venerdì 30 aprile 2010

Sviluppo Personale: "come uscire dalla profezia che si auto-avvera"



















Ciao,


sai che cosa è la profezia che si auto-avvera? è uno
dei meccanismi psicologici più potenti che esistano. Detta
in "parole povere": quando credi che qualcosa è in un
certo modo (es. sono bellissimo), agirai in modo tale da
confermare a te stesso che è così (se ti senti bello, ad
esempio, tutti gli sguardi che incrocerai significheranno
che "piaci alla gente). Questo meccanismo è basato sulle
credenze e/o convinzioni che hai rispetto a te stesso, agli
altri e al mondo che ti circonda.


Non è di certo una novità parlare di "convinzioni", visto
che abbiamo a lungo discusso del potere del famigerato
"effetto placebo". Ma a volte mi chiedo se le persone sono
a conoscenza degli studi più noti e allo stesso tempo più
chiarificanti del mondo della psicologia. Ed è per questo
che ho deciso di mostrarti i due studi più rappresentativi
(anche se datati) che riguardano questo affascinante
fenomeno e fare luce anche su come puoi utilizzare a tuo
vantaggio questo meccanismo, nella vita di tutti i giorni.



Il primo studio è in assoluto il più famoso ed è stato
condotto da Rosenthal e jacobson nel 1968. Ad alcuni
insegnanti sono stati forniti dei test del QI dei loro alunni
ad inizio anno. Questi test erano manipolati a caso per
fare in modo che, alcuni alunni, dimostrassero di essere
particolarmente intelligenti. I test venivano forniti in
modo tale che "profetizzassero" il futuro degli studenti.
A fine anno i ricercatori hanno notato che gli alunni a
cui era stato "profetizzato" di essere intelligenti avevano
una media di voti significativamente più alta rispetto
ai loro compagni e ai loro stessi risultati dell'anno
scolastico precedente.


Ok, fino a qui tutto tranquillo, si può vedere l'effetto della
profezia come un sistema cibernetico di interazione, cioè
dove la comunicazione fra studenti e insegnanti è stata
dettata dalla profezia. In pratica, quando lo studente
"profetizzato" aveva dei buoni risultati veniva incoraggiato
maggiormente, gli venivano fatti notare di più i suoi
successi che non gli insuccessi...ecc... A loro volta gli
studenti, diventavano più sicuri, ed iniziavano ad essere
realmente...più intelligenti. Questo viene chiamato
anche Effetto Pigmaglione


La cosa più bizzarra avviene quando, invece di fare questo
esperimento con gli esseri umani, viene fatto sugli animali.
Infatti il secondo "esperimento storico" è stato condotto
sui topi. In pratica veniva preso un gruppo di topolini che
dovevano percorrere un labirinto ed un gruppo di persone
che dovevano valutare quanto erano bravi nel farlo. Prima
di iniziare ai soggetti (umani ;-)) veniva detto che, alcuni
di questi topi derivavano da un ceppo selezionato di ratti
abili in questo compito... mentre altri topi venivano
descritti come "incapaci nello svolgere il compito". E
indovina che cosa è successo?


...esatto! i tolopolini pre-valutati (profetizzati) come i più
bravi risultavano esserlo realmente. Eppure, le varie
profezie erano assegnate assolutamente a casaccio ;-)
L'uomo in quanto essere che da "significato alla realtà" e
che ne pianifica continuamente lo svolgimento, attraverso
piani di azione, obiettivi e quant'altro...è continuamente
soggetto alle profezie che si auto-avverano. Sia che
vengano "generate" da loro stessi (auto-inganno) e sia
che vengano generate dagli altri (etero-inganno).


Questa visione sistemica e circolare della comunicazione
fra le persone è stata studiata approfonditamente dal
famoso gruppo di ricerca del M.R.I di Palo Alto. Che
invece che concentrarsi sull'aspetto "intra-psichico" della
convinzione si è concentrato sull'aspetto comunicativo.
Per intra-psichico si intende come "tu stesso ti crei quella
realtà" senza prendere in esame il contesto sociale che
ti circonda.



E' evidente come queste auto- ed etero- profezie possano
essere sia di carattere positivo (come nell'esempio di chi
si sente un figo) e sia negative (come nel caso contrario).
La PNL e altre forme di auto-aiuto hanno dato un loro
deciso contributo per abbattere le convinzioni limitanti ma
si sono concentrate poco sull'aspetto pragmatico e attivo di
costruzione della realtà...come invece hanno fatto i
ricercatori di Palo Alto. Questi sistemi percettivi-reattivi
(chiamati così perché, alla percezione di qualcosa si tende
a reagire in un determinato modo) sono spessissimo
nascosti a chi ci sta dentro.


Questo avviene per una delle più classiche leggi della teoria
sistemica secondo cui, chi si trova all'interno del sistema
stesso è "in balia" delle sue leggi. Per creare un cambiamento
allora è necessario fare un salto logico e uscire dal sistema.
E' per questo che le persone chiedono aiuto ai professionisti
in questo campo ;-) Ovviamente sto facendo una super mega
semplificazione della questione su cui ci si potrebbe fermare
per ore a discutere...


Ecco un consiglio direttamente dagli studi su questo argo-
mento... il famigerato "come se"... in pratica se ti rendi conto
di essere "schiavo" di queste profezie, puoi semplicemente
chiederti: "che cosa farei se fossi X, come mi comporterei?".
Se ad esempio ti senti "brutto" potresti chiederti: "come mi
comporterei se fossi un figo?". Di certo vista così sembra una
impresa semi impossibile, ma questo non accade se usiamo
una logica di "problem solving" dove spezzattiamo il
problema in problemi più piccoli. Ed allora ecco il consiglio
operativo: chiediti questo tutte le mattine ed elenca 5 cose
che faresti se fossi "X" ...prendi quella più facile ed applicala.


Lo so che fra di voi ci sono i paladini "del vero" che pensano:
"ma questo è un modo per ingannare ste stessi...ecc...ecc.".
Evita di preoccuparti tu fallo e basta ;-) La ricerca in questo
campo ha dimostrato la validità dell'agire "come se"...a volte
è molto più semplice modificare un comportamento che non
la convinzione che ci sta dietro. E quando il comportamento
nuovo diverrà automatico ecco che le ripetute esperienze
modificheranno anche le convinzioni
.


