mercoledì 30 marzo 2011

Non verbale: "10 posizioni per aumentare le prestazioni"
















Ciao,


sai che cosa è la "embodied cognition"? è una branca
della psicologia che studia come "corpo e mente" sono
collegati e si influenzino vicedevolmente. Ma questa è
solo una piccola definizione. Si tratta infatti di una delle
acquisizioni più recenti della psicologia sperimentale che
da risposta a moltissimi quesiti che gli studiosi si
pongono da anni. Se mi segui conosci sia l'argomento e
sia lo psyblog, uno dei miei blogger preferiti, da quale
ho preso l'articolo che stai per leggere. Si parla di 10
posizioni fisiche che possono migliorare la tua vita.


La cosa più difficile per me è inserire questi post in una
categoria conosciuta, ed ho deciso di inserirla in quella
del linguaggio non verbale, essendo anche questo una
forma di comunicazione. Ma non solo "comunicazione
non verbale" fra due o più persone, ma comunicazione
con se stessi: fra pensieri, azioni e atteggiamenti.


Ecco le 10 "posizioni del potere" analizzate:


1) Posizioni del potere: in molti corsi di sviluppo
personale s'insegna a stare in una posizione di centratura,
con il corpo aperto, le braccia rilassate ed il collo in mostra.
Questi sono tutti ottimi suggerimenti, uno studio effettuato
da Carney e collaboratori, dimostra che una posizione con
le braccia aperte, composta da movimenti ampi ed energici
NON da un senso di potere, ma aumenta il testosterone
che scorre nel corpo. Aumentare lo spazio che occupi non ti
rende solo più "alfa" (parlo per i maschietti) ma aumenta
anche i tuoi livelli di testosterone.


2) Tensione muscolare
: tendere i muscoli aumenta la
forza di volontà, è il risultato di 5 affascinanti esperimenti
condotti da Hung e Labroo (2011). I quali hanno dimostrato
che tendere i propri muscoli aumenta la sopportazione del
dolore, permette di resistere ai cibi preferiti, assumere
medicine dal gusto orrido ed essere maggiormente attento
anche quando ci sono dei rumori di disturbo. In pratica
tendere i muscoli ti permette di avere maggiore forza di
volontà...."un come il vecchio adagio-stringi i denti".


3) Essere più persistenti
: se devi svolgere un compito
che richiede "persistenza", cioè la motivazione a "non
mollare"... incrocia le braccia :O Gli studi sull'incrocio di
gambe e braccia sono davvero molti, ma quello condotto
Friedman e Elliot (2008) dimostra che incorciare le braccia
di fronte ad una serie di compiti complessi aumenta la
persistenza nel voler risolvere tali problemi. Se ci pensi è
proprio la posizione che si assume naturlamente di fronte
a simili problemi.


4) Avere più idee
: se cerchi una soluzione o un'idea
creativa e non ci riesci... sdraiati! è la conclusione a cui sono
giunti Lipnicki e Byrne (2005) che hanno sottoposto alcuni
soggetti a complessi anagrammi. Chissà perché usano così
tanto gli anagrammi? ;) Chi si è sdraiato ha risolto gli
anagrammi più velocemente... e non solo, questo stesso
espediente può essere usato per avere soluzioni più
creative.


5) Un bel pisolino: visto che sei già sdraiato perché non
farsi un bel pisolino? (dice scherzosamente l'autore dello
psyblog ;)) Ne avevamo già parlato ma in questo caso gli
autori dell'esperimento sono Brooks e Lack (2005) che
hanno calcolato la durata del sonnellino ed hanno scoperto
che il "numero magico" è di 10 minuti. Notando anche che
chi ne dormiva 5...aveva la metà della prestazione :O
Sopra i 10 minuti (come ti dicevo nell'articolo linkato più
sopra) si hanno benefici ma ci si mette molto di più per
riprendersi ;)


6) Persuasione: gesticolare ti rende più persuasivo, è
questo non dovrebbe essere un segreto... se mi segui ;)
Maricchiolo e collaboratori (2008) hanno comparato una
comunicazione in cui i soggetti potevano muovere le
proprie mani, con una comunicazione priva di gesti. La
prima è risultata essere decisamente più persuasiva.


7) Apprendimento: i gesti sono utili nell'apprendere
i concetti
. Questo è stato scoperto osservando i bambini
ed il loro modo di imparare. Cook e collaboratori (2007)
hanno invitato alcuni bambini ad usare molti gesti
durante l'apprendimento di alcune abilità...mentre ad
altri hanno impedito il movimento. I primi hanno
appreso meglio e più velocemente degli altri.


8) Sorridere per essere felici
: un famosissimo studio
ha dimostrato che sorridere volontariamente stimola le
aree della "felicità". In pratica, quando sorridi per più di
un tot di secondi (mi pare di ricordare 15 secondi) i tuoi
muscoli facciali danno ordine alle aree responsabili del
buon umore di secernere sostanze che ti rendono
realmente "di buon umore".


9) Imitazione empatica
: se vuoi "entrare nella testa"
di qualcuno imitane il comportamento non verbale.
Questa intuizione che sta alla base delle tecniche studiate
dalla PNL per generare rapport è dimostrata essere
credibile per quanto riguarda la capacità di mettersi nei
"panni degli altri"... sviluppando così una maggiore
empatia.


10) Imitazione per comprendere
: imitare la postura
e i gesti di un'altra persona non è solo utile per entrarvi in
empatia ma anche per "capire meglio" ciò che ti sta
dicendo. Uno studio condotto da Adank (2010) ha
dimostrato che per capire meglio l'accento straniero di una
persona è utile imitarla. Dopotutto, come si diceva prima,
serve per "entrare nella loro testa" (ovviamente con il
massimo rispetto)... leggi qui i dubbi sulla tecnica del
ricalco che ho dichiarato qualche tempo fa.


La carrellata è finita, ma t'invito a dare un'occhiata alla
rubrica "non verbale" per trovare altri esperimenti e
prove sperimentali di come "corpo e mente" siano
collegati e di quanto sia utile conoscere come noi e gli
altri comunichiamo a livello non verbale.


Fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace il mio blog,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo
account
di facebook.

