
Ciao,
nel mondo dello sviluppo personale si da una estrema
importanza alla pratica, perché nella maggior parte
dei casi è questa che fa la differenza, fra chi "fa gli
esercizi e chi si limita a parlarne". E fino a qui sono più
che d'accordo, ma c'è un pericoloso presupposto dietro
questo assunto, cioè che sia la realtà percepita, quella
che i filosofi chiamano "percetto" ad essere la vera
detrattrice della verità. Per questo motivo in questi
anni si è sputato sopra il metodo scientifico e ci si è
schierati contro ogni tipo di teoria. Questo arzigogolato
post mi serve a mostrarti che la teoria è più che
importante, soprattutto se hai deciso di fare dello
"sviluppo personale" la tua professione.
Il nemico numero uno di questo campo è la PNL con i
suoi bizzarri co-creatori che hanno sconvolto e rimodernato
questo mondo. Il discorso di oggi è alquanto complesso e
spero che i "veri filosofi" mi permettano una licenza poetica
in quanto io...di filosofia ne so davvero poco rispetto a loro.
Per farlo ho bisogno di mostrarti un pò di storia, sai chi è
"Copernico"? molto probabilmente si. E' un signore che ha
stravolto il mondo scientifico del '500...affermando che
fosse la terra a girare intorno al sole e non viceversa.
Prima di Copernico vi era una teoria di un certo Tolomeo,
che appunto guardando e percependo che la terra era
ferma, mentre il sole si spostava, ha decretato che fosse
questa a restare immobile. Al di là di tutte le speculazioni
religiose, cioè basate sul fatto che la terra fosse al centro
perchè abitata dalle "creature di Dio"... questo passaggio
è di vitale importanza. Perchè prima di Copernico la
scienza andava di pari passo con il "percetto", in somma,
se vedevi, toccavi e ascoltavi una cosa potevi costruirci
una teoria scientifica. Ma con Copernico le cose cambiano,
perchè noi "ad occhio" non possiamo vedere la
terra che gira intorno al sole.
Per cui abbiamo due visioni: una basata sul percetto, cioè
sul "vedere comune" ed una basata sul "dato osservativo",
cioè sulla teoria. Tonando all'esempio astronomico abbiamo
la vista, cioè l'organo di senso che ci permette di vedere che
la terra è ferma e le leggi della ottica, cioè la teoria che ha
permesso a Copernico di scoprire che è la terra a girare
intorno al sole e non viceversa. Mi segui? ;) Ok...a questo
punto abbiamo un modo di vedere "scientifico", cioè che
si basa sui dati osservativi e il vedere "comune" che si
basa su ciò che percepiamo.
Dato che non possiamo davvero conoscere la realtà, ne con
una visione ne con l'altra, la teoria è la "retina metaforica"
attraverso la quale osserviamo il dato scientifico. Ad esempio
tutti sappiamo come è fatto un atomo, e attraverso questo
dato osservativo possiamo fare formule chimiche e applicare
leggi fisiche, ma nessuno ha mai visto davvero un atomo ;)
Quello che noi vediamo è "un modello teorico dell'atomo"
che è stato costruito attraverso una serie di "dati
osservativi". Ecco perchè è necessario raccogliere dei
dati e costruirci delle teorie.
Abbiamo un "senso percettivo" ed un "senso scientifico".
Per fare un altro esempio: nel campo percettivo potremmo
dire che il legno galleggia mentre il ferro no; per cui le
prime navi erano fatte di legno ma poi, attraverso la "teoria"
si è scoperto che è molto meglio costruire "navi di ferro".
Il legno galleggia "nella percezione" mentre il ferro galleggia
nella teoria"!
Adesso credo che inizierai ad avere maggiore chiarezza
dell'importanza di conoscere la teoria. Per quanto
questa (la teoria), sia stata "malfamata" dalle pratiche
legate alla psicologia del cambiamento (e dalla maggior
parte dello sviluppo personale) è chiaro, che il discorso
fra percetto e dato osservato sia fondamentale per la
nostra evoluzione... "pensiamo in termini di tempo"...
