venerdì 31 dicembre 2010

Buon 2011...tiriamo le somme















Ciao,


come ogni anno (questo è il terzo) mi piace festeggiare con
te il 2011 parlando dei risultati raggiunti da PsiNeL.
Perché, ognuno di questi risultati è stato possibile solo
grazie ad alcune persone...e tu sei fra queste ;-)
Ogni tanto penso: è il locale che mi piace? è la zona dove
è posto questo locale? o il cibo che servono? anche se
tutte queste cose sono importanti, la cosa che mi spinge
a frequentare un locale piuttosto che un altro è proprio
la gente che lo frequenta...






Hai visto il video? :-)
bhe...per me la cosa più evidente
è l'orecchio deformato dal cappellino...quello destro ;))


...e la gente che frequenta PsiNeL è meravigliosa ;-)
La vita del blog può essere descritta come quella di un
bambino... o meglio di un cane, dove ogni anno vale per
7... nei primi 7 anni di vita PsiNeL ha imparato a
camminare e a parlare. Vedeva ancora poche persone,
circa 3000 al mese scarse... poi è arrivato il secondo
anno, cioè i 14 anni... PsiNeL è ribelle e vuole a tutti
i costi distaccarsi dai suoi genitori (siti simili...ecc)...


Oggi PsiNeL ha 21 anni ed ha iniziato a trovare la sua
identità...ti basta cliccare qui per capirla...vede molte
più persone, circa 30000 al mese (10 volte di più del
suo primo anno di vita). Ha raggiunto diversi traguardi,
che posso paragonare alla maturità. Se noti l'URL del
sito (cioè il nome) non è più pnl-ipnosi.blogspot.com
ma è www.psicologianeurolinguistica.net... è questo è
già un primo segno di maturità...no? ;-)))


PsiNeL diventa sempre più indipendente... perchè può
finalmente prendersi carico di alcune spese che vengono
sovvenzionate dai suoi lettori. I "consigli per gli acquisti"
sono sempre più mirati ... se noti sono uno dei pochi
blog di sviluppo personale che pubblicizza SOLO alcune
cose, mentre tutte le altre le mette da parte (per quanto
possibile;-))


Grazie a te, ho vinto il premio come miglior ebook 2010
della Bruno Editore. Perché grazie a te? perchè era un
concorso che si basava sui voti... e i miei voti sono
tutti arrivati da qui ;-)


Ok...ora la smetto di tessere le "mie lodi" perché sei
davvero tu la persona più importante di questo blog...
io mi impegno a servirti i piatti migliori, a tenere
pulito e aperto agli orari più disparati... ma il vero cuore
di questo luogo...sono i tuoi preziosi commenti e le tue
"attenzioni"...


Grazie di cuore...ti auguro un meraviglioso,
splendido e prospero 2011... mi raccomando
sempre in compagnia di PsiNeL ;-)


Per i più curiosi ecco gli auguri degli altri
meravigliosi anni passati insieme:

giovedì 30 dicembre 2010

Psicologia: "alimentazione e memoria per dimagrire"

















Ciao,


sappiamo tutti che la consapevolezza è una delle chiavi per
dimagrire no?;) cioè...se mangi con consapevolezza, restando
presente su ciò che fai, oltre a goderti di più il cibo, questo ti
sazia molto di più. In Italia a portare i primi "corsi su come
dimagrire con la mente" è stata la bravissima Debora Conti e
poi, chiaramente ci sono stati tanti altri proseliti. Fra i primi
a tirare in mezzo questi concetti è di certo stato il mitico
Paul McKenna. Ma ne esiste uno ancora più antico...e puoi
scoprirlo cliccando qui ;-)


Ti parlo di questo argomento perché qualche giorno fa
sfogliando "Repubblica" ho trovato un articolo interessante
che dice: "chi mangia davanti al Pc si sazia molto meno".
Quando l'ho letto ho pensato "e bravi adesso ve ne siete
accorti" ;-) (che sbruffone che sono;)). Ma quali sono i
meccanismi implicati in queste scoperte? perché mai
chi è distratto dovrebbe saziarsi meno?


La risposta che salta in mente è quella del "godimento"
legato al cibo... oppure alla velocità con cui lo si mangia.
Ma queste sono, forse, solo cause accessorie, la vera
causa è il profondo legame fra "memoria e alimentazione".
Se ricordi, qualche tempo fa ti avevo parlato di come,
alcuni scienziati si siano divertiti ad installare ...falsi


Rivelata questa stretta connessione, sarebbe carino se
qualcuno provasse a giocare con la memoria per
aiutare le persone a dimagrire. Magari utilizzando le
tecniche di PNL per modificare le sottomodalità di
quando... ti senti sazio... e spostarle nel futuro. Mmmm
non mi sembra una cattiva idea no? ;) visto che ho
qualche cliente che vuole (anche) dimagrire ci proverò
e ti farò sapere i risultati. In caso siano positivi ci
faccio un bell'audio ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento
qui sotto...e se ti piace seguimi dai feed rss oppure dal tuo
account di facebook.


A presto
Genna

mercoledì 29 dicembre 2010

Psicologia: "la febbre dei bambini causata dallo stress della coppia""
















Ciao,


in questo periodo dell'anno oltre alle festività ci sono altri
aspetti "spiacevoli", come influenze e raffreddori. Secondo
te è possibile che questi derivino anche dal grado di stress
che hai accumulato durante l'anno? dalle ricerche
sulla psiconeuroendocrinoimmunuologia non ci sono dubbi:
lo stress è la principale causa di malanni dell'organismo,
dagli attacchi di cuore ai semplici raffreddori. Un recente
studio ha dimostrato come lo stress della coppia possa
influire sugli stati di salute dei figli.


All'Univeristà di Rochester a New York la dottoressa Mary
Caserta e colleghi
, hanno chiesto a 169 famiglie di monitorare
lo stato di salute dei propri figli con un età fra i 5 e i 10 anni.
Questo monitoraggio è costato molta fatica ai genitori, non
solo perché è durato per ben 3 anni ma anche perché, ogni
mese, dovevano (i genitori) recarsi nei laboratori a fare
alcune analisi legate al loro stato di ansia e depressione.
In poche parole, i ricercatori hanno scoperto una reale
correlazione fra ansia, stress e depressione e le
malattie
dei loro bambini...


...più i genitori dimostravano un disequilibrio nei livelli di
stress e più i bambini avevano manifestato - durante i 3
anni di osservazioni - sintomi più intensi di stress, ansia e
depressione. Un dato davvero impressionante...sembra
logico pensare che chi vive in un ambiente dove "l'aria è
pesante" debba avere degli effetti negativi sulla propria
salute...ma spesso si crede che questi effetti siano legati
direttamente alla "salute psichica" del bambino ...come
si dice "tale padre tale figlio"... e invece ha un effetto
diretto sulla salute (diciamo) fisica dei bambini.