A presto
Genna

lunedì 28 marzo 2011

Psicologia: come risvegliare "la sessualità"

















Ciao,


hai una relazione di coppia un "smorta"? dai
non mentire, tutti abbiamo provato quel naturale
decadimento della "libido" nel proseguire di un
normalissimo rapporto di coppia. Fortunatamente
esistono alcuni "stratagemmi per risvegliare la
sessualità" delle coppie. Infatti l'ANL di questa
settimana è dedicata proprio alle coppie...ma stai
attento, anche se non hai ancora un partner
ascoltala...potrebbe tornarti utile un giorno ;-)















L'hai ascoltata? sono certo che l'idea non piaccia
a tutti, soprattutto a chi ha una veduta ristretta. Ma
sono convinto che se ne avrai colto lo spirito avrai di
sicuramente intuito la sua importanza. Magari stai
pensando che, "me lo sono inventato", invece no. E' uno
degli esercizi che molti sessuologi e terapeuti della
coppia danno alle persone con successo. Scoprire i
desideri sessuali "nascosti" del proprio partner è la
chiave principale per una felice vita di coppia.


Chi tradisce è meno intelligente, è il risultato di uno
studio che ho pubblicato tempo fa. Infatti nell'audio ci
scherzo sopra dicendoti "che ci si rivolge a professionisti
del settore", ma non è proprio uno scherzo. Ti basta
dare un'occhiata al mondo della prostituzione che
invece di arretrare, magari con la consapevolezza e la
cultura che oggi dilagano... è in costante evoluzione.
Ok, questo accade per un sacco di ragioni...ma una
fra queste è che i partner non conosco i loro
rispettivi desideri sessuali
.


Ecco la struttura dell'esercizio:


1) Quaderno: inutile che ti dica che bisogna essere in
due per fare questo esercizio ;) Andate di comune accordo
ad acquistare un bel quadernino sul quale scriverete i
vostri desideri nascosti.


2) Tempi: stabilite un tempo, ti suggerisco una volta a
settimana...scrivete ognuno un vostro desiderio sessuale che
l'altro non conosca. E fatelo con il preciso intento di doverlo
poi mettere in pratica.


3) Posizione
: chissà che cosa ti è venuto in mente leggendo
questa parola? eheheh ;) "ma cosa hai capito" parlo della
posizione segreta dove mettere il quaderno. Scegliete un
posto segreto e "sacro" dove riporre il quaderno. Un luogo
dove potete recuperarlo facilmente senza che, sia il vostro
partner vi possa vedere. NB. nascondilo da parenti, amici
e soprattutto figli.


4) Pratica
: periodicamente, quando avete il tempo per
fare le vostre "cosacce";) recuperate il quaderno e, a turno,
decidete di essere un " altruisti". Esaudite per primi i
desideri del vostro partner e poi scambiatevi i ruoli. Nel
tempo scoprirete di avere dei desideri comuni, ovviamente
esaudite pure quelli, ma tenete sempre a mente che è
meglio fare quelli che vuole il rispettivo partner, per primi.


5) Weekend d'amore
: ogni tanto, concedetevi un bel
weekend d'amore in un posto che non sia familiare a nessuno
dei due. "Parcheggiate i figli", chiudete i cellulari e concordate
un luogo dove poter mettere in pratica il vostro bel
quadernino. Ah...ovviamente dovete portarvelo dietro ;)


Bene, ci tengo a dirti, che in rari casi le coppie sanno già tutto
quello che serve. "Quindi questo consiglio serve solo alle coppie
per così dire...inibite?", No! ma di certo è un super aiuto per
questo tipo di relazioni. Anche se siete più che disinibiti
svolgendo l'esercizio potreste scoprire dei lati nascosti del
vostro partner che magari non erano ancora emersi. Ultimo
consiglio... divertitevi nel fare questo esercizio :)))
Il rapporto sessuale deve essere fatto, sia con sensualità che
con divertimento, soprattutto quando la coppia è già
consolidata.


Fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace il mio blog,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo
account
di facebook.


A presto
Genna

venerdì 25 marzo 2011

Psicologia e Mentalismo: "Derren Brown dalla psicologia all'esoterismo"
















Ciao,


hai letto il libro di Derren Brown? è da poco uscito il libro
"Trick of the mind" in italiano... ho trovato molto bella la
traduzione e ovviamente il "pensiero" di Derren che è
molto simile al mio. Ti avverto questo post sarà un pò
caustico per tutte le persone che amano cose come la,
medicina alternativa e via dicendo... ma soprattutto
sarà davvero "indigeribile" per chi sostiene alcuni fra
i siti più seguiti del momento.


Che Derren Brown fosse uno scetticone non vi erano
dubbi, visto cosa dice nei suoi spettaccoli e la sua
intervista con Richard Dawkins
. Il libro in italiano è
stato magistralmente tradotto da Mylife, un portale
italiano che tratta in modo preponderante l'aspetto
spirituale dello sviluppo personale. Nulla in contario
dato che pubblica anche amici e colleghi di indubbia
abilità e preparazione...


...ma più passa il tempo e più il sito è diventato una
sorta di "bottega delle streghe" ;) nel senso che si è
lanciata sul newage più spinto...portando in Italia
personaggi come Vianna Stibal e Rosmery Altea :O
E' giusto che ognuno abbia le proprie idee e professi
ciò in cui crede - dopo tutto noi psicologi siamo i
primi a professare dei veri e propri "credo" - in


più c'è la spinosa questione del fatto che alcune di
queste cose sembrano funzionare realmente
(ovviamente non mi riferisco alle due autrici
sopra indicate ;P).


Ma la cosa che più mi ha stranito è stata: "vedere
che hanno pubblicato il libro di Derren Brown, che
per più di metà testo spara a zero contro queste
pratiche...e lo fa con una precisione chirurghica che
farebbe invidia al nostro CICAP italiano". Questo
post non vuole essere una critica a Mylife, che come
ti ripeto è composta da brave persone (ho avuto la
fortuna di conoscere la sua creatrice, simpatica e
coinvolgente) e da bravissimi trainers (Robert Dilts,
Roberto Re, Roy Martina, Livio Sgarbi, ecc.).


