venerdì 8 luglio 2011

Comune trance quotidiana: "fantasticare serve a qualcosa?"


















Ciao,

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ti è mai capitato durante la guida del 'auto o mentre stavi
leggendo un libro che la mente si distraesse ed iniziasse a
"fantasticare"? Sicuramente Si :) Secondo alcuni psicologi
trascorriamo il 30% della gionarnata a fantasticare.
Nonostante questi studi siano recenti lo stesso tipo di
osservazione è stata fatta da Erickson e Rossi nella loro
"comune trance quotidiana". In pratica si sono accorti che
le persone scivolano regolarmente durante la gioranta in
uno stato di "trance ipnotica naturale" (caratterizzato da
un'alta presenza di onde alfa e theta) utile a far riposare la
mente e a creare un ordine mentale. Un recente articolo
apparso su "Mente e Cervello" studia il "fantasticare" che
a mio modesto parere non è altro che la nota "Everyday
common trance".... e ci spiegano perchè accade, come
poterla migliorare e in quali campi può esserci utile.



La prima domanda a cui dare una risposta è: "ma questa
modalità di funzionamento del cervello è sempre
utile?". Jerome L. Singer professore emerito di Yale
distingue fra due modalità di costruzione di "castelli in aria",
la prima positiva-costruttiva che comprende pensieri
positivi e costruttivo/creativi (attenzione non progettazione
diretta altrimenti sarebbe "pensiero cosciente") e la seconda
pensieri "disforici". Per cui la risposta è un chiaro "no" e lo
sanno bene le persone che "ruminano": termine tecnico degli
psicologi per indicare un' attività di pensiero continua,
automatica e soprattutto fastidiosa.


Come è tipico degli "psicologi orientati alla patologia"
gli studi fino ad oggi si sono orientati alla ricerca di quei
"daydreaming" (termine anglosassone per descrivere il
fantasticare "sogno ad occhi aperti") negativi... o per dirla
nel linguaggio comune "le paranoie". Nel 2009 Michael Kane
e Jennifer McVay hanno registrato i "pensieri negativi" di
72 studenti chiedendogli di annotarli ogni volta che un
piccolo palmare (dato loro in dotazione) emettesse una
sorta di beep...ed hanno osservato che, questo genere di
"fantasie" fossero associate ed aumentassero quando i
soggetti erano: maggiormente sotto stress, quando erano
annoiati e sonnolenti, quando di trovavano in ambienti
caotici. E diminuivano durante lo svolgimento di compiti
piacevoli.


Questo studio ci da già qualche dritta su come iniziare a
gestire le "fantasie pericolose": diminuendo lo stress, sia
controllando il proprio ambiente e sia attraverso pratiche
di rilassamento. Aumentando la propria energia personale
che ci permetta di evitare quei momenti "sonnolenti della
giornata" e svolgendo compiti piacevoli. Anche l'evitare
ambienti caotici, anche se qui per il tuo sviluppo personale
ti consiglio sempre di "evitare" ma di affrontare. E un
buon modo è quello di "allenarti in posti tranquilli" per poi
spostare il tutto sul "campo".


Studiando questo genere di attività gli scienziati si sono
accorti che essa era associata ad alcune reti di neuroni che
hanno battezzato "rete di default", perché si attiva quando
la persona "non sta facendo nulla di particolare". Ma come
hanno fatto a scoprirla? si sono concentrati su quelle reti
che tengono in piedi la nostra memoria autobiografica
cioè quell'archivio mentale dove conserviamo i ricordi
dedicati a noi stessi. La rete infatti sembra essere molto
importante per il nostro senso di sé "e ciò suggerisce che i
sogni ad occhi aperti detengano un ruolo fondamentale per
la nostra identità e per il nostro modo di integrare
il mondo esterno nella nostra vita interiore.


