mercoledì 4 luglio 2012
Meditazione: Uscire da Matrix
Ciao,
hai letto il titolo di questo post? stai pensando che sono
impazzito? forse un po'. Probabilmente hai visto il
famoso film Matrix, non è vero? in questo fortunato
film si scopre che la realtà che pensiamo di vivere è
finta, virtuale, costruita dalle "macchine" al fine di
farci vivere in uno stato vegetativo e poterci, in questo
modo, succhiare energia per il loro funzionamento.
"Ok , e tutto questo cosa c'entra con la psicologia e
la meditazione?"...
Sai a cosa serve meditare? serve per apprendere
come distinguere i tuoi "pensieri" dalla "realtà che
ti circonda". Questa non è evidentemente la sua
definizione standard ma ci casca a pennello.
Meditando sveli quell'incessante chiacchiericcio
mentale autonomo, riuscendo a fermarlo per
"vedere in profondità" dentro di te (non per nulla
vipassana, significa vedere profondamente).
Di cosa sono fatti i "pensieri della mente"?
Si tratta di pensieri, idee ed "immaginazioni" che
si sono automatizzate principalmente per farci
vivere meglio. Infatti, come probabilmente saprai,
il cervello è una macchina "a risparmio energetico"
che cerca, in tutti i modi, di evitare i dispendi di
energia. E lo fa riproponendo le vecchie soluzioni,
attraverso le famose "euristiche di pensiero".
Queste ci permettono si di risparmiare energia ma
allo stesso tempo creano "la Matrix".... come?
Facendoci credere che "quei pensieri" siano la
realtà. E questi pensieri, oggi, sono sempre più
inquinati dai mass media che vi riversano dentro
"paura" e "violenza", e molto altro ancora, con un
solo fine: "vendere" :) o meglio fare in modo di
influenzare i nostri atteggiamenti in qualsiasi
campo.
Convinzioni, valori e atteggiamenti sono tutti
profondamente influenzati dalla società che ci
circonda. E noi tendiamo ad identificarci, non solo
con ciò che ci circonda all'esterno, ma anche e
soprattutto con i nostri pensieri. Così se una vocina
interiore ti dice: "se non hai la villa in costa
smeralda sei una caccola"... noi tendiamo a
crederle. Tendiamo ad identificarci con esso
e con le emozioni che ne scaturiscono.
Se ultimamente stai seguendo il blog e tutte le
"derive mindfulness" sai che il primo obiettivo da
raggiungere attraverso queste pratiche prende il
nome di "disidentificazione". Cioè della capacità
di NON identificarsi con i pensieri e le emozioni
che ci balenano, automaticamente, nella testa.
E proprio mentre stavo svolgendo la mia pratica
quotidiana ecco mi salta alla mente la metafora,
o meglio l'analogia... il pensiero automatico
come "Matrix".
Ovviamente non sono stato l'unico a pensare
a cose del genere, visto che da secoli in varie
culture la "matrix" ha un ruolo fondamentale.
Ti basta pensare al velo di Maya, alla caverna
di Platone, ecc. Tutti danno lo stesso messaggio:
ciò che percepisci dalla realtà è solo un riflesso
di ciò che la realtà è davvero. E attraverso la
meditazione questa intuizione sorge quasi
sponteneamente.
Immagina di star meditando, magari con il classico
bodyscan. Sei lì che stai portando la consapevolezza
sulle tue gambe, quando ti metti a pensare quanto
sarebbe bello essere al mare ;) te ne rendi conto e
da bravo meditante, allontani con dolcezza questo
pensiero e ritorni con altrettanta dolcezza sul tuo
corpo. Ora è evidente che il corpo, con tutte le
sue sensazioni si trova... dove si trova? esatto
si trova nella realtà.
Mentre il desiderio di essere al mare dove "si
trova?" esatto nella tua mente, nella "matrix" che
nel tempo si è creata dentro e fuori di te. Ecco
perchè penso che la meditazione, così come tante
altre metodiche di crescita personale ci liberino
da questa "matrice" che, è sempre più influenzata
ad arte per controllare i nostri atteggiamenti.
Ok, adesso chi non conosce la mindfulness potrebbe
dire: "sono d'accordo ma il desiderio di andare al
mare, non aumenta la probabilità che tu faccia delle
azioni per andarci?". La risposta è assolutamente si,
ma questo non toglie che in quel momento tu stia
facendo "altro". Tu stia spostando volontariamente
ed intenzionalmente la tua consapevolezza sul corpo
e non sull'andare al mare. Per cui non si tratta di
un modo per auto-scoraggiarsi, ma per allenarsi
a restare "sul pezzo"...cosa oggi sempre più rara.
Qualche "costruttivista" potrebbe invece dire: "si
certo, ma esistono tante matrix quanti esseri umani
esistono". Ed in parte è vero, ma la nostra società
ne ha costruita una perfetta e lo ha fatto usando i
mezzi di comunicazione, facendoti sentire una
nullità se non hai l'ultimo modello di cellulare.
Possiamo dire che esistono "costruzioni mentali
utili ed inutili", pensare quello che ti ho appena
detto sul cellulare è sicuramente inutile e limitante
mentre pensare che "la gente è fondamentalmente
buona" è una "costruzione/convinzione utile e
liberatoria. Per cui ci sono matrix che imprigionano
e matrix che liberano...
...e tu quale scegli? ;)
A presto
Genna-Neo :D
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

6 commenti:
Ciao GenNeo,
so che questa sarebbe sarebbe una domanda da fare ad un prete o non so chi, ma se non siamo i nostri pensieri, le nostre emozioni e se le nostre sensazioni sono da loro influenzate: noi_secondo te_ chi siamo? o cosa siamo?
L'insieme di tutte le cose che hai detto ;)
Ottimo punto di vista Gennaro :)!
Un modo tecnico leggero ed efficace per far notare la matrix a chi ancora non l'ha notata
per favore smetti di usare le faccine,credo che la grammatica italiana sia abbastanza per esprimersi
Grazie per il consiglio.
Morpheus: Matrix è ovunque, è intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L' avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità Neo: Quale verità? Morpheus: Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene. Sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha muri, che non ha odore. Una prigione, per la tua mente.. abbraccio genna.. :-))
-kaizen
Posta un commento