mercoledì 29 giugno 2011

Psicologia del denaro: "ricchezza e psicopatologia"





















Ciao,


hai mai sentito dire "il denaro non fa la felicità"? a parte
i diversi testi che scimmiottano questo adagio, la reazione
comune ad un'affermazione come questa è di solito qualcosa
come..."si ma di certo la miseria non aiuta". Negli ultimi
anni la formazione che mira a "farti diventare ricco" è
cresciuta in modo esponenziale, soprattutto in questo
periodo di crisi. Ritengo che migliorare le proprie capacità
di gestione del denaro sia importante ma a volte, questi
corsi sono un eccessivi... creando delle false illusioni e
facendoci dimenticare che "chi si accontenta gode".



Ma è davvero così? cioè chi si accontenta di ciò che possiede
"gode realmente"? Secondo un recente studio che mira ad
osservare le relazioni fra benessere economico e salute
mentale le cose non sarebbero proprio così. Jitender Sareen
del dipartimento di psichiatria dell'Università di Manitoba in
Canada ha condotto uno studio su larga scala intervistando
ben 34.000 americani. I soggetti sono stati intervistati due
volte, all'inizio dello studio e al suo termine dopo 3 anni.
Risultati: le persone che avevano un reddito inferiore
avevano maggiore probabilità di essere "depresse e ansiose".
Lo stesso risultato è stato riscontrato nella diminuzione del
reddito stesso; chi durante i 3 anni dello studio ha visto
diminuire il proprio reddito è andato più facilmente incontro
ad ansie, depressioni e dipendenze.


Con questo studio si ribalta un noto paradigma psichiatrico,
cioè che le persone "malate di mente" (scusate questo tipo
di parolacce;)) vedono diminuire il loro reddito a causa dei
loro deficit comportamentali e cognitivi. In pratica sarebbe
la malattia ad impedirgli di raggiungere un certo status
economico. Mentre lo studio che ti ho appena mostrato dice
esattamente il contrario, che sono le condizioni economiche
che rischiano di far "ammalare" le persone. Spesso si
sente dire che è la nostra società ad essere malata è questo
studio ne è in parte una prova... sono le pressioni sociali
legate al denaro a portare spesso le persone alla delusione,
alla tristezza e alla estrema preoccupazione (ansia).


Personalmente credo che l'aiuto migliore in questo senso sia
dato dalla "televisione spazzatura" che oggi abbiamo sotto il
naso. Una televisione che ci mostra continuamente persone
che stanno bene, piene di soldi, che fanno "la bella vita". Ed
è proprio in questo periodo estivo che le cose si fanno più
gravi, mentre tu te ne stai lì in Luglio a lavorare vedi in prima
serata i vip che se ne vanno al mare, spendono e spandono
senza aver nessuna qualifica per essere in quel posto...e tu
magari devi fare i conti con il lavoro duro estivo, con le tasse
da pagare, con le bollette della luce..ecc.


C'è chi realmente riesce ad estraniarsi da tutto questo?
si... c'è chi ha avuto una buona educazione e sa che quello che
vede in tv sono tutte finzioni, ma c'è anche chi si scontra con
il quotidiano e vede il suo stipendio restare inalterato da anni
mentre il costo della vita sale. Insomma le condizioni di vita
sociale possono realmente minare il nostro stato mentale,
così pare... ed è anche per questo che le discipline orientali,
legate al "non attaccamento", così come la legge d'attrazione
o le metodiche per fare più soldi stanno impazzando nel
nostro Paese. C'è in pratica chi ti dice, tutto è abbondanza
per cui è inutile preoccuparsi, basta avere una mente
positiva ed essere proattivi per gudangare di più e sentirsi
meglio. E c'è invece chi ti dice, staccati da quei valori puoi
tranquillamente vivere con ciò che riesci a guadagnare.


