lunedì 31 maggio 2010

PNL: "Come motivarsi...con la voce degli altri" ;-)

















Ciao,


conosci qualcuno a cui non riesci a dire di NO? si? ;-)
Tutti abbiamo degli amici e/o parenti e/o partner che
hanno, per così dire, un certo ascendente su di noi. Grazie
all'audio esercizio di oggi scoprirai come utilizzare questa
risorsa interiore... per motivarti a fare le cose che,
magari, non ami fare ma che devi fare.Oltre alla audio
newsletter
che ascolterai c'è un regalo speciale per tutti
gli appassionati di sviluppo personale.








domenica 30 maggio 2010

Audio NewsLetter : Audio Esercizi di PsicologiaNeurolinguistica ;-)

















Ciao,


ti piacciono gli audio esercizi? se mi segui sai che ogni
lunedì posto un audio esercizio di PNL, Ipnosi, psicologia
pratica e di sviluppo personale. Audio, esercizi e
interviste
pratici e utili che mi hanno portato a
cambiare il nome della mia "newsletter" in "Audio-
Newsletter
" o ANL ;-) Qui trovi il collegamento a tutti
gli audio esercizi che ho registrato in questi ultimi anni.
Materiale che giudico di inestimabile valore.

sabato 29 maggio 2010

Intelligenza Emotiva: "il lato oscuro delle emozioni positive"




















Ciao,


in questi giorni ti sto "tartassando" con gli esercizi per
vivere al meglio le tue emozioni positive
. D'altronde è
ormai un fatto assodato che "allenarsi a vivere, espandere,
migliorare le tue emozioni positive" sia di enorme aiuto
sia per la tua mente ma anche per il tuo fisico. Nonostante
questo esiste un "pericolo" nella gestione delle emozioni,
infatti anche le emozioni positive possono "trarre in
inganno"...


Prendo ad esempio una delle emozioni più belle, se non
addirittura la migliore: l'amore. A meno che tu non sia un
alieno (cosa che potrebbe anche essere;-)) una volta nella
vita avrai provato l'amore...magari anche senza rendertene
conto. Comunque, hai presente quando sei innamorato e
hai le famose ... "farfalle nello stomaco"? Ora immaginiamo
che il tuo lavoro sia fare il "controllore di volo". Cioè quelle
persone che devono essere particolarmente attente al
traffico aero...altrimenti sono c....i amari ;-) (perdonate
il linguaggio tecnico :D)


Ammettiamo che tu sia innamorato, e che la tua mente sia
costantemente concentrata sul tuo "oggetto del desiderio"
che cosa succede? scommetto che ci sei già arrivato vero?
Succede che la tua attenzione per quel compito viene
dirottata dalla emozione... nonostante sia una emozione
positiva questa, può interferire "pesanemente" con le tue
performance lavorative. E' indubbio che l'emozione
"contraria" sia ancora peggiore...cioè se ad esempio sei
stato appena mollato la cosa è molto più grave...ma
anche l'essere perdutamente innamorati può incidere
sul tuo lavoro.


Allora che cosa dovrei fare? una cosa molto ma molto
semplice... rendertene conto! lo so che può apparire come
una banalità, ma il semplice fare "mente locale" sul fatto che
il tuo lavoro, o meglio, il tuo "ruolo professionale a lavoro"
possa essere inficiato dal tuo stato d'animo ti permette di
usare quella specifica emozione positiva. Questo non solo
migliora la tua performance in quel momento ma getta le
basi per una migliore conoscenza soggettiva di come, di
solito, vivi quelle emozioni.


Questo accade sia per le emozioni positive che per quelle
negative. Chi infatti ha subito molti "danni emotivi" ed è
"abbastanza equilibrato" sa fare tesoro dei precedenti
fallimenti emotivi e sa... sempre meglio come farvi fronte.
Lo stesso discorso vale per le emozioni positive che,
seppur fanno stare davvero bene sotto tutti i punti di
vista, in alcuni casi possono interferire con il tuo vivere
quotidiano. Ma il semplice fatto di "porvi attenzione" ti
permetterà, sempre più facilmente, di usarle a tuo
vantaggio :-)
Questa è vera intelligenza emotiva...

venerdì 28 maggio 2010

PNL: "la mappa non è davvero il territorio?"















Ciao,


se conosci la PNL sicuramente sai che cosa significa la nota
frase di Alfred Korzybski "the map is not the land",
cioè "la mappa non è il territorio?". Ma ne siamo proprio
certi? ;-) Ok, il concetto è chiarissimo... il nostro modo di
"vedere e percepire il mondo non è il mondo"...ma questa
frase nasconde un temibile presupposto, cioè che esista
di per se un territorio reale, divincolato dai nostri valori,
aspettative, apprendimenti, ecc...ecc.. Mi raccomando
tieniti forte perché sto per fare uno dei miei "deliri"
teorico-filosofici ;-)


Ok, a dire il vero non voglio stare troppo sul lato filosofico,
perché ormai è chiaro che il dualismo cartesiano fallisce
nel momento in cui si osserva la complessità dell'essere
umano. E, oltrettutto questo concetto è stato rimaneggiato
più volte da filosofi come Kant, Hidegger, Peirce...e altri...
Quello che voglio farti notare oggi è una "filosofia spicciola"
che mette in luce alcuni assunti importanti se nella
vita ti occupi di cambiamento e, in modo particolare di PNL.


L'uomo è un essere che deve dare significato a ciò che lo
circonda. E' impossibile non avere un'idea o una opinione
di ciò che ti circonda... ma che cosa significa dare un
significato? Immagina di guardare un nuovo modello di
computer... per chi è esperto di quella materia si tratta
solo dell'ennesima innovazione, per un lavoratore che
odia stare seduto dell'ennesimo strumento di tortura ;)
e per un bambino, una nuova opportunità per giocare
ai video game... Insomma ognuno, in base alla sua
esperienza, crea una relazione con quell'aggeggio...


Sono le relazioni con il mondo che ce lo fanno "significare"!
ok, e qui siamo ancora nel banale, qualcuno potrebbe infatti
dire che comunque sia quel computer esiste davvero e che,
quindi, il territorio esiste davvero. No! il territorio esiste
solo nella nostra azione situata (come direbbe il bravissimo
Prof. Giuseppe Mantovani) cioè nel contesto in divenire nel
quale ti trovi in un determinato momento. Per un indigeno
della papuasia quel computer non significa assolutamente
nulla. Anzi potrebbe anche essere un nemico o un demone
da cui stare alla larga.


