lunedì 30 maggio 2011

Seduzione: "come gestire lo stress nelle relazioni"

















Ciao,


dopo aver intervistato il mentalista numero uno in Italia
l'esperto italiano di micro-espressioni, finalmente
intervisto una persona che non è apparsa in tv e che,
soprattutto non si chiama Francesco ;-) La ANL di
questa settimana è dedicata alla "Seduzione" e
alle relazioni di coppia.

venerdì 27 maggio 2011

Leadership: "essere maleducati fa percepire come più dominanti"
















Ciao,


sei interessato ad essere percepito come un leader? allora
di certo non ti saranno sfuggiti i consigli che impazzano
sia nel web che nelle librerie. Fra le dritte più cercate ci
sono quelle "non verbali". Infatti è rinomato che i leader
hanno un comportamento non verbale riconoscibile, di
solito viene suggerito di: occupare più spazio possibile,
mettere in mostra le parti vulnerabili del corpo (come
collo e petto), tenere una postura bilanciata ed aperta,
evitare di sbattere le palpebre, gesticolare e parlare con
un tono di voce dal volume alto e sicuro. Ma tutti questi
consigli hanno un fondo di verità?


mercoledì 25 maggio 2011

Psicologi contro counselor e le "tecniche segrete"






















Ciao,


la settimana scorsa ho scritto un articolo molto letto e
commentato sulla "consulenza" in generale
, analizzando
gli aspetti di quella che ho definito la "consulenza 2.0".
So che il blog è letto da psicologi, psicoterapeuti ma
anche da counselor e coach...e ovviamente c'è chi vuole
semplicemente migliorare la propria vita :) Oggi in
Italia c'è un grande vuoto legislativo per quanto
riguarda queste figure professionali, infatti non è
ancora chiaro chi possa fare cose e perché. Stai
attento perché questo è un post che potresti non
apprezzare ;-)


lunedì 23 maggio 2011

Mnemotecniche: "Come avere sempre accesso ai cassetti della memoria"
















Ciao,


hai sentito di "Gianni Golfera"? Striscia la Notizia
continua la sua battaglia mostrando un video dove
il "mago Casanova" ripete un numero di Golfera che
consiste nell'apprendere un numero di 40 cifre in
pochi minuti. Peccato però che non si tratti di un
numero da prestigiatore, come afferma "Casanova"
ma di una mnemotecnica che oggi voglio mostrarti.
La tecnica che stai per apprendere può essere
utilizzata per "immagazzinare" un gran numero di
informazioni, compresi 40 numeri in pochi minuti.









venerdì 20 maggio 2011

John Grinder vs. Judit De Lozier: "Il Nuovo Codice Vol 3"













Ciao,

eccoci giunti al 3° ed ultimo appuntamento con il "New
Code" di John Grinder e gli articoli di Francesco Fiorello.
Se hai letto il primo ed il secondo post ti sarai già fatto
una abbondante idea di cosa sia questo "nuovo codice".
Ritengo che le riflessioni migliori siano nate dai
commenti che le persone hanno lasciato negli scorsi
articoli. Infatti, alla discussione, non hanno partecipato
solo appassionati e curiosi, ma anche grandi esperti
del settore. Per cui, sarà ancora più interessante
vedere che cosa ne penseranno e ne penserai della
degna conclusione di questo ciclo di post.


L'argomento riparte collegandosi alla fine del secondo
articolo scritto da Francesco:

****************************************************
Rimanendo in tema, un'altro dei punti fermi del New Code
è lo sviluppo di un rapporto equilibrato tra mente
cosciente
e mente inconscia.


Lo sviluppo di segnali per la comunicazione tra queste due
“parti di noi” o, meglio ancora, l'affinamento ed il
moglioramento continuo della capacità di riconoscere i
segnali dell'inconscio e rispondervi. Lo scopo è duplice:
1) migliorare la propria capacità di accedere ed usare le
risorse della mente inconscia, la fiducia nelle proprie
intuizioni nonché l'ecologia delle proprie azioni e decisioni.


Insomma curare la congruenza personale; 2) ristabilire
e riequilibrare un rapporto che, soprattutto nella cultura
occidentale, è fortemente sbilanciato verso la parte cosciente.
La mente conscia nel New Code non è sottovalutata o
denigrata come potrebbe sembrare, al contrario. Il punto
è piuttosto che nella società occidentale c'è una
ipervalutazione del pensiero logico, razionale, della
conoscenza esplicita ecc. con conseguente
svalutazione dell'inconscio.


Coltivare questo rapporto significa quindi ritrovare
equilibrio ed avere accesso alle nostre migliori risorse.
L'equilibrio conscio/inconscio è, secondo Robert Dilts, uno
degli elementi cardine del genio. Inoltre, l'importanza di
questo aspetto è stata ampiamente discussa da Grinder e
DeLozier in “Turtles All The Way Down”, primo testo sul
New Code (quando ancora non si chiamava così) ed il cui
sottotitolo è infatti “Prerequisiti del genio personale”.


Altro elemento fortemente enfatizzato nel New Code è
l'uso di diverse posizioni percettive ed, in particolare,
della cosiddetta “Triple description”. Questo si riferisce all'
opportunità di mappare una situazione da più punti di vista.
“Triple description” infatti è quel processo che permette di
descrivere (mappare) una situazione in almeno tre modi,
come se fosse sperimentata dalle tre principali
posizioni percettive.


In realtà, quando si parla dell'uso delle posizioni percettive
non ci si riferisce solo alle tre “classiche” ma anche, ad
esempio, al valutare e descrivere una situazione da diversi
frames temporali. Così un cambiamento desiderato o una
situazione problematica verrebbero descritti dalle tre
principali posizioni percettive e da diversi frames temporali,
ad es dal presente, dal futuro prossimo, da un futuro
lontano (e così anche da un osservatore neutro nel
presente, nel futuro …) ecc.. per avere una
rappresentazione quanto più ricca della situazione.


DeLozier propone anche l'uso di diversi filtri percettivi.
Filtri che possono assumere le sembianze della metafora,
delle convinzioni, dell'identificazione con qualcuno (come
nel modeling), ma questo è uno dei punti su cui le descrizioni
del New Code divergono maggiormente tra Grinder e
DeLozier: Grinder infatti sostiene che ci sia una eccessiva
sovrapposizione tra quelli che DeLozier chiama filtri ed
altre distinzioni come appunto le posizioni percettive,
convinzioni ecc. Io credo che probabilmente DeLozier faccia
questa distinzione solo per chiarezza espositiva e per
offrire diversi modi di trattare vari
elementi (diverse descrizioni).


