
Ciao,
recentemente mi hanno chiesto di scrivere un post sul
"fare bene il capo", dato che la richiesta non arriva da
una sola persona e soprattutto non è arrivata da gente a
digiuno dell'argomento ho deciso di fare un post che
evitasse di analizzare le solite questioni riferite alla
leadership. Ovviamente gli elementi di "attitudine al
comando" sono più che importanti e infatti non
mancheranno i riferimenti ad alti articoli su questo
argomento. Ma perché non parlare solo
di leadership?
Perché, per come la vedo io, "fare il capo" ci mette
sicuramente in una posizione di leadership ma, quasi
sempre, senza averla realmente raggiunta. Quanti
"capi" conosci che si possano davvero definire "leader"?
Nella nostra realtà italiana i boss vengono scelti in base a:
proprietà, legami familiari, anzianità e competenza.
Nessuna di queste situazioni può realmente definire un
leader moderno, cioè una persona che viene riconosciuta
come autorevole, in grado di gestire gruppi, di delegare,
motivare e guidare.
Per cui nella maggior parte dei casi ci ritroviamo a fare
i "capi" senza aver raggiunto realmente le qualità di un
leader. Esistono delle eccezioni, ma in questo caso non
sono assolutamente la "regola". Per cui le difficoltà in
questo ambito non sorgono solo per i dipendenti che sono
magari costretti a seguire delle direttive perché gli sono
"imposte dall'alto" (autorità) ma anche per le persone che
vengono o si auto affermano come "capi".
Per cui se nel piccolo elenco che facevo prima, fare il capo
non significa essere competenti o avere più esperienza,
quali sono le abilità che si devono possedere?
Nella letteratura si parla di "abilità trasversali", cioè
qualità umane piuttosto che tecniche. Qualità che
hanno più a che fare con la capacità di saper gestire le
proprie e le altrui emozioni piuttosto che conosce
perfettamente gli aspetti tecnici e quindi razionali del
lavoro. Non per nulla i migliori consigli in questo campo
ci arrivano da Daniel Goleman il teorico della
Intelligenza Emotiva.
Sono consigli semplici che ho dato in una trasmissione
radio...ascoltiamoli 2 minuti insieme...
Bene, come avrai notato questi consigli che sono tra l'altro
molto noti e puoi trovarli qui. Sono dei macro consigli
per tutte le leadership...ma se dovessi gestire un piccolo
gruppo andrebbero bene lo stesso? Certamente...ed
esistono tanti altri consigli...vedili come consigli che si
possono applicare soprattutto in contesti ristretti
su piccoli gruppi, ma funzionano anche con i grandi
gruppi:
1) Responsabilità: tutti gli appassionati di sviluppo
personale sanno che la respons-abilitas, la capacità di
assumersi le proprie responsabilità è fondamentale.
Prenderti le tue responsabilità non fa bene solo a te
stesso, perché ti permette di crescere ma fa capire
ai tuoi dipendenti che sei un "leader", e soprattutto
un leader che guida attraverso l'esempio. Evita di
chiedere ai tuoi dipendenti qualcosa che tu non
riesci a fare...se tu non riesci ad arrivare in orario
è inutile chiederlo ai tuoi dipendenti ;-)
2) Decidere: un buon capo deve essere in grado di
saper prendere decisioni, ed anche rapidamente.
Anche questo consiglio fa parte dei grandi temi dello
sviluppo personale, allenarsi a decidere (o sviluppare
il muscolo decisionale, come dicono i robbinsiani) è
importantissimo. Perché ti da immediatamente le
chiavi della leadership nelle mani e aumenta il
rispetto nei tuoi confronti. Oltre a migliorarti
nettamente la vita ;) Rendi cosciente ogni volta
che prendi una decisione...
3) Dare feedback: il primo segreto per dare feedback ai
propri collaboratori è quello di evitare di giudicare la
personalità commentando i comportamenti. Ad esempio
dire: "sei un incompetente" è ben diverso dal dire "hai
fatto male il compito x". Per cui è bene rivolgere le
proprie critiche sempre ai comportamenti specifici.
Altra modalità per dare feedback è quella del famoso
sandwich: la tecnica sta nel creare una osservazione,
sempre al comportamento e mai alla personalità, ma
ricoperta da due feedback positivi. Come se fossero due
fette di pane che avvolgono un ripieno "non gradevole".
Es. "Vedi Genna da tempo apprezzo il tuo modo di
scrivere gli articoli, purtroppo però a volte eviti di
rispondere ai feedback è questo non va bene, ma
voglio dirti che per PsiNeL hai fatto molto e questo
mese grazie a te abbiamo migliorato il fatturato".