Questo non è l'unico studio che mette in mostra come,
dei traumi psicologici o degli "stressor psicologici" possano
avere un reale effetto fisico. Anche uno studio sugli eventi
traumatici naturali (terremoti, inondazioni, ecc.) svolto in
Germania ha dimostrato avere effetti sulla salute psichica
dei bambini di quella nazione o di quello stato che ne era
stato maggiormente colpito.


Concludendo:
stai passando un forte periodo di stress ed
hai un bambino? trova un modo per ridurlo.. non è necessario
andare da un professionista (a meno che tu non lo ritenga
opportuno o che i sintomi siano debilitanti per la qualità
della tua vita) ma almeno trova un modo qualsiasi che ti faccia
stare meglio. Puoi apprendere tecniche di rilassamento ...
oppure trovare una pratica meditativa, lo yoga...


...o più semplicemente porvare uno sport o un hobbie che ti
permetta di staccare con maggiore facilità "la spina".
Quando lo stress si riduce lo senti... sia nella mente che nel
fisico...per cui sperimenta. Facendolo ti assicurerai una migliore
salute e soprattutto la assicurerai ai tuoi figli...e forse...ai
figli dei tuoi figli ;-)


Fammi sapere cosa ne pensi..lascia un commento qui
sotto e se ti piace il blog puoi seguirlo dai feed rss o dal
tuo account di Facebook.


A presto
Genna

martedì 28 dicembre 2010

Psicologia: "la magia del passato per un futuro migliore"

















Ciao,


sono da poco tornato ad Alassio il mio piccolo paesino
natale... ho rincontrato amici e compagni di avventure
che ogni anno mi aspettano a braccia aperte per fare
festa insieme. E' sempre un'avventura meravigliosa
trascorrere del tempo con loro, con la mia famiglia e
con il paesino che mi ha cresciuto. Oggi faccio una cosa
che è ormai un rituale, sfodero una delle tante
chitarre di mio pardre e scelgo quella con cui ho
imparato a suonare...e baaammmmm...


...nel giro di pochi secondi una valanga di ricordi passati
mi affiorano alla mente. Le dimensioni: ricordo quando
ancora mi ostinavo a suonarla (è una 12 corde) e mi
sembrava una cosa enorme e difficilissima. Non sapevo
neanche ciò che stavo facendo ma l'adoravo...e tenerla
in mano (e a dire il vero in braccio, come una bambina)
è una delle esperienze più belle che si possano
descrivere.



Qui, potrei chiamarla "ancora" o "condizionamento" ma
invece qui ad Alassio mi sento ispirato e non ho voglia di
parlare di "psicologia" :P ma solo di apprezzare, insieme
a te, le piccole cose che possono accadere quando nella
nostra vita ci rimbattiamo in qualcosa di bellissimo che
ci accompagna da anni. Sai, quando ero piccolo i miei mi
dicevano che non avrai portato mai nulla sino in fondo
e così, ipnotizzato dai loro consigli ho fatto 12000 sport
diversi, suonato numerosi strumenti...e anche cambiato
più volte scuola (alle superiori)...


...e invece c'è qualcosa che dura da anni ed è sempre
rimasta al mio fianco...l'amore sfrenato per la musica che
oggi si è trasformato in una passione bruciante per l'arte.
So che ormai PsiNeL ha acquisito la sua identità di blog
ma ogni tanto non mi dispiace scrivere dei piccoli post
come questo, che poco c'entrano con il suo vero scopo ma
che mi permettono di fare quello che fa la maggior parte
dei blogger "scrivere i ca... propri" ;-) ma sono ancora
più belli quando questi possono aiutare anche te, magari
ad apprezzare le piccole cose della vita.


Basta poco! una serata fra amici, passare nei luoghi dove
sei cresciuto e suonare la chitarra con cui hai imparato non
ha prezzo. Tutto questo è un vero e proprio balsamno per
l'anima che non ha prezzo... per cui, invece di consigliarti i
soliti "esercizi di psicologia e sviluppo personale" voglio
esortarti ad apprezzare le cose piccole che la vita, ogni
giorno ti regala e ti ha regalato nel passato. Usa il passato
come riserva di risorse, vivi nel presente e pensa ad un
futuro grandioso :-)



A presto
Genna

lunedì 27 dicembre 2010

Ipnosi: "chi è più facilmente ipnotizzabile?"



















Ciao,


molto tempo fa ti avevo raccontato che cosa sono i test di
ipnotizzabilità
...poi ho lasciato un po' perdere l'argomento
soprattutto perché ad un livello clinico non servono proprio
a nulla. Da Erickson in poi si è capito che sapere quanto una
persona è in grado di entrare in trance è ininfluente per un
trattamento psicoterapico. Però, per chi studia l'ipnosi
sperimentale, cioè lo stato di coscienza che si viene a creare
al solo scopo di "analizzarlo" è un argomento molto
interessante.


La cosa più interessante di tutte è cercare di capire se le
persone che sono "maggiormente ipnotizzabili" sono diverse da
quelle che non lo sono. Nel pensiero comune, che ovviamente
non ha la più pallida idea di che cosa sia realmente l'ipnosi
(tutta colpa della tv?;) si pensa che le persone maggiormente
ipnotizzabili siano "deboli"... come se l'ipnosi fosse un gioco di
forza fra la forza di volontà dell'ipnotista è quella del soggetto
... ma chiaramente non è così.


Ultimamente mi sono imbattuto in una serie di studi molto
interessanti al proposito. E, guardando un più da vicino
questi studi sono finito in un labirinto magico zeppo di analisi
interessanti ed ho deciso di condividerne qualcuno con te.
Quello che mi ha maggiormente affascinato è stato svolto da
Crawford (1989) che dimostra che le persone maggiormente
ipnotizzabili sono anche quelle che hanno una maggiore
flessibilità cognitiva, una maggiore capacità di concentrarsi
ed una attivazione emotiva più spiccata. Queste sono state
tutte analizzate attraverso tecniche moderne di "osservazione"
del cervello durante lo stato di trance.


Ma guardiamole ancora più da vicino:



1) Flessibilità cognitiva: è la capacità di modificare le
proprie categorie mentali per risolvere problemi. E'
qualcosa di molto simile al famoso pensiero divergente
e vengono utilizzati dei compiti creativi per testarla.


2) Concentrazione: questa si spiega da se...ed è noto che
l'ipnosi è stata vista per anni come la capacità di
concertarsi su una singola idea (da qui il noto monoideismo
plastico). Chi entra in trance più facilmente è in grado di
stare per più tempo concentrato su qualcosa. E questo è
emerso non solo dai compiti che i ricercatori hanno dato
ai soggetti ma anche dalla attivazione dei lobi frontali
del cervello.


