venerdì 24 giugno 2011

Disturbi d' Ansia: "confronto sociale e autostima"

















Ciao,


l' ansia è una delle patologie più frequenti nel mondo, e a
dispetto di tutti quelli che affermano si tratti di una
semplice "sega mentale" devo dirti che non è affatto così.
Solo chi soffre d'ansia o è a stretto contatto con questi
soggetti può avere un'esperienza diretta che gli mostri la
portata devastante di questo problema psicologico. Poi
c'è chi afferma si tratti di qualcosa relegato al tempo di
oggi, spesso causa la nostra vita caotica e la super
esposizione alle informazioni (tutte cose vere) ma ci
sono prove storiografiche che ci mostrano come
personaggi del passato fossero ansiosi.



Prima di mostrarti le ultime scoperte sull' "ansia sociale"
cioè la preoccupazione esagerata a mostrarsi in pubblico
e ad intereagire con le altre persone. Voglio parlarti di un
piccolo grande segreto che non tutti sanno, la maggior
parte delle così dette "psicopatologie" sono un disequilibrio
qualitativo e quasi mai quantitativo. Cioè, tutti abbiamo
quei comportamenti che potrebbero essere considerati
"ansiosi" o "fobici" addirittura "ossessivi"..."dai non dire
che non te ne eri mai accorto?" ;-) Questi diventano dei
problemi quando minano la qualità della vita.


Ora Wiseman e colleghi hanno creato un questionario
per scoprire quali fossero le differenze fra "ansiosi sociali"
e chi non lo era. Per farlo hanno reclutato 42 soggetti
diagnosticati "ansiosi" e 47 non-ansiosi...cercando
di eliminare tutti quei soggetti che parevano soffrire
di altre patologie (schizofenia, depressione e dipendenze).
Risultati, i ricercatori hanno scoperto che chi soffriva di
ansia rispetto a chi non ne soffriva aveva maggiori
comportamenti come: atteggiamenti di sottomissione (es.
accattere più spesso di essere in torto), vedere se stessi
con un più "basso valore sociale", più sensibili al rifiuto e
meno vicini sia agli amici che ai propri partner.


Sueccessiamente i ricercatori hanno comparato anche altre
patologie (quelle elencate prima) con l'ansia sociale ed hanno
riscontrato le stesse differenze. Questo mostra che "gli ansiosi"
hanno una bassa valutazione di se stessi, detto in soldoni
hanno una "bassa autostima". Infatti molte volte nel mio
studio capita proprio questo, che una persona che dichiara di
soffrire di ansia per un motivo specifico (e che per tanto
spera che gli mostri come risolvere o ancora peggio quali
siano le cause) abbia dei netti miglioramenti quando lavoro
sulla loro auto-efficacia. Se ci pensi sono tutti i consigli
dello "sviluppo personale" che t'insegnano a rivalutare le
tue risorse e i tuoi talenti piuttosto che "aggiustare le cose
che non vanno".


E' un come se (a volte) aumentando la stima in se stessi
questa coinvolga in modo sistemico tutto l'essere portandolo
ad uno sblocco dei problemi derivati dall'ansia.
Questo non significa che la persona si sia liberata per sempre
dall' ansia sociale, ma che abbia iniziato ad essere consapevole
del proprio potenziale, cosa che in una struttura equilibrata
può "bastare" invece che sottoporsi ad una terapia, o peggio
del peggio, rivolgersi all'aiuto farmacologico. Voglio ricordare
che gli studi sulla risoluzione dei problemi di ansia attraverso
metodiche psicologiche, invece che farmaceutiche, ha
dimostrato che: si può risolvere l'ansia senza farmaci e che
le ricadute sono nettamente inferiori ai trattamenti
con i farmaci.


Se sei un appassionato di sviluppo personale o uno psicologo
informato queste notizie non ti suoneranno come nuove, ma
è l'ennesima riprova di come si possano risolvere problemi
psicologici attraverso metodiche che mirino a ripristinare
una propria "equilibrio interiore" attraverso i "punti di forza".
E questo è il contrario del ragionamento basato sui farmaci
che invece tendono a riparare aumentando "non uno stato
psicologico interiore" (o stato risorsa) ma una sostanza
chimica che è solo una piccola parte del disturbo.


Aumentare serotonina non significa uscire dall'ansia e
da nesssuna altra psicopatologia. Deve essere visto come un
aiuto in casi estremi e non come il primo rimedio. Questa frase
è indirizzata a tutti i medici di base che come prima cosa
offrono serupin, xanax e compagnia bella, quando esistono
prove sperimentali dell'efficacia di determinate metodiche.
Il farmaco può essere un'utile "stampella iniziale", ma se
si vuole tornare a camminnare e addirittura a correre è
sempre necessario fare del trattamento. Proprio come dopo
la rottura di un femore è necessaria una riabilitazione che
includa un impegno personale (fisioterapia ed esercizio)
piuttosto che una pillolina.


A presto
Genna

4 commenti:

Amelio ha detto...

In passato ho avuto problemi di ansia e la prima cosa mi hanno dato fu lo xanax o altri farmaci ma mai nessuno che pensasse al perchè avessi quegli episodi di panico e da cosa dipendeva. Capii subito che se continuavo c'era il pericolo di diventare dipendente dagli ansiolitici. Solo a pensare di uscire con il boccettino di ansiolitico con me mi faceva arrabbiare di brutto....forse anche grazie a questo affrontai l'ansia e quel periodo :) Quindi non posso non essere daccordo con te.....certo alcuni casi hanno bisogno anche dell'aiuto dei farmaci per poi poter nel contempo intervenire meglio a livello di sedute

Antonio ha detto...

Ciao Genna,
il problema non è tecnico o di efficacia, ma politico: ai piani alti (dove abitano le potenti lobbies) la paura che quello che dici possa funzionare, è tanta.
Se si scopre che molta gente potrebbe guarire senza farmaci, semplicemente usando meglio la testa, e se molti si liberassero dalla dipendenza da pilloline, scoprendo che senza possono vivere anche meglio con un sano stile di vita e una sana alimentazione, che fine farebbero i guadagni delle grandi case farmaceutiche? E tutti quelli che ci lavorano?

....

Ilaria Cardani ha detto...

:) Mi viene da sorridere perché prima di leggere le ultime righe stavo proprio pensando al paragone con un problema di tipo fisico, che molto spesso viene risolto ricorrendo a risorse personali "diverse". E' una considerazione che mi venne spontanea quando ero bambina (7/8 anni) e adesso mi pare semplicemente ovvia, oltre che comunemente riconosciuta. In vacanza, in un gruppo di amici appena conosciuti, tra i ragazzi più grandi di me venni colpita ( :) ) da un tipo molto sicuro di sè e molto sportivo (giocava a tennis, pallone, nuotava etc. molto atleticamente). Questo ragazzo aveva, dalla nascita, la mano destra con solo due dita: il fatto, come accade nella stragrande maggioranza di casi analoghi, non gli impediva di muoversi e di fare qualsiasi cosa con la massima efficienza. Le risorse e le abilità di movimento che aveva messo in campo fin dalla nascita gli avevano permesso di avere un "perfetto equilibrio".

Mull ha detto...

Mio padre soffre d'ansia da una vita, ha imparato a conviverci, lui ci sta bene, il problema è nostro quando dobbiamo uscirci con lui o organizzare qualcosa insieme. L'ansia è contagiosa!