domenica 31 ottobre 2010

Psicologia: "le false memorie per imparare"

















Ciao,


hai chiuso il gas prima di uscire di casa? è una delle
domande che ci facciamo quando cerchiamo di ricordare se
abbiamo fatto qualcosa o meno. Abbiamo parlato molte
volte degli studi sui "falsi ricordi" e su come questi siano
più che comuni. Nel caso del "gas" si tratta di uno dei tanti
comportamenti che facciamo in automatico...e quando c'è
di mezzo l'automatismo (sistema di risparmio energetico)
ecco che la memoria non entra "in funzione"...


Lo studio sui falsi ricordi è interessante per diversi
motivi:



1) Rappresentazioni: ciò che ti rappresenti nella mente
non è un insieme di "foto, filmati, suoni, ecc..." ma una
ricostruzione di questi. In pratica non è come mettere degli
oggetti in un "cassetto" per poi ritrovarli...ma è come
avere delle "tracce" di quegli oggetti che ci riportano
ad essi. Per cui queste tracce possono essere facilmente
modificate e alterate.


2) Testimonianza: gli studi più approfonditi in questo
campo sono stati fatti dalla Loftus nel campo della testimonianza
oculare. In pratica, se quello che ricordi non è esattamente
ciò che hai visto significa che come testimoni oculari "valiamo
poco" ;-)


3) Risorse: ci fa toccare con mano la famosa frase "il cervello
non distingue la differenza fra ciò che immagini e ciò che vivi
realmente". I ricordi sono fonte delle nostre risorse interiori...
li si annidano tutto un bagaglio esperienziale che ti porti
dietro ma che a volte non sai di avere. La ricerca sulle false
memorie ha dimostrato che si può migliorare una prestazione
"installando" un ricordo falso riguardo a quella abilità...proprio
come fanno gli "ipnotisti" da secoli ;-)


Questi apparivano essere i tre punti più interessanti della
ricerca sui "falsi ricordi" ma secondo un recente studio
apparso su "Psychological Science" c'è un nuovo aspetto
scoperto "per caso" :O E se segui un come vanno queste
cose sai che spesso la scienza fa le più grandi scoperte
per "serendipia"... cioè "per puro caso". In pratica i
ricercatori si sono accorti che osservare altre persone
mentre compiono un determinato gesto influenza il
ricordo di tale azione...


...cioè se vedo uno che "scarta un pacchetto di caramelle"
sarà più facile, a distanza di tempo, indurre in chi ha
visto tale comportamento il falso ricordo di essere stato
lui stesso a farlo. Questo mi ricorda molto le parodie che
si vedono in cartoni animati come i Simpson e i Griffin
dove i due "padri di famiglia" spesso
, si credono
protagonisti di qualcosa che hanno visto fare da qualche
attore in televisione...


...questo accade perché la nostra mente, quando vede
una certa azione la riproduce... lo fa per creare delle vere
e proprie simulazioni interne che serviranno, nella
eventualità, per rifare al meglio quella certa cosa. Che
cosa ti fa venire in mente questo? a me fa pensare al
ben noto "modeling" della PNL (e di Bandura) secondo
il quale si può apprendere una serie di azioni anche
solo osservandole. Per cui, se vuoi diventare un bravo
sportivo sarà utile osservare altri sportivi giocare.


In un articolo passato ti ho mostrato come si possano
utilizzare i falsi ricordi per "dimagrire" e penso che
questa nuova scoperta possa avere tante applicazioni
utili. Ad esempio si potrebbe chiedere ad un ansioso
di osservare le persone che sono "tranquille" per
creare nella sua mente un "database" di situazioni
in cui, anche lui è stato tranquillo. Oppure mostrare
agli sportivi gesti atletici che non si sentono ancora
pronti ad affrontare.


Concludendo: quando vedi una persona compiere un
gesto è probabile che si crei nella mente un falso
ricordo "di te che compi quel gesto". Questa scoperta,
- certamente legata ai noti "neuroni specchio" - può
avere delle interessantissime applicazioni pratiche
nelle diverse aree della vita... dalla prevenzione al
training di abilità specifiche.


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A presto
Genna

sabato 30 ottobre 2010

Psicologia: "Perchè tanti amori al Grande fratello?"
















Ciao,


è da poco riniziato il Grande Fratello 11...la trasmissione
che ha consacrato i Reality come il genere televisivo di
questo ultimo decennio. Non sono un appassionato ma
qualche giorno fa una mia amica mi ha chiesto "ma
secondo te gli amori che nascono dentro la casa perché
sembrano essere così reali? dopo così poco tempo? la
sia è stata una domanda più che leggittima visto che
si parlava del fatto che, entrambi abbiamo abitato per
anni nelle case dello studente (enormi GF ;-))


Riflettendoci sopra mi torna in mente l'esperimento che
menziona Wiseman sul ponte e l'amore. Cioè sul fatto
che quando "ci batte forte il cuore per un motivo qualsiasi
tendiamo ad associare quella reazione più facilmente alla
amore. Non solo, l'associazione è molto probabilmente
potentissma...perchè tu sei li dentro e, se ti sei iscritto
significa che di certo ne hai voglia. In sostanza i ragazzi
vivono una intensa reazione emotiva che svolgono tutti
insieme...


...se c'è un minimo di feeling fra due persone questa
condizione fa sì' che questo sia più che amplificato. Poi
ovviamente ci sono altri motivi strategici, chi si accoppia
per non essere nominato oppure perché ha quello come
unica modalità di "interazione intima"ecc. Non solo scatta
spesso anche una sorta di "desiderio di approvazione" che
può sfociare nel sesso e nelle effusioni... "approvazione"
che funziona in due sensi: da un lato i partecipanti hanno
bisogno di dimostrare che "possono accoppiarsi" cioè che
sono in "grado di farlo" e dall'altro...