Il vero scopo del post è quello di spingerti a comprare
il libro di Derren Brown...soprattutto se sei un vero
"credente" di alcune pratiche. Il libro non mi è piaciuto
al 100% - ho addirituttura quasi saltato la parte sulle
mnemotecniche (troppi anni a sentire le stesse cose;))
ma per il resto è un testo formidabile. Un romanzo
che mescola insieme, psicologia e mentalismo in un
modo che solo Derren poteva combinare. Non solo
è anche stra divertente... e sai che il divertimento
è il sale della vita ;)


In modo particolare mi piacerebbe che tutti si
soffermassero ad ascoltare che cosa dice sulla PNL,
oltre che sulle svariate pratiche esoteriche. Perchè
rispecchia al 100% ciò che dico da anni qui su
PsiNeL...ma lui è sicuramente più bravo di me nel
mostrarti come "stanno le cose in questo campo".
Ovviamente il suo pensiero potrebbe non essere
dei migliori visto che non fa ne lo psicologo e ne il
mistico...ma fa il mentalista, che poco ha a che
vedere con queste due pratiche (anche se le simula
e le dissimula in modo magistrale).


Dato che mi è piaciuto moltissimo volgio riportare
un piccolo stralcio...ma ti assicuro che vale davvero
la pena di andarselo a leggere tutto, anche perchè
la parte sulla PNL è davvero vasta e, per mi parere
eccezionalmente precisa ;-)


"Ho visto Bandler all'opera e mi è apparso indubbiamente
straordinario, così come può esserlo uno showman. E'
contagioso e al contempo carismatico e antipatico. Si ama
il suo mondo e si adora il suo approccio, pur quasi non
credendogli. Non è difficile prendere delle persone da
un gruppo di fedeli entusuasti e suggestionabili e fargli
vivere quello che sembra essere un grande
cambiamento davanti al pubblico... "


"...Si tratta solo di comprenderne il carisma e la
spettacolarità. Sicuramente eccelle in questi ambiti,
e ciò rende difficile dire se sia immensamente capace
oppure se sia un grandissimo, brillante e accattivante
farabutto" :)


Derren all'inizio del suo libro ci tiene a sottolineare
che "non ti svelerà i suoi trucchi" altrimenti che mago
sarebbe? (a proposito, se hai mai visto de "prestige"
sai di cosa sto parlando) e poi afferma che cercherà di
essere il più sincero possibile. Ho sempre sospettato
che i suoi spettacoli siano truccati, dopo tutto la PNL,
l'ipnosi e la psicologia in generale non sono infallibili
ma lui, sul palco, non può fallire...per cui è ovvio che
sotto sotto ci siano dei trucchetti (il che non significa
che utilizzi degli attori nei suoi spettaccoli, ma solo
che molte cose che magari spaccia per psicologia sono
trucchi e altri trucci sono psicologia).


La cosa che mi ha dato soddisfazione è stato quando
ha detto che in "the heist" (la rapina) non ha usato
alcun trucco...ma solo condizionamenti psicologici.
Questo dovrebbe dirla lunga sulla importanza di
studiare e conoscere gli argomenti che trattiamo
qui su PsiNeL e che chiamo "manipolazione
mentale
". Non solo, questa notizia (che si era già
annusata, perchè usa troppe tecniche;)) mi ha
portato a fare un'analisi approfondita dello
spettacolo...che magari fra qualche tempo
pubblicherò ;)


Concludendo: questo post un pò confuso ma zeppo
di ottimi spunti riflessivi ;) Ma non posso concludere
un post del genere senza ringraziare ancora il nostro
"Derren Brown italiano"...Francesco Tesei ;-)) Per
cui, mentalismo e psicologia sono due campi che,
al contrario di quanto si possa pensare hanno molto
in comune. Tuttavia è più che utile ricordare che è
si utile "avere la mente aperta...ma non tanto che
il cervello caschi per terra" ;-)))


A presto
Genna

mercoledì 23 marzo 2011

Creatività: "limitare le scelte può rendere più creativi"


















Ciao,


hai mai provato ad essere più creativo? se svolgi un
qualsiasi lavoro, dei nostri tempi e non solo, ti sarai
reso conto di quanto sia fondamentale essere più
creativi, in una società in continuo e rapidissimo
cambiamento. Gli scrittori temono il loro famoso
"blocco", così come tanti altri artisti lo temono da
sempre. Ma oggi la creatività è prerogativa di
qualsiasi attività, sia lavorativa che non...


...ti ho parlato molto di questo argomento perché,
oltre ad avere un estremo bisogno di creatività nel
mio lavoro (non solo come blogger ma anche e
soprattutto come psicologo) ritengo che sia una
delle abilità umane indispensabile al giorno d'oggi.
La psicologia ha indagato negli ultimi anni in
lungo e in largo questo affascinante ambito, a volte
giungendo al nulla ma altre volte scoprendo
tecniche di estrema importanza.


Una delle più affascinanti attività della psicologia
sperimentale è quella di mettere "sul banco di
prova" le idee ingenue che molto spesso la gente
si crea, o per questioni personali oppure per veri e
propri stereotipi culturali. Il post di oggi è dedicato
a sconfermare uno dei più grandi stereotipi legati
alla creatività: la maggior parte delle persone è
convinta che "libertà di pensiero e numero di
opzioni" sia la chiave per la creatività.


In pratica c'è chi è convinto che far andare il cervello
a "ruota libera" sia la cosa migliore da fare per essere
e diventare più creativi. Finke A, Ward T.B e
Smith (1992)
ricercatori del MIT hanno svolto un
interessante esperimento a proposito. Hanno creato
3 gruppi differenti di persone alle quali sono stati
dati dei compiti legati alla creatività. In pratica
dovevano trovare delle nuove "invenzioni"
mescolando diversi oggetti che avevano a
disposizione.



Al primo gruppo sono stati dati alcune categorie
di oggetti, come: "veicoli", "giocattoli" e diverse
apparecchiature di vario genere. Al secondo gruppo
sono invece stati dati oggetti più piccoli e specifici,
come: anelli, sbarre di ferro e tubi. Mentre ad un+
terzo gruppo è stato permesso di utilizzare tutti gli
oggetti presentati ai primi due gruppi; in pratica,
quest'ultimo gruppo aveva a disposizione molte
più opzioni degli altri.


