giovedì 30 settembre 2010

Corso di ... "Comunicazione Persuasiva Applicata"



















Perchè è assolutamente fondamentale
per
la tua "sopravvivenza" apprendere
la
comunicazione persuasiva? ti sembra
una affermazione esagerata? continua a
leggere...



Ciao, da Gennaro Romagnoli
viviamo in un mondo del cavolo dove chi ha determinate
conoscenze ci manipola, ci raggira e ci truffa in ogni
istante della nostra vita...dai cartelloni pubblicitari alla TV,
dai giornali al più moderno internet. Crediamo di essere
"quelli che non si fanno fregare" ma non è così.

Dietro alle pubblicità e al marketing ci sono anni e anni
di studi e test
che un "comune cittadino" non può
neanche lontanamente immaginare. E' per questo che ho
deciso di fare un corso in cui scoprirai sia come difenderti
e sia come utilizzare questi potenti strumenti. Ma l
a cattiveria non sta nello strumento ma in chi lo utilizza ...

Al termine del corso avrai sia le competenze per
"proteggere la tua mente" e sia per persuadere, in modo
etico, gli altri... migliorando la qualità della tua
comunicazione miglilorerai la qualità della tua vita ;)
Eco il programma...ci vediamo a Milano il 16 e il
17 Ottobre
:

- I livelli della comunicazione persuasiva
- Regolare la tua antenna personale

- Come si crea artificialmente "empatia"
- I sistemi rappresentazionali
- Calibrazione di base ed avanzata

- I condizionamenti - Riconoscere "le bugie"
- Uso della voce
- Stati di coscienza e Linguaggio
- Il linguaggio ipnotico
- L'ipnosi conversazionale
- Il linguaggio di influenza

- Le leve della persuasione
- Il priming in azione
- Comunicazione strategica II
- e molto altro ;-)

Al termine del corso saprai
:

- Proteggere la tua mente dalla comunicazione altrui
- Creare un forte stato di connessione emotiva
- Amplificare i tuoi sensi per vedere l'invisibile
- Farti ascoltare da tutti... o quasi ;-)
- Migliorare il tuo modo di parlare in pubblico
- Gestire gli stati emotivi legati alla comunicazione
- Guidare le persone verso i loro obiettivi
- Motivare te stesso e chi ti circonda
- Rigirare "qualsiasi frittata"
- Installare un anti-virus per la mente ;-)

Matetriale: riceverai una dispensa in formato
elettronico in cui sono raccolte tutte le migliori
tecnologie della comunicazione che ho raccolto
negli ultimi 5 anni ;-) Solo questa vale il prezzo
del corso ;-)))

INFORMAZIONI

Luogo:
P.zza Pio XI,1 20121 Milano - Zona Duomo
MM1 - MM3 Tram 2-3-12-14-15-16-19-24-27.

Data: 16 e 17 Ottobre -
orari 16 10.00-13.30
14.30-19.30 e il 17 dalle 11.00 - 13.30
14.30-18.00

Quota di partecipazione: 200€ + iva per una
sola persona. Sconto "coppie/gruppi", sopra le 2
persone il prezzo è di 150€. Informazioni:
genna78[AT]gmail.com

"Ok Genna, non ho bisogno di altre informazioni
dimmi come prenotare subito il mio posto"...

ti basta effettuare il pagamento sul mio account
di paypal all'indirizzo genna78[AT]gmail.com

Ps. in caso non lo sapessi [at] è la chiocciolina che
per motivi di sicurezze si evita di inserire ;-)))

Pps. Effettivamente l'introduzione del post è
ESAGERATA ;) ma è una leva della persuasione
la ...paura... e scoprirai come difenderti...

Psicologia: "psicologi ingenui e le psico-cavolate" ;-)



















Ciao,


hai mai sentito dire che usi solo il 10% del tuo cervello?
oppure che il "canale verbale" della comunicazione ha un
impatto del 7% sul significato? queste sono solo 2 delle
psico-cavolate che abbiamo sfatato qui sul blog. Infatti
la psicologia è una "neo-scienza" e viene studiata come
tale. I ricercatori applicano tecniche avanzatissime di
analisi del comportamento umano e ne traggono delle
conclusioni. E da quando le neuroscienze sono entrate
a far parte di questi studi è impossibile, per chi è
interessato all'argomento, pensare ancora che la
psicologia non sia altro che la sorella minore della
filosofia ;-)


Tuttavia la psicologia nasce proprio da un'attenta
osservazione della realtà...e spesso i "luoghi comuni" o
come la chiamano gli psicologi..."la psicologia ingenua"
viene confermata ma anche scofermata ;-) A
questo proposito sul numero di Settembre di "Mente
e Cervello" era presente un articolo dal titolo "psico-
balle", dove vengono sfatati i miti di questo genere di
osservazioni ingenue. Il motivo è semplice, l'essere
umano ha una innata tendenza a dare un significato
alle cose che lo circondano.


Questo avviene attraverso processi di generalizzazione
della realtà... cioè se vediamo che qualcosa accade con
una certa regolarità tendiamo a dedurne una regola che
poi generalizziamo a tutti. Se ad esempio vediamo che
le persone bionde hanno più partner tendiamo a credere
che sia il colore dei capelli a pilotare la scelta del
partner. La psicologia fa un passo in avanti in più rispetto
a questo... restando nell'esempio... un bravo ricercatore,
basandosi su questa osservazione potrebbe recarsi in
vari posti del mondo e cercare di notare se è vero o meno
che sia il colore dei capelli...magari intervistando grandi
campioni di persone.


Spesso la nostra visione "statistica ingenua" è reale ma
ancora più spesso... sono "errori di ragionamento" dettati
da questo nostro bisogno di dare un significato. Ma non
c'è solo questo! infatti molti miti nascono da ricerche
vecchie o da "dicerie" che vengono tramandante. Come
ad esempio quello dell'uso parziale del cervello... Ma
pr
ima di invitarti a scoprire quali sono questi miti e
come molti sono già stati sfatati dalla ricerche che ho
pubblicato qui sul blog...voglio farti sapere perché ti
parlo di questo...