Un altro aspetto a cui anche nel codice classico si accenna
ma che nel New Code assume un'importanza particolare è
l'uso dell'attenzione: Attention Training. Si tratta di
attività che hanno lo scopo di acquisire una sempre maggiore
capacità di usare e spostare l'attenzione che trova la sua
applicazione ad es nel modeling, attività che richiede una
sospensione per lunghi periodi di quel tipo di attenzione che
cerca spiegazioni soddisfacenti per la mente cosciente.
Oppure nell'intervento, in cui il pnlista deve distinguere
continuativamente tra contenuto e processo (prestando
attenzione ad entrambi ma in modi diversi).

Per (non) concludere…


Nonostante questa non sia che una sintesi (oltretutto mia
personale e nemmeno esauriente) del New Code in Pnl,
credo appaia chiaro come qust'ultimo sia diverso dalla Pnl
“classica” soprattutto per il focus (l'attenzione, manco a
dirlo). Il mio parere è che ci siano parecchie opportunità
anche per i fedelissimi del “classic code” di espandere le
nostre capacità, di esplorare nuovi territori e di
ampliare le nostre scelte.


Del resto un altro modo di intendere il New Code è pensarlo
come un invito a coltivare sempre meglio la qualità della pnl
e del modo in cui la usiamo, a rinnovare continuamente il
nostro impegno a migliorarci. Infatti, da questo punto di
vista, il New Code non fa altro che indicarci quali elementi
tendiamo a trascurare (come comunità di pratiche) e quali
risultano essere i più efficaci. Quel che è certo è che il New
Code ha ricevuto finora elogi ed apprezzamenti pari
solo
alle critiche ed ai risolini.


In conclusione, spero di aver solleticato anche solo per
un attimo la curiosità dei lettori di PsiNel e mi auguro che
si possa aprire un confronto sul tema. Io stesso (un purista
della Pnl) sto cercando di capire sempre meglio le proposte
e le implicazioni del new code, proposte che ho interpretato
come una sfida a non irrigidirsi e come anche una ventata
di aria fresca in un posto che iniziava a sapere di chiuso.


Non posso chiudere senza ringraziare vivamente Genna
per lo spazio che mi ha concesso con mente aperta,
disponibilità e curiosità da vendere.

Francesco Fiorello

****************************************************

Posizioni percettive, dibattiti fra "scuole di pensiero"
direi che anche questa volta Francesco ha messo un
sacco di carne al fuoco. Voglio nuovamente
ringraziarlo ed invitare anche te a fare altrettanto,
se anche tu sei un esperto di PNL e sviluppo
personale ed hai qualche esperienza e qualche
metodologia che vuoi condividere, ti invito a
segnalarmelo. Vaglierò l'opportunità di farti
scrivere un post o un ciclo di post...ma ti avviso,
sono molto selettivo ;-)))

A presto
Genna


Francesco ci ha lasciato anche una ricca bibliografia
ti consiglio di dargli un'occhiata. Purtroppo la
maggior parte di questi testi è in inglese ma visto lo
svilupparsi di questo campo sono ceto che presto
saranno tradotti anche in italiano.

Per approfondire:

J. Grinder, C. B. St. Clair, 2001, Whispering in the wind.
J. Grinder, J. DeLozier, 1987, Turtles all the way down.
J. Grinder, C. B. St. Clair, 2000, The sins of the fathers.
J. DeLozier, 1995, Mastery, new coding and systemic nlp.
(http://www.cleanlanguage.co.uk/DeLozier.html).
J. Collingwood, C. Collingwood, 2001, The nlp field
guide vol 1.
R. Dilts, J. DeLozier, The Encyclopedia of Systemic NLP
and NLP New Coding


Ps. il 28 Maggio a Milano si terrà un bellissimo corso
sulla autostima fatto da miei due amici e colleghi.
Due veri professionisti che hanno studiato in Italia
e in America raggiungendo livelli che raramente
possiamo vedere nel nostro Paese. Se vuoi partecipare
con uno sconto del 50% riservato ai lettori di
PsiNeL...scrivimi in privato a genna78@gmail.com


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mercoledì 18 maggio 2011

Psicologia e psicoterapia, coaching e counseling - "come affrontare la consulenza del futuro?"



















Ciao,


psicologi? psicoterapeuti? coach? conuselor? perché è
così difficile? No tranquillo non ho deciso di abbandonare
la professione e neanche di sparlare di coach e compagnia
bella. Ma solo di mostrarti perché oggi è più difficile (di
un tempo) fare questo lavoro e, in caso tu facessi una di
queste professioni mostrarti come migliorare le tue
doti relazionali e professionali. Toglierti dal vecchio
"mind-set" per catapultarti nella consulenza 2.0 :)


La domanda: "perché oggi è così difficile?" (oltre ad
essere infelicemente formulata), presuppone un bel di cose
- intanto che esista qualcosa che si chiama "cambiamento" e
che questo sia possibile...che la persona possa migliorare.
Poi, che esistano delle persone in grado di facilitarlo
ma più difficilmente di un tempo. In realtà la frase
presuppone molte più cose ma fermiamoci a questo livello
di significato ed esploriamo il passato per comprendere
il "metro di paragone"...cioè la "consulenza 1.0"


Un tempo "il terapeuta" era una persona posta sopra
ad un piedistallo. Un uomo competente ed autoritario,
di solito medico o un religioso, che elargiva i suoi
consigli da una posizione di supremazia o Up, diremmo
oggi. Solo lui era detentore della verità e si comportava
di conseguenza. Adesso starai pensando che questo
tipo di figura o meglio questo tipo di "mind set" esiste
ancora, come: medici, notai, avvocati, ingegneri e ...
ahimè...anche psicologi...a tal proposito
- apro una parentesi...


...per questi ultimi, insieme agli psichiatri la questione è
ancora più spinosa visto il sapere normativo: cioè il
presupporre di sapere che cosa significa "normalità" e
dettare delle regole affinché una persona sia "normale"
o meno. Alla luce della ricerca psicologica, sociale ed
antropologica, oggi sappiamo non esistere un criterio
unico di "normatività"... per cui per lo psicologo la
questione è ancora più spinosa - (senza parlare delle
molte incongruenze epistemolgiche in cui ci s'imbatte
quotidiamente) - chiusa parentesi.