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a presto
Genna

giovedì 29 aprile 2010

Ansia e Panico: "La semplicità della mente e farmacologia"

















Ciao,


e da un pò di tempo che continuo a parlarti di Ansia e di
Panico
, il motivo è semplice ho "lo studio pieno" di
persona che ne soffrono. Mi ritrovo spesso a parlarne
con i colleghi e noto che nelle "psicologia ingenua" esiste
una causalità interessante: "più una persona è semplice
e meno viene colpita dai malesseri psicogeni". Questo
capita perchè si immagina il cervello come un computer
che se "caricato di troppo software" (conoscenza) è più
portato a "pensare" o meglio a "farsi le seghe mentali".


Questa idea che potrebbe avere dei connotati reali: un
pò perchè è vero che chi conosce di più e più portato a
filosofeggiare sulla vita e quindi ad "incastrarsi da solo"
non ha un riscontro reale nella mia attività clinica. Ok,
mi spiego meglio: se questo ragionamento fosse vero ci
si dovrebbe aspettare (nel caso dell'anisa) che siano
solo alcuni ceti ed alcune persone a soffrirne. E invece ho
notato in questi anni che è una "patologia democratica".


Infatti nel mio studio ho persone di tutti i tipi che ne
soffrono: dal manager in carriera all'agricoltore. E ti
assicuro che il livello di "sofferenza" non cambia. Sia
che il lavoro si svolga all'interno di un ufficio zeppo di
"conoscenza" e sia che si svolga all'aria aperta fra le
coltivazioni più disparate. E' necessario sapere che oggi
non esiste nessun tipo di lavoro che non richieda una
certa quantità di conoscenza...


Quindi nonostante oggi ci sia sempre più bisogno di
conoscenza, si sia ultra bombardati dalle informazioni
e ci siano di certo molte più cose a cui pensare, l'ansia
non risparmia nessuno. E te lo potrebbero giurare gli
agricolotori, gli operai, gli elettricisti, i muratori e i
manager con cui opero quotidianamente. Questo post
non è per dire che siamo "una generazione di malati"
ma per dire che è la nostra società ad esserlo e che,
fortunatamente esistono strumenti validi per stare
bene senza bisogno di farmaci.


Infatti pochi sanno che la consulenza psicologica, la
psicoterapia e altre forme di aiuto possono aiutare la
gente ad uscire dal GAD (disturbo d'ansia generalizzato)
senza bisogno di assumere farmaci. E' chiaro che questo
varia da caso a caso...se fai il manager devi prendere un
aereo a tutti i costi e non hai ancora iniziato un percorso,
ma ti cachi sotto dalla paura (termine tecnico ;-)) allora
è giusto intervenire farmacologicamente. Ma se sei una
casalinga che teme di andare al supermercato le cose
cambiano...



Molti medici sostengono che la farmacoterapia non dia
dipendenza e bisogna ammettere che in questi ultimi 10
anni ha fatto passi da gigante in questo senso, ma non
tutti sanno quel'è il vero danno...cioè l'essere dipesi da
qualcosa di esterno. Questo non fa altro che amplificare
quel circolo vizioso di "non sei capace" tipico di chi
soffre di GAD. Mi spiego meglio, gli ansiosi (la maggior
parte) amano crogiolarsi nel loro dolore raccontando
agli altri come stanno... questo gli serve per un solo
vero motivo-> farsi aiutare.


Infatti chi ha il GAD restringe la propria vita, iniziando
ad avere paura di tutto, sino al "top della generalizzazione"
l'agora fobia dove la persona non esce più neanche di casa.
A questo punto inizia a chiedere aiuto alle persone che gli
stanno accanto che, se non sono degli stronzi, l'aiuteranno.
Questo, come insegna la scuola strategica, da un doppio
messaggio al paziente: il primo è conscio e razionale "ti
voglio bene per questo ti aiuto", il secondo è inconscio ed
è: "tu da solo non sei capace".


Non dobbiamo scomodare Freud per evidenziare quanto
sia più potente il "secondo messaggio", quello inconscio.
Ecco, la stessa cosa accade quando si prende un farmaco,
da un lato si riceve il messaggio "prendi questo che ti
aiuta, lo faccio per il tuo bene" mentre dall'altro il cervello
registra "da solo non puoi uscirne"... a questo punto
sfido tutti i simpatici neurologi e psichiatri che vanno in
tv a raccontare che la terapia farmacologica è l'unico
modo per trattare ansia e panico ... " :DDDD


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a presto
Genna


Ps. sono stato un pò tecnico ed ho utilizzato una
terminologia psico-logica perchè su questo campo
bisogna essere "seri"...ma NON "seriosi" ;-)

mercoledì 28 aprile 2010

Psicologia: "5 consigli per scegliere un terapeuta"

















Ciao,


l'altra sera ero a casa con gli amici e ci siamo visti un film
italiano "Tandem" con protagonisti "Luca e Paolo". Di
solito non guardo molta televisione ma il film ha iniziato
ad "appassionarmi" quando ho iniziato ad intravedere
"pezzi di psicologia" ...che come sai è la mia passione ;-)
Nel film Paolo è uno psicoterapeuta sposato a sua volta
con un'altra psicoterapeuta... Luca e sua moglie iniziano
ad andare in terapia, guarda caso, proprio da Paolo e da
sua moglie. Neussuno dei due "terapeuti" sa chi ha in
terapia l'altro...



...e allora succede un fenomeno ilare che mi ha spinto a
scrivere questo post. Paolo e sua moglie hanno due
approcci completamente diversi e quando, attraverso
la coppia in terapia, i terapeuti sanno quali consigli sono
stati dati all'altro partner, scatta una competizione fra
i due professionisti. Ognuno sparla della teoria dell'altro
ed ognuno, ovviamente, è certo che le sue teorie e ed i
suoi consigli siano i migliori.


Il film, da questo punto di vista è fatto benissimo, perchè
le teorie che vengono tirate in mezzo (almeno i nomi) sono
quasi tutte vere. Ma non solo è vero anche che ci esistono
queste competizioni fra professionisti... Io ne ho già sentite
di tutti i colori, dal paziente che mi racconta le cose strane
che gli fanno fare (come urinare in un vaso da notte con
dentro delle uova -cosa che mi sono spiegato solo come
atto psicomagico) allo psicoanalista ortodosso che si
comporta come se fossimo nell'800 ;-)


Ma allora come fare a capire quale è il terapeuta
più
adatto?


1) Se dice di essere il migliore: stai attento, chi si
auto proclama qualcosa raramente lo è... però ricorda che
molti auto-proclamati hanno persuaso milioni di persone.