Questa definizione ci porta lontano dalla "psicopatologia" cioè
di quel modo di vedere le fantasticherie come "negative".
E ci porta più a pensarla come una "trance quotidiana" che
ha degli scopi precisi. A questo punto si potrebbe azzardare
un'ipotesi, che la "rete di default" sia utile per metterci in
"stand by" per cui riposare (e come hai già visto per lasciare
che l'inconscio dia risposte maggiormente creative...tema che
approfondiremo in un prossimo post) ma soprattutto per
darci un'identità co-costruita con l'ambiente. "Mica pizza e
fichi" ;-) E dato che praticamente ogni psicopatologia" è il
risultato mancato di questo genere d'interazioni, viene
spontaneo pensare alla ipnosi e ancora meglio alla psicoterapia
ipnotica come la "chiave di volta" per andare ad agire su
questo "senso di identità" e con la sua interazione con il
mondo esterno.


Questo punto di vista non è nuovo e credo che lo si possa
ricondurre alla teoria neo-dissociazionista di Higlard che
vede la mente come "tanti moduli che lavorano in parallelo
che sono gestiti da un organo superiore". In pratica secondo
Hilgard l'ipnosi permetterebbe a questi moduli di trovare
una nuova organizzazione mentale. E sarebbe quindi
questo lo scopo principale della "Everyday common trance"
quello di fare ordine nelle idee e, come ti ho mostrato in
questo post probabilmente nel rivedere come "la tua
identità si relaziona con te stesso e con il mondo".


Prima di concludere ci tengo a farti notare che anche questo
post è in stile "PsiNeL". Se infatti sei fra quelle persone che
leggendo si stanno chiedendo che bisogno c'era di fare un blog
sullo "sviluppo personale" (visto che ce ne sono una marea)
tieni a mente che il mio obiettivo non è quello di insegnare
una "nuova super tecnica ninja per resuscitare i morti" ;-)
ma è quello di prendere la ricerca scientifica (il metodo
scientifico per me resta il migliore che abbiamo fino ad
oggi a disposizione per studiare i fenomeni che ci circondano,
leggi questo post sulla epistemologia se non sei d'accordo con
me ;-)) della psicologia e unirla a quella visione positiva
dell'essere umano tipica dello sviluppo personale. Validando
o meno vecchie teorie e rendendole pratiche... "mi sento
un pò come Prometeo che ruba la conoscenza agli psicologi
per portarla a tutti" ;)


In pratica se leggendo un libro di Pnl o di qualsiasi altra
pratica psicologica "spicciola" e ti sei chiesto "ma sta
roba funziona davvero? e se si perché con me non funziona?"
qui trovi tutte le risposte a queste domande. E trovi anche
le soluzioni ai piccoli e grandi problemi psicologici che
oggi ci affliggono. Ricordandoti che, se c'è una cosa che
lo sviluppo personale ha detto di buono è che, "in ogni
nostro comportamento (lavoro, relazioni, ecc.) il metodo
e la tecnica valgono il 20% ed il restante 80% è sempre
la psicologia di come fai le cose.



A presto
Genna

3 commenti:

Stefano ha detto...

Buono a sapere che sognare ad occhi aperti serve a qualcosa quindi! Non solo, ma da quanto ho capito è anche indispensabile per il nostro cervello.

Per me uno scopo già ce l'aveva: grazie a questa trance diurna mi sono venute le idee per ben tre libri che sto scrivendo per diletto. :D

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Stefano,
si è una modalità di "stand by" del cervello ma, al contrario degli apparecchi elettronici, durante questa fare non siamo solo a "risparmio energetico" ma stiamo facendo ordine ;)

Sono contento di vedere che anche per te "funzioa" :) nella sezione "creatività" trovi alcuni post sullo studio dello "stato ipnagogico" e la creatività. Argomento leggermente diverso ma sempre correlato.

Grazie
Genna

Ps. aspetto la tua proposta per il "guest post" ;)

Marco alias Reborn ha detto...

La chicca epistemologica a fine articolo te la sei goduta come amaro più caffé a fine pasto :-) hahahah