Risultato: i soggetti del terzo gruppo sono stati
quelli meno creativi. In pratica le costrizioni,
cioè il numero di opzioni che i soggetti potevano
scegliere e applicare, invece di diventare dei
freni, sono stati la molla per scatenare molta più
creatività degli altri. Questo semplice ma efficace
esperimento dimostra come, il "pensare a ruota
libera" o l'avere...solo..."la mente sgombra" non
aiuti la nostra creatività...ma anzi in un qualche
modo la limiti.


Se mi segui sai che ho svolto diversi corsi orientati
proprio a sviluppare la creatività. Per ora il mio
percorso è in stand-by per diversi motivi, nel
frattempo, se sei interessato ad essere aggiornato per
avere in anteprima la versione release (è un percorso
audio della durata di 4 ore e mezza circa) ti invito a
contattarmi privatamente o semplicemente restare
con le orecchie alzate, in attesa che ne dia
comunicazione qui sul blog...


...la creatività, può davvero cambiarti la vita ;)

Fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace il mio blog,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo
account
di facebook.

A presto
Genna


Ps. se ti piace il metnalismo, Derren Brown e lo
sviluppo personale e spirituale... devi assolutamente
leggere il post che uscirà dopo domani ;-)

lunedì 21 marzo 2011

Psicologia: "superare il senso di colpa"

















Ciao,


sai che cosa è l'intelligenza emotiva? se stai leggendo
questo blog probabilmente si... detto in poche parole è la
capacità di gestire le proprie emozioni. Un essere umano
con 350 di QI che non sia in grado di fare questo è un
emerito imbecille ;) Nella ANL si questa settimana ti
mostro un semplice esercizio che ti permetterà di diventare
più "intelligente emotivamente". Ma non solo,anche
di diminuire o debellare il "senso di colpa".


Chiaramente non sto parlando degli "utili sensi di colpa"
che possono servirti per vivere meglio in una società, ma di
quelli che possono invece minare seriamente la qualità della
tua vita. Per fare questo esercizio è necessario scrivere, per
cui se in questo momento non hai carta e penna, ascoltalo
pure ma appena puoi... fai l'esercizio. Non solo, per la
prima volta ho inserito nalle ANL uno splendido
cortometraggio
.









L'hai ascoltato? bene, mi scuso per l'esempio assurdo
della auto - dopo tutto se righi la macchina di qualcuno e
non fai nulla per rimediare è giusto che tu ti tenga il tuo
"senso di colpa".
L'esercizio, molto semplice è qualcosa
che in realtà il cervello già compie nel corso della
"risoluzione del senso di colpa". In pratica l'esercizio
si potrebbe sintetizzare in poche parole:


"trova aspetti di quell'evento che prima non avevi considerato".
Questo non solo ti permette di sentirti meglio e di essere più
"intelligente emotivamente" ma ti permette anche di diventare
più elastico nel ristrutturare gli eventi negativi che possono
capitare nella vita di ogni persona. Oggi, prima di mostrarti
la struttura dell'esercizio ho deciso di mostrarti questo
bellissimo corto metraggio fatto dal mio carissimo amico
"Franco Dipietro" e dai suoi collaboratori della "due monete":



Sei riuscito a vederlo? si tratta di un cortomentraggio
molto quotato (se hai ascoltato l'audio hai sentito quanto
stimo Franco) ma solo per la cronaca è utile che tu sappia
che questo corto è stato presentato a Cannes nel 2010 a la
"Semaine de la critique" ed ha avuto una menzione
speciale
eolie in video per la sceneggiatura. Puoi vedere
e gustarti il loro modo di lavorare su questo canale di
Vimeo e a questo indirizzo contattarli in caso tu abbia
bisogno di un video promozionale...sono davvero bravi
e mi piace sponsorizzare chi lavora bene ;-)


Ecco la struttura dell'esercizio:


1) Carta e penna: non smetterò mai di ripeterti che
"scripta manent verba volant"... percui procurati un
diario da usare per gli esercizi del blog.


2) Evento: pensa all'evento che ti scatena il senso di
colpa, e nota se si tratta di solo "senso di colpa" o se ci
sono delle altre emozioni implicate come la "pena" o
la "vergogna".


3) Rileggilo: guardalo ed analizza l'evento più e più volte in
modo che la descrizione sia piuttosto precisa e sintetica.


4) Fattori: ora trova almeno 3 fattori che non avevi
considerato e che possono allargare la cornice dell'evento
stesso. Evita di trovare "delle scuse", come ho fatto io nell'
esempio dell'auto;)


Fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace il mio blog,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo
account
di facebook.


A presto
Genna

venerdì 18 marzo 2011

Psicologia: "il tetris contro il distrurbo post traumatico da Stress PTSD"




















Ciao,


il PTSD può essere evitato se il trauma viene tratto nelle
prime 6 ore dall'evento...ricordi? Un recente studio
dimostra come l'interferenza di un "compito visivo" permetta
di prevenire i "fastidiosi flashback": immagini dell'evento
traumatico che ritornano in modo automatico e che torturano
il mal capitato. La scoperta più interessante è che,
probabilmente, basterebbe giocare a tetris per poter
"vaccinare" il cervello di chi ha appena subito un trauma
dagli eventuali flashback.


"Cavolo, ancora una volta il tetris!" oltre ad essere uno dei
miei videogiochi preferiti, è stata anche dimostrata una
curiosa correlazione fra il giocarci e l'ingrandimento di
alcune aree cerebrali. Tuttavia, un recente studio che ha
cercato di evidenziare se i "brain training" funzionano o
meno ha decretato che - quasi tutti questi vidogames non
funzionano" o meglio non attivano la funzione detta di
transfert (che non è quello freudiano ma è quando,
allenandoti in una disciplina, ricevi delle abilità che si
possono spendere in altri campi...es. suonare la
chitarra mi renderà più bravo nel suonare il basso).


Lo studio sul PTSD è apparso sulla rivista "PLoS One"
ed è stato condotto da Emily Holmes; la ricercatrice ha
sottoposto un gruppo di persone alla visione di alcuni
filmati violenti e, successivamente le ha fatte giocare
a tetris. Risultato: i soggetti che hanno giocato non
hanno avuto nessun tipo di flashback anche dopo 4 ore
dalla visione del filmato. Mentre il gruppo di controllo
(che è quello che non fa nulla ;)) ha, purtroppo avuto
alcuni flashback (che cattivi questi ricercatori ;)).