La diatriba quindi a questo punto si sposta "fra la pratica
e la teoria". Se avessi dovuto scoprire solo con i miei sensi
che era il ferro a galleggiare (cioè privandomi della raccolta
dei dati "osservati" e delle asserzioni che vi costruisco
sopra) ci avrei impiegato sicuramente molto più tempo.
Ma allora quando è che la "teoria" ha bisogno di maggiore
pratica, quando deve essere applicata? quando la teoria
è debole. Più è debole la teoria è maggiore pratica mi
tocca fare... ahahah... ma non solo, meno padroneggio la
teoria è più dovrò muovermi per prove ed errori.
Ma torniamo al tempo: se avessi dovuto aspettare
che l'esperienza percettiva mi dicesse, che per allunare
è necessario fare X e Y, non saremmo mai andati sulla
luna. E' la teoria che, in assenza di esperienza percettiva
ci ha permesso di allunare con successo. Sono le formule
matematiche teoriche che ci permettono di prevedere
come si muoveranno le astronavi nello spazio, e non il
nostro modo di vedere. La teoria, per quanto bistrattata
(perché nel mondo vince sempre il percetto) ci ha
permesso di fare salti evolutivi quantici, mentre la
percezione, è troppo lenta e limitata.
D'accordo ti sto facendo un "super pippone epistemologico",
infatti è di questo che parliamo, non tanto di "psicologia" ma
di come noi conosciamo la realtà e quali sono i suoi presupposti,
cioè da dove "deriva la conoscenza". So che la maggior parte
della gente che legge il mio blog è fortemente interessata ad
utilizzare la cose che scrivo per migliorare la propria vita, e
fin qui va tutto bene, ma c'è un'altra grande parte che invece
anela a fare un mestiere di "aiuto". Dagli psicologi agli
psicoterapeuti, fino a sfociare nel coaching e nel counseling -
e ora lo urlo un pochettino "FREGARSENE della TEORIA
è una grandissima cazzata!!!" perdona il linguaggio.
Se vuoi usare le "tecnologie della psicologia" per stare
meglio puoi farlo senza dover necessariamente conoscere la
teoria. Per usare il telecomando non hai bisogno di sapere
come funziona... Ma se invece vuoi svolgere una qualsiasi
professione d'aiuto, devi conoscere e soprattutto "saper
padroneggiare",non in senso pratico ma concettuale, cioè:
conoscerla BENE per muoverti dentro con facilità ma
soprattutto per muoverti in modo elastico all'interno di essa.
Ma ovviamente la "cosa" non può finire qui perchè dopo
Copernico sono arrivati altri personaggi geniali, come
Galileo, Einstein e Heisenberg.
Concludendo: vuoi aiutare le persone nella vita? allora
devi studiare, non puoi limitarti ad imparare come si
usa un "bisturi" e cercare di appiccarlo alla cieca. Devi
sapere e conoscere tutte le sue applicazioni. Ma, come
avranno capito i miei lettori più attenti il discorso non
può finire qui... per cui ti do appuntamento ad un
prossimo post... e questa serie di post potremmo anche
chiamarli: "epistemologia dello sviluppo personale".
Fammi sapere cosa ne pensi e se ti piace il mio blog,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo
account di facebook.
A presto
Genna
Ps. immagino che questo post alzerà un super
polverone, ma se hai avuto l'accortezza di arrivare
sino a qui ti meriti di sapere che, non è tutto
esattamente come l'ho detto, perchè la pratica
ha la sua sacrosanta ragione di esistere, e lo
vedremo in un post futuro ;-) Non solo vedremo
anche come funziona questo passaggio
concettuale in questo "duro lavoro".
9 commenti:
Caro Gennaro sono assolutamente d'accordo con te, complimenti!!!!
Io mi spingerei anche un pò oltre, nel senso che ritengo che la teoria dovrebbe conoscerla anche chi intraprende un cammino di sviluppo personale e sai perchè? Per evitare di essere fregato da quelli che dicono" lascia stare le teoria che c'è dietro, non importa"..e su questo presupposto usare le tecniche contro i clienti "inconsapevoli" di come realmente funzionano davvero :) le cose!!
Grazie per questo post Gennaro!
Un caro saluto
Richard Fante
Giustissimo Genna, la teoria è necessaria, altrimenti si rischia di essere solo dei 'praticoni'.