3) Attivazione emozionale: ognuno di noi quando si
emoziona attiva il proprio sistema cognitivo. Non solo
quando ci emozioniamo, questo è stato chiamato "aurosal"
(o livello di attivazione) chi è maggiormente ipnotizzabile
è anche più bravo nel controllo di questa attività. In
pratica è emotivamente più intelligente ;-)


Ti sembra poco? ;-)) da tempo gli ipnotisti dicono ai
loro soggetti che chi entra facilmente in trance è più
intelligente... e, come dimostrano gli esperimenti hanno
sempre avuto ragione ;-) Fammi sapere che cosa ne
pensi, lascia un commento qui sotto e se ti piace il mio
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A presto
Genna

domenica 26 dicembre 2010

Psicologia: "sovraccarico cognitivo elettronico"















Ciao,


sai che cosa è il sovraccarico cognitivo elettronico? è
un nuovo nome che si sono inventati gli psicologi;))
ma non è solo un nome... email...facebook e altro ci
permettono oggi di comunicare con tutti e ad una
velocità "senza senso". Così, una delle prime cose
che la maggior parte delle persone fa appena entra
nel posto di lavoro (e non solo) è aprire la posta.


Siamo nell'era dell'attenzione, dove cioè la merce più
preziosa non sono più "le informazioni" ma l'attenzione
delle persone che scarseggia ogni giorno di più.
Lo so, lo ripetuto milioni di volte: tu ed io abbiamo lo
stesso corpo e cervello delle persone di 200 anni fa...
se non più vecchio...siamo ancora "homo sapiens";)
e non siamo progettati per gestire tutta questa mole
di informazioni.


Se hai seguito i post su "Zen to Done" sai a cosa mi
riferisco ;-) Nel numero di Novembre-Dicembre di
"psicologia contemporanea" il prof. Guido Sarchielli
regala i suoi preziosi consigli per non farsi travolgere
da questo mare di informazioni ed ho deciso di
condividerli con te:


1) A chiiii: decidi chi sono le persone a cui "vale la
pena di rispondere". Non è un fatto "razzista" ma di
tempo. Io faccio così, mi segno con una stellina
tutti quelli a cui so che dovrò rispondere. (lo faccio
utilizzando il mitico gmail che ti ultra consiglio).


2) Programma: fissa una certa quota giornaliera
da dedicare alle email e anche a facebook se lo usi
per lavoro... ma anche per svago ;-)


3) Regole: informa i tuoi collaboratori di come hai
deciso di rispondere. La maggior parte della gente
si aspetta che ci siano risposte immediate alle
email... evita di dare questa impressione e spiega
a chi lavora con te e anche ai tuoi amici come
"rispondi alle email".


4) Mezzi: incoraggia l'utilizzo di mezzi coerenti
con le comunicazioni che si fanno. Se devi dire
qualcosa d'importante ad un tuo collega, chiamalo
o mandagli un sms... è inutile aspettarsi che lui
sia li davanti alla sua posta ;-))


5) Grano salis: evita di mandare email intuitili
e rindondanti. Evita come la peste le catene di
S. Antonio e cose del genere...possono far piacere
ad alcune persone, ma ti assicuro che non fanno
piacere a chi ci lavora con la posta...e dividi le
email lavorative da quelle personali.


Bhe...mi sembrano degli ottimi consigli non trovi?
Fammi sapere che cosa ne pensi.. lascia un
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A presto
Genna

sabato 25 dicembre 2010

3 Natali con PsiNeL :-)

Ciao,

questo piccolo post mi serve solo per farti i miei migliori
auguri di Natale. Questo è il terzo Natale che, "io e te"
festeggiamo insieme :-)))) Ogni anno ho registrato un
piccolo video per farti i miei auguri, ma purtroppo
quest'anno non ci sono riuscito perchè mi mancano i
"mezzi tecnologici" (tutte scuse...tuonerà qualuno ;)))
ma un piccolo audio l'ho registrato lo stesso...eccolo









Qui trovi il nostro primo natale ed il secondo Natale
insieme ;-) e come vedi...manca solo una cosa...
il nostro alberello ...eccolo...
























A presto
Genna :)))

venerdì 24 dicembre 2010

PNL: "gentilezza e comunicazione a Natale" ;-)
















Ciao,


ieri vado sotto casa a comprare il maledetto "digitale
terrestre" ;-) ma non avevo voglia di scegliere per cui
ho chiesto al commesso e lui me ne ha dato uno di
quelli piccoli e senza la possibilità di inserire la
scheda...dicendomi "è l'ultimo" ;-) Allora gli chiedo
quanto vuole e lui mi dice "sono 38 euro"...senza
discutere lo guardo e gli dico "ok...lo compro".


Faccio un passo indietro: entro nel negozio vuoto e
lo saluto "Ciao?" e lui ..."buongiorno cosa desidera"
...dentro di me penso "ok non mi avrà riconosciuto".
Tieni presente che ci ho comprato 2 portatili e un
fisso, oltre a 100 cavolate tecnologiche. Gli chiedo il
digitale e quando mi dice il prezzo gli rispondo col
sorriso "ma scusa 38 euro senza scheda...non è un
po' caro?" e lui mi dice " caro rispetto a cosa" :)


Azz...penso... ma non è che questo è appena uscito da
un corso di PNL? e allora che faccio? incrocio le braccia
e vedo che lui le incrocia (mmmmh;)) e continuo....
"rispetto ad un modello di riferimento", allora lui mi
guarda e mi dice "quale modello"... e io..."bha non so
forse un meta-modello".... silenzio e imbarazzo sul
volto del giovane commesso. Allora ne approfitto,
pago e gli dico "si perché capita di sapere di conoscere
qualcosa che volevi sapere...quando prima ti eri
accorto che le cose non erano così...non so se
ti capita?"...


...allora lui strabuzza gli occhi e mi dice "PNL?" ed io
gli rispondo " no no PIL" ;-)) e lui... un pò seccato mi
dice "ah...capisco...comunque arrivederci"...in pratica
mi invita ad uscire. Ecco qual'è il problema di chi si
legge un libro di PNL e poi va in giro a riproporla.
Quello di pensare che se si conoscono certe tecniche
è possibile mettere da parte la gentilezza o peggio
il "buon senso".



Se vuoi diventare un bravo comunicatore ma non
riesci proprio ad essere gentile... butta nel cesso tutti
i libri di comunicazione che hai e dedicati ad essere
più gentile ;-))) In realtà ho tagliato gran parte della
nostra discussione, un po' perché non la ricordo e un
pò perché a tratti... l'ho proprio "cazziato" e non mi
va di farti sapere come ho fatto - ognuno ha i suoi segreti ;-))


Quello che ho fatto, quasi involontariamente non è
stato solo "prendere i giro il commesso" che con tutta
probabilità avrà pensato "questo è pazzo" ;-)) ma è
stato dargli una lezioncina. Ti assicuro che tutto
è stato fatto, almeno da parte mia, con il sorriso. E
in questa vigilia di Natale voglio lasciarti questo
piccolo ma importantissimo "insegnamento": evita
di sprecare il tuo tempo ad apprendere tecniche
arzigogolate di comunicazione...