2) Non chiedere ai colleghi, chiedi ai pazienti: è
difficile conoscere clienti di un professionista, a meno che
non siano tuoi amici. Tuttavia è molto meglio fidarsi delle
loro parole che non di quelle di altri professionisti che
magari svolgono lo stesso lavoro.

3) Chiedi: quando vai al primo appuntamento chiedi,
quali sono i tempi e i costi. Anche se è poco prevedibile
un bravo professionista sa quale è la durata media di
una sua terapia. Ovviamente ti ricordo che cambia
profondamente da persona a persona...


4) A pelle: anche se "la simpatia" non è un elemento
fondamentale per la riuscita di molte terapie, perchè
dovresti farti trattare da una persona che non ti è
simpatica? Se non trovi un feeling "a pelle", vattene
e se temi di argomentare questo, digli semplicemente
che "mi dispiace ma lei mi risulta antipatico" ;-)


5) Referenze: questo argomento meriterebbe un post
a parte, ma "proviamoci lo stesso";-) E' chiaro che un
terapeuta, uno psicoterapeuta ed uno psicologo devono
essere iscritti ai rispettivi albi. Un pò meno chiaro è se,
"più referenze corrispondano ad una maggiore abilità
del professionista". Se ad esempio uno "insegna alla
Università" potrebbe essere una buona referenza, ma
non significare che sia bravo... Ancora più fumose sono
le certificazioni... avere 1000 fogli attaccati al muro
non certifica niente ;-)


Bene questi sono solo alcuni dei consiglio che ti posso
dare su come scegliere un professionista. Questo
stesso discorso puoi generalizzarlo ai coach, counselor
e a tutta la "compagnia bella" di colleghi che si
addentrano in questo campo. E visto che ho
iniziato con un film per "ispirarmi" termino con una
frase tratta dal mio gruppo italiano preferito: gli
Afterours "...non si può giocare con il cuore della
gente se non sei un professionista..." ;-)


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a presto
Genna

martedì 27 aprile 2010

Comunicazione non verbale: "Training per le microespressioni"





















Ciao,


sai che cosa sono le microespressioni? no? allora prima
di leggere questo articolo - clicca qui - e poi prosegui con
la lettura ;-) Il viso è la fonte principale per poter capire,
dalla comunicazione non verbale, le emozioni che sta
provando una persona. Questo non significa che si possa
"leggere dentro la persona" perché è sempre necessario
comprendere il "perché" sta provando quella specifica
emozione. Tuttavia con "poco allenamento" si possono
realmente migliorare le proprie abilità nel leggere
questi segnali.


Questa "notizia" ci arriva dritta dritta da Paul Ekman,
lo scienziato a cui è ispirata la famosa serie "lie to me"e di
cui abbiamo parlato un sacco di volte;-) Ekman studia le
micro-esperssioni (cioè espressioni complete di una
emozione che durano solo 1/25 di secondo) dal 1988 e le
emozioni dal 1978. Racconta che la scoperta delle micro
espressioni è nato dalle osservazioni di una paziente
psichiatrica Mary
, la quale è riusciuta ad ingannare lui,
e tutto il suo staff...mascherando una microespressione di
tristezza.


Mary si è suicidata ma durante il colloquio diceva
apertamente di stare bene, per cui ha mentito in modo
volontario per poter ottenere il suo obiettivo auto-
distruttivo. Questo caso è talmente noto che anche gli
autori di "lie to me" lo hanno ripreso come esempio per
la finzione. Infatti pare che "Lightman", il protagonista
interpretato dal bravissimo Tim Roth, sia ossessionato
da questo suo errore di valutazione. E' chiaro che non
sia stata una "cosa bella" neanche per il team di
professionisti che la seguiva nella realtà.


Ekman riferisce di aver fatto osservare quello stesso
filmato a diverse persone, sia a volontari incosapevoli
che a "clinici esperti". Chiedendo loro di valutare le
emozioni della paziente... Solo i clinici esperti riuscirono
ad "intravedere" la tristezza sul volto della donna.
Rallentando il filmato, tutti i soggetti erano in grado di
vedere quella microespressione di tristezza che si
tramutava in un sorriso (l'emozione con la quale si
mascherano più facilmente altre emozioni).


La notizia interessante è che, successivamente i soggetti
"inesperti" sono stati sottoposti ad un training e nel giro
di appena un'ora, tutti erano in grado di vedere le
microespressioni
. Al punto che, la maggior parte di loro
era convinta che i ricercatori avessero rallentato la
velocità di esposizione. Invece capita proprio così, quando
ti alleni ad osservarle sembra quasi che queste "piccole
espressioni" si rallentino a dismisura...


Ekaman ha stimato che per un training efficace sia
necessario visionare circa un centinaio di facce. Se ti metti
ad allenarti con il suo training ti basta giocarci 5 minuti
al giorno e nel giro di 2 settimane avrai completato il
training secondo i dettami del professore ;-) E se proprio
non ti piace farlo attraverso il Pc, oppure non conosci
l'inglese puoi farlo acquistando il libro "Giù la maschera"
di Ekman e Fiesen. Oppure attendere il mio prossimo
corso dedicato esclusivamente alla "lettura corretta
della comunicazione non verbale" ;-)


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a presto
Genna

lunedì 26 aprile 2010

Sviluppo Personale: "5 passi per migliorarsi semplice-mente"

















Ciao,


hai trascorso bene il "giorno della liberazione"? ieri mi sono
completamente dimenticato di farti gli auguri e allora
rimedio con l'introduzione al post di oggi ;-) L'argomento
e l'esercizio che sto per proporti è abbastanza datato
perchè arriva da uno dei libri più "antichi" dedicati allo
sviluppo personale, uno di quei testi che ogni "esperto"
ed appassionato del settore deve aver letto:
"Psicociberbentica" di Maxwell Maltz...


Ti ho già parlato un sacco di questo "chiurgo estetico"
che si è reso conto della connessione diretta fra "immagine
di se stessi" (o immagine dell'IO) e come "ci vediamo e
comportiamo nella realtà". Ogni tanto lo riprendo in mano
e gli do un'occhiata per vedere se sono ancora d'accordo con
le sue idee o se per caso mi viene in mente qualcosa da dirti
al riguardo. Infatti insieme a me (e a tutta la realtàI, anche
le metodologie che ho usato ed uso sono in continuo
cambiamento/evoluzione ;-)


La teoria di Maltz non è così semplice e non è solo legata
alla "immagine dell'Io". In qualche modo il chirurgo ha
anticipato moltissime cose (o comunque le ha dette quasi
in contemporanea) nel mondo dello sviluppo personale e
che poi saranno scoperte dal MRI osservando la psicologia
e il cambiamento da un punto di vista innovativo. Ma è
davvero dura infilare Manltz all'interno di una "teoria
psicologica". Ii suoi esercizi "funzionano ancora" e oggi ti
voglio proporre i suoi 5 consigli/esercizi per migliorare.


