
Ciao,
se adesso ti chiedessi di scegliere fra il chattare con un
tuo amico o farlo con uno sconosciuto, per cosa opteresti?
Un recente studio dimostra che le persone sottostimano
il piacere che proverebbero nel "conoscere persone
nuove". Questo capita per diversi motivi, primo fra tutti
il fatto di essere "pigri" nel conoscere nuove persone ;-)
Poi vi sono dei fattori di ordine psicosociale come le
intereazioni fra gruppi: appartenere ad un gruppo, sia
formale che informale, ti spinge a non voler conoscere
e approfondire la conoscenza di persone che non ne
facciano parte (Vedi gli studi di Tajfel).
Dunn e collaboratori hanno studiato queste dinamiche
in modo preciso monitorando alcuni aspetti con una serie
interessante di prove...i soggetti composti da coppie
(da lungo tempo insieme) erano invitati a valutare quanto
sarebbe stato piacevole per loro interagire con il proprio
partner oppure con uno sconosciuto. Successivamente
i partecipanti sono stati invitati a comunicare, via chat
sia con i loro corrispettivi partner e sia con gli sconosciuti.
Al termine gli è stato chiesto di valutare quale delle due
conversazioni fosse stata più piacevole...ed è stata
quella con "la sconosciuta/o" ;)
Perché? forse perché ci piace l'ignoto? secondo i ricercatori
la spiegazione è meno romantica ed esotica...ed è perché
l'idea di doversi impegnare a dare "una buona impressione"
ad una persona sconosciuta appare, quando ci si pensa,
come più spiacevole del reale. Questo può entrare a
pieno titolo fra quei bias (errori cognitivi) che, se conosciuti
possono migliorare la qualità della vita...ma come? ancora
altri studi dimostrano quanto faccia bene coltivare le
relazioni sociali. Eppure, nonostante i super mezzi di
comunicazione, le relazioni interpersonali diventano
sempre meno profonde e frequenti.
Scoperto il "perché pigro" i ricercatori in un secondo
esperimento di followup (di verifica successiva) hanno
spiegato ai soggetti cosa era accaduto e gli hanno
chiesto di impegnarsi maggiormente in una eventuale
chat con il proprio partner. Successivamente hanno
ripetuto l'esperimento ma questa volta, la chattata con
il proprio partner è risultata decisamente più piacevole.
Questi risultati ci portano la prova di quanto siamo
pigri nel metterci in gioco in certe situazioni...anche in
quelle dove sembrerebbe scontato mettersi d'impegno.
Spesso si sente dire "la conoscenza toglie la reverenza"
e credo che ci siano pochi proverbi così azzeccati. Infatti
spesso le litigate più furiose e le cattiverie peggiori le
facciamo alle persone che ci stanno accanto e non agli
sconosciuti. Non è raro che qualche cliente mi dica: "
sa, mio marito sembra davvero una persona tranquilla
e tutti pensano che lo sia...ma non ha idea di quanto
possa alzare la voce ed andare in escadescenza quando
siamo soli in casa". Questo non accade perché abbiamo
una "doppia personalità" ma perché il nostro Sè sociale
è diverso da quello privato.
Di solito ci aspettiamo che siano le persone accanto a
noi a doverci comprendere e accudire. E non ci tiriamo
indietro quando dobbiamo addossargli una colpa. Questo
lo facciamo anche con gli sconosciuti ma raramente siamo
inclini a comunicarglielo in un qualche modo. Molte coppie
vivono questo meccanismo in modo distruttivo, c'è anche
chi divorzia e si separa perché inizia a credere che il
proprio partner abbia "un odio speciale nei suoi confronti".
Ad aggravare questa situazione c'è anche il fatto che il
tuo partner sa perfettamente quali sono i punti che, se
stuzzicati ti fanno arrabbiare di brutto ;-)
Secondo questo studio, tendiamo quindi a sottostimare il
piacere di conversare con uno sconosciuto. Cosa che ti
dice chiaramente quanto l'essere umano necessiti di una
vita sociale. E, viceversa, tendiamo a sovrastimare il
piacere di scambiare 4 chiacchiere con il nostro partner
senza pensare che sia necessario fare "quello sforzo in
più" che solitamente fanno solo le coppiette novelle.
I suggerimenti di questi studi quindi vanno in due
direzioni:
da un lato ci dicono che è solo nella nostra mente il
vero pericolo nel conoscere e parlare con nuove persone.
E il secondo aspetto è quello che, per anni è stato in un
qualche modo suggerito dalla saggezza popolare: evita
di dare per scontate le persone che ti circondano, sia
che si tratti del tuo partner e sia che si tratti dei tuoi
amici o parenti. Ricordandoti che il fatto di ferirsi a
questo modo dipende dalla vostra intimità...a questo
proposito mi viene in mente una delle metafore del
filosofo Schopenhauer...
"Se due ricci vogliono fare l'amore devono stare attenti
alle distanze che prendono altrimenti rischiano di
pungersi e ferirsi a vicenda" - le parole non sono queste
ma credo che il concetto sia chiaro ;-)
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strumenti linguistici mai creati: il metamodello della
PNL. Fra pochi giorni lancerò un prodotto speciale
che ti permetterà di padroneggiarlo sino in fondo.
A presto
Genna
Ps. mentre rileggevo il post e pensavo alla mission
di PsiNeL mi è tornata in mente quella vecchia
storia che trovi anche su alcuni libri di PNL. Cioè
quella del grande armatore che, nel bel giorno
della varata della sua nave scopre che questa
non si mette in moto. Allora passa ore e giorni
nel tentativo di riparare il danno, quando poi
decide di chiamare un esperto del settore...
...si presenta un simpatico vecchietto che dopo
qualche momento di analisi, estrae un piccolo
martelletto e, con delicatezza, colpisce un punto
preciso...e i motori iniziano a funzionare. Allora
l'armatore chiede il costo e gli viene presentato
un conto da 10000 dollari. L'armatore si sente
preso in giro e chiede al vecchietto spiegazioni.
Allora l'esperto professionista gli mostra una
ricevuta su cui c'è scritto:
- 1 dollaro per la martellata
- 999 dollari per sapere dove darla ;-)
Ecco vedo i consigli di PsiNeL proprio come quel
"sapere" dove dare la martellata ;)
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