
Ciao,
hai mai sentito dire che se dai poco tempo per svolgere
un determinato compito, sarà realizzato più velocemente?
sembra una affermazione per "invasati della produttività",
ma a quanto pare è proprio così. La ricerca in psicologia
ha dimostrato l'esistenza di una discrepanza fra quanto
riusciamo valutare la nostra produttività nei confronti
di un certo compito e la reale performance. Se prendi
10 giorni per svolgere un compito "da 7" è probabile
che il loro lavoro sarà "da 6"...mentre se hai 5 giorni
è probabile che tu riesca comunque ad ottenere 5/6".
Quindi se hai troppo tempo a disposizione tendi a
"prendertela comoda", mentre se invece hai una deadline
(una scadenza) allora sarai costretto a rispettarla. Ciò
mobiliterà tutte le tue risorse permettendoti di restare
focalizzato maggiormente sul compito. Questo è ciò che
hanno confermato i ricercatori nell'ambito della psicologia
del lavoro. Le ricerche passate si sono concentrate su due
grandi questioni: 1) quanto impiegano le persone a
svolgere un certo compito...e 2) quanto influisce una
scadenza sulla prestazione del compito.
Torlief Halkjesvik e colleghi della Università di Oslo
scadenza sulla prestazione del compito.
Torlief Halkjesvik e colleghi della Università di Oslo
hanno mescolato queste due variabili: "mole di lavoro"
con la "scadenza", verificando il consiglio che da anni
alcuni guru della produttività dispensano. Per farlo i
ricercatori si sono avvalsi di uno studio in cui chiedevano
ai soggetti di stimare quanto tempo avrebbero impiegato
per leggere 2 o 34 pagine di testo. E di stimare anche se
ci avrebbero impiegato 3 o 48 minuti per farlo.
Risultati: in termini di produttività i soggetti che avevano
il compito più grande (quello da 34 pagine) hanno svolto
più lavoro (misurato in pagine lette al minuto), ma in
proporzione hanno dato meno rispetto a chi aveva meno
tempo. Questo conferma quanto detto da molti guru della
produttività: "se dai meno tempo alle persone tenderanno
a fare di più". Questo risultato conferma il fatto che più
tempo abbiamo a disposizione e meno tendiamo ad
impegnarci per fare un certo compito. Non è una
questione di pigrizia...
...Vedi, pochi sanno che la "psicotecnica", lo studio della
psicologia applicata al lavoro è molto datata e risale alla
seconda rivoluzione industriale, quando i datori di lavoro
studiavano i tempi di lavoro dei dipendenti, più visti come
macchine sostituibili che non come apporto qualitativo e
intellettuale al lavoro, come oggi. La convinzione di base
di quel periodo, che probabilmente serpeggia ancora fra
le persone è "l'essere umano è fondamentalemente pigro,
se gli darai il tempo di poltrire lo farà" ;-)
Una visione negativa dell'essere umano. Questo,
come altri studi ci dimostra che invece non dipende dalla
tendenza umana al "fancazzismo", ma da una proporzione
fra "mole di lavoro e tempo stimato dalle persone". Ho
davanti a me un esempio perfetto: qualche giorno fa mi
contatta la Bruno Editore per chiedermi se ho intenzione
di fare la versione audio di Rilassamento Dinamico...
visto che è da anni che ci penso ho accettato al volo. Ma
in questo periodo ho un sacco di lavoro oltre al trasloco.
Per cui ho chiesto di avere più tempo.
L'altro pomeriggio mi sono messo lì a registrare e in men
L'altro pomeriggio mi sono messo lì a registrare e in men
che non si dica avevo fatto gran parte del lavoro... in
pratica il mio mettere le mani avanti era dettato da una
mia erronea stima di tempo necessario a svolgere il
compito, più che ad una mia tendenza al "fancazzismo".
Ti rendi conto quanto è importante questa differenza?
In qualsiasi posizione professionale ti trovi questa
infromazione dovrebbe essere "scolpita sui muri".