Maltz consiglia questi esercizi servono "per sbloccare la
personalità
disinibendola", sono ottimi esercizi per
migliorarsi...li ho modificati, personalizzati e resi un
più pratici:


1) Parlare a ruota libera: hai presente la frase "prima
di parlare accertarsi che il cervello sia acceso"...è spesso
presente negli esercizi pubblici per "arginare i maleducati".
Il consiglio è di esercitarsi a NON accendere il cervello ;-)
Quando parli, allenati a farlo a "ruota libera"...senza
pensarci... questo NON significa dire cavolate, ma solo
esercitarsi ad utilizzare quel "programma automatico di
generazione del linguaggio" presente in tutti noi.

Esercizio: imposta una sveglia e per 3 minuti parla ruota
libera dicendo tutto quello che ti viene in mente...


2) Pianificare ma non troppo: Maltz consiglia di non
pianificare, cosa che forse andava bene per quegli anni, ma
oggi è necessario un minimo di "goal setting" se si vogliono
raggiungere dei risultati. Ma è anche necessario AGIRE...
evita di restare troppo sulla pianificazione, setta i tuoi
obiettivi e poi agisci, per usare una metafora non troppo
felice: "prendi la mira e spara, se non fai centro almeno
hai l'idea di come raddrizzare il tiro...colpo dopo colpo".

Esercizio: ogni giorno, prendi i tuoi obiettivi importanti
e agisci... anche se non hai la più pallida idea di come fare.
Inizia con il primo passo e poi "aggiusta la mira" azione
dopo azione... La chiave è "AGIRE" :-)


3) STOP alle auto-critiche: dopo aver agito ti capita
di dire a te stesso "ma perchè ho fatto questo e quello,
sono proprio un pirla?"... Zittisci il tuo "dialogo interiore".
Puoi farlo in 3 mosse: a) renditi conto quando accade...
ascoltati e nota che cosa ti dici e in quale tono. b) Metti
in discussione razionalemente quella voce... poniti subito
dopo una "domanda potenziante" (es. come posso fare
meglio questo e quest'altro la prossima volta?) c) Dii
a te stesso di "stare zitto".

Esercizio: usa il mantra di Bandler "Cazzo Zitto" ;-)


4) Parla più forte: la maggior parte delle persone
crede di avere un volume di voce alto...ma molto spesso
non è così. Se noti di essere "ascoltato raramente" o di
non riuscire ad attirare l'attenzione nei momenti in cui
vorresti, alza semplicemente il tono della tua voce.
Questo non significa "urlare" o essere "aggressivi",
allenati semplicemente ad alzare leggermente il volume.


Esercizio: quando vai a fare la spesa o quando svolgi le
tue "faccende quotidiane" imponiti di parlare con un tono
di voce più forte del solito. Cerca sempre di evitare il
tono aggressivo o offensivo... può aiutarti "sorridere
leggermente" mentre parli ;-)


5) Mosta i sentimenti: se ami una persona diglielo ;-)
ti sembrerà paradossale ma moltissime persone non
sono in grado di dire al proprio partner quello che provano.
Non sto parlando di "dichiarazioni d'amore", ma di una
semplice e aperta manifestazione dei propri sentimenti.
Dimostra i tuoi sentimenti stando attento a chi e con chi
lo fai... Calibra se secondo te quella persona è pronta a
riceverli...se è il tuo partener lo sarà sicuramente ;-)


Esercizio: manifesta i tuoi sentimenti...anche questo
puoi farlo di tanto in tanto volontariamente...


NB. Prima di mettere in pratica questi 5 esercizi nota
se "ne hai bisogno"... perchè potresti avere anche il
"bisogno" di fare totalmente l'opposto. Se ad esempio
già parli con un tono di voce molto alto...abbassalo ;-)
Se dichiari al tuo partner di amarlo 10 volte al giorno
diminuisci la frequenza...e così via...


Concludendo: anche se è passato mezzo secolo le teorie
di Maltz e i suoi "esercizi pratici" sono più che attuali.
Perdere l'inibizione o inibirsi è qualcosa che avremmo
dovuto fare da "bambini" ma sempre più spesso questo
processo viene o esagerato (nel caso delle nuove leve,
non se hai notato ma l'educazione è spesso un optional ;-))
o esageratamente inibito... Uno dei messaggi che amo di
più dello sviluppo personale è: "qualsiasi sia la tua età,
la tua razza e le tue convinzioni..PUOI CAMBIARE e
MIGLIORARE" ;-))


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a presto
Genna


Ps (per i pignoli come me;-)). sono consapevole di
aver usato più volte il termine "tono" invece che "volume"...
perchè è un modo "di dire che rende l'idea" ;-)

Pps. Se vuoi scoprire come usare la tua "immagine dell'IO"
per migliorare, dai un occhiata al mio e-book ;-)

domenica 25 aprile 2010

Psicologia: Il potere nelle tue mani ;-)




















Ciao,


le mani hanno da sempre affascinato l'immaginario collettivo
dal loro uso in rituali magici fino alla "loro lettura. Le nostre
mani ci permettono, e ci hanno permesso di evolverci come
specie umana. Attraverso le mani veicoliamo una marea di
informazioni...dai gesti emblematici ai puntatori. Oggi
arriva la conferma della psicologia sperimentale, usare le
mani aiuta anche a concentrarsi meglio sui compiti che
stanno svolgendo
.


Ti è mai capitato di vedere qualcuno che "legge con il dito"?
cioè che utilizza il dito, come per tenere il segno e per
seguire i suoi movimenti oculari. Se ci pensi bene, e anzi se
vuoi puoi anche fare adesso la prova, per una persona
mediamente allenata nella lettura è semplicissimo
ri
-prendere il segno anche se non usa le dita. Non mi credi?


fai la prova, apri un libro e leggi attentamente una pagina
a caso, poi distogli lo sguardo e prova a ritrovare il segno. Se
avrai letto con attenzione, lo ritroverai nel giro di pochissimi
secondi. Molti meno di quanto ci impiegherebbe una persona
se tu gli dovessi dire di leggere quella specifica parola senza
che lei, abbia letto nulla in quella stessa pagina. Questo
perché leggendo ci siamo formati una "mappa" della pagina
e siamo in grado di ritrovare il segno...eppure, nonostante
questo molti usano ancora il dito...perché?