Per cui un tempo per far agire e pensare le persone in un
certo modo bastava imporgli la propria conoscenza. In
una relazione asimetrica dove esiste un superiore (up) ed
una inferiore (down)
. Ma fortunatamente le cose cambiano
la tecnologia ed il benessere crescono ed oggi, un cliente,
spesso ne sa molto più di te. Arriva con una lista di obiettivi,
sa anche che tecnica vuole che tu utilizzi e ti valuta
perché ha la conoscenza in mano...la rete :) Prima di
presentarsi da te ha già fatto 1ooo ricerche ha già chiesto
in 10 forum ed ha "suppergiu" una propria teoria (anche
se non lo sa ;)) su come dovrebbe proseguire il
trattamento.


Immaginando la consulenza come un combattimento
(brutta metafora) è troppo facile vincere se si è a
cavallo e si possiedono armi che l'altro non ha. Anche
se spesso queste armi "sono immaginarie" - ti basta
pensare ai diversi depistaggi durante gli scontri mondiali
o nella guerra fredda, dove i rivali fingevano di avere
armi e potenzialità che non possedevano. Ma se siamo
tutti è due allo stesso livello, senza cavallo e a mani
nude la cosa cambia. E' troppo facile dare consigli,
suggerire strategie e comportamenti se l'altra persona
si "prostra ai tuoi piedi". Ma oggi non è più così,
le persone sono informate e pretendono.


Questo che cosa determina? per me solo buone
notizie :) i professionisti saranno costretti ad essere
sempre più aggiornati e competenti. Si dovranno
apprendere tecniche di comunicazione che diano
l'opportunità alle persone di "trasferire in modo
efficace ciò che vogliono comunicare". E' anche per
questo che PNL e altre metodologie stanno
divagando in ogni area professionale.



Questo varrà per tutte le professioni, anzi in realtà
già vale ma la gente fa fatica ad abituarsi. Pensa,
un tempo chi vendeva pesce nella tua Città poteva
stare tranquillo, "il mare è lontano, vado ogni santa
mattina a prenderlo fresco, lo porto sul mercato e
lo vendo." Il pescivendolo di un tempo poteva dormire
fra 2 guanciali; controllando la concorrenza avrebbe
continuato a prosperare. Ma purtroppo arriva la
globalizzazione, i supermecati ed il costo della vita
aumenta...


...e il povero pescivendolo non può competere.
Tuttavia, se come me hai grande spirito di osservazione
noterai, che nonostante la crisi ci sono delle piccole
attività che continuano a prosperare... perché? perché
in qualche modo hanno capito l'importanza di
trattare bene l'acquirente cioè dello sviluppo di
competenze trasversali. La gente si sente a casa
ad andare da "Luigi" (nome di fantasia) a comprare
il pesce. Perché Luigi ti da buoni consigli, ti dice con
quali cibi è meglio prepararlo e poi, è gentile.


Sto parlando di qualcosa di diverso dalla sola
"custumer satisfation" (la soddisfazione del cliente) sto
parlando del fatto che oggi ti trovi davanti una persona
che sa il fatto suo e che, per prima cosa, vuole testarti
come persona... perché se tu non gli vai a genio ci sono
altri 1000 professionisti come te lì fuori. Ma quali sono
le competenze che oggi bisogna avere e che un tempo
non erano richieste?


1) Aggiornamento: devi essere preparato ed aggiornato,
non sai quante volte ho trovato persone che, iniziando un
percorso con me lo riferivano ai loro psichiatri (o ex
terapeuti) dicendogli "vado da uno ericksoniano" e questi
gli rispondevano "chi è sto Erickson"? ;) E' un come se
andassi da un medico che non conosce i nuovi farmaci,
non sa che l'aulin buca lo stomaco o cose del genere.
Non sto dicendo che devi sapere tutto, ma devi essere
per lo meno informato ed aggiornato sulla ricerca e gli
sviluppi del tuo campo (qualsiasi esso sia).


2) Comunicare: la capacità di saper comunicare in
modo efficace, dell'essere padroni dell'atto performativo
della comunicazione. Il saper analizzare la domanda
altrui scovando i veri bisogni e creando soluzioni ad
hoc (cucite sul cliente). Il saper vedere dietro alle
parole, gestire l'implicito della relazione ed osservare
la comunicazione nella sua interezza (verbale non
verbale e relazionale, cioè saper osservare tutte
quelle relazioni e scambi spesso più importanti
delle parole stesse).


Sai che la "comunicazione" significa un sacco di cose.
Oggi è necessario fare training specifici su questa, che
ti aiutino a padroneggiare il tuo strumento principale,
le parole. Non basta sapere che "devi essere empatico"
o che "devi ascoltare attivamente" - devi avere un mezzo
tecnico che ti permetta di comprendere "come fare".
Poi è logico che, una volta appreso il metodo lo farai
tuo e diventerà qualcosa di estremamente personale.
In questa accezione allargata di "comunicazione" ci
inserisco pienamente la capacità di entrare in rapport
che è poi la base di tutto.


3) Avere una mappa: devi sapere dove ti trovi quando
stai operando cambiamenti importanti. E' inutile avere
una "valigia piena di attrezzi" se non sai dove porteranno.
Sarebbe come partire per un viaggio senza sapere ne il
percorso ne la meta. E' chiaro che un viaggio come questo
non ha ne tragitti ne mete prestabilite (di solito) ma è
sempre necessario avere una mappa per permetterti di
uscirvi con comodità. E' inutile affermare di agire in modo
istintivo, è vero la terapia spesso procede così, ma è giusto
è eticamente corretto verso il cliente, sapere dove ti
trovi e dove stai andando.


4) Pratica: devi praticare avere una reale esperienza di
ciò che vai "professando". Ci sono fin troppi consulenti che,
dopo aver letto un libro usano i loro clienti come cavie.
Questo vale soprattutto con chi ha poca esperienza e non
ha ben chiaro quali sono i propri punti di fora e di
debolezza. A questo serve la pratica a conoscere se stessi,
e ad impratichirsi. Come dicono tutti i grandi sia nello
sport che nella terapia (vedi Erickson) " i fondamentali
vanno costantemente ripetuti". Per cui anche se sei un
"esperto" è utile tornare indietro ed allenarsi sui
fondamentali del proprio lavoro.