...migliora prima te stesso come persona, sii gentile
e attento ai bisogni delle persone che ti circondano e
vedrai che...dopo poco sarà tutto più bello. Per
finire ti lascio una vecchia storiella molto carina che
ricalca quello che ho appena detto:


"Un giorno un ragazzo decide di lasciare il suo villaggio,
che noi chiameremo villaggio A... per trovare fortuna e
nuovi amici. La sua meta è il villaggio B... sa che durante
il viaggio potrà dormire e trovare rifugio a metà strada
nella casa di un vecchio saggio. Inizia il suo viaggio
e giunto alle porte di questo
si presenta ed entra nella
sua umile casa..."
"il vecchio lo accoglie a braccia aperte
e gli chiede perché
avesse deciso di passare dal villaggio
A a quello B...


Allora
il ragazzo gli dice che è perché nel villaggio A si
era
creato parecchi nemici, che non riusciva a trovare
un
buon lavoro e che la gente gli parlava male alle spalle.
A quel punto il giovane chiede al vecchio: "chiedo a lei
com'è il villaggio B". Allora il saggio gli risponde che nel

villaggio B è difficile trovare un buon lavoro e che la

gente mormora come in quello A e che...a volte la gente
avrebbe anche potuto parlargli alle spalle...".



La mattina seguente il giovane parte e si incammina
verso il villaggio B. Dopo qualche anno un'altro giovane

decide di abbandonare il villaggio A per andare in quello
B. Anche a questo ragazzo viene consigliato di pernottare

dal vecchio saggio prima di proseguire il suo viaggio. La
storia si ripete, il ragazzo viene accolto a braccia
aperte
dal vecchio che durante la cena gli chiede:
"perché hai
deciso di andare nel villaggio B?".



Il ragazzo risponde: "perché ho deciso di esportare un

nuovo metodo di coltivazione, voglio insegnarlo anche
la
perché credo che tutti debbano conoscerlo. Ho lasciato
a
malincuore il villaggio A dove ho tanti amici e la gente
mi
vuole bene... ma ho deciso voglio portare questa mia

scoperta anche nel villaggio B"... il vecchio restava in

silenzio e lo guardava con aria sorridente...


allora il
giovane gli chiede "lei che conosce tutto, come
sono
gli abitanti del Villaggio B?"... ...il saggio risponde...
"vedi gli abitanti del villaggio B
sono amichevoli e
benevoli, sono certo che riuscirai a
trovare amici e gente
che ti vorrà bene anche nel
villaggio dove stai andando"
... il mattino seguente il
giovane salutò
il vecchio e partì" :-))))



Questo è il mio piccolissimo pensiero di Natale
per te...leggilo e riflettici ;-)))) Tanti Auguri per una
super vigilia ...ci sentiamo domani per i classici
auguri di Natale :)


A presto
Genna

giovedì 23 dicembre 2010

Comunicazione non verbale: "gli uomini sono più bravi delle donne a scovare il tradimento?"





















Ciao,


qualche tempo fa parlando di comunicazione non verbale
ti avevo raccontato come le donne siano più abili nella
sua interpratazione. Questo mi ha portato anche a dire in
televisione che le donne sono più brave a "sgamare gli
uomini fedifraghi"... ma un recente strudio dice che mi
sbagliavo "sarebbero infatti gli uomini quelli più bravi
a scoprire l'infedeltà del proprio partner.


Paul Andrews ha capitanato questo grande studio che
si è svolto fra diverse facoltà americane. In pratica i
ricercatori non hanno fatto altro che intervistare 200
coppie chiedendo loro chi avesse tradito. Dopodichè
hanno chiesto, in modo separato, se lui o lei avesse
avuto dei sospetti a riguardo. Risulato: gli uomini
hanno totalizzato un 90% di accuratezza contro
l'80% delle donne...


...ma i casi più eclatanti vi erano quando il tradimento
c'era stato davvero. Gli uomini azzeccavano al 75%
contro un misero 41% delle donne. Secondo i
ricercatori le cause sarebbero di natura evolutiva:
infatti pare che gli uomini più diffidenti abbiano una
maggiore probabilità di diffondere i propri geni
contro chi invece... è più fiducioso (cosa che va
un pò contro altri studi del genere).


Non solo, pare che gli uomini siano più attenti, per
cui al primo segno sospetto, si mettano subito a
fare domande... cosa che fanno, molto meno le
donne. In più, evolutivamente una donna che
tradisce non è "appetibile"...mentre un uomo
che lo fa lo è. Vedo già le facce delle femmine che
stanno leggendo queste righe... ma non lo dico
io... ma i ricercatori che hanno scritto questo
articolo ;-)))


Concludendo: nonostante le donne siano più
abili nel riconoscere il linguaggio non verbale
sono meno brave nel captare i "tradimenti". Mi
auguro che i maschietti "all'ascolto" si rendano
conto che le donne - solitamente - sono più
abili con la dissimulazione e con le parole...per
cui... io ci andrei "coi piedi di piombo" ;-)))


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A presto
Genna

mercoledì 22 dicembre 2010

Persuasione: "altri 10 cosigli scientifici sulla manipolazione mentale" brrr :)



















Ciao,


hai letto il post di ieri dei primi 10 studi scientifici sulla
persuasione
? Ieri ti ho promesso che avrei rivelato il sito,
ma scommetto che se mi seghi da un sai già di chi si
tratta...è il bellissimo psyblog del dr. Jeremy Dean un
ricercatore inglese che sta per "dottorarsi" (diremmo in
Italia;)) e posta tutti articoli interessanti sulla psicologia
della persuasione e non solo....Oggi ti mostro gli altri 10
"consigli persuasivi" ;))
ricordandoti che "a grandi
poteri corrispondono sempre grandi responsabilità" :-)


1) Riprova sociale: questa leva, già analizzata dal bravo
Cialdini, è una delle più potenti in assoluto. E risponde alla
domanda "perché la gente fa quello che fanno tutti?".
Proprio per "riprova sociale"...se tutti hanno quelle scarpe
significa che forse sono buone? questo è il meccanismo...
ma non solo scattano anche meccanismi di gruppo.." se
voglio fare parte del gruppo dovrò avere quelle scarpe".


2) Attenzione: lo sappiamo tutti, oggi viviamo nell'era
dell'attenzione. Catturare l'attenzione di qualcuno è ora la
sfida più importante per chi si occupa di persuasione, vista
l'enorme mole di informazioni a cui siamo sottoposti.
Addirittura, alcuni studi hanno dimostrato come la sola
caffeina (essendo una sostanza psicotropa- cioè una
droga) aumentando l'attenzione e la vigilanza ...aumenti
anche la persuasività dei messaggi in chi l'assume.


