mercoledì 30 giugno 2010

Sviluppo Personale: "gli altri possono leggerti dentro?"



















Ciao,


quanto accuratamente pensi di poter essere valutato da
un'altra persona? la maggior parte della gente è convinta
che gli altri, possano "leggergli nella mente" con facilità
perché loro stessi si conoscono... e quindi "proiettano"
questo loro "livello di auto-consapevolezza" anche negli
altri. Questo è un errore di pensiero (bias) appanna i
nostri giudizi, rendendoci spesso ciechi...ma pare che
esista una soluzione ... spostare temporalmente il
giudizio, immaginando di dover essere valutati non
al primo sguardo...ma nel tempo.


Secondo Eyal and Epley (2010) spostare la corince
temporale permette di astrarre e di dare un giudizio
migliore e più accurato. Nella loro ricerca più importante
gli studiosi hanno reclutato 106 persone, divise in due
gruppi, alle quali è stato chiesto di valutare quanto loro
stesse apparissero attraenti agli occhi degli altri. Al
primo gruppo è stato chiesto semplicemente di "mettersi
nei panni degli altri" e di effettuare la valutazione...che è
come facciamo di solito quando incontriamo uno
sconosciuto...


mentre al secondo gruppo è stato chiesto di immaginare
come sarebbero state valutate se avessero avuto molto
più tempo per "farsi conoscere"...cioè nei mesi avvenire.
Questo modo di pensare permette di utilizzare il pensiero
astratto e questo aumenta l'accuratezza con cui tu pensi
che gli altri ti vedano ;-) in pratica, la raffinatezza con
cui tu ti conosci diventa un ostacolo nel valutare come
gli altri ci valutano. Ahahah...perdona il gioco di parole
ma credo che si possa comprendere no? ;-)


I ricercatori hanno visto che questo fenomeno non vale
solo per l'attrattività e che, probabilmente, possa essere
generalizzato ad ogni valutazione che fai in questo senso.
Cioè, ogni volta che pensi che cosa un'altra persona
pensa di te, ci metti dentro un di quello che tu pensi
di te stesso ...e questo falsa la tua valutazione su come
gli altri ti valutano. La lettura nel pensiero è uno dei
meccanismi più contorti che esistano, infatti adoro il
modo con la quale è tratta dalla PNL...


...solo per fare un accenno, immagina di pensare di
essere "uno sfigato", come pensi che gli altri possano mai
saperlo? è chiaro che se tutti ti "evitano" ci sarà un
motivo, ma il semplice fatto di pensarlo senza avere
dei veri referenti nella realtà è un pericolo. Anche il
solo fatto di aver sperimentato più volte, ad esempio,
che ad un primo impatto appari come "impacciato"
non significa necessariamente che gli altri ti vedano
"come uno sfigato". Insomma la lettura nel pensiero
mette in atto degli schemi mentali che si possono
smontare attraverso il pensiero astratto...


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A presto
Genna


Ps. mi rendo perfettamente conto che questo argomento
è davvero vastissimo...visto che "come ti vedi è dovuto
in parte all'immagine di ritorno che ti danno gli altri"...
per cui se hai qualche buona "obiezione" ...sentiti libero
di postarla "senza alcuna pietà" ;-)

martedì 29 giugno 2010

PNL: "La Nostalgia come Risorsa interiore"

















Ciao,


ti è mai capitato di essere nostalgico verso qualche ricordo
passato? secondo i ricercatori la nostalgia è una emozione
negativa, cioè che pone la persona in uno stato di coscienza
"negativo" e non produttivo. Questa era la versione fino
a poco tempo fa, quando alcuni ricercatori si sono accorti
che la nostalgia compariva soprattutto durante i periodi di
tristezza con lo scopo di "farci stare meglio". Se conosci lo
sviluppo personale, la PNL e l'ipnosi sai che il grande
merito di queste materie è stato quello di porre l'accento
sulle "risorse personali".


