domenica 28 febbraio 2010

Psicologia: "chi dorme non piglia pesci"
















Ciao,


hai letto il titolo del post? iniziava proprio così uno dei miei
testi di neuroscienze al capitolo "sonno". Il proverbio era
utilizzato per sottolineare che spesso, pensiamo di avere
bisogno di più ore di sonno del necessario. Così nel tempo
ho abbracciato questo modo di pensare, anche se molto
spesso mi sparo quella che viene spesso denominata in
modo scientifico come "la pennichella" ;-)


Quando ho poco tempo mi "rilasso", ma se ho almeno 30
minuti spesso mi piace proprio fare una sana pennica :-)
Sana? Matthew Walker un ricercatore della UC Berkeley
ha presentato, alla AAS di San Diego uno studio molto
interessante proprio sul fantomatico "sonnellino". Il
ricercatore e i suoi colleghi hanno selezionato 39 adulti
che hanno suddiviso in due gruppi. Ad un gruppo è stato
chiesto di fare la pennica e mentre al secondo no...


Entrambi i gruppi, a mezzogiorno, sono stati invitati a
svolgere un compito di memoria...in modo da coinvolgere
le strutture dell'ippocampo. Una parte posta nel famoso
sistema limbico di cui i neuroscienziati hanno provato il
coinvolgimento nello stoccaggio delle informazioni a breve
e a lungo termine. Entrambi i gruppi hanno avuto la stessa
efficacia nel comprendere e memorizzare il compito.


Dopodichè, precisamente alle 14:00, un gruppo si è sparato
una pennica di ben 90 minuti (guarda caso della durata del
ritmo circadiano ;-)) mentre il secondo gruppo no. Quindi
abbiamo un "gruppo pennica" e l'altro no. Il risultato è stato
schicciante: il "gruppo pennica" ha dimostrato essere molto
più performante rispetto al secondo gruppo, dimostrando
così l'importanza di un sano sonnelino per "ricaricare le
batterie".


Per spiegare i risultati Walker usa una metafora nota a chi
come te "bazzica sul web". Wlker parla dell'ippocampo
come di una "casella email" e di come questa si riempia di
messaggi durante la giornata, e più messaggi ci sono e meno
performante e la gestione delle informazioni. Quando ti fai la
tua pennica è come se "resettassi i messaggi" rendendo la tua
memoria più fluida. Per restare in tema informatico, è come
se la tua RAM venisse liberata di tutti i suoi compiti...e tutti
abbiamo provato il crash del PC quando si aprono troppe
applicazioni tutte in una volta ;-)


Sarebbe molto interessante ripetere questo esperimento
affidandosi esclusivamente al rilassamento, alla meditazione
e all' auto-ipnosi. Qualcosa è stato già fatto, ma sarebbe
proprio carino mettere a confronto un "gruppo pennica"
con un gruppo "auto-ipnosi"...per vedere se si hanno dei
risultati simili o addirittura superiori... Se sei un ricercatore
prendi liberamente spunto da questo e proponilo al tuo
boss ;-)))


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a presto
Genna

sabato 27 febbraio 2010

Comunicazione Efficace: "Tania Bianchi una brava comunicatrice" ;-)


















Ciao,


l'altra sera guardavo il Chiambretti Night e chi ci vedo?
Tania Bianchi, una delle prime donne italiane formate
direttamente da Bandler...e non solo. Infatti Tania
Bianchi
oltre ad essere consulente sessuale è anche
Master in PNL e ha fatto una marea di corsi dedicati alle
relazioni:
da Ross Jeffris a John Gray... e l'ho beccata
proprio mentre faceva un'analisi personologica di Emilio
Fede...ed è stata davvero molto brava. Ma perché
ti parlo di Tania Bianchi?....


Come prima cosa, te ne parlo perché la Bianchi ha usato
moltissimo linguaggio che "a noi" piace un sacco. Ha parlato
di "interruzione di schema", di ancoraggio e anche di
linguaggio non verbale volto a chiudere e ad aprire i
discorsi. In pratica ha fatto tutto quello che avrei voluto
fare io ospite di Festa Italiana...ma per evidenti motivi
non sono riuscito a fare (magari la prossima volta ;-))


Anni fa l'avevo già vista, la "ragazza" bazzica da molto...
molto tempo nel campo della PNL e della comunicazione.
Così con la scusa del Chiambretti sono andato a cercarla
e guarda cosa ho trovato:





L'hai vista? è davvero spassosissima... tanto che ho già
deciso di acquistare i suoi video (non ci guadagno nulla
nel consigliarteli ;-)) però ti assicuro che è davvero molto
brava. In Italia ormai i trainer e i formatori, di questo
stampo, vengono fuori come i funghi. Solo 10 anni fa, più
o meno quando ho iniziato io, questi si contavano sulle
dita di una mano...oggi ce n'è un vero delirio...ma
purtroppo la qualità generale è bassa. Perché?
semplice perché per alcune persone basta leggere un
paio di libri e frequentare due corsi per poter fare
questo mestiere ;-)



Ci tengo a precisare che, per me (giudice assoluto auto-
proclamato, quindi non fidarti di me) sono davvero pochi
i formatori italiani che sono in grado di fare una delle
cose più importanti in questo campo: "fare ridere!" ;-)
Si perché quando si ride tutto funziona meglio, per primo
l'apprendimento. E devo ammettere che la Bianchi mi ha
fatto parecchio ridere ;-) Fortunatamente negli ultimi
anni le cose sono un po' cambiate, ma solo qualche tempo
fa alcuni trainer erano davvero terribili ;-)


A volte mi chiedo se le persone hanno mai visto, lui...il
co-creatore della PNL...Bandler. Se ti guardi un suo
video (a dire il vero) impari poco, se per apprendimento
si intende conoscere la teoria e lo schema sottostante.
Ma sicuramente ti fai un sacco di risate ;-) perché lo
zio Richard è un vero spasso, non sfigurerebbe di certo
fra i comici professionisti di Zelig e di Colorado ;-) Ora
ti chiedo, quali professori della scuola ricordi meglio? di
solito sono 2 categorie, o i cattivoni o quelli che ti hanno
fatto divertire e probabilmente apprendere di più...


