venerdì 29 aprile 2011

Ipnosi: "ipnotizzabilità e tratti di personalità"












Ciao,


è un bel che non parliamo di ipnosi! che come sai è
una delle mie più grandi passioni ;) Se conosci un
di psicologia (anche alla lontana) saprai che uno dei
"pallini" degli psicologi è sempre stato quello di
creare dei test di personalità. Cioè dei questionari
che siano in grado di delineare "grosso modo" quali
siano i tratti e le caratteristiche dell'essere umano.


Ad un primo sguardo questo tentativo sembra essere
una violenza all'individualità, ma in realtà, in molti
contesti avere uno strumento (di "scrematura") del
genere è davvero molto utile. Così negli anni i test
si sono affinati fino a raggiungere una qualità molto
alta sulla previsione della personalità. Tanto che
molti studiosi di questo campo chiamano la branca
coinvolta "scienza della personalità" (Pervin).


Tutti sono ipnotizzabili? pare che la risposta più
plausibile sia un netto si! Tuttavia bisogna mettere
i puntini sulle "i" per cercare di capire di cosa si sta
parlando quando si cita "l'ipnosi". Come forse tu
saprai esistono due differenti correnti, una che
afferma che l'ipnosi sia uno stato discreto che può
essere rilevato attraverso dei segnali ben distinti.
Un'altra corrente che afferma il contrario: cioè
l'ipnosi sarebbe un "non stato", ogni volta che sei
in una situazione di assorbimento della attenzione
sei "in ipnosi".


Ecco, l'ipnotizzabilità viene testata non tanto su
questi concetti teorici ma su quello di "se una persona
risponde a determinati comandi allora è in ipnosi".
Come ti raccontavo in questo articolo esistono dei
test di ipnotizzabilità (che servono a ben poco da
un punto di vista clinico, ma solo da quello
sperimentale) che rivelano quanto un soggetto
è in grado di rispondere a determinate
suggestioni. Gli "scienziati della personalità"
hanno messo in correlazione i loro test con
questi altri test".


Ma torniamo alla domanda iniziale: tutti possono
essere ipnotizzati? la risposta è si, ma non tutti
hanno la stessa sensibilità all'ipnosi. In pratica,
come in ogni facoltà umana, ci si distribuisce
intorno ad una media (la famosa gaussiana), dove
alcuni sono altamente ipnotizzabili, altri mediamente
e alcuni scarsamente. Il dato più interessante delle
mie ricerche è stato trovare lo studio di Kirsch e
Council del 1992
ed una revisione moderna fatta
da Nordenstorm, Council e Meier nel 2002.


In pratica questi ricercatori hanno svolto una super
analisi su tutti i test di personalità conosciuti (un
vero e proprio sbattimento senza precedenti ;)) ed
hanno confermato quanto già affermato da diversi
ipnotisti del passato: non esistono correlazioni
positive fra personalità e ipnotizzabilità. I test
sono davvero un'infinità e le lunghe ricerche degli
ultimi anni hanno formalmente decretato che non
esiste "un tipo di persona ipnotizzabile".


Come per ogni forma "speciale di comunicazione"
nella ipnosi tutto dipende dalla situazione in cui questo
si viene a creare e soprattutto dal rapporto che si
instaura fra ipnotista e soggetto. Ancora una volta la
ricerca dimostra quanto il "mondo psichico" sia
differente da quello "fisico", in cui è possibile fare delle
previsioni situazionali e genetiche sulla sua risposta
ad un determinato trattamento. Probabilmente è
proprio per questo che "fare il nostro mestiere" risulta
essere più difficile che fare "il medico" o "l'ingegnere".


Questo pensiero però non può esimerci all'andare
avanti con la ricerca in questo senso. Perché, come già
mostrato nel post sulla epistemologia, il metodo che
per ora ha dato maggiori risultati sul piano evolutivo
resta ancora quello scientifico... anche in questo
campo che a molti appare oscuro e spesso senza una
base fondata (stereotipo in voga fra chi non conosce
davvero gli sviluppi della ricerca in questo campo).


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A presto
Genna


Ps. voglio ringraziare chi ha acquistato Rilassamento
Dinamico che è diventato un Best Sellers della
Bruno Editore
...grazie a tutti :)))

8 commenti:

Mindcheats ha detto...

Per quanto riguarda l'ipnosi, personalmente mi sono sempre concentrato su quella "leggera" e applicabile più facilmente con un po' di esercizio, insomma quello stato nel quale la volontà e la consapevolezza sono lievemente alterati e influenzabili. Sull'ipnosi che definisco "da circo" (lo so, è una brutta parola, ma spiega il concetto), invece, non mi ci sono mai soffermato più di tanto.

Complimenti per il successo su Bruno Editore!

Anonimo ha detto...

secondo te l'ipnosi è uno stato o non è uno stato?

Anonimo ha detto...

ciao Genna,

secondo te esiste una tecnologia che induce un sonno profondo con un semplice suono o con un flash luminoso?

Ipnosi Strategica ha detto...

Complimenti per il successo con Bruno Editore!!!
Ciao,
Manuel

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Mindchest,
io quella da "circo" non la considero neanche ipnosti, ma un insieme di trucchi suggestivi per fare spettaccolo e la divido nettamente da quella clinica. Nonostante vi siano stati nel passato diverse influenze, soprattutto perchè chi "non era un medico" poteva esprimersi al meglio (vedi Elman).

Grazie :)

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Anonimo,
per me la diatriba fra stato e non stato è alquanto sterile...ma se se proprio debbo schierarmi preferisco la teoria statista per la sua "dignità scientifica" e qualla "non statista" per la sua apertura a nuove possibilità.

Grazie
Genna

Gennaro Romagnoli ha detto...

Grazie Manuel :))

Maurizio D'Agapito ha detto...

Ciao Genna,
è la prima volta che leggo il tuo blog e devo dire che lo trovo molto interessante. Sto iniziando da poco a leggere di ipnosi, in quanto sono rimasto sorpreso da una dimostrazione fatta da Bandler a Roma il mese scorso durante il "Power States".Non ho ancora le idee molto chiare ma cercherò di approfondire.
Grazie e Complimenti
Maurizio