mercoledì 30 maggio 2012

Depressione: 4 consigli per prevenirla e "raggiungere la felicità"


















Ciao,

disegnata come il male del secolo la depressione è una
realtà con la quale ormai ognuno di noi può fare i conti.
Soprattutto in questo periodo di crisi sociale ed
economica. Essa infatti varia in base a fattori di tipo
socio-culturale, sono ben 121 milioni di persone al
mondo a soffrirne e le donne più del doppio rispetto
agli uomini. Fortunatamente la ricerca in psicologia
si sta fortemente orientando alla prevenzione
sfornando quotidianamente ricette per stare meglio.
Ecco 4 consigli testati da oltre 3 anni di ricerche
nel campo della "felicità":)


La depressione si descrive meglio come un disordine
transitorio, piuttosto che come una malattia (Yapko, 2002).
Nella stra grande maggioranza dei casi, la depressione,
non è causata ne da fattori genetici e ne da scompensi
chimici. Nonostante questo le cure attuali sono fortemente
orientate alla farmacologia, pochi sanno che diversi
studi hanno provato che l'intervento psicologico è
di pari efficacia comparato a quello farmacologico
e con minori ricadute.


Perché minori ricadute? perché il cliente apprende,
consciamente o inconsciamente (in base al tipo di ap-
proccio) nuovi schemi di comportamento adattivi alle
situazioni che prima lo "deprimevano". Una cosa che
raramente accade con il solo intervento farmacologico.
Senza contare che ogni volta che si assume qualcosa
ci si ricorda, a livello inconscio, che non siamo in
grado di farvi fronte con le nostre risorse personali.


Erika Chadwick della Victoria University Australia
ha affrontato un lungo studio della durata di tre anni
alla ricerca delle chiavi della  "felicità". Con un
campione di 400 ragazzi fra i 13 e i 15 anni e su 1500
adulti della Nuova Zelanda. Da questi 3 anni sono
scaturiti quattro consigli per diventare più felici e per 
prevenire e superare la depressione:




1) Emozioni positive: allenati ad accedere a stati
emotivi positivi, l'autrice dice "puoi saltellare,
condividere con un amico una bella notizia". Se
ci pensi è una delle basi della intelligenza emotiva
quella di saper regolare le emozioni. Muoversi,
saltellare, cantare e danzare. Penso che,
oltre alle esperienze e al movimento, la PNL sia
un buon allenamento a sentirsi bene, generando
stati piacevoli e potenzianti.


2) Piccole azioni consapevoli: queste permettono di
godere pienamente della vita. Portare l'attenzione sul
piacere dato da queste piccole azioni che ci portano
nel presente. La ricercatrice parla di condividere le
buone notizie con le persone che amiamo.



3) Azioni auto-mirate: come l'auto-congratularsi per un
successo o il premiarsi. Il fattore scaturito dallo studio
parla di quante cose fai psicologicamente "per sentirti
bene", come il classico "guardarsi allo specchio e dirsi
quanto siamo belli".



4) Gestire le emozioni: avere la capacità di smorzare
le emozioni negative ed esplosive, come la rabbia o la
paura. Riuscendo a compartimentalizzare in modo
efficace ogni volta che qualcosa di disturbante ci
salta in mente. In sostanza, saper gestire le proprie
emozioni aumentando la resilienza. La ricercatrice
consiglia, ai meno giovani, di sviluppare una vita
"mindfull", basata sulla accentuata attenzione verso
il presente.


Mi piace questo parallelo fra lo studio che hai appena
visto e quelli citati, raccolti e studiati nella intelligenza
emotiva. Direi che altre prove non possono fare altro
che rafforzare l'idea che, conoscendo e mettendo in
pratica determinate strategie, sia possibile cambiare
il nostro modo di "vedere le cose", migliorando la
qualità della nostra vita.


Strumenti come la PNL e tutto l'armamentario presente
nello sviluppo personale, possono aiutarci a perseguire
i punti 3 e 4 scaturiti dallo studio. Ma la cosa che più
mi attrae è di certo l'idea delle "piccole azioni", di
sviluppare una continua capacità di "apprezzamento"
delle piccole cose che ci circondano, proprio in
questo momento.