Bhe...in primo luogo perché la ricerca ha sfatato talmente
tanti miti che è impossibile, per chi studia questo settore
non rendersi conto che sia "realmente così". Ma la vera
leva che mi ha spinto a scrivere questo è l'emal privata di
un lettore che "mette sul piatto" uno dei miti che ritengo
più pericolosi in assoluto: "è vero che affinché una terapia
vada a buon fine è necessario andare alla ricerca delle

cause del problema...risalendo a loro fino alla infanzia?".


La risposta è NO! e la cosa ancora più assurda è che
nonostante esistano fior fiore di ricerche che smentiscono
questo falso mito migliaia di persone (nonché di terapeuti)
sono certi del contrario. Eppure, se accetti l'idea che si
possa applicare il metodo sperimentale alla psicologia
è semplicemente un dato di fatto... una psicoterpia può
dare il 100% dei suoi frutti anche senza scavare nel
passato più recondito del paziente. Se ci pensi questo
è uno dei miti più pericolosi, perché sono davvero troppe
le scuole di psicoterapia che la pensano così.


Nel codice deontologico dell'albo degli psicologi c'è anche
un articolo apposito che recita all'incirca "lo psicologo si
avvale di strumenti scientificamente provati" ...cioè che
il nostro metodo ha provato essere reali. Cioè, se in
medicina scoprono che il farmaco X non funziona oppure
danneggia il corpo inviano subito una comunicazione che
blocca la vendita e la prescrizione di quel determinato
farmaco. Ma la stessa cosa non vale per la psicologia...
nonostante sia provato che alcune forme di terapia sono
praticamente "inerti" nessuno si prende la briga di
raccontarlo.


Ok... è davvero difficile districarsi in questo e mi rendo
conto che mi sono avventurato in un luogo angusto e
pericoloso ;-) infatti se ne potrebbe discutere per anni
(come hanno già fatto)... tuttavia, voglio farti notare che
questo mito è annoverato anche nella rivista stessa, cioè
in "Mente e Cervello" di questo mese... per cui "meditate
gente...meditate" ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia uncommento
qui sotto e se ti piace il mio blog iscriviti ai miei feed rss
oppure seguimi dal tuo account di facebook.


A presto
Genna


Alcuni articoli sui falsi miti:

- Ipnosi regressiva e memoria

- Tutta la verità sugli "obiettivi"

- Se ci credi puoi tutto?

mercoledì 29 settembre 2010

Ipnosi: "l'induzione perfetta...il kinestesico" ;-)

















Ciao,


esiste una induzione ipnotica perfetta? la risposta è NO
e aggiungerei...fortunatamente ;-) Indurre la trance
ipnotica è un'arte che va studiata e praticata. Tuttavia
sai che a volte sono alla ricerca "della ricetta", o meglio
della via "più semplice" per mostrare alle persone come
fare quello che ad altre viene naturale. Così in questi anni
di pratica ho maturato un'ipotesi. Per rendere una
induzione ipnotica "facile" basta iniziarla a partire dal
canale Kinestesico....o propriocettivo. Lo stile induttivo
al quale si sposa è il famoso "yes set".



il concetto è che l'induzione migliore, cioè che ha meno
strattoni all'interno della sequenza sensoriale da
seguire, è a partire del Kinestesico. Se conosci la
PNL
molto probabilmente stari storcendo il naso "ehi
ma come, insisti sempre che siamo tutti diversi e che
non può esistere una induzione universale"...è infatti
non esiste ;-) Ma credo che questa ...ehm ehm... mia
intuizione possa essere interessante.


Kinestesico per iniziare a creare truismi basati sulla
posizione del corpo. Come ad esempio "sei li seduto
e puoi sentire il contatto della sedia...". Se ci pensi
bene, se usi il kinestesico non puoi sbagliare ;-)
seguendo il noto dettame sii "abilmente vago" mentre
se tu dicessi il più classico "ascolti la mia voce" mentre
la persona in realtà sta ascoltando la sua voce (il dialogo
interiore "ehi ma questo che diavolo sta dicendo"?:D)
oppure sta ascoltando il traffico nella strada. Cioè,
anche "ascolti la mia voce" è un truismo e quindi va
benissmo per la tecnica di ricalco guida del
"campo affermativo" (yes set in italiano).


Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo che diceva
come il canale kenestesico
sia quello maggiormente
collegato al nostro modo di "pensare". In pratica l'uso
di metafore kinestesiche fa si che il cervello riviva
"fisicamente", cioè con l'accensione delle stesse aree
del cervello, un determinato evento o stato emotivo.
Se dico "pesa come una roccia", si accenderanno le
aree premotorie adibite a preparare il corpo ad uno
sforzo di sollevamento.


Questo studio non ha fatto altro che confermare la
mia ipotesi, ma come sanno molti "chi cerca trova"
per cui evita di credere che esista "un modo giusto"
di fare le cose, soprattutto in questo campo. Ma il
semplice fatto di iniziare con la propriocezione, cioè
con l'osservazione della posizione del corpo per poi
slittare sugli altri canali mi sembra un buon
compromesso. Ah...quasi dimenticavo...non sai che
cosa singnifica "yes set" o "campo affermativo"?


Si tratta di una tecnica induttiva basata sulla costruzione
di frasi vere (o truismi) che implichino una risposta di
tipo positivo. Ad esempio, stai leggendo queste parole
mentre respiri, puoi sentire la temperatura della stanza
in cui ti trovi
e questo può farti sentire più o meno
rilassato ;-) La parte in corsivo sono i truismi, cioè frasi
che non si possono confutare... perchè sono vere...mentre
la parte finale "sei rilassato" è la guida. Infatti anche
questa tecnica sfrutta il principio di "ricalco-guida".