Korzybski con la sua famosa frase intendeva: "la parola
con cui chiamiamo le cose non sono le cose stesse"...per
cui se io ti dico "casa", la parola casa non è la casa ;-))))
cosa semplice ma spesso dimenticata... Nella PNL si parla
di "sensorialmente basato", tutto ciò che non è dato dai
tuoi sensi è una tua interpretazione della realtà...ma allora
esiste una realtà così come data? No...perché per l'appunto
la realtà che esperisci e che intuisci è sempre frutto di una
serie di significazioni (non so neanche se esiste questo
termine, ma visto che parliamo di deliri ;-))...


Per cui la definizione di Bandler della PNL è sicuramente
una delle più belle: "PNL come studio della soggettività".
Cioè di come diamo significato alla realtà ... ricordando
che
la realtà "così come è" non esiste... esiste sempre un
a-priori che ci fa sapere come è la realtà. A questo punto
ti starai chiedendo, ma questo cosa aggiunge al mio
bagaglio di buon piennellista? Ti è mai capitato di andare
ad un corso e di trovare la gente che si "scanna" durante
gli esercizi sul linguaggio? a me si, visto che ne ho tenuti
molti ;-)


...i corsisti si "scannano" sulla derivazione del metamodello,
sul significato di quel modello o di quell'altro... proprio perché
magari attraverso il metamodello vogliono arrivare a quella
che Chomsky chiamava "struttura profonda". Ma questa
struttura profonda è a sua volta una mappa della mappa,
non è il territorio! E' quel qualcosa al quale tu hai dato il
senso di "territorio".... per tanto la frase "la mappa non è
il territorio" è corretta solo se ammettiamo che un territorio
dato e fatto, per l'essere umano, non esiste ;-)


Credo che questo "delirio" possa essere di grande aiuto per
chi insegna la PNL e anche per chi la usa sul lavoro. E lo zio
Richard, con la sua semplicità lo ha sempre affermato con
frasi del tipo: "quando un mio cliente mi parla io non gli
credo mai
" ;-) Il suo non è un atteggiamento da scettico
ma solo quello di chi ha compreso che "non esiste un
vero
territorio"...ma un territorio diverso in base alla
cultura, ai valori, alle credenze ecc... con cui siamo
cresciuti ed entrati in relazione.


Ok, caro amante della filosofia, come avrai notato ho
saltato a piè pari secoli di pensiero filosofico ma solo per
non complicare ulteriormente le cose... Posso solo dirti che
questa intuizione è frutto di studi, anche e soprattutto di
origine filosofica. Ma visto che qui non parlo di filosofia ho
voluto dargli una veste "ingenua" e spero che questo mi
verrà perdonato anche dai filosofi che leggono il blog...
E' inutile che vi nascondete, tanto lo so che ci siete ;-)))


E' di fondamentale importanza che tu mi dica che cosa
ne pensi ;-) lascia un commento qui sotto e se ti piace il
mio blog, seguilo attraverso i feed rss oppure dal tuo
account di facebook.


A presto
Genna

giovedì 27 maggio 2010

Psicologia del Benessere: "cambiare con intenzione per il tuo sviluppo personale"

















Ciao,


da un po' di tempo sto continuando a postare articoli che
sono dedicati alla "felicità"
e in modo particolare agli studi
scientifici su questo argomento. Di nostro grande aiuto è
il Prof. Richard Wiseman che con i suoi studi ci porta per
mano nello sviluppo personale e nella psicologia del
benessere... attraverso una lente sperimentale. Così da
chiarire quali sono le cose che, in laboratorio, permettono
di sviluppare emozioni positive più a lungo... e, se mi segui
dovresti già sapere che sperimentarle fa bene...anzi
benissimo ;-)


Kenneth Sheldon e Sonja Lyubomirsky studiano le persone
che hanno recentemente effettuato un cambio nella loro
vita. Questo cambio però è categorizzato in due modi diversi,
il primo è quello di "cambimenti di circostanza", come ad
esempio quei cambiamenti che implicano qualcosa che, prima
o poi, si deve cambiare. Prima o poi, bisogna cambiare il
proprio abbigliamento, la macchina, la casa, ecc...ecc...
Mentre il secondo tipo di cambiamento implica una scelta
intenzionale...o un cambiamento intenzionale. Consiste in
cambiamenti che comportano un certo sforzo
decisionale
per essere effettuati.


Entrambi i gruppi misuravano un innalzamento dello
umore, perché cambiare qualcosa porta quasi sempre ad
un innalzamento del tono dell'umore, ma a differenza di
chi aveva scelto "intenzionalmente" chi ha effettuato un
cambiamento di "circostanza"...misurava un minore
prolungamento della felicità (emozione che è stata
registrata)... Questo studio conferma quanto sia
importante attuare dei costanti cambiamenti nella
nostra vita. E, questi cambiamento hanno ancora più
effetto se vengono presi volontariamente.


Ricordi quando ti parlavo di giocoleria? cioè di
apprendere tanto "per apprendere"... è proprio questo
genere di apprendimenti che piacciono al tuo cervello!
Cambiamenti personali studiati a tavolino! un come
succede nel "nostro amato" sviluppo personale ;-)))


Ergo...leggere e ascoltare i miei esercizi fa bene al tuo
umore e al tuo cervello...ma solo se scegli di svolgerli...
se vuoi sapere ogni volta che c'è un ottimo esercizio,
iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi attraverso
il tuo account di facebook.


A presto
Genna

mercoledì 26 maggio 2010

Coaching: "Josè Mourinho il coach più famoso di sempre" ;-)



















Ciao,


anche se non sei un tifoso di calcio non puoi non sapere
che l' Inter quest'anno ha fatto un piccolo miracolo
sportivo, è riuscita a vincere i 3 titoli più importanti
nel mondo del calcio e tutti, l'uno dietro l'altro. Come
non aveva fatto nessuno in precedenza. Devo da subito
dirti che non sono un esperto di pallone ma l'eccellenza
è una cosa molto bella da studiare. Spesso si sente
parlare di coaching e mi stavo proprio chiedendo: "ma
quali caratteristiche hanno permesso all'allenatore
portoghese di ottenere questi risultati?".


