Psicologia Pratica: 11 Studi Contro-intuitivi

Ti è mai capitato di leggere uno studio di psicologia e pensare: “si ma è ovvio“? gran parte delle persone è convinta che lapsicologia non sia altro che lo studio di qualcosa di scontato.Le motivazioni sono molte, da una parte molte ricerche davvero scoprono l’ovvio (certificandolo fra virgolette) e dal l’altra parte c’è il fatto che siamo tutti psicologi, cioè ognuno di noi si costruisce le proprie teorie personali. Mala ricerca sta dimostrando sempre più che le teoriepsicologiche ingenue, non hanno alcun valore..e chespesso diventano dannose..

Riconoscere che possano esistere studi contro-intuitivi può essere di grande aiuto e trasformare la ricerca in psicologia, in un valido aiuto pratico…una psicologia pratica…obiettivo di questo blog.

In questo post, liberamente trattato dal sito psyblog, voglio invece mostrarti che gli studi più affascinanti eoserei dire utili della psicologia, sono contro intuitive.Proprio l’altro giorno, parlando con la mia compagnia(che detto fra noi non è per nulla appassionata a questiargomenti ;)) cercavo di mostrarle come la maggiorparte degli esperimenti in psicologia NON mostral’ovvio, anzi dimostra quotidianamente che noi siamoconvinti dei nostri ragionamenti quando questi sonospesso fallaci e incompleti.

Ecco i 10 studi contro-intuitivi:

1) Dissonanza Cognitiva: penso di averti “annoiato alla morte” parlandoti di questo fenomeno, ma è talmente importante da meritare il primo posto in questa classifica.Questo meccanismo ci protegge dalle incoerenze dei nostri ragionamenti, quando più parti di questo entrano in discordanza. Se ad esempio ti vedi come una persona onesta, ma hai fatto qualcosa di disonesto, questo meccanismo ti guida alla ricerca di tutti “i perché”in realtà quell’azione è onesta.

I venditori lo sanno bene, e sfruttano questa leva per persuaderci. Se infatti mi hai detto che ami  spendere,che ami leggere, che adori ascoltare musica, non vedo perché non dovresti acquistare questa “carta” che ti permette di avere uno sconto su tutta questa roba 😉 La dissonanza cognitiva può portarti a “essere fregato”continuando a credere di non esserlo stato.

2) Le allucinazioni sono comuni: molti pensano alle allucinazioni come segni di “pazzia” e come qualcosa che non capita a tutti. Invece diversi studi, come quelli tenuti da Ohayon (2000) mostrano che un terzo delle persone intervistate hanno dichiarato di aver vissuto un’esperienza allucinatoria. Pensaci, ti è mai capitato di sentirti chiamare? Oppure di non trovare le chiavi di casa davanti ai tuoi occhi? quelle erano allucinazioni.

Lo stesso vale per i “pensieri paranoici”. Anche in questo caso gli studiosi hanno scoperto che costruiamo un sacco di paranoie identiche a quelle “psicopatologiche”. Infatti,non è quasi mai la qualità a determinare il disturbo, ma è la quantità.

3) Effetto Placebo: anche questo argomento è più che trattato su questo blog. In caso abitassi sulla luna, per effettoplacebo s’intende il potere delle convinzioni sul propriocorpo. La scienza ha decretato che più di un terzo dell’effettodi un farmaco è placebo, se prendi un’aspirina perché hai maldi testa, il 30% del mal di testa ti viene tolto dalla tuaconvinzione che quel farmaco faccia effetto.

Il placebo agisce realmente sul corpo, cioè se ti do una pillola di zucchero convincendoti che si tratta di un’antidolorifico, i tuoi  “cancelli del dolore” si chiuderanno esattamente nello stesso modo che utilizza il tuo corpo, quando assume una sostanza chimica.

4) Autorità ed obbedienza: nelle giuste condizioni un uomo qualsiasi può diventare un terribile aguzzino? è quello che sembra provare il famoso esperimento di Stanley Milgram,in cui alcuni soggetti venivano invitati a somministrare alcune scosse ad un attore che fingeva di prenderle. Il 63% dei partecipanti, grazie al setting e alla pressione dei ricercatori ha somministrato scosse ritenute mortali.

Nonostante questo studio abbia avuto molte critiche, restatutt’oggi la spiegazione più plausibile alle atrocità umaneche sono state perpetrate nel nostro oscuro passato.

5) Decisioni inconsapevoli: tu sai perché prendi le decisioni che prendi? sembrerebbe di si, invece sono molti gli studi checi mostrano quanto il processo decisionale avvenga in modoinconsapevole. Siamo spesso pronti a giurare che quella data decisione l’abbiamo presa perché “sapevamo ciò che stavamo facendo”, ma invece la ricerca ci mostra che, dopo un certo grado di esperienza le decisioni non possano essere prese utilizzando il “ragionamento razionale e logico“.

