venerdì 20 luglio 2012

Psicologia del lavoro: "10 consigli scientifici per affrontare il Colloquio di Lavoro"

Ciao,

vuoi trovare un nuovo lavoro? non è di certo solo questione di fortuna, ma di impegno. Penso che non ci sia periodo migliore per pubblicare un post su come fare un buon colloquio di lavoro. Te ne ho già parlato diverse volte, ed anche oggi voglio darti i consigli che sono frutto di anni e anni di ricerca in ambito psicologico. Come accade spesso "non è farina del mio sacco" ma di quello dello stupendo psyblog. Ovviamente non sarà una traduzione letterale...


Bando alle ciance ed ecco i 10 consigli:


1) Chiacchiera ma evita di auto-promuoverti: il
colloquio deve assumere le caratteristiche di una
chiacchierata fra amici, evitando di mettere in luce
le tue qualità. Evitando di ostentarle e di mostrarle
sino a quando non ci è richiesto. Higgins e Judge lo
hanno provato nel 2004, chiedendo a 116 laureati
di "auto-promuoversi" al primo colloquio (che era
una simulazione ma loro non lo sapevano),
confermando il proverbio "chi si loda s'imbroda".


Nonostante chi cerca di assumerti desideri sapere
"quanto ne sai tu", in realtà le ricerche dimostrano
che scelgono chi riesce ad intavolare una piacevole
chiacchierata, piuttosto che chi sciorina i dati
tecnici dell'azienda.



2) Il controllo: le ricerche dimostrano che una delle
qualità che i datori di lavoro amano maggiormente,
è quella del controllo. Cioè di venire a sapere che,
durante una situazione di crisi sei riuscito a tenere
il controllo su te stesso e su chi, eventualmente, tu
stessi "comandando". Questa, non a caso, è una delle
domande più frequenti durante i colloqui di lavoro,
es: "mi descriva una situazione difficile e mi dica
come si è comportato".


Tu puoi inventarti delle storie o andare a pescare nel
tuo passato una volta in cui hai "mantenuto il controllo".
Ovviamente esistono degli specifici strumenti per 
valutare quando sia vera la tua affermazione, per cui
tieniti pronto, se il posto è di alto livello, ad essere
sottoposto ad assestment specifici con "crisi simulate"
da risolvere (se non sbaglio si chiamano "in basket").
Se segui PsiNeL sai che ritengo la mindfulness un
ottimo strumento per "avere maggiore controllo 
sulle tue emozioni".



3) Le affermazioni positive: se conosci la PNL o la
psicologia dello sport, sai quanto sia importante il
saper utilizzare il tuo "dialogo interno". Quella voce
che ti sta parlando nella testa, e che probabilmente,
adesso sta ripetendo queste parole ;) Psyblog li mette
fra i consigli le "affermazioni positive", cioè il
dire a te stesso cose come: "posso entrare nella
stanza e sentirmi a mio agio", "posso dare una
buona impressione" ecc. Citando la ricerca di
Latham e Budworth del 2006.


Se mi segui sai che le "affermazioni positive" sono
state più volte smentite dalla ricerca. Ma nel
campo della "ricerca del lavoro" hanno dato dei
buoni risultati. Forse la differenza sta nel fatto che
le affermazioni di cui parlo io, servirebbero per
modificare parti "profonde" del comportamento,
mentre qui si tratta di utilizzarle per modificare
il nostro stato, proprio in stile piennellistico.


4) Visualizzare: altro consiglio, sempre legato alla
PNL e alla preparazione mentale degli atleti, è quello
di pre-visualizzare, fare delle prove immaginandoti
tranquillo e rilassato durante il colloquio. Anche qui,
Jeremy Dean (l'autore di Psyblog), inserisce lo studio
di Knudstrup, Segrest, & Hurley del 2003. In cui gli
autori hanno chiesto di visualizzarsi tranquilli e
competenti durante un colloquio. Questo ha migliorato
le performance di chi si era "preparato mentalmente".


Tuttavia, lo stesso studio indica che la visualizzazione
non ha avuto effetto sulla loro auto-efficacia, ma ha
comunque spinto i partecipanti ad affermare che la
avrebbero utilizzata nel futuro, essendo soddisfatti
dell'effetto, durante il colloquio di lavoro.



5) Evita i finti sorrisi: il sorriso è l'espressione non
verbale più facile da riconoscere, e allo stesso modo
è facile riconoscere un "falso sorriso". Che tra le
altre cose è anche "la maschera" che utilizziamo con
maggiore frequenza. Woodzicka, nel 2008, cercando
le differenze fra i generi durante i colloqui ha
scoperto che i "falsi sorrisi" sono letali per
condurne uno in modo efficace.


Ricorda di utilizzare bene la comunicazione non
verbale, è questione di calibrazione...cioè della tua
capacità di osservare con attenzione, porre, se è
necessario domande (meglio se domande efficaci)
e soprattutto OSSERVARE. Qui trovi una serie di
aspetti non verbali per effettuare una presentazione,
alcuni consigli (praticamente tutti) sono applicabili
durante un colloquio di lavoro.


6) La stretta di manoStewart e collaboratori,
hanno esaminato quanto la stretta di mano avesse
effetto sulla stesura di una "raccomandazione" per
un lavoro. Il risultato più interessante è che siano
le donne ad aver maggiore bisogno di imparare
come stringere la mano. Questo perché sono loro
ha lasciare l'impressione più marcata, ma lo
stesso vale per gli uomini.