Per farlo in modo ancora più accurato non mi sono
basato sulle mie conoscenze, che ti ripeto sono davvero
scarse in ambito calcistico, ma l'ho chiesto a due miei
cari amici. Pensa che la prima cosa che mi hanno detto
è stata: "è una questione di mentalità"...appena
ho sentito la parola "mentalità" ho subito pensato.."ehi
su questa cosa ci scrivo un post" ;-) Quindi, se sei un
vero patito di calcio mi scuso a priori, qui cercherò di
analizzare velocemente quelle abilità squisitamente
psicologiche che hanno permesso all'allenatore più in
vista del mondo, di fare quello che ha fatto ;-)


1) Team Building: se sei appassionato di sviluppo
personale e professionale di cerco sai che cosa è il Team
Building
, cioè la capacità di costruire e mantenere un
buon gruppo... saperlo motivare e spingerlo al successo.
Mourinho
è riuscito a mettere insieme calciatori che avevano
già vinto "tutto"...con altri che non avevano ancora vinto
poco, dando a tutti "pari opportunità". Se si comportavano
male non importava "chi fossero", o la loro abilità...Ma se
ne stavano in panchina. Questo ha creato un ambiente di
tipo meritocratico e democratico... tipico di un buon gruppo.


2) Gestione dei conflitti: Mourinho ha sempre avuto una
grande abilità nella gestione dei conflitti, sia quelli che si sono
creati all'interno della squadra e sia quelli che si sono creati
fra l'Inter e gli organi di stampa. Pare che abbia avuto la
grande abilità di saper spostare su se stesso gli attacchi che
venivano fatti alla squadra... e il suo modo diretto e anche un
scorbutico ("zero tituli" ;-)) pare sia stato di grande
aiuto.


3) Tensione alta: saper gestire una tensione emotiva ad
un certo livello non è cosa facile, soprattutto quando devi
farlo con uno squadrone come l'Inter. Saper creare quel
giusto clima di tensione non esagerata e controllata è una
cosa che solo i grandi leader sanno mettere in pratica. Se
infatti uno "non è buono" (come dicono in Liguria), in pochi
secondi il gruppo prende il sopravvento e la tensione
diventa un'arma pericolosa che sfalda le relazioni...


4) Focus: quanto è pronto e concentrato Mourinho mentre
l'Inter gioca, lo dimostra il suo leggendario taccuino su cui
prende meticolosamente gli appunti (abitudine ereditata da
un suo maestro, per cui ha anche spiccate abilità di
apprendimento/modellamento). Non solo, dava ad ogni
giocatore un Dvd con le partite delle squadre che dovevano
affrontare... tutti questi segnali ci indicano con quanta
attenzione (appunto focus) egli si concentrasse sul proprio
obiettivo.


Come ti dicevo, io non sono un esperto di pallone, ma di
sviluppo personale credo di sapere qualcosa. E quando vedo
l'eccellenza raramente mi sfugge, ed è per questo motivo
che ho deciso di dedicare un post a Mourinho e, all'Inter.
Infatti una delle domande che ho posto ai miei amici è stata,
ma quanto conta l'abilità dell'allenatore? ...il 20%...magari ti
sembrerà poco, se come me sei un po' newbe del calcio, ma
ti basta fare due conti per capire che non lo è affatto ;-)


Qualche giorno fa, Matteo, un blogger, nonché psicologo
che lavora a Londra, mi ha gentilmente chiesto di poter
essere intervistato per il suo blog ... ho accettato ;-) Nella
nostra chiaccherata viene fuori che Matteo stava andando
a vedere la finale di Champions direttamente a Madrid...e
da questo ho intuito, facilmente, che fosse un vero tifoso
(a dire il vero mi ha anche detto di essere un calciatore)
per cui sicuramente più competente di me. Quindi oltre
al fatto di essere un collega è anche esperto...e ho chiesto
anche a lui che cosa ne pensa delle abilità psicologiche
di Mourinho:



- si rifà al:" meglio abbondare che deficere", piuttosto che
non dire niente esagera.


- molti pensano che Mourinho non sappia tenere la bocca
chiusa e crea polemiche inutili... la realtà è che così facendo
direziona la discussione a suo favore, confondendo le acque
ed alzando polveroni che non permettono di focalizzasi sul
vero nocciolo della questione


- lo stile burbero, le vittorie e qualche piccola chicca di
tattica gli permettono di essere il più carismatico ed
ascoltato


- la sua forza mediatica è legata al fatto che in un calcio
dove si vive sulle mezze parole lui le dice per intere, urlando
e ripetendole.. poi in realtà non dice nulla di quello che la
gente non sa, ma gli permette di apparire "duro ma giusto"


- lo stile di pensiero è molto simile a Sun-tzu, è
focalizzato solo sull'obiettivo (non gli interessa il bel gioco)
e fa delle debolezze altrui il suo punto di forza. per esempio
nella partita di Barcellona lui non voleva avere la palla tra
i piedi è poiché il migliore gioco del barca è il recupero palla
ed il pressing alto...ma se la palla l'hanno loro non possono
farlo. motivo per cui è stata l'unica partita dove il barca è
andato per vie orizzontali e non verticali pur giocando per
90 min nella metà campo dell'inter e con un giocatore
in più.

---------------------------------------------------------
Molti dettagli della descrizione di Matteo erano identici a
quelli che ho arguito dai discorsi dei miei amici esperti.
Per questo motivo non li ho inseriti due volte.