Per l'apprendimento quello che conta è generare delle
emozioni...al tuo "cervello" non importa se queste sono
positive o negative, gli importa solo di vivere delle nuove
emozioni. E direi che potendo scegliere quali emozioni
generare negli altri durante la formazione, preferisco di
grand lunga le emozioni positive ;-)


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a presto
Genna

venerdì 26 febbraio 2010

Psicologia della Persuasione: "Nel web persuade di più la Razionalità o l'Emotività?"

















Ciao,


tempo fa ho parlato di un modello teorico accreditato sui
meccnismi della persuasione. Un modello che conoscono
"pochi" o per lo meno solo chi ha studiato alcune materie.
In questo caso i ricercatori hanno davvero colto nel segno
...e un gruppo di ricerca lo ha applicato anche al web, per
determinare quale "via" fosse la migliore per persuadere
i visitatori di un sito web ;-)


In modo particolare nello studio hanno esaminato
le vie di persuasione, quella periferica e quella centrale,
mettendole in realzione con "messaggi cognitivi" (centrale)
e "messaggi emotivi" (periferica) . Il modello studia gli
atteggiamenti delle persone e come questi possano essere
modificati. Quando l'interesse per un messaggio è alto gli
l'elaborazione passa dalla via centrale. Se sei appassionato
di auto di certo non ti farai attrarre dalla "pubblicità" con
una bella donna ma andrai a cercare le caratteristiche
tecniche dell'auto prima di acquistarla...


...viceversa, se la tua conoscenza ed il tuo interesse sono
bassi la via che "persuade maggiormente" è quella del
percorso detto "periferico". In pratica, tutto quello su cui si
basa il marketing moderno. Vendere il prodotto facendo
leva sulle emozioni... E' chiaro che essendo l'uomo composto
da entrambe le cose: razionalità ed emotività... è
davvero difficile sostenere quale delle due vie verrà
utilizzata...(ricordando che si tratta di un modello e
non della realtà) ;-))


I ricercatori hanno costruito due diversi siti web...entrambi
erano fittizi per evitare che i naviganti avessero già
potuto vederlo. L'unica differenza fra i due siti era nello
atteggiamento con cui era redatto: uno serio ed un altro
divertente. Sono stati reclutati 112 partecipanti ai quali è
stato chiesto di leggere e valutare attentamente il sito,
cliccando sui link che li interessavano maggiormente.


Lo studio è stato davvero molto complesso per questo
motivo ti riporto solo i risultati più salienti evitandoti
tutta la "parpardella metodologica" ;-) Intanto il primo
risultato abbastanza singolare è che i siti che avevano un
layout (aspetto) più serio erano ritenuti più affidabili di
quelli dall'aspetto divertente. Ma bisogna ricordare che
si trattava di un'agenzia di viaggi. Aspetto non di poco
conto ;-) Non prenoterei mai su un sito di viaggi scritto
da un comico di Zelig... magari con il calim "e se l'albergo
fa schifo?...bhe...ci facciamo una risata!" :D


Il secondo risultato
era legato ad una delle ipotesi di
partenza: se nel valutare la validità di un link fosse più
importante una motivazione cognitiva (razionale) oppure
una motivazione di tipo emotivo (inconscia). Il risultato
univoco, entrambe le variabili (emotiva e cognitiva)
erano significative nel determinare l'interesse dei
soggetti verso il sito. E chiaramente, il massimo della
efficacia la si otteneva quando queste due variabili
erano mescolate assieme ;-)


Concludendo: per quanto razionale tu possa essere,
quando scegli di cliccare un link su un sito (e non solo) lo
fai sia seguendo i tuoi interessi razionali e sia seguendo le
tue emozioni. In un mix che varia in base al tuo grado di
preparazione in quel determinato campo: più sei
preparato e meno vieni influenzato dalle variabili emotive
....e viceversa.


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A presto
Genna

giovedì 25 febbraio 2010

Sviluppo Personale: Kipling e i Simpson ;-)

















Ciao,


l'altra sera stavo guardando i Simpson quando ad un tratto
nonno Abrhams giocandosi una fortuna al casinò dice ad
Homer che vuole impedirglielo: "ma nella poesia di Kipling
non si dice che se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo
mucchio e te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta, e se perdi,
sai ricominciare senza dire una parola di sconfitta...Il mondo
è tuo, con tutto ciò che ha dentro, e, ancor di più, ragazzo
mio, sei Uomo!". Bellissima! e da tanto che volevo parlare
di quanto alcune poesie abbiano preceduto molte delle
scoperte sulla psicologia dello sviluppo personale.


Facciamo una breve analisi di questa stupenda poesia che
Kipling ha voluto scrivere a suo figlio per insegnargli
qualcosa sulla vita...attraverso la lente della psicologia
dello sviluppo personale:


Se riesci a conservare il controllo quando tutti Intorno a te lo
perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te
quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare, O se mentono
a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a
non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare
troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Già qui c'è un po' di tutto, dalla psicologia positiva alla
Intelligenza emotiva.

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Qui un esempio magistrale di come si gestiscono gli
obiettivi...la famosa "direzione ben formata" di
alla Richard Bandler...

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Questo è un bell'esempio di motivazione e ancora
di intelligenza emotiva... e di quell'atteggiamento
selvaggio tanto professato dalla PNL...

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!


Anche qui abbiamo un esempio fantastico di come si
dovrebbe relazionarsi con le altre persone...e dulcis in
fundo...un esempio fantastico di "psicologia della
evoluzione"...in cui tutti dovremmo prima o poi
diventare uomini...o come direbbe Gilulio Cesare
Giacobbe
...adulti, cioè Stronzi ;-)


Ci tengo a sottolineare che una "poesia" non può essere
inserita solo all'interno di questa cornice. L'arte è arte
tuttavia essendo una attività dell'inconscio altrui di certo
attiva il tuo inconscio...e in un'ottica ericksoniana leggere,
ascoltare, vedere e vivere l'arte è il regalo più bello che
tu possa fare al tuo inconscio ...per cui del tuo
sviluppo personale ;-)


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a presto
Genna


Ps. è stato terribile spezzattare una poesia così
bella :-)

mercoledì 24 febbraio 2010

Psicologia e Social Network: descrivi davvero chi sei su Facebook ?