Per i ricercatori della Washington University di St. Louis
le mani sono utili per aumentare la concentrazione su un
qualsiasi oggetto o compito. E' come se, usando le mani per
orientarsi e per indicare il cervello si prepari ad una
eventuale "manipolazione", attivando "meglio" i sistemi
attentivi. Lo studio degli psicologi di Washington è stato
pubblicato su "Cognition" ed era composto da diversi
test nei quali, 52, soggetti erano invitati a riconoscere
una lettera che compariva su uno schermo...


...questa lettera era camuffata in mezzo ad altre. In tutti
i test effettuati i ricercatori si sono accorti che chi usava le
mani, o più semplicemente aveva le mani in vista rispetto
allo schermo, aveva una percentuale significativamente
più alta rispetto a chi invece non poteva guardarsi le mani.
Non solo, i ricercatori hanno anche osservato che tenere
"le mani in vista" durante il compito diminuiva il noto
fenomeno della "attentional blink"...cioè la tendenza a
rendersi conto che, in una successione di stimoli, mostrati
con una cadenza precisa...uno stimolo compare o troppo
presto o troppo tardi rispetto al precedente.


Tieni conto che l'Attentional Blink è un fenomeno da
tenere davvero sottocontrollo, visto che pare i più "colpiti"
siano le persone che hanno incarichi importanti. Come ad
esempio i controllori di volo, i quali possono avere sullo
schermo più stimoli contemporaneamente e, secondo
questa ricerca, sarebbe bene che interponessero fra loro
e lo schermo... le mani ;-)


Ho studiato molto nelle "aule studio", se non vivi in una
città universitaria, devi sapere che da queste parti è
zeppo di luoghi dove gli studenti possono piazzarsi per
studiare e preparare gli esami. In questi posti ci sono
persone di tutte le razze e si vedono i "metodi di studio"
più strampalati... da chi si porta dietro il leggio a chi
studia senza scarpe, per la felicità dei vicini ;-) In
questo contesto poi si vedono molte persone che,
mentre leggono seguono con il dito...


...e mi è capitato un giorno sentire qualcuno dire:
"guarda ha bisogno del dito per leggere"...come se fosse
un bambino delle elementari alle prese con un compito
difficile. Bhe, penso che dopo questa ricerca ci si dovrà
ricredere sulla importanza di usare le mani per attivare
..al meglio...il cervello ;-)


Concludendo: il semplice interporre le mani fra te e
l'oggetto a cui devi prestare attenzione ti permette di
incrementarla. Questa scoperta può avere numerosi
vantaggi soprattutto se nella vita svolgi un lavoro in cui
l'attenzione ha la massima importanza... ma quale
lavoro o attività non la implica? ;-) Per cui, anche se
lavori al Pc, ricordati che vedere le tue mani può
aiutare a concentrarsi meglio :-)


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a presto
Genna

sabato 24 aprile 2010

Sviluppo Personale e Professionale una rubrica "sperimentale"

















Ciao,


sulla scia delle "Rubriche", che vedi qui a lato, ho deciso
di iniziare anche quella dedicata allo Sviluppo Personale.
Ci ho messo molto a decidermi a farla, un po' perché gli
articoli sono davvero tanti (infatti la lista che leggerai è
solo una parte in aggiornamento) e un po' perché i miei
post sullo sviluppo personale sono un po' diversi da
quelli che si trovano online ;-)


il "mio taglio" è quello di aver raccolto le migliori ricerche
scientifiche nel campo della psicologia...per "spiegare" le
intuizioni che da anni si affermano nel mondo dello sviluppo
personale o in quella che viene anche definita "letteratura
motivazionale". In altre parole quello che troverai nei
seguenti articoli non sono "le classiche lezioni sulla crescita
personale"... mi auguro ti piacciano perché penso che questo
sia uno dei pochi modi per far si che anche le realtà
accademiche si impegnino nella ricerca in questo campo ;-)


I post sono in ordine cronologico: i primi che trovi in alto
sono i più antichi (e di vede anche dalla cura con cui sono
stati scritti ed editati ;-))...quelli in fondo alla lista sono i
più recenti, inizia da li e vai a ritroso ;-)

*************************************************
Guinness dei primati
Wim Hof ha dimostrato al Guinnes dei primati che l'essere
umano è in grado di regolare la propria temperatura.
Infatti ha mostrato in diretta la sua incredibile capacità di
manipolare i suoi parametri fisiologici, partendo da una
temperatura corporea più alta del normale (40°) per poi
stabilizzarsi sui 35°...completamente immerso in una
vasca di ghiaccio.


Pratica e multitasking
Fare più cosa contemporaneamente è possibile? Secondo
la psicologia cognitiva si, ma solo fino ad un certo punto...
infatti gli studi hanno dimostrato che le persone possono
elaborare "coscientemente" dai 7 ai 9 "pezzi" di info...
tuttavia esiste una parte del nostro cervello in grado di
fare elaborazion in parallelo...ed il nostro inconscio...


Lo sviluppo personale in laboratorio
Lo sviluppo personale deriva dalla letteratura motivazionale
resa nota negli USA da autori molto influenti ma che
spesso hanno tralasciato di dedicarsi alla ricerca, nella sua
accezione più stretta. Questo articolo cerca di creare un
piccolo ponte fra laboratorio e sviluppo e crescita personale
esaminando uno dei fenomeni più affascinanti della
psicologia contemporanea, l'effetto priming...


Manipolare l'Immagine dell' Io
Una delle intuizioni più importanti nell'ambito del moderno
sviluppo personale non deriva ne da un "trainer" ne da uno
"psicologo" ma ben si da un "chirurgo estetico". Ormai ultra
noto il Dott. Maxwell Maltz, Autore di "Psicocibernetica".
Questo libro ha fatto e continua a fare scuola nel mondo
dello sviluppo personale, in questo post una breve
riflessione fra "patologia e sviluppo personale"...


Formazione sempre con te

Quando ho iniziato il mio percorso di "crescita personale"
gli unici mezzi per ascoltare i grandi "maestri americani"
erano videocassette VHS e qualche rarissima cassettina.
Oggi ti basta avere un semplice Mp3 per poter prendere
tutta la formazione esistente ed ascoltarla sempre ed
ovunque...


