mercoledì 6 giugno 2012

Crescita Personale: Sorridere al front office nuoce alla salute? Come proteggersi dalle "false emozioni"

















Ciao,

"la verità ci renderà liberi" hai mai sentito una frase del
genere? sembra una banalità ma in effetti si tratta di un
dato di fatto, la prima abilità nella crescita personale è
quella di guardarsi in faccia onestamente e di farlo anche
con le persone che ci circondano. Una valanga di ricerche
sul "come se", "suoi ruoli professionali" e sulla emboided
cognition ci hanno fatto pensare che: "comportarsi... come
se ...qualcosa stesse accadendo ci aiuta a farlo accadere",
tutto questo è vero?



La circolarità fra corpo e mente ha portato i ricercatori
di tutto il mondo a sostenere che se, ad esempio, sorridi
per finta, dopo poco il cervello inizia a "sorridere
davvero". Questo accaderebbe perché il corpo da un
feedback somatico che viene trasformato in emozione
per via di un meccanismo appreso. Per cui il consiglio
che può essere dato per la maggiore è: "sorridi che ti
passa".


Lavori in un front office, oppure fai il venditore? oggi
in ogni lavoro bisogna "sorridere", e secondo quanto
detto chi sta in un front office, dovendo sorridere in
ogni istante dovrebbe essere una persona felice. E
invece un articolo apparso su Psychology Today ci
dice il contrario: le persone che sono costrette a
sorridere artificiosamente sono mediamente più
tristi e scontente del proprio lavoro. E sono
maggiormente soggette ad ansia e allo stress.


A questo proposito i ricercatori indicano come unica
soluzione quella di provare reali emozioni positive.
Ad esempio allenandosi a richiamare ricordi piacevoli
o semplicemente imparando ad apprezzare i benefici
del proprio lavoro. Questo secondo aspetto sembra il
migliore, anche se alcune osservazioni indicato che
queste "azioni profonde" (così descritte nell'articolo)
possono avere un effetto contrario.


Cioè, se ci si sforza troppo di "aggiungere emozioni
positive" per sentirsi bene, c'è il rischio di cadere
nel suo effetto paradosso. Per cui, o impari ad amare
davvero ciò che fai o tutte le emozioni di copertura
che metterai in atto rischieranno di danneggiarti. O
nel migliore dei casi di farti essere "meno produttivo".



Dalle ricerche sembra che il problema principale
non sia il "fingere un'emozione" quando il trattenere
o il coprire un'altra emozione. Nello studio è stata
analizzata la tendenza a coprire la rabbia con il
sorriso. Questo ha dimostrato essere dannoso per la
salute. Ed aggiungerei che influenza anche la qualità
del lavoro...


...come probabilmente saprai i tuoi "neuroni specchio"
veicolano come ti senti realmente alle altre persone.
Per cui, se stai fingendo la persona davanti a te, ad
un qualche livello, se ne renderà conto. Questo gli
lascerà un senso spiacevole, perché se da un lato
ti vede sorridente dall'altro ti percepisce arrabbiato.
Questa doppia emozione, finta e percepita, di certo
non può giovare alla produttività del servizio.



Ecco alcuni consigli:



1) Emozioni vere: allenati a provare emozioni vere,
magari associandole al tuo lavoro. Evita di farlo mentre
stai lavorando, ma poniti la semplice domanda: cosa mi
fa stare bene del mio lavoro? quali sono gli aspetti
positivi del mio lavoro? Se la risposta è, nessuno lo
faccio solo per soldi, allora pensa bene ai costi-
benefici a cui vai incontro.



2) Esprimi le emozioni: le emozioni non vanno trattenute
ma al massimo "regolate". Impara ad esprimere le tue
emozioni in modo controllato, se una persona t'irrita e
pensi che il suo comportamento sia "esagerato". Allora
faglielo gentilmente notare, evitando lo scontro, meta-
comunica. Ad esempio: "capisco il suo dissenso, ma
le chiedo, per piacere, di portare attenzione al suo
atteggiamento". Lo so che sembrano frasi da pazzi ma
funzionano, se dette nel modo giusto ;-) A questo
scopo può esserti utile essere più assertivo.



3) Sviluppa resilienza: impara a rialzarti dopo aver
passato un "brutto quarto d'ora". Fra un cliente e l'altro
cerca di cambiare stato emotivo rapidamente. Se il
cliente precedentemente ti ha fatto girare le così dette,
non è colpa del cliente successivo, che rischia di
beccarsi tutta la nostra rabbia. Cerca di riconoscere
questo tipo di emozioni che trasportiamo da una
persona all'altra, è il primo passo per cambiarle.


4) Impara a comunicare: se il contesto migliore in cui
accade il fenomeno di cui stiamo parlando è il lavoro,
allora impara a comunicare in modo efficace. Apprendi
come ascoltare il prossimo davvero, come entrare in
rapport, come effettuare delle presentazioni efficaci
e professionali. In altre parole, studia e pratica cose
che appartengono alla tua area professionale.


Le abilità principali per evitare il problema delle
"finte emozioni" risiede nella tua intelligenza emotiva
e nella tua capacità di essere assertivo. Non si tratta
quindi di diventare dei "sinceroni" che sparano le
cose in faccia a tutti, anche perché sul lavoro questo
non sarebbe possibile, ma di evitare di essere troppo
falsi, riconoscere le proprie emozioni e saperle
esprimere nel modo giusto, senza diventarne
vittime.



E tu, sei costretto a sorridere? facci sapere quali
strategie metti in atto...

A presto
Genna

2 commenti:

Stefano ha detto...

Sì, nel mio lavoro devo sorridere molto. Fortunatamente sono un discreto comunicatore e mi piace interagire con i clienti, quindi sorridere mi viene quasi sempre naturale. In più lavoro in un posto dove la maggior parte delle persone sono felici (parco divertimenti), e i miei neuroni specchio fanno il loro sporco lavoro. :D

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ahahah bravo Stefano ;))