Ciao,


l'altro giorno ho parlato di come alcuni tratti di personalità
sono legati a come mantieni o crei le tue amicizie online.
Oggi invece ti parlo di uno studio simile ma è basato su un
aspetto ancora più interessante ed è: "quanto possiamo
fidarci dei profili che troviamo sui social network? e
soprattutto questi rispecchiano realmente la personalità
dell'utente?". Ad oggi ci sono circa 700 milioni di utenti che
connessi fra facebook, myspace, e altri...sono davvero tante
..cosa dicono i loro profili sulla loro vera personalità? ;-)


I ricercatori hanno reclutato 236 studenti americani e
tedeschi che utilizzano quotidianamente i social network,
i quali sono stati tutti sottoposti al test dei "big five". Che
si divide in 5 tratti principali: estroversione, apertura,
coscienziosità, amabilità e nevroticismo. Successivamente
ai soggetti è stato somministrato un questionario per
valutare la loro "personalità ideale"...cioè chi sarebbero
voluti essere...


Dopodiché sono stati reclutati un gruppo di giudici allo
oscuro di tutto. Ai quali è stato chiesto di valutare la
personalità dei profili di facebook dei partecipanti. A
questo punto i ricercatori hanno tutti i dati per poter
trarre le loro conclusioni: secondo te la valutazione dei
giudici indipendenti rispecchia la "vera personalità" dei
profili oppure rispecchia di più la loro "personalità
ideale?".


Al contrario di quanto si possa immaginare, la personalità
descritta dai giudici (che ti ricordo sono persone alle quali
è stato semplicemente chiesto di valutare la personalità di
persone che posseggono un profilo su un social network) è
stata più vicina a quella reale che non a quella ideale.
Le persone sono risultate essere terribilmente oneste
nella descrizione di se stesse tramite i loro profili.


Questo studio è davvero interessante perché smonta il
vecchio stereotipo che internet sia una giungla infestata
di porcherie. In parte è vero, ma ad oggi gli utenti sono
diventati sempre più esperti e sanno riconoscere i veri
pericoli dalle "paranoie collettive". Non solo prova anche
che una delle osservazioni fatte da Freud è a tutt'oggi
valida...anche nel mondo virtuale: "non puoi nascondere
chi sei, questo trasparirà da tutti i pori della tua pelle".
(diceva all'incirca così)...


Al contrario di quanto sostenevano tempo fa gli studiosi,
cioè che internet spinge le persone a crearsi una loro
immagine ideale...questo studio dice praticamente
l'opposto.
E questo sicuramente spiega la attuale
super popolarità dei social network, perché la onestà
e la verità trascinano le persone. E' chiaro che ognuno
di noi ci "mette del suo" per apparire in un certo modo
piuttosto che in un altro...ma questo lo fai anche
dal vivo ;-)


Le persone hanno davvero compreso l'efficacia del web
come "nuovo" mezzo di comunicazione. Ti basta dare
un'occhiata al nuovo giornalismo online o altre cose del
genere per capire che ormai...non puoi più nasconderti
dietro ad un avatar ... alle persone piace avere a che
fare con persone vere. Questa è la rivoluzione dal basso
che mi piace tanto e che mi spinge a scrivere tutti i
giorni su questo blog ;-)


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a presto
Genna


martedì 23 febbraio 2010

Metaprogrammi: Riferimento esterno ed interno...sulla tua fronte ;-)


















Ciao,


la scorsa settimana ti ho introdotto ai metaprogrammi
della PNL..ricordi? se non sai cosa sono clicca qui e poi
ritorna ;-) In particolare ti ho mostrato come utilizzare il
linguaggio per motivare e persuadere facendo leva su
questi "bug della mente"...La teoria alla base è che chi
usa prevalentemente uno stile "di metaprogramma" (es.
è più "via da") mostra questo aspetto non solo nel suo
comportamento ma prima di tutto nel suo linguaggio.


Ascoltando quello che le persone dicono possiamo
dedurre il loro "stile" e ricalcarlo. Prima di iniziare ti
invito a fare un piccolo gioco che forse hai già fatto...bhe
vediamo ..."disegnati, con un dito, la lettera G" sulla
fornte...su non starci a pensare disegnala e basta ;-)
allora in quale direzione l'hai disegnata? L'hai fatta in
modo che solo tu potessi leggerla o in modo che anche
gli altri potessero farlo?


Se lo hai fatto in modo che "solo tu potessi leggerla"
allora secondo Wiseman, sei una persona a "basso auto
monitoraggio"...cioè ti importa di meno delle opinioni
altrui...se invece hai fatto in modo che la leggessero gli
altri allora hai un "alto auto-monitoraggio". Ti importa
molto di cosa pensa la gente e come tu appari a loro.
Questa stessa categoria era stata anche indagata dalla
PNL sotto il nome di "Riferimento"...


Per Riferimento si intende dove porti la tua attenzione
quando devi scegliere di fare una determinata azione.
Secondo lo "stile rifermento" esistono persone che hanno
maggiormente riferimento interno e persone che
hanno un riferimento esterno. Le prime sono quelle
a "basso automonitoraggio", mentre le seconde sono
quelle "ad alto". Facciamo un classico esempio di chi va
in un negozio a comprarsi una nuova camicia...



...chi ha un riferimento interno sa bene come vuole
essere visto, per cui andrà dritto senza chiedere niente
proverà la camicia e se gli piace la prende. Mentre chi
ha un riferimento esterno, per prima cosa chiederà alla
commessa, e poi magari alla sua fidanzata, e poi al suo
parrucchiere...e avanti così...cercando continua mente
un feedbak all'esterno. Questo potrebbe farti
pensare che "l'interno" sia più forte dell' "esterno"...