5) Flessibilità: quando si entra nel merito delle teorie
psicologiche c'è sempre il rischio di cadere nella teleolo-
gia o teologia del metodo. Cioè credere che quello che ha
detto "Caio o Semprogno" (magari Erickson) sia "oro
colato" e che tu debba fare esattamente come diceva lui.
Abilità indispensabile per un "consulente 2.0" è quella
di essere aperto e flessibile...rispettando la famosa
massima " facendo le stesse cose otterrai gli stessi
risultati". Questo non è un invito a provare 1000 tecniche
se qualcosa non funziona, ma è un invito ad essere
sufficentemente flessibile da cambiare ed adattarsi
nel momento apporopriato.


6) Passione: se fai il consulente aziendale non è
necessario che tu sia "appassionato" dei prodotti di
quella azienda. Ma se ti occupi di psicologia e di
miglioramento personale allora "devi esserlo". Forse
questa doveva essere la prima voce (insieme al
rapport) ma dovrebbe essere scontato che, aiutare
le persone è un lavoro talmente "pregnante" da
necessitare una forte passione di fondo. Se sei li a
pensare "bhè fare il counselor mi sembra un bel
lavoro dove si fa poco sforzo e si guadagna tanto"
ti sbagli di grosso ;-) è un lavoro come tutti gli altri
ed è difficile! la passione è necessaria!


Molto probabilmente questi 6 punti non esauriscono
le capacità utili ad essere un "consulente 2.0" e di
sicuro dedicherò altri post a proposito. Ma sono
fermamente convinto che siano abilità indispensabili
per avere sempre più consulenti pronti, preparati che
sappiano cosa stanno facendo. Persone che realmente
decidono di aiutare il prossimo con etica ed onestà
in qualsiasi ambito si decida di fare consulenza.


Insomma, hai afferrato no? mi piace credere di vivere
in un modo di abbondanza dove "c'è posto per tutti" e c'è
sempre meno bisogno di competere per ciò che ci serve.
E dato che il web oggi permette di "sapere tutto" oggi la
consulenza non è più una "lotta impari" ma si tratta di
mettersi in gioco davanti ad una persona intelligente
quanto te e in grado di "metterti nel sacco" (a volte è
uno dei desideri dei clienti;)). Non devi diventare un
"manipolatore della mente per batterlo", ma
semplicemente essere preparato, appassionato
ed onesto ;-)


Aspetto un tuo prezioso feedback
a presto
Genna


Ps. In ogni ambito ci sono le eccezioni e se da te
arriva una persona che "si mette down" e vuole il
"medico classico"...fai il medico classico. Così se
ti arriva un "posseduto" puoi fare (o mandarlo) da
un esorcista

lunedì 16 maggio 2011

PNL: "la Ristrutturazione in 6 fasi o poco più" ;-)

















Ciao,


settimana molto intensa per il mondo dello sviluppo
personale, hai visto Golfera? Dalla scorsa settimana
ti sto mostrando alcuni articoli sul "Nuovo Codice" di
John Grinder
, scritti da un "super lettore" Francesco.
La PNL ha avuto molte evoluzioni e poche tecniche
sono rimaste longeve come quella che ti mostrerò
oggi, la "ristrutturazione in 6 fasi"...e allo stesso
tempo un pò misteriose. Avendo parlato nei post
dedicati a Grinder di questa metodologia ho deciso
(su impulso dei lettori) di mostrarti come farla:









Sei riuscito ad ascoltarlo? è la struttura classica
della ristrutturazione ma in più continuo a ripeterti:
tranquillo anche se non hai avuto una risposta secca
dal tuo inconscio (un po' come descritto nei testi) puoi
andare avanti. Infatti ci sarebbe molto da discutere
su queste "parti", ma per farlo ti lascio alla lettura di
questo post
in cui già ti mostro una versione
"soft"
della ristrutturazione...con altri esercizi
dedicati alle "parti".


Ecco la struttura dell'esercizio:


1) Trova un comportamento indesiderato: cerca
un comportamento che non vuoi più avere o che vuoi
migliorare. Stabilisci, se lo desideri, dei segnali ideo-
motori del "si e del no".


2) Identifica la parte: chiediti...la parte che genera
questo comportamento è disposta a parlare con me? dillo
nella tua mente e aspetta una risposta. Questa può essere
sia conscia, cioè una risposta che sai già di possedere e
sia inconscia attraverso i segnali ideomotori (movimenti
delle dita ecc.).


3) Separa l'intenzione: dal comportamento chiedendo
alla parte... "che cosa stai cercando di fare per me?"...se sei
riuscito ad instaurare un buon dialogo "con la parte" puoi
ricevere una risposta, magari poco chiara come una
immagine mentale o una sensazione. Ma è possibile
anche che tu abbia scovato l'intenzione positiva
attraverso il semplice ragionamento.


4) Trova nuovi modi: chiedi alla parte di trovare almeno
3 nuovi modi per esaudire le reali intenzioni. Se ad esempio
il comportamento da eliminare è il mangiarsi le unghie ed
il suo scopo è quello di tranquillizzarti, potrebbe trovare
3 nuovi modi per farti sentire più tranquillo e rilassato.
Chiedi al tuo inconscio di generare automaticamente
questi nuovi comportamenti oppure... immagina quali
nuovi comportamenti soddisferebbero quel bisogno.


5) Va bene così?: chiedi alla parte che generava il
comportamento indesiderato se i nuovi comporamenti gli
vanno a genio... se risponde con un vistoso no chiedigli
di genearea altri comportamenti che gli vadano a genio.
Se i comportamenti sono consci, immaginati agire questi
comportamenti e vedi se "ti calzano".


6) Siamo tutti d'accordo: ora chiedi a tutte le parti
del tuo essere se quei nuovi comportamenti che inizierai
a mettere in pratica vanno bene per loro, vanno bene
per le persone che ti circondano e se vanno bene
per l'ambiente che ti circonda.


Bene, la parte che spesso resta più misteriosa della nota
ristrutturazione in 6 fasi (six step reframe) sono i segnali
ideomotori. Nonostante si attribuisca a Milton Erickson
il loro uso, in realtà la pratica risale a molti anni prima,
già con l'uso del famoso pendolino (non nelle mani dell
ipnotista ma in quelle del soggetto). Erickson li usava
quasi sempre come mezzo per dimostrare, in pubblico,
i fenomeni della trance. E molto meno quando si trattava
di operare cambiamenti importanti.