...aspetto molo meno sano... un'approvazione o accettazione
che hanno alcune persone. Questo succede anche "fuori dalla
casa" se ci pensi...ti è mai capitato di conoscere qualcuno/a
che sa dare affetto solo tramite il sesso? esatto...di solito chi
è istrionico e ama mostrarsi ha anche dei tratti del genere.
Questa è stata la risposta che ho dato alla mia amica e che
credo sia abbastanza completa... staremo a vedere se anche
quest'anno accadranno cose "strane" del tipo: persone
fidanzate all'esterno che "tradiscono metodicamente" i
loro rispettivi partner...


...e sono certo che in una qualche misura c'è proprio lo
zampino del "Grande Fratello" che cerca di far scoppiare e
accoppiare le persone per alzare lo share. Se proprio ti
piacciono i reality oppure "sei costretto a vederli" (magari
perché il tuo partner ti costringe a farlo ;)) USALI...cerca di
capire le dinamiche sociali, ascolta il loro linguaggio e
osserva il loro non verbale. Solo dal mio "bloggetto" puoi
trovare 1000 spunti per farlo e mi raccomando
fammelo sapere ;-)))


Ti piace il blog?? Votalo :-)))


A presto
Genna


Altro articolo dedicato alla "psicologia del
Grande Fratello
"

venerdì 29 ottobre 2010

Comunicazione e persuasione: "rispondere alle obiezioni...perchè no?"




















Ciao,


hai mai frequentato un corso di comunicazione? di solito
questi vengono svolti da venditori e negoziatori che hanno
intenzione di migliorare i loro risultati. L'aspetto che più
viene approfondito in questi corsi è la famosa "gestione
delle obiezioni" e, negli anni sono state sperimentate
centinaia di tecniche per affrontarle. Ma pochi, a parte
i ben noti studi di Robert Cialdini, hanno testato in modo
"scientifico" l'argomento. Così un equipe di ricercatori
capitanati da Boster hanno messo a confronto 4 tecniche
per rispondere in modo efficace alle obiezioni e le
hanno confrontate...


In modo particolare i ricercatori si sono concentrati su
quelle tecniche che, nella ricerca psicosociale sono risultate
essere più efficaci per "far accettare le tue richieste"...
Ecco i 4 metodi per rispondere alle obiezioni:


1) La porta in faccia: questa tecnica è basata sul fare
una grande richiesta, che viene facilmente scartata per poi
passare ad altre più piccole e fattibili. Ad esempio, mostrare
ad un possibile acquirente un prodotto costosissimo per
poi recedere su un articolo che costa decisamente molto
meno. Questo vale anche per le azioni, se chiedo ad un
amico di "aiutarmi ad imbiancare casa" è possibile che mi
dica di no... ma se poi, recedo, chiedendo "dai allora puoi
almeno prestarmi l'auto per andare a prendere i colori"
la richiesta sarà più facilmente accettata.


2) Il piede nella porta: questa tecnica è la più famosa
ed è praticamente l'opposto di quella che abbiamo visto
prima. Qui si chiedono dei piccolissimi piaceri che possono
essere facilmente esauditi per accrescere lentamente le
richieste..."si chiede un dito per prendersi tutto il braccio".
Ad esempio si può chiedere ad una persona se sia disposta
a comprare una spilletta contro la vivisezione, poi si torna
dopo poco tempo chiedendo di acquistare una rivista che
parla di animali...e avanti così. Da un piccolo favore verso
una grande richiesta.


3) Motivazione: un famosissimo esperimento mostrava
come il semplice fatto di dare una motivazione aumentava
la probabilità di accondiscendere ad una richiesta. In
quell'esperimento famoso si concludeva che bastasse dare
"un perché" affinché le persone accettassero. Ad esempio
dire: "puoi prestarmi la macchina perché sono in ritardo"
e "puoi prestarmi la macchina perché mi serve" hanno lo
stesso effetto... il potere è quindi di una motivazione ma
fittizia. (leggi l'esperimento della Langer (1978)


4) Perché no?: questa tecnica è la più semplice perché
consiste nel replicare ad un possibile "no" un "perché no?"
Chi si occupa di vendita sa che una obiezione nasconde
sempre "interesse" ed è per questo che nei corsi di vendita
si insegna a specificare... a farsi dare delle motivazioni
plausibili per cui "non si vuole acquistare". Una semplice
manovra linguistica come il "perché no" può avere lo stesso
effetto di "raffinate tecniche linguistiche" come i ben noti
"sleight of mouth" o altre tecniche di gestione delle
obiezioni.


Bene, queste 4 tecniche (tutte efficaci) sono state messe a
confronto e, in poche parole, la migliore in assoluto è
risultata essere il "perché no?". Lo studio mostra che,
mentre nelle altre formule, quando la persona ha risposto
"no" è difficile proseguire con la trattativa, con il "perché
no?" le persone tendono a costruire "scuse" sempre più
facili da controbattere fino ad arrivare ad un accordo.
Come avrai intuito tutte le tecniche viste si basano sui
noti principi di Cialdini e sulla dissonanza congitiva di
Festinger
... nulla di nuovo...


ma è interessante vedere come, una semplice frasetta,
magari ripetuta in modo lento e leggermente dissidente
possa essere una potentissima arma di persuasione ;-)
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A presto
Genna


Ecco la pubblicazione completa in pdf

giovedì 28 ottobre 2010

Comunicazione persuasiva: "la pubblicità sempre più avanti"
