...il riferimento, e questo vale per tutti i metaprogrammi
è contestuale (cioè in alcuni contesti sei più interno ed in
altri più esterno...se ci pensi, meno ne sai di una certa
cosa e più devi essere esterno)...per cui esisteranno le
persone giuste al posto giusto...Ad esempio un venditore
dovrà essere a riferimento interno (altrimenti al primo no
che si sente dire si deprime ;-)) mentre un responsabile
nell'ufficio acquisti sarà meglio a riferimento esterno.


Come fare per riconoscerli, basta porre la domanda:
"come fai a sapere di aver fatto bene...(o male) X"? o
"cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?".


La struttura della frase Rif. Interna: utilizza molto
il "l'ho fatto io"...come Pippo Baudo ;-) Pongono resistenza
se gli dici che cosa devono fare. Valutano i loro risultati
basandosi sui loro precedenti risultati. Si mettono spesso
al centro del discorso, raccontando le loro esperienze ma
senza darti il tempo di valutare se sei d'accordo o meno.


Struttura della frase "riferimento esterno":
cercano persone o fonti esterne che possano giudicare per
loro. Questo non significa che un semplice giudizio esterno
le guidi, ma che hanno il bisogno di quel giudizio per poter
procedere con il loro processo decisionale. Confrontano il
loro lavoro con standard esterni di altre persone, o con
delle norme prefissate...ecc. Le informazioni esterne
vengono prese molto seriamente...


Il Linguaggio di Influenza, cioè le parole che fanno
leva sui diversi stili. nel caso del Rifermento Interno:
dipende da te...solo tu puoi decidere...prendi la decisione...
scegli tu...potresti prendere in considerazione...che cosa
ne pensi?...ecco le informazioni per decidere...suggerisco
che tu ci rifletta...appena hai preso una decisione chiama...


Linguaggio di influenza per riferimento esterno:
Altri lo noteranno...renditi conto...è stato approvato da...
fari un figurone...prendi coscienza...pinco pallo dice che...
gli esperti dicono che...studi scientifici riportano...ecc...


Bene, penso che anche per oggi sia sufficiente. Adesso
vai nel mondo reale "è prova" ad ascoltare cosa dicono
le persone e cerca di individuare quale stile hanno in
quel determinato momento. Mi raccomando, ora ne sai
già due di distinzioni: Riferimento e Direzione. Per cui
cerca di notare entrambi i metaprogrammi e, se puoi
interagendo usa il linguaggio di influenza.


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A presto
Genna

lunedì 22 febbraio 2010

PNL e Coaching: Il tuo mentore interiore...



















Ciao,


dopo una settimana di assenza torna l'audio esercizio e
questa volta ne ho trovato uno davvero interessante
sviluppato da John Grinder per il coaching e che non fa
altro che ricalcare i passi di Milton Erickson e tutti gli
aspetti su cui è stata fondata in questi anno la PNL. Il
pattern di oggi è valido per raggiungere piccoli obiettivi
o per colmare micro distanze...per mettere il "piede
nella porta" in una certa direzione.







domenica 21 febbraio 2010

Psicologia e Internet: "dimmi come usi Facebook e ti dirò chi sei" ;-)

















Ciao,


ricordo ancora la prima volta che un amico mi disse "sai
ho conosciuto una tipa su internet e ci siamo innamorati"
...ti parlo del 96...l'ho guardato e gli ho detto "ma daiiii
lascia perdere ste cose" ;-) Oggi che parte della mia vita
è online, mi rendo conto che internet non è altro che un
"mezzo di comunicazione"...anzi il più potente mezzo di
comunicazione. Questo non significa che ti consigli di
cercare le amicizie online ;-)


Un gruppo di ricercatori Leman Tosun e Timo Lajunenha
hanno indagato la personalità di alcuni soggetti utilizzando
il famosissimo test di personalità di Eysenck. Questo test
divide le persone in 4 grandi categorie: estroversione,
introversione, nevroticismo e psicoticismo. Prima hanno
somministrato il questionario di personalità (questo è il
suo vero nome e non "test" ;-)) e poi hanno chiesto come
utilizzavano internet per mantenere le relazioni sociali.


Chi è risultato essere più estroverso usano internet per
cementare e mantenere le loro amicizie (offline). Mentre
chi è risultato essere più "psicotico" tende ad utilizzare
internet come sostituto dei rapporti reali. Infine i soggetti
che sono rientrati fra i "nevrotici" non hanno alcuna
preferenza significativa nel campo della comunicazione
online. Ahahah...scommetto che ti stai già preoccupando
di sapere tu "in quale stile rientri" ;-) evita di chiedertelo,
noi siamo tutto, in base al contesto...


e nel contesto del "mio titolo" ...cioè facebook chiediti per
quale motivo intrattieni relazioni li sopra. Ti faccio un
esempio, io lo uso soprattutto per il blog, perché so che
può essere un buon modo per accrescere la visibilità dei
miei contenuti. Però, quando ad esempio inizia a piacermi
una persona inizio anche ad usarlo come mezzo più intimo.
Anche se di "intimità" su quel Fb ce n'è ben poca ;-)
La cosa più importante è non scambiare le cose...


...con il "non scambiare le cose" intendo: anche se può
sembrare una soluzione comoda quella di starsene a casa
a "intrallazzare sulle chat"...secondo me non funziona. E,
ancora peggio, rischia di farti perdere quelle abilità sociali
che solo la realtà esterna ti può insegnare... Per cui esci,
muovi il culo, incontra gente...se non sai come fare la cosa
più semplice è questa: iscriviti a qualche attività comune,
la palestra, la piscina, i circoli, ecc...ecc... Il modo è
zeppo
di opportunità :-)


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Genna

sabato 20 febbraio 2010

Comunicazione Efficace: il linguaggio volgare...


















Ciao,


ti ho già parlato del "linguaggio volgare" e di come alcune
volte sia utile in formazione per aprire la mente delle
persone. Nonostante questo molti miei colleghi ma anche
semplici lettori di passaggio sono un po' irritati dal fatto
che io cerchi di scrivere "come parlo". Sicuramente avrai
notato che come prima cosa ti do del "tu", cosa che viene
spesso poco accettata nel mondo pomposo dei miei
colleghi...ma questo è solo l'inizio della faccenda...


