mercoledì 20 giugno 2012
"Ricercatore Indipendente della Crescita Personale"
Ciao,
hai mai sentito una descrizione del genere "io sono un
ricercatore indipendente?", che cosa ne hai pensato?
Oggi voglio toccare un tema spinoso che riguarda la
ricerca e come si possa essere tratti in inganno dalle
parole e dalle pseudo-descrizioni. Oggi attraverso
internet sei in grado di appassionarti di un certo
argomento e di diventarne esperto. Ovviamente non
restando a casa ma facendo le giuste esperienze...
ma ciò che conta è che fino a soli 30 anni fa questo
era impensabile.
Così spuntano sulla rete una marea di personaggi
che si definiscono "ricercatori indipendenti" o
peggio ancora "ricercatori". Eppure è così bello e
suadente definirsi "ricercatori" e francamente io
penso di esserlo. Tuttavia quasi un annetto fa un mio
caro amico e collega, leggendo sul mio profilo
questa descrizione mi dice "Genna, ma neanche
io mi definisco ricercatore" (lui è un vero
ricercatore). A quel punto ho cancellato questa
descrizione, che tra l'altro mi casca a pennello;(
Non lo sapevo! e probabilmente non lo sai neanche tu.
Ecco perché ho deciso di scrivere questo post. Per
mostrati cosa significa, per la legge italiana, essere definiti
ricercatori. Allora bisogna essere laureati e aver svolto un
dottorato di ricerca. Che sarebbe una sorta di scuola post-
laueam che ti insegna a fare ricerca. Ecco perché diventi
ricercatore, perché lo impari. Detto fra noi, se sei laureato
in una certa materia dovresti conoscere gli strumenti di
ricerca, ma non bene quanto uno che si fa il dottorato.
Per cui, se la persona si definisce "ricercatore", ma
senza avere un dottorato di ricerca non significa che
non sia un "bravo ricercatore". Ma che probabilmente
non avrà molta familiarità con i metodi di ricerca,
che sono in costante sviluppo. Se in più si tratta di
un semplice appassionato non avrà neanche gli
strumenti conoscitivi per riuscire a comprendere
tali strumenti. Si perché non puoi arrivare oggi
senza conoscere gli approcci di ieri ...e cercare
di innovare.
Questo vale per tutti i campi, ma vale ancora di più
per i campi non deterministici, come la psicologia e
in generale tutte quelle che oggi vengono definite
"scienze sociali". Per quanto mi riguarda penso che
in tali ambiti ci si possa definire "ricercatori" pur
senza un phD, solo se:
1) Conoscenza: si ha una vasta conoscenza della
letteratura precedente. Questo implica avere accesso
alle banche dati da cui poter studiare gli articoli che
ogni giorno vengono pubblicati. Se ad esempio sei
uno psicologo puoi trovarne molti gratuitamente sul
portale www.psy.it. Io sono fortunato perché la mia
compagna lavora all'Università di Padova ;-)
2) Competenza: bisogna saper leggere gli articoli e
soprattutto saper interpretare i risultati. Per fare questo
serve una conoscenza statistica di base. Per questo nei
corsi di laurea in psicologia e medicina si studia tanta
statistica. Non è come leggere un libro o un esperimento
descritto in un libro, è un articolo scientifico e deve
rispettare alcuni criteri formali.
3) Esperienza: avere competenza non basta, in modo
particolare nel campo della psicologia. Bisogna anche
avere esperienza di ciò che si sta parlando...questo
vale anche per il ricercatore che si deve tuffare sempre
più spesso nel contesto sociale che intende studiare.
Gli esperimenti effettuati in specifici contesti danno
risultati migliori di quelli effettuati in laboratorio.
4) Metodo scientifico: per quanto lo si maltratti, il
metodo scientifico è tutt'oggi il metodo migliore per
esplorare la realtà che ci circonda. Non è l'unico ma
è di certo il migliore, quello che sino ad oggi ci ha
permesso di arrivare dove siamo arrivati, nel male
e nel bene. Non applicare o peggio ancora non
conoscere il metodo scientifico significa essere
lontanissimi dal poter essere definiti "ricercatori".
Sono moltissimi gli studiosi che hanno teorizzato che
l'uomo, in quanto "essere conoscitore", si comporti
proprio come un ricercatore. A me piace un sacco
questo punto di vista e credo che rispecchi il nostro
modo di funzionare. Cerchiamo indizi e formuliamo
teorie su come va il mondo intorno a noi, cercando
sia conferme che sconferme alle nostre ipotesi di
partenza...proprio come un ricercatore.
So che questo discorso è difficilmente applicabile
a tutte quelle discipline che oggi rientrano sotto il
nome di "sviluppo spirituale". Tuttavia, a meno che
uno non si presenti dicendo "sono un ricercatore
spirituale" e si definisce "ricercatore" senza avere
i requisiti di cui abbiamo appena parlato...allora ti
consiglio di dubitare delle sue teorie, come ti
consiglio anche di dubitare delle mie teorie...
...anche questo è un atteggiamento da ricercatore ;-)
A presto
Genna
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2 commenti:
Non mi sono mai piaciute queste definizioni.
Ok, ufficialmente sei ricercatore se te lo dice l'università. Ma sinceramente, dopo 3 anni di studi ho capito che non conta niente.
Ho capito che studiando a casa in maniera seria e costante, si può arrivare molto più in là di quanto un'università ti permetta di fare. Io la metà delle cose che so sull'economia le ho imparate da me, non nelle aule delle mia facoltà.
Soprattutto nella crescita personale, un settore ufficialmente non riconosciuto. Qui per essere esperti basta leggere i "grandi" del settore, che spesso a loro volta non hanno studi formali. Tu Genna sei un'eccezione, perché lavori nella psicologia. ;) Ma a parte te, la crescita personale è popolato da esperti autoproclamati tali.
Per questo secondo me puoi definirti un ricercatore indipendente.
Grazie Stefano
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