Più il passaggio da un canale sensoriale all'altro è lineare,
morbido e plausibile e meno resistenze si incontrano.
Ci tengo a sottolineare che "l'induzione ipnotica" è solo
la punta dell'iceberg della ipnosi... e diventa ancora più
di secondo piano quando parliamo di terapia ipnotica.
Perché non ci frega nulla se il paziente cade in trance
profonda o esperisce fenomenologie da "palcoscenico",
anzi, queste nella clinica sono proprio da evitare ;-))))


Un altro modo affascinante per sfruttare il potere della
cinestesia corporea è quello di far nascere da subito delle
risposte inconsce, cioè iniziare a rendersi conto che esiste
una mente inconscia e che può fin da subito "parlare con
te". Ad esempio dicendo: "sei li seduto e puoi notare che
alcune parti del tuo corpo possono essere più calde di
altre... ora... potresti anche notare che più cerchi la parte
più calda e più la tua mente inconscia modifica la
temperatura di alcune zone..."...ecc...ecc..


Che cosa stai facendo? stai meta comunicando che il tuo
inconscio decide quali risposte "di calore" far nascere.
In questo modo prendi due piccioni con una fava, da una
parte ricalchi (cioè crei truismi) e dall'altra ratifichi, cioè
dai una conferma che qualcosa sta iniziando a cambiare.
Non solo durante la ratifica puoi già far nascere la nota
dissociazione "conscio inconscio"...magari dicendo: "ed
hai notato che il tuo inconscio può decidere quale mano
è la più calda...o quale parte del corpo il più comodo"...


Insomma, giocare con il canale kinestesico è davvero
molto facile. Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia un
commento qui sotto e se ti piace il mio blog iscriviti ai
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facebook.


A presto
Genna

martedì 28 settembre 2010

Sviluppo Personale: "l'effetto Zeigarnik e la procrastinazione"

















Ciao,


sai che cosa è l'effetto Zeigarnik? si tratta di un fenomeno
psicologico che prende il nome dalla sua autrice Bluma
Zeigarnik che ha scoperto una tendenza umana, che si
potrebbe osar dire "universale"... cioè quella di dover
finire a tutti i costi un compito iniziato. Uno dei nemici
numeri uno dello sviluppo personale è il "rimandare" o
detto in modo più dotto il "procrastinare". Pare che la
maggior parte dei problemi organizzativi nella vita
delle persone dipenda proprio da questo. Il 20% della
popolazione si definisce come "cronicamente
rimandatari
a".


Ora, se conosci motivatori come Tony Robbins e affini
ti aspetterai che ti dica "agisci" ed effettivamente è il
consiglio migliore che si possa dare. Ma farlo in questo
modo sarebbe un po' come prendere un pugile che fa
box da un paio di mesi e metterlo sul ring con Mike
Tyson... direi non proprio una bella idea ;-) Cioè se
quella persona è "abbastanza forte" da fare il salto
quantico allora "ci sta"... ma se invece non è ancora
"forte" e riceve un "pugno in faccia" si rischia che sul
ring non ci torni più ;-)


A questo scopo ci torna utile lo studio della Zeigarnik
che oltre a mille applicazioni diverse (vedi la più nota
che è quella legata al marketing) può essere utilizzato
anche per la procrastinazione. I dati ci arrivano dritti
dritti dagli studi di Richard Wiseman e da uno dei suoi
ultimi libri purtroppo non ancora disponibili in italiano
"59 seconds"... in cui il professore di psicologia inglese
ci mostra tutti i "miti dello sviluppo personale" per
sostituirli con i consigli che la ricerca ha studiato essere
attendibili... cioè validi e applicabili alla vita di
tutti i
giorni.


Pensaci, come faresti ad applicare una regola del genere
alla terribile patologia della "rimandite"? ;-) Bluma ha
scoperto questo fenomeno quando un giorno, seduta in
un caffè, si era resa conto che i clienti che pagavano
subito le loro consumazioni tendevano a dimenticarsi
ciò che avevano consumato...mentre invece chi pagava
prima di uscire ricordava tutto. Bhe...la cosa sembra
piuttosto semplice "devo pagare per cui è giusto che mi
ricordi cosa ho consumato"...ma non è così semplice.
Infatti la Zeigarnik ha esaminato il fenomeno in studio
ed ha confermato le sue teorie.


Ad esempio, se sei stato attento prima ti ho posto una
domanda. Se ti sei minimamente impegnato a cercare di
darvi una risposta probabilmente starai ancora leggendo
queste righe... un perché sei curioso di sapere quale
metodo sto per consigliarti e un perché ti ho affidato
un compito ;-) e secondo questi studi è diventato per te
abbastanza difficile evitare di cercare una soluzione alla
mia domanda. Di certo puoi chiudere la pagina ed andare
via, in caso tu avessi altro da fare, ma se ne hai il tempo
il tuo cervello è spinto alla ricerca di una soluzione.


La tecnica tratta dal lavoro della Zeigarnik è facilmente
riassumibile in poche parole "solo alcuni minuti".
Cioè se tu dedichi anche solo alcuni minuti ai compiti che
devi svolgere e che stai procrastinando attiverai un
circolo virtuoso per cui... a) sarai spinto a doverlo terminare
e b) continuerai a ricordartelo. E' un po' come se aprissimo
un file del Pc senza chiuderlo mai... e questo file continua a
"prendere energia" sino a quando non lo terminiamo e
ci scriviamo sopra la parola "completato" ;-)


Ecco perché, tornando al nostro "buon Tony Robbins" si
dice spesso... fai il primo passo... il cammino inizia sempre
da un primo passo. Non solo perché ci si "allena ad agire",
si sfida la propria "zona di comfort" ecc...ma piuttosto
perché abbiamo poi la tendenza innata a voler portare a
termine quel compito. Non è fighissimo? ;-) Una delle
cose ancora più interessanti e che gli studi della psicologa
Zeigarnik risalgono al 1920 :-O molto prima che i vari
teorici dello sviluppo personale dicessero la loro ;-)


Concludo l'articolo dicendoti che gli studi di questa
eccezionale ricercatrice sono moltissimi e presto te ne
parlerò ancora...e che, come dico spesso "non c'è nulla
di nuovo sotto al sole" ;-) Fammi sapere che cosa ne
pensi, lascia un commento qui sotto e se non lo hai
ancora fatto iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi
dal tuo account di facebook.


A presto
Genna


Indovinello per stimolare l'effetto Zeigarnik:
Se ti trovi in una pianura fatta di sterpaglie e vedi che
tutto intorno a te sta prendendo fuoco...come fai a
salvarti?


