lunedì 23 gennaio 2012

Profumo E Ancoraggio: Come Potenziare Le Associazioni Con Le Ancore Olfattive













Ciao,


ti è mai capitato di usare un'ancora senza avere
successo? questo capita per un sacco di motivi, ed
uno dei più importanti è legato proprio al canale
sensoriale che scegli di utilizzare per "installare
l'ancora". Abbiamo parlato un sacco di volte di
questa tecnica base della PNL, a volte in tono critico
ed altre volte mostrando le sue applicazioni. L'altro
giorno mentre leggevo una ricerca sperimentale sul
trattamento dei bambini, ho scoperto una valanga
di studi sull'utilizzo di ancore olfattive, ed ho
deciso di condividerlo con te...








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Sei riuscito ad ascoltarlo? l'esercizio che hai
appena svolto è un classico della PNL...in cui, come
dicevo poco fa, vai a rievocare delle risorse per poi
ancorarle e portarle con te, integrandole in nuovi
contesti. Ma la cosa più interessante della ANL è
l'applicazione dell'ancora olfattiva; si lo so di certo
non è una grossa novità, senza pensare poi che
qualcuno fa anche l'aroma terapia. Tuttavia
sai che qui sul blog faccio spesso riferimento a
ricerche specialistiche nel campo della psicologia.


E queste ricerche documentano l'efficacia della
"stimolazione olfattiva". Ciò che vediamo, ascoltiamo
e proviamo (come sensazioni tattili ed il gusto) sono
mediati dal nostro talamo. Questo funge come una
sorta di smistatore delle sensazioni, dagli organi di
senso alle varie zone del cervello deputate alla loro
elaborazione (e anche al contrario). L'unico senso
che non ha questa "mediazione" è l'olfatto. Questo
perché è uno dei primi sensi, in ordine evolutivo,
a cui, molti animali dedicano la maggior parte del
cervello.


Ecco la struttura dell'esercizio:


1) Quaderno e profumo: come ti dico oramai da
tempo, "procurati un quadernetto per gli esercizi"
da usare ogni volta che svolgi un esercizio della ANL.
Oggi, dovrai fare un piccolo sforzo in più: cercare un
profumo che ti piaccia e che non hai occasione di
sentire spesso. Prima di prenderlo annusalo e nota se
per caso ci sono già delle "associazioni" legate ad esso,
in caso sia così, scegline un altro privo di "ancore".


2) Obiettivo/problema: trova un obiettivo o un
problema per il quale desideri avere maggiori
risorse. Scegli inizialmente qualcosa di piccolo che
tu possa "monitorare" per determinare se ti sei
avvicinato al risultato o alla soluzione.


3) Risorse: pensa alle risorse che vorresti avere per
raggiungere il tuo obiettivo, scrivile tutte e per ognuna
trova un'esperienza passata in cui hai avuto quella certa
risorsa. Metti attenzione questa fase ricordandoti che le
risorse si annidano spesso in situazioni non troppo
eclatanti.... e che non tutte le risorse vanno bene.
Cerca risorse che per loro natura contrastano lo stato
problematico iniziale... oppure che ti diano "lo stato"
adatto per raggiungere il tuo obiettivo. Es. se è una
situazione in cui "sei teso", trova una risorsa di
"rilassamento".


4) Rivivi e associa: prendi le risorse e rivivile una alla
volta, vedendo e sentendo cosa provavi in quel momento,
fallo in modo completo e quando senti che la risorsa,
cioè la sensazione che stai cercando sta riaffiorando,
prendi il profumo e dagli una bella annusata :) Fallo per
tutte le risorse che desideri avere in quel momento...
usando sempre lo stesso profumo. E quando hai finito,
distraiti e poi testa l'ancora vedendo se il semplice
profumo ti riporta a quelle sensazioni. Ripeti
l'associazione sino a quando non avviene in modo
automatico o quasi.


5) Ricalco nel futuro: puoi immaginarti nel futuro, in
una situazione in cui vuoi usare quelle risorse...e mentre
sei nel futuro, annusa e vediti, ascoltati e percepisciti ...
come vuoi essere in quel momento. Guardando indietro
al presente, osserva tutta la strada che hai fatto libero da
quel certo problema oppure, con quell'obiettivo realizzato.


6) Il profumo: ora tutto quello che devi fare è portarti
dietro il profumo e prima di affrontare il percorso che
ti porterà al tuo obiettivo, annusa e nota se ti riporta
immediatamente a quelle sensazioni. Ricorda di
fidarti dell'associazione e quindi del tuo inconscio ;-)


Bene, come è andata? si tratta di un "classico della
PNL" in cui andare a pescare le risorse nel passato per
portarle nel presente e poi generalizzarle al futuro. Ma
a differenza del solito, la cosa che cambia è la profondità
dell'ancora che agendo sui bulbi olfattivi hanno un'azione
sul nostro cervello antico, dove la cognizione "non arriva".
Ma il processo più importante è quello della scelta delle
risorse da andare a pescare, infatti non sempre il tipo di
risorse che scegliamo sono quelle adatte al momento.


Quante ripetizioni servono? in generale non esiste
un numero preciso perché dipende dalla intensità dello
stimolo/risorsa che andiamo a cercare. Ci sono alcuni
studi che dimostrano come gli eventi traumatici si
stabilizzino in noi anche solo con una piccola esperienza.
Per cui, in linea del tutto teorica basterebbe una risorsa
adatta, con la giusta intensità, piazzata al "momento
giusto" per risolvere il problema. Ma spesso non è
così, questo capita per molti motivi ma il più
importante di tutti è quello legato alle convinzioni.