L'errore psicologico di base dovrebbe essere noto e
"negoziato fra le parti". Cioè il datore di lavoro deve
sapere che il dipendente sottostima le sua capacità di
portare a termine un lavoro, così come il dipendente
deve saperlo. Non a vantaggio di uno o dell'altro ma
per fare in modo che entrambi possano venirsi in
contro, tenendo conto di questo fenomeno. Lo
stesso ovviamente vale nel campo professionale
dove siamo noi ad organizzare i nostri tempi.
Nei professionisti e in generale negli autonomi
questo fenomeno è forse ancora più importante da
tenere sott'occhio. Non solo per bilanciare al meglio
mole di lavoro e tempistiche (ottenendo un netto
miglioramento nella propria organizzazione) ma
anche per avere è più motivazione e proposizione
nei confronti delle cose da "iniziare". Non hai idea
di quanti miei colleghi e amici mi chiedano come
faccio a gestire il mio blog tutto da solo...per cui
lascia che ti racconti una storia...
Qualche tempo fa mi chiama Fabio un mio collega
e mi dice: "Genna ho deciso di aprire il mio blog per
promuovermi, mi dai qualche consiglio?".
Dopo aver chiacchierato un po' mi rendo conto che
Fabio sa fare praticamente tutto, avendo sin da
giovane una passione per l'informatica e avendo
alle spalle un' esperienza editoriale. Ad un certo
punto però arriva la domanda fatidica "quanto
lavoro è necessario per raggiungere i primi
risultati?"
"Bhe, sai Fabio dipende da un sacco di variabili.
Se ad esempio riesci a creare un servizio davvero
innovativo è questione di pochi mesi"...allora
Fabio m'interrompe dicendomi "Meno male
credevo si parlasse di anni". Riprendo la palla
al balzo e gli dico: "io ci ho messo anni". Dopo
una piccola pausa di silenzio dice "E quante
ore dovrei lavorare al giorno?".
Sapendo che ha un lavoro a tempo pieno gli
rispondo: "almeno un paio di ore al giorno per
iniziare...e poi via via che il tuo lavoro cresce
puoi dedicare sempre più tempo alla libera
professione e meno al tuo impiego". Fabio:
"Ah solo due ore al giorno...vedrai che entro
il prossimo anno avrò il mio blog".
Il progetto è partito, ma non dopo i primi 3 post
è stato abbandonato. So che in questa storia ci
sono altre 100 variabili legate alla motivazione
di cui non sto tenendo conto, però è molto
probabile che se avessimo visto il suo "start up"
sotto questa luce, si sarebbe da subito dato delle
scadenze. Infatti se per te lavorare due ore al
giorno è poco, paradossalmente è meglio che
t'impegni ad aumentare la dose di lavoro e a
restringere i tempi.
Lo studio mette in evidenza come i progetti con
una bassa dose d'impegno e molto tempo a
disposizione rischiano di farci diventare meno
produttivi. Mettere un po' di pressione "alzando
leggermente il tiro" può permetterci di avere
migliori risultati, trasformando questo bias
(errore di ragionamento) in una risorsa
personale.
E a te è mai capitato di notare questo
fenomeno? condividilo fra i commenti.
A presto
Genna
19 commenti:
Ciao,
è indubbiamente vero che dare slot limitati di tempo aumenta la produttività.
Concordo che in questo post non sono stati presi, tuttavia, in considerazione tutti gli aspetti legati alla motivazione.
Aggiungo però che non sono stati neanche presi in considerazione gli aspetti legati alla sostenibilità e alla qualità. Limitare il tempo funziona, in alcuni momenti e per alcune attività. Alla lunga demotiva, peggiora la qualità del risultato e della vita. E' quindi una tecnica da usare con cautela e con raziocinio.
Purtroppo non sempre è così.
Ciao e complimenti
Ciao Valerio,
concordo su quanto affermi. Mi sono limitato a riportare
un bell'articolo e a dare la mia opinione in proposito.
Non la ritengo tanto una "tecnica" quanto un qualcosa da
tenere a mente quando si devono "patteggiare i tempi"...
sia da parte del datore e sia da parte di chi mette
in corso l'opera.