Presto potrai ascoltare l'intervista molto particolare,
che mi ha fatto Matteo... non parla proprio di psicologia ;-)
Fammi sapere che cosa ne pensi del post, sia che tu sia un
appassionato
e sia che tu non ne sappia una mazza (un
come me ;-)) e se ti piace il mio blog seguilo dai feed rss
oppure dal tuo account di facebook.

martedì 25 maggio 2010

Parapsicologia: "James Randi e il paranormale"

















Ciao,


ti ricordi che cosa è il "cold reading"? è una tecnica che
usano i mentalisti per fingere di possedere dei poteri.
In modo particolare di poter leggere nell'animo delle
persone o di poter, ad esempio, parlare con i defunti.
Mi auguro che tu non sia un "credente" di queste cose,
perché l'articolo di oggi ci andrà un po' giù duro con
i maghetti e affini;-) Perché devi sapere che ci sono
finito in mezzo contro il mio volere...e purtroppo, per
ora, hanno vinto loro ;-)





Hai visto il video? si tratta di James Randi quello che
ha creato tutte le associazioni mondiali che vogliono dare
una "controllata alle affermazioni sul paranormale" lo
abbiamo anche qui in Italia, si chiama CICAP ed è stato
fondato niente poco di meno che da... Piero Angela.
Comunque sono certo che, se segui il mio blog un di
queste cosette già le conosci e...se hai guardato il video
sai anche che, se uno ha dei poteri, può andare al CICAP
(o alla associazione di Randi) dimostrarlo in laboratorio
e guadagnare 1 milione di dollari... oltre ad una
valanga di pubblicità retribuita ;-))


A questo punto ti starai chiedendo: "ma come ci è finito
Genna in mezzo a queste storie?" ;-) è semplice, hai
presente la mia apparizione televisiva in rai? puoi vedere
il video nella barra qui a lato, o cliccando qui vederlo per
intero. Diciamo che i miei "primi contatti" con loro avevano
qualcosa di molto promettente, perché, in parole povere,
gli sarebbe piaciuto avermi li tutti i pomeriggi. Un come
sta facendo un tizio alla pupa e il secchione ;-) Quando me
lo hanno "semi-proposto" ho detto subito di si...hai idea
di che pubblicità sarebbe potuta essere per un libero
professionista? ;-)


Dopo questo primo contatto però i tempi hanno iniziato a
dilatarsi, non si facevano più sentire...ecc...ecc... poi la
fatidica chiamata! Come avrai visto anche tu, la cosa non è
andata un granché bene, io non volevo andare la a fare il
fenomeno che "sgama le bugie"...ma parlare del fatto che
possiamo comunicare attraverso il lingauggio non verbale
e che, con accurati studi sulle microespressioni si possono
capire un bel di cosette. Ma la tv è spettacolo per cui
ho dovuto fare quello che hai visto. Ehi...ammetto che mi
sono anche divertito a farlo, ma i miei colleghi più pignoli
non l'hanno trovato così esilarante ;-)


Da li a poco tempo, nello stesso programma andava un
medium in grado di parlare con i morti e non solo. Ed ecco
svelati gli altarini, mi viene detto in modo molto indiretto
che quel tipo...sempre in modo indiretto (non voglio
accusare nessuno) mi ha soffiato il posto! :-( ironia della
sorte, io scrivo articoli sul cold reading ed un maestro di
questa disciplina, mi frega il posto utilizzandola ;-) Se da
un lato posso comprendere le esigenze del programma,
cioè che il medium faceva sicuramente un botto di
spettatori in più, dall'altro sono dello stesso identico
parere di James Randi
... "non è divertente è una
maledetta presa in giro"...


Se mi segui sai che sono appassionato di questi argomenti,
soprattutto di parapsicologia. Infatti esistono diversi studi
che provano l'esistenza di alcune facoltà ESP, ma nessuna
di queste è precisa come ci vuole fra credere uno che parla
con i morti ;-) Oltretutto, la maggior parte di questi studi
mettono "sotto il microscopio" fenomeni come, la telepatia,
la chiaroveggenza o la telecinesi...e non cose come "parlare
con i morti" ;-) che guarda caso, sembra essere molto più
redditizio che non il fatto di avere le classiche abilità
che si studiano in laboratorio
.


Infatti pare proprio che siano i dilettanti a provare a
sottoporsi al CICAP e mai i professionisti...chissà come
mai? ;-) Randi al termine della sua presentazione dice
una cosa sacro santa (anche se parlare di sacro e santo
sembra un blasfemo in questo contesto ;-)) solo una
buona educazione e formazione potranno liberarci dalle
credenze assurde che alcuni loschi figuri usano per
ingannarci. Il suo ragionamento è semplice: oggi molti
vanno in tv e in giro perché fanno guadagnare soldi
agli sponsor... se la gente sarà educata non li guarderà
più e allora non saranno più in tv...


...e scommetto che nel momento in cui il loro business
svanirà, i maghetti si estingueranno ;-) Non tutti
amano il CICAP e Randi...e tu? fammi sapere che cosa
ne pensi... lascia un commento qui sotto e se ti piace il
blog, seguilo dai feed rss oppure dal tuo account di
facebook.

lunedì 24 maggio 2010

Sviluppo Personale: "Martin Seligman...come regolare l'umore per essere più felici"

















Ciao,


felicità...perchè oggi ricercatori di tutto il mondo si stanno
cimentando alla scoperta di questa emozione? Ne abbiamo
parlato un sacco di volte ("i 10 modi per essere felice"),
chi è felice ha una salute migliore, guadagna di più, ha abilità
sociali più spiccate... per cui sembra "buona cosa studiare"
come essere più felici. Oggi potrai ascoltare un semplice
esercizio progettato direttamente da Martin Seligman,
il padre della psicologia positiva.








domenica 23 maggio 2010

Sviluppo Personale: "David Blame ...superare i propri limiti con l'esercizio"




















Ciao,


fra i vari illusionisti famosi che in questi anni hanno
spopolato nel mondo c'è un certo "David Blame" che
è una sorta di rock star dell'illusionismo. L'ho conosciuto
qualche anno fa subito dopo aver iniziato a vedere e a
studiare il mitico Derren Brown... Blame ha fatto una
cosa straordinaria nel Gennaio del 2008... ha battuto
il record mondiale di "apnea"...ben 17 minuti :-O
e non è stata l'unica cosa che ha fatto che andava "oltre"
i limiti umani. Nel video che vedrai tra poco lo sentirai
direttamente dalle sue parole...


