venerdì 14 settembre 2012

Dipendenza da Gioco d'Azzardo: Perchè i Videopoker lontani dalle scuole?



















Ciao,

se segui PsiNeL sai che non si parla si politica, ma
a volte è necessario, soprattutto il venerdì ;) Hai
seguito le sulla distanza dei videopoker da scuole,
ospedali e oratori. Personalmente pensavo fosse
un'ottima cosa. Se ricordi ci sono degli studi che
provano l'effetto della distanza fisica. Sembrava
una buona cosa per prevenire la dipendenza dal
gioco d'azzardo. Ma purtroppo non si farà! chissà
perché...



...ok non voglio fare della dietrologia e pensare
che ci siano dietro i soldi, ma guardando tutta la
 pubblicità che in questo Paese facciamo per il
"gioco legalizzato" il sospetto viene ;) Quando
si gioca alle macchinette siamo esattamente
all'interno di una "skinner box", una "camera
di condizionamento comportamentale". Una
cosa che ti ho descritto bene molte volte.


Ma l'aspetto della faccenda che mi tocca più da
vicino è l'esperienza clinica. Negli ultimi anni
le richieste d'aiuto per dipendenza da gioco sono
aumentate tantissimo nel mio studio. E la cosa
non mi stupisce vista l'efficacia dello strumento.
Ma la cosa che stupisce è che spesso sono
persone "disperate" ad entrare in questo
tunnel. Ti basta guardare chi gioca nel bar
che hai sotto casa...probabilmente.


Non sono a favore del proibizionismo, semmai
il contrario, ma ripeto...vai a farti un giro nei
posti dove ci sono i videopoker e guarda chi ci
sta attaccato. Penso che spesso sia dovuto alla
fasulla speranza di vincere davvero dei soldi,
un po' come i gratta e vinci e compagnia bella.
Tutti soldi dati alla speranza... che non sembra
neanche una cosa brutta no?


"Genna, perché vuoi toglierci la speranza?" Mi
sembra di sentir urlare da qualcuno la in fondo.
Perché questa speranza non è tua, ti è stata
installata mentalmente dai media. Ad esempio
è noto che sulle lotterie entra in gioco uno dei
meccanismi che è valso il nobel a Khaneman
"l'euristica della rappresentatività". In poche
parole...ogni volta che ti dicono che qualcuno
ha vinto, nella tua mente si amplifica la
"probabilità psicologica di vincere".


E non entrano in gioco questi meccanismi, ma
anche quelli legati alla preparazione inconscia
della nostra intera società...basata più sull'avere
e non sull'essere. Cosa che è fonte di tanti mali
moderni, spesso classificabili fra le diverse
psicopaologie. Ma non voglio addentrarmi
troppo in questo gigantesco delirio psico-
socio-politico e potrei aggiungerne altre
econom-religio- e alla fantozzi gran figlio
di put- lup man-carogn :)


Quindi? Regolate il marketing che sta dietro
il gioco d'azzardo legalizzato. Attaccare i soldi,
magari con vincite bassissime, cioè con piccole
modifiche strategiche che potrebbero portare
a grandi cambiamenti. Ci sono troppi soldi
che ci girano attorno...tempo fa un barista mi
ha confessato di pagarsi l'affitto di 4500€ al
mese con 6 videopoker :O è chiara la
convenienza.


Magari tu ci lavori è stai pensando: "business is
business"...MA come tutte le cose pericolose è
necessaria una regolamentazione. E questa deve
garantire la salute psicologica delle persone.
NON basta chiamare una cosa "gioco" per
nascondere la sua pericolosità, e chi purtroppo
ci è in mezzo, in modo particolare i familiari
di chi "gioca"... lo sa benissimo.


Quello del governo mi sembrava un primo passo
verso la prevenzione e sarebbe stato anche un
messaggio psicologicamente importante per le
nuove generazioni. E invece no! lobby, strani
complotti segreti? non lo so, quello che vorrei
sarebbero, osservatori del marketing legato al
gioco d'azzardo. Equipe di esperti di marketing
e psicologia per prevenire che questo sia
"troppo persuasivo"...visto che lo sono già
i giochi per i fatti loro.


Concludendo il "delirio": esistono una marea di
metodologie per combattere e vincere la dipendenza
da gioco d'azzardo. Ma l'ambiente non è inesistente
ed anzi ci influenza tantissimo. Ecco perché penso
sia necessaria un'informazione psicologica di
questo genere. E tu cosa ne pensi? fammelo
sapere qui sotto fra i commenti.


A presto
Genna

6 commenti:

David ha detto...

Adoro giocare a poker, ma odio perdere, quindi ho comprato un gioco di poker da istallare su pc.
Ora vinco e perdo alla grande ed il mio portafoglio mi ringrazia, come anche la mia salute mentale.

Anonimo ha detto...

Penso che come ogni cosa dipende da che parte la si guarda.. una regolamentazione da parte dell'industria del gaming sarebbe necessaria, visto che potrebbe garantire allo stato un gettito erariale estremamente importante, soldi che poi verrebbero redistribuiti alla collettività, e che adesso invece vanno in buona parte ad organizzazioni clandestine..
Che poi credo che sul cercare di tenere lontani i nostri figli, in età dove ancora non hanno la consapevolezza di quello che fanno, da "giochi luminosi dove si vincono tanti soldi", siamo tutti d'accordo, ma fare della demagogia inutile come spesso ci si riduce dalle nostre parti è altrettanto deleterio (non mi riferisco al tuo articolo ben scritto, ma in generale a come viene presentata la materia)
Gerardo

Stefano ha detto...

Io sono economista, e in quanto tale guardo alle statistiche. Ne consegue che sto lontano da qualsiasi tipo di gioco d'azzardo o lotteria. ;)

Penso che il casinò, come tutte le altre cose, possa essere positivo o negativo a seconda dell'utilizzo che ne si fa. Ma a livello psicologico è moloto pericoloso, perché crea facilmente dipendenza.

Domenico ha detto...

Sei grande Genna. Perfettamente d'accordo con te. Forse spiegarlo nei termini in cui tu l'hai fatto potrebbe aiutare a decidere meglio. Molto interessante quanto hai focalizzato l'attenzione sulla parola "gioco"... effettivamente questi NON sono giochi!

Jason ha detto...

Ciao Genna, ottime e condivisibili osservazioni le tue. Dal punto di vista umano è veramente deprimente vedere parte della società dipendente dalle macchinette. Sarà utile leggere altri post come questo che spiegano i meccanismi per i quali si entra e poi non si riesce ad uscire da certi comportamenti. Da non giocatore proprio non capisco come si possa andare contro la razionalità, sto perdendo quindi la smetto, è logico. Forse è un po' come il non fumatore che non capisce perché sia così difficile smettere.

Pensa se al posto dei 'giochi' di probabilità ci fossero quiz di cultura generale: i gestori del sistema sarebbero più poverelli ma avremmo una società un po' più consapevole e responsabile.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie a tutti
ragazzi per i vostri feedback che ho molto apprezzato:)