Ps. se vuoi organizzare meglio la tua vita e seguire dei
saggi consigli su come farlo... dai un'occhiata a questo;)

lunedì 27 settembre 2010

Psicologia e Mentalismo: "Francesco Tesei Vol 2... il Cold Reading e la Calibrazione"

















Ciao,


finalmente ci siamo, oggi potrai ascoltare la seconda parte
della super intervista fatta a Francesco Tesei. Se non hai
la minima idea di che cosa stia dicendo ti consiglio di
andare ad ascoltare anche la prima parte
;-) Oggi
scoprirai
perché l'intervista è "talmente preziosa"
da essere divisa in due parti. E verrai a conoscenza di
piccoli ma importanti segreti del più grande mentalista
italiano...signore e signori... Francesco Tesei ;-)









L'hai ascoltato? Direi che ci sono molte cose di cui
discutere ;-) Finalmente, grazie alle gentili risposte di
Francesco ho sempre più chiara la differenza fra Cold
Reading e quella che i piennellisti chiamerebbero abilità
di calibrazione... cioè l'interpretare il comportamento
altrui sulla base di elmenti verbali e non verbali....ed
adattare la propria comunicazione a questi.


Ecco i 6 elementi che avvicinano il modno della
psicologia
a quello del mentalismo moderno:


1) Stratagemmi psicologici: eccezionale la rivelazione
su come Francesco è riuscito a "pilotare" le scelte di Cecchi
Paone attraverso il priming... cioè l'utilizzo di un elemento
famigliare per condizionarne la scelta: il titolo del libro.
E la barriera psicologica dettata dal latte... che oggi molti
direbbero che si tratta di una "barriera energetica". Cioè
il fatto che il nostro corpo capisca "energeticamente" che
quel determinato elemento ci "toglie energia". Uno
stratagemma davvero ingegnoso che si potrebbe ri-
utilizzare per un sacco di applicazioni pratiche no? ;-)


2) Cold Reading Vs. Calibrazione: come già avevamo
visto con Derren Brown la "lettura a freddo" ha poco a che
fare con le abilità di osservazione... ma si tratta di un abile
utilizzo del linguaggio. Come direbbero sempre gli amanti
della PNL si tratta di un linguaggio "abilmente vago", per
fare in modo che ognuno ci proietti dentro la propria
realtà. Da questo apprezzo ancora di più le capacità di
Francesco, cioè reali abilità di calibrazione... cioè di
osservazione attenta del comportamento altrui ed
utilizzarlo per direzionare l'attenzione ed i comportamenti
delle persone. Il tutto riassumibile in una delle frasi di
Tesei: "la cold reading sfrutta ad arte la teoria secondo
cui la mente umana è
programmata per dare un senso
agli eventi che
accadono nella vita"...


3) Quotidianità: c'è un grande interesse nei confronti di
questi argomenti perchè sono abilità che utilizziamo più o
meno consciamente tutti i giorni. E' bello vedere come da
un lato Francesco ci racconta come queste materie lo
abbiano aiutato ad arrivare dove è oggi... scoprendo che
non è possibile fare "tutto da soli" e per motivare il suo
gruppo di collaboratori. Bhe... che cosa dire sul fatto di
ipnotizzare una donna per sembrare Brad Pitt? :DDDD
Qui Francesco stava chiaramente scherzando e facendo
un bellissimo complimento alla sua compagna ;-) E sono
meravigliose queste parole: "..invece di combattere gli
altri bisogna abbracciarli e trasformare le loro idee e i
loro punti di vista in opportunità di crescita".


4) Il lato oscuro dell' ipnosi: "ipnotizzarti è un come
mettermi in macchina con te, cioè io ti dico dove andare ma
sei sempre tu a tenere il volante"... bhe un'ottima descrizione
di come funziona davvero l'ipnosi. Per cui, come hanno già da
anni dimostrato gli studi, non è l'ipnosi ad avere "un lato
oscuro" ma chi la utilizza ;-) E gli esempi di manipolazione
sociale sono molto evidenti... probabilmente l'ipnosi peggiore
è quella politica e pubblicitaria... insomma "svegliamoci"!!!!
come messaggio mi sembra più che educativo. "Spegnere
la tv più spesso e farsi un giro in strada"...


5) PNL: se segui il blog sai come la penso sulla applicazione
della PNL
per le "psicopatologie" (quelle reali - perché per
quanto tu abbia letto che si tratta di nominalizzazioni o di
costruzioni della realtà la gente "ci sta male davvero") e mi
ha fatto un sacco piacere sentire come la pensa Derren
Brown: "parlando da persona che ha studiato, praticato e
lavorato con la PNL, posso dire che mi sembra un misto
di
varie cose: in parte regole dettate dal senso comune...
in
parte tecniche relativamente efficaci per guarire
piccole
patologie mentali o fobie...e in gran parte
spazzattura
assolutamente sopravvalutata e
impacchettata a regola
d'arte attraverso toni
evangelici
" (D. B. ;-))


6) Magia e psicologia
:la magia non avviene nelle maniche
del prestigiatore ma avviene nella mente dello spettatore...
il vero segreto della magia è che "il mondo è fatto di parole".
"Mettersi in contatto con il mistero che ognuno ha dentro di
se"... insomma un vero e proprio pozzo di saggezza no? ;-)))
Dalle splendide parole di Francesco non solo si intravede la
sua grande preparazione (ascolta le citazioni ;-)) ma anche
come la magia, intesa come "tecnica di intrattenimento",
sia zeppa di psicologia e come, probabilmente molte teorie
della psicologia derivino dalla osservazione di come
professionisti come Francesco la utilizzano. Non a caso è
stato citato il bravissimo Matteo Rampin ed il suo testo
"pensare come un mago" ;-)


Bhe...riuscire a sintetizzare tutto quello che ci ha regalato
Francesco è davvero impossibile, per cui una volta letto
"che cosa ne penso" ti invito a riascoltare l'audio perchè
ci sono talmente tante idee e spunti interessanti per chi
ama il mondo della psicologia, da scrivere un trattato di
"mentalismo moderno" ;-) Non solo ti invito ad
andare a vedere Francesco Tesei il 2 ottobre a Roma...
ecco la locandina:






















