
Ciao,
eccoci giunti al 3° ed ultimo
appuntamento con il "New
Code" di
John Grinder e gli articoli di Francesco
Fiorello.
Se hai letto
il primo ed
il secondo post ti sarai già fatto
una abbondante idea di cosa sia questo "nuovo codice".
Ritengo che
le riflessioni migliori siano nate dai
commenti che le persone hanno lasciato negli scorsi
articoli. Infatti, alla discussione, non hanno partecipato
solo
appassionati e curiosi, ma anche grandi esperti
del settore. Per cui, sarà ancora più
interessantevedere che cosa ne penseranno e ne penserai della
degna conclusione
di questo ciclo di post.L'argomento riparte
collegandosi alla fine del secondo
articolo scritto da Francesco:
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Rimanendo in tema, un'altro dei punti fermi del New Code
è lo sviluppo di un rapporto
equilibrato tra mente
cosciente e mente inconscia. Lo sviluppo di segnali per la
comunicazione tra queste due
“parti di noi” o, meglio ancora, l'affinamento ed il
moglioramento continuo della capacità di riconoscere i
segnali dell'inconscio e rispondervi. Lo scopo è duplice:
1) migliorare la propria capacità di accedere ed usare le
risorse della mente inconscia, la fiducia nelle proprie
intuizioni nonché l'ecologia delle proprie azioni e decisioni.
Insomma curare la congruenza personale;
2) ristabilire e
riequilibrare un rapporto che, soprattutto nella cultura
occidentale, è fortemente sbilanciato verso la parte cosciente.
La mente conscia nel New Code non è
sottovalutata o
denigrata come potrebbe sembrare, al contrario. Il punto
è piuttosto che nella società occidentale c'è una
ipervalutazione del pensiero logico, razionale, della
c
onoscenza esplicita ecc. con conseguente
svalutazione dell'inconscio.
Coltivare questo rapporto significa quindi ritrovare
equilibrio ed avere accesso alle nostre migliori risorse.
L'equilibrio conscio/inconscio è,
secondo Robert Dilts, uno
degli elementi cardine del genio. Inoltre, l'importanza di
questo aspetto è stata ampiamente discussa da
Grinder e
DeLozier in “
Turtles All The
Way Down”, primo testo sul
New Code (quando ancora non si chiamava così) ed il cui
sottotitolo è infatti “
Prerequisiti del genio personale”.
Altro elemento fortemente enfatizzato
nel New Code è
l'uso di
diverse posizioni percettive ed, in particolare,
della cosiddetta “Triple
description”. Questo si riferisce all'
opportunità di mappare una situazione da più punti di vista.
“Triple
description” infatti è quel processo che permette di
descrivere (mappare) una situazione in almeno tre modi,
come se fosse
sperimentata dalle tre principali
posizioni percettive.
In realtà, quando si parla dell'uso delle posizioni percettive
non ci si riferisce solo alle
tre “classiche” ma anche, ad
esempio, al valutare e descrivere una situazione da diversi
frames temporali. Così un cambiamento desiderato o una
situazione
problematica verrebbero descritti dalle tre
principali posizioni percettive e da diversi
frames temporali,
ad
es dal presente, dal futuro prossimo, da un futuro
lontano (e così anche da un osservatore neutro nel
presente, nel futuro …) ecc.. per avere una
rappresentazione quanto più ricca della situazione.
DeLozier propone anche l'uso di
diversi filtri percettivi.
Filtri che possono assumere le sembianze della metafora,
delle convinzioni, dell'
identificazione con qualcuno (come
nel
modeling), ma questo è uno dei punti su cui le descrizioni
del New Code
divergono maggiormente tra
Grinder e
DeLozier:
Grinder infatti sostiene che ci sia una eccessiva
sovrapposizione tra quelli che
DeLozier chiama filtri ed
altre distinzioni come appunto
le posizioni percettive,
convinzioni ecc. Io credo che
probabilmente DeLozier faccia
questa distinzione solo per chiarezza espositiva e per
offrire diversi modi di trattare vari
elementi (diverse descrizioni).