6) La fantasia riduce la motivazione: da quando esiste lo sviluppo personale si racconta che se “immagini vividamente ciò che desideri raggiungere il suo ottenimento nel mondo reale diventa più facile”. C’è chi parla di “legge di attrazione”e c’è chi parla di “magia rinascimentale” ognuno a proprio modo a cercato di fare proprio questo concetto.

Gli studi dimostrano invece che se ti limiti ad immaginare solo le conseguenze positive di ciò che vuoi ottenere, il tuo cervello, sentendosi come se le avesse già raggiunte…”mette meno benzina nel motore della motivazione“. Un altro studio ci mostra che siamo più creativi quando siamo “costretti” piuttosto che quando siamo liberi di scegliere fra molte alternative.

7) Il Brainsorming non funziona: la tecnica creativa più famosa al mondo non funziona, o meglio non funziona bene quanto potrebbe funzionare in modo “singolo”.Pochi sanno che questa metodica non nasce dagli studiin psicologia, ma dalle sperimentazioni fatte in azienda.

Recenti studi dimostrano che il modo migliore per usarlo è quello di fare in modo che le persone possano “avere idee senza freni” (base del brainstorming) da sole, per poi discuterle in plenaria (con gli altri) successivamente.

8) Evita di sopprimere: spesso si dice “non pensarci” e,se conosci la PNL sai che è un consiglio, per lo meno verbalmente, sbagliato. Perché il cervello “non computa adeguatamente il non”… ma non solo, pare proprio che al nostro cervello non piaccia affatto sopprimere le proprie intenzioni. E’ ciò che è stato provato da questo studio

Attenzione, questo non significa che sia valida “la regola dello sfogo” tipica della nostra cultura cattolica (nella confessione) ed europea (nella psicoanalisi).

9) Il potere del multitaskig: se segui un po’ gli studi esoprattutto i consigli sulla produttività personale di certosai che “fare più cose contemporaneamente” è nocivo allatua produttività…e su questo non ci piove. Ma dopo tutto se ci pensi, ciò che fai oggi sul tuo lavoro una volta erano per te tanti compiti, che forse oggi fai in automatico.

In questo studio troverai delle evidenze sul fatto che, quandoci alleniamo siamo in grado di fare una quantità enorme di cose insieme, contrariamente a quanto il buon senso possa credere 😉

10) Sono le piccole cose: spesso siamo portati a credere chegli eventi più importanti della nostra vita, quelli che in dueparole “ci cambiano”, siano eventi grandi, come un lutto o unmatrimonio. Qualche evento di entità che, in un modo o nelloaltro s’intruffola nella nostra vita. Ma la ricerca ha provato che sono i piccoli eventi a determinare la qualità della nostra vita. Pensa in negativo, al mobbing continuo di un capo o di un collaboratore, oppure alle gioie quotidiane che può darti il tuo gatto 😉 Sono le piccole cose a fare la differenza e non quelle grandi.

Quando pensi a cosa vuoi fare per cambiare la tua vita, evitadi pensare a cose come “un viaggio in India”. Ma pensa invece a piccole abitudini potenzianti che puoi applicare alla tua vita,come un buon rilassamento o una buona meditazione quotidiana.

11) Mi batte forte il cuore, sarò innamorato: alcuni ricercatorisi sono chiesti se il battito del cuore fosse correlato alla sensazionedi sentirsi attratti o innamorati…ovviamente si. Ma può accadereil contrario? cioè se ti trovi in una situazione emozionante, che diper sé è in grado di farti battere il cuore, questa può influenzarela tua valutazione di una persona del sesso opposto? (o anchedello stesso in base ai tuoi gusti?). La risposta è sorprendente,ed è si…trovi tutta la descrizione qui.

12) Fare un giro nel verde aumenta la memoria: alcuni studiosi hanno voluto testare l’effetto della natura sulle abilità cognitive e in modo particolare sulla memoria. In pratica hanno fatto un confronto fra gruppi diversi, alcuni sono rimasti nel laboratorio, mentre altri sono andati a fare ungiro in città…ed infine un terzo gruppo è andato a fare un giro immerso nella natura. Prima di questa passeggiata isoggetti erano stati sottoposti ad alcuni test di memoria,che gli era poi riproposto al ritorno dalla passeggiata.

Risultati: i soggetti che erano stati a contatto con la naturamisuravano un miglioramento significativo rispetto aglialtri soggetti. Non solo alcuni risultati indicherebbero che basti guardare un’immagine relativa ad un luogo naturale per avere una prestazione cognitiva superiore del  20%rispetto a chi “non frequenta la natura”.

Bene, la carrellata è finita. Come avrai notato ho aggiunto altri studi al post originale di Psyblog…alcuni di questi sono fiero di averli scovati prima di lui! Spulciando sul blog ne trovi tantissimi che sconfermano il senso comune. E sono spesso fra i più utili, se ad esempio oggi frequenti un qualsiasi master MBA o una qualsiasi formazione in economia, troverai un corso intero di “finanza comportamentale” che non fa altro che mostrarti quanto la nostra psicologia sia contro intuitiva.

Fammi sapere se ti piacerebbe conoscere altri post del genere 😉

A presto
Genna

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