Ancora lo sviluppo personale in laboratorio
Ancora un altro articolo dedicato alle connessioni fra
crescita personale e psicologia speriementale. Questa
volta il priming si è concentrato sulla importanza di
alcune parole...le parole che ti "fanno venire voglia"
o "non voglia" di fare qualcosa ;-)


Magia e Crescita personale (Gustavo Roll)

Il sensitivo più importante in Italia è stato di certo
Gustavo Roll. Un ricco torinese che ha segnato per
sempre la storia della parapsicologia e dello esote-
rismo intaliano. Tuttavia pochi sanno che Roll è stato
un precursore (forse inconsapevole) del moderno
sviluppo personale...avvicinandosi con le sue idee
alle moderne teorie quantistiche...


Musica e Sviluppo Personale
Che la musica sia di aiuto per stare bene e migliorarsi
non è una novità. Ad oggi esistono una valanga di prove
sperimentali a dimostrarlo e altrettante scuole italiane
di musicoterapia... ma pochi sanno che un sano esercizio
alla batteria può migliorare molte connessioni cerebrali
migliorando così la coordinazione, la memoria e altri
aspetti interessanti ;-)


Coach e coaching in un videogame
Da una decina d'anni a questa parte una branca dello
sviluppo personale si è trasformata in "coaching". Oggi
davvero molto popolare ma al momento della comparsa
di questo articolo (2008) lo era solo "per gli addetti ai
lavori". Il coaching oggi è fondamentale sia all'interno di
contesti lavorativi che extra lavorativi...


Il Web 2.0 ... usare i Video nello SP
Lo sviluppo personale va a braccetto con lo sviluppo
professionale, cioè con la capacità di crescere all'interno
del tuo "ambito lavorativo". Da quando ho aperto questo
blog ho cercato di rendere la mia comunicazione con gli
utenti sempre più intereattiva, e tutto è nato con questi
semplici video ;-) ....


Coach, psicologi e psicoterapeuti
I coach devono essere più bravi dei terapeuti? in questo
articolo alla dinamite (come è stato descritto dai lettori)
ti mostro quali sono, secondo me, le caratteristiche
principali che deve possdere un coach e allo stesso tempo
critico alcuni aspetti di questa "disciplina di confine".


Mindmapping usare le mappe mentali

Le mappe mentali implementate dal lavoro di Buzan sono
oggi parte fondamentale dello sviluppo personale e
professionale. In questo articolo, preso da un post molto
interessante apparso su masternewmedia.org/it ti
mostra tutti i software migliori per usare questa
utilissima risorsa on-line....


Le due facce dello Sviluppo Personale
Sai chi sono Anthony Robbins e Richard Bandler? molto
probabilmente si ;-) Questi due "autori" sono i porta-
bandiera di due "facce della stessa medaglia" ma il loro
modo "di fare" è profondamente diverso. In questo post
ti mostro il "perché" di questa differenza ed anche
quale dei due "mi è più simpatico" ;-)))


Artigiano della in-formazione psicologica
Ti sei mai chiesto come mai oggi ci sono così tanti blog,
forum e siti dedicati allo Sviluppo Personale? In questo
post ti mostro le mie personali motivazioni ed il perché
ritengo che il web 2.0 sia un passo avanti rispetto a
tutti i mezzi di comunicazione che prima ti mettevano
in contatto con questo meraviglioso mondo...


Ebook Reader e Nuove tecnologie
La formazione passa attraverso moltissimi canali, da
quello principale (il corso in aula) a quelli mediati, come
i webinar, i video, gli audio e i libri. Oggi, grazie alle nuove
tecnologie è possibile avere una biblioteca infinita ed
eccezionali risorse per migliorarsi...in questo post ti
parlo di come gli ebook reader (lettori di libri elettronici)
possano rivoluzionare per sempre il nostro modo di
leggere e di in- formarci ;-)


Giacomo Bruno e la Bruno Editore
Giacomo Bruno è uno degli imprenditori più giovani e di
successo nel campo della "nuova editoria". Ha iniziato
molto presto a formarsi nel campo dello sviluppo personale
e professionale sino a creare una delle più innovative
realtà nel campo della formazione. In questo post ti svelo
che cosa ne pensavo ...prima di conoscerlo dal vivo...e
come questo abbia modificato il mio modo di vedere
alcune cose ;-)


Un esercizio sconvolgente ;-)
Sono pochi gli esercizi che vengono utilizzati come
convincer, cioè come prove del fatto che la tua mente ha
molto più potere di quello che tu riesci ad immaginare.
In questo post troverai un VIDEO con un esercizio
davvero molto interessante che ti mostra quanto la
mente sia strettamente collegata al corpo... Svolgilo
con estrema "NON serietà" ;-)


Tony Robbins...e Tony Bobbins :D
Negli USA Robbins è talmente famoso da aver attirato
su di lui non solo registi, sportivi e presidenti, ma anche
la satira... In questo post vedrai un geniale Ben Stillers
che si cimenta in una perfetta imitazione del leader
mondiale della formazione. Di sicuro l'attore ha dovuto
studiarlo per poterlo interpretare in questo modo così
divertente. Guardalo è un vero spasso ;-)


La Creatività e Gli stati di Coscienza
Sapevi che la creatività può essere incrementata? Ma
in modo particolare di cosa "stiamo parlando" quando
tiriamo in mezzo il termine "creatività"? In questo
post ti mostro come "psicologia", studio degli stati
modificati di coscienza e ipnosi hanno contribuito
alla ricerca "della creatività" :-)


8 Modi per essere felici e avere successo ;-)
Tratti da un articolo scientifico ha studiato 8 semplici
regole da seguire per essere più felici. Gli autori dello
studio hanno provato che ...è la felictà a far raggiungere
il successo e non viceversa. Nel post trovi gli 8 modi
per essere felice e...di conseguenza avere più successo.


Smettila di farti le seghe mentali

Giulio Cesare Giacobbe, psicologo, psicoterapeuta,
filosofo e pensatore genovese è ormai noto per la sua
splendida opera divulgativa di ciò che lui stessa ha
chiamato "psicoterapia evolutiva". Per farlo si avvale
di un "misterioso audio" - ad oggi lo abbiamo ascoltato
e testato - ma in questo post vedrai come tutto è
iniziato ;-)


Brian Tracy e l'apprendimento di abilità

Tracy, uno dei più grandi divulgatori mondiali della
corrente motivazionale e dello sviluppo personale ti
mostra che, tutti ma proprio tutti possiamo scoprire
come diventare maggiormente creativi. E ti mostra
il suo splendido "stile formativo", dandoci una
visione ottimistica dello studio e della applicazione
di nuove "skill".