In questo momento io e te non dovremmo lavorare ma usare
"il Capitale" e la tecnologia per poltrire a casa...questa
era la visione della qualità della vita vista dai primi
sociologi del lavoro ;)
Ti ringrazio per il feedback
Genna
Ciao Gennaro,
io la penso così:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=jgvx9OfZKJw
ciao ciao
Marco
Ciao Marco,
che figaaata :))
bellissimo video..sono completamente d'accordo per ogni tipologia di compito e di mansione.
L'articolo citato si concentra su compiti prestabiliti...come il mio esempio dell'audio di Rilassamento Dinamico. Perchè devo limitarmi a leggerlo.
La creatività così come la qualità e la sostenibilità sottolineata da Valerio, sono due aspetti essenziali...anche per compiti routinari.
Grazie ragazzi :)
Ciao Genna!
Mi sento molto come il tuo amico Fabio!
Però ho dalla mia l'esperienza di una Boss che mi fa auotstrutturare il percorso in obiettivi e negoziamo insieme le scadenze. A questo punto lei si sente libera di "cazziarmi" se io non le rispetto. Non immagini quanto questo mi sia utile..
Buona giornata e grazie per i post!
Ciao Andreeee...
dì la verità pensavi di essere Fabio? ;)
Grazie per il contributo...e cerchiamo di vederci ogni tanto ;)
un abbraccio
Genna
Ciao Genna ho qualche domanda sul tuo ebook :)
l'ho appena comprato e l'inizio già mi piace. Ma visto che è titolato giorno 1/2/3...7... ecc... significa che devo leggere ogni giorno qualcosa? O posso leggere tutto d'un fiato? Non se se mi sono spiegato... :D
Altra domanda: spieghi come fare sogni lucidi?
È pericoloso?
Ciao, ottima scelta ;)
No, puoi leggerli tutti d'un fiato...se ami leggere fallo e poi rileggilo facendo tutti gli esercizi.
Io di solito faccio così, prima leggo e poi pratico...perchè se pratico prima ci metto un sacco a vedere "lo schema completo" di come la pensa l'autore.
La pratica è essenziale ;)
Sui sogni lucidi non sono molto ferrato, ho letto un libro e fatto qualche esperimento da ragazzo, ma ho sempre avuto un pò la capacità di "controllarmi".
Nel libro che avevo letto spiegava questo metodo semplicissimo: ripetiti più volte al giorno "sono sveglio o sto dormendo?"..."sono sveglio?". Questo serve per condizionarti...
in teoria, mentre stai sognando verrà fuori il condizionamento che ti farà rendere conto che stai sognando...e da quì fai un pò di ricerca sul web e vedrai che troverai un sacco di materiale.
Per quanto ne so io non è pericoloso...a meno che tu non abbia delle disfunzioni cardiache, perchè l'effetto eccita parecchioi il corpo. La fase Rem è chiamata anche "sonno paradosso", proprio perchè il tracciato indica frequenze simili a quelle della veglia.
Vabbè sto divagando.
Ok.. non è pericoloso anche psicologicamente quindi?
Puoi pubblicare qualche guida?
Comunque si sono convinto che è stata un ottima scelta :)
Ottimo ;)
il sogno lucido, per ora, non fa parte delle mie ricerche...però magari in futuro...
Per ora ti basta sapere che il link che lascio qui sotto (per vederlo devi copiare ed incollarlo nel tuo browser) mostra una ricerca in cui sono stati correlati diversi tratti di personalità al sogno lucido.
Mostrando che chi, naturalmente, fa sogni lucidi, non è incasellabile in nessuna "struttura di personalità disfunzionale" e neanche funzionale.
E non avendo trovato controargomentazioni, penso proprio che sia qualcosa di esplorabile...
grazie per lo spunto ;)
Ok... non vedo nessun link :)
Azz...hai ragione,
eccolo:
http://metaricerca.cab.unipd.it:8332/V/CHFLN6GGVBGYPJ5NCKJ8K3Q3FG8YU23S31H8I5IPK2V778T86P-15852?func=quick-3&short-format=002&set_number=000965&set_entry=000008&format=999
spero si veda ;)
Oggi mi È venuto in mente una cosa...
hai presente che si dice che noi usiamo solo il 20% del nostro cervello?