3) Riduci la distrazione: simile al principio precedente,
ridurre la distrazione permette al messaggio di essere più
persuasivo. E' quello che nell'ipnosi viene anche chiamata
"fissazione"... o "monoideismo plastico" ;-)


4) Frame positivo: i messaggi che si basano su di un
frame (contesto o cornice) positiva sono statisticamente
più persuasivi di quelli che si basano sulle leve
negative.


5) Travestimento: un messaggio camuffato all'interno
di qualcosa di più ampio ha maggiore effetto. Non per
nulla Milton Erickson amava disseminare le sue
suggestioni ipnotiche in modo "più che nascosto".


6) Cucito addosso: ognuno di noi ha uno stile diverso
di recepire e di essere persuaso... per questo è utile
conoscere questi stili. Clicca qui per leggere qualcosa
sullo "stile di pensiero" che hanno le persone.


7) Segui il flusso: i messaggi persuasivi sono più
efficaci se seguono "il flusso delle cose che stanno
accadendo in quel determinato momento"...


8) Autostima: il grado di autostima dell'uditorio può
migliorare l'efficacia del messaggio. Un pubblico che è
contento e "confidente" è decisamente più persuadibile.


9) Potenza: un discorso fatto con patos ed energia
trasmette questa energia anche all'uditorio che si
diventa maggiormente persuadibile e manipolabile.
(ti basta pensare ai discorsi oceanici dei dittartori del
passato per averne una prova).


10) Evita le convinzioni forti: come ogni bravo
comunicatore sa, bisogna sempre evitare di andare
contro le convinzioni forti altrui. Per questo si dice
spesso : "di politica e religione non bisogna mai
parlare"...



Bene! anche i 10 consigli di oggi sono terminati,
come avrai notato alcuni sembrano addirittura
delle ripetizioni dei precedenti.. ma in realtà hanno
sempre delle sfumature di differenza. Tenendo
sempre a mente che "non c'è nulla di nuovo sotto
il sole" ;-) Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia
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A presto
Genna

martedì 21 dicembre 2010

Persuasione: "10 studi su come Evitare di farti fregare" ;-)
















Ciao,


da tempo parliamo di persuasione... molte persone
quando ascoltano questa parola hanno una brutta
reazione. Perché si dovrebbe studiare la persuasione?
I motivi sono tanti, ma il primo fra tutti è quello di
essere consapevole di come funziona il "tuo cervello".
Quando sei più consapevole di come è possibile essere
persuasi puoi "permetterti di difenderti"...e poi
infine, se sei un "cattivone" puoi decidere di aprire una
base segreta al centro della terra e conquistarci il
mondo :DDD


L'articolo di oggi è tratto da uno dei miei siti preferiti da
cui attingere le informazioni...ma non voglio svelartelo
oggi perché l'articolo sarà doppio. Cioè metà delle
leve della persuasione le vediamo oggi e l'altra metà
domandi...vediamo se riesci a capire a quale blog mi sto
riferendo? ;-) Adesso vediamo le prime 10 leve...
scientifiche... della persuasione o manipolazione
mentale:


1) Argomentazioni multiple: più hai argomentazioni
a tuo favore e più è probabile che il tuo messaggio risulti
persuasivo... ma fino ad un certo punto. Il messaggio
deve infatti essere bilanciato (clicca qui per leggere lo
studio
).


2) Rilevanza: il messaggio deve essere personalmente
rilveante per chi ti ascolta. Cioè deve colpire alcune
caratteristiche dell'uditorio... in PNL si direbbe: "deve
ricalcare la mappa del mondo del proprio uditorio".


3) Obiettivi universali:l'essere umano persegue 3 grandi
obiettivi universali. Se il messaggio riesce a soddisfare simul-
taneamente il bisogno di affiliazione, accuratezza e di auto-
immagine... ha molta probabilità di essere persuasivo.


4) Piacevolezza: è uno dei principi della persuasione
studiati e scoperti da Robert Cialdini... chi è "piacevole" ha
molta probabilità di essere persuasivo. La ricerca ha
dimostrato che basta fare piccoli complimenti, essere
gentili e mettere in mostra le cose in comune.


5) Autorità: ancora una volta siamo davanti ad uno dei
principi più potenti scoperti da Cialdini. Ma lo studio più
famoso in questo campo è quello di Milgram sullo
obbedienza
... clicca qui per saperne di più...


6) Attrattività: anche questa leva potrebbe essere vista
come una parte della "piacevolezza" (sempre Cialdini).
Sono molti gli studi che documentano quanto la bellezza
porti a numerosi vantaggi nella vita...compreso l'essere
più persuasivi. Ma questo non vale solo per le persone ma
anche per gli oggetti... un bel pakagin è fondamentale ;-)


7) Modifica il mezzo: se il messaggio che vuoi inviare
è troppo complesso... scrivilo...mentre se è semplice,
trasformalo in video.


8) Anticipazione: più anticipatamente capisci che stai
per essere persuaso e più hai il tempo di creare delle
contro-argomentazioni efficaci. Per cui, se devi persuadere
evitalo e se invece vuoi evitarlo... "stai più attento" ;)


9) Velocità: se l'uditorio è partecipe conviene parlare più
lentamente... al contrario se il pubblico non è attento o il
messaggio è "negativo" ... è più utile parlare velocemente.
Clicca qui per leggere l'articolo.


10) Ripetizione: ripetere i messaggi aumenta molto la
loro persuasività... tuttavia ci sono delle eccezioni basate
sulla "fonte" (cioè chi manda il messaggio) e sul numero
di ripetizioni. Clicca qui per leggere l'articolo.


Bene, le prime 10 leve scientifiche della persuasione sono
terminate. Domani ti parlerò delle altre 10... ricorda che
ognuna di essere è il frutto di studi sperimentali fatti nei
laboratori di psicologia di tutto il mondo. Non si tratta
dei soliti consigli ;-) Fammi sapere che cosa ne
pensi, lascia un commento qui sotto e se ti piace il mio
blog, iscriviti ai feed rss oppure seguimi dal tuo
account di facebook.


A presto
Genna


Ps. Faccio i miei più felici auguri a Sebastiano e a
Minea oggi sposi :-))) congratulazioni...

Pss. Hai visto che uscito il prodotto sulla creatività?
dagli un'occhiata ;-)

lunedì 20 dicembre 2010

Sviluppo Personale: "modellare la creatività"
















Ciao,


sei una persona creativa? probabilmente si, anche se
non lo sai ancora :-) è partendo da questo presupposto
che ben 2 anni fa il mio amico Alex Billico mi ha convinto
a tenere un seminario online sulla creatività. E' stata
una bellissima esperienza che mi aveva fatto capire che
il mezzo di internet poteva davvero dare un contributo
al mondo della formazione. Il seminario era riservato
a poche persone... ma dopo 2 anni e tanto lavoro di
editing e aggiornamento oggi è disponibile per tutti :-)
clicca qui per vedere il video di presentazione...così
dopo potrai prendermi in giro :D

"Ma come Genna io mi aspetto l'audio newsletter della
settimana...e tu mi presenti il tuo prodotto?" Tranqui
perché c'è anche l'audio...ed è stato estratto proprio
dal seminario dal vivo...