Ciao,


continua la nostra "analisi spietata" delle tecniche usate
dai pubblicitari
. Oggi ti parlo di una recente pubblicità
dedicata alla vendita di "azioni" di una nota azienda che
produce energia. Come forse saprai, qui non diamo peso
agli aspetti visivi o auditivi della pubblicità (che sono
assolutamente importanti) ma a quelli linguistici e
comunicazionali. In modo particolare la pubblicità in
esame termina con questa frase: "prima di firmare
il
contratto leggere il prospetto informativo" ;-)


Se hai seguito gli scorsi post o più semplicemente sei un
esperto di PNL e linguistica sai già dove voglio arrivare;)
Allora, è chiaramente un simpatico presupposto che dice,
in poche parole "che firmerai il contratto". Ma è anche
più elegante perché inserito in una struttura più ampia
che, in un qualche modo da sicurezza... infatti è come se
ti dicessero, "noi non ti freghiamo e ti ricordiamo che è
importante leggere il contratto" ;-P ma in realtà è solo
un "cavallo di Troia" per far passare in osservata
l'implicazione linguistica.



Non solo questo "cavallo di Troia" è inserito in un punto
strategico e non credo proprio che il fatto sia casuale ;-)
Ed è al termine dello spot... nel punto in cui c'è la ben
nota "call to action", cioè la chiamata all'azione. Una
tecnica tipica del "marketing diretto" e non della vecchia
pubblicità che spinge all'awareness, cioè alla creazione di
consapevolezza intorno ad un marchio. La spiegazione è
semplice, esistono dei termini per effettuare quella
certa sottoscrizione ed è utile che i probabili clienti
facciano subito qualcosa...soprattutto quando sono
rapiti dall'effetto ipnotico della pubblicità.


Spesso mi chiedi: "ma perché tutto questo interesse nei
confronti della persuasione?" semplicementte perché se
la conosci la eviti ;-) Il fatto di conoscere questi sottili
meccanismi può davvero farti diventare un consumatore
più consapevole, oltre a darti gli strumenti per poter
anche tu, intavolare delle "comunicazioni persuasive".
Fa ridere come professori del calibro di Rober Cialdini
abbiano studiato la persuasione proprio con questi
"nobili scopi" ma che alla fine il loro "core business"
stia proprio nell'insegnare a persuadere ;-)


In un "antico corso" dello Zio Hack si vede Piernicola
De Maria che lo racconta amabilmente...dicendo una cosa
del genere "ah...me li vedo proprio i pubblicitari che sono
lì a chiedersi quale principio di Cialdini dovranno inserire
al fine di rendere lo spot più persuasivo" ;-) Dopotutto è
così che funziona la ricerca, non puoi studiare i virus
senza correre il rischio che qualche "male intenzionato"
utilizzi le tue ricerche per creare armi batteriologiche e
allo stesso tempo non puoi studiare la comunicazione
persuasiva senza che altri lo facciano a scopi
commerciali.


Secondo te chi ha più possibilità di fare studi del genere,
una Università o un'azienda? sicuramente l'azienda che
ha risorse disponibili e ne trae degli effetti immediati.
Mentre le Università, con il loro basso budget (in modo
particolare in Italia:( ) di certo non possono competere
con una realtà aziendale. Come ad esempio le industrie
di tabacco che spendono milioni di dollari per "vedere
dentro al cervello" dei consumatori e vendere di più.
Insomma la storia è sempre la stessa...


inutile additare qualcosa per la sua pericolosità quando
è l'ignoranza su quell'argomento ad essere davvero
pericolosa. Non è mai lo strumento ad essere cattivo o

buono ma chi lo utilizza
..."...


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A presto
Genna


Ps. hai visto che la pubblicità comparativa di cui parlavamo
è leggermente cambiata? e hai notato cosa hanno tenuto?
esatto la frasetta analizzata da noi :-))) Non solo l'hanno
anche rifatta per il "grande fratello" e hanno tenuto la
stessa "frase". Direi che siamo stati bravi no? ;-))

mercoledì 27 ottobre 2010

Comunicazione: "persuadere con un linguaggio efficace" ;-)


















Ciao,


dai retori più antichi ai moderni pubblicitari tutti sanno
che sono le emozioni ad essere la leva persuasiva più
importante. Nella comunicazione persuasiva sono le
parole a farla da padrone e con l'uso accorto di queste
è davvero possibile muovere gli animi per portare
acqua al suo mulino. So che forse starai già pensando
ad un articolo che parola della "poetica nel linguaggio
per evocare immagini" (cosa davvero utile) ma non
voglio parlarti di questo...cazzo!


Ah...hai notato? ho usato una parolaccia...e l'ho fatto
apposta. Per due motivi: il primo è che sto per mostrarti
uno studio su come le "parolacce" possano essere utili
per veicolare emozioni ed essere più persuasivi ed il
secondo per "scremare" tutte quelle persone che non
possono proprio sentir parlare di parolacce. Per cui è
anche una forma di scherzoso rispetto ;) Uno studio del
2006 condotto da Scherer and Sagarin ha chiesto ad 88
ragazzi di fare un dibattito (cosa in voga nei paesi
anglosassoni e sarebbe carino vederlo anche qui
da noi ;-)).


I ricercatori hanno scoperto che quei discorsi che
contenevano delle "leggere parolacce" erano anche
quelli che persuadevano maggiormente. E' chiaro che
non è la parolaccia in ad essere efficace, ma il modo
con cui essa viene detta... Nel mio ultimo corso dal
vivo ho detto scherzando che "le parolacce" sono delle
nominalizzazioni...ma non è proprio esatto (data la
definizione di nominalizzazione) tuttavia svolgono un
ruolo molto simile: cristallizzano una grande quantità
di significati in una sola parola. (a parte il vaffanculo
che è un vero e proprio "moto a luogo" ;-)).