Erickson trattava i suoi clienti proprio facendoli accedere
in modo conscio ed inconscio alle proprie risorse interiori.
E, successivamente la PNL si è appropriata di questo
modello per sistematizzarlo... infatti se ci pensi la grande
maggioranza di esercizi di PNL consiste nell'andare a
recuperare "risorse passate" per portarle nel presente
e generalizzarle nel futuro. Da questo punto di vista
sembra ovvio che un ricordo "nostalgico", perché ti
ricorda qualcosa di bello ha in se delle risorse...


Merito di queste ricerche sono gli scienziati della
Università di Southampton capitanati dallo psicologo
olandese Tim Wildshut...i quali hanno anche isolato le
tre fasi principali del ricordo nostalgico:


1) Prima persona: si assume il ruolo di protagonisti,
questo porta a pensare che la nostalgia scaturisca da ricordi
autobiografici...cioè che ci appartengono direttamente e
fanno parte della nostra esperienza (come le
risorse ericksoniane).


2) Rapporti personali: un terzo dei ricordi esaminati
era legato a rapporti tra persone, di solito, rapporti
importanti che hanno lasciato una traccia. E per continuare
il parallelo con lo sviluppo personale, possiamo parlare di
"mentori" e di "guide" ci hanno insegnato qualcosa sia
direttamente che indirettamente. Cito, solo ad esempio, il
lavoro fatto da Erickson nell' "uomo di febbraio"...


3) Esperienza di superamento: tutte le retrospettive
della nostalgia sono caratterizzate da un primo momento di
stallo...dove magari si presenta la situazione problematica
per poi terminare con una "esperienza di superamento"
cioè di cambiamento. E qui non c'è bisogno che ti mostri
il parallelo...giusto? ;-)


Adesso... dopo aver svolto queste osservazione gli psicologi
hanno rietichettato la nostalgia come "emozione positiva".
E io credo che questo sia il parallelo più forte con quelle
che oggi chiamiamo "le risorse interiori", cioè quelle
esperienze personali che se attivate producono il
cambiamento e la guarigione. Le ricerche sulla nostalgia
non finiscono qui e se vuoi approfondire l'argomento ti
consiglio di andare in edicola e acquistare "Mente e
Cervello" dal quale ho tratto questo articolo...


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A presto
Genna
nostalgico ;-)

lunedì 28 giugno 2010

PNL e DHE: "Come diventare più intuitivo e centrato" ;-)

















Ciao,


oggi ti parlo ancora del libro di Gabriel Guerrero ...perchè
al suo interno ci trovi un sacco di chicche interessanti
disseminate qui e la. In modo particolare nella Audio-
newsletter
odierna potrai svolgere un esercizio molto
carino di Design Human Engineering ™ che è a cavallo
fra la psicologia energetica, la meditazione orientale e la
PNL...insomma un mix affascinante...








domenica 27 giugno 2010

Sviluppo Personale: "Civilizzazione Empatica...davvero possibile?" :-O

















Ciao,

l'altro giorno mi aggiravo per facebook ed ho beccato un
video davvero bello proposto dal mitico Zio Hack ;-)
Il titolo di ciò che stai per vedere è "civilizzazione
empatica", cioè un nuovo modo di vedere come la civiltà
si è sviluppata e si svilupperà grazie alle scoperte della
psicologia e delle moderne neuroscienze. Direi proprio
niente male ;-) Oltrettutto navigando ho beccato il sito
originale dove ti spiegano per filo e per segno le loro
teorie su questo nuovo modo di "fare formazione"...
spettaccolare ;-)



L'hai visto? eccezionale non trovi? :-) e pensa che su
quello stesso canale di Youtube puoi trovare un sacco di
teorie psicologiche e non...fatte tutte in questo modo, cioè
"disegnate"...c'è anche la discussione sul tempo che ti
avevo già mostrato dell'ultimo libro di Zimbardo. Ma
forse non ci hai capito una mazza e allora cercherò di
farti un piccolo riassunto ;-) Ma tranquillo perché la
maggior parte delle cose dette nel video te lo ho
già raccontate, qui sul blog, nel giro di questi anni...