Certo, ci vuole l'evidenza, e questa necessita dell'esperienza, ma occorre prima 'guardare' (etimo di 'teoria'), poi mettere mani, 'manipolare' (ovviamente, in senso positivo, 'funzionale').
La stessa PNL, come sai benissimo, è sì eminentemente 'pratica' (ed efficace, funzionale), ma se si volesse si potrebbe - anche in base ai presupposti e 'para-posti' - trovarne un'epistemologia e una 'teoria' (partendo dalla psicosintesi e, prima ancora, dal pensiero 'strategico' stoico e pascaliano, oltre che Tao, zen e sufi - naturalmente, gesuano e paolino, anche un po' di Kabbalah...).
A presto
Nicola Perchiazzi
concordo pienamente e a dire il vero più si conosce e si studia più diventa chiaro quanto sia necessario farlo. se penso a come mi sentivo dopo il primo esame e a come mi sento ora.. posso dire che mi sento molto più work in progress ora che allora. la conoscenza ti mostra sempre quanto c'è ancora da fare..
F.
Nessun polverone o polemica!
Ma solo un voto al genio del Dott. Romagnoli: 110 e lode!!
Se ci sarà un tema dominante nello Sviluppo Personale per i prossimi anni sarà proprio la "guerra" tra queste due categorie di persone:
- praticoni ignoranti
- teorici inconcludenti
Aspettiamo tutti il tuo interessante e competente punto di vista... ma sappiamo già che non vincerà nessuno dei due... ma bensì una terza categoria:
- i saggi praticanti
Dott. Sebastiano Todero
Mi piacciono i super mattoni epistemologici, gran bel post! :-)
Anche perchè quoto in pieno ciò che affermi!!
Ciao Genna, certo che la teoria ci vuole. Senza di essa (theoria = osservare, guardare, contemplare...) si rischia la 'miopia', l''astigmatismo', lo 'strabismo' (oppure: ciechi che guidano altri ciechi...).
E poi, anche se, giustamente, la PNL è eminentemente pratica, i suoi fondamenti 'epistemologici' ce l'ha, eccome: psicosintesi, analisi transazionale, terapie cognitivo-comportamentali, RET, un po' di Pascal e di filosofia 'strategica' stoica, tracce zen e sufi, persino un bel po' di Gesù e di san Paolo...
A presto
By Nicola Perchiazzi
P. S. Lo sai (certamente lo sai...) che by, leggendosi come 'buy', è un invito a comprare? Sì, lo so - by the way - vale nel mondo anglo-americano, ma l'inconscio (collettivo) è internazionale!
davvero un bell'articolo.
speriamo che sia il primo di una lunga serie!
se posso permettermi di aggiungere un punto di vista, con il progressivo ridursi dell'importanza dei precetti e il conseguente maggior sviluppo di teorie "contrarie al senso comune" si sta sviluppando una sorta di mortificazione a stadi dell'esistenza umana...
prima eravamo al centro della terra (piatta)...
poi al centro dell'universo (la terra è ferma tutto gira in torno ad essa)...
poi eravamo in un'unico "tempo-spazio"...
oggi non siamo al centro della terra (attorno se mai xD), non siamo al centro dell'universo, e come se non bastasse, non è nemmeno detto che esista 1 solo universo!
anche il buon Freud ci ha un po' mortificato... in fondo, il conscio non è che la punta dell'iceberg di cui l'inconscio è tutto il resto...
by the way... il tuo blog è fantastico
Fantastico post, Complimenti!
credo che muoversi in una stanza piena di mobili ed oggetti sia rischioso se la luce è fiocca.
Si potrebbero rompere anche oggetti di valore, magari in cristallo, difficili da recuperare.
Per quel che mi riguarda sono d'accordissimo, anzi lo estenderei a tutte le attività umane.
E' forse il caso di porsi alcune domande:
So quello che faccio? Sono consapevole delle proprie responsabilità quando aiuto gli altri? perlomeno ci vuole la buona intenzione.
La stessa pratica ...... sarà utilissima se utilizzata come feedback e quindi spronare ad un continuo miglioramento.
Cordiali saluti
Renzo
Posta un commento