Ti avevo già parlato di come molti comunicatori di
estrema efficacia utilizzino un linguaggio colorito. Ad
esempio in questo video molto bello, puoi vedere
Richard Bandler che fa un intervento dal vivo ed usa
un bel po' di paroline interessanti ;-) (ringrazio lo Zio
Hack per aver condiviso il video su fb ...tra qualche
giorno lo analizziamo insieme ok? ;-)). Un linguaggio
denso di significato che smuove gli animi e quello
che, secondo i ricercatori ha fatto la differenza nella
persuasività dei discorsi preparati dai partecipanti
dello esperimento.


Concludendo: il turpiloquio non è una cosa bella da
ascoltare... ma di certo alcune piccole parole, che
spesso ci scappano proprio perché siamo emozionati,
possono essere importanti proprio per veicolare le
emozioni e smuovere gli animi. Tuttavia ti ricordo che,
seppur questo stratagemma retorico sia efficace ti
sconsiglio di usarle con te stesso...perché spesso
portano ad un circuiti di auto-critica pericolosi...
insomma...preferisci sempre le emozioni positive :)


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A presto
Genna

martedì 26 ottobre 2010

Psicologia e apprendimento: "scrivere gli sms rovina il lessico?"


















Ciao,


sai che cosa è il T9? se hai risposto in modo affermativo
significa che conosci, più o meno, il gergo dei cellulari.
Molti danno la colpa ai cellulari e alle attuali tecnologie
di star impoverendo le menti dei "giovani ragazzi" e
in modo paticolare il "lessico" si sta stravolgendo a
causa delle diverse abbreviazioni che si utilizzano quando
si scrivono gli SMS. Una ricerca ha provato che NON è
così ;-) ...se hai mai letto qualche mio post su come la
tecnologia possa essere usata in modo intelligente sai
già come la penso...


...infatti spesso mi trovo a dibattere su questo..."no la
tecnologia ci sta facendo diventare sempre più stupidi"
tuona un mio amico (che detto fra noi è un ricercatore
della facoltà di lettere;-)) eppure sono convinto che non
sia la tecnologia ad essere "buona o cattiva" ma l'uso che
ne facciamo. Uno studio apparso sul "British Journal of
Developemental psychology
" ha voluto testare l'ipotesi
che "chi usa più abbreviazioni" negli SMS - come Tvb o
cmq...ecc - abbia o meno un impoverimento generale
del proprio lessico.



Beverly Plester della Università di Coventry ha esaminato
88 studenti delle scuole medie, chiedendo loro si scrivere
ed inviare alcuni SMS su determinati argomenti. Dopodiché
ha contato le abbreviazioni utilizzate dai ragazzi scoprendo
che gli alunni che ne facevano più largo uso avevano migliori
voti scolastici, una migliore comprensione nella lettura e una
migliore propensione nel creare metafore e onomatopee.
Questo dato è davvero interessante perché va contro lo
stereotipo che chi utilizzi le moderne tecnologie abbia un
generale impoverimento cognitivo.


A pensarci bene la cosa sembra quasi "lapalissiana", perché
un tempo, se a uno non piaceva scrivere semplicemente non
lo faceva. Oggi è impossibile visto che tutti i ragazzini sono
già dotati di cellulare e il fatto di non sapere inviare e
scrivere un messaggino è una "vergogna" ;-) Ovviamente,
afferma la psicologa, si deve evitare che gli studenti usino
le varie abbreviazioni nei loro scritti scolastici...però questo
avviene solo di rado e quando capita pare che ne siano
pienamente coscienti e lo facciano per mantenere le
distanze fra loro - i giovani - e i vecchi e barbosi prof ;-))


Qualche giorno fa avevo anche letto che i famosi eBook
Reader
incuriosiscono a tal punto i giovani sa spingerli a
leggere di più. E in effetti è proprio questo il punto...se
la tecnologia permette di aumentare la motivazione ben
venga. Ricordo ancora che molta passione per la lingua
italiana o meglio, per come si scrivono le "cose", mi era
arrivata dal "antico giochino" del "grillo parlante". Un
computerino che ti invitava ad ascoltare delle parole per
poi doverle scrivere...come in una specie di dettato.


Concludendo: la tencologia, se usata con "grano salis"
può essere un ottimo "motivatore" che spinge le persone a
scrivere. Non solo i bambini, ma anche gli adulti che non
hanno più dimestichezza con la lingua scritta si sono
dovuti "reinventare le loro abilità di scrittori". Quindi la
prossima volta che vedi tuo figlio messaggiare sappi che
non è un male ...ma mi raccomando non gli dire che
potrebbe essere "educativo farlo"...perché secondo me,
solo per il gusto di disobbedire potrebbe smettere
questa "sana abitudine" ;-)))


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A presto
Genna

lunedì 25 ottobre 2010

PNL: "usare la time-line per generare nuove scelte"

















Ciao,


sai che cosa è la time-line? se mi segui probabilmente si;)
per svolgere l'esercizio della audio-newsletter di questa
settimana è necessario conoscerla. Oggi ti parlo del noto
"Dickens Pattern", una tecnica di cambiamento creata da
Tony Robbins e basata sulla associazione del "dolore" ad
un qualche comportamento/abitudine che non vuoi più
avere. Purtroppo io non amo associare le emozioni
tristi a me stesso per questo l'ho totalmente stravolto
e ne è nato qualcosa di "nuovo" ;-)









L'hai ascoltato? quello che ne è venuto fuori è, secondo
me, un "generatore di nuovi comportamenti". In pratica
il cambiamento lo si può vedere in due modi semplici:
eliminare qualcosa o aggiungere qualcosa...in questo
caso si aggiunge, dando alla mente "la scelta". Cioè la
possibilità di scegliere un nuovo e più produttivo
comportamento. Non credo molto nel "secondo modo"
cioè quello "che toglie"... per diversi motivi... La versione
che hai appena fatto mescola in un sacco di cose
di derivazione piennellistica... è utile svolgerlo più
volte.