L'hai ascoltato? si tratta di un esercizio di modeling di
"te stesso". Il presupposto è che esista una strategia
implicita (cioè che non conosci direttamente) che se viene
rivelata può facilitare ogni tuo atto creativo. La creatività
è il sale della vita, dal semplice fatto di avere una nuova
idea sulla "carta da parati" a quella di creare un sito di
successo come facebook. Il nostro pensare e sentire è
fondamentalmente "creativo" :-)


Ecco la strttura dell'esercizio:


1) Posto e quaderno:
ormai lo sai, ogni volta che facciamo
un esercizio ti chiedo 2 cose...un posto dove poter stare
tranquillo per una decina di minuti ed un quaderno su cui
svolgere l'esercizio. Entrambi questi elementi sono
indispensabili per svolgere al meglio l'esercizio.


2) Evento creativo: ripensa ad una volta che hai avuto
una buona idea. Evita di "spaccarti la testa" trova qualcosa
di semplice in cui hai avuto una buona idea e che, quando
ci ripensi dici a te stesso "diavolo quella si che è stata una
buona idea" ;-)


3) Rivivi: rivivi, cioè riaccedi a quel ricordo attraverso tutti
i tuoi sensi... vedi quello che vedevi, ascolta quello che sentivi
e percepisci le stesse sensazioni di quel momento. Evita di
preoccuparti se devi "lavorare un po' con l'immaginazione"
la cosa più importante e che tu abbia fiducia in quello che
stai facendo ;-)


4) Inizio della strategia: nota quale è la prima cosa
che ti viene in mente quando rivivi l'evento. E' un'immagine
oppure un suono? o è semplicemente una sensazione?
quando l'hai trovata divertiti a provare a farla iniziare da
un altro canale rappresentazionale e nota se la sensazione
aumenta oppure diminuisce. Presta attenzione alla
posizione del tuo corpo.


5) Mappa: scrivi sul quaderno come funziona la tua
strategia e, una volta appuntata, amplifica ogni sensazione.
Cioè se è una sensazione, immagina di aumentarla e nota
quali sono le sottomodalità che migliorano la prestazione.


6) Testa: prendi un progetto su cui vuoi avere più idee
creative e riproduci il pattern che hai segnato. Nota se
funziona e... in caso... cambia qualcosa.


Vuoi essere più creativo? da oggi è disponibile il prodotto
aumentare creatività
. E' la registazione Mp3 di tutto
il corso dal vivo. Tagliato ed editato e rimesso a nuovo...
non solo, ci sono anche gli aggiornamenti delle recenti
scoperte nel campo psicologico sulla creatività.
Oltre 4 ore di audio che valgono almeno 10 volte il
prezzo per cui sarà disponibile fino al 31/12 ;-). In più
troverai le mappe mentali dei 4 moduli, un manuale
di "istruzioni" e una meditazione guidata farcita dai
noti "suoni bineurali".


Dai un'occhiata al prodotto, anche solo per farti un
paio di risate nel vedermi in video
;-) E poi fammi
sapere che cosa ne pensi.. lascia un commento qui
sotto .. e se ti piace il mio blog, iscriviti ai feed rss
oppure seguimi dal tuo account di facebook.


A presto
Genna


Ps. ti ricordo che da oggi sino al 31/12 il prodotto
costerà mooolto meno... per cui affrettati ;-)
(come si chiama questa leva della persuasione??)

domenica 19 dicembre 2010

Psicologia: "fra arte e delirio"



















Ciao,


"certo che gli psicologi sono tutti matti"...ti è mai capitato
di sentire una frase del genere? bhe... è un bel luogo
comune... che ovviamente ha un fondamento di verità.
Oggi, mentre facevo una passeggiata vestito in modo un
po' bizzarro (niente di che, uno strano cappellino ed un
nuovo paio di occhiali da sole) vedevo le persone del
quartiere (che mi conoscono bene) strabuzzare un po'
gli occhi... divertiti :-)


Il "delirio del sabato" (mi capita sempre nei weekend;))
vuole portare alla luce una grande verità nei confronti
di chi si occupa di "salute mentale". E' vero che
una gran parte degli psicologi studia questa materia
proprio perché, in primis, vuole studiare se stesso. E
questa è la prima "verità" che porta allo stereotipo
dello "psicologo pazzo"... e se dai un'occhiata alla
storia di questa disciplina ti puoi rendere da solo
conto di quanti "pazzi hanno fatto gli psicologi" ;-)


Ma c'è un fatto innegabile, molti di questi "pazzi"
aiutano ed hanno aiutato davvero le persone...ma
come è possibile? un pazzo che cura un altro pazzo?;)
Spero sia chiaro che uso il termine "pazzo" in modo
ironico ;)) Io ho una mia teoria personale: in quali
mestieri è lecito essere un po' "pazziarielli"? pensaci
... ... ok... in tutte le forme artistiche. Registi, pittori,
scrittori e chi più ne ha più ne metta... il mondo
dell'arte è zeppo di "pazzi" ;-)



Da Freud a Milton Erickson la storia della psicologia
moderna è costellata da figure che sfiorano la pazzia.
Alcune storie, su questi due personaggi, sono più
simili a barzellette che non a opere intellettuali della
loro vita ;-) La mia teoria è questa: in tutte le
discipline è insita una vena artistica, in alcune questa
è maggiore e in altre è minore... nella psicoterapia,
così come in tutte le forme di consulenza psicologica
la percentuale artistica è molto alta ;-)


Così abbiamo avuto terapeuti che "offendono" (vedi
la terapia provocativa di Farrelly o l'atteggiamento
di Bandler)... terapeuti che "ingannano" (vedi tutto il
filone strategico) e anche terapeuti che ti fanno
fingere di essere altre persone (psicodramma) o
addirittura di avere avuto altre vite... ragazzi se per
inventarsi cose del genere non bisogna essere
artisti non so proprio cosa possa essere definito
come arte ;-)))


Concludendo il delirio del sabato: per me è del
tutto necessario essere un artisticamente pazzi
nella vita ...perché sono fermamente convinto che
l'arte salverà il mondo ;-))) Poi se questo passa anche
sotto un occhio critico e sperimentale...ben venga...


Ti auguro un buon delirio...tra poche ore sarò al
party matrimoniale del mio amico e collega
Sebatiano Todero... magari ti porto qualche piccolo
spettegolezzo ... vedremo...


A presto
Genna


Ps. Se ti stai chiedendo chi è quell' imbecille nella
foto in alto...bhe sono io nel giorno della mia
laurea ;-)


Pss. è molto probabile che, per la prima volta in 3
anni, inizierò a postare con meno frequenza.
Soprattutto durante le vacanze ;-)

sabato 18 dicembre 2010

Ipnosi: "quando visualizzi sei in trance?"
