...e infatti il video inizia proprio dicendo che negli
ultimi 10 anni ci sono state grandi scoperte che hanno
letteralmente rivoluzionato il mondo della scienza...e
in modo particolare quello della psicologia. Tutto parte
dalla scoperte dei neuroni specchio (è molto bello
che si parli proprio di Parma e di Rizzolati...) e dello
affascinante concetto della serendipia, cioè di come
avvengano scoperte eccezionali, per puro caso :-)


Il video continua dicendo che tutto ha inizio quando il
bambino si rende conto della caducità e della fragilità
dell'essere umano. In pratica quando capisce il concetto
di morte e del fatto che, lui come tutte le persone che
lo circondano stanno svolgendo un viaggio che ha un
termine (molto interessante il collegamento con le
teorie buddhiste ;-)). La coscienza è cambiata nel
corso degli anni, così come molte altre cose che vi
sono collegate... oggi la nostra capacità di essere
davvero solidali è cresciuta moltissimo, più che in
ogni altra epoca storica.


Il video è tratto dalle teorie di Jeremy Rifkin, uno dei
massimi pensatori del nostro tempo (anche se le sue
teorie sono state avanzate già da scienziati come
Ramachandran) ... la cosa bella è la sobria descrizione
di come queste scoperte ci mostrino come l'uomo non
sia "progettato" per fare del male, distruggere e
aggredire il prossimo. Come ad esempio potrebbero
sostenere alcune teorie evoluzionistiche...


...se infatti nella tua testa hai un'antenna che capta i
sentimenti delle altre persone e ti permette di provarli
in prima persona, perchè fare del male al prossimo?
Questa è una delle motivazioni che utilizzo di più nei
miei corsi dal vivo, quando si entra nel discorso sulla
"manipolazione". In realtà manipolare con "cattivi
intenti" il prossimo, è un po' come manipolare se stessi.
Come dice la PNL...se vuoi far sperimentare emozioni
a qualcuno, ...vacci tu per primo... (go first)...


Quindi dentro di te c'è una forza che ti spinge ad essere
empatico ed è probabilmente la forza più grande che
possiedi... per forza intendo qualcosa che spinge in una
direzione le tue azioni. Tutto chiaramente inizia dalla
nascita... lo sviluppo è un lento ed interminabile
processo di costruzione della tua individualtià...e questa
è direttamente connessa all'empatia. "Più cresce la
capacità di provare empatia e più si sviluppa facilmente
la tua individualità"...cioè la persona in toto!


Il salto più grande è pensare alla empatia come ad una
mano invisibile che ci circonda... mettendo sullo stesso
piano la civilizzazione e la "empatizzazione"...e Rifkin si
chiede " è davvero possibile espandere questo a l'intera
umanità?". Tutto potrebbe essere accaduto con quella
che lui chiama "la coscienza teologica", e come il fatto di
avere una religione abbia permesso di continuare delle
"linee di sangue" ...tutto sviluppato dalla empatia!


Ed ecco il passo più fico in assoluto...oggi abbiamo la
tecnologia per poterlo fare...e Rifkin ci mostra come,
dopo il terribile terremoto in Haiti, nel giro di un'ora la
notizia era su Twitter, dopo 2 ore iniziavano a circolare
video filmati dai cellulari su Youtube e nel giro di 3 ore
c'era già una gran movimento solidale di aiuti. Non so
te, ma a me questo ragionamento che è chiaramente
sotto i nostri occhi (perché se leggi il blog significa che
qualcosa del genere già la conosci) mi ha davvero
molto colpito...


...e voglio lasciarti proprio con questa immagine, che è
anche quella che ho scelto come headlines di questo
articolo...fammi sapere che cosa ne pensi...lascia un
commento qui sotto e se ti piace il mio blog, iscriviti
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A presto
Genna ...sempre
più empatico ;-)

sabato 26 giugno 2010

PNL: "metafore ed emozioni"



















Ciao,


se "segui" la psicologia, la PNL, l'ipnosi e lo sviluppo personale
sai quanto è importante il ruolo della metafora. Questo
per diversi e validi motivi: primo fra tutti il fatto che tutta
la nostra vita è una metafora, dai nostri pensieri sino alle
parole che utilizziamo per descrivere la realtà. In secondo
luogo, la metafora ha il potere di parlare direttamente
all'inconscio delle persone, evocando immagini e ricordi,
attivando la nostra ricerca transderivazionale per farci
trovare le risorse necessarie per superare e comprendere
gli eventi della vita.