E tu, hai apprezzato questo post? :)



A presto
Genna



4 commenti:

Giovanni ha detto...

Ciao
boh non lo so se questi consigli possono funzionare.
Su di me no,visto che sono depresso fortemente depresso e non manco voglia di alzarmi dal letto.
Può darsi come prevenzione potrebbero in effetti essere utili.
Però manca qualcosa...questi sono dettagli...manca il senso in quello che si fa...perchè se manca questo anche queste piccole azioni perdono di significato.
Ecco il significato quella ricerca di significato di cui parlava Viktor Frankl...senza la quale tutto il resto non ha importanza..
O se vogliamo dirlo in termini di sviluppo personale : trovare la propria mission.

Per il resto penso che fra i vari operatori del benessere ognuno porti acqua al suo mulino. Per dire uno neuropsichiatra direbbe invece che la depressione ha sopratutto un origine biologica e va combattuta con gli SSRI. Oppure uno psicanalista direbbe che ci sono conflitti irrisolti da tirare fuori che tenderanno sempre a dare disturbi se non verranno alla luce e si continuerà a stare male e questi esercizi non servono a niente.

Mi è piaciuto l'approccio anche al presente che fa molto mindfulness...a proposito di ciò mi viene in mente quella nuova psicoterapia di terza generazione che prende il nome di ACT...il cui autore Russ Harris ha scritto un libro dal titolo molto interessante :La trappola della felicità :D

Anonimo ha detto...

Ciao, da poco tempo mi sto interessando di PNL, potresti consigliarmi qualche bel libro che tratti l'argomento nei particolari, anche se è difficile non c'è problema, non ho fretta. Grazie =)

Anonimo ha detto...

ciao giovanni! senti solo per curiosità perchè sei depresso fortemente?? per la vita che stai passando oppure per motivi "chimici"?
Ti dico (per esperienze) che a volte neanche sappiamo se siamo veramente depressi e quindi ci autoconvinciamo.... poi questo auto-convincimento peggiora sempre di più portandoci davvero in uno stato di depressione!! Per farti un esempio della "potenza" della nostra mente: è stato sottoposto un tizio ad una sorta di ipnosi, e gli era stato dato da bere drink 0% di
alcool(ma senza dirglielo). Infine gli è stato chiesto di compiere gesti di equilibrio stupidi, camminare su una striscia, tenersi su un piede... portare l'uovo col cucchiaio.
Magicamente il tizio si mette a ridere e non riesce più a tenere l'equilibrio.

Anche io ho passato momenti che per me erano davvero tragici(addirittura pensavo al suicidio, ma fortunatamente qualcosa me lo ha sempre impedito....)... era tanti anni fa e sinceramente ora mi metterei a ridere.

Anche se adesso forse ci faccio qualche risata, ti posso garantire che per me fu un inferno.

La scintilla che provoco in me il cambiamento fu un video sulla pnl... (su youtube scrivi corrado malanga pnl). Iniziai a capire che potevo iniziare a vedere le cose in modo diverso e piano piano sono iniziato a cambiare. Il mio cervello ha praticamente cancellato tutte le cose "brutte", faccio fatica a ricordarmele.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao a tutti,
pensavo di non rispondere ai commenti oggi perché sono con l'iPhone ed è un po' scomodo;)

@Giovanni: anche io apprezzo molto l'approccio al significato di Frankl che studio e ammiro. Questo è semplicemente il risultato di una ricerca trasformata in consigli utili. Ovviamente non sostituiscono l'aiuto di un professionista, per quanto riguarda l'acqua al mio mulino ...è ovvio;) ma ti assicuri che una cosa è apprendere delle strategie che ti facciano diventare "immune alla depressione" e un'altra è prendere dei farmaci.

Pare che la via migliore sia usarli entrambi, se proprio necessario.

@anonimo1: Un libro di PNL ? Mmmm vediamo ce ne sono tantissimi...parti dai più recenti, come introduzione alla PNL Alessio editore...e poi vai a ritroso...ma soprattutto leggi la sezione PNL di questo blog;)

@anonimo2: pur essendo contento di vedere che dai una mano a Giovanni devo però dire la mia su Malanga. Ok il discorso UFO ma ti assicuro che ho seguito i suoi video e di PNL ci capisce poco;)))