Non è necessario "concordare" con l'inconscio dei
segnali ideomotori "si e no". - Che tra l'altro se ci pensi
se potessi comunicarci così semplicemente perché
mai devo fare tutta sta menata, non sarebbe molto
meglio chiederglielo direttamente? ;) - ti basta ascoltare
il tuo corpo, il tuo stomaco, il tuo istinto. Se senti di
poter proseguire l'esercizio fallo, e non c'è nulla di
male nel rendere cosciente il processo.


Sperando di aver "illustrato meglio" questo pattern
della PNL, t'invito a farmi sapere che cosa ne pensi
lasciando un commento qui sotto e dicendomi se
il post, ti piace oppure non... ti piace.


A presto
Genna

venerdì 13 maggio 2011

Truffe psicologiche: "dalle tecniche di memoria alla Pnl""


















Ciao,


sai chi è Gianni Golfera? è "l'uomo memoria" degli ultimi
10 anni. Golfera è apparso dal nulla, in un marasma di
insegnanti di mnemotecniche affermando di essere il
migliore al mondo. Forse ti sarà sfuggito che l'altra sera
Golfera è stato smascherato da "Striscia la notizia" mentre
utilizzava un trucchetto barbino per "convincere" i suoi
corsisti delle sue strabilianti capacità. Io ed un mio caro
amico siamo andati a vedercelo dal vivo tempo fa è
indovina cosa ci siamo detti? "Bhe... conosco gente
molto più brava
" ;-)


Ok, adesso è facile sparare "sulla croce rossa" ed accanirsi
su Golfera...ma che dire? ha fatto davvero una figura del ca.
In quel video si può vedere nettamente che il nostro
menominc sta utilizzando un trucco, tanto da non voler
ripetere l'esercizio di fronte alle telecamere. Chiunque
sappia utilizzare le mnemotecniche sarebbe, per lo meno,
in grado di imparare a memoria le prime 20 carte in
pochi minuti, ma lui non l'ha fatto. Perché?


Secondo me le spiegazioni sono due: 1° Golfera si è seduto
sugli allori ed ha smesso di esercitarsi - chiunque conosca
queste tecniche sa che se non le si pratica si perde molto
in fretta la capacità di utilizzarle velocemente. 2° era
troppo emozionato per essere stato pescato con le "mani
nel sacco" - e qui si potrebbe scrivere un libro, perchè
Golfera non è solo nominato come "l'uomo con più
memoria al mondo" ma anche come "esperto di PNL".
Per cui direi che il fatto di essere "emozionato" non
dovrebbe sussistere. Un vero esperto del settore dovrebbe
poter ripetere quello stesso "convincer" anche di
fronte al diavolo ;-)



Da quando esiste l'opportunità di misteriose facoltà da
poter sviluppare esistono quelli che gli inglesi chiamano:
"convincer", che servono proprio a "convincere" le
persone. In modo particolare questo termine è entrato in
uso fra gli ipnotisti inglesi che utilizzano delle manovre
suggestive basate sui segnali ideomotori (e su altro) per
poter convincere il soggetto che "sta avvenendo qualcosa
chiamato ipnosi". E' una sorta di "yes set" (o campo
affermativo) in cui, credo di non riuscire più ad aprire
gli occhi, credo di non riuscire a piegare il braccio...
allora...credo di poter "entrare in ipnosi".


Dal punto di vista della prestazione lo "yes set" non ha
nulla di "truffaldino". Ma quando invece esso viene
usato per giustificare e spiegare la teoria di base allora
diventa truffaldino. Un esempio è quello dei segnali
ideomotori utilizzati da un notissimo ipnotista italiano
che facendo oscillare le persone avanti e indietro chi
ha costruito dietro una teoria strampalata che ruba
contenuti a desta e a manca per giustificarsi (e se
hai letto questo commentatissimo articolo sai di
chi sto parlando ;-)


E' un vero dispiacere e sai perché? perché queste
tecniche funzionano e possono realmente migliorare
la tua memoria. Ma a causa di persone "poco serie"
(mi dispiace dare questo appellativo ma è quello che
milioni di italiani hanno visto) si rischia di fare di
"tutta l'erba un fascio" e di bloccare lo sviluppo di
certe metodologie che potrebbero aumentare la
qualità della nostra vita.


Una cosa simile la fanno tutti i guru dello sviluppo
personale quando sono sul palco. Affidandosi alla loro
posizione operano cambiamenti al dir poco eccezionali
nelle persone in pochi istanti. Così su di un palco si
vedono svanire fobie ed attacchi di panico in pochi
secondi. Ma qui il trucchi c'entrano poco ed entra in
ballo una questione di "ci credo per cui funziona",
proprio come i guaritori spirituali che forse avrai
visto in America...


...a questo punto vedo già i "paladini della PNL o
dello sviluppo personale che si schierano e dicono:
"ok, ma quello del pubblico e della posizione up è
solo un modo per sbloccare le convinzioni e
dimostrare che tutto è possibile, anche guarire gli
attacchi di panico in pochi secondi". ...e non ti
sembra una bella risposta al mio ragionamento?


No non la è, ed ora te lo dimostro ;-) Per prima
cosa nessuno va a controllare se quelle persone che
sono salite sul palco di un "Bandler o di un Robbins"
poi siano state libere dai disturbi nei giorni a venire.
Il fatto di accarezzare un serpente davanti a migliaia
di persone non fa testo. Intanto chi ha paura dei
serpenti raramente si troverà di fronte alle bestie
enormi che si portano per le dimostrazioni, per cui
è una "fobia" diversa da chi "teme i cani" che può
incontrare ad ogni angolo della strada...


...secondo, la tecnica funziona davvero (ad esempio
quella di Bandler) ma in pochi secondi crea solo una
sorta di effetto placebo che viene amplificato sia
dal "carisma del docente" e sia dal pubblico che
guarda. "Ok Genna, ma non è un male che si mostri
in pubblico che in pochi secondi si risolvono annosi
problemi?". E invece può essere un grosso male.
Perché poi arrivano nel mio, come in quello di altri
colleghi, clienti che pretendono prestazioni simili.