Un altro aspetto a cui anche nel codice classico si accenna
ma che nel New Code assume un'importanza particolare è
l'uso dell'
attenzione: Attention Training. Si tratta di
attività che hanno lo scopo di acquisire una sempre maggiore
capacità di usare e spostare l'attenzione che trova la sua
applicazione ad
es nel
modeling, attività che richiede una
sospensione per lunghi periodi di quel tipo di attenzione che
cerca
spiegazioni soddisfacenti per la mente cosciente.
Oppure nell'intervento, in cui il
pnlista deve distinguere
continuativamente tra contenuto e processo (prestando
attenzione ad entrambi ma in modi diversi).
Per (non) concludere…Nonostante questa non sia che una sintesi (oltretutto mia
personale e nemmeno esauriente) del New Code in
Pnl,
credo appaia chiaro come
qust'ultimo sia diverso dalla
Pnl“classica” soprattutto per il focus (l'attenzione, manco a
dirlo). Il mio parere è che ci siano parecchie opportunità
anche per i fedelissimi del “
classic code” di espandere le
nostre capacità, di
esplorare nuovi territori e di ampliare le nostre scelte.Del resto un altro modo di intendere il New Code è pensarlo
come un invito a coltivare sempre meglio la qualità della
pnle del modo in cui la usiamo, a rinnovare
continuamente il
nostro impegno a migliorarci. Infatti, da questo punto di
vista, il New Code non fa altro che indicarci quali elementi
tendiamo a trascurare (come comunità di pratiche) e quali
risultano essere i più efficaci. Quel che è certo è che il New
Code ha ricevuto finora elogi ed
apprezzamenti pari
solo alle critiche ed ai risolini.In conclusione, spero di aver solleticato anche solo per
un attimo la curiosità dei
lettori di PsiNel e mi auguro che
si possa aprire un confronto sul tema. Io stesso (un purista
della
Pnl) sto cercando di capire sempre meglio le proposte
e le
implicazioni del
new code, proposte che ho
interpretatocome una sfida a non irrigidirsi e come anche una ventata
di aria fresca in un posto che iniziava a sapere di chiuso.
Non posso chiudere senza ringraziare vivamente
Gennaper lo spazio che mi ha concesso con mente aperta,
disponibilità e curiosità da vendere.
Francesco Fiorello****************************************************
Posizioni percettive, dibattiti fra "scuole di pensiero"
direi che anche questa volta Francesco ha messo un
sacco di carne al fuoco. Voglio nuovamente
ringraziarlo ed invitare anche te a fare altrettanto,
se anche tu sei un esperto di PNL e sviluppo
personale ed hai qualche esperienza e qualche
metodologia che vuoi condividere, ti invito a
segnalarmelo. Vaglierò l'opportunità di farti
scrivere un post o un ciclo di post...ma ti avviso,
sono molto selettivo ;-)))
A presto
GennaFrancesco ci ha lasciato anche una ricca
bibliografiati consiglio di dargli un'occhiata. Purtroppo la
maggior parte di questi testi è in inglese ma visto lo
svilupparsi di questo campo sono ceto che presto
saranno tradotti anche in italiano.
Per approfondire:J.
Grinder, C. B.
St.
Clair, 2001,
Whispering in the
wind.
J.
Grinder, J.
DeLozier, 1987,
Turtles all the
way down.
J.
Grinder, C. B.
St.
Clair, 2000, The
sins of the
fathers.
J.
DeLozier, 1995,
Mastery,
new coding and systemic nlp.
(
http://www.cleanlanguage.co.uk/DeLozier.html).
J.
Collingwood, C.
Collingwood, 2001, The
nlp fieldguide
vol 1.
R.
Dilts, J.
DeLozier, The
Encyclopedia of Systemic NLPand NLP New
CodingPs. il 28 Maggio a Milano si terrà un bellissimo corso
sulla
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