Non solo, ad un altro gruppo è stato chiesto di cimentarsi
in un gioco da tavola tipo "scarabeo", cioè che implicasse
le parole piuttosto che le immagini. Questo gruppo non
ha ottenuto nessun risultato soddisfacente... evidenziando
in questo modo la differenza fra un sistema visivo ed uno
auditivo...così come nel sistema di Baddeley e come
affermano le "pseudo-teorie" della Programmazione


Concludendo: se hai appena subito un piccolo ma anche
grande trauma nelle ultime 6 ore... giocare a tetris o
impegnare la tua mente in compiti visivi può essere utile
a vaccinarti dalle "immagini negative di ritorno". Spero
che, in un modo o nell'altro ricerche del genere possano
aiutare persone che hanno subito gravi traumi...come
in questo momento i giapponesi vittime del terremoto.


Fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace il mio blog,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo
account
di facebook.


A presto
Genna



_

mercoledì 16 marzo 2011

Psicologia: "superare l'ansia da esame"
















Ciao,


tutti noi, una volta nella vita abbiamo provato questo
genere di "ansia". Cioè una forte preoccupazione per
come andrà un certo "esame" o "test". Da quelli più
comuni, come gli esami scolastici agli "esami" che la
vita ci impone quotidianamente. Svolgere una certa
prestazione importante, in cui dobbiamo essere
giudicati mette sempre un di "agitazione" anche
in chi è ultra preparato. Spesso è questa la vera
causa degli insuccessi scolastici delle persone
e non solo (come colloqui di lavoro ed altro).


Esistono molti modi per "calmarsi" e superare questo
genere di preoccupazioni. Si spazia dalla psicoterapia
alle tecniche di rilassamento, dal prendere prodotti
omeopatici agli psicofarmaci. Fortunatamente un
metodo "antico come il mondo" è stato dimostrato
essere utile nella risoluzione di questo problema. Il
semplice "scrivere le proprie paure"... un recente
studio pubblicato su "Science" e condotto dalla
Università di Chicago lo ha dimostrato in modo
sperimentale.


Gli scienziati hanno sottoposto un gruppo di studenti
universitari a due test matematici: il primo veniva
usato come "controllo" (cioè per determinare le loro
prestazioni di base) mentre, per il secondo, veniva
detto loro che il risultato avrebbe pesato sulla loro
carriera scolastica (e, gli americani sono invasati
con questo barbaro genere di pre-valutazione). A
metà dei partecipanti è stato chiesto di scrivere,
10 minuti prima del 2° test, le loro paure al riguardo.


Risultato: i soggetti che avevano messo "nero su
bianco" le loro preoccupazioni hanno ottenuto un
risultato superiore del 5% rispetto al primo test.
Mentre i soggetti a cui non era stata data questa
possibilità hanno ottenuto un punteggio inferiore
del 12% rispetto alla prima prestazione...Questo
risultato non conferma solo che, la pressione
psicologica diminuisce le prestazioni (cosa più
che nota) ma che il semplice fatto di scrivere
le proprie paure ci permette di esorcizzarle.


Scrivere le proprie paura sembra essere un buon
metodo anti-ansia. Questo perché quando le scrivi
puoi "ragionarci sopra" e prenderne le distanze. E'
un come se, scrivendole le si dia un volto e
questo ci permetta di vederle per quello che sono,
delle "seghe mentali" (perdona il francesismo;)).
Leggendo questo articolo mi sono chiesto: ma se
l'ansia d'esame potrebbe essere inserita fra i tipi
di "ansia da prestazione", questo metodo può
funzionare anche in altri reami? Probabilmente si...


Una piccola nota per tutti gli appassionati di
cambiamento personale: tieni a mente che l'ansia
quando diventa "patologica", cioè quando mina
seriamente la qualità della nostra vita necessita
dell'intervento di un professionista. In caso, tu
che stai leggendo non riuscissi ad ottenere buoni
risultati con i metodi descritti in questo blog ti
consiglio di rivolgerti ad un professionista.
Questo ti farà risparmiare (nel lungo termine)
in tempo e in denaro.


Scrivere è molto importante e gli studi sulla
psicologia lo stanno continuamente dimostrando.
Sono curioso di sapere se tu sei abituato a tenere
un diario e come lo usi... forse senza saperlo hai
creato una metodologia di "scrittura" che
potrebbe essere utile a molti ;-) lascia un
commento
qui sotto e facci sapere come lo
utilizzi ;-)


A presto
Genna


_

lunedì 14 marzo 2011

Sviluppo Personale: meditazione guidata "con le metafore"

















Ciao,


conosci il potere delle metafore? se bazzichi nel mondo
del cambiamento personale, sicuramente si. Uno dei miei
modi preferiti per migliorare me stesso e i miei clienti è
quello di passare dalla via principale (anche se nascosta)
dell'inconscio...e la metafora è uno degli strumenti più
semplici e utili da applicare nella tua vita. Da che mondo è
mondo tutti i popoli hanno usato metafore, dal semplice
linguaggio tecnico-scientifico della ricerca a quello
della religione. Nella ANL di questa settimana scoprirai
una meditazione guidata con una delle metafore che
preferisco maggiormente...buon ascolto ;)







Clicca qui per scaricare l'audio

L'hai ascoltato? si tratta della meravigliosa metafora del
fiume. E se hai semplicemente fatto qualche studio
classico nella tua vita saprai che poeti ed artisti hanno
dedicato opere intere a questo eccezionale evento
naturale. Non solo, i filosofi di tutti i tempi l'hanno
utilizzata per mostrare le loro teorie, il più famoso è
in linea con quello che ci stiamo dicendo è Eraclito
con il suo "Panta Rei"...cioè "tutto scorre"...oppure
nella tradizione buddista, il fiume è visto come la
realtà in continua modificazione ecc...ecc...


