mercoledì 27 ottobre 2010

Comunicazione: "persuadere con un linguaggio efficace" ;-)


















Ciao,


dai retori più antichi ai moderni pubblicitari tutti sanno
che sono le emozioni ad essere la leva persuasiva più
importante. Nella comunicazione persuasiva sono le
parole a farla da padrone e con l'uso accorto di queste
è davvero possibile muovere gli animi per portare
acqua al suo mulino. So che forse starai già pensando
ad un articolo che parola della "poetica nel linguaggio
per evocare immagini" (cosa davvero utile) ma non
voglio parlarti di questo...cazzo!


Ah...hai notato? ho usato una parolaccia...e l'ho fatto
apposta. Per due motivi: il primo è che sto per mostrarti
uno studio su come le "parolacce" possano essere utili
per veicolare emozioni ed essere più persuasivi ed il
secondo per "scremare" tutte quelle persone che non
possono proprio sentir parlare di parolacce. Per cui è
anche una forma di scherzoso rispetto ;) Uno studio del
2006 condotto da Scherer and Sagarin ha chiesto ad 88
ragazzi di fare un dibattito (cosa in voga nei paesi
anglosassoni e sarebbe carino vederlo anche qui
da noi ;-)).


I ricercatori hanno scoperto che quei discorsi che
contenevano delle "leggere parolacce" erano anche
quelli che persuadevano maggiormente. E' chiaro che
non è la parolaccia in ad essere efficace, ma il modo
con cui essa viene detta... Nel mio ultimo corso dal
vivo ho detto scherzando che "le parolacce" sono delle
nominalizzazioni...ma non è proprio esatto (data la
definizione di nominalizzazione) tuttavia svolgono un
ruolo molto simile: cristallizzano una grande quantità
di significati in una sola parola. (a parte il vaffanculo
che è un vero e proprio "moto a luogo" ;-)).


Ti avevo già parlato di come molti comunicatori di
estrema efficacia utilizzino un linguaggio colorito. Ad
esempio in questo video molto bello, puoi vedere
Richard Bandler che fa un intervento dal vivo ed usa
un bel po' di paroline interessanti ;-) (ringrazio lo Zio
Hack per aver condiviso il video su fb ...tra qualche
giorno lo analizziamo insieme ok? ;-)). Un linguaggio
denso di significato che smuove gli animi e quello
che, secondo i ricercatori ha fatto la differenza nella
persuasività dei discorsi preparati dai partecipanti
dello esperimento.


Concludendo: il turpiloquio non è una cosa bella da
ascoltare... ma di certo alcune piccole parole, che
spesso ci scappano proprio perché siamo emozionati,
possono essere importanti proprio per veicolare le
emozioni e smuovere gli animi. Tuttavia ti ricordo che,
seppur questo stratagemma retorico sia efficace ti
sconsiglio di usarle con te stesso...perché spesso
portano ad un circuiti di auto-critica pericolosi...
insomma...preferisci sempre le emozioni positive :)


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A presto
Genna

2 commenti:

elisa ha detto...

E pensare che io sono mesi che cerco di cancellarle completamente dal mio linguaggio... senza molti risultati per altro, accipicchia! ;P

A me piace se sono utilizzate in giusta misura e in maniera spontanea (o che sembri spontanea :)) come hai fatto tu al corso ad esempio.

Mi è capitato anche di seguire un corso con Alessio Roberti e sentirne veramente troppe, fastidioso... erano fuori luogo e mi è sembrata una forzatura.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Elisa,

hai ragione "quando sono troppe" non è bello. Bisogna usarle naturalmente e per sottolineare i punti importanti.

grazie :D