mercoledì 2 maggio 2012
"Perchè Crediamo Nel Paranormale?"...Ecco 3 Motivi...
Ciao,
credi nel paranormale? un sondaggio del 2005 mostra
che tre americani su quattro credono nel paranormale
e che, un americano su tre pensa di essere stato
testimone di un evento paranormale. Ho preso questi
dati da una delle ultime pubblicazioni di Richard
Wiseman "Paranormale", un simpatico libretto che
svela tutti gli inganni legati a questo mondo, lasciando
aperto il dubbio del ricercatore.
Come per tutti i lavori bizzarri di Wiseman (fortuna, la
scienza strana "Quirkerology" e self help in 59 sec) di cui
abbiamo parlato, anche in questo si possono trovare
molte chicche interessanti sul comportamento umano.
Questa volta Wiseman si è chiesto "perché crediamo?"
e si è risposto andando alla ricerca di chi ne aveva
già iniziato da tempo a studiare questi fenomeni.
Wiseman racconta di come lo studio scientifico dei
fenomeni paranormali, sia iniziato con Joseph Banks
Rhine della Duke University, negli anni trenta. Rhine
e colleghi passarono decadi a studiare il fenomeno,
inizialmente mostrando risultati interessanti che poi si
eclissarono per una mancanza di attendibilità. Così nel
tempo i laboratori di parapsicologia sono stati smantellati
dalle varie Università (ricorda un po' la storia del film
Ghostbusters...ricordi? :)).
Mentre i progetti di ricerca si chiudevano altri iniziavano
ad aprirsi seguendo una domanda parallela: perché la
maggioranza delle persone crede nel paranormale?
Lo so, per un appassionato di linguistica è facile intuire
la pericolosa presupposizione...cioè che "questi
fenomeni non esistono". Esatto ed è proprio questo
il punto di partenza, visto che tutti gli studi non hanno
portato a nulla, perché tante persone raccontano e
giurano di avere a che fare con il paranormale?
Le risposte sono tante, ma cercherò di mostrarti quelle
più importanti, che possono esserti utili anche in altri
ambiti della vita... perché tutto parte come al solito
dal nostro beniamino (se segui questo blog ;)) Charles
Darwin, o meglio non da lui ma dalla sua teoria della
evoluzione della specie, che può essere decisamente
utile nello spiegare il "come" ed il "perché" di un
certo comportamento umano.
Il presupposto è: "se ci comportiamo in un certo modo
da secoli significa che questo modo di - vedere le cose-
ci ha permesso di sopravvivere". Ecco i tot motivi
per cui crediamo:
1) Intenzioni: nel 2004 Justin Barrett propose la teoria
del "dispositivo per l'individuazione delle intenzioni".
Secondo lo psicologo possediamo un sistema che ci
permette di intuire le intenzioni altrui. Un dispositivo
biologico fondamentale per la nostra sopravvivenza.
Ma che può portarci a pensare che un rumore nella
notte sia un ladro...
...pensaci, se senti un libro che cade dalla tua libreria
è più facile pensare che si tratti del vento, della forza
di gravità, o che sia accaduto perché qualcuno o
qualcosa lo ha tirato giù? esatto pensiamo subito ad
una "causa umana o sovraumana". In un famoso
esperimento Hider e Simmel crearono una piccola
animazione in cui vi erano delle figure geometriche
che si muovevano a caso fuori e dentro una sorta
di perimetro... tutti diedero alle figure delle proprietà
umane di pensiero e di emozione.
2) Le facce: ti è mai capitato di riconoscere un volto
all'interno di qualcosa? a me un sacco di volte, ricordo
che con i miei amici andavamo apposta a guardare un
muro che noi stessi avevamo soprannominato "il muro
delle facce", perché quando il sole vi cadeva in un certo
modo le sue ombre sembravano tante facce. Vedere
volti in cibi, muri, riflessi ecc. è molto comune, perché
gran parte del cervello è deputato al riconoscimento
dei visi e delle movenze umane.
Questo meccanismo ci ha permesso nei secoli di vedere
e riconoscere in tempi brevissimi, volti nascosti nel
bosco, così come espressioni amichevoli oppure ostili.
Lo stesso vale per le movenze umane, se vediamo una
ombra che minimamente assomiglia ad un essere
umano pensiamo subito che lo sia...anche qui è logico
il motivo: riuscire a riconoscere un essere umano (che
ti ricordo è l'animale più pericoloso in natura :)) è stato
di vitale importanza per nostra sopravvivenza.
3) Principio di Coerenza: a questi due fattori sommaci
il fatto che, quando pensi di aver raggiunto una certa
conlcusione difficilmente cambi idea...ed il mix è fatto.
Quando pensi di aver raggiunto una certa soluzione o
teoria difficilmente la abbandonerai. Alcuni ricercatori
avevano chiesto a degli studenti di matematica di
completare una serie di numeri trovandone la regola
di fondo...
...dopo un po di tempo ognuno si presentò con la propria
teoria, al che il ricercatore dice "bene le vostre teorie
sono tutte molto interessanti, ma non esiste una vera e
propria regola, perché i numeri della sequenza sono stati
scelti in modo del tutto casuale". PUTIFERIO :) i poveri
ricercatori hanno iniziato a litigare "certo che esiste una
regola, voi non l'avete vista, ma esiste ed io l'ho trovata".
Ecco dove può portare la coerenza unita alla famosa
dissonanza cognitiva di cui abbiamo più volte parlato.
Noi ci comportiamo come degli scienziati in cerca di una
continua conferma alla nostre ipotesi, così se ogni domenica
senti che ci sono degli strani rumori in soffitta potresti
arrivare a credere che sia lo spirito della vecchia padrona
di casa che, guarda caso si chiamava "Domenica" ;) So
che può apparirti assurdo, ma dopo poche conferme alle
nostre strampalate ipotesi iniziamo a crederci davvero.