Così da quando ho iniziato a bloggare ho preso la decisione
di essere il più colloquiale possibile nella scrittura. Qualche
furbone potrà pensare che io utilizzi questo modo di fare
solo per una questione di copywriting...ma così non è. In
fatti se ci pensi il modo migliore per parlare a qualcuno è
quello di essere chiaro e semplice...senza troppi paroloni
che spesso vengono usati a sproposito. Questo mio modo
di fare è lo stesso che hanno usato nostri predecessori
come Dante e Boccaccio...mica pizza e fichi ;-)


Per questo motivo mi ritrovo a scrivere mettendo tanti
puntini di sospensione...perché sono ancora più efficaci
delle virgole e dei punti. Ma ci sono altri motivi che sono
legati alla comunicazione efficace dei contenuti:


1) Il linguaggio volgare, cioè quello parlato è il modo
migliore per entrare in rapport con qualcuno. Perché
ti permette di restare su un certo livello, se poi questo
si alza, puoi alzarlo anche tu...ricalco e guida...


2) Il linguaggio volgare fa ridere ;-) e la risata attiva
la tua memoria. Noi ricordiamo attentamente solo ciò che
ci emoziona...e dovendo scegliere fra le emozioni da usare
per ricordare...preferisco di gran lunga quelle positive ;-)


3) Il linguaggio volgare è emotivo cioè è il modo con
cui le persone esprimono le loro emozioni...e come si sa è
davvero importante che una persona possa liberamente
esprimere le proprie emozioni.


Concludendo: se vuoi imparare l'italiano forbito questo
non è il posto giusto ;-) perché qui cerco di "parlare come
mangio"...e ti assicuro che sono davvero disordinato nel
farlo...cioè nel mangiare ;-) Oltretutto sono certo che
chi mi legge apprezzi questo genere di linguaggio, anche
perché non se ne può più dei professori e professionisti
barbosi che quando parlano avrebbero bisogno dei
sottotitoli ;-)



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Genna

venerdì 19 febbraio 2010

Psicologia: "..terrone sei meno intelligente di me.."



















Ciao,


l'altro giorno mi arriva la segnalazione di un articolo molto
divertente, se preso con le pinze. Richard Lynn, docente
emerito di psicologia all'università dell'Ulster a Coleraine,
in Irlanda del Nord ...spara la sua teoria: i meridionali in
Italia sono meno intelligenti
perché sono stati mescolati
con le popolazioni del Medio Oriente e dell'Africa :-O
Bhe...ti sarà chiaro che chiamandomi Gennaro non sono
dell'Alto Adige ;-) per cui l'articolo mi fa ancora più
ridere :D


Sfortunatamente Lynn non è il primo a scombinare i
dati degli esperimenti per provare correlazioni spurie
(spurie: non pure;-)). Infatti diversi scienziati di questo
secolo hanno svolto studi simili, magari testando il QI
di neri e bianchi. Quando la popolazione di colore a stento
riusciva a leggere la richiesta degli sperimentatori e non
perché stupida...ma perché non era la loro lingua ;-)
Voglio vedere se ti faccio fare un test in cirillico come
te la cavi ;-)))


Ma la ricerca di Lynn non stupisce visto che già negli
anni 70 aveva svolto uno studio in cui tentava di
dimostrare che c'è una relazione diretta fra colore della
pelle e intelligenza. Dove più si è chiari di carnagione e
più si è intelligenti... ma "il fenomeno" non si è fermato
qui ha anche stabilito che le donne sono più stupide
(ops...meno intelligenti) perché hanno il cranio più
piccolo :-O Il che sarebbe a dire che la balena è più
intelligente di noi visto che il suo cervello è
più
grande ;-)


Fortunatamente il Prof Roberto Cubelli (di cui abbiamo
già parlato
) contesta la ricerca che sosterrebbe la superiorità
del nord Italia rispetto al sud Italia. Cubelli afferma: «gravi
limiti teorici, metodologici e psicometrici (inadeguatezza
degli strumenti di misura, arbitrarietà della procedura di
analisi, mancata definizione di intelligenza), attualmente
in discussione presso la comunità scientifica».


E' sicuramente vero che, in generale, il sud del mondo è
più povero. Questo fa si che meno persone studino, che
dilaghi più facilmente la criminalità e valori che sono
lontani da quella di "coltivare un' intelligenza". Ma voglio
anche ricordare che molti pensatori e artisti straordinari
arrivano proprio dal sud Italia. Da Archimede di Sircusa
a Vincenzo Bellini...e chi più ne ha più ne metta... dove c'è
la possibilità di pensare esistono uomini "intelligenti"...



Il concetto di intelligenza è enorme e sfaccettato ma
può essere riassunto nella "capacità di adattarti". E la cosa
che spesso si dimentica è proprio il contesto... E' chiaro che un
abitante della savana dovrà sviluppare una sua intelligenza...
che non è la stessa di chi nasce in Italia oppure in altre parti
del mondo. Questa notizia ha fatto scalpore perché Lynn è
il personaggio delle ricerche strambe...ma pare che da
queste dipenda il suo successo.


Ricorda sempre che Hitler così come altri dittatori hanno
sfruttato ricerche simili per giustificare le loro pazzie...
per cui "occhi ben aperti" quando ti avventuri in questo
pazzo mondo ;-) Fammi sapere che ne pensi, lascia un
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a presto
Genna

giovedì 18 febbraio 2010

Psicologia: la rivincita dei maschietti ;-)






















Ciao,


se mi segui o se ami la psicologia delle differenze fra uomo
e donna sai che queste ultime sono davvero molto ma
molto fortunate: hanno un cervello più cablato, vivono più
a lungo, sono la programmazione genetica per eccellenza,
sono meno avide quando si danno e ricevono regali,
riescono a stare bene da sole per tutta la vita, riconoscono
meglio il comportamento non verbale e sgamano più
velocemente le bugie... e tutto questo non ti pare
ingiusto? ;-)


Chiaramente scherzo...le ingiustizie le hanno vissute loro
per secoli e secoli, per questo motivo sono diventate da
molti punti di vista più "intelligenti" di noi...ma una super
nuova ricerca dimostra una cosetta davvero interessante:
nella interpretazione se un messaggio di "ricerca partner"
sono molto meno accurate di noi nello stabilire se quel
determinato messaggio farà breccia nel cuore dell'
uomo
o meno.