Ecco la struttura dell'esercizio (questa volta
non solo ti aiuterà a svolgerlo ma lo completerà):


1) Obiettivo: trova qualcosa che vuoi cambiare di te
stesso....un comportamento o una abitudine. Il mio
consiglio è quello di iniziare con qualcosa di piccolo
facendo così puoi vedere i risultati e questo crea un
potente circolo virtuoso ;-)


2) Estrai la time-line: guarda davanti a te o "attra-
verso te" la tua timeline" e immagina che su di essa vi
siano 3 "mezzi di trasporto"... io, ad esempio ho proprio
la Delorian di "ritorno al futuro" ;-) fai in modo che tu
possa distinguerle per bene... potresti immaginare
che ci sia scritto sopra "passato-presente e futuro".


3) Ultima volta: pensa all'ultima volta che hai messo
in atto il comprtamento che non vuoi più avere...sali
sulla "navicella del passato" e ritorna a quel momento
e vivilo completamente. Fallo in modo dissociato così
da vederti dall'esterno.


4) Scelta: fai due respiri profondi e immergiti dentro
te stesso e chiediti: in quali altri modi potrei reagire?
prendi la prima cosa che ti viene in mente e proiettala
dentro di te, nella tua mente. Vivila e sentila mentre
immagini di rispondere in modo alternativo. Quando
credi di aver trovato una "buna alternativa" vivila
e dai un colore, alla sensazione di soddisfazione nello
essere riuscito a "cambiare".

(questo evento puoi posizionarlo a qualche minuto
prima che tu metta in atto il vecchio comportamento).


5) Colora: ora colora la navicella del passato con il
colore al quale hai associato la sensazione di essere
riuscito a trovare "un nuovo comportamento".


6) Presente: torna al presente e guardati mentre
agisci il nuovo comportamento adesso. Se puoi
immagina di farlo davvero... se ad esempio è
smetterla di "mangiarsi le unghie" immagina fai
fisicamente il nuovo comportamento. Anche
questa volta, ancora la sensazione e dagli un
colore. Dissociati e osserva la "navicella del
presente" che si colora di quella tonalità.


7) Futuro: vai nel futuro, non troppo in là, magari
fra qualche mese e guardati mentre agisci il tuo
nuovo comportamento. Anche in questo caso fallo
intensamente e quando ti senti bene, ancora e dagli
un colore. Guarda la tua navicella che diventa di
quello stesso colore...


8) Miscuglio: prima di tornare al tempo presente
tieni l'ancora e immagina che le "navicelle si fondano"
creando un nuovo colore. Immagina che la nuova
tonalità permei tutta la tua time-line...guardala
mentre si colora del nuovo colore. Puoi farlo anche
mentre stai fisicamente viaggiando per tornare al
presente.


Bene, come avrai capito non è un esercizio semplice,
ma di certo non è neanche troppo difficile se hai già
svolto degli esercizi simili. Come sempre evita di
preoccuparti se non ti viene "come l'ho descritto io"
e fallo come "ti viene naturale". Come molti altri,
questo esercizio diventa potente ogni volta che
viene ripetuto. Anche perché al nostro cervello
piace avere delle scelte...ma mi raccomando evita
di esagerare ;-) avere troppe scelte può bloccare...


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A presto
Genna

Ecco altri esercizi con la time-line:

Esercizio del "tempo"

Dipingere il passato

domenica 24 ottobre 2010

Psicologia: "effetto placebo e senso del gusto"






















Ciao,


ricordi gli articoli sull'effetto placebo? una delle verità che
è nata da questi studi dimostra, in parole povere che questo
famoso effetto "non è suggestione". In pratica, nel momento
in cui la famosa sostanza inerte (cioè senza alcuna proprietà
chimico/fisica) viene assunta avvengono delle reali e
misurabili variazioni fisiologiche, le stesse identiche che
accadono quando si assume un farmaco. Per cui non è un
effetto "psicologico" ma un effetto psico-fisiologico.


Ultimamente uno studio della Università di Auckland in
Nuova Zelanda ha dimostrato come il semplice tenere in
bocca una sostanza zuccherina attivi i motoneuroni. In
pratica, il solo sapore dolciastro invia un segnale a quei
neuroni del movimento senza che questa venga in qualche
modo "digerita"...basta solo il sapore. E' probabilmente
per questo motivo che molti ciclisti bevono integratori
prima e durante la gara ma senza ingoiarli...insomma
li
sputano ;)


Non solo, in questo caso, tirato proprio in ballo dagli autori
della ricerca... c'è anche un altro pezzo da aggiungere, il
fatto che l'effetto placebo avviene a diversi livelli. Cioè,
se tu hai già assunto una certa sostanza ed hai avuto degli
effetti sull'organismo il semplice "sapore" di quella
sostanza funge da "ancora" per il tuo organismo. Questo
è stato verificato a livello "micro"...sul funzionamento del
nostro sistema immunitario.