"Quindi Genna vuoi dirmi che questi 3 punti indicano che
i fenomeni paranormali non esistono?"
Non esattamente, ma solo che fino ad ora queste sono le
spiegazioni più plausibili del perché tanta gente crede in
queste cose oppure riferisce di averne fatto parte. Come
ti dicevo in un altro post dedicato alla parapsicologia
esisterebbero delle prove matematiche della presenza
dei poteri ESP, ma per ora si tratta di flebili supposizioni
legate alla statistica e alle ipotesi quantistiche.
Per ora tieni presente questi tre punti, che possono
esserti utili anche quando valuti se c'è qualcuno nel tuo
giardino o meno ;) Questi meccanismi si sono evoluti
con determinati scopi utili, come capire se c'è un
nemico nascosto fra gli alberi o se l'odore di un certo
cibo può farti male ecc... alcuni di questi sono ancora
molto utili, ma una cosa è utilizzarli per sopravvivere
e un'altra è utilizzarla per torturarsi pensando di avere
in casa degli spettri o cose del genere ;-)
"Ma è utile studiare il paranormale?", per quanto mi
riguarda si, ma sempre utilizzando strumenti di un
certo tipo. Studiando le cose extra-ordinarie spesso si
trovano intuizioni geniali per cose ordinarie. Fluidi,
spettri, energie sottili ecc... la cosa che più mi
affascina di tutto questo è il loro comun denominatore
la meravigliosa e ancora misteriosa "mente umana" :)
Fammi sapere se questi argomenti ti piacciono, in
caso approfondirò mostrandoti un simpatico test
per valutare quanto sei predisposto a "vedere il
paranormale attorno a te" ;-)
A presto
Genna
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5 commenti:
secondo me tutto è possibile! insomma il paranormale è solo qualcosa che magari esiste davvero,ma che non sappiamo spiegare! un po come i greci che attraverso i miti spiegavano la nascita dell'uomo e della terra!
lo stesso cervello è qualcosa che ancora non comprendiamo a pieno...
per non parlare dei presentimenti oppure dei dejavu.... o della coppia di gemelli(storia vecchia) che in qualche modo pensavano nello stesso momento la stessa cosa.
Se devo essere sincero mi piace crederci, poi quando verranno smentiti mi farò quattro risate se no MEGLIO cosi... sono più felice!
ciao genna
si questi argomenti mi piacciono molto, e piacciono a un sacco di persone, io sinceramente ci credo.
cmq penso che la gente ci crede anche per un avere un idea di cosa c'è dopo la morte
Ciao Genna,
ecco un episodio "paranormale" che è successo ad un mio amico:
un giorno, nonostante si fosse curato di chiudere bene le finestre della sua stanza prima di coricarsi, pur non essendo entrato nessuno nella sua stanza, il mattino seguente le ha trovate nuovamente aperte... Certo questo è successo una sola volta... ma come possiamo spiegare meglio questo fenomeno? Quando me l'ha raccontato sono rimasto senza parole... gli ho chiesto se magari avesse avuto bisogno di aprirle mentre dormiva e magari non se lo ricordasse eppure lui mi ha giurato che non si è mai alzato durante la notte. Così umoristicamente avevamo pensato che degli spiriti gli avessero fatto uno scherzo mentre dormiva...
Può essere che magari l'atmosfera che viviamo in casa influenzi facilmente questo genere di cose?
Io sinceramente sono un po' scettico su certi meccanismi ma... a volte per essere scettici bisogna trovare delle prove contrarie e questo, soprattutto se viviamo certi eventi, non è sempre facile.
Grazie,
Andrea
Ciao Genna!
Molto bello l'articolo, mi piacerebbe tanto che approfondissi magari alcune dinamiche psicologiche delle persone che credono in cose del genere,come ad esempio la fine del mondo nel 2012
MA....
Ma sarebbe molto interessante se facessi un articolo su come molti di noi credono nelle teorie complottistiche, sui meccanismi psicologici che stanno dietro ovviamente ;)
@Nico, almeno personalmente credo che quella della fine del mondo ho tanto l'idea che si tratti di qualcosa da marketing o di una credenza religiosa, altrimenti potrebbe essere una metafora per dire che comunque avverrà una trance-formazione, che già si sta verificando, più o meno velatamente...
Il cambiamento è automatico, il "progresso non sempre lo è", dice bene Robbins, nel senso che i cambiamenti stanno avvenendo anche in politica, ma ancora oggi non possiamo sapere con certezza quale sarà l'esito finale di questa mutazione. Guarda caso il governo Monti è in vigore fino al 2013, guarda caso un anno dopo il 2012 ;), però se ci pensi il 12 dicembre sarà grandemente già superato! Forse questa data specifica, appunto 12 dicembre 2012, sembrerebbe una data tanto curiosa che ci hanno scritto numerosi trattati.
Addirittura ho sentito parlare dei Maya, ma... non sarei così fatalista, per me la vita scorre comunque e, fondamentalmente, non penso cambierebbe chissà come o quanto nelle mie attività. O almeno non penso che i cambiamenti siano così tali da stravolgere il nostro modo di concepire la vita.
Anche con il rischio di essere mandato al rogo, credo che la fine del mondo non può esistere, ma soltanto, forse, la fine di un modo di pensare e di concepire le cose. E prima o poi, per quanto vorremmo proteggere con le unghie e con i denti il nostro modo di pensare, per quanto vorremmo rimanere ancorati alla nostra zona di comfort, prima o poi dovremmo arrenderci e cambiare qualcosa in ciò che siamo abituati a - o ci fa comodo - credere.
Grazie,
Andrea
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