Ok...mi spiego meglio, Wiseman e i suoi collaboratori si
sono occupati di speed daiting...cioè di quegli incontri che
si tengono rapidissimi fra due persone (in teoria single;))
in contesti programmati. Qui hanno fatto numerosi studi
è uno dei più carini faceva semplicemente questo: faceva
scrivere un testo di 20 parole per "accalappiare" la
attenzione delle persone dell'altro sesso...


Poi chiedevano alle persone di giudicare quanto quello
specifico messaggio avrebbe influito su una persona. Bene
il risultato più simpatico è stato che, le donne, rispetto agli
uomini non riuscivano a predire la percentuale di efficacia
dei loro messaggi...mentre i maschietti si :-))) e con una
percentuale sbalorditiva. Insomma risulta che le donne
pensano ai maschietti troppo ancora per stereotipi (
ovviamente in questo esperimento)...


...Per cui secondo le donne l'uomo sarebbe stato attratto
da un messaggio contenente le misure della donna
piuttosto che i suoi hobby o le sue passioni. Altro dato
molto interessante è quello legato alla descrizione della
persona all'interno del messaggio. Dopo numerose prove
fatte con diversi giudici gli sperimentatori hanno
selezionato 3 tipologie diverse di messaggi:


La prima (a) era la descrizione "tutto io", dove la persona
descriveva solo se stessa...la seconda (b) "io e te" dove
c'era una descrizione di entrambi (tipo sono alto, carino e
simpatico e cerco una tipa simpatica...ecc). E il terzo era
la descrizione solo "dell'altro". Secondo te quali di questi
hanno fatto più presa sul pubblico a...b...o c? hai a
disposizione la chiamata a casa se vuoi :D


La risposta è stata "la via di mezzo"... ma una "via di mezzo"
bizzarra perché non si trattava di messaggi al 50 e 50 quelli
più efficaci. Ma quelli al 70 e 30...dove per 70% si intendeva
la tua descrizione e al 30% la "sua" descrizione. Un come
se facendo le cose 50 e 50 l'altro si insospettisse...mentre
con un po' di egocentrismo in più il messaggio diventa più
attraente. Ricordi l'articolo sui narcisisti? penso che il
meccanismo sia un po' lo stesso.


Concludendo: finalmente un po' di soddisfazione anche
per noi maschietti! dopo tutte le sfacciate fortune della
donna ;-) Noi (includendomi nella categoria;)) siamo più
bravi a capire che cosa può piacere ad una donna che non
il contrario... Fammi sapere se ti piace questo argomento
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A presto
Genna

mercoledì 17 febbraio 2010

Ipnosi: la trance ipnotica negli animali

















Ciao,


noi esseri umani non siamo gli unici animali ad entrare in
trance ipnotica, cioè a modificare il nostro stato di
coscienza. Questo succede sia a noi più volte durante la
giornata e sia negli animali. Ho beccato un filmato molto
carino in cui vengono mostrate e descritte molte trance
ipnotiche animali. E' bello sapere che il modificarsi della
coscienza non sia solo una prerogativa umana.




Visto? Il comportamento che adottano gli animali qui
è dato dalla paura. E potrebbe apparire come una
"semplice finta" ...e invece pare che i loro parametri
fisiologici siano molto simili a quella della trance ipnotica
che viene a generarsi nell'uomo. Tempo fa abbiamo
parlato di "comune trance quotidiana" ipotizzata da
Erickson e sviluppata insieme ad Ernest Rossi.


In pratica, nell'arco di circa 90 minuti, la mente umana
scivola per circa 10 minuti in uno stato ipnotico. E' uno
stato molto particolare e di confine, nessuno stramazza
al suolo. Non si sa ancora con certezza perché avvenga
ma quasi sicuramente è una forma di "ripristino" e di
recupero di energie e dati. Come se avessimo una
sorta di riposto fisiologico imposto da madre natura.


Per cui la trance ipnotica è un fenomeno spontaneo e
naturale, chi utilizza l'ipnosi o altre tecniche per usarla
non fa altro che attivare e guidare qualcosa che già c'è.
Ed il fatto che anche altri animali facciano qualcosa di
simile, mi porta a pensare che sia un meccanismo di
certo utile...visto che non l'abbiamo perso.


Come avrai intuito il mio punto di vista è evoluzionista,
per cui credo che se in alcuni animali possa essere
utile quel meccanismo per restare immobili per ore ed
ore con lo scopo di non farsi mangiare... la nostra specie
ha migliorato l'utilizzo di questi stati, usandoli per
migliorare, per guarire e per stare meglio. E questo
accade dalla notte dei tempi, da quando l'uomo ha
iniziato a fare rituali.



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A presto
Genna

martedì 16 febbraio 2010

Parapsicologia: la ragazza che spegne i lampioni



















Ciao,


ti ricordi quando abbiamo parlato di meccanica quantistica?
da quel periodo ho fatto molta ricerca personale ma senza
mai giungere ad una reale conclusione...si perché se parli
con un fisico ti dice una cosa mentre un altro ti dice
l'opposto. I "fisici" che lavorano qui nei laboratori di
Padova (quelli che conosco io) sono tutti un po' contrari
alla mitizzazione delle teorie quantistiche per suffragare
idee come la Legge di Attrazione o le sue derivazioni.


Qualche sera fa sono stato invitato ad una cena, subito
credevo che si trattasse di qualcosa di intimo..e invece
eravamo in 12...mica tanto intimo ;-) Fra gli invitati c'era
una giovane coppietta che, guarda il caso era proprio
seduta davanti a me a tavola. Chicchieriamo molto di
sfiuggita sino a quando, uno dei due, non inizia a parlare
di "psicoterapia". Allora allungo un po' le orecchie e
poi iniziamo a conversare.