Concludendo: è possibile attivare il tuo organismo in vista
di una prestazione sportiva anche solo attraverso il sapore
di una determinata sostanza zuccherina. Questo facilità
l'accesso a tutte quelle reazioni che hai "condizionato", cioè
che hai già provato in passato. L'uso accorto di questi
strumenti potrebbe migliorar le performance degli atleti
(e non solo) senza fargli, magari, ingurgitare una marea
di sostanze che, a lungo andare possono provocare effetti
spiacevoli (cosa che sanno tutti gli sportivi ad un certo
livello). E tutto questo... passando dal nostro meraviglioso
cervello :-)


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Genna

sabato 23 ottobre 2010

Sviluppo professionale: "lo psicologo in internet"



















Ciao,


l'altro giorno ho discusso animatamente con un mio collega
cioè uno psicologo, sulla importanza di usare internet per ciò
che è...cioè il più potente mezzo di comunicazione mai creato.
Lui, in assoluta buona fede cercava di mostrarmi che quello
che si può fare in rete avviene da anni anche dal vivo...cosa
sacrosanta perché in effetti la rete ha solo potenziato i nostri
modi comuni di agire. Ma, secondo lui, questo mezzo non è
un "mezzo etico" adatto alla nostra professione, perché
mette "in piazza" il nostro lavoro che dovrebbe, in un
qualche modo restare "segreto" :O


Chiaramente non sono affatto d'accordo con questa sua
affermazione, perchè è proprio vero il contrario. Il nostro
è un lavoro, per quanto ne si dica, davvero utile!!! Ma
questo lo sanno solo tre tipi di persone: gli appassionati
che studiano queste materie - chi ha applicato o praticato
un qualsiasi metodo di sviluppo personale - chi ha
sofferto per un qualche motivo ed è stato aiutato in modo
efficente da un professionista. Per "gli altri" la psicologia
è un mondo astratto fatto di teorie inconcludenti :DDD


Internet è una piazza, in cui è possibile mostrare agli
altri "come lavoriamo" attraverso il "come la pensiamo".
Infatti non è un segreto che attraverso PsiNeL sia
riuscito a farmi una vasta cerchia di clienti che supera
i numeri di miei colleghi molto più attempati. Questo
pecche chi mi legge sa "coma la penso", sa quali sono i
miei valori e il mio "modus operandi". Per cui è come se
mi conoscesse... La gente che viene o ai miei corsi o nel
mio studio e che proviene dal blog, mi tratta come se ci
conoscessimo da anni... in pratica è come se il blog mi
permettesse di creare rapport ancora prima di
vedere in faccia il cliente...un vantaggio non da poco ;)


Quando inizi a fare il formatore ed il consulente come
prima esperienza, la maggior parte dei professionisti si
affida ad agenzie o aziende. Cioè luoghi dove ci sono altri
colleghi che, avendo stretto rapporti lavorativi ti danno a
disposizione del lavoro da fare. Questo nel migliore dei
casi ;-) Mentre, ancora più spesso i giovani professionisti
si ritrovano a fare "concorsi su concorsi" per aggiudicarsi
un lavoro che solitamente: dura poco, per cui dopo quello
bisogna fare un altro concorso, è pagato poco...e in più
è altamente stressante perché in mano..resta poco.


Così trovi professionisti di 40 anni che inseguono di
continuo questi "bandi" e basano il sostentamento delle
loro famiglie su questi concorsi. Che detto fra noi sono
spesso pilotati da qualcuno, e non hai idea di quanto
possa essere stressante l'avere pochissimo controllo sul
nostro lavoro. Non solo, dopo anni e anni di concorsi
spesso NON si costruisce NULLA :O si perché a noi,
manovali della formazione (in questo esempio) non
restano contatti o altro. Solo i più bravi riescono a
farsi un nome e ad essere richiamati per le loro
competenze...oppure i più furbi e arrampicatori.


Internet ha stravolto il mio sviluppo professionale e
non solo il mio...ma quello di tutti quei professionisti che
sanno fare il loro lavoro e hanno deciso di usare il web
come strumento di divulgazione di ciò che fanno. Così
io mi ritrovo ad avere un database di clienti a cui piace
davvero il mio lavoro... ma non solo, loro sono liberi di
dire che cosa ne pensano direttamente qui :) e chi è
interessato può tranquillamente visionare quali sono i
pareri su un certo professionista, semplicemente
digitando il suo nome su google.



L'altro lato della medaglia è che, se uno vuole paga un
bravo webmaster, si allea con qualcun'altro e in breve
si costruisce una nomea importante. Ma ti assicuro che
se quella persona non è abile nel proprio lavoro o peggio
ancora è disonesto, nel giro di qualche mese (se non
qualche settimana) viene immediatamente sbugiardato.
In pratica internet è un sistema vivo che si "auto-organizza"
...a partire da come funziona il suo "grande capo" (lo zio
Google;)) a finire su come le persone amano "dire
la propria".