"Ma quindi Genna ci stai dicendo che la cura rapida
di alcuni disturbi è solo una chimera?" No assolutamente
ma dipende che cosa s'intende per "rapida". Infatti non
è raro risolvere una fobia in una barra 3/4 incontri.
E la stessa cosa può valere per gli attacchi di panico.
Ma è una cosa che non capita spesso e non dipende solo
dalla metodologia applicata dal terapeuta/psicologo/
PNlista. Dipende dal rapporto con il cliente, dal tipo
di "patologia" e, infine, dalla tecnica utilizzata.


Concludendo: quella che ha fatto Golfera è stata
proprio la figura del truffatore e chi, come me, si
occupa di queste materie viene incluso fra queste
persone. Golfera ha annunciato di fare una conferenza
stampa apposita per controbattere l'intervento di
"Striscia la Notizia"...vedremo come se la caverà!


A presto
Genna


Ps. Per tutti gli appassionati sia di PNL e sia di
mnemotecniche ci tengo a sottolineare che entrambe
queste discipline sono utili ed efficaci. Sempre se si
evitano trucchi barbini da truffatori e si tiene
costantemente il cervello acceso ;-)

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mercoledì 11 maggio 2011

John Grinder: "il Nuovo Codice della PNL" Vol. 2


















Ciao,


sai che cosa è il "nuovo codice" di John Grinder? la scorsa
settimana ho pubblicato un articolo scritto da Francesco
Fiorello
che però non ti ho ancora presentato ;-) Francesco
è un collega che è entrato in questo mondo da molto
giovane, nel 1999... quando aveva ancora 20 anni (ho
fatto bene i calcoli visto che siamo coetanei ;)). Ci tengo a
dirti che ho pubblicato l'articolo di Francesco non per il
suo curriculum
(che ho conosciuto solo in seguito) ma
perché i suoi commenti sul blog mi erano piaciuti molto,
articolo compreso.


Bhe...ora che ne sai qualcosina in più sull'autore di questi
articoli ti auguro una buona lettura :)

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In Pnl, generalmente si tende a partire dal presupposto che
la performance, il comportamento, dipendono dallo stato in
cui si è. Così nel New Code non ci si concentra troppo su
quali comportamenti specifici si potrà attuare in futuro. Il
focus è invece sull'essere in uno stato produttivo. In altri
termini l'attenzione è posta maggiormente sul concetto
di
stato e quello di intenzione.


Sottraendola invece dal livello del comportamento (Ricorda
niente? Già, infatti nei primi anni 80 Grinder collaborava
con Anthony Robbins). L'idea è che se c'è ecologia
(congruenza con l'intenzione) e si accede ad uno stato di
qualità, il comportamento sarà una naturale conseguenza
e sarà naturalmente approrpiato. Chiaramente la
preparazione, ad es. in vista di una prestazione, sarà
importantissima, ma l'idea è che, se c'è una buona
preparazione alle spalle, nel momento della prestazione
l'unica cosa che conta è essere nel giusto stato:


il resto verrà da sé. Per contrasto possiamo pensare ad
una situazione in cui eravamo preparatissimi ma
continuavamo a badare (consciamente) a come ci
muovevamo, a come parlavamo, a ciò che poteva
succedere ecc...e questo ha reso la nostra prestazione
meno di quello che poteva essere (chiunque abbia fatto
un esame all'università o una gara sportiva o un
colloquio di lavoro sa bene di che parlo).


E questo ci riporta dritti dritti agli esempi iniziali. Miyagi
si assicura che la mente cosciente di Daniel non interferisca.
Io conoscevo bene le procedure da seguire per completare il
cubo, ma sforzandomi di ricordare coscientemente, impedivo
a questa conoscenza (preparazione) di emergere. E come
skater, i movimenti che mi proponevo di fare erano troppo
complessi per essere portati a termine mentre
contemporaneamente pensavo a non farmi male (ovviamente
un utopia per chi ama lo skate) ed a ricordarmi di tutte le
correzioni che mi ero proposto di apportare all'esecuzione.


Ma quando la mente inconscia è libera di lavorare, senza
interferenze, l'eccellenza emerge senza sforzo. Avevo trascorso
lunghe ore, giorni, mesi ad osservare video di campioni di
skate, i loro movimenti, le loro espressioni, compiendo un'
azione di modellamento inconscio. Grinder sottolinea in
Whispering in the wind” l'importanza di accostarsi al
modellamento sospendendo la necessità ed i tentativi di
comprendere consciamente cosa stiamo facendo o come
faccia il nostro modello ad ottenere simili risultati.


Ancora una volta l'inconscio e le sue capacità creative e di
apprendimento sono messe al centro. Nel New Code c'è un'
insistenza continua, uno sprone a non accontentarsi dei
modelli proposti dalla pnl, ma piuttosto uscire là fuori e
dedicarsi al modellamento, il vero cuore della Pnl.


Anche in termini di training ed insegnamento, nel New
Code si privilegia l’approccio Miyagi: lo scopo è predisporre
contesti, situazioni, attività che presuppongano i patterns, i
modelli, le tecniche. In modo che le distinzioni e le abilità
possano emergere come risultato di tali attività, piuttosto
che essere insegnate direttamente (e coscientemente).


Ho letto un'intervista in cui Grinder dice che senza questa
attenzione alla mente inconscia, senza coinvolgerla
attivamente e senza lasciarle lo spazio che merita, la Pnl
ha
perso interamente il contributo di Erickson. I
Pnlisti di prima generazione avevano acquisito implicitamente
la capacità di coinvolgere l'inconscio, di attivare le risorse
inconsce, di comunicare con la parte inconscia dei clienti ecc.
ma – continua Grinder – sembra che questa capacità si sia
persa via via che le generazioni di trainers si succedevano, e
questo è dovuto proprio al non aver codificato
esplicitamente questo aspetto.

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Bello no? è interessante vedere come i lettori siano arrivati
più o meno spontaneamente a questo punto senza aver
letto il resto dell'articolo. Cioè a notare che la nuova PNL,
in parte, si sia staccata dall'ipnosi ericksoniana o meglio
dagli insegnamenti di Erickson. E di aver riconosciuto in
nel "New Code" una "ripresa ericksoniana". In realtà
Bandler ha continuato a coltivare l'ipnosi ma dandogli
altri nomi come: DHE o NHR - due discipline che
dovrebbero essere il miglioramento del modello "PNL".


Se ti sono piaciuti questi due articoli non stari più nella
pelle nel leggere il terzo che è ancora più interssante è
denso di concetti importanti che possono allargare il
tuo "modello personale di miglioramento" ;-)
Il dibattito è aperto...aspetto i tuoi commenti.