Si parla delle solite robe fra colleghi quando all'improvviso
iniziano a sparlare di un loro docente. E su come avesse in
qualche modo tentato di indottrinarli raccontandogli una
storia molto suggestiva che gli era capitata personalmente.
Una sua studentessa era in grado spegnere "con la sola
forza del pensiero" i lampioni delle vie cittadine padovane.
Ottimo modo per far riparmiare soldi al sindaco ;-)


Ok...di storie del genere se ne sentono tutti i giorni, anche
io ho un cugino che aveva un amico di un amico che dice
di spegnere la tv a distanza...e senza telecomando ;-)))
Ma questo è un caso diverso perché: il docente è il
responsabile scientifico di una scuola molto "importante"
di psicoterapia...2° lui stesso ha confermato di aver fatto
delle prove portando in giro la ragazza... il docente ha
confermato il tutto tirando in ballo la meccanica
quantistica.



Dagli esperimenti di Tressoldi, sulla parapsicologia,
sarebbe quasi da credere che sia tutto vero...ma non è
così... o almeno fino a quando qualcuno non vincerà la
somma messa in palio dal CICAP...1 milione di euro...
Esporre teorie del genere alle menti delle matricole di
una scuola di psicoterapia è un concetto pericoloso e
anzi ...una lama a doppio taglio...


da una parte può essere considerato come un modo per
aprire la mente al potenziale umano...un modo per
abbattere le convinzioni limitanti ed installarne una
molto potenziante....dall'altra parte può essere il modo
migliore per mettere confusione e dubbi. Fino magari
a credere...che basti "credere di poter aiutare per
aiutare"...scusa turpiloquio ;-) Di certo credere è
fondamentale ma non è assolutamente tutto...


...Io non devo credere in questa tastiera per far si che
le lettere compaiano sullo schermo, così come esistono
tecniche di intervento in cui, non hai bisogno di credere
affinché funzionino...anche se...se ci credi funzionano
1000 volte di più. Tornando all'esempio estremo della
tastiera: se tu "non credessi" nel fatto che pigiando dei
tasti le lettere comparirebbero sullo schermo...allora
molto probabilmente non ci proveresti nemmeno...
...oppure inizieresti a dire che è solo un caso...


Concludendo: forse c'è davvero chi spegne i lampioni
con la forza del pensiero ma "la scienza attuale" non ne ha
ancora le prove. Per cui quando inizi un percorso di
formazione stai attento a cosa "vogliono venderti" ;-)
fammi sapere il tuo parare lascia un commento qui sotto
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A presto
Genna

lunedì 15 febbraio 2010

PNL: metaprogrammi e linguaggio di influenza...





















Ciao,


oggi ti parlo dei "metaprogrammi" della PNL...sai che cosa
sono? si tratta di scorciatoie di pensiero che sono utili da
conoscere quando vogliamo "osservare" in modo rapido
il comportamento delle persone. Probabilmente oggi ti
aspetti un audio...ma non ne ho avuto il tempo, ti assicuro
che se leggerai questo post fino alla fine potrai trarne delle
buone dritte ;-)


Questi "metaprogrammi sono generalizzazioni sul
comportamenti delle persone ma qualcuno e, nello specifico
"Shelle Rose Charvet" ne ha tratto qualcosa di più.. facendo
anche ricerche interessanti. Ha scoperto che queste
"descrizioni" possono essere ricalcate verbalmente per
poter aiutare le persone ad essere "più motivate"...
oppure per entrare in rapport ...e guidarle...l'autrice lo ha
chiamato linguaggio di influenza ;-))


Se non ci hai capito niente.. tranqui.. ora con gli esempi
diventerà tutto più chiaro. Sono certo che se conosci la
PNL sai già un sacco di cose, ma se non hai mai visto il
lavoro della Charvet vedrai che ci sono un molte nuove
"chicche";-) Voglio analizzare per bene, per ora, solo un
metaprogramma...il più noto.... Ti assicuro che il semplice
riconoscimento di questo potrà raddoppiare la tua abilità
nell'entrare in rapport con i tuoi clienti.


Metaprogramma direzione: Verso e Via da...


è il più famoso ;-) che indica in quale direzione vanno per
la maggiore le persone...e che cosa le motiva... Vanno verso
qualcosa ...oppure si allontanano da qualcosa? Le persone
che sono maggiormente "verso" sono orientate all'obiettivo.
Sono motivate dai risultati, dal conseguire...ecc.. Spesso il
loro modo di fare le cose risulta essere "superficiale" agli
occhi degli altri perché non si fermano a ragionare sugli
eventuali rischi e problemi.


Chi è maggiormente "via da..." è l'opposto. E' motivato
dall'evitare qualcosa quindi spesso dalla "paura" di cadere
nei tranelli. Si attivano quando ci sono problemi e cose da
evitare piuttosto che obiettivi da raggiungere. Per questo
sono degli ottimi controllori e in alcuni contesti sono molto
bravi a sottolineare "quello che non va". Ma al contrario
possono avere grossi problemi con il raggiungere i loro
obiettivi e gestiscono male le priorità.


Ecco questa è la descrzione, chiaramente è tutta una super
generalizzazione ma molto utile perché se vuoi motivare un
tuo collega...ti basta capire in quale direzione va...ed
adattare il tuo linguaggio al suo modo di "vedere le cose".
Ti mostro una conversazione "distonica tipo"...cioè in cui
le due persone parlano usando due "stili diversi":


Domanda: "perché hai scelto questo lavoro?":
Verso: "Voglio diventare un dirigente e comprarmi tutto
quello che mi passa per la mente. Far stare bene la mia
famiglia e la gente che mi circonda".
Via da: "Perché quello precedente non mi piaceva. Poi ho
bisogno di dare delle sicurezze alla mia famiglia".


Linguaggio Verso: chi è verso utilizza frasi brevi e veloci,
non ha il tempo di parlare, deve raggiungere qualcosa.
Il linguaggio di influenza, cioè per ottenere la sua attenzione:
avere, ottenere, conseguire, raggiungere, prendere,
conquistare, ti permette di, puoi prendere X, otterrai
questo e quest'altro, mira e spara.