Oggi leggendo il tuo bellissimo ebook ho letto infatti che il conscio è 20% e l'inconscio 80%.
Ma non si parlerà mica della stessa cosa? :D
In questo caso credo che sia una cosa stupenda visto che tu ci insegni come raggiungere il nostro inconscio :D
Ciao, leggendo noterai anche il fatto di evitare di credere a quelle percentuali;))) l'importante è prendere atto che "sappiamo più cose di quante pensiamo di conoscerne...
Qualche tempo fa ho scritto un post in proposito...cercalo dal motore di ricerca digitando "uso del cervello" oppure "10%"...e fammi sapere cosa ne pensi...
Pensa che lo sto proprio rileggendo in questi giorni dovendo farne una versione audio per la Bruno Editore;))
Wow... stavo guardando Limitless e l'idea mi è venuto da questo film.
Scusa se continuo a commentare :)
leggerò certamente il post
a me è capitato pochi giorni fa un fatto del genere.
io sto facendo la pratica della patente in un autoscuola, ti faccio un esempio veloce senza entrare troppo nel dettaglio la penultima volta in una lezione di un ora la macchina mi si è spenta 4-5 volte,non ingranavo molto bene le marce e il parcheggio mi aiutava l'istruttore.
l'ultima volta ho fatto tardi di mezz'ora alla lezione e quindi ho fatto solo 30 minuti di prova, mi sono impegnato al massimo in quei minuti perche volevo essere più produttivo; fatto sta che le marce le ho messe alla grande, mi si è spenta solo una volta mentre parcheggiavo e l'istruttore mi ha detto " ti vedo più sicuro e tranquillo alla guida, bravo"
può essere quello che dici tu genna?
grazie
Ottimo esempio Fede,
per di più con un evento fortuito di mezzo...che all'apparenza, immagino, poteva sembrarti una sfortuna ma che poi si è rivelato utile...
figo :) un pò come fanno i "terapeuti strategici" con le loro prescrizioni.
Figurati,
commenta pure...fanno solo che bene al blog ;)
anche se sarebbe meglio commentare su post che parlano dell'argomento in questione, accetto anche quelli OT...(fuori tema;))
Ciao Genna,
proprio in questi giorni stavo riflettendo sul fattore tempo partendo da un ragionamento da milionario (fatto però riguardo al denaro).
Mi chiederai: che c'entra il denaro con il tempo?
Partiamo col capire insieme il ragionamento del milionario : ovvero quelllo di investire il 10% del proprio capitale o comunque il denaro a propria disposizione.
Però, in questo caso, questo ragionamento l'ho un po' modificato: ovvero quello di usare quel 10% e accantonare il restante capitale/denaro a disposizione.
In questo modo possiamo comportarci anche per quanto riguarda il tempo: possiamo cercare di svolgere le attività routinarie (la doccia per esempio) nel 10% del tempo che ci metteremmo di solito.
Ho preso l'esempio della doccia perché personalmente a me piace prendermela mooolto comoda, ma so bene che per quanto possa essere rilassante, alla lunga non si rivelerà una decisione saggia quando ci troveremo a leggere la bolletta, al di là del fatto che scarseggeremmo le risorse dell'ambiente a nostra disposizione.
Poi, come tu hai accennato nel post, a volte usiamo la scusa di non avere abbastanza tempo per fare quello che dovremmo, ma, solo se riusciremo a usare quel 10% del tempo (senza sforare), allora le attività chepotremo svolgere aumenteranno notevolmente!
Questo sembrerà un ragionamento ovvio ma, a quanto pare, tanto ovvio non lo è, considerando come ci comportiamo nei confronti sia del nostro tempo, sia delle risorse fornite dalnostro ambiente e via dicendo.
Grazie
Andrea
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