Insomma, questo post delirante non è solo dedicato al
mio collega... con il quale ho già avuto modo di avere
un pacifico dibattito. Ma quello di invogliare tutti i
professionisti ad avvicinarsi a questo mondo, tenendo
sempre presenti gli stessi identici valori che seguono
nel mondo offline. La differenza sta solo nelle potenzialità
del mezzo...e come diceva Spiderman "a grandi poteri
corrispondono grandi responsabilità
" :)


Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento
qui sotto...e se ti piace il mio blog VOTALO ;) Seguimi
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A presto
Genna

venerdì 22 ottobre 2010

Sviluppo Personale: 5 caratteristiche dei "grandi" ;P



















Ciao,


lo scorso weekend sono stato a Milano a tenere il mio corso
sulla "comunicazione persuasiva" che è stato molto bello...
perchè come sempre ha dato modo anche a me di crescere
e di conoscere un sacco di persone speciali e tutte
molto preparate. Ma non voglio parlarti di questo ma del
fatto che quello stesso giorno "i pianeti si sono allineati"
affinchè mi incontrassi con i vecchi amici. Alcuni li avevo
contattati perchè so che sono di Milano ma invece altri si
sono "materializzati dal nulla"...è davvero fantastico :)


Allora ho incontrato una miriade di persone che molto
probabilmente conosci anche tu ;) Parto dal mio amico più
"etereo" perchè non mi aspettavo proprio di beccarlo e si
tratta dii Josè Scafarelli... che si è messo d'accordo con il
mitico Alex Billico e con Max Cecco. Ma non solo, ogni volta
che sono a Milano mi vedo con i miei due amici e colleghi
Manuel Mauri e Mauro Barachetti...e infine, parte integrante
del corso c'era anche il mitico Reborn... insomma c'era tutta
la creama dell'internet Marketing unita al futuro della
psicologia
;-))) Non sai chi sono queste persone??? ma
dove vivi :DDD


Allora partiamo da Josè Scafarelli, direttore del noto sito
ricchezzavera.com una vera miniera di informazioni per tutti
gli appassionati del mondo "esoterico" unito allo sviluppo
personale e spirituale. C'è una cosa magica fra me e Josè, il
fatto che siamo su "due pianeti diversi" eppure andiamo
sempre d'accordo. Mi spiego meglio... io mi potrei definire
come un sostenitore del Cicap in quanto sono uno scettico
(non troppo :P) ma nonostante questo e nonostante le
tante discussioni quando incontro Josè mi diverto sempre
un sacco e poco m'importa di ciò che crede ;)))


Alex Billico uno dei più geniali Business man nel mondo
di internet e non solo. Infatti Alex si occupa da anni anche
di musica e quest'anno, insieme al suo collega e amico Max
Cecco
hanno spaccato di brutto con un gruppo musicale gli
"spezia dorada". Ma non è un segreto che io e Alex abbiamo
già collaborato insieme per il percorso sulla "crea atti-vità"
che tra poco sarà nuovamente disponibile ma solo per gli
interessati. Bhe...non è neanche un segreto che collaboro
ed ho collaborato con Josè Scafarelli scrivendo diversi
articoli per il suo blog ;-)


Ma devo parlare anche di Max Cecco, super mega
batterista oltre che eccellente infomarketer...ed io sono
davvero molto motlo contento di parlarti di batteria, you
know ;)) Poi ci sono i miei due carissimi amici e colleghi
Manuel Mauri e Mauro Baracchetti con i quali...in
futuro ne vedrai delle belle;-) E infine c'è Marco alias
Reborn
...del quale non so se posso svelarti il suo vero
nome... Reborn è il direttore di seduzioneattrazione.com
uno dei più grandi portali italiani dedicati alla seduzione:D


Questa non è solo una celebrazione dei miei amici e
colleghi ma è un modo per mostrarti come "i simili si
attraggano". E infatti tutti i nomi che ti ho fatto hanno
delle caratteristiche comuni, e se ti piace la PNL sai che
estrapolarle è sempre un modo eccellente per modellare
e trarne una strategia. Ecco quali sono le caratteristiche
che "ci distinguono"....e allo stesso tempo ci
rendono simili...


1) Curiosità: siamo tutti personaggi estremamente curiosi
ti basta vedere i nostri rispettivi blog e i nostri lavori per
capire che siamo estremamente curiosi. Infatti nessuno di
noi, che è ormai sul web da diversi anni, è rimasto alla sua
versione 1.0 ;-)


2) Creatività: questa è strettamente legata alla curiosità
ma in più ti invito ad osservare il nostro lavoro per capire
quanto abbiamo, in un certo senso, rivoluzionato la nostra
"nicchia". Personalmente ho creato "psinel" - Josè sta
modificando il modo di vedere alcune dottrine esoteriche -
Max ha portato uno dei primi corsi di batteria online in Italia
- Manuel e Mauro stanno rivoluzionando il mondo dell'ipnosi
e infine Reborn ha completamente stravolto i vecchi metodi
fatti di tecniche astruse e complesse per sedurre...


3) Imprenditorialità: nonostante molto diversi abbiamo
tutti una profonda dedizione verso l'imprenditorialità. Cioè
il fatto di creare dei business basati sulle nostre ripettive
nicchie. Siamo dei veri e propri concretizzatori, perchè in
questi anni ne abbiamo davvero fatte di cotte e di crude.


4) Amore per il proprio lavoro: ci sono molti blogger
ed editori che si tuffano nelle varie "nicchie redditizie".
Questo non è necessariamente un male, ma chi invece
nutre una forte passione per il proprio lavoro e, per tanto
della propria nicchia, è "visibile a occhio nudo". La
passione è, secondo me, la differenza che fa la diffrenza
fra "noi" e gli "altri" ;-)))


5) Condivisione: usiamo il web perchè amiamo la
condivisione. Sia su PsiNeL che sugli altri blog puoi
trovare "tonnellate" di materiale gratuito e subito
utilizzabile per migliorarti nei diversi campi...che qui
potremmo riassumere in "psicologia e sviluppo
personale - sviluppo spirituale - business e
seduzione".


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cosa ne pensi lascia un commento
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A presto
Genna

giovedì 21 ottobre 2010

Psicologia e web: "5 consigli per evitare la dipendenza da internet..."




