Ciao,


nella ipnosi fra le varie scuole di pensiero ce ne sono due
contrapposte molto interessanti: una afferma che tutto è
ipnosi, qualsiasi tipo di "modifica dello stato di coscienza"
anche lo stesso fatto di leggere queste righe...è ipnosi.
Mentre dal lato opposto c'è chi vuole studiarlo come
stato discreto, un po' come il sonno, dove non ci sono
dubbi che una persona stia dormendo. Le evidenze
basate sulle nuove tecnologie di neuroimmagine ci
dicono che l'ipnosi è uno stato identificabile con dei
precisi correlati neurofisiologici.


Questo significa che "gli statisti" hanno ragione? forse
si ;-) e a favore ti porto uno studio che ti piacerà un
sacco se fino ad ora hai creduto che "visualizzare fosse
ipnosi" ;-)) Szechtman e colleghi (1998) hanno svolto
diversi studi sui fenomeni ipnotici utilizzando la PET.
La PET funziona così...ti iniettano un liquido di
"contrasto" radioattivo :O e poi ti fotografanno la
testa per vedere dove il sangue si sposta...in base
a dove va a finire il sangue si presuppone sia la
zona del cervello che viene coinvolta.


Lo studio è stato fatto con l'intento di osservare il
cervello mentre veniva "impartita la suggestione"
di allucinare un suono. Per prima cosa è stato fatto
sentire a tutti i partecipanti il suono che dovevano
allucinare (una voce). Dopodichè alcuni soggetti
sono stati ipnotizzati mentre ad altri è stato
chiesto semplicemente di ri-immaginare la voce
nella loro testa.


La PET ha dimostrato che la regione del cervello
chiamata corteccia cingolata anteriore destra (e
si i nomi medici sono sempre complessi ;)) si attivava
sia in chi allucinava il suono e sia in chi lo ascoltava.
Mentre la stessa zona del cervello non si attivava
quando i soggetti semplicemente immaginavano
lo stimolo auditivo. In pratica, mentre l'allucinazione
veniva registrata come "un vero stimolo" nella
immaginazione questo non avveniva.


Altri studi simili sono stati fatti sulla percezione dei
colori (sono fra i più noti in letteratura)...per farla
breve... quando i soggetti allucinavano un colore
sotto ipnosi attivavano entrambe le aree che hanno la
capacità di elaborare i colori "cioè su entrambi gli
emisferi". Mentre se il colore veniva solo immaginato
si attivava solo la regione dell'emisfero destro.


Anche questo esperimento ci mostra che visualizzare
non è la stessa cosa che "allucinare". Come dice in
sostanza gran parte della letteratura della PNL che
si occupa di "ipnosi". Questo non significa che la
visualizzazione non possa attuare dei cambiamenti
a livello clinico... ma solo che visualizzazione e
stato ipnotico, sono due cose diverse ;-)))


Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia un commento
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A presto
Genna

venerdì 17 dicembre 2010

Psicologia: "eliminare i brutti ricordi"


















Ciao,


abbiamo parlato un sacco di volte di come eliminare o
sostituire i brutti ricordi
... ma non sempre è così facile...
soprattutto quando questi ricordi risultano essere
traumatici. Una recentissima ricerca apparsa su Nature
ha documentato la possibilità di poterlo fare, ma a patto
che il procedimento venga effettuato entro 6 ore dall'
evento traumatico. In pratica durante la fase di
"assestamento" del ricordo (riconsolidamento).


In vecchi articoli abbiamo visto che è possibile usare i
"falsi ricordi" per migliorarsi. Questo perché il nostro
cervello non immagazzina i ricordi come se fosse uno
schedario, cioè che riporta fedelmente ogni cosa che
hai visto, ascoltato o provato. Il suo sistema di
"stoccaggio" è molto complesso e, secondo gli studi
sulla testimonianza oculare, è facilmente corruttibile.
Cioè... "i ricordi sono facilmente sostituibili o
daneggiabili
".


Sono anni che gli scienziati provano a "giocare con la
memoria"... e non è la prima volta che si sente una cosa
del genere. Ma questa volta le cose sono diverse, in
pratica, mentre negli altri tentativi si sostituiva il
ricordo, oppure si agiva con i farmaci, oppure si
manipolavano le aree cerebrali... in questo caso lo studio
si è avvalso di un semplice condizionamento
estinguente
.


In pratica se tu insegni ad un cane a rotolarsi in cambio
di una ricompensa e associ questa ad un suono, questo
tenderà a fare il nuovo comportamento fino a quando
l'associazione "suono= rotolare" è stabile. Se si continua
a non dargli più il cibo, facendogli sentire solo il suono,
dopo un pò di ripetizioni il cane smette di rotolarsi... in
questo caso si dice che il condizionamento si è estinto.
Bene, i ricercatori hanno scoperto che se si attua questo
meccanismo di estinzione entro le prime 6 ore dal
trauma questo viene cancellato permanentemente.


Questa ricerca è molto interessante per diversi motivi:
il primo è che entro le 6 ore sarà possibile eliminare
eventuali traumi subiti per sempre...secondo, questo
sarà possibile senza farmaci...e terzo sarà possibile
farlo anche ai "non medici". Cioè psicologi ed
operatori della salute
che conoscono il metodo,
si potrebbe anche istituire una sezione negli ospedali
in cui psicologi e operatori della salute qualificati
possano "prevenire" disturbi davvero debilitanti
come quello da stress post-traumatico.


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A presto
Genna


Clicca qui per leggere l'articolo di Repubblica

giovedì 16 dicembre 2010

Persuasione: "il potere della ripetizione"


















Ciao,


la prima laurea di psicologia che ho visto nella mia vita
è stata quella del mio compagno di stanza del primo
anno di università (lui era al 5°). Aveva svolto per la
sua tesi uno studio interessante che in poche parole
dimostrava come, dopo un tot di volte che ascolti
una canzone questa inizia a piacerti. E' il principio
che usano tutte le radio nelle loro promozioni...
infatti i produttori con più soldi passano i brani
dei loro musicisti il più possibile.


La ripetizione è un effetto che persuade da sempre.
Ti basta pensare ai tormentoni televisivi...a proposito
hai notato come da qualche anno a questa parte i
tormentoni sono sempre più studiati a tavolino? Io
l'ho notato guardando (quelle poche volte che mi
capita) "striscia la notizia". Quest'anno c'è un odioso
"oooook" ;-) e se ci fai caso lo dicono sempre quando
c'è il massimo dell'ilarità in studio (ancoraggio?;))


Oltre all'effetto condizionante la ripetizione si basa su
una leva molto potente "la familiarità". Quando qualcosa
o qualcuno ci appare come familiare diventa una scelta
più semplice per il nostro cervello. Altri esperimenti
hanno dimostrato che se ti mostro dei marchi in modo
"subliminale" ...tenderai a scegliere quelli... è chiaro
che questo è un esperimento fatto in laboratorio ;-)


Brinol e colleghi hanno provato che il massimo effetto
si raggiunge quando il messaggio viene ripetuto dalle 3
alle 5 volte... dopo questo numero, se lo stimolo non è
associato a nulla di piacevole (rinforzo) la piacevolezza
tende a diminuire. I pubblicitari hanno superato questo
ostacolo creando pubblicità che sono sempre un
diverse. Hai notato come una stessa pubblicità venga
presentata in tanti modi diversi? anzi ultimamente si
divertono a costruire intere micro-storie... e le storie
sono uno degli strumenti più efficaci della persuasione.


