Ciao,
un recente studio ha dimostrato che le persone che vivono
in Città sono maggiormente predisposte all'ansia e allo stress.
Visto così sembra la scoperta dell'acqua calda no? in effetti
la è... i ricercatori hanno studiato, attraverso la risonanza
magnetica il cervello di persone che erano state, in un
qualche modo a contatto con la città... notando che sia chi
ci abita attualmente ma anche chi ci è nato per poi spostarsi
hanno una sensibilità maggiore dell'amigdala e della
corteccia anteriore, entrambe correlate con il nostro
"provare emozioni". Ed è così che i ricercatori iniziano ad
avventurarsi in quella "ingegneria sociale" per diminuire
le ansia e stress nelle persone.
La psicologia ambientale è una moderna branca della psicologia
applicata che studia gli ambienti e le persone in relazione.
Questa ha grandi meriti, perché l'ambiente ha davvero un
forte ascendente sul nostro comportamento... ma è vero che,
ad esempio una persona che vive a contatto con la natura è
meno soggetto ad ansia e stress? bhe, qui la faccenda si fa
un più complessa. Personalmente lavoro in un piccolo paesino
che per diverse ragioni è diventato il mio "studio principale".
Attorno a noi ci sono distese enormi di campi, e non appena
vi si approda si riconosce subito l'odore del letame ;-)
Non perché sia un paesino fetido ma perché è tutta campagna.
Ok, perché ti parlo del "paesino"? la risposta è semplice
perché ho (ed ho avuto) come clienti tantissime persone che
sono nate e crescite in mezzo alla natura. E, potendo fare una
statistica su due piedi oserei dire che il 70% erano disturbi
dell'umore più propriamente ansiosi. E come mai? secondo
lo studio di cui ti ho parlato avrei dovuto avere molti più
clienti che arrivano dalle grandi città limitrofe, ma così non
è stato (bhe questo si spiega facilmente visto che una città
ha più professionisti che fanno il mio mestiere) e ti assicuro
che anche chi fa l'agricoltore non è affatto immune ai
"mali di questo secolo".
Anche se è vero che la scienza ormai ha decretato che il
nostro pensiero arriva da quella massa gelatinosa che si
trova fra le nostre orecchie, questo non significa che il suo
esame possa rivelarci "come e perché agiamo". Io sono
un profondo appassionato di neuroscienza ma come avrai
notato esistono dei ragionamenti troppo riduttivi su come
funzioniamo. Non voglio mettere in discussione lo studio,
sicuramente gli scienziati avranno trovato questa maggior
sensibilità in chi vive nei centri urbani, ma questo forse
significa che soffrono maggiormente di ansia? la causa
effetto non è così scontata...
Come ti dicevo in uno scorso post dove rispondevo alla
fatidica domanda "dottore sono pazzo?", le cause che
concorrono alla salute mentale non sono solo di ordine
neuronale e ne ambientale. Non voglio mettere in mezzo
l'annosa diatriba fra "natura e ambiente", anche perché
per me vince l'ambiente ;-) ma voglio mostrarti come
un semplice studio, che affermava una "mezza verità"
possa in realtà metterci su di una cattiva strada. Infatti
pensa che se lo mandassero in onda su un tg nazionale di
certo avrebbe un doppio effetto devastante...
...da un lato ci sarebbero i cittadini che si sentirebbero
ancora più stressati, mentre dall'altro ci sarebbe chi vive
in campagna ma magari ha qualche problema che si sente
ancora più sbagliato di prima, magari penserebbe "ma
come, io che vivo in un posto così eccezionale ho l'ansia?
allora devo proprio essere fatto male". Michael Yapko
(super esperto di ipnosi e di depressione) dice "più o
meno" che... le persone soffrono perché perdono la
capacità di pensare in modo chiaro, si fanno intrappolare
dagli errori della mente. Il semplice apprendere alcuni
modi di ragionare migliori, può davvero farci cambiare
la qualità della nostra vita.
Uff...come avrai notato questo post è un pò critico, così
do l'ultima sciabolata: lo stesso vale per i farmaci. Se io
ti do una pillola che ti permette, ad esempio, di essere
meno sensibile allo stress urbano, questa pillola però
non ti spiega come e perché hai l'ansia. In questo modo,
come tra l'altro dimostrano centinaia di studi, chi si
cura solo con gli psicofarmaci ha praticamente il 50%
di probabilità in più di ricadere nella stessa "patologia".
Questo perché il farmaco non ti spiega, che ad esempio,
potresti essere vittima di doverizzazioni assurde che tu
credi del tutto razionali (es. dover lavare magari tutti
i giorni l'auto, o per forza leggere tutto il giornale).
Quindi, nonostante l'ambiente possa influenzarci e i
ricercatori possano scoprire tutti i micro recettori del
cervello che causano i diversi disturbi, ciò che è davvero
importante nella psicopatologia e un riapprendimento
di modi di pensare e di relazionarsi con le persone e
con il mondo!
A presto
Genna
2 commenti:
Assolutamente d' accordo, ecco perchè credo molto nel counseling come "prevenzione", anche perchè soprattutto nel campo delle malattie mentali, è di gran lunga più semplice ed efficace prevenire che curare!!!
Il counselor può aiutare a creare un "ambiente" migliore, anche perchè non dimentichiamo che il punto non è tanto l'ambiente in cui si vive, ma la nostra reazione ad esso, ossia il nostro modo di "viverlo"...
Ciao Armando,
si il conunselor come un architetto che abbia studiato e approfondito un bel pò queste affascinanti materie.
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