NOTA: per gli amanti della PNL... ne io ne Derren e ne
Francesco pensiamo che la PNL sia qualcosa di "stupido"
... ma solo che fra molte delle sue affermazioni sono fatte
prettamente per il business... per cui a volte sono
un
"esagerate" e fuorvianti ;-)


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A presto
Genna


Ps. altra piccola nota per i piennellisti, quando nella
introduzione dell'audio parlo di calibrazione non gli
do la vera definizione... perché calibrare non è dare
interpretazioni ma basarsi su ciò che vedi, ascolti e
percepisci "realmente"...se questo è possibile ;-)

domenica 26 settembre 2010

Psicologia "il tuo corpo che parla"

















Ciao,


parlare non è semplicemente "aprire la bocca". Lo stanno
dimostrando tutti quei ricercatori che studiano le intera-
zioni fra "linguaggio e cervello". Ad esempio, se ti chiedo
di descrivermi i colori di casa tua il tuo cervello, proprio
mentre mi dici "rosso, verde ecc"... sta attivando le aree
adibite alla percezione dei colori. Lo stesso vale se ti faccio
parlare di uno sport o di una qualsiasi attività motoria...
proprio come negli articoli sulle "metafore" che da un pò
di tempo sto pubblicando.


Il linguaggio è un sistema complesso che si interseca con
la maggior parte delle funzioni cognitive. Ad esempio nella
nostra cara PNL (per chi è interessato a questo argomento)
gli autori avevano intuito questo legame incredibilmente
forte (anche se IMHO non penso ci credano troppo;-)).
Parlare può sia facilitare l'utilizzo di alcune aree, per cui di
alcuni compiti come inibire questi compiti. Hai la pantente?
ti è mai capitato che qualcuno continuasse a parlarti
mentre stavi parcheggiando...che cosa succede? se il
discorso è interessante si fa molta più fatica...


...questo succede perché il linguaggio viene processato
principalmente dall'emisfero sinistro, mentre la visione
spaziale (quella che ti permette di parcheggiare) da
quello destro. Ma non solo, la prosodia (cioè come dici
le cose) viene processata in quello destro. A questo
proposito alcuni ricercatori del MIT si sono chiesti se
il "tocco" potesse influenzare il giudizio (ti
faccio presente che abbiamo già visto qualcosa di
molto simile con l'analisi delle sottomodalità ;-)))


In pratica alcuni candidati dovevano presentare il loro
curriculum per essere assunti in un posto di lavoro. I
"selezionatori" erano dei soggetti comuni che davano
una rapida occhiata ai CV per poi decidere. I CV erano
stampati appositamente su tipi di carta con differente
peso. I risultati hanno mostrato che più il CV era
pesante e più il candidato veniva percepito
come
preparato e in grado di assolvere alle
mansioni richieste per il lavoro :-O


Le caratteristiche fisiche delle cose influenzano il
nostro giudizio e ... la linguistica con cui esprimiamo
queste metafore influenza il giudizio...in una interessante
circolarità fra "pensiero - linguaggio - mondo fisico" In un
altro test si è visto come le persone sedute su sedie
"scomode" siano meno propense a negoziare le proprie
idee rispetto invece a chi era seduto su di una sedia
comoda.


Joshua e Ackerman sono i ricercatori che si sono
occpuati del fenomeno e sono stati loro stessi ad
affermare che i concetti "tattili" o come li chiamano
i piennellisti "cinestesici" influenzano realmente il
nostro modo di giudicare la realtà che ci circonda.
Non solo i ricercatori hanno notato che sono proprio
i termini kenestesici i migliori per poter attivare
questo genere di pensiero. Hai afferrato il concetto?;)


Prima di concludere voglio anticiparti che questi
studi non sembrano arrivare a caso fra le mie mani.
Infatti da circa 2 settimane sto scrivendo un post
tecnico sulla PNL e l'ipnosi che, guarda caso parla
proprio del perché... secondo la mia esperienza...è
sempre utile iniziare le induzioni con il senso del
tatto... o meglio con la propriocezione...cioè con la
descrizione della posizione corporea nello spazio.
...ma ci sarà molto di più ;-)


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A presto
Genna

sabato 25 settembre 2010

Psicologia: "la depressione ti fa vedere diversamente?"

















Ciao,


ricordi il post sulle metafore? hai mai sentito una persona
dire "vedo tutto nero" o espressioni del genere?
Ludger Tebartz van Elst della Università di Friburgo ha
studiato la correlazione fra "depressione clinica e visione
dei colori" scoprendo che chi si trova in questo "quadro
clinico" vede realmente le cose con altri colori. Neussna
sorpresa per chi crede che le metafore con cui ci
esprimiamo abbiano dei correlati reali all'interno della
nostra mente e del nostro percepire.


Nel mio studio pongo spesso una domanda ai miei clienti
che è: "che cosa ti serve per ottenere X e Y?". Se conosci
il lavoro di consulenza basato sui "punti di forza" sai che
questa è una delle tante domande che si possono porre.
E più e più volte mi sono sentito dire: "dovrei possedere
degli occhiali rosa per guardare il mondo"... anche se non
tutti rispondono esattamente in questo modo il significato
è più o meno simile... cioè: vorrei poter vedere il mondo
con colori diversi. Per cui, anche le osservazioni cliniche
confermano questa necessità di modificare "il modo
di
vedere".


Come hanno fatto i ricercatori a studiare
questo
fenomeno?


Registrando la risposta elettrica delle cellule retiniche che
sono adibite alla "visione dei contrasti" di due gruppi di
persone diverse: "depressi clinici" e "persone sane". In
pratica mostravano ad entrambi i gruppi una scacchiera
con quadranti colorati di grigio, mentre i soggetti erano
monitorati da una macchina. In base alla manipolazione
del contrasto del grigio (in pratica potevano renderli o
più scuri, verso il nero...o più chiari verso il bianco) le
cellule retiniche si attivavano in modo più o meno
marcato. I risultati hanno mostrato che nei depressi
l'attivazione delle cellule era significativamente inferiore
rispetto ai soggetti "sani".