L'effetto della ripetizione ha due variabili importanti da
tenere d'occhio: la validità del messaggio e l'attenzione
che la gente ci mette... proprio come nel noto modello
LEM di Petty e Cacioppo... Se il messaggio non è valido
più viene ripetuto e più c'è il rischio che l'ascoltatore
dica "ma che cavolate sta dicendo questo?" ;) E ovvio
che questo dipende direttamente dalla attenzione che
uno ci mette.


Tra pochi giorni tornerò in Liguria per le feste e so
già che mi ritroverò con i miei vecchi amici a ripetere
storie ascoltate mille volte... ma quelle sono sempre
belle, indipendentemente da quante volte le ho già
sentite o raccontate... ma questa è un'altra storia ;-)
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A presto
Genna


Ps. gli articoli sono stati presi da questo post
e non solo =)

mercoledì 15 dicembre 2010

Motivazione: "5 passi per raggiungere gli obiettivi"























Ciao,


ricordi l'esercizio sul raggiungimento degli obiettivi? la
motivazione all' ottenimento di qualcosa è una delle
attività più studiate dalla psicologia. Come abbiamo già
detto più volte esistono molti modi per cimentarsi in
"modo cosciente" nel migliorare la pianificazione dei
propri obiettivi. Ma quali sono le caratteristiche di chi,
già naturalmente raggiunge gli obiettivi? Cioè di
quelle persone che, senza usare tecniche hanno una
"innata predisposizione alla conquista"?


La risposta a questo quesito ce la da Richard Wiseman
che ha raggruppato nel suo ultimo libro i 5 "tratti" di
chi "raggiunge gli obiettivi". Se sei appassionato della
materia molti di questi consigli non si sembreranno
così innovativi... ma è bello vederli tutti raccolti in un
unico studio ;-)


1) Avere un piano: chi raggiunge un obiettivo, quasi
sempre ha un piano... e più questo piano è dettagliato e
spezzettato in "sotto-passi" e più è alta la probabilità di
metterlo in pratica e raggiungere la meta desiderata.
(anche se alcuni studi dicono il contrario).


2) Condividere: parlare agli altri di ciò che vuoi ottenere
aumenta la probabilità che tu ci riesca. Uno studio ha
provato che più il mezzo di comunicazione che utilizzi per
farlo è "popolar-mediatico" (cioè arriva a più persone) è
maggiore è il suo impatto. Se dici in televisione che vuoi
"dimagrire" non puoi tirarti indietro ;-)


3) Vantaggi: più che "visualizzare" se stessi come chi ha
raggiunto il proprio obiettivo, chi li raggiunge davvero tende
a pregustarsi i vantaggi legati ad esso. Sembra una piccola
differenza ma in realtà è molto grande... infatti pare che
visualizzarsi a obiettivo raggiunto diminuisca la motivazione
nel perseguirlo, perché ti senti come se l'avessi già ottenuto.
(chissà che cosa ne pensano gli appassionati di LOA?;))


4) Premiarsi: i partecipanti che ad ogni "sotto- obiettivo"
si erano preparati un piccolo premio erano anche quelli che
raggiungevano i propri obiettivi. Non solo bisogna quindi
spezzettare il problema ma bisogna anche sapersi fermare
e dire "bhe...ora mi merito proprio un bel...." :-)


5) Tenere traccia: non basta preparare un piano è anche
necessario tenerne traccia. I soggetti che avevano raggiunto
i loro traguardi tenevano spesso un diario o qualunque
altro dispositivo su cui registrare i propri progressi.


Bene, so che sono moltissimi i testi che parlano di come si
possano raggiungere gli obiettivi. Questi 5 punti sono stati
testati su un campione di 5000 soggetti con complesse
analisi statistiche. E' bello vedere che l'istinto di molti
esperti di sviluppo personale già fosse arrivato a simili
conclusioni... ....


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A presto
Genna

martedì 14 dicembre 2010

Psicologia: "come ti vedono gli altri?"
















Ciao,


ti sei mai chiesto come ti vedono gli altri? qualche giorno
fa un ragazzo che conosco dmi ha detto: "Genna ti vedo
stanco un pò giù"; ed io: "come fai a saperlo?"...e lui ci è
rimasto anche un pò male (lo so ho fatto un uso
sconsiderato del metamodello";)). La nostra immagine
o auto-immagine dipende in gran parte da come noi
ci vediamo ma soprattutto da come gli altri ci vedono.
Ma in realtà...come ti vedono gli altri? se tu ti senti in
ansia la gente lo vede?


Lo studio è stato effettuato da Juri Allik che ha
somministrato il questionario dei big five ad un campione.
Chiedendo loro, in pratica di valutarsi e poi di valutare gli
altri... Il campione ovviamente era composto da persone
"amici e parenti"...ecco quali sono stati i risultati per
ogni tratto del big five:



1) Nevroticismo: la gente veniva valutata MENO
nevrotica dai loro amici. Per cui, se temi di essere
percepito come ansioso o depresso, in realtà stai
sovrastimando il tuo nevroticismo.


2) Coscienziosità: le persone, in questo caso invece
percepivano gli altri come "maggiormente coscienziosi"
e più affidabili di quanto loro stessi si valutassero.


3) Apertura: le persone venivano valutate come meno
aperte alle nuove esperienze, rispetto a come loro stessi
si erano valutati.


4) Piavevolezze ed estroversione: per questi due
tratti, pare invece che le persone riescano a valutarsi in
modo sufficentemente oggettivo. Infatti gli "amici"
erano d'accordo con le auto-valutazioni precedenti.


Questi stessi studi sono stati effettuati in Estonia (dove
sono nati) in Giappone, in Burkina Faso, in Germania
e negli USA...e i risultati sono stati sempre gli stessi.
I ricercatori hanno visto che questi risultati hanno
forse un comune "errore"...cioè quello che gli studi
sono fatti su amici e parenti... che di solito ci valutano
meglio di come noi ci vediamo. Almeno agli occhi di
un estraneo (in questo caso lo sperimentatore).


Ho iniziato il post dicendoti della "lettura nel pensiero"
uno dei pattern linguistici della PNL ma anche uno
dei modi più sbagliati per parlare con le persone. In
questo esperimento si vede come davvero noi, spesso
ci giudichiamo diversamente da come pensiamo che
gli altri ci vedano.


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A presto
Genna