Le metafore veicolano sempre un messaggio emotivo,
legato alle emozioni (che si possono anche annettere al
mondo inconscio) ...ci sono espressioni come "mi sento su"
oppure "mi sento giù"... Sulla base di queste osservazioni
Daniel Casasanto del Max-Plancsk-Institut fur
psycholonguistik di Nimega ha condotto una ricerca
molto interessante sul legame fra "emozioni e movimenti
nello spazio". Ricerche precedenti avevano già dimostrato
che le persone tendono ad associare i ricordi positivi con la
loro mano dominante (cioè quando ricordano azioni
fatte con la mano destra sono più felici) e viceversa...


...in pratica si tratta dell'ancoraggio piennellistico, per cui
se fai le azioni più importanti con una mano, azioni che ti
danno sensazioni positive tenderai ad associarci emozioni
positive. L'articolo di Casasanto è apparso sulla rivista
"cognition" e consisteva nel chiedere ad alcuni soggetti
(24 persone) di ricordare eventi della propria vita mentre
spostavano delle biglie colorate da una scatola ad un'altra.
I contenitori di biglie erano volutamente disposti in due
posizioni spaziali diverse... in alto e in basso...


...quando i soggetti spostavano le biglie verso l'alto
avevano più facilità a ricordare eventi positivi. Mentre se
lo facevano verso il basso ricordavano con più facilità
ricordi negativi. Questo risultato farebbe ipotizzare che vi
sia una relazione diretta fra le metafore che utilizziamo
per descrivere le emozioni e le emozioni vere e proprie.
Questa intuizione non sorprende chi si occupa di PNL o di
ipnosi, perché da anni in queste discipline si studia e si
utilizzano le metafore delle persone per aiutarle a
risolvere i propri problemi.


Erickson diceva spesso che l'inconscio è letterale, cioè se
dice qualcosa non intende qualcos'altro ma esattamente
quello. Se una persona viene nel mio studio e mi dice che
ha "un grosso peso sulle spalle", cercherò di usare delle
metafore che l'aiutino a "togliersi il peso". Ad esempio
potrei dirgli che nella "nostra vita ognuno si porta dietro
un bagaglio, e che è a volte, quando si riempie uno
zaino per fare un viaggio è utile non portarsi dietro tutta
la casa. Ed è sempre bello, quando ci si ferma potersi
togliere lo zaino e sentire quel sollievo...bla...bla...bla".
Insomma hai afferrato il concetto no? e con quale
mano? ;-)


Allo stesso modo nella PNL si utilizzano da tempo metafore
spaziali da far utilizzare al cliente... chiedere ad una persona
di dirmi "dove vede l'immagine di se stesso mentre sta
provando X o Y" è una metafora... fargliela spostare, quindi
applicando lo spostamento delle sottomodalità visive da una
"esperienza all'altra" è un modo metaforico di dare una
direzione al suo cervello.


Ed è per questo che la uso in consulenza, non perché creda
che nella nostra testa ci siano immagini, suoni e sensazioni
definite come in un archivio. Ma perché si da un potente
messaggio metaforico
al cliente... "se vedere le cose in
questo modo ti fa stare male che cosa succede se le vedi
in quest'altro modo?"...


Ed ecco perché, secondo me, funzionano gli
interventi con le sottomodalità ;-) Sei
d'accordo con
me oppure no? fammi sapere che cosa ne pensi ...lascia un
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A presto
Genna

venerdì 25 giugno 2010

PNL: "termini generici per la creatività"



















Ciao,


conosci la PNL? allora probabilmente conosci anche la
frase: essere "abilmente vago"? significa creare una
struttura linguistica vaga (cioè ampia e ambigua) in
cui ognuno sia libero di proiettare la propria realtà.
Questa abilità si riferisce al "milton model" cioè al
modello linguistico modellato da Milton Erickson....in
questa semplice frase ci trovi tutta l'essenza del
modellamento
linguistico dell' ipnosi
, da
parte della PNL (che considero il lato "linguistico
tecnico dell' ipnosi").