Questo risultato dimostra che le persone "depresse"
vedono realmente il mondo "più offuscato". Secondo gli
stessi ricercatori questo avverrebbe perché queste
cellule sono attivate dalla dopamina, il nuerotrasmetti-
tore che si destabilizza durante la "depressione".
Se conosci le sottomodalità e fai un lavoro "simile al
mio" di certo ti sarai reso conto di quante volte le
persone ci dicono "letteralmente" quello che stanno
vivendo.


I ricercatori vedono in questa ricerca nuove opportunità
nello studio della diagnosi della depressione clinica.


A questo punto sarebbe interessante se qualche buon
ricercatore esaminasse questa ipotesi: "se modifichi le
sottomodalità del contrasto modifichi anche i livelli di
dopamina?". Secondo gli studi sulla circolarità fra
corpo e cervello questa ipotesi dovrebbe essere
verificabile n;-) Ti auguro una luminosa giornata, hai
presente quando vedi tutto chiaramente in una bella
giornata di sole? immagina che cosa accadrebbe se fossi
in grado..adesso di "accendere il sole" in te? ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia un commento
qui sotto e se, ti piace il mio blog, iscriviti ai feed rss
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A presto
Genna

venerdì 24 settembre 2010

Psicologia del web: "7 studi psicologici su facebook"















Ciao,


chi non ha un account facebook "scagli la prima pietra";)
I social media stanno modificando il nostro modo di
comunicare, anzi lo hanno ormai già modificato, e come
sanno gli appassionati di queste materie, come
comunichi influenza la nostra vita. Prova a pensare
quando i cellulari non esistevano? sei hai un certo
numero di anni di certo sarà una questione che ti ha
fatto pensare più volte...lo stesso sta accedendo
grazie a strumenti come facebook... e chi si occupa di
psicologia non può fare a meno di studiare da vicino
questo "fenomeno mediatico moderno".


Spesso sento dire: "gli studi di psicologia sono fatti da
vecchi che vogliono confermare le loro teorie"...non è
vero ;-) ci sono talmente tanti bravi ricercatori che ci
vorrebbe una vita anche solo per dare un'occhiata a
tutti i loro interessantissimi lavori. Fra questi ho
selezionato da Psyblog un articolo che eccezionale che
parla delle 7 migliori abitudini da avere per trarre il
massimo da facebook e in generale dai social media.



1) Le relazioni sociali: diversi studi antropologici
hanno messo in risalto che le relazioni significative
della nostra vita non sono più di 100/150. Per questo
motivo Tong e colleghi hanno scoperto che la stessa
cosa accade su facebook. Puoi chiaramente avere tutti
i contatti che vuoi, ma se puoi, usa le funzioni della
privacy e crea delle liste differenti, in modo da avere
i contatti che contano sotto mano ;-)


2) Amcizie carine: fai in modo che chi può postare
sul tuo "muro" sia attraente e carino ;-) secondo Walther
e collaboratori avere amici attraenti aumenta la tua
l'attrattività del tuo profilo. E' come quando esci con
il tuo amico/a figo e tutte guardano anche te ;-)))


3) Sette motivazioni: Joinson ha estrapolato le 7
fonti motivazionali per usare facebook e sarebbe bene
tenerle a mente...1-2 restare in contatto con amici vecchi
e distanti 3- sorveglianza sociale (non è molto bello ma..)
4- capire meglio la gente che conosci offline 5- osservare la
gente nel mondo virtuale 6- vedere gli aggiornamenti
7- spiare i contenuti (foto ecc.).


4) Vieta facebook al tuo partner:) Joinson e coll.
hanno scoperto che chi passa più tempo su Fb è anche
più geloso ;-) Questo accade petché, probabilmente,
sono alla ricerca di indizi di tradimento... e in caso lo
faccia lo stesso...stai all'occhio alle tue mosse ;-) E,
forse ancora meglio conoscere che cosa da dispiacere
al tuo partner...se anche un semplice "like" lo fa
arrabbiare...allora disdici l'adsl o lascialo :DDD


5) Attento alla privacy: Fb è una giungla da questo
punto di vista, oggi esistono applicazioni che ti rubano
ogni forma di dati sensibili. Nosko e collaboratori hanno
scoperto che le persone giovani e single tendono con più
facilità a scrivere i propri dati sensibili...forse per fare
amicizia... state attenti, soprattutto se siete "giovani"
e "assetati di relazioni". Puoi facilmente risolvere
questo problema moderando la tua privacy...creando,
come ti dicevo prima, delle liste differenti a cui
assegnare "permessi differenti"...io lo faccio ;-))


6) Mostra chi sei: gli studi hanno dimostrato che in
Fb, così come in altri social la gente mostra chi è
realmente. Evita di nasconderti dietro a pseudonimi
tanto, prima o poi chi sei viene a galla da quello che
scrivi e che uplodi. Attenzione, non sto dicendo che
devi per forza presentarti con il tuo CV... ma attento
a non "banfare troppo" ;-)


7) Trovare un lavoro: Ellison e collaboratori hanno
scoperto che il tuo profilo di facebook veicola, nel
tempo un "capitale sociale"...cioè la possibilità di
utilizzare i social per promuovere e creare relazioni
che possono esserti utili sul lavoro. Io lo uso anche
per questo...you know ;-)


Come ti avevo pre-annunciato "ci ho messo lo zampino"
è più forte di me ;-) anche perchè prendere un articolo
e "copiarlo" se pur tradotto mi sembra un un furto
legalizzato ;-) sono certo che i contenuti piacciano a chi
ha già un di dimestichezza con Fb, ma so che possono
essere utili anche a chi ci "bazzica poco" e a chi, magari
non ha ancora aperto il suo account. Come sempre
lasciami un commento, sai quanto è importante il tuo
parere ;-) e se ti piace il blog iscriviti ai feed rss
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A presto
Genna

Link all'articolo "originale"

giovedì 23 settembre 2010

Comunicazione efficace: "Come rendere...tutto automatico" ;-)


















Ciao,


una delle domande che mi vengono poste più spesso è:
"ma è davvero possibile padroneggiare tutti gli strumenti
linguistici della PNL e della comunicazione efficace?"
se vuoi davvero saperlo, leggi tutto fino in fondo ;-)... se ci
pensi è una domanda legittima, secondo questi infatti tu
dovresti essere in grado di fare un sacco di cose insieme:
ricalcare, calibrare, stare attento ai predicati, agli operatori
modali, ai metaprogrammi, alle strategie, agli accessi oculari,
agli stati di coscienza ecc... ma anche se non è così "chiaro" ci
sono moltissime cose che hai appreso e che fai nello stesso
modo. L'esempio più classico è quello della guida:
coordini perfettamente mani, piedi e occhi mentre stai attento
alla strada, ascolti la musica e parli magari con un amico.