Assolutamente inumano! secondo la medicina ufficiale
il corpo umano dovrebbe resistere solo alcuni minuti senza
ossigeno, dopodiché, prima si perde conoscenza e poi si
muore. Se il cervello non viene ossigenato, anche per poche
frazioni di secondo possono avvenire danni irreparabili.
Insomma, un vero e proprio casino! la maggior parte delle
persone è protesa nel pensare "si sarà il solito trucchetto"
e invece" ... è studio e tecnica...guarda il video:





L'hai visto? fichissimo ;-) e questa volta non hai scuse,
perchè se ci fai caso "il Ted" (da cui abbiamo preso tanti
bei video) ha inserito una funzione eccezionale. Se infatti
clicchi dove vedi scritto "subtitles" (accanto al pulsante
del play) puoi selezionare "italian" e vedere il video
stottotitolato in italiano :-). Blame ci dimostra come lo
esercizio possa farci fare cose incredibili. Ci tengo a dire
che non si tratta "solo" di crederci...ma bisogna allenarsi.


Ecco, secondo me, i due migliori "insegnamenti"
che si possono prendere da questo ispirante
video:



Primo grande insegnamento da questo video: "Niente è
impossibile
" è una delle convinzioni più potenzianti
che possano esistere. Pensa se, ogni mattina guardandoti
allo specchio e pensando ai tuoi progetti futuri tu ti
ripetessi questa frase, "come ti sentiresti? come vederesti
le sfide da affrontare nella giornata?". Noi siamo progettati
per superare i nostri limiti e sopravvivere, ed è bello vedere
che qualcuno si cimenta nel superare, giorno dopo giorno
i propri limiti
.


Il secondo insegnamento, l'esercizio...la pratica sono
le chiavi per avere e raggiungere le abilità che ti interessano.
Ricordo ancora una puntata di "Ken il Guerriero" in cui c'era
un colonnello cattivissimo che mette in crisi il fortissimo
protagonista... dicendo "quello che tu hai ereditato come dono
naturale, io l'ho ottenuto attraverso l'esercizio".... questo a me
gasa tantissimo! perché se dobbiamo pensare, "ok allora ci
sono persone che nascono e fanno meglio questo e quest'altro"
allora e proprio meglio che abbandoniamo ogni studio
che riguardi lo sviluppo personale.


Crescere e migliorarsi significa accettare l'idea che, tramite
l'esercizio è possibile evolvere. Non è solo la ricerca ha
provarlo
, ma anche e soprattutto la antica saggezza, ad
esempio nel buddhismo così come nello yoga si parla della
assoluta centralità della "pratica"! Nel video Blame ti
dice esattamente questo, racconta come per giorni e mesi
si sia alzato al mattino e si sia allenato per ore. Spesso
questo concetto sfugge... può sembrare assurdo ma è
così...


Un altro esempio illuminante è quello dei musicisti...ma
potrei prendere una qualsiasi altra categoria... Chi suona
ad un livello professionale passa ore ed ore a fare esercizio;
anche se si tratta del musicista più dotato del mondo, se
quello è il suo mestiere ti assicuro che passa ore sul suo
strumento. La stessa cosa la fanno gli sportivi, passano ore
ed ore ad allenarsi, magari per una prestazione di pochi
secondi. Allora ti lascio con l'ultimo spunto di riflessione:
"vuoi essere fra i migliori nel tuo campo?" Allenati ;-)


Come sempre fammi sapere se ti piace, lasciando
un commento qui sotto e se ti piace il blog, seguilo dai
feed rss oppure dal tuo account di facebook.



a presto
Genna

sabato 22 maggio 2010

Coaching: Delirio di protesta contro le "associazioni di psicologia" :-O

















Ciao,


abbiamo parlato un sacco di volte del panorama italiano
dello sviluppo personale. Di come ci siano alcuni vantaggi,
nel fatto che esistano figure come, coach, counselor ecc...
e di come ci siano anche degli svantaggi. Se mi segui sai
che sono psicologo e sai anche come la penso...ma è
corretto, sia per me che per i miei colleghi ...che si sono
fatti 5 anni di Università + 1 anno di tirocinio ed alcuni,
come me, 4 anni di scuola di psicoterapia + 600 ore di
relativo tirocinio... e la descrizione potrebbe ancora e
ancora continuare (corsi di aggiornamento, master e
magari, corsi di coaching ;-))...


Scrivo questo post perchè da un di tempo a questa
parte vedo spuntare come funghi fantomantiche asso-
ciazioni che si occupano di sviluppo personale. E fino a
qui non c'è assolutamente nulla di male... il problema
sorge nel momento in cui queste associazioni si foggiano
del nome di "psicologia"...magari chiamandosi "ass...
della psicologia dell'amore". Ora capisco che il termine
"psicologia" sia solo una nominalizzazione e capisco
anche che la cultura sia qualcosa di libero...ma c'è un
problema di fondo...


...la gente non sa la differenza fra lo psicologo ed altre
figure professionali. Queste associazioni non fanno altro
che confondere le idee delle persone... che non sanno
più a chi rivolgersi, o peggio, si rivolgono ad una certa
figura convinti di andare da uno psicologo. Insomma te
l'ho detto un mucchio di volte, non ho nulla contro i
coach ecc...che spesso sono anche più bravi dei miei
colleghi. Ma ritengo giusto, ad un livello etico, che le
cose siano chiare...sia per noi che per i nostri clienti.


Aldilà del fatto che chi crea queste associazioni, forse,
ha propri questo scopo (cioè il farsi identificare con la
figura professionale dello psicologo)...è importante
ricordare che il "problema" non è di ordine pratico di
efficacia (ripeto molti coach e counselor sono davvero
più in gamba dei miei colleghi) ma di responsabilità.
Se io, in quanto psicologo, faccio una cavolata...in poco
tempo il mio Albo..."mi punisce"...ed il cliente può
utilizzare questo come protezione.


Capisci che mantenere i confini in questo campo è un
vero e proprio casino ;-) Ogni tanto mi arriva qualche
cliente inviatomi dal "coach coscienzioso" che sa quali
sono i suoi "limiti". Ma ti assicuro che in anni di lavoro,
questi (gli invii), si contano sulle dita di una mano. E,
visto la mia "rete di contatti" è molto estesa (grazie
al web) significa che pochi si assumono questo genere
di responsabilità.