Ma sarà proprio vero che questo genere di linguaggio
facilita il cambiamento? secondo una recente ricerca,
quando si devono trovare soluzioni creative, queste,
vengono scoperte prima e meglio se i verbi, con i quali
si descrive il problema sono "generici". Più sono
generici i verbi è più semplice è risolvere il problema.
Non solo più i termini utilizzati erano "pochi", oltre
che generici, e più facilmente si risolvono i problemi.


I verbi e le parole creano dei film nella tua testa, più
i verbi sono ampi (in PNL diremmo non specificati) e
più ognuno ci mette il proprio significato. Se io dico,
a me piace andare in bicicletta... se uno ama la bici da
corsa immaginerà quella con tutto il contesto preciso,
se ad un altro piace la mountain bike, magari vedrà
nella sua mente paesaggi di montagna...ecc...


Qualche anno fa si aggirava uno scritto su come
dover "scegliere un corso di PNL" e fra i consigli c'era
una cosa del genere: "vai a leggere come viene proposto
il corso e se vengono utilizzati troppi verbi generici
(come fare e tutti gli ausiliari) invece dei verbi specifici,
significa che chi scrive non è abile ad utilizzare la
linguistica...scartalo!". Secondo questo "saggio consiglio",
tutti i libri di Bandler sarebbero da scartare, visto che
Richard è il padre fondatore della "vaghezza" ;-)


Tornerò sempre più spesso sul concetto di PNL come
modellamento della "linguistica ipnotica". Vedi l'ipnosi
ha molte sfaccettature, ma gli unici che si sono
esclusivamente concentrati sulla "tecnica", cioè sul
"come si fa" sono proprio i piennellisti. Questo non
significa che sia il modello migliore, anzi, durante un
intervento psicoterapico la tecnica conta poco...ma
di certo è un valido aiuto sia per iniziare e sia per
rendersi conto dell'importanza e dell' effetto delle
parole che dici ;-)


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A presto
Genna

giovedì 24 giugno 2010

Comunicazione Efficace: "Anti-comunicazione il potere della solitudine"



















Ciao,


oggi i corsi di comunicazione efficace stanno impazzando in
ogni ambiente. La motivazione è semplice: tutta la vita è
fatta di comunicazione e, come dice il buon Robbins, la
qualità della tua vita è direttamente proporizionale con la
qualità della tua comunicazione. Il primo assunto della
pragmatica della comunicazione "è impossibile non
comunicare" sembra cadere a pennello anche con le
moderne tecnologie, attraverso le quali...è ancora più
"impossibile" non comunicare.


Devo confessarti una cosa: oggi non voglio parlarti di
comunicazione, ma di un fenomeno legato ad essa che è
sempre più presente. La gente ha perso la capacità di stare
da sola... Molte persone studiano tutte le migliori tecniche
di comunicazione con lo scopo di "circondarsi di persone",
è in questo non c'è nessun male ...il "male" viene quando
queste persone non sono capaci a stare da sole!
O
k... riuscire a tollerare una solitudine positiva (cioè non
indotta da "disturbi anti sociali" o altri problemi) non è
una cosa semplice...almeno per me non lo è stato...


...Durante gli anni di Università ho quotidianamente
frequentato la mensa. Se conosci Padova sai che qui ci sono
alcune ottime mense super affollate (se non sbaglio una di
queste è la più grande d'Europa, per darti un'idea) in cui
gli studenti si tuffano durante gli orari dei pasti. Vivendo
in una casa dello studente ci si muoveva in massa per
andare a mangiare tutti insieme. E il pasto diventava
un vero e proprio momento di svago :-)


Così ho pranzato per 6 anni consecutivi (1 di tirocinio;-))
con amici, partner e conoscenti... raramente, pensandoci
penso non più di 10 volte, mi è toccato andarci da solo. E,
nonostante siano state poche, devo confessare, non mi
sono mai sentito proprio a mio agio. Questo perchè nella
mia mente c'era un pregiudizio di base "chi va in mensa
da solo è uno sfigato" ;-)..."ok non ero così estremo ma
in fondo era quello che pensavo"...