Psicologia energetica - il Body Talk

Vera Pfeiffer, psicologa ed ipnoterapeuta fautrice
primordiale del "pensiero positivo", in questi ultimi
anni si è spostata da una visione psicologica ad una
visione "energetica" dell'essere umano. Dopo aver
pubblicato diversi libri di successo ed aver creato
molte "tecnologie psicologiche" ne ha esportata
una "nuova di zecca" in Italia...il Body Talk


Mindfulness e meditazione "per guarire"
Jon Kabat-Zinn ha creato un modello psicoterapico
dell'appliacazione della meditazione (vipassana).
Creando il Mindfulness: in questo post potrai
trovare un meraviglioso audio che ti narra una
storia affascinante che riassume in toto, quale è
il vero significato del termine "presenza".


Leadership: è possibile aimentarla?

Un recente studio, con forti basi sperimentali,
ci dimostra "quando le persone percepiscono un
individuo come leader". Pare che questo dipenda
quanto una persona "parla all'interno di un
gruppo". Sono diversi gli studi che lo provano,
vieni a leggere i dettagli su come sfruttare questo
fenomeno ed aumentare la tua leadership.


Anthony Robbins e i webinar

Negli ultimi anni la formazione ha subito un
incredibile svolta, quella legtata all'avvento delle
nuove tecnologie e in modo particolare del web.
Alcune persone se ne sono rese conto in anticipo
mentre altre sono ancora li a chiedersi "se sia
bene o meno sceglierlo come mezzo". Lo stesso
Anthony Robbins ha tenuto un intero seminario
completamente on-line...


Prendere decisioni "seria-mente"

Tutta la nostra vita è un insieme di decisioni che
ci "tocca prendere". Putroppo però, nonostante lo
si faccia ogni giorno, prendere decisioni non è un
atto semplice. Per questo, pensatori di tutti i tempi
si sono occupati di questo argomento; in questo
post puoi leggere come "prendeva decisioni
importanti" Benjamin Franklin.


Modificare il "tono" dell'umore

C'è un modo semplicissimo per innalzare il tono
dell'umore, quello di ascoltare musica. In questo
post trovi la pubblicazione di un articolo che ha
messo in luce gli effetti che ha la musica sul
tuo umore. In poche parole, in quanti modi
questa splendida "creatura di dio" (pur essendo
ateo) può migliorare la tua vita.


Videogames: sviluppare l'intelligenza

Un video gioco può farti diventare più intelliegente?
è quello che si chidono gli specialisti da quando,
diverse case di videogames stanno vendendo alcuni
giochi che, sostengono di aumentare il QI. A quanto
pare questo non è fondato, almeno non lo è quanto
affermato dai loro primi costruttori...ma esistono
invece aspetti positivi. [NB attraverso questo post
inizia una lunga trattazione di studi sul come
"diventare più intelligenti"]


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ed autonoma pubblicazione del mio blog.

Uff ragazzi che carrellata... Se dai un'occhiata alle date di
pubblicazione degli articoli ti rendi facilmente conto che
non sono tutti quelli che ho pubblicato. Ma è davvero
difficile selezionarli... è per questo che ti invito a tornare
periodicamente qui per dare una sbirciatina agli
aggiornamenti, se invece non stai più nella pelle nel
scoprire quali saranno i prossimi, usa il piccolo motore
di ricerca qui in alto a destra e digita la key word
"Sviluppo Personale"... Buona in-formazione :-)


Come sempre fammi sapere se ti piace, lasciando
un commento qui sotto e se ti piace il blog, seguilo dai
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a presto
Genna


venerdì 23 aprile 2010

Sviluppo Personale: "apprendere per il gusto di farlo" :-)

















Ciao,


apprendere! passiamo tutta la vita a fare questa cosa,
cioè ad imparare nuove cose. Lo facciamo sia in modo
consapevole, come quando apprendiamo una specifica
competenza, sia in modo inconsapevole, come quando
una determinata situazione ci impone di farlo ...o più
semplicemente quando la nostra mente ritiene che
valga la pena ricordare quella specifica cosa. Io adoro
imparare nuove cose ;-)


Fino a qualche anno fa non capivo l'importanza della cosa
che sto per dirti.... credevo che molte cose le si dovessero
imparare solo perchè erano utili. Quindi mi limitavo ad
apprendere le cose che "pensavo" in un futuro mi sarebbero
state d'aiuto nel lavoro o in qualche altro ambito. Poi nel
tempo, ho continuato a covare l'idea che, molte cose sono
belle da imparare solo "per il gusto di impararle"...
ed ho scoperto che sono anche utili...


...oggi, dopo anni di mi accorgo che uno dei piaceri più grandi
dell'essere "vivi" è "apprendere". Non importa cosa! Ti faccio
il un esempio personale: come puoi immaginare faccio molte
cose in un giorno (un come tutti quelli che come me fanno i
liberi professionisti) per lavoro...ma nonostante questo ho
comprato delle palline ho iniziato a fare un di giocoleria
...tutto è iniziato guardando un filmato su youtube
ed ho inziato a farlo... (nel tempo poi ho anche scoperto
l'importanza di "giocare" ;-)


Adesso gioco con più palline e riesco a divertirmi nel farlo.
E' chiaro che, vivendo in un modo sempre più frenetico e
ultra carico di informazioni l'idea di fare qualcosa "tanto per
farla" sembra bizzarra. Eppure ti assicuro che esistono 2
ottimi motivi che sono strettamente legati allo sviluppo
personale...due aspetti importantissimi: la capacità di
accedere ad uno stato di Flow e la plasticità neuronale:


1) Il Fusso o Flow: come ti avevo già detto il "flow" ho
stato di flusso accade quando siamo completamente assorti
e concentrati nel fare qualcosa. Questo crea uno stato di
profonda unione con il tutto ed è l'esempio massimo di
meditazione. Chi pratica la meditazione cerca in fondo uno
stato di coscienza simile a questo...completamente e
totalmente presente in quello che stai facendo.
L'esperienza di flusso ti permette di ricevere la maggior
parte dei vantaggi di uno che pratica la meditazione da
anni. Insegnare al tuo cervello a concentrarsi, centrarsi e
a rilassarsi...