A questo punto qualcuno penserà: "ok ma guidare non è
un comportamento che tu normalmente faresti è
qualcosa di iscritto nella tua mente". E' vero ma fino ad
un certo punto, infatti con la scuola impari a parlare con
le regole grammaticali... queste competenze crescono in
base alla tua evoluzione personale. Lo stesso vale per le
altre lingue ecc. Con una sola vera differenza rispetto alla
guida... visto che ci nasci difficilmente "ci lavori per
migliorare"...mentre apprendere come si guida è di
fondamentale importanza per la maggior parte delle
persone.


Un altro "freno" alla comunicazione efficace è il fatto che la
gente creda che... se studi quelle cose vuoi persuadere...
Quando si tirano in mezzo queste questioni viene sempre in
mente la parola "manipolazione" di cui ti ho già parlato
almeno un milione di volte ;-) è impossibile che all'interno
di una comunicazione fra una o più persone queste, non si
influenzino (quindi manipolino) vicendevolmente. Per cui
non è tanto questione di fare qualcosa senza che gli altri
lo sappiano (per cui manipolare con tecniche segrete) ma
di fare qualcosa che, normalmente già faresti ma con
maggiore coscienza.


Mi piace fare analogie con la musica: quando ho iniziato,
molti anni fa a suonare agivo principalmente d'istinto. Non
avevo mai preso lezioni e mi limitavo solo su quello che
ascoltavo e vedevo da altri musicisti. Ero una vera e
propria macchina da guerra, e mi veniva molto bene
anche "scimmiottare" cose difficili a livello tecnico. Però,
quando suonavo la qualità della performance variava
troppo in base al mio stato emotivo... se ero carico allora
suonavo di brutto ma se ero scarico ed annoiato la
performance era pessima. Per cui suonavo molto bene
dal vivo e molto male durante le prove ;-)


Poi un bel giorno mi sono deciso, ho iniziato a prendere
un più seriamente la cosa ed ho iniziato ad andare a
lezione. All'inizio è stato traumatico dover cambiare la
mia impostazione naturale, dover sottostare ad un
aggeggio infernale chiamato "metronomo". Mi sentivo
davvero "poco naturale", tanto che nei primi tempi mi
sono subito fatto male ad un braccio per quanto mi era
difficile tenere le bacchette (suono la batteria) in quel
"nuovo modo"....


...ma nel giro di pochi mesi ho scoperto che era davvero
molto più facile suonare come mi stavano insegnando.
Non solo, la cosa stupenda è stato quando mi sono reso
conto che ero in grado di sapere sempre dove ero e che
cosa stavo facendo... potrà sembrarti assurdo ma prima
non era così. Lasciandomi trascinare dalle emozioni e dal
groove (o flow;-)) non avevo sempre ben chiaro "dove
fossi e cosa stessi facendo". Mentre dopo aver appreso
"la tecnica" ero in grado sia di lasciarmi andare al flow e
sia di sapere dove mi trovavo... avevo cioè acquisito
quella che noi psicologi chiamiamo "meta-cognizione".


La meta-cognizione è utile solo se sei in grado di passare
con facilità fra i tuoi processi automatici (cose che fai in
automatico, sia apprese che innate - è inconscio) a processi
di tipo "controllato" (tutti quei processi in cui devi porre la
tua attenzione - vengono messi in moto quando le situazioni
sono nuove o impreviste - è un processo conscio). Come si fa
a rendere un'abilità complessa, come la comunicazione
efficace un'abilità automatica? semplice...come fai ad
imparare a suonare uno strumento in modo automatico?
con la pratica.


Come dice "il buon Robbins - la ripetizione è la madre di tutte
le abilità", nel senso che più ripeti una certa cosa è meglio ti
viene. Ma soprattutto...dopo un di esercizio ti viene auto-
matica. Questo non avviene solo in positivo ma anche in
negativo... per cui se hai appreso un modo sbagliato di
comunicare con le persone, e per caso sei continuamente a
contatto con chi te lo ha insegnato, tenderai a ripetere
sempre quegli stessi errori...soprattutto se nessuno ha
il coraggio di dirtelo... o se tu stesso non hai abbastanza
meta-cognizione per rendertene conto.


Concludendo: la pratica è una delle poche e concrete vie
per poter spostare i processi da controllati ad automatici...
ma non solo, questa ti permette anche di fare il contrario e
di osservare dei processi automatici per sapere "dove
ti trovi" senza essere in balia di ciò che, per qualsiasi motivo
"non ti dovesse venire in mente". Unita però alla pratica è
anche necessaria la fiducia in se stessi o, meglio ancora la
auto-efficacia percepita. Cioè il sapere che quella cosa è
possibile per te, per le tue capacità...e questo si può
raggiungere in molti modi.


Il 16 e il 17 Ottobre terrò un corso di "Comunicazione
Persuasiva" a Milano. Il prezzo è di soli 200 € e se porti
un amico sarà di soli 150€ (a testa) ... in regalo ci sarà una
super dispensa di 100 pagine che raccoglie tutte le
metodologie più potenti per apprendere come essere
efficace nella comunicazione. E, in modo particolare
vedremo come poter far si che la comunicazione diventi
per te... un automatismo che persuade senza che
tu
te ne renda conto ;-) Se sei interessato mandami
una mail a "Genna78[at]gmail.com Oppure lascia un
commento qui sotto.