Nel tempo mi sono accorto che questa è un'idea che oggi
influenza gran parte delle persone. Questo le porta ad
aver paura di stare da sole ... eppure se ci pensi la
solitudine, il fatto di "cavarsela da soli" è il tratto più
importante per l'evoluzione di ogni specie animale.
Eppure oggi c'è un estremo bisogno di compagnia, le
persone "si sentono sole" proprio perchè non hanno
davvero imparato a stare da soli e ad amare la
solitudine.


Ecco perchè ho chiamato questo post "anti-comunicazione"
proprio perchè da docente di corsi di comunicazione mi
rendo spesso conto che a volte ci vorrebbe un corso di
"solitudine". Un corso che insegni alle persone quando sia
importante stare bene con se stessi... amare e apprezzare
la solitudine è fondamentale se vuoi "stare bene con gli
altri". Anche questa non è di certo la scoperta del secolo,
ma se ci pensi è una delle cose che in questo secolo
sta davvero "mietendo vittime".


Voglio spezzare una lancia al mito "dello sfigato solo"
che deriva, secondo me, da un retaggio tribale. Dove chi
non era accettato dai clan veniva volontariamente emarginato.
Ma in quei casi si trattava di "motivi seri" legati magari
ad una disabilità (se era inutile, un tempo lo mandavano
via)... Ma nella nostra società, probabilmente più evoluta
ad un livello etico, questo è impensabile...


E' vero ci sono persone troppo chiuse e timide che invece
dovrebbero apprendere come stare "insieme agli altri"...
ma questo non è il loro caso. Parlo dell'opposto, cioè di
chi riesce a stare tranquillamente da solo... non hai idea
di quante persone non mettano "il naso fuori da casa"
senza avere un "accompagnatore". Nella "normalità"
questo viene chiamato "spirito di gruppo" ma nella
psicologia lo chiamiamo anche "accompagnatore
fobico" ;-) cioè un amichetto che fa compagnia alle
persone che hanno "paura di andare in giro soli"...


Stare da soli in un contesto di aggregazione non piace a
nessuno, tuttavia ritengo davvero essenziale apprendere
come "restare soli tranquillamente". Questo non è solo un
segno di maturità psicologica ma anche di emancipazione
dai modelli che ci propinano i mass media... dove tutti
sono amici e in compagnia...dove vige la regola della
famiglia "Bredford"... quando in realtà siamo molto più
simili alla famiglia Griffin ;-)


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A presto
Genna

mercoledì 23 giugno 2010

Sviluppo Personale: "mens sana in corpore sano...più serotonina e meno aggresività"



















Ciao,


quante volte hai già sentito la locuzione latina del titolo di
questo post? una valanga di volte... infatti è proprio così,
fare ginnastica con regolarità non serve solo a mantenerti
in forma o a prevenire determinati disturbi ma accelera
anche la tua capacità di apprendere. Gli studi a riguardo
sono davvero molti ed interessanti... e ultimamente gli
studiosi si stanno concentrando sempre di più (si vede
che loro fanno molto sport ;-)) sulla serotonina...


In Germania nelle Università di Ulm e di Heidelberg hanno
svolto uno studio molto interessante. Ottantuno adolescenti
delle scuole medie (dai 13 ai 14 anni) sono stati sottoposti
ad alcuni test sull'attenzione dopo 30 minuti consecutivi di
"educazione fisica". Tutti i partecipanti, al termine
mostravano una più alta capacità di concentrazione e una
buona diminuzione della aggressività generale. La cosa
interessante è stata che, se il gruppo svolgeva la stessa
attività per 5-10 minuti non c'era lo stesso miglioramento...


...Perchè? i ricercatori hanno spiegato questo fenomeno
con la produzione di serotonina. Sostanza è fra le prime
coinvolte nella regolazione dell'umore, del sonno, della
emotività e anche della attivazione muscolare...insomma fa
un sacco di belle cose ;-) I ricercatori hanno notato che
servono più di 10 minuti consecutivi di attività fisica per far
si che ne venga secreta (prodotta nel corpo) in una quantità
sufficiente per poter, aumentare l'attenzione degli studenti e
ancora meglio... diminuire il loro tasso di aggressitivà.