Non intendo solo il "tipico lavoro sulle convinzioni"
ma soprattutto il fatto che serva una conferma
cosciente. Quella che viene chiamata "esperienza
emozionale correttiva". In pratica il soggetto deve
avere una qualche conferma razionale del fatto che
l'esercizio è andato a buon fine. E questo non è
sempre facile...anzi spesso è impossibile perché si
ratta di "eventi futuri". Per cui, nel dubbio è
sempre meglio ripetere l'ancora sino a quando
non si percepisce completamente la sensazione
che vogliamo raggiungere.


Che cosa ne pensi? avevi già provato questo tipo di
ancore? lascia un commento e fammi sapere
come è andata.


A presto
Genna


Qui trovi alcuni studi sulle "ancore olfattive"
condotti dagli specialisti in emdr

12 commenti:

Stefano ha detto...

Già mi ero accorto della potenza delle sensazioni olfattive, di come richiamassero alla mente le memorie passate e facessero rivivere determinati stati d'animo. E mi sono accorto che erano molto potenti.

Ma non ho mai fatto il passo successivo, ossia utilizzare gli odori per formare ancoraggi. Sicuramente ci proverò!

Anzi, mi sa che ci provo anche con i sapori, già che ci sono.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Già neanche io non l'avevo applicata si o a quando non mi sono imbattuto negli studi citati...

Falli anche con il gusto e facci sapere:)

Emanuele ha detto...

Non ci avevo pensato... fino ad ora mi sono focalizzato sulle ancora visive, auditive e tattili...
Pensavo... se in una situazione di eccellenza ancorassi a livello multisensoriale (es ancora olfattiva + ancora tattile) il meccanismo potrebbe funzionare meglio?
Grande Genna e la tua sempre ottima lista di articoli!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Emanuele,
certamente...

Il tuo commento mi ha fatto venire in mente che il semplice portarsi dietro un "profumo", potrebbe agire come ancora. Un pò come fanno con gli amuleti;)

Prova prima l'esercizio con il "solo" olfatto...e poi vedi come ti trovi mixandolo con altri sensi.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Si vede che la risposta a Stefano l'ho data in auto al semaforo? ;)

L'ho fatto tornando dalla diretta di TV7 che potete trovare sul mio profilo di Facebook.

Andrea ha detto...

Ciao Genna!
intanto questo esercizio fondamentalmente è anche molto suggestivo ;) soprattutto se hai nella mente un particolare tipo di profumi ;)).
Forse i profumi, proprio per via del fatto che l'olfatto arrivi direttamente al cervello senza passare per il talamo, questi sono ricordati molto più a lungo delle cose viste, udite, toccate o forse gustate.
Diciamo anche però, che anche se le informazioni olfattive arrivano al cervello, dovremmo esercitarci a soffermarci un pizzico di più quando proviamo questo tipo di esperienze. Infatti può capitare anche che, pur volendo ricordarsi un particolare profumo, per quanto suggestivo sia, questo possa non ritornare in mente, quanto meno in pochi istanti. Se invece, mentre ne sentiamo uno, ci soffermassimo più a fondo, diventerà anche più facile da ricordare e quindi, anche se non ci viene in mente il nome, possiamo ricordarci nitidamente le caratteristiche olfattive.
Quindi, in particolare prima di questo esercizio, mi sento di suggerire un pizzico di presa di coscienza sulle sensazioni olfattive, abbandonando per un attimo il proprio sistema rappresentazionale dominante.
Ora svolgo l'esercizio, magari scriverò sotto questi commenti quella che è stata la mia esperienza a ariguardo.
Grazie,
Andrea
P.s.: Grazie Genna per le ANL in MP3! Una curiosità: se volessimo andare a scaricare MP3 di ANL precedenti (o magari abbiamo perso la mail che ne contenevano il link) come si fa?

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Andrea,
ottima osservazione quello di portare maggiore consapevolezza ;)

I vecchi audio non si possono scaricare, perchè voglio utilizzarli (non tutti) come prodotti e bonus... questo blog, oltre ad essere la mia passione è anche il mio lavoro.

D'ora in poi potrai scaricarli tutti ;)

Stefania ha detto...

Sei davvero bravo, le cose dette da te arrivano al punto giusto per essere comprese e messe in atto non so se mi spiego. ti seguo da quando ho incominciato il mio percorso di crescita personale e mi sei di grande aiuto. questo secondo me è un settore dove per fare lituo mestiere non puoi solo studiare devi avere le doti per insegnare questo tipo di materia come tutti i lavori ci devi mettere passione e quindi esserei predisposto .Bravo!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie mille Stefania:))/

Spazzacamino ha detto...

mi associo con chi ha sempre pensato che i ricordi sono spesso associati a sensazioni visive,uditive o tattili.Ma a pensarci bene i ricordi che ho di quando ero molto piccolo,i piu' vividi sono associati all'olfatto.Quindi facendo questo esercizio e ricordando la sensazione olfattiva di quel ricordo,mi sembra piu' diretta l'associazione alla sensazione che provavo.Ma anche in questo caso la ripetizione dell'esercizio puo' darmi la conferma o meno di questa prima impressione.
Bellissimo esercizio

Tonia ha detto...

Nel mio lavoro con il training autogeno mi è capitato un paziente che entrava nella condizione di calma e nel suo posto sicuro pensando all'odore del ragù della domenica mattina. Non lo sentiva nemmeno se lo era evocato spontaneamente facendo, nel mio studio, l'esercizio del posto sicuro. Adesso comincerò ad utilizzare la tecnica coscientemente. Grazie

Gennaro Romagnoli ha detto...

@ spazzacamino e Tonia:
Grazie a voi per il feedback....quella del ragù è davvero eccezionale;)))