Concludo il mio "delirio di protesta" inviando un forte
messaggio a chi sfrutta il nostro lavoro. Chi svolge
davvero il lavoro del coach (cioè che non fa il trainer
e si fa chiamare coach, che non vede 1 persona al
mese, se va bene...ecc.) conosce questi confini petche
li ha provati sulla pelle. Per cui, se ti trovi (da cliente)
davanti uno che vuole soppiantare lo psicologo e,
magari inizia a dirti che la psicologia sono tutte
cavolate...è una persona poco informata e preparata
e che spunta nel piatto in cui mangia...
per cui scappa ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi, soprattutto se sei un
coach e...ancora di più se sei il promotore di una di queste
"associazioni di psicologia" ;-) lascia un commento
qui sotto e se ti piace il blog, seguilo dai feed rss oppure
dal tuo account di facebook.

venerdì 21 maggio 2010

PNL : "il Tertium terapeutico oggi..."






















Ciao,


sai che roba è il Tertium terapeutico? Da quando esiste la
voglia dell'uomo di curare altre persone è sempre esistita
una "terza entità". Nella relazione fra "guaritore e paziente"
c'è sempre questa entità al quale si fa riferimento. Nel caso
di antiche pratiche si tratta degli "spiriti", nel caso della
Chiesa si tratta di "Dio" (e non solo) e nel caso degli
psicoterapeuti si tratta dell'inconscio. In tutti questi casi
esiste una "fantomatica entità" a cui delegare il compito del
cambiamento. Ok...delegare è un forte come termine,
ma rende per bene l'idea centratale di questo post...


Pare proprio che questa "terza entità" sia indispensabile
per far si che una persona si fidi del trattamento...e pare,
dalle analisi antropologiche che esista da sempre :-) Lo
stesso vale per i medici moderni che si affidano, come
tertium, alla scienza. Lo so che appare distorto come
termine ma è proprio così, se infatti uno ha fiducia in
quel metodo ecco che questo diventa subito un tramite
attraverso il quale avviene la guarigione...e come sanno
gli appassionati di questi argomenti: più hai fiducia e
meglio avviene il cambiamento
.


Parlando da costruttivisti si potrebbe dire che l'uomo ha
bisogno di una "realtà alternativa in cui poter cambiare
e guarire"... ed anche la nostra amata PNL ne fa largo
uso...anche se la maggior parte dei "programmatori
neurolinguistici"non ne ha la minima idea ;-) Questo
processo è stato nominato, da alcuni psicologi, come
esteriorizzazione... cioè costruire una parte con cui
"prendersela" ;-) Ti faccio un esempio pratico tratto dal
lavoro di Michael White r David Epston (sono i co-
creatori della "terapia narrativa")...


...quando un bambino non riesce a trattenere la "pupù"
invece di "prendersela con lui" si crea un "tertium" il...
"sig. Subdola Pupù" :-D In questo modo i genitori possono
riferirsi al problema del figlio senza accusarlo direttamente
e senza tradire verbalmente e non verbalmente il loro
risentimento nei suoi confronti. In questo modo il bambino
è in grado di parlarne senza sentirsi in colpa. E' una semplice
"metafora" e a sua volta la "metafora" che, per l'appunto
significa "io trasporto"...o in altre parole "cambio il dominio"
(come direbbe Steve Andreas)...Questo porta ad un
livello meta che crea il tertium...



Questo non significa de-responsabilizzare la persona, ma
solo, creare un tramite attraverso il quale avviene il
cambiamento. In ogni forma di guarigione esiste questo
aspetto...in PNL Bandler ne da un magistrale esempio
quando dice al cliente "ammettiamo che io voglia prendere
il tuo posto per un giorno, come faccio a stare male come
fai tu? insegnamelo" ;-) Questo non è "solo modellamento"
ma è soprattutto la creazione di una parte esterna, come
se il sintomo fosse una parte diversa di se...


...allo stesso modo, questo processo al contrario crea anche
dei problemi, soprattutto per chi lo usa spontaneamente
per de-responsabilizzarsi e credere di non avere alcun
potere sul proprio stato. Ci sono infatti un sacco di persone
che ti dicono "mi sono beccato l'ansia", come se questa
fosse un germe presente nell'ambiente e che, se non stai
attento te lo becchi ;-) In questo caso, oltre al tertium si
può tirare fuori un altro termine "latino" molto veritiero
quando si tratta di cambiemento "similia similibus
curantur
", cioè il simile cura il simile. Quello stesso
meccanismo che "ci fa ammalare" può farci anche
guarire...


Sono certo che gli appassionati di programmazione neuro-
linguistica e quelli che, per lavoro, promuovono un qualsiasi
cambiamento avranno colto l'essenza di questo post. E nel
momento in cui lo si fa...indovina che succede? si va ad un
livello "meta" e questo ti permette di svolgere ancora
meglio il tuo lavoro..."a buon intenditore poche parole" ;-)
Fammi sapere se sono stato troppo confusivo o se mi sono
spiegato bene, lascia un commento qui sotto e se vuoi
seguire e sostenere il mio blog, seguilo dai feed rss oppure
dal tuo account di facebook.

giovedì 20 maggio 2010

Sviluppo Personale: "Perdonarsi dal rimorso per migliorarsi"














Ciao,


è un pò di giorni che "te la meno" (come dicono a casa mia)
sull'importanza di apprendere la procrastinazione, cioè il
rimandare il piacere per ottenere un piacere più grande
futuro. Zimbardo e collaboratori hanno infatti scoperto, o
meglio ri-scoperto, che i bambini in grado di fare questo
riescono meglio nella vita in diversi campi. Oggi voglio
parlarti di uno studio condotto da Wohl et al. (2010). In
questo studio viene evidenziato che, se dopo il NON
aver procrastinato ci si "perdona", la volta seguente
sarà più semplice procrastinare...