A presto
Genna

lunedì 9 maggio 2011

Distorsione temporale: "Come viaggiare nel tempo con la mente"

















Ciao,Inserisci link


il tempo è una delle risorse più democratiche a nostra
disposizione, infatti sia io che te ne abbiamo la medesima
quantità. Nonostante questa ovvietà il tempo viene
percepito
dalle persone con enormi differenze.
Qualche tempo fa ti avevo mostrato come sia possibile
utilizzare le sottomodalità della PNL per distorcerlo a
tuo favore e anche come usare le "tue time-line". Ma
nell'esercizio di oggi troverai una variante basata sul
tuo inconscio...cioè sulla capacità di allenare le tue
distorsioni temporali in modo, quasi, oggettivo ;)








Sei riuscito ad ascoltarlo? la distorsione temporale
è una delle fenomenologie ipnotiche più famose. Ma sarà
capitato a tutti di speriementarla in contesti dove, fra
molte virgolette l'ipnosi non sembrava esserci. Lo scopo
principale di questo esercizio è quello di mettere in
relazione il mondo "interiore soggettivo con quello
esteriore ed oggettivo"... un bel casino non credi? ;-) e
invece è possibile anche raggiungere dei livelli di
precisione che possono realmente stupirti e lasciarti
a bocca aperta... dopo tutto i nostri antenati non
avevano la sveglia ;)


Ecco la struttura dell'esercizio:


1) Orologio e quaderno: per prima cosa trova un posto
tranquillo dove poter fare l'esercizio e porta con te un
orologio ed un quadernino (ti consiglio di acquistarne uno
apposito per svolgere gli esercizi di PsiNeL ;)).


2) Esperienza piacevole: ora seleziona un'esperienza del
tuo vissuto piacevole che contenga, però, meno implicazioni
sentimentali possibili. Ad esempio: la lettura di un libro, una
gita con gli amici oppure la visione di un film.


3) Sperimenta: ora segna sul quaderno l'ora d'inizio e, da
seduto o da sdraiato entra dentro te stesso rilassandoti e
rivivendo l'esperienza piacevole. Scrivere l'ora prima è
fondamentale perché l'ultima cosa a cui devi pensare è
proprio lo scorrere del tempo.


4) Confronta: ora esci dal tuo rilassamento, fallo quando
ne hai voglia, non c'è un tempo preciso. E segna sul quaderno
secondo te, quanto tempo è trascorso. E poi, segna il tempo
reale trascorso.


5) Allenati: fallo sino a quando pensi di aver ottenuto una
buona distorsione temporale. Ad esempio pensi di aver
trascorso 5 minuti ma in realtà ne sono passati almeno 20.
Lo scopo non è quello di "beccare il tempo giusto" ma quello
di allenarti a comprendere "istintivamente" quando il tempo
si dilata o si contrae.


6) Post allenamento: ora scegli un'esperienza della tua
vita dove vuoi applicare questa nuova abilità. Come ad
esempio sul posto di lavoro oppure in un viaggio in treno.
Vedrai sarà divertentissimo chiudere gli occhi e fare un
viaggio in treno di ore... in "una manciata psicologica di
minuti" ;-) Ti avviso però, ci vuole molto allenamento
per raggiungere questo stadio.


Bene, come ti sarai reso conto questo è un esercizio che se
praticato può realmente migliorare la qualità della tua
vita. Soprattutto se pensi di avere "un brutto rapporto"
con il tempo, se ad esempio sei un ritardatario o cose
del "genere". Svolgi l'esercizio e fammi sapere che cosa
ne pensi lasciando un commento qui sotto...


A presto
Genna


Ecco un altro esercizio di "distorsione temporale"
creato da Richard Bandler. E' un "vecchio" per
cui evita di giudicare la qualità dell'audio ;-)))

venerdì 6 maggio 2011

PNL: "New Code - il Nuovo Codice di John Grinder" Vol. 1



















Ciao,


qualche tempo fa avevo scritto un post sugli "errori della
PNL" o meglio su di un "errore della PNL". Fra i
commenti di quel post un preparato lettore, Francesco,
mi aveva fatto notare come quel punto di vista fosse
simile al "New Code" di John Grinder il co-creatore della
PNL. Incuriosito dalla sua preparazione e dal fatto che
di "new code" so poco o nulla ho chiesto a Francesco
se aveva voglia di illustrarlo ai lettori di PsiNeL. Con
mia grande soddifazione Francesco ha accettato e mi
ha inviato un articolo oceanico sul New Code...per
tanto ho deciso di spezzettarlo e creare una serie di
post sull'argomento.


Editerò l'articolo inserendo qui e la qualche link che
aiuti a chiarire alcuni termini utilizzati e al termine di ogni
post inserirò un piccolo commento su "cosa ne penso" delle
innovazioni inserite da Grinder...ringraziando ancora una
volta Francesco ti auguro una buona lettura :)


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Credo che tutti ricordiamo Mr. Miyagi ed il suo “metti la
cera, togli la cera”. Ciò che stava facendo era predisporre
per Daniel un contesto ed un'attività in cui le abilità che
questi desiderava potessero svilupparsi ed emergere
mentre l'attenzione cosciente era interamente altrove.
Miyagi sapeva che, nel contesto appropriato, le
nuove abilità sarebbero entrate in azione senza che la
“mente conscia” dell' allievo dovesse valutare la
situazione, decidere come agire ecc...


Qualche tempo fa mi sono ritrovato tra le mani, dopo
che per anni ed anni era rimasto nel dimenticatoio, un
cubo di Rubick. Non ricordavo le regole e le fasi e così, nel
tentativo di risolverlo continuavo a bloccarmi. Ad un certo
punto però mi sono “distratto” parlando con qualcuno e,
preso dalla conversazione e giocherellando col cubo, ho
notato che le
mie mani “ricordavano” alla
perfezione le procedure per la soluzione.


Da adolescente ero uno skater. Ricordo la frustrazione
del provare e riprovare un trick (una figura, una tecnica con
lo skateboard) e non riuscirci. E ricordo ancora meglio la
sorpresa e la gioia che provavo quando, pensando a tutt'altro
e scherzando con gli amici, improvvisamente il trick tanto
esercitato riusciva naturalmente, con la spontaneità e
l'eleganza tipiche della maestria. Provando a riprodurlo a
volontà, ahimè, io ed i miei amici scoprivamo che le
difficoltà riemergevano.


