende da uno squilibrio chimico del cervello (seratonina) quindi l'approccio dovrà essere prettamente farmacologico?
grazie :)
Ciao Anonimo,
il DOC é particolarmente fetente, ma se preso nel modo giusto può essere risolto e anche relativamente in fretta. Lo squilibrio chimico c'é sicuramente e di certo e fra i disturbi in cui la cura farmacologica unita (sempre e ripeto sempre) a quella psicologica é spesso necessaria.
Ma dire che un disturbo complesso come quelli psicologici, derivano da uno squilibrio chimico e come dire che la mia vecchia Fiat punto funziona male perché non ha gli ottani giusti nella benzina. Di certo mettere la benzina giusta mi aiuterà ma raramente il motore diventerà più prestante.
Ciao Gennaro, riguardo a questa tecnica, io la sto usando da tempo, effettivamente mi sono accorto che la 'soglia del dolore' si è alzata e alcune azioni che mi davano 'dolore' ora me ne danno di meno
riguardo al fatto di farlo in movimento, ovvero camminando: io lo faccio muovendomi sulle tre posizioni:
1) fatti sotto!
2) il dolore mi rende forte! (quando passo nella nube)
3) (immagino che la nube del dolore mi sputi fuori e...) il dolore mi libera!
come se fossero 3 ancore spaziali o una time line con le 3 fasi in sequenza
ora, visto che il cervello impara velocemente (come dice bandler), dopo averlo fatto un po' di volte passando lentamente e soffermandomi sulle tre posizioni fisiche a cui ho associato le 3 fasi di cui sopra, secondo te , posso iniziare a passare le tre suddette posizioni muovendomi in continuo (cioè senza fermarmi in ciascuna posizione) per poi arrivare a passarle sempre più velocemente?
Questo mi permetterebbe di farlo più velocemente, e quindi più iterazioni di questo esercizio in meno tempo...
fino ad immaginare questi tre passaggi camminando per strada: se devo camminare 100 metri, posso farlo mentalmente una ventina di volte ...
che ne pensi?
Ok :)
Un po' di tempo fa ero andato da uno psicologo ma per altri problemi, avevo però sfruttato i colloqui per parlare appunto di DOC.
Nel senso, io gli ho detto appunto di pensare di aver avuto il DOC da piccolo (11 anni) per un po' di tempo in una forma proprio abbastanza presente, ma poi sono riuscito da solo a sbarazzarmene. Avevo molti rituali (come tu saprai chi ha con il DOC). Ora ne ho quasi 18, ma mi porto dietro solo qualche abitudine/rituale, che sforzandomi credo benissimo che riuscirei a sconfiggere. Quando ero andato appunto da questo specialista, lui mi aveva detto che non è diagnosticabile prima dei 18 e che pensava che sarebbe scomparso crescendo, anche perché non è come una volta, ora è quasi una "vecchia abitudine" che mi porto.
Quello che vorrei sapere è cosa ne pensi, se è possibile che io sia guarito da solo; poi mi chiedevo, su wikipedia c'è scritto che i pazienti con DOC hanno "disfunzione nella trasmissione della serotonina tra i neuroni cerebrali", quindi secondo te ci si porta dietro per tutta la vita questa disfunzione? Ancora qualche domanda: ho letto che questa disfunzione può portare ad altre malattie (schizofrenia, altri disturbi :o), devo preoccuparmi? Secondo te come la devo vivere questa presunta disfunzione? Come qualcosa di anormale? Perdonami il papiro :), è che sono un po' sconvolto di sapere queste cose :( .
@ Anonimo1 :)
Certamente puoi farlo sempre più velocemente
proprio come negli esercizi di pnl.
@ Anonimo2 :)
credo fermamente nella "auto-guarigione", anche
i miei clienti si "auto-curano". Evita di
preoccuparti, se senti solo una vecchia
abitudine e null'altro...stai tranquillo.
Se hai domande più importanti, e non chilometriche ;)
puoi scrivermi in privato, trovi la mail sulla
barra laterale del blog.
Ciao Genna,volevo chiederti se questo esercizio va bene anche per chi vuole superare l'ansia e provare a ricominciare ad avere una vita normale ascoltando le paure e le sofferenze e non temendole. Ho provato questo esercizio già un po' di volte e debbo dire che quando mi trovo ad affrontare situazioni per me difficili immagino la forza che spinge oltre la nuvola. Ci sono altri esercizi che possono aiutarmi a superare alcune paure irreali? grazie,ti ammiro tanto.
Ciao Anonimo...(vi prego
firmatevi è più bello "dialogare"
con persone vere ;))
Si, è un ottimo esercizio per l'ansia. Ne trovi altri fra le audio newsletter... fai una ricerca, scrivi "ansia" o "paura" nel motore di ricerca che vedi in alto a destra.
Grazie per la stima :)
Genna
È un esercizio molto utile e direi anche efficace,grazie mille.
ciao Genna, avevo già scritto un post,ma volevo chiederti se è possibile fare questo esercizio, che pratico già abitualmente da quando ho ascoltato e letto il tuo post, anche prima di coricarsi e da sdraiati ? Grazie come sempre per la tua disponibiltà. Giusy
ciao Genna :)
scusa se ti rispondo in ritardo,
sono l'anonimo che parlava del doc nel commento sopra...
A questo punto ho queste domande:
- ma se il doc dipende da una "disfunzione nella trasmissione della serotonina tra i neuroni cerebrali", io sono praticamente guarito da solo, ma dici che questa disfunzione è rimasta e dovrei in ogni caso iniziare un trattamento farmacologico? La cosa mi spaventerebbe :O
E poi il DOC può capitare a tutti o è qualcosa che rende l'individuo "non normale" psicologicamente?
grazie genna :) ma non riesco ancora accettare che abbia avuto il doc e ne voglio sapere di più
Ciao Ragazzi e
scusate il ritardo :)
@ Giusy: si, puoi farlo anche prima di andare a dormire. Evitando magari di farlo con qualcosa di molto disturbante che potrebbe influire sulla qualità del sonno.
@ Anonimo: NO non devi fare nulla...se ti senti bene significa che il livello della serotonina è tornato normale.
No, tutti possono in correre in nevrosi di vario genere. Se ad esempio fossimo vittime di ripetuti traumi (come è successo con i terremoti) tutti inizieremmo a sviluppare nevrosi di vario tipo. Fra queste ci sarebbe chi è più predisposto agli attacchi di panico piuttosto che al DOC. In base a come siamo strutturati... ovviamente ci saranno anche individui, maggiormente resilienti, in grado di far fronte ad ogni difficoltà..
e spero che questi, toccando ferro ;) saranno proprio i miei lettori :)
ultimissima domanda e ti lascio in pace! :)
per disfunzione si intende un malfunzionamento o una trasmissione sbagliata in termini di quantità (squilibrio)? Perché se si intende un malfunzionamento mi chiedo se è possibile comunque guarire da soli...
devo smetterla di preoccuparmi..
grazie, sei un grande :)
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