mercoledì 8 agosto 2012
Paura di sbagliare: Ansia da prestazione
Ciao,
hai mai sentito dire che ci sono ben poche
paure che possiedi sin dalla nascita? si infatti
pare che siano la paura del vuoto e quella dei
rumori forti... questo significa che tutte le altre
paure le hai imparate, e questo è un'ottima
notizia. Significa che puoi disinpararle. Il
post di oggi è dedicato ad una paura generica
che scatta a tutti.
Scatta a tutti perché è determinata dal contesto,
mentre ad esempio la paura dei ragni non è
contestuale. Si potrebbe anche definire come
"ansia da prestazione", quando temi di non
riuscire bene in un determinato compito. E
sappiamo tutti che ciò che ci circonda è di
fondamentale importanza...cantare sotto la
doccia non è la stessa cosa di cantare dal
vivo, davanti ad un pubblico.
Sto leggendo l'ultimo libro di Joseph Riggio
"State of Perfection" dove tra l'altro è citato fra
i ringraziamenti Piernicola De Maria. E ad un tratto
leggo una cosa che è in perfetta armonia con quello
che penso da anni. E il caso vuole, proprio nello
stesso contesto, l'apprendimento delle lingue.
Riggio dice che se chiedi da bere in un'altra lingua e,
invece di darti da bere, correggono la tua grammatica,
è perché non hanno capito una mazza;)
Non importa se hai la pronuncia giusta, se sai
coniugare bene i verbi, ecc. La cosa più importante
è farti capire, ed anche se questo può sembrarti
banale, puoi facilmente riconoscere quante volte
la paura di sbagliare ci fa evitare di "fare le cose".
Invece di agire ci blocca il pensiero in un turbinio
di seghe mentali che ci limitano tremendamente.
Capisco bene l'inglese, ma non lo parlo bene,
eppure la gente mi capisce. Mi capita spesso di
incontrare stranieri e di chiacchierarci, e vedo
molte persone, che parlerebbero sicuramente
meglio di me, bloccate dalla timidezza... o
meglio, dalla paura di sbagliare. E' quello
che è capitato alla mia ragazza alla festa di
inaugurazione della nostra nuova casa.
C'erano due ragazzi danesi ed una ragazza neo-
zelandese, ma lei è riuscita a non parlare con
nessuno di loro. Mentre parlavo con loro mi
rendevo conto di sentirmi maggiormente
bloccato, quando c'era anche il mio amico
Fabio. Lui sa un sacco di lingue e parla
bene l'inglese. E' solo quando "hai un giudice"
che puoi avere paura si sbagliare. Anche
se questo giudice è dentro di te...
Il primo grande ostacolo verso la liberazione
dalla paura di sbagliare, è quello che abbiamo
già trattato tempo fa... il perfezionismo. Se devi
fare tutto perfettamente, se devi prendere sempre
10 allora la tua vita diventa un inferno. Questo
stesso atteggiamento ostacola l'apprendimento,
perchè se non sei perfetto...neanche ci provi.
Il primo passo da fare per diminuire questa
paura, è quello di riconoscerla. Di capire in
quali contesti può scattare nella tua vita.
Una volta riconosciuta e trovato quando scatta
puoi semplicemente "fartelo presente".
Il secondo passo è "sbagliare volontariamente".
Devi prendere quei contesti e quelle azioni in
cui temi di sbagliare, e poi fingi di fare qualche
piccolo errore. Ovviamente dipende da ciò che
stai facendo, se stai lavorando ad un tornio in
fabbrica, evita di farlo. Ma se il comportamento
è parlare un'altra lingua, allora puoi sbagliare
volontariamente.
Questo consiglio bizzarro, segue una logica
strategica della prescrizione del sintomo. E
può essere efficace anche su se stessi, pensa
che strano riusciamo ad auto-ingannarci per
il nostro bene.
Il terzo passo è quello di agire di più e pensare
di meno. Dopo esserti "desensibilizzato" grazie
alle esposizioni (la prescrizione del sintomo) puoi
continuare ad agire senza pensarci. Se ad esempio
vuoi imparare a guidare l'auto, devi salirci e
guidarla. Non devi fare altro, si magari all'inizio
ti sarà necessario tenere a mente alcune cose,
ma non appena le dimenticherai inizierai a
guidare davvero.
Ricorda che il vero giudice è dentro di te, sei tu
che ti permetti o meno di sbagliare qualcosa, e
quando riesci a permetterti di sbagliare senza
paura, ecco che qualcosa inizia a cambiare come
per magia. L'ansia da prestazione svanisce, e
qualsiasi sia il tuo risultato, ti senti bene con
te stesso....ecco il grande risultato a cui aspiro,
farti sentire bene, qualsiasi cosa accada ;)
A presto
Genna
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4 commenti:
Sono un fautore della legge che "Nulla succede per caso"... vedi anche libro di Robert Hopcke. Proprio in questi giorni sto affrontando la paura del "perfezionismo", che talvolta mi blocca nel "fare", suscitando anche le solite ansie e tensioni fisiche. E cosa accade? Ieri sera, mi vedo sul web un'intervista di Lucia Giovannini che, presentando il suo ultimo libro "Libera la tua vita", parla, tra l'altro, della Strategia dello "sbagliare apposta" e, oggi, tu che mi parli della stessa cosa.
Sento un bisogno e il mio "inconscio", chiamiamolo così, mi suggerisce delle strade.
Che dire? Complimenti per come ci "intrattieni" aiutandoci a crescere !
Grazie ed, ora, soprattutto AZIONE!
Buone Vacanze!
Stefano
Tutto vero. Non c'e' cosa peggiore del giudice che si nasconde dentro di noi. Sarebbe interessante capire perche' ad un certo punto della vita ti cresce questo tarlo dentro.. Genna, hai qualche riferimento da leggere in Italiano sull'argomento? O pensi che valga la pena leggere Riggio in inglese?
Tutto vero. Non c'e' cosa peggiore del giudice che si nasconde dentro di noi. Sarebbe interessante capire perche' ad un certo punto della vita ti cresce questo tarlo dentro.. Genna, hai qualche riferimento da leggere in Italiano sull'argomento? O pensi che valga la pena leggere Riggio in inglese?
post interessante; non ho mai pensato che 'sbagliare volontariamente' potesse aiutare, abbassando di livello la consueta ansia da prestazione! mi è capitato però di farlo e di averci riso sopra in un secondo momento.
Temo che dietro molte scelte, soprattutto comportamentali, si nascondano convinzioni o argomentazioni spesso infondate e superabili. Basterebbe rifletterci sopra e provare a sostituirle.
In questi giorni 'non ho agito' in determinati contesti, temendo non fosse opportuno farlo o perché semplicemente non mi sentivo dell'umore giusto.
Non capisco perché tra pensiero/desiderio e azione debbano esserci tutte queste interferenze che scombussolano ogni proposito costruttivo.
Lo so che è inutile rifletterci troppo, ma conoscendomi, ho bisogno di autoconvincermi della bontà di certe iniziative, a prescindere dalla loro effettiva riuscita.
Si ha paura di 'sbagliare' e di essere così giudicati negativamente (anche dal nostro giudice interno). Sbagliare volontariamente potrebbe invece avere un sapore diverso, non sarebbe un evento imprevedibile e già per questo potrebbe avere i suoi vantaggi.
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