Questo studio si lega a "doppia mandata" con il famoso
"apprendere dai propri errori". Il nemico numero uno
nel fare errori è proprio quello di "NON perdonarti"...se
ci pensi, chi "non si perdona" non può aver imparato la
lezione. Cioè, credo che il perdono di se stessi sia il primo
vero passo verso l'apprendimento dai propri errori
passati. Coraggio! tutti sbagliamo... La famosa frase alla
Tony Robbins "non esistono fallimenti ma solo risultati"
ne è un chiaro esempio. Però per considerare "risultati"
i "fallimenti" è necessario sapersi perdonare ;-)


Questo mi ha portato a pensare al termine "rimorso"...
moltissime persone vivono questo stato, se ci pensi il
ri-morso è una doppia fregatura...infatti significa...
mordersi 2 volte ;-) E come dice invece il buon Bandler,
perchè soffrire 2 volte? quando puoi aver appreso già da
quella singola esperienza? Lo so...è più facile a dirsi che
a farsi (come tutto d'altronde ;-)). Ecco come funziona
il mio metodo personale ;-)


Errore --> senso di colpa ---> rimorso--> se riesci
ad inserire un pizzico di "razionalità" in questa catena
ecco che si blocca il circolo vizioso...che a furia di ripetersi
porta alla ben nota "impotenza appresa". Cioè nel credere
che qualsiasi altro tentativo in quella direzione sarebbe
inutile, per cui non si fa più nulla e ci si ritrova bloccati.
Mentre se solo, ci si allena a trattare il ri-morso secondo
la sua (presunta) etimologia ecco che le cose cambiano.


Esercizio: pensa ad un rimorso che ti porti dietro ed
analizzalo in questa prospettiva. Chiediti: ho già fatto tutto
ciò che in mio potere per migliorare questa sgradevole
sensazione? se la risposta è NO...allora fai una lista di tutte
le cose che potresti fare, fallo con creatività, scrivendo
anche ipotesi assurde, del tipo: "vado sulla luna a recuperare
il senno e poi glielo porto" ;-) ...metti almeno 10 modi diversi
e poi, scegli i primi 3 più semplici e falli. Se invece hai già
fatto tutto il possibile ...è venuto il momento di perdonarti!
esattamente come descrivono i ricecatori nello studio...


Attenzione: qui quando parlo di "perdono" non sto
parlando della famosa tecnica Hoponopono che oggi
spopola fra i libri di eso-turismo ;-) E ci tengo anche a dire
che la conosco da anni, visto che il buon Zio Hack ne
parlava almeno 7/10 anni fa ...così come di molte altre
metodiche (grazie Zio ;-)) ... Ma parlo di un perdono
"cognitivo", cioè di mettersi a tavolino e chiedersi se
davvero vale la pena torturarsi. Se poi, a questo vuoi
aggiungere l'hoponopono tanto di guadagnato, ma
sappi che non è indispensabile ;-)


Come sempre fammi sapere se ti piace, lasciando
un commento qui sotto e se ti piace il blog, seguilo dai
feed rss oppure dal tuo account di facebook.



a presto
Genna

mercoledì 19 maggio 2010

Psicologia del Benssere: "essere felici è una scelta ed una abilità?"






















Ciao,


quante volte hai sentito dire "non sono felice"? questo
succede perché la maggior parte delle persone è convinta
che la felicità sia una emozione come "tutte le altre" ...e in
effetti la è...ma ha una differenza a cui pochi prestano
attenzione: la felicità è una emozione temporanea e di
cui, noi, non siamo abituati. Come provano tutti gli studi
moderni sulla psicologia del benessere, essere felici non
è uno "stato della mente" ma è una "abilità" ;-)


Perché questa differenza con le altre emozioni? perché,
il mio ed il tuo corpo (cervello e meccanismi compresi)
sono gli stessi dell'uomo di 300 anni fa. L'evoluzione non
ha fatto enormi passi in avanti in questo senso. Ma 300
anni fa le persone dovevano far fronte a continui muta-
menti di cui oggi non ci curiamo: carestie, guerre, malattie
e tante altre sciagure che attraverso la scienza e la
tecnologia siamo riusciti a prevenire (nel bene e nel
male)...


ti faccio una domanda: secondo te, 300 anni fa era più
utile...per la sopravvivenza sviluppare l'espressione delle
emozioni negative o di quelle positive? sicuramente quelle
negative... in poco tempo dovevi essere in grado di
dimostrare che "stavi male"...che c'era un pericolo che il
posto era pericolante...ecc...ecc.. E' per questo motivo che
NON sei abituato a vivere le emozioni positive, perché
quelle negative, da un punto di vista evolutivo sono più
performanti.


Ma oggi, il 70% di quei pericoli non esistono più, mentre
esistono sempre più "disturbi provocati" dalla incapacità
di non riuscire a vivere le proprie emozioni positive. Non
sto parlando delle emozioni fasulle che ti vendono i media,
come "la casa del mulino bianco" ;-) ma di saper gestire e
soprattutto prolungare le emozioni positive... Ma
fortunatamente la psicologia del benessere ci viene
in aiuto con le sue ricerche:


1) Sii grato: La gratitudine ha istintivamente da sempre
attratto l'attenzione di filosofi, mistici e religiosi di tutto il
mondo. E, guarda caso, questi ci hanno proprio beccato...
diversi studi dimostrano come, allenarsi ad essere grati
per ciò che ci accade nella vita sia una delle chiavi per
raggiungere la "felicità personale". E, come dice il titolo
stesso del post per "allenare la tua felicità".


2) Esperienze: scegliere di acquistare esperienze invece
di oggetti. Anche questo aspetto è direttamente legato alle
tue scelte e ai tuoi comportamenti... Gli studi documentano
che per, essere più felici, è necessario acquistare delle
esperienze piuttosto che degli oggetti fisici. Cosa difficile
nel nostro mondo comandato dal "consumismo", dove chi
è di successo, possiede cose di successo...


3) Alla ricerca della felicità: in questo post ti riassumo
10 consigli per essere felici, tutti dimostrati empiricamente
e documentati dal Prof. Richard Wiseman. Ognuno di questi
consigli ha come comun denominatore il modificare le tue
abitudini per scegliere di stare meglio...


I consigli non sono di certo finiti, dal ridere ogni giorno allo
esercizio fisico... Ma perché ti sto raccontando sempre di
più di questo "genere di atteggiamento mentale?"...perché
una delle convinzioni più deleterie è credere che la felicità
sia dipesa dall'esterno. Da cose che ti devono accadere
affinché tu possa sentirti felice...bene...le cose non stanno
assolutamente così. Essere felici è un allenamento che
richiede costanza... bisogna saper generare emozioni
positive...saperle riconoscere e ricordarle...e soprattutto,
per avere una vita ricca...saperle comunicare e
trasferire agli altri (il passaggio più difficile).


