Come Vincere la Timidezza…Training Completo

              vuoi “vincere la timidezza”? a tutti capita di sentirsi intimiditi da qualcosa…c’è chi s’intimidisce di fronte alle  ragazze e chi di fronte alla autorità. La timidezza è una emozione sociale sviluppata per farti evitare situazioni spiacevoli, a livello sociale. Abbiamo due modi reagire a queste situazioni o proviamo paura scappando, oppure attacchiamo reagendo con rabbia e aggressività. Nella ANL di oggi coprirai come vincere la timidezza  trovando un equilibrio fra “paura e rabbia”.  

Sei riuscito ad ascoltarlo? se segui PsiNeL da un po’ di
tempo non ti sarà sfuggito l’articolo sugli esercizi di
ANL è un mix di metodologie comprovate clinicamente
di mia “invenzione” utile per accrescere la tua auto-
consapevolezza, attraverso l’analisi del tuo modo di
reagire alla timidezza… se scappi e attacchi.
L’uomo ha due modalità principali di reazione, fuggire
da un pericolo o attaccarlo, questo è ripreso anche nei
metaprogrammi della PNL. Questo esercizio è disegnato
per chi può gestirlo, cioè se noti di non riuscire affatto
nei compiti designati oppure, se sai di partenza di
avere una “timidezza patologica” (ti senti bloccato in
tutte le situazioni in modo debilitante) allora evita di
fare l’esercizio e rivolgiti ad un professionista.
Detto questo, “bando alle ciance ed iniziamo con il
nostro esercizio per vincere la timidezza” 😉
1) Consapevolezza: prendi il tuo quaderno della crescita
personale o un semplice pezzo di carta ed elenca tutte le
situazioni in cui ti senti timido. Possono essere sia eventi
specifici che generici, o anche eventi passati oppure
eventi nel futuro solo immaginati. Se l’evento che
descrivi è troppo generico o “generalizzato” (come ad
esempio “quando vado a lavoro) spezzettalo in sotto
eventi.
2) Valuta: ora traccia uno schema come quello che vedi
qui sotto, in cui inserire gli eventi che hai appena
elencato. Disponili lungo i due poli “paura” e “rabbia”, in base a come pensi, senti e ti vedi reagire in quei determinati contesti. Cerca di essere il più sincero possibile mentre ripensi alle tue reazioni. 3) Esposizioni: prendi gli eventi che vanno dall’ uno al quattro e progetta come “esporti” attraverso tre fasi graduali. Esporsi significa trovare un modo per provare, in maniera leggera e volontaria la timidezza di quel contesto. Es. se temi il tuo capo potresti creare 3 fasi di questo genere: “salutarlo guardandolo negli occhi”, salutarlo guardandolo negli occhi cercando un contatto fisico” e “salutarlo, guardandolo negli occhi, cercando il contatto e fermandosi a fare 4 chiacchiere sul lavoro”. Sebbene abbia deciso di farlo in 3 fasi, puoi decidere liberamente quante “fasi e sotto-fasi” ti sono necessarie prima di sentirti in grado di  “fare quattro chiacchiere  con il tuo capo senza sentirti timido“. Questo è lo scopo delle esposizioni… 4) Condizionamento: prendi gli eventi che vanno dal 6 al 10 e condizionati al rilassamento. Per chi ama di più il linguaggio piennellistico, si tratta di far collassare insieme le sensazioni di rabbia scaturite dalla timidezza con quelle del rilassamento. Se hai già una tua pratica puoi usare quella oppure scegliere uno dei tanti esercizi di rilassamento e meditazione che trovi sul blog. Rilassati e quando senti di essere molto a tuo agio inizia ad immaginare l’evento che ti intimidiva. Guardalo e sentilo come ti viene, evita di modificare le sottomodalità, fallo solo se sai cosa sono e come funzionano. Ogni mezzo è lecito per iniziare a reagire con maggiore calma e senza paura! 5) Pratica: come avrai di certo intuito questo esercizio non è facile, però non è neanche difficile, serve solo molto impegno e costanza fino a quando non si vedono i primi risultati motivanti. Praticalo usando un quaderno o qualsiasi altro mezzo per tracciare i tuoi risultati. Tieni presente che i poli della scala non rappresentano i loro opposti, cioè, se da “inkazzatissimo” vai verso il “normale” non è che a furia di rilassarti diventi “pauroso”, ma se mai “sempre più calmo”. Stesso discorso vale per la “paura”, se superi la paura diventi “coraggioso e spavaldo” non arrabbiato 😉 Mi rendo conto che il fenomeno della timidezza, in quanto emozione sociale è alquanto complesso. Fai l’esercizio sospendendo il giudizio partendo da qualcosa di facile. Presumibilmente dai “gradini più semplici” che hai selezionato nel grafico. E valuta tu stesso se questo esercizio fa per te oppure no. Fammi sapere i tuoi risultati lasciando un commento qui sotto, ricordati che essere liberi dalla timidezza non significa essere maleducati o spacconi :-) A presto Genna Ps. la prossima settimana mi piacerebbe ampliare l’argomento con il training sulla assertività, fammi sapere se è di tuo interesse :)  