Lo studio parla di una "presa ferma", mentre uno
studio ancora più recente dice che deve essere
"fluida". Quindi, si ferma, ma ritmica andando su
e giù, con un po' più d'intensità e ritmo del solito.
La mano deve essere perpendicolare al terreno,
cioè dritta, ne troppo verso il basso ne troppo
verso l'alto. Visto che chi cerca di dominarti
rivolge il suo palmo verso il basso, costringendo
il tuo braccio ad una strana torsione, io inclino
sempre la mano in modo remissivo, cioè con
il palmo leggermente verso l'alto adattandomi.



7) Stai sulle difensive se la situazione lo richiede:
Se emerge qualcosa di oscuro dal tuo passato
lavorativo, evita di stare sulle difensive ed
ammetti i tuoi errori. Anzi, altre ricerche hanno
dimostrato che è meglio dichiararli all'inizio del
colloquio, piuttosto che alla fine. Credo che
con questo consiglio significhi "reagisci se è
necessario e ammetti i tuoi errori".


Anche questa affermazione non "cade dal cielo"
ma è il risultato di una ricerca di Tsai e coll.
hanno studiato l'effetto di "scuse, giustificazioni
ecc." ed hanno scoperto che il modo migliore è
essere sinceri e mostrare le proprie emozioni,
anche quando siamo "colti in fallo". E' ovvio
che se non menti sul curriculum questo non
succede, o accade molto raramente.


8) Inocula: in ambito psicologico "inoculare" è
sinonimo di "anticipare". Inoculare un'idea sta
per anticiparla prima che ci vengano poste delle
eventuali obiezioni, lo sanno bene i venditori.
Qui si riprende il discorso precedente, in cui è
bene mostrare sin da subito le proprie debolezze
ed i propri punti deboli, magari attraverso delle
intelligenti inoculazioni.


Un modo intelligente è quello di usare le famose
presupposizioni, presupponendo che si sappia.
Es: "spero che il mio anno di esperienza all'
estero non sia frainteso. Ho fatto l'erasums ed
è per questo che conosco il Portoghese". Una
semplice frase del genere rende tutto più facile,
quando si arriverà a quella voce del tuo CV.
Se vuoi apprendere come usare il linguaggio
ad arte...dai un'occhiata a questo ;)



9) Evita i giri di parole: ed evita anche tutte le
frasi per riempire spazio, piccole affermazioni del
tipo...a me piace questo e quest'altro. Anzi la parola
mi piace (I like) è risultata essere una delle più
pericolose. Chi dice tante volte "a me piace questo
e quest'altro" non viene percepito come una persona
valida e professionale. Altre cose pericolose sono
le esitazioni, come uhmmmm ecc. Anche queste ti
fanno percepire come meno abile e competente.


Per cui, vai a raffica ma ricordati di parlare piano.
Lo so che magari hai davanti uno che parla a 300
all'ora e vuoi adattarti a lui, "è cosa buone e giusta".
Ma non se la sua velocità ti porta a mangiarti le
parole, a fare dei giri senza senso (a meno che tu
non sappia usare il linguaggio;)). Piuttosto che
esitare, fermati e fai delle pause nettesenza 
suono, senza prolungare l'ultima vocale della
ultima frase che pronunci. (Russell e coll. 2008)



10) Sii Unico: sembra inutile dirti di essere unico,
cioè di mostrare la parte di te che è unica e che
nessun altro può possedere. Ognuno di noi ha un
punto di forza del genere su cui potrebbe contare.
Il rischio più grande lo corre chi ha fatto molti
colloqui e si è preparato nel tempo alcune
risposte preconfezionate...ecco se è il tuo caso,
cambiale o evitale. Affidati al tuo inconscio che
è in grado di darti risposte nuove e creative.



Roulin e colleghi nel 2011 hanno esaminato
questo effetto, e indovina cosa hanno scoperto???
che se la risposta è originale il candidato al
colloquio ha più probabilità di essere assunto ;)
A parte gli scherzi non hanno scoperto solo
questa banalità ma anche altri aspetti ed altre
differenze che ora non ci interessano.


Psyblog termina il suo articolo dicendo: se non
hai ancora un lavoro e non hai la più pallida idea
di come trovarlo o di come sviluppare le abilità
di cui abbiamo parlato, allora fai del coaching.
Oggi in Italia, nonostante sia famoso, non lo è
abbastanza per comprendere che potrebbe essere
qualcosa di importante fare del coaching. E deve
essere chiaro che se invece i limiti sono di altro
genere (paure, fobie, ansia, depressione ecc.) il
coach non può fare nulla.


Concludendo: in sostanza questo articolo non fa
altro che confermare le ipotesi che gli amanti della
crescita personale sostengono da anni: " se vuoi
migliorare qualcosa di te, puoi farlo, esistono le
tecniche". Fra queste ci sono tecniche che sono
utilizzate quotidianamente da sportivi, manger,
in tutti quei campi dove l'alta prestazione è
fondamentale. Per cui, se non hai un lavoro
o se vuoi cambiarlo...preparati mentalmente,
potrebbe essere il tuo miglior curriculum ;)


A presto
Genna

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