4) Motivare: questo punto è fondamentale se tu
sei fra quelle persone che pensano che motivazione
sia uguale a premiare. Apparentemente sembra che
siano i premi come il denaro e il prestigio a motivare
le persone a fare ciò che fanno. Mentre ci sono
ad esempio il fatto che preferiscano sentirsi parte
di una squadra e di appartenere a qualcosa di
importante, oppure avere del tempo libero per
se stessi.
5) Delegare: comprendere la maturità dei nostri
dipendenti è la chiave per la delega, ma purtroppo
ci sono troppi "capi" che non si rendono conto di
questo. Esiste un fenomeno psicologico chiamato
"auto-efficacia" per cui una persona debba sentire
di "saper fare una certa cosa" per crescere. Per cui
delegare non è qualcosa che va fatto quando le
persone sono "fatte e finite" ma va cercato un modo
per fargli sperimentare la delega. Questo li motiverà
facendoli sentire parte di qualcosa e, cosa ancora
più importante farà crescere te e loro.
6) Impara la PNL: la PNL è uno strumento semplice
che può darti enormi abilità. Attraverso il linguaggio
puoi motivare e far sentire bene i dipendenti, puoi
valutare le loro leve motivazionali, insegnarli a
costruirsi obiettivi ben formati, ad allontanare i
pensieri intrusivi, a modellare i migliori. Insomma
ci puoi fare davvero un sacco di cose, stando molto
lontano dal pensiero: "imparo la PNL così li frego e
li faccio lavorare come dico io" ;)
Ecco, se riesci a mettere in pratica tutti questi
consigli sarai un "capo meraviglioso" che attirerà
su di se la leadership senza averla richiesta e/o
imposta. Chiaramente non sono tutti quelli che si
possono dare, perché ognuno avrà delle aree in
cui è più debole. Immagina i sei punti come se
fossero aree, vedi quelle in cui sei più debole ed
esercitati. Attraverso i link che trovi potrai trovare
degli esercizi ad hoc e del materiale utile per
diventare un buon "capo" e magari...un bravo
Leader ;-)
Fammi sapere cosa ne pensi! vuoi aggiungere
qualcosa? dimmelo lasciandomi un commento
A presto
Genna
Nb. Il Forum delle Eccellenze a fine gennaio
cambierà prezzo. E' una indiscrezione, perchè
non esiste una deadline precisa...quello sino
al 31/01 è di soli 540€...per vedere Mckenna ed
altri big della formazione...in 3 giorni di puro
sviluppo personale. Dagli un'occhiata...
6 commenti:
Sono entrato nella mentalità di leader quando per più di due anni ho amministrato un sito inglese abbastanza popolato, che per sua natura era molto ma molto difficile da controllare. Lo staff era variabile da 10 a 15 elementi, quindi qualcosa che già necessitava di doti di leadership.
Ho applicato tutti i consigli che hai segnalato tu, e la loro efficacia è assoluta. In più voglio aggiungere che un buon leader tratta gli altri come persone, e non strumenti. Come dici tu la meritocrazia in Italia non è molto diffusa, e quindi ho visto capi che non consideravano minimamente il loro staff. Male: solo un team di persone che si rispettano a vicenda può essere produttivo.
Il che introduce un altro argomento importante: la gestione dei conflitti!
Ciao Stefano,
deve essere stata un gran bella esperienza...
Quindi riassumendo il tuo prezioso contributo:
- maggiore rispetto verso i dipendenti
- imparare a gestire i conflitti
Grazie
davvero un bel post grande genna.
ma se per caso in una comitiva gia ci sta un leader come si può spodestare dal suo ruolo?
per essere leader di un gruppo si deve stare simpatici a tutti?
grazie
Grazie Fede,
dipende da come è "salito al potere".
Si può farlo con un arma terribile, "la pulce nell'orecchio". Insinuando il dubbio nei superiori e nei tuoi colleghi sulla sua incapacità a guidare e motivare il gruppo. Lo so, non è una cosa carina, ma quando "ce vò ce vò";)
Secondo me il leader non deve essere "simpatico a tutti". Perchè ci saranno persone che necessitano una certa freddezza e distanza ed altre che vanno trattate con più calore e amorevolezza.
Ciao, ho una domanda:
perché non scrivi un post su Thai Ngoc? Ho letto una curiosità su quest'uomo e mi ha affascinato... non dorme da 38 anni
Bell'idea,
anche se l'unica cosa che nei ordì è che non dorme da trenta anni;)
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