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8 Commenti
  • Si, ma ci convivo, io volevo solo un piccolo consiglio, perché la consulenza non me la posso permettere, grazie lo stesso

  • Ciao. Tutti,

    @ anonimo1: ci sono mille motivi per essere timidi con le ragazze, in che senso lo sei? Mettiti in gioco seguendo i criteri della ANL e fammi sapere se, partendo da qualcosa di molto piccolo, riesci a migliorare.

    @ Anonimo2: se non ho capito male credo che tu abbia bisogno di una consulenza, perché ti servono delle indicazioni personalizzate oltre al fatto,correggimi se sbaglio, che questa timidezza ti da davvero del filo da torcere…se così fosse ti consiglio di contattare un professionista, puoi contattare anche me se sei nelle mie zone o desideri una consulenza online, oppure se mi scrivi in privato posso indicarti qualche mio collega nella tua zona.

  • Ciao, io sono molto timida, ma solo in certe circostanze. Per esempio una cosa che proprio non riesco a fare e chiamare gli amici degli altri per nome, anche se ormai li conosco pure io, mi sento come se mi prendessi troppa confidenza, sto da due anni con un ragazzo e divento rossissima e agitata se lo chiamo per nome. Sono molto più timida con le persone che conosco che con quelle che non conosco e presupposto importante per parlare con queste persone é che non ci siano persone che mi conoscono. Non riesco nemmeno a fare sesso con le persone che conosco, a meno che il rapporto nasce in quel modo… Ecco per non essere timida devo prefissarmi dal primo momento che non devo esserlo, altrimenti non ci sono seconde chance! Non so come risolvere la cosa, mi crea molti problemi e rabbia verso me stessa… Grazie, spero di essere stata chiara, buona giornata a tutti

  • Ciao genna, io che sono solo timido con le ragazze che faccio?

  • Grazie Paolo :)

  • Ciao Marco e ciao Genna. Un caloroso incoraggiamento a Marco,sono in completo accordo con Genna riguardo al consiglio. Quando si fà troppo dura,perche andare in super-lavoro o avere delusioni? Spesso un piccolo aiuto da chi è un pò avanti a noi fà miracoli! Genna…un grosso grazie per il tuo lavoro è poco…che dire…Cari Saluti, Paolo (Barsabbah)

  • Ciao Marco,
    se hai provato da solo e non sei riuscito potresti pensare di rivolgerti ad un professionista.

    Se riesci ad "accattarli" da solo, magari con un buon "reframe" puoi farlo…ma se non ci riesci il mio consiglio resta lo stesso.

    Andare da un professionista ti permette di evitare un sacco di fatica, e di studi interminabili verso la soluzione migliore. Ovviamente ti consiglio uno psicologo, possibilmente psicoterapeuta con formazione cognitivo-comportamentale o ipnotica, strategica o sistemica.

    In pratica uno psicologo di stampo moderno, che abbia degli strumenti pratici per farti cambiare.

  • Ciao Genna,

    Quando devo parlare in pubblico mi capita sempre che prima di entrare, anche se sono calmo e rilassato, sento il cuore pompare e le ascelle sudare.
    Il disturbo svanisce quando inizio a parlare.
    Ho provato con le ancore, con il condizionamento, con le visualizzazioni e con il t.a., ma niente. Anche se riesco ad alterare il mio stato emotivo, questi "effetti" fisiologici continuano a manifestarsi.
    Secondo te dovrei accettarli come inevitabili e magari con un reframe considerarli come un segnale di prontezza o posso in qualche modo eliminarli del tutto?
    Ciao!!!

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