A presto
Genna


Ps. non faccio spesso corsi aperti al pubblico perché,
fortunatamente, ne ho già moltissimi da fare per i
privati e le aziende che mi contattatano... per cui, se
sei interessato a migliorare il tuo modo di comunicare,
ti consiglio di approfittarne ;-)


Alcuni Video dedicati allo scorso corso di comunicazione
efficace...

Video 1
Video 2
Video 3

mercoledì 22 settembre 2010

Sviluppo Personale: "tutta la verità sul Neuromarketing"



















Ciao,


qualche giorno fa ho scritto un articolo dedicato al 2°
evento degli autori della Bruno Editore...ricordi? ;)
In quello stesso articolo ti ho parlato dei formatori che
ci hanno intrattenuti parlandoci di nuovi modelli di
marketing e di come questi modelli stiano rimpiazzando
tutti i precedenti, perché si basano su ricerche
effettuate con macchinari che "guardano dentro al
cervello". Una cosa davvero "agghiacciante" come l'ha
amabilmente descritta anche Stefano Santori che si
è occupato dell'argomento.



Ti sei accorto che, in qualche modo, attraverso le mie
parole "ho storto il naso"? qualche attento lettore si e mi
ha apertamente chiesto il perché. Cioè, per quale motivo
ho scritto che ci sono "studi e studi" sul neuromarketing.
Ho deciso di scrivere questo post appositamente per fare
un piccolo distinguo... tra "neuromarketing" e "neuro-
marketing". Come scrissi tempo fa... aggiungere il
suffisso "neuro"
non è necessaiamente sintomo di studi
scientifici...


...e infatti, se leggi un testo di "neuromarketing", senza
nominare esattamente quale per coscienza ;-) ti rendi
facilmente conto che non si tratta di vere e proprie teorie
testate utilizzando apparecchiature di imegering (quelle
diavolerie che guardano nella testa) ma sono il frutto di
altre tipologie di studi. Quindi qui si sfata uno dei primi
"miti" legati a questo genere di ricerche, non tutto il
noto "neuromarketing" è osservazione invasiva della
fisiologia cerebrale....fortunatamente aggiungo ;-)


Ma questo non significa che non sia altrettanto efficace
nel perseguire i suoi scopi. Infatti sono studi di finanza
comportamentale basati su una valangata di dati che
riguardano l'agire umano. Ti basti solo pensare che
Kahneman, uno dei padri fondatori di questo nuovo
genere di ricerche, ha vinto il nobel per l'economia.
Cioè "ti rendi conto"? uno psicologo che vince il premio
più ambito in ambito scientifico...e non nel suo ambito?
singnifica davvero qualcosa ;-)


Quindi, in giro, puoi trovare 4 tipologie diverse di
consigli sul "neuromarketing". Quella che arriva in modo
diretto dagli studi sul cervello, cioè dove davvero vengono
prese delle persone ed infilate in macchinari strani per
studiarne l'attività cerebrale. Quelle che derivano dalla
psicologia cognitiva e sociale, come la finanza compora-
mentale. Quelle che mescolano studi ed ipotesi, magari
nate dalla psicologia cognitiva e poi testate con i
macchinari...ed infine... le cavolate ;-)


Esatto, hai capito bene... mi sono letto 2 testi che avevano
all'incirca lo stesso titolo "neuromarketing" e in nessuno
dei due ho trovato solo informazioni scientifiche sulla
osservazione del comportamento umano. C'è chi prende
una teorie, come ad esempio quella della lateralizzazione
emisferica (cioè il fatto che i due emisferi hanno funzioni
differenti) e ci ricama sopra una teoria strampalata.
Quando i neusoscienziati sanno da tempo che questo
genere di descrizione delle funzioni cerebrali non è
esattamente fedele alla realtà.


Ok, sapere che esistono due modi diversi di processare
le informazioni è davvero utile in ogni campo. In modo
particolare quando si prendono in causa i due tipi di
comportamenti studiati dalla psicologia cognitiva ben
oltre 30 anni fa ;-) cioè i processi automatici e quelli
controllati. Questi sono studi davvero utili per chi
vuole applicare le moderne scoperte della psicologia
e delle neuroscienze al marketing...o più semplicemente
per chi vuole difendersi da questo genere di studi ;-)


Sei intressato all'argomento e non sai come
giudicare
se si tratta di studi veri o falsi?


Fai semplicemente così, prima di acquistare un libro o
iscriverti ad un corso del genere, chiedi sempre la
bibliografia. Se in questa trovi solo libri di autori che
"poco centrano con gli studi", che ti sembra siano dello
stesso autore del corso...o cose del genere... fuggi ;-)
Le pubblicazioni scientifiche hanno un nome, le puoi
andare a pescare in rete nel giro di pochi secondi (di
solito non integralmente ma troverai di certo delle
tracce)...e i libri basati su queste ricerche citano
continuamente le loro fonti.



Ci tengo a sottolineare che, con questo post non voglio
dire che "solo le ricerche scientifiche possono darti delle
dritte sui comportamenti umani" ma che se una persona
ti dice "questo è stato provato da studi scientifici" sarebbe
bene che questi studi siano reali e non inventati...
altrimenti che cavolo lo dici a fare?;) Non solo, fai molta
attenzione quando, teorie che si basano su studi con un
certo numero di anni, ti vengono presentate come
"l'ultima frontiera". Il mondo della ricerca è in continua
evoluzione e...anno dopo anno vecchie teorie vengono
smontate e nuovi paradigmi vengono alla luce come
funghi ;-)


Concludendo: spero di aver risposto a chi mi ha visto
"titubante" davanti al termine Neuromarketing. Tutto
quello che è necessario fare per evitare di abboccare ad
esche succulente...e accendere il cervello prima di bere
tutto quello che ci raccontano ;-) oggi è facilissimo basta
accendere un computer collegarsi ad internet e cercare
se esistono reali riferimenti per quella determinata
ricerca. Se non ci sono tracce ne dell'autore e ne della
pubblicazione...è un fake al 100% ;-)


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A presto
Genna