Gli stessi ricercatori fanno notare come in molte occasioni
l'attività fisica sia relegata al termine delle lezioni. Questo
succedeva anche quando andavo io a scuola, e penso sempre
per motivi pratici. Infatti pochi si fanno la doccia dopo
(mamma che puzza in classe ;-)) Ma forse, un pò di puzza in
più può migliorare le prestazioni degli studenti nelle materie
dove la capacità di concentrazione è più importante. Come la
matematica o lo svolgimento di una verifica scritta.


Concludendo: l'attività fisica fa bene ;-) e questo lo sanno
tutti... ma pochi si sono posti il problema di inserirla in modo
strategico all'interno degli orari di apprendimento. Ad
esempio mi viene in mente che spesso si fanno i compiti
prima di andare ad allenamento, e se facendo al contrario
si ottenesse di più? meditiamo gente...meditiamo ;-)


E come sempre ti invito a farmi sapere che cosa ne pensi
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A presto
Genna

martedì 22 giugno 2010

Sviluppo Personale: "11 modi per evitare la dipendenza dal lavoro"















Ciao,


oggi ti parlo di workaholic, cioè di dipendenza dal lavoro...
e per farlo sono andato a pescare l'ultimo post di Leo
Babauta di cui abbiamo parlato molte volte
. Mi piace molto
sia il suo stile e sia la semplicità con cui tratta questi
argomenti. Questo mi da l'opportunità per "spezzare una
lancia" in merito a tutte le persone che si occupano di questi
campi senza essere "ne psicologi e ne luminari accademici".
Spesso mi viene detto "Genna, ma ce l'hai con i coach ed i
counselor?" ... "no... come in tutti i mestieri c'è chi lo fa
bene e chi lo fa male"...Babauta (e non solo) lo fa bene ;-)


Ecco i suoi 11 punti, come sempre s-tradotti...cioè
tradotti ed adattati al mio "mondo"...clicca qui per
leggere il post originale:


1) Stabilisci i tuoi tempi: questo consiglio non vale solo
per chi fa il libero professionista o l'imprenditore. Stabilire i
tuoi tempi sul lavoro è fondamentale... se ad esempio hai
deciso che dopo le 18 non lavori più...spegni il cellulare
aziendale ;-) a lungo andare questo atteggiamento gioverà
alla tua salute e alla tua produttività. Non solo farà in modo
di comunicare ai tuoi colleghi che sai "mettere dei paletti"
fra la tua vita privata e il tuo lavoro..FONDAMENTALE;)


2) Dormi sufficentemente: "chi dorme non piglia pesci"
è una sacrosanta verità, ma è anche vero che se non dormi
sufficentemente dopo un po' rischi un crollo. Non esiste un
vero numero di ore per dormire...ognuno al suo...cerca il
tuo e crea l'abitudine di andare a dormire, se puoi, sempre
negli stessi orari.


3) Stacca la connessione: cerca di gestire quando sei su
internet per lavoro da quando lo sei per piacere. Stare troppe
ore online e farlo "sempre" può provocare dipendenza. Ci
sono persone che dopo il lavoro passano ore ed ore a cercare
nuove opportunità sul web...questo è corretto solo se riesci
a staccare! se ti rendi conto che questo ti ruba tempo e
risorse, datti un tempo limite per farlo. Le cose più pericolose,
in questo senso, sono i social media che ti catturano...
La maggior parte delle idee creative arrivano quanto tu...
non ci stai pensando...pensaci ;-)


4) Trascorri del tempo nella natura: uff...ne abbiamo
parlato un sacco di volte, passare del tempo immerso nella
natura ha svariati vantaggi, dal migliorare le tue performance
cognitive all'essere più creativo
. Per cui è davvero utile
programmare del tempo da trascorrere immersi nel verde o
in qualsiasi altro "paesaggio naturale".


5) Stabilisci tempi per stare con amici e parenti:
chi lavora molto sa quanto è difficile stare con gli amici e i
parenti...e ovviamente con il proprio partner. Se anche per
te è così, stabilisci degli spazi per stare con loro e per vivere
al massimo in loro compagnia. Non è la solita frase del
"vecchi lupo di mare" (anche perché sono giovine;-)) ma è
la pura verità, chiedi a chi è più esperto e più attempato di
te, vedrai che tutti ti diranno la stessa cosa: "passa più
tempo con chi vuoi bene".