Linguaggio Via Da: è più prolisso, uitilizza frasi più
complesse rivolte alla risoluzione o all'evitamento di un
problema. Il linguaggio di influenza conterrà le parole:
evitare, andare via, risolvere, non dovrai fare, prevenire
aggiustare, liberarsi da X, non è perfetto, scopriamo che
cosa non va, non dover avere a che fare
...


Oggi giusto per verificare con i tuoi occhi, ascolta chi ti
parla ricercando nel loro linguaggio la "direzione"...e fai
delle prove. Ti assicuro che ne resterai piacevolmente
colpito ... fammi sapere se ti piace questo argomento,
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A presto
Genna

domenica 14 febbraio 2010

Formazione: "serve conoscere il cervello?"



















Ciao,


anche tu fai formazione? è difficile non farla nella propria
vita anche soltanto di passaggio. Se fai il genitore, ad
esempio, fai formazione... e se come me sei appassionato
di psicologia sarai di certo anche tu stato investito dalle
meraviglie delle neuroscienze di questi ultimi anni. Ma
per insegnare come si deve e per migliorarsi serve
conoscere questi studi? ...


Secondo Roberto Cubelli docente di nueropsiocologia alla
Università di Treviso (prima insegnava anche a Padova, ci
ho fatto l'esame di Psicologia Fisiologica) le neuroscienze
non servono all'educazione. Questo suo pensiero è stato
articolato nella rivista scientifica Cortex (2009)...in cui il
professore fa una lunga disamina sul fatto che, si le
neuroscienze non servono ma che invece servono le
numerose teorie sull'apprendimento.


Sarebbe un pò come dire che, per saper guidare l'auto
è necessario conoscere tutti i sottili meccanismi che
regolano il motore. Tuttavia, se vuoi diventare un pilota
esperto è necessario che tu conosca tutte le teorie e le
loro applicazioni per guidare sempre meglio. E anzi è di
fondamentale importanza che continui ad aggiornarti...
perché le auto cambiano, i contesti cambiano e la ricerca
scopre sempre cose nuove che spesso restano relegate
nei laboratori (soprattutto nel nostro campo ;-)))


Ad esempio Cubelli cita Baddeley e Longman (Ergonomics
1978) hanno dimostrato che è preferibile programmare le
lezioni in modo "parallelo", piuttosto che fare dei super
seminari intensivi. Hanno dimostrato la superiorità della
"pratica distribuita" piuttosto che un apprendimento
intensivo. Pensaci se sei un formatore/insegnante e non
conosci queste teorie rischi di proiettare il "modo che piace
a te"...magari quello intensivo...piuttosto che preferire
quello che è stato dimostrato essere il migliore per
l'apprendimento.


Questo è uno dei meravigliosi esempi che Cubelli mostra
per sottolineare l'importanza di conoscere le teorie legate
a questo mondo...ma se da una parte fa questo dall'altra
mette sotto luce il fatto che "è inutile, se il tuo mestiere è
fare il formatore" conoscere le neuroscienze. Attenzione
però perché qui il filo è molto sottile, se da una parte è
inutile sapere che cosa sono i neuroni specchio dall'altra è,
secondo il mio parere, fondamentale sapere che ci sono e
sapere come "agiscono"... per cui la cosa non mi è
ancora chiara ;-)


Tu invece che cosa ne pensi? lascia un commento qui
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A presto
Genna

Ps. Buon San Valentino a tutti gli innamorati :-)

sabato 13 febbraio 2010

Psicologia: "perchè ci piacciono i narcisisti?"


















Ciao,


"narcisista maledetto"...eppure pare che all'inizio siano le
persone che ci attraggono maggiormente, ma perché?
Pare che questo accada perché inizialmente vogliamo
"sfruttare" i loro comportamenti per essere più belli noi...
L'accezione di "narcisismo" che userò qui non è quella
clinica (ok...invasati della diagnosi? ;-)) ma quella più
"popolare"...


Gli studi dimostrano che siamo maggiormente attratti
dalle persone che sono centrate su se stesse...dalle
persone che se ne fottono degli altri (apparentemente)
La psicologa sociale Mitja Back ha indagato questo
fenomeno... la cosa pazzesca è che anche gli psicologi, in
genere sono attratti da queste persone... ti basta solo
fare un giretto cercando "narcisismo" fra gli archivi di
un qualsiasi collega (psicologo ;-))...il primo è stato
proprio Freud.


Mitja Back e colleghi hanno chiesto a 73 matricole che non
si erano mai incontrate prima di presentarsi uno ad uno alla
nuova classe. Ognuno veniva valutato dagli altri dopo essere
stati visti, anche, in una videoregistrazione. Dopo questa
fase i soggetti hanno compilato un questionario che aveva
per obiettivo il rilevare tratti di personalità relativi al
narcisismo.... ecco i risultati:


1) I narcisisti sono più popolari: il punteggio di
piacevolezza...di chi è risultato essere "narcisista" al
questionario è stato significativamente più alto.


2) I narcisisti hanno ricevuto punteggi più alti:
nelle 4 aree studiate dai ricercatori... più alta leadership,
self-confidence (autostima), più auto-ammirazione,
più entitlement (autorizzati a fare qualcosa"...


3) I narcisisti appaiono, parlano e si muovono
meglio:
il motivo per cui i narcisisti piacciono pare sia
nascosto nelle facce affascinanti che riescono a produrre,
parlano in modo più sicuro, si vestono meglio, si curano
di più ...e a volte sono più simpatici ;-)


Chiaramente tutti questi effetti sono di breve durata,
altri studi confermano che nel lungo andare non sono
di certo i narcisisti a spuntarla...ma pare che abbiano
un ottimo appeal al primo colpo...ed è per questo motivo
che troviamo tanti "narcisi" che partecipano ai Reality
Show...perché li scelgono proprio così...per fare in modo
che attirino subito la nostra attenzione e la nostra
"simpatia"
.


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A presto
Genna


Ps. ah...dimenticavo quella nella foto sono io...e ahimè
sono un narciso... ;-)))))