Entrambi i lati di questa medaglia sono utili: infatti
non ci trovo nulla di male nell'impegnarsi per guadagnare di
più. Purché si tenga conto che il denaro non è mai un fine ma
un mezzo... applicare la via "del distacco dai beni materiali"
può anche essere utile ma di certo stride con la nostra società.
Nonostante ritenga eccessiva la formazione sulla ricchezza che
oggi abbiamo a disposizione, la vedo come una forma di
sopravvivenza evolutiva moderna. Infatti negli ultimi due
secoli, con il benessere crescente e l'avanzamento della tecnica
abbiamo un perso quella capacità di "lottare per la nostra
sopravvivenza", se parli con un giovane d'oggi capirai che
"tutto gli è dovuto".


Spesso, fra le chiacchiere da bar si sente dire "i Cinesi ci
invaderanno" (in realtà lo hanno già fatto) ma perché loro
riescono a prosperare in un momento così buio, andando
al di là delle tresche illegali e dei dietrologismi? credo
sia perché hanno uno spirito di sacrificio maggiore, non si
sono seduti sul benessere moderno e credono nell'impegno.
L'esempio più eclatante è come vengono selezionati per
andare all'Università: lì in Cina non esistono test d'ingresso
ma durante i primi due anni di studi i ragazzi devono
superare un certo numero di esami (moltissimi) che li
costringono a studiare oltre le 10 ore al giorno. Chi
riesce a passare questi primi 2 anni può proseguire
mentre chi non ci riesce non potrà più iscriversi in
nessuna Università.


Lo so che sembra un metodo nazista, ma se ci pensi è molto
più democratico del nostro. Dove le barriere in entrata allo
studio sono più di carattere economico e nepotista che non
meritocratico. I cinesi agiscono secondo un principio di
evoluzione darwiniano in cui, solo i migliori vanno avanti.
Concludendo: il denaro non farà la felicità ma il non averlo
o il perderlo può dare vita a diverse psicopatologie. Nel
nostro mondo moderno le persone sono bombardate da
falsi miti che peggiorano la loro percezione di ricchezza.
Nonostante io creda esista una "abbondanza di base" e che
"ci sia posto per tutti" è necessario sottolineare che causa
di questo "malessere economico e psichico" sia dato anche
dalla bassa motivazione che le persone hanno nella vita di
tutti i giorni...


A presto
Genna

2 commenti:

Christian Franco ha detto...

Ritengo che la "via di mezzo" sia sempre la strada giusta; un distacco dai beni materiali in maniera totalitaria è altrettanto distruttivo che un accanimento nell'accumulo di denaro o beni.
Idealmente ogni persona penso abbia in mente quale sia in linea di massima la disponibilitù economica con cui può soddisfare i propri bisogni, il problema avviene quando i nostri "bosogni" sono appunto manipolati dai media, che appositamente creano un circolo vizioso spesso insoddisfabile.
Il tuo post apre comunque molte aree di discussione molto interessanti e porta a diverse riflessioni.
Un Saluto.

Christian Franco

paolo123 ha detto...

Molto vero e tutto vero.
per esperienza personale ritengo che il denaro e' il mezzo piu' potente per piegare le menti e le coscenze delle persone.Poiche' avere del denaro e' una condizione indispensabile per la sopravvivenza ,spesso ci si ritrova a piegarsi ,a sottomettersi e a venire ad assurdi compromessi , spesso inaccettabili.E' per questo che ci si ammala anche gravemente.Poi quando questa condizione e' vissuta come uno stato che non si puo' cambiare,si dice "Cosi' e' la vita!" e si finisce per diventare dei relitti umani senza potere fare nulla per cambiare.Ma invece bisogna crederci.Bisogna impegnarsi a cercare nuovi modelli che ci consentano di raggiungere una soglia di liberta' che e' spesso legata al lavoro che si fa e alla creativita' che questo ci puo' dare.Sono convinto che non c'e' un'eta' per fare questo.
E in tutto cio' e' importante una buona dose di autostima e tutto quello che tu condividi
A presto
Paolo