6) Mangia cibo "vero": il cibo è la benzina che ci porta
avanti, se mangi a caso, questo influenza il tua vita. Usa i
momenti dei pasti come "spazio sacro" in cui rincararti e
magari trascorrere del tempo con le persone. Evita di
mangiare mentre stai lavorando ...e, porta la tua attenzione
verso il cibo. Troppo spesso ci troviamo a guaredare la Tv
e a non accorgerci di quello che ci mettiamo in bocca ;-)


7) Trova un hobby: anche su questo ne abbiamo già dette
di "cotte e di crude" (per restare nella metafora culinaria;-)).
Gli hobby ti permettono di fare tre cose molto importanti...
1° staccare dal lavoro...3° apprendere cose nuove e 4° stare
in quel piacevole stato di flow che è altamente meditativo ;))


8) Ascolta il tuo corpo: Se lavori troppo inizi a sentirti
stanco e anche ad avere piccoli acciacchi al corpo, i più
frequenti sono i mal di schiena e di testa (dovuti anche alle
diverse posizioni che si assumono sul lavoro). Porta
l'attenzione sul tuo corpo più spesso, soprattutto se svolgi
un lavoro intellettuale. Troppo spesso ci si dimentica che
il corpo e la mente sono un'unica cosa...


9) Revisione spesso i tuoi obiettivi: ogni tanto chiediti
perché fai quello che fai! sembra una cosa banale ma spesso
le persone iniziano a fare qualcosa per andare in una direzione
e poi...per diversi motivi, si ritrovano in tutt'altra parte.
Chiediti costantemente: "perchè faccio questo?"..."quale è lo
scopo finale di quello che faccio?" (ricorda che un obiettivo è
tale solo se ha un termine) ..."il mio comportamento è
ecologico e sano?"


10) Coltiva comportamenti sani: avere comportamenti
e abitudini sane non è qualcosa che accade "notte tempo"...ma
è questione di esercizio e dedizione. Se non hai già questo tipo
di abitudini crea delle piccole "sane routine quotidiane".
Tante persone abbandonano uno sport o la palestra perché
sono troppe impegnate sul lavoro o perché credono che
quello gli stia rubando energia... è l'opposto... "il movimento
è energia che chiama energia".


11) Frequenta persone con uno stile equilibrato:
come si dice ..."chi va con lo zoppo" lo sai molto bene ;-) la
vita è una sola e per quanto tu voglia essere il numero uno
sul tuo lavoro (cosa assolutamente da premiare) ricorda
che il nostro tempo a disposizione su questa terra è limitato.
Trascorrilo in modo piacevole il più possibile e se proprio
non riesci a staccarti dal lavoro perché "sei dipendente"
considera anche il fatto di affrontare una terapia a
riguardo... la vita è troppo importante :-)


I consigli sono terminati, come avrai potuto notare molti
sono gli stessi di altri articoli di Babauta. Questo perchè
alla "fine dei conti", le cose che ci fanno stare bene sono
"sempre quelle". Ma la gente non le applica! fai la vera
differenza e sperimenta alcuni di questi punti,
soprattutto quelli che non hai mai considerato, e ne
riceverai un super beneficio ;-)


Come sempre fammi sapere che cosa ne pensi, lascia
un commento qui sotto e se ti piace il blog iscrviti ai
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A presto
Genna

lunedì 21 giugno 2010

Sviluppo Personale: "l'errore fonda-mentale" ;-)

















Ciao,


l'uomo cerca da sempre di migliorarsi e negli anni ha creato
modelli della realtà per imbrigliare questa conoscenza, dalla
religione alla filosofia e dalla psicologia al moderno sviluppo
personale
. Siamo in un epoca fortunata rispetto a quella
dei nostri "antenati"...abbiamo la possibilità di dedicarci al
nostro miglioramento personale come mai prima d'ora.
Così le teorie e i modelli sorgono come funghi ed ho notato
che, negli ultimi tempi esiste un "errore fondamentale
di
base" in quasi tutti gli attuali approcci.. ed ho deciso di
dedicarvi la Audio-newsletter di questa settimana...