Ciao,


internet così come tutte le moderne tecnolgie nate per
questo meraviglioso mondo hanno radicamlmente
modificato le nostre abitudini. Se da un lato il web è il
miglior mezzo di comunicazione mai inventato dall'altro
lato è anche uno dei mezzi più "invasivi"...perchè ha in
sè tutte le prospettive di qualcosa che può "creare una
forte dipendenza". Quasi tutti sanno quanto sia facile
perdersi in ore ed ore di "cazzeggio" su facebook o
sfogliando le pagine dei nostri blog preferiti...come
Psinel...dopotutto ciò che piace provoca dipendenza;)


Sono tanti i rischi collegati con questo mezzo che vanno
oltre la semplice "dipendenza data dal piacere"...primo
fra tutti il famoso "overload informativo", cioè il fatto
che il nostro cervello non è strutturato per elaborare
la miriade di informazioni che ci vengono proposte e
questo può generare diversi disturbi, dall'ansia di
sapere e fare di più
... alla continua preoccupazione
di dover essere "sempre online" e sempre aggiornati.


Sul numero di "Psicologia Contemporanea" di questo
mese è apparso un interessante "dossier" che discute
proprio questi aspetti. E, fra le diverse informazinoni
ci sono 5 consigli per evitare lo stress collegato a
questi nuovi mezzi di comunicazione:


1) Pausa: fare una pausa dove ci si stacca, per un giorno
intero dai mezzi di comunicazione (cellulare compreso)
è un toccasana per poter avere un rapporto armonico
con questi mezzi. Stimola la propria autocoscienza e
permette anche di avere le idee più chiare su come
sfruttare questi mezzi.


2) Vacanza: quando sei in vacanza è utile staccare del
tutto questi mezzi...o per lo meno aumentare il distacco
settimanale proposto nel punto precedente. Tenere un
occhio fisso sul web non ci permette di staccare del tutto
la famosa "spina". E fidati, i blogger lo sanno bene ;-)


3) Vita interiore: il web ci porta a pensare più al mondo
esterno (seppur virutale) che al nostro mondo interno.
E' per questo che viene consigliato di svolgere attività
meditative e di rilassamento per potersi immergere
all'interno della nostra mente.


4) Socialità: se passi la maggior parte della tua giornata
su internet è utile programmare delle "pause sociali"
dove poter riprendere contatto con la realtà. Una pizza,
il cinema, lo sport...ci sono centinaia di modi per poter
coltivare la vita sociale dal vivo. Un tempo, quando
questi mezzi non esistevano le persone si incontravano
nei luoghi reali, anche per fare 4 chiacchere...oggi
si chatta per rimediare a questo bisogno ;-)


5) Dipendenza: se proprio non si riesce a staccarsi dal
web, il consiglio è quello di rivolgersi ad un terapeuta.


Trovo questi consigli molto importanti ma ci tengo a
sottolineare che se il web viene utilizzato non come
surrogato della realtà sociale possa essere utilizzato
anche quotidianamente. Cioè, se un tempo ti recavi
tutte le mattine dal giornalaio per prendere il tuo
quotidiano preferto, puoi fare la stessa cosa, ma con
una piccola differenza: leggi quello che ti interessa
come se fosse il giornale, senza perderti nei meandri
dei suoi link e dei suoi consigli... oppure...


...se usi il web come agenda personale (cosa oggi
davvero fattibilissima con applicazione come google
calendar ecc.) usalo come tale. Qundi la vera rivoluzione
non è tanto staccarsi da interenet in quanto mezzo che
provoca dipendenza e può "fare male". Ma è inziare a
vederlo come quello che è: uno straordinario mezzo di
comunicazione. Utilizzandolo solo ed esclusivamente
per le sue potenzialità... Per fare un esempio pratico
immagina due diversi modi di usare il web...


Marco si sveglia e accende il Pc per vedere la sua posta
non ci trova nulla e allora si fa un giretto su facebook.
Li, invece di trovare informazioni o contatti al suo reale
indirizzo trova una marea di posta che lo invita, magari
a giocare ad un nuovo gioco on-line... Marco non resiste
e gioca per 2 ore al giochino dimenticandosi, magari di
dare un'occhiata ai suoi feed e alle informazioni che
stava realmente cercando.


Michele si sveglia, accende il pc per vedere la sua posta
ci trova 3 messaggi da parte dei suoi amici che vogliono
organizzare un pranzo per quel giorno stesso. Risponde
agli amici accordandosi e poi da una occhiata al suo
blog preferito (che di solito è questo ;-)) Dopo aver
letto il suo articolo stacca il pc e si mette a fare altro
nel mondo reale.


Ti ho mostrato queste due esemplificazioni estreme di
come usare il web. Questo perchè avevo intenzione di
aggiungere un consiglio che nel dossier non è presente
che è:


Ogni volta che accendi il pc tieni a mente il motivo per
cui lo stai facendo. In pratica prepara un obiettivo...
facendo un paragone con il telefono... di certo la gente
non si mette a chiamare a caso la gente, quando prendi
il cellulare per chiamare qualcuno sai bene perchè lo
stai facendo. Tuttavia anche con il cellulare si può
presentare un fenomeno simile...prendi il cellulare e
ti arriva un messaggio stupido... invece di continuare
a rispondere a tua moglie, passi 30 minuti a pensare
a come rispondere in modo divertente al messaggio
stupido.


Insomma il consiglio è sempre il solito " un pò di buon
senso
, unito alla conoscenza di se stessi può autarci a
migliorare il nostro rapporto con questi nuovi e potenti
mezzi di comunicazione."


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A presto
Genna


Ps. per consigli simili su come orgnizzare al meglio la tua
vita ti consiglio di acquistare lo ZTD ;-)