2) La plasticità neuronale: la frase più inquietante e
allo stesso tempo veritiere che trovavo spesso nei miei libri
di neuroscienze era "se non lo usi lo perdi". Questa è una
"regoletta" fisiologica che significa, se non "usi un
determinato apparato del corpo" prima o poi questo si
atrofizza... e lo stesso vale (se non di più per il cervello).
Ogni volta che impari qualcosa di nuovo questo modifica
l'architettura del tuo cervello...e questo modifica tutto
dentro di te ... ed è come se "avessi cambiato, pulito e
rinnovato"il tuo appartamento. Apprendere cose nuove,
semplici e divertenti...come la giocoleria ha proprio
questo effetto ;-)


Ecco come mi sento quando faccio della "giocoleria" oppure
quando "suono la mia chitarra" (anche qui cerco di scoprire
periodicamente cose nuove da fare), non sento di "perdere
tempo"...ma sento che sto facendo del bene a me stesso.
Chiunque abbia provato l'effetto flow-meditativo di cui
parlavo prima (che si prova in tutte le attività umane) sa
che cosa si prova fare qualcosa "per il gusto di farla" e non
perché: bisogna restare in forma, bisogna apparire più colti,
o altre cose del genere (e se nel farlo riesci anche ad
ottenere dei vantaggi, ben venga:-))...


Ho scritto questo post perché vedo sempre di più che le
persone "non hanno tempo" di dedicarsi a questo genere
di attività. La nostra società cerca di spingerci verso una
efficienza sempre più alta, e molti abbandonano i propri
hobby e le proprie passioni per tuffarsi nel lavoro. Con
questo articolo voglio dirti che, i tuoi hobby, possono
farti allenare il cervello e che questo, se fatto nel modo
giusto (senza far diventare l'hobby una ossessione) può
migliorare le tue prestazioni negli altri campi della
tua vita, soprattutto sul lavoro ;-)


Quando ho deciso di scrivere questo articolo ne stavo
parlando con un amico che mi ha fatto notare: "ma se il mio
hobby e le mie passioni coincidono con il mio lavoro?"... la
domanda del mio collega era "faziosa" perché lui sa che per
me è così ;-) E' chiaramente un bene prezioso quello di poter
lavorare su qualcosa che ti appassiona davvero. E se anche
tu come me hai questa fortuna ti consiglio ancora più
caldamente di trovare una attività alternativa. Vedrai,
terminata quella attività sarai 100 volte più carico per
affrontare il tuo lavoro.


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a presto
Genna

giovedì 22 aprile 2010

Comunicazione non verbale: "I lapsus non verbali e i 3 gesti"



















Ciao,


sai che cosa è un lapsus? immagino di si...si tratta di un
errore linguistico reso famosissimo da Freud, il quale era
fermamente convinto che ad ogni scivolone di questo
genere soggiacesse un contenuto inconscio represso. In
pratica se invece di dire, "giochiamo a Fifa" (noto video
game) uno dicesse: "giochiamo a figa" :D... questa sarebbe
l'espressione linguistica di un desiderio censurato
(cioè trattenuto) nell'inconscio.


E' chiaro che per accettare questa definizione bisogna
anche abbracciare la teoria freudiana di funzionamento
della psiche (ce ne sono altre;-)). La quale, per essere molto
semplici, dice che nell'inconscio sono presenti i contenuti che
noi non vogliamo rendere coscienti perché troppo carichi
emotivamente. Ma ogni tanto, attraverso i lapsus, i sogni e i
motti di spirito, questi contenuti possono sfuggire alla
"censura" e verbalizzarsi.


Inidipendentemente dal fatto se questa teoria sia
attendibile o meno, è interessante notare che i lapsus
sono stati trovati non solo fra le parole ma anche nella
comunicazione non verbale. Ed è stato proprio lo
ormai famosissimo Paul Ekman a scoprirli. Ekman si è
chiesto se esistesse una corrispondenza diretta fra il
linguaggio non verbale e le emozioni. Cercava in pratica
di vedere se alcuni gesti e comportamenti fossero
collegati con specifiche emozioni.


Purtroppo la ricerca non ha rilevato una reale e pura
corrispondenza ma una forte correlazione si...e per
essere precisi questa correlazione era spiccata in due
soli gesti. Nella comunicazione non verbale esistono
3 tipologie di gesti che si possono osservare:


1) Gesti emblematici: sono gesti culturalmente decisi e
condivisi e che hanno un significato univoco. Li si possono
usare anche quando non è possibile parlare e variano da
cultura a cultura. Ad esempio il segno di "ok" mettendo
indice e pollice a cerchio (che in altre culture può anche
essere un offesa) il famoso "dito medio" o fotti-dito ;-)
o il "pollice verso" (come quello nell'immagine) ...ecc...


2) Gli illustratori: sono gesti che vengono utilizzati per
accompagnare e dare enfasi al discorso. Questi non hanno
un significato univoco e sono utilizzati solo durante un
discorso. Si tratta del comune "gesticolare" che varia da
cultura a cultura...


3) Manipolazioni: si tratta di tutti quei "toccamenti" del
corpo che non hanno come obiettivo diretto quello di
comunicare qualcosa (come nei due casi precedenti) ma
quello di "diminuire una tensione"..ad esempio grattarsi.
Sono anche i gesti che più sono stati opera di
interpretazione...


Viene da se che gli unici gesti che vogliono davvero dire
quello che indicano sono i "gesti emblematici". Se fai un
gestaccio a qualcuno non significa "nient'altro che quello".
Paul Ekman, durante alcuni suoi studi (che magari ti
mostrerò in altri post) ha notato che esistono due gesti
che sono incredibilmente correlati con le emozioni...
Il primo è quello del fotti-dito, mentre il secondo è una
leggera alzata di spalle...


Entrambi questi gesti sono emblematici perché univoci.
E sono stati osservati con estrema frequenza in due
casi precisi, quando la persona è "arrabbiata" (nel caso
del dito medio) o quando la persona è "scossa" nel caso
dell'alzata di spalle. Ekman ha nontato che la loro
apparizione è identica a quella del "lapsus verbale" in
cui la persona non è cosciente di cosa sta facendo...


Altra caratteristica di questi "lapsus non verbali" è che
il gesto viene fatto in modo approssimativo. Infatti
questo non essendo volontario appare solo "a metà" e,
soprattutto appare in zone e posizioni dove il nostro
interlocutore non può vederli. E' chiaro che alzare il
dito medio ad altezza viso non è così spontaneo e
involontario ;-)



Concludendo: nella comunicazione non verbale esistono
3 tipologie di gesti ...e fra questi ne esiste una categoria che
è risulta essere più attendibile, quando si cerca di collegare
un significato a quello specifico gesto. Ekman ne ha
individuati due "un mezzo dito medio" ed una "mezza alzata
di spalle". Nel valutare questi gesti ricorda di evitare di
incorrere nella famosa, equivalenza complessa ;-) Nei
prossimi post approfondirò questo argomento...


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a presto
Genna