Fai un esperimento, prendi un foglietto di carta ed ogni
settimana applica un consiglio che trovi qui sul blog. Su
quel foglietto segna, su una scala da 1 a 100 quanto ti
senti "felice" in quel momento. Ed ogni settimana, dopo
aver applicato uno dei consigli (come ad esempio quello
di essere grato) - rivaluta il tuo stato da 1 a 100. Fallo
per almeno un paio di mesi e poi...se ne hai voglia...vieni
qui sul blog e fammi sapere se sei diventato più bravo
a "scegliere di essere felice" ;-)


Come sempre fammi sapere se ti piace, lasciando
un commento qui sotto e se ti piace il blog, seguilo dai
feed rss oppure dal tuo account di facebook.



a presto
Genna

martedì 18 maggio 2010

Sviluppo Personale: "10 consigli per essere più creativi"

















Ciao,

hai visto l'immagine qui sopra? è uno dei classici disegni che
si trovano sui libri di psicologia, in cui sono racchiuse due
figure. Guardandolo potrai notare che a volte sembra un
coniglio e altre volte sembra un'anatra...te ne eri accorto?
quasi sicuramente si... secondo uno studio condotto dal
Prof. Richard Wiseman, quanto più ti è facile spostare
l'attenzione sui due animali (quando è più semplice
vederli) quanto più sei creativo!


Wiseman ha sottoposto questo semplice test a 600 persone
e ne ha ricavato un quadro abbastanza chiaro. Chi riesce a
spostare l'attenzione dalla figura allo sfondo (così vengono
chiamati in psicologia cognitiva) più facilmente quando più
ha degli ottimi risultati in test di creatività. Come ad esempio
dare più significati ed usi ad uno stesso oggetto... C'è una
buona notizia in tutto questo, cioè che la creatività è una
abilità... e in quanto tale può essere migliorata attraverso
alcuni semplici accorgimenti che la ricerca sperimentale in
psicologia ha ritenuto essere validi.


- 10 consigli per incrementare la creatività:


1) Evita il brainstorming classico: nel senso di farlo in
"modo diverso", come ti consigliavo tempo fa la ricerca ha
scoperto che durante i brainstorming classici la gente tende
a seguire il leader...e in più si vergogna di dire la sua... è molto
meglio, invece, avere un gruppo di persone che possano
generare idee separatamente per poi unirle e
discuterle tutti insieme.


2) Alimenta la mente di novità: fai questa cosa con una
certa regolarità...svolgi il più spesso possibile attività che non
sei solito fare. Riempi la tua vita di cose nuove, anche piccole...
come ad esempio fare visita ad un museo (se non lo fai con
regolarità) oppure, guardare un film di un genere che, di solito
non ti piace... cambia strada quando vai a lavoro...ecc...ecc...


3) Pensare con la testa di un altro
: se fossi un bambino
come vedresti la cosa? e se fossi un creativo? immedesimati
in vari personaggi diversi quando "cerchi fra le tue idee".
Immagina come la vedrebbe un bambino, un tuo amico che
ritieni essere creativo...Salvador Dalì come la vedrebbe?
Se conosci la PNL sai che questo è anche uno dei suoi
fondamenti... il modellamento ...


4) Divertiti: guarda un film divertente, modifica le foto dei
tuoi amici in modo che siano buffe ...cerca sempre del tempo
per divertirti. Se leggi il mio blog sai quanto ci tengo a questo
punto, quando ti diverti non solo apprendi meglio e con più
facilità, ma diventi anche più creativo ;-)


5) Fatti incuriosire dal mondo: e chiediti spesso come
funzionano le cose che ti circondano. Informandoti su cose
lontane dalla tua quotidianità ma che attirano la tua
attenzione. Come ad esempio: "come fanno i delfini a
parlare a Kilometri di distanza? come funziona il televisore
al plasma? ecc... Ancora meglio se, prima di documentarti,
provi tu a dare delle ipotesi...


6) Contempla la natura: è stato provato che vedere ed
essere in contatto (o anche solo immaginare) qualcosa di
naturale incrementa le tue abilità cognitive...ed anche
quelle creative. Una semplice pianta, la foto di un bel
paesaggio e...ancora meglio...una bella scampagnata
possono rigenerarti e farti avere idee brillanti ;-)


7) Ascoltare musica classica: ricordi "l'effetto mozart"?
che la musica faccia bene è oramai qualcosa di seriamente
documentato ... Prenditi dei momenti per poter aggiungere
della musica classica (e anche non classica) alla tua vita.



8) Annota: Tieni a portata di mano sempre qualcosa su cui
poter scrivere e annotare le idee che ti verranno in mente.
Puoi farlo in modi diversi, a me piace registrare in audio
molte idee... oggi ogni cellulare ha la funzione per poter
registrare...io uso quella ;-)


9) Usa il dizionario: per un certo periodo, scegli una
parola a caso dal dizionario e sviluppa tutte le idee che
ti vengono in mente a partire da quella parola. Dopodiché
puoi costruire una storia con gli elementi che ne vengono
fuori. Chiaramente evita di scrivere un romanzo ogni
volta...puoi farlo anche in modo "smart"... dedicando
solo alcuni minuti per ogni parola.


10) Fai ginnastica: "Mens sana in corpore sano" ...e
ormai - che te lo dico a fare?" - ;-) Ormai è più che nota
la fondamentale importanza della ginnastica per poter
essere al 100%. Fare ginnastica fa bene anche al cervello
in diversi modi, dalla sua migliore ossigenazione, alla
sincronizzazione degli emisferi facendo esercizi
incrociati...ecc...


Uff...Wiseman ci ha regalato un'altra bella carrellata di
consigli per il nostro sviluppo personale. Come avrai
sicuramente notato, alcuni consigli si ripetono, perché
le cose che fanno bene, spesso fanno bene in più aree
della vita. Ti ricordo che i 10 punti che hai appena
letto non sono frutto di "credenze popolari" o di
"buon senso"....ma di accurate ricerche sperimentali.


Come sempre fammi sapere se ti piace, lasciando
un commento qui sotto e se ti piace il blog, seguilo dai
feed rss oppure dal tuo account di facebook.



a presto
Genna