Ora, immagina che tu abbia solo provato una leggera
sensazione di ristoro, dopo aver ascoltato l'audio (bhe
direi che come inizio non è male ;)) ma voglio darti
una ottima notizia a livello sperimentale: infatti è più
che comprovato che la semplice visualizzazione di
una scena della natura (come il fiume) incrementi
le nostre prestazioni cognitive
. Cioè maggiore
memoria, concentrazione e capacità di apprendere.


Una metafora deve avere diversi aspetti per essere
efficace: a) deve essere isomorfica, cioè deve
rispettare la stessa forma semantica (cioè di
significato) dell'aspetto che vogliamo migliorare;
b) deve essere congruente con il mondo della
persona (se infatti hai paura dei fiumi di certo non
è intelligente fare l'esercizio;)) c) deve essere
inconscia...aspetto che manca nella meditazione
guidata (per questo, quello che ti sto presentando
non è psicoterapia ma una meditazione per farti
migliorare).


Ma esistono alcune metafore che potremmo dire
far parte dei nostri "archetipi", cioè di raffigurazioni
mentali che sono presenti dentro di noi. La cosa
certa è che, se usi la natura non puoi sbagliarti ;-)
Ecco in breve la strettura dell'esercizio:


1) Luogo: come sempre trova un posto tranquillo
in cui poter restare senza essere disturbato. Evita
di svolgere l'esercizio in auto o mentre stai
svolgendo delle attività che richiedono la tua
completa attenzione.


2) Rilassati: come ormai è noto, quando ti rilassi
accedi più facilmente a quella parte inconscia della
tua mente. Potresti usare l'ormai noto rilassamento
in 3 "secondi". Bada bene, non è necessario che tu
sia "completamente rilassato", basta solo che tu sia
sufficientemente calmo e tranquillo.


3) Il fiume: immagina di essere seduto davanti ad
un fiume che scorre. Osservalo con tutti i tuoi
sensi...guarda le sfumature dell'acqua, senti i
suoni del suo scorrere e percepisci la sensazione
di essere li in quel luogo.


4) Le parti positive: l'esercizio può essere ripetuto
più volte, e ancora meglio, se riesci a trovare di
volta in volta qualcosa che attira la tua attenzione
su aspetti positivi del fiume che scorre. Ma bada
bene, se lo fai con la massima fiducia questi
aspetti emergeranno da soli e non è necessario
che siano consci o completamente consci.


5) Risalita: fai un conteggio al contrario per
dare il segnale alla tua mente che si tratta di un
momento speciale. Come sanno tutti i meditanti
è sempre utile creare anche un ambiente adatto
per farlo... ma all'inizio basta anche la tua
cameretta ;-)


Puoi scoprire come costruire "ad hoc" una buona
metafora leggendo il datato, ma sempre bello,
libro di David Gordon "metafore terapeutiche".
Le metafore dovrebbero essere altamente
personali... per cui modifica pure quella che hai
ascoltato nell'audio e condividi con noi sia i
tuoi risultati che le tue modifiche personali.
Lascia un commento qui sotto...ehi ti sei
accorto che c'è il tastino "like qui sotto"?
usalo ;-)


A presto
Genna


Ps. se segui il blog di Reborn forse saprai che
tra poco ci sarà una super novità ;-)
"stay tuned" ;-)

venerdì 11 marzo 2011

Psicologia e parapsicologia: "posso leggerti nel pensiero?"
















Ciao,


è un bel di tempo che non ti parlo di parapsicologia,
cioè di quella branca della psicologia che cerca di
spiegare, attraverso il "metodo scientifico", i diversi
poteri così detti "paranormali" o ESP. Gli scienziati
su questo tema sono divisi in due macro categoria:
credenti e non credenti. Fortunatamente quando
una cosa è divisa in due poli esiste sempre la via di
mezzo... e per me è sempre la più valida ;) Ma prima
di farti vedere una cosa davvero interessante dai
un'occhiata alle carte qui sopra...quale scegli?



Sei riuscito a vederlo? si tratta del mitico Professor
Richard Wiseman
, che come saprai fa parte degli
"scettici"... in questo video ti dimostra come la nostra
percezione possa essere facilmente "maniplabile" e
come, alcuni trucchetti possano realmente manipolare
le tue scelte. Dimmi che carta hai scelto? Wiseman
oltre ad aver manipolato l'ambiente (cosa più che
fondamentale, guarda questo post sui PWA) dice
che la scelta più probabile è la stella...ma per quale
motivo?


Secondo lo scienziato inglese perchè, la stella, è il
simbolo più accattivante perchè ha delle connotazioni
maggiormente positive. Ma non solo, anche per la
stella si trova in seconda posizione... è stato per cui
dimostrato che questa posizione sembra essere quella
che, statisticamente viene maggiormente scelta.
Questo studio, dimostra la fallacia delle nostre scelte,
anche quando si trova scritto: "se vuoi cambia idea".
Infatti è più che dimostrato che le persone restano in
qualche modo "intapplate" dalle loro prime scelte,
per cui, difficilmente sceglieranno di cambiare la
loro idea.


Non mi credi? allora prova questo semplice esperimento,
svolgi la moltiplicazione che trovi qui sotto nel giro di 5
secondi...mi raccomando mettici poco tempo, per cui è
facile che tu debba tirare ad indovinare...fallo e scrivi
il tuo risultato:

2 x 3 x 4 x 5 x 6 x 7 x 8


Questo "fenomeno" (che tra poco capirai) è stato creato
da uno "scienziato cognitivo italiano"...evviva gli italiani;)
(ci tengo a dire che "scienziato cognitivo" significa uno
psicologo che studia i fenomeni cognitivi - non tutti gli
psicologi si occupano di clinica;))..Massimo Piattelli-
Palmarini
. Allora rispondi sinceramente...quanto hai
detto che ? Con tutta probabilità a meno che tu non
conosca l'esperimento o che tu non sia un matematico
brillante, avrai sottostimato la vera cifra che è....
aspetta un attimo ;-)


40.320 :O la prima volta che ho fatto il calcolo ho di
molto sottostimato la cifra... questo capita perché quasi
tutti iniziamo a calcolare dalle cifre più basse. Questo
crea un fenomeno che in psicologia viene chiamato:
ancoraggio. Attenzione, non si tratta dell'ancoraggio
della PNL ma di un fenomeno percettivo per cui ci
ancoriamo alle nostre idee di base. Ti basti solo pensare
che, uno degli esperimenti più assurdi in psicologia è
stato quello di radunare alcuni matematici e di
chiedergli di trovare una semplice regola...