Questi tre esempi (e sono sicuro che ciascuno di voi ne
potrebbe citare tantissimi altri tratti dalla propria esperienza)
ricordano la nota storia del millepiedi cui fu chiesto di
spiegare, nel modo più specifico possibile, come riuscisse
a camminare coordinando così tanti piedi insieme e lui,
tentando di rendersi consapevole di come effettivamente
facesse, si bloccò e non riuscì più a muoversi.


Cosa c'entra tutto questo col New Code e la Pnl?
Stiamo per arrivarci, assecondatemi ancora per un attimo.


In un interessantissimo articolo/intervista dal titolo
The sins of the fathers” (letteralmente: I peccati dei padri,
ma sarebbe più appropriato dire Gli errori dei padri), John
Grinder sostiene che lui e Richard Bandler avrebbero
commesso degli “errori” nel tradurre la loro competenza, la
loro conoscenza tacita (ciò che avevano imparato
modellando terapeuti eccellenti) in conoscenza esplicita
e trasmissibile.


New Code significa appunto “nuovo modo di codificare”
o “nuova codifica”. Il New Code nasce infatti come tentativo
di correggere quegli errori ed integra le esperienze e le
evoluzioni ulteriori dei suoi autori. Naturalmente, come per
la Pnl in generale, al giorno d'oggi non è possibile parlare di
New Code tout court. Esistono infatti diverse interpretazioni
a seconda degli autori. Tuttavia possiamo dire che il New
Coding nasce dalla collaborazione tra John Grinder e Judith
DeLozier nei primi anni ottanta.


Grinder continuerà poi a sviluppare la sua idea di
New Coding
insieme a Carmen Bostick St. Clair, mentre
Judith DeLozier darà vita ad una versione sua, leggermente
diversa da quella di Grinder. Aggiungerò anche (rischiando
una tirata di orecchie da John Grinder in persona) che il
New Coding oggi si sovrappone parzialmente alle proposte
più recenti di Robert Dilts e, non a caso, Dilts e DeLozier
non hanno mai smesso di lavorare insieme sin dagli
esordi della Pnl.


Nonostante le diverse versioni ed orientamenti, il New
Coding nasce da una serie di osservazioni e riflessioni
e possiede, diciamo così, un'anima e dei tratti comuni e
trasversali a tutti gli autori ed è di questo che si occupa
questo articolo: lo scopo è presentare una sintesi delle
principali differenze tra Classic Code e New Code, in modo
da poter avere un primo assaggio e poter insieme capire
ed esplorare se e come il New Code possa aumentare e
migliorare le scelte di cui dispone chi si interessa di Pnl.


Vediamo più da vicino di che si tratta.


Uno degli aspetti del New Code in cui si evidenzia
maggiormente la differenza con la Pnl “classica”, nonché
uno degli aspetti più rilevanti, è il coinvolgimento della
mente inconscia. Generalmente in un intervento di Pnl
gli aspetti critici della situazione vengono identificati e
definiti dalla mente cosciente. Si lascia cioè che sia la
parte cosciente ad identificare quale sia l'aspetto da
cambiare, quale debba essere l'obiettivo dell'intervento
e, soprattutto, quali saranno le risorse da utilizzare e se
ci siano o meno implicazioni ecologiche da affrontare.


Ebbene, nel New Code questa tendenza si inverte.
La mente cosciente viene considerata la parte meno adatta
a trattare questi temi. Così il New Code propone una serie
di aggiustamenti al Classic Code affinché si possa
correggere operativamente questo “errore”. Un modo per
farlo (per coinvolgere attivamente la mente inconscia e far
sì che sia questa ad assumersi la responsabilità di
selezionare i cambiamenti da fare, le risorse da utilizzare
ecc.) è quello di stabilire dei segnali ideomotori...


...in modo che, durante le fasi critiche di un intervento
l'operatore ed il cliente possano verificare il modo in cui si
sta procedendo. Il modello di riferimento in questo caso è
il 6 Steps Reframing, tecnica che Grinder considera
l'esempio rappresentativo ideale del New Code. Infatti in
questa tecnica la parte cosciente non fa altro che
identificare ciò di cui la persona è insoddisfatta o da cui è
disturbata. Mentre il modo in cui viene effettuato il
cambiamento, grazie a quali risorse, con quali tempi ecc.
sono tutte aree di competenza della mente inconscia.


Un altro modo per ottenere lo stesso risultato è fare in
modo che nel contesto in cui si desidera operare un
cambiamento si attivi quello che Grinder chiama “:
content free high performance state”. Uno “stato
di alta performance senza contenuto” è uno stato in cui
la mente inconscia è libera di utilizzare le risorse di cui
dispone. Le occasioni in cui le nostre prestazioni sono
eccellenti in modo naturale...


...quelle occasioni in cui sentiamo che diamo il nostro
meglio senza nemmeno pensarci, in cui magari dopo
non riusciamo a spiegare chiaramente, nemmeno a noi
stessi, come abbiamo fatto e tutto ciò che sappiamo è che
ci sentivamo bene e che tutto ci sembrava fluire in modo
naturale e privo di sforzo, sono tutti esempi di situazioni
in cui abbiamo avuto un accesso naturale, spontaneo
alle
nostre risorse inconsce.


Nel New Code si fa ampio uso di “giochi”, di attività
che hanno il preciso scopo di stimolare ed attivare un simile
stato. Questo stato-risorsa poi viene integrato nella situazione
che si desidera influenzare. Uno schema tipico del New Code
prevede l'uso di ancore spaziali, l'identificazione di specifici
Indicatori di Contesto (ancore contestuali per poi disporre
un'operazione di future pacing), l'uso di “new code games”
per l'accesso allo stato-risorsa ed infine l'integrazione delle
risorse, che verranno associate agli indicatori di contesto.


Lo scopo è rendere accessibili le risorse inconsce
nella situazione da modificare. Ancora una volta, proprio
come nel 6 Steps Reframing, la persona non sa quali
saranno i cambiamenti, quali i nuovi comportamenti
messi in atto ecc.

***************************************************

L'articolo è molto bello e vedrai che si svilupperà ancora
meglio, tuttavia per ora posso solo affermare che la
differenza fra "vecchio codice" e "nuovo codice" è l'ipnosi.
O meglio dare la libertà all'inconscio di scegliere, cose che
io chiamo "ipnosi" ;-))


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A presto
Genna