..hai presente le "serie di numeri"? sono quelle serie
alle quali manca una cifra e ti viene chiesto di inserire il
numero mancante. Se ad esempio ti scrivo 2 4 6 .... 10 la
risposta è piuttosto facile. E' una serie di numeri
moltiplicati per 2. In pratica ai matematici è stato chiesto
di trovare sia il numero e poi di spiegare come ci fossero
arrivati. La gran parte dei partecipanti ha trovato i
numeri mancanti e tutti hanno poi giustificato la regola
sottostante. Peccato però che i numeri fossero
completamente scelti a caso! Ai bravi matematici però la
cosa non è andata giù...e tutti si sono arroccati nella loro
posizione dicendo "ma cavolo esiste una regola anche se
voi non la vedere" ;-)


In pratica, il fatto stesso di averli impegnati in quel compito
e di avergli fatto trovare una soluzione li ha ancorati alle
loro convinzioni. Questo è un discorso affascinante perché
tira in mezzo diversi ambiti della psicologia: dalle
convinzioni ai pregiudizi... Molti studi della psicologia
sperimentale possono aiutarci a fare chiarezza sugli
errori percettivi che ci circondano...e penso che anche
questo faccia parte dello "sviluppo personale" ;-)


Fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace il mio blog,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo
account
di facebook.


A presto
Genna


-

mercoledì 9 marzo 2011

Psicologia: "svelare le bugie osservando le verità"




















Ciao,


uno degli ambiti che più affascinano chi si avvicina allo
studio della comunicazione non verbale è quello dedicato
a "smascherare le bugie". Ne abbiamo parlato
davvero molto, e ultimamente rileggendo il libro di Derren
Brown
ho ritrovato uno studio molto interessante svolto
da alcuni psicologi svedesi e teschi e riportato da Aldert Vrij
il - Statement Validity Assessment (SVA)- che mira,
più che ha rivelare le bugie a creare una lista di controllo
per verificare se un bambino sta dicendo la verità. Nato
con lo scopo di valutare gli abusi sessuali. Per cui uno
strumento molto serio, nato nel 1963 e rivisitato più e
e più volte.


Il SVA è composto da 14 elementi che sono presenti di
solito quando una persona "dice il vero". Utilizzati al
contrario possono essere d'aiuto a chi deve (purtroppo)
valutare le affermazioni di un bambino...e anche a chi
chi vuole apprendere come svelare le bugie,
essendo questo uno strumento molto potente. Visto
che a me interessa mostrarti "come svelare i bugiardi"
ho cercato di rendere "gli elementi" il più divertenti
possibili, malgrado l'importanza che rivestono al di
fuori del nostro contesto di apprendimento.


Gli elementi non sono di carattere "non verbale", se hai
letto la rubrica ti sarai reso conto di quanti altri elementi
possano essere sintomatici di una "menzogna". Tieni
sempre presente che uno o più elementi del genere non
fanno "la bugia"...è sempre necessario leggerli nel loro
contesto e nel loro "sistema".


Ecco i 14 elementi presenti in chi dice la verità:

1) Senza struttura: i fatti reali non hanno una
produzione strutturata. Ci sono salti temporali ed errori
grossolani. Chi ti racconta una storia per filo e per segno,
o l'ha ripetuta molte volte oppure sta mentendo.


2) Quantità di dettagli: chi afferma il vero è sempre
disponibile a fornire i dettagli. Mentre chi mente o
si prepara dei dettagli e li vuole presentare con
"audacia"... oppure è restio a soffermarsi su di essi.


3) Inserimento contestuale: le storie reali sono
inserite in contesti naturali, spesso di vita quotidiana,
come ad esempio "stavo scrivendo al Pc mentre ascoltavo d
ella musica classica e allo improvviso mi hanno rapito gli
alieni" :DD Chi mente, tende ad allontanarsii da ciò che
dice, per cui eviterà di usare contesti naturali.


4) Interazioni: chi dice il vero descrive le interazioni
che egli stesso ha avuto con le persone coinvolte nella
storia. Ad esempio dicendo "allora ho guardato questo
disco sospeso a mezz'aria ed un tizio stano uscendo mi
ha parlato".


5) Dialoghi: chi dice il vero riporta spesso i dialoghi
che sono accaduti, esempio: allora gli ho detto "ehi
spegni quella dannata luce" e lui mi ha risposto "siamo
alieni e veniamo in pace, quale maledetta luce?" ;)


6) Imprevisti: se la storia è lunga ed è completamente
priva di imprevisti ed incidenti è molto probabile che
non sia vera.


7) Dettagli insoliti: sono elementi della narrazione che a
volte sembrano anche c'entrare poco, ad esempio "stavo
per scendere dalla navetta spaziale ed ho pestato una
cacca; caspita non pensavo ci fossero anche su Marte" :)


8) Dettagli non compresi: è prerogativa dei bambini ma
anche di adulti, riportare dei dettagli che non hanno a che
vedere con la realtà. Nel caso specifico, si tratta di eventuali
abusi sessuali che il bambino non riesce a spiegare e che
trasforma in altre rappresentazioni. Su questo elemento
non ci scherzo!


9) Descrivere stati mentali: nelle vere testimonianze
gli attori spesso descrivono i loro stati soggettivi, ad
esempio: "mentre l'alieno mi parlava mi sentivo in
imbarazzo... insomma sembrava nudo ed io non
sapevo che parte del corpo stessi osservando" :D


10) Stati mentali degli altri: chi dice la verità tende a
"leggere nel pensiero" gli attori presenti, dicendo ad
esempio: "io mi ero accorto che l'alieno era arrabbiato
perché mi guardava storto".


11) Correzioni: chi dice la verità, essendo tranquillo, può
permettersi di sbagliare e di correggersi da solo...ad
esempio: "ero con il mio amico aliano...anzi scusa alieno
e poi mi ha raccontato i segreti del mondo...anzi scusa
del cosmo" ;)


12) Ammettere i vuoti di memoria: sempre il motivo
che ti ho detto prima chi dice la verità non teme di avere
dei vuoti di memoria. Es: "ero sul mio letto e poi mi
ricordo di essere sopra un'astronave aliena". E' chiaro
che questi "vuoti di memoria" debbano essere
plausibili.


13) Dubbi sulla testimonianza altrui: chi dice la verità
si sente anche libero di sconfermare eventuali testimonianze
di altre persone. Es. il mio amico il giorno dopo al bar mi
disse: "ma Genna eravamo su skype come è possibile
che fossi su di una astronave aliena" ed io gli ho risposto:
"perché, credi che sulle astronavi non ci sia il wireless?".


14) Auto deprecazione: prendersela con se stessi senza
dipingersi come "buoni e belli" è una delle caratteristiche
delle verità. Ad esempio: "eravamo vicino a Sirio quando
ho chiesto dove fosse il bagno... non so si erano accorti
che stavo mollando puzzette da più di 10 minuti" ;-)


Ecco gli elementi sono terminati, come ti dicevo nessuno
di essi è di carattere non verbale. Ma la ricerca in merito
ha dimostrato che, per il suo nobile scopo, questo
questionario è altamente affidabile. Tieni a mente che i
sospetti abusi vengono poi verificati con contro test
disegnati esclusivamente sulla storia personale del
bambino e su altri test più specifici. Nonostante il suo
vero scopo, ho cercato di rendere l'apprendimento degli
elementi il più divertente possibile...sperando che
sensibili al tema "abusi" non si siano offesi...e
neanche chi crede di essere stato rapito dagli
alieni (a me non è mai capitato ;-)).

Clicca su questo link per scaricare una interessante
lezione in powe point sullo SVA. Fammi sapere cosa ne
pensi
e se ti piace il mio blog, iscriviti ai miei feed rss
oppure seguimi dal tuo account di facebook.

A presto
Genna


-

lunedì 7 marzo 2011

Sviluppo Personale: "disegnare i tuoi valori"

















Ciao,


sai che cosa sono i valori? è una delle paroline più usate
nel mondo dello sviluppo personale. Detto in parole povere
si tratta delle cose a cui tieni davvero, nel senso etico, il
tuo scopo ultimo. Essi guidano il nostro comportamento e,
conoscerli è molto importante. Ma nella ANL di questa
settimana non vedremo i "valori" in questo termine ma
in termini "pragmatici". Per far si di utilizzare le emozioni
ad essi collegati per aumentare la gamma di scelte che il
cervello attiva nel momento in cui "ti connetti ad essi".
E' più facile farlo che spiegarlo ;-)









L'hai ascoltato? non è un esercizietto che puoi fare
facilmente se sei a lavoro ;-) Se conosci strumenti che
operano a questi livelli ti sarai di certo reso conto della
struttura che sottende a questo esercizio. In pratica,
ogni volta che fai qualcosa... la fai per un motivo...ma
non sempre questi motivi sono "coscienti". Questo
per diversi motivi collegati al come funziona il
processare delle informazioni...


Renderli coscienti e poi, ri-renderli inconsci, attraverso
un simbolo può permetterci di essere "più collegati
ad essi", poiché sono loro a spingerci in una direzione
piuttosto che in un'altra. Se ci pensi è quello che
accade da sempre nella nostra cultura, costruiamo
strumenti per ricordarci i nostri valori...come templi
e altre opere d'arte (anche se purtroppo, questo è
anche utilizzato dai culti per manipolare...chiesa
per prima).


Ecco la struttura dell'esercizio:


1) Cosa vuoi?: pensa a "3 cose" che desideri per te
stesso e per le persone che ti circondano. Potrebbero
essere sia "cose materiali" che "immateriali"...come
esperienze. Per iniziare, pensa a qualcosa di
semplice...e di "poco utile". Evita di usare le
persone.


2) Estrai i valori: chiediti, per quale motivo lo sto
desiderando? Evita di pensare alla utilità o meno di
qualche cosa. Scoprirai che ciò che cerchi ha una
natura "emotiva". Infatti, dopo aver soddisfatto i
bisogni di base (come quelli di sopravvivenza)
l'uomo è fondamentalmente un essere emotivo.


3) Le parole e disegni: adesso hai i 3 valori che
sottendono alle 3 cose che volevi "fare". Scegli una
figura semplice da associare ad ogni valore, qualcosa
che puoi facilmente riprodurre su carta. Puoi anche
servirti di mezzi informatici per stampare strani
simboli dal pc, ma è più carino se li disegni tu ;)


4) Gerarchia: crea una gerarchia fra i 3 valori, da
quello che ti piace meno (cioè che soddisferesti per
ultimo) a quello che ti piace di più.


4) Associa: rivivi intensamente ogni emozione
rivedendo nella tua mente un momento in cui hai
sperimentato quel valore. Oppure semplicemente
chiedendoti come sarebbe provarlo ("come se",
la chiave del modeling...cose da piennellisti;)) e
quando lo senti intensamente visualizza nella tua
mente il simbolino che hai scelto e disegnato.

5) Ripeti: continua questa associazione per più
volte sentendoti bene ogni volta che la fai. Prova
con almeno 5 ripetizioni per "disegno"...


6) Disegna: ora ri-disegna questi simboli in un
unico foglio (magari lo hai già fatto, ripetiti) e testa
il tutto...accertandoti che il solo guardarli ti faccia
vivere quelle sensazioni collegate ai valori.
Posizionalo in un posto che tu possa vedere
spesso (frigo, schermo del pc, ecc).


7) Testa: nel tuo "quadernino", scrivi ogni settimana
quali sono le azioni che ti hanno avvicinato ai valori a
cui ti sei collegato. E, dopo un mesetto, controlla se
i "simboli" hanno aumentato o meno il potere di
trainante dei tuoi valori.


Bene, uff...come ti dicevo prima non è di certo un
esercizio facile facile da poter fare su due piedi. Ti
consiglio, infatti, di startene ben seduto mentre ti
cimenti alla ricerca di ciò che realmente vuoi
ottenere nella vita ;-) E, se sei bravo nel disegno e
questo esercizio solletica le tue velleità artistiche,
inviami i tuoi "simboli", li pubblicherò nella
prossima AnL :)


Fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